venerdì 26 settembre 2025

ORIOLO ROMANO: BORGO MEDIEVALE FEUDO DELLE FAMIGLIE SANTACROCE E ALTIERI

 STORIA

Oriolo Romano é un Comune di 3.706 abitanti della Provincia di Viterbo, situata nel territorio storico della Tuscia Viterbese, territorio di confine e commercio tra le civiltà italiche dei Falisci e degli Etruschi.

Posto al confine con la Provincia di Roma, é incluso nel comprensorio dei Monti Cimini, lungo l'antica strada consolare Clodia, che congiungeva il territorio settentrionale di Roma con l'Alto Lazio.

Nel XVI secolo, in particolare a partire dal 1560, il feudo, fino a quel momento posseduto dagli Orsini, passò sotto il controllo dei Santacroce. L'insediamento sorse nell'area vuota creata a seguito del disboscamento di un'originaria faggeta.

Il Signore inviò i Capannari, contadini e boscaioli provenienti dalla Toscana e dall'Umbria, per compiere le operazioni di disboscamento. Le nuove terre vennero concesse in enfiteusi e messe a disposizione dei nuovi abitanti, con l'obbligo di coltivare le terre e disboscare le macchie, corrispondendo al Signore un quinto di quanto raccolto.

I primi abitanti di Oriolo emigrarono dall'Umbria, in particolare dal comprensorio di Orvieto.

L'influenza degli accenti dialettali umbri sono ancora rimasti negli abitanti di Oriolo Romano.

Nei primi anni del XX secolo vi venne fondata l'Università di Agraria che, ancora oggi, controlla tutto il comprensorio agricolo e campestre di Oriolo. L'ente universitario si occupa della tutela del patrimonio boschivo.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante Oriolo Romano si sia sviluppato quasi completamente in epoca rinascimentale, e non presenti i  caratteristici scorci medievali, merita una visita per gli straordinari tesori artistici che offre.

Piazza principale di Oriolo Romano verso la colonna centrale


Piazza principale di Oriolo Romano verso la Chiesa di Sant'Antonio da Padova

1) LAVATOIO PUBBLICO

Il Lavatoio Pubblico venne edificato in sostituzione di quello più antico.

I lavori di edificazione vennero intrapresi a partire dal 1925, venendo portati a compimento il 31 Luglio 2026.

Venne realizzato con vasche comunicanti e tetto di tegole, in sostituzione del tetto in Castagno, previsto in un primo momento, poi sostituito.

Veniva utilizzato, oltre che per lavare i panni, anche come luogo d'incontro delle donne del posto.


Interno del Lavatoio Pubblico


Vasca del Lavatoio ancora piena


Vasca del Lavatoio ormai vuota

2) CONVENTO DI SANT'ANTONIO DA PADOVA

Il Convento di Sant'Antonio da Padova é la principale architettura religiosa della cittadina.

La chiesa venne edificate a partire dal 1675, insieme all'annesso Convento dei Padri Minori Osservanti.

Dai documenti é pervenuto che, durante la costruzione, il Principe abbia fornito i materiali necessari mentre, i frati , provvidero a mettere in opera i materiali forniti e dare corpo alla costruzione.

Il Convento venne fornito di camere, cisterna, refettorio, chiostro, stalla, lavatoio, cantina.

Fino al 1873 il Convento venne abitato dai Frati Minori. I Frati vennero espulsi durante le Campagne Napoleoniche, per essere poi nuovamente espulsi nel 1888, come effetto delle Leggi Eversive dello Stato Unitario, adottate nel 1866.

I Frati riuscirono a tornare in possesso del Convento dopo quattro anni.


Facciata della Chiesa di Sant'Antonio da Padova


Interno della chiesa a navata unica
in stile neoclassico


Volta del presbiterio


Cappella laterale


Volta affrescata della cappella laterale

3) PALAZZO SANTACROCE ALTIERI

Principale monumento del centro storico é Palazzo Santacroce Altieri, edificato tra il 1578 e il 1585.

Rappresenta uno dei principali esempi del Manierismo italiano e laziale.

Tra il XVII e il XVIII secolo il palazzo assunse le attuali sembianze, su progetto di Carlo Fontana che, al corpo principale, aggiunse le due ali laterali, contribuendo a conferirgli l'aspetto odierno.

FACCIATA

La facciata del palazzo poggia su un loggiato a cinque arcate, poggiante a sua volta sul sottostante vano rettangolare in basalto

E' ripartita in tre sezioni, una centrale, più arretrata mentre le ali laterali sbalzate in avanti, hanno forma rettangolare.

Nel retro della facciata, in posizione asimmetrica rispetto al complesso del palazzo, venne elevata la Torretta dell'Orologio, l'ingresso venne abbellito con un portale a tutto sesto in pietra basaltica, con dinanzi un'elegante fontana.

Veduta della facciata del Palazzo Santacroce Altieri con Torre dell'Orologio


Facciata rinascimentale del Palazzo

INTERNO

L'interno della Villa si snoda tra i vari saloni splendidamente affrescati con una decorazione esuberante tipica del Manierismo, con temi afferenti la Mitologia Classica.


Scalone monumentale con volta a botte
affrescata


Affreschi della volta a botte dello Scalone

SALONE DEGLI AVI

La visita ha inizio dal Salone degli Avi, principale salone di rappresentanza, parte della prima fase di edificazione del palazzo, avviata dai Principi Santacroce nel 1578.


Portico di accesso monumentale al Salone degli Avi


Gruppo scultoreo della lunetta che sovrasta il portale con due angeli che sorreggono lo Stemma delle Chiavi di San Pietro

Venne in seguito ridecorato nel 1600 con l'arrivo dei nuovi feudatari Altieri.

In origine tutte le pareti della sala erano affrescate, mentre oggi gli affreschi si sono conservati solo sulla volta a botte

La volta é ripartita in cinque sezioni, di cui una centrale, e quattro angolari. Vi si trova rappresentata una sontuosa quadratura, composta da ghirlande e stelle araldiche che lasciano intravedere il cielo.

Al centro della volta, affrescata da un autore della scuola di Carlo Maratta, é raffigurata Aurora.

Sulle pareti in corrispondenza delle finestre sono raffigurati due Armoni, grandi scudi araldici di legno che recano le stelle, simbolo degli Altieri. Gli Armoni sono decorati con motivi a volute e fiori, realizzati tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo.

Alla fine del XVIII secolo lo scultore Raffaele Secini scolpì i quattro busti in gesso di personaggi vestiti all'antica, riposti nelle nicchie ovali.

Salone degli Avi


Volta affrescata del Salone


Affresco centrale della volta raffigurante Aurora


Affreschi di Festoni agli angoli della sala

SALA DELLA PACE E DELLA COGNIZIONE

La sala é un ambiente di passaggio che immette nell'ala orientale del palazzo.

Le pareti sono state decorate intorno al 1800. Al centro della volta si trova un affresco incorniciato da un ovale contenente un'immagine simbolica, in grado di condensare gli effetti del governo di Gaspare Altieri e i suoi benefici.

Il primo affresco é una raffigurazione allegorica della Pace, simboleggiata da un ramoscello d'ulivo sulla mano destra. Tale allegoria é accompagnata da un amorino che stringe una clava.

La donna sulla destra, allegoria della Cognizione, reca in mano una torcia accesa, allegoria dell'Intelletto e della sua importanza per vedere le situazioni con chiarezza.

Ai suoi piedi, un altro amorino sorregge un libro aperto, allegoria della Conoscenza che si raggiunge solo attraverso lo studio.

SALA DA PRANZO

All'inizio del XVIII secolo questa sala veniva utilizzata come camera da letto.

Nel 1781 la sala venne rinnovata dall'Architetto Giuseppe Barberi e utilizzata come camera da letto.

L'ambiente presenta una decorazione di gusto neoclassico.

Ogni angolo della sala é affrescato. Le pareti sono affrescate da finte tele, utilizzando la tecnica del maroufllage. Sono inoltre raffigurati grottesche e figure mitologiche.

Vi si trovano poi cornici a rilievo contenenti vedute di paesaggi appartenenti ai feudi degli Altieri.

Sulle pareti dinanzi alle finestre é raffigurato il palazzo di Monterano con la dirimpettaia fontana progettata dal Bernini.


Sala da Pranzo


Pareti della Sala affrescate con Vedute di
Paesaggi dei feudi della Famiglia Altieri


Volta della sala affrescata con la Scena di un banchetto

Le porte che si affacciano sulla sala presentano ante lignee dipinte: vi sono raffigurate cornici ovali con all'interno amorini che svolgono attività connesse al mese dell'anno, cui rimandano i segni zodiacali raffigurati nel piano ove poggiano i piedi degli amorini.

I putti marmorei delle nicchie circolari che si aprono sui lati corti, sono allegorie delle quattro stagioni.

Porte dipinte della Sala

SALA DEL SOGNO DI GIACOBBE

La Sala del Sogno di Giacobbe é la prima delle quattro stanze dell'appartamento voluto da Giorgio Santacroce e portato a compimento da suo figlio Onofrio negli anni Novanta del XVI secolo.


Sala del Sogno di Giacobbe

Le volte vennero affrescate da una squadra di maestranze che lavorò anche nel cantiere della Scala Santa di Roma, con le Scene dell'Antico Testamento.


Volta della sala affrescata con le
Scene dell'Antico Testamento e,
in particolare, la Morte di Isacco,
padre di Giacobbe

Nell'ovale centrale della volta é raffigurato l'episodio del Sogno di Giacobbe, tratto dal Libro della Genesi, da cui la sala prende il nome: Giacobbe vide in sogno una Scala che collegava il Cielo alla Terra. Nel sogno la Scala Santa veniva percorsa dagli angeli sia in salita, che in discesa.

Durante il sogno Dio predisse a Giacobbe il possesso di una terra per i propri sudditi, dove poter mettere radici e allevare una folta discendenza.


Volta affrescata con il Sogno di Giacobbe,
quando il padre d'Israele, sognò la Scala
con cui raggiungere il paradiso, mentre
ebbe da Dio la promessa di una
lunga discendenza

Ai lati della volta si trovano rettangoli che raffigurano altri episodi della vita di Giacobbe, come quello della Morte del padre Isacco, nel quale Giacobbe ottiene, con uno stratagemma, il regno per la sua progenie.

Nei riquadri del padiglione, sono raffigurate le scene de: l'Incontro tra Giacobbe e Rachele al pozzo, Rachele condotta ad Isacco, la Morte d'Isacco e il Labano che cerca gli idoli nella tenda di Rachele.


Affresco di Rachele condotta da Isacco


Affresco del Labano che cerca gli idoli
nella tenda di Rachele

SALA DI ELISEO

Nella Sala di Eliseo sono affrescati, nel soffitto con volta a padiglione, i Miracoli del Profeta Eliseo.

Nel riquadro centrale é raffigurata la Guarigione del Sovrano Nàaman dalla Lebbra, con il Re che, giunto nella Valle del Giordano con il suo esercito al seguito, indica le acque del Fiume Giordano.

Sala dell'Eliseo

Sui lati corti sono affrescati dei riquadri, con il Miracolo dell'Olio della Vedova, che si moltiplicò dopo che la donna ebbe seguito le indicazioni di Eliseo e la raffigurazione del Miracolo dell'Ascia, perduta nel Giordano da uno dei seguaci di Eliseo, e rinvenuta perché il Profeta la fece riemergere miracolosamente.

Affresco del Miracolo dell'Olio della Vedova

Affresco del Miracolo dell'Ascia Perduta

Nei lati lunghi sono affrescati la Moltiplicazione dei Pani, quando con pochi pani si riuscirono a sfamare cento persone mentre, nell'altro lato la popolazione degli Aramei, di cui Eliseo era Re, vengono rifocillati e congedati da Israele.

Agli angoli della sala si trovano gli Stemmi degli Orsini.

Al centro della sala é affrescato il Miracolo della Guarigione del Re Nàaman dalla Lebbra.


Centro della volta a padiglione affrescato
con il Miracolo della Guarigione
del Re Nàaman dalla Lebbra

GALLERIA DEI PAPI

Il bastione orientale del palazzo, venne utilizzato dagli Altieri per realizzare pla pregevole e fastosa Galleria dei Papi.

Probabilmente progettata da Carlo Fontana, presenta una pianta rettangolare, con tetto piano, una lunghezza pari a settanta metri, suddivisa in nove salette, con l'obiettivo di raffigurare tutti i papi.

La sua realizzazione venne commissionata dal nipote dal Cardinale, Paluzzo Altieri, lo stesso Cardinale Altieri che, più tardi, sarebbe stato eletto al soglio pontificio con il nome di Clemente X.

Ogni riquadro della sala comprende il ritratto del Papa, lo Stemma della Famiglia, le date del pontificato e un'iscrizione latina che ricorda i suoi principali risultati.

Galleria dei Papi


Tele raffiguranti i Papi medievali


Tela di Martino IV, ultimo Papa
del periodo viterbese

SALA DEL RIPOSO

La Sala del Riposo aveva l'obiettivo di ospitare la biblioteca fino al Settecento, periodo in cui si decise di trasformarla in un luogo di sosta più intimo.

La piccola sala venne progettata e decorata da Giuseppe Barbieri, sia nelle pareti, che nella volta.

I paesaggi sono incorniciati da meandri e cornici a grottesche che ripartiscono le scene in più riquadri mentre, all'interno di tondi a fondo azzurro sono raffigurate le scene delle Metamorfosi di Ovidio.

Alcune vedute sono di fantasia mentre altre reali.

SALA DEL SACRIFICIO DI ELIA

La sala prende il nome dall'affresco sulla volta, che rappresenta il Sacrificio del Profeta Elia sul Monte Carmelo.

Elia chiede ai seguaci israeliani del dio Baal di sacrificare un vitell9o, e chiarisce che lui farà la stessa cosa. Tuttavia chiede anche di non accendere il fuoco, ma che i seguaci di Baal dovessero invocare il loro dio per innescarlo.

Nonostante i sacrifici dei Sacerdoti, il fuoco non si accende mentre Elia, inginocchiato sulla sinistram, mostra ai uoi seguaci il vitello bruciato sul fuoco divino.

NB. Le informazioni storiche di Oriolo Romano, sono state estrapolate dal post "Storia del Comune", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Oriolo Romano", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Convento di Sant'Antonio da Padova, sono state estrapolate dal post "IL CONVENTO DI SANT'ANTONIO DA PADOVA", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Oriolo Romano", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni sulla storia e sulla facciata e gli interni del Palazzo Santacroce Altieri sono state estrapolate nel post "PALAZZO ALTIERI", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Oriolo Romano", in www.halleyweb.com.

BASSANO ROMANO: FEUDO STORICO DELLE FAMIGLIE GIUSTINIANI E ODESCALCHI

STORIA

Bassano Romano é un Comune di 4.664 abitanti della Provincia di Viterbo, situato a sud della catena dei Monti Cimini e dell'Agro Falisco, con cui confina, in direzione di Roma.

Il borgo nacque intorno all'anno Mille quando alcuni boscaioli, di origine campana e toscana, si stabilirono nei pressi dell'odierno Largo Giuseppe Altobelli, per garantirsi l'approvviggionamento di legname e carbone. In questa zona venne edificata il primo edificio religioso, la Chiesa della Madonna delle Capanne, demolita per difetti statici nel 1964.

Nel Medio Evo il borgo divenne noto come Feudus Bassani, entrando a far parte dello Stato Pontificio.

Enotrio Serco, Signore di Sutri, tentò di assoggettare Bassano al sui governo, riuscendo nell'intento, e gettando le basi per la costruzione della Villa Giustiniani Odescalchi. Ad Enotrio Serco succedette Riccardo di Puccio che, insieme alla famiglia romana dei Savelli e a quella degli Anguillara, divenne proprietario del feudo.

Nel 1428 la parte di territorio amministrata dai Di Puccio viene assoggettata al governo del temibile Everso II degli Anguillara, che morirà nel 1464. Nel 1482 il Pontefice Sisto VI assegnò agli Anguillara anche la terza parte del feudo che ancora apparteneva ai Savelli, ricompensandone i membri della Famiglia con un indennizzo di esproprio.

A partire dal 1605 il Castello divenne feudo dei Giustiniani, venendo eletto a Marchesato dal Pontefice Paolo V Borghese. Nel 1644 Papa Innocenzo X Pamphilj eleva Bassano al rango di Principato, riconoscendo ad Andrea Giustiniani il titolo di Principe.

L'inizio del XVIII secolo é alquanto funesto per Bassano: nel 1701 venne colpito da una grave epidemia, così come nel 1709 mentre, nel 1770 si diffonde una contagiosa forma influenzare che provoca molti decessi fra la popolazione.

In particolare, la fine del XVIII secolo segna l'inizio dell'invasione francese, da parte dell'esercito di Napoleone Bonaparte. Nel 1798 il Generale Berthier istituirono la Repubblica Romana.

Nel Luglio 1799 la disputa per un cannone lasciato incustodito il Località Aiola da insorti napoletani in fuga, si accese una battaglia con le truppe francesi che, alla fine, si arresero e si diedero alla fuga.

Tuttavia la guerra non terminò: il 31 Luglio dello stesso anno le truppe francesi tornarono a saccheggiare il borgo, stavolta distruggendolo: vennero devastate cantine, abitazioni, granai e negozi.

Il 25 Agosto il saccheggio dei francesi venne vendicato dall'esercito ungherese guidato dal Conte Zuba. I francesi non si arresero e tornarono a Bassano per vendicarsi compiendo altri gravi saccheggi. 

Dopo le guerre subite, sentendo il bisogno di rifugiarsi nella fede religiosa, i bassanesi introdussero il culto della Madonna della Pietà, edificando un santuario al Lei dedicato, ancora esistente.

Nonostante l'abolizione del feudalesimo da parte di Napoleone nel 1806, i diritti feudali rimasero a Bassano e, nel 1854, il Principato venne ceduto agli Odescalchi. I Duchi rimasero padroni della cittadina anche dopo l'Unità d'Italia.

I nuovi Duchi non si preoccuparono del benessere della società cittadina anzi, si resero responsabili di delitti politici, come nel caso dell'omicidio di Salvatore Pezzi del 1891, fatto che fece grande scalpore. Il delitto avrà risonanza nazionale, portando alla condanna del figlio Gratiliamo Pezzi.

Durante la Resistenza, il Palazzo Giustiniani  venne utilizzato dal Generale tedesco Kesselring e, proprio per tale motivo, il paese venne più volte bombardato, con numerose vittime civili.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Bassano Romano possiede uno dei centri storici più caratteristici della Tuscia Viterbese: pur non presentando torri medievali o i caratteristici profferli, il borgo é costruito sopra una roccia tufacea a strapiombo sulla sottostante forra.

Tanti sono i vicoli, gli scorci e i passaggi voltati, oltre ai monumenti, che rendono la visita al borgo un'esperienza da non perdere.


Vicoli del centro storico


Vicoli del centro storico


Vicolo del centro storico


Fontana nella piazza centrale del paese


Palazzo Comunale


Ponte dell'Acquedotto


Ponte carrabile che collega il centro storico
medievale del borgo alla porzione
rinascimentale

1) CHIESA DI SAN VINCENZO MARTIRE

La visita ha inizio poco al di fuori del centro storico, dove si trova la Chiesa di San Vincenzo Martire.

Eretta su un colle panoramico da cui é possibile ammirare tutta la sottostante vallata, venne commissionata da Marchese Vincenzo Giustiniani come mausoleo per la propria famiglia.

DESCRIZIONE

Presenta una monumentale facciata, tripartita in verticale da lesene mentre, in orizzontale, distinta, sempre in tre parti, da cornici marcapiano.

Ai lati, la facciata é incorniciata da due campanili cuspidati.

L'ordine superiore della facciata é coronato da una balaustra al cui centro si trova un grande busto del Redentore


Chiesa di San Vincenzo Martire

L'interno presenta una pianta a croce latina a navata unica, coperta da volta a botte mentre, all'incrocio dei transetti si trova la cupola.  Nel braccio destro del transetto si trova la tela dipinta della Nascita del Redentore, di autore anonimo mentre, nel braccio sinistro, é la tela dipinta raffigurante l'Incoronazione di San Vincenzo Martire.

Nella cappella che si apre sulla destra del coro é conservata la statua del Cristo Portacroce attribuita a Michelangelo Buonarroti, attualmente in Giappone presso l'Esposizione Universale di Osaka.


Interno della chiesa in stile neoclassico, a navata unica


Esposizione delle reliquie del Pontefice
Giovanni Paolo II


Coro ligneo della chiesa

Cappella di San Giovanni XXIII

Corridoio del monastero

2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Adiacente al Palazzo Giustiniani Odescalchi si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, portata a compimento nel 1703.

DESCRIZIONE

Presenta una facciata in pietra locale ornata, sulla sommità, da un orologio e, al di sopra del portale maggiore, dallo Stemma della Famiglia Giustiniani.

L'interno, a navata unica, custodisce, tra le varie opere d'arte, un organo del XVIII secolo e un coro ligneo dipinto del XIX secolo.

Tra i dipinti, degni di nota sono la Mater Dolorosa e l'Assunzione della Vergine, oltre alla reliquia della Testa di San Gratiliano.


Facciata della Chiesa di Santa Maria Assunta


Interno a navata unica


Altare maggiore


Cupola che sovrasta il transetto

3) PALAZZO GIUSTINIANI ODESCALCHI

Principale sito d'interesse artistico, tra le più importanti testimonianze del barocco romano, Palazzo Giustiniani Odescalchi é una delle principali e più spettacolari dimore signorili della Regione, appartenente al circuito delle Dimore Storiche della Regione Lazio.

Venne fatto edificare nel Medio Evo, assumendo l'aspetto attuale a partire dal 1605, anno in cui il feudo divenne di proprietà della Famiglia Giustiniani.

DESCRIZIONE E STANZE INTERNE

Presenta una struttura a pianta rettangolare e una facciata sobria, abbellita all'esterno da giardini all'italiana, collegati al palazzo tramite un suggestivo ponte pedonale.

Il palazzo si compone di tre piani, con un Piano Terra, un Piano Primo e il Secondo Piano che non presenta particolari decorazioni o motivi d'interesse.

Facciata Palazzo Giustiniani Odescaòchi

PIANO TERRA

CORTILE D'ONORE

Varcato l'ingresso principale, si accede al Cortile d'Onore, con struttura a pianta quadrangolare, con un prospetto meridionale composto da due ordini di arcate a tutto sesto, corrispondenti ai due piani, Piano Terra e Piano Primo, in cui é suddiviso il palazzo.

Nel lato opposto del cortile é una nicchia contenente una fontana in pietra sormontata da un busto togato marmoreo.

Cortile d'Onore verso la nicchia con la fontana


Statua romana di un membro togato


Loggiato del cortile a due piani

LOGGIA MONUMENTALE

Salendo le scale si accede al Primo Piano, dove si trova la Loggia Monumentale.

La loggia é pavimentata con piastrelle in maiolica, con tre aperture a tutto sesto sul cortile centrale quadrangolare e volte a botte affrescate.

Loggia monumentale


Statua romana di un Membro Togato


Volte a crociera affrescata


Pavimento con piastrelle bianche e nere

PRIMO PIANO

Il Primo Piano del palazzo conserva le principali sale affrescate della villa, raffiguranti allegorie ed episodi legati alle gesta di eroi greci e romani.

SALONE DEI CESARI

Il Salone dei Cesari, tra i principali della villa, presenta una volta a padiglione, con al centro lo Stemma della Famiglia Giustiniani, raffigurante un'aquila nera ad ali spiegate e una torre difensiva bianca, tra le due dame vestire con eleganti drappi, allegorie della Giustizia, la prima mentre, la seconda, la Fortezza.

Alle pareti si aprono dodici nicchie vuote, in precedenza contenenti busti d'Imperatori romani, aventi testa in marmo e busto in peperino. A causa dei ripetuti furti, la Famiglia trasportò i busti superstiti nel Castello di Bracciano.

Salone dei Cesari


Camino in pietra della sala


Volta della sala

Affresco della volta con gli Stemmi delle rispettive Famiglie, Aquila Nera con Castello Bianco, tra le figure allegoriche della Giustizia, sulla sinistra e della Fortezza, sulla destra

SALA DI AMORE E PSICHE

La Sala di Amore e Psiche ha una pianta rettangolare, sovrastata da una volta a padiglione dove, nel rettangolo centrale é affrescata la vicenda del mito di Amore e Psiche.

Gli affreschi sono opera del pittore Bernardo Castello.

Secondo la leggenda Psiche, mortale di grande bellezza, suscita gelosia nella dea Venere, e ordina a suo figlio Amore di farla innamorare di un uomo molto brutto.

Il dio se ne innamora e cerca di nasconderla nel suo palazzo. Per convincerla, esce di notte travestito, e concede a Psiche di vedere le sorelle. Queste piene d'invidia le insinuano il dubbio che Amore sia un mostro. Indispettita e volendo verificare quanto saputo, si alza di notte e s'introduce di nascosto nella camera da letto del dio con una lampada ad olio.

Tuttavia Psiche inciampa e fa cadere una goccia d'olio sul dio, che si sveglia di soprassalto e, sentendosi tradito, la caccia via. 

Venere, scoperto l'inganno, si vendica di Psiche imponendole una serie di prove estreme, fino ad inviarla negli inferi da Proserpina, per consegnarle un po' della sua bellezza.

Psiche, riuscendo a superare tutte le prove, viene accolta nell'Olimpo.

Nel rettangolo centrale é raffigurata proprio Psiche mentre viene accolta nell'Olimpo dagli dei.


Sala di Amore e Psiche


Volta della sala affrescata da
Bernardo Castello


Scene della Leggenda di Amore e Psiche
con, sulla sinistra, Psiche che sorprende Amore
nel letto nel cuore della notte mentre,
sulla destra, Venere che, dinanzi ad Amore,
afferra Psiche per i capelli conducendola
negli Inferi dove dovrà sostenere le prove


Affresco con Psiche che, dopo aver superato
tutte le prove, viene accolta trionfante tra
gli dei nell'Olimpo


Statua romana del dio Mitra che uccide il Toro,
trasformata in quella di un Gladiatore che
uccide un Leone

SALA DELLA PRIMAVERA

Di seguito si apre la Sala della Primavera a pianta rettangolare, sempre sovrastata da una copertura a padiglione. affrescata con una tipica composizione rinascimentale, con scene delimitate da fasce di colore giallo, mentre, nei quattro angoli, sono raffigurati gli stemmi riuniti delle Famiglie Giustiniani e Odescalchi.


Sala della Primavera

Alle pareti si trovano affreschi a Grottesche appartenenti al repertorio degli Zuccari, tipico della pittura rinascimentale. Nonostante non si conosca l'anno di realizzazione degli affreschi, lo stile artistico fa pensare che siano stati realizzati negli anni Settanta del XVI secolo.

Ai quattro angoli sono stati affrescati gli Stemmi della Famiglia Giustiniani, aggiunti nel 1595.


Salone affrescato da seguaci degli Zuccari,
con un'impostazione ancora classica
tipica del Rinascimento. Gli spazi sono
ripartiti da colonne che si trovano agli angoli.
Nei quattro angoli, al di sotto delle colonne,
si trovano quattro identiche raffigurazioni
degli Stemmi unificati delle Famiglie

Al centro della volta a padiglione é raffigurata l'Allegoria della Primavera, rappresentata come una ninfa sdraiata sull'erba, opera di un artista fiammingo.

Affresco di Venere sdraiata sull'erba, assunta come allegoria della Primavera

Nei riquadri minori della volta, sono raffigurate le Scene della vicenda di Diana e Atteone.

Atteone, colto a spiare Diana, la dea della caccia, nuda all'interno del suo bagno, trasforma per punizione Atteone in un innocuo cervo, destinato ad essere ucciso dai cacciatori.


Affresco della Leggenda di Diana e Atteone,
con Atteone trasformato in un cervo, destinato
ad essere ucciso da parte dei cacciatori

STANZA DELL'ESTATE

La Stanza dell'Estate, destinata a camera da letto, venne affrescata alla fine del XVI secolo da artisti appartenenti alla cerchia degli Zuccari.

Sulla volta é affrescato lo Stemma degli Anguillara, con le Anguille che s'incrociano con le Rosette, intorno all'ovale che rappresenta una veduta del palazzo di Bassano precedente all'arrivo dei Giustiniani.

Nell'affresco é raffigurata anche la Personificazione di Cerere, vestita di un drappo con a fianco la Cornucopia, ispirata alla scultura della Collezione Giustiniani.


Sala dell'Estate


Volta della sala affrescata con la dea
Cerere con a fianco la Cornucopia

SALA DEL PARNASO

La Sala del Parnaso, probabilmente utilizzata come studiolo dal proprietario Vincenzo Giustiniani, venne decorata con figure allegoriche e simbolismi, che rispecchiano i vasti interessi del proprietario.

Sala del Parnaso

Nella volta é raffigurato Apollo su Parnaso circondato da muse e dalla dea Minerva  mentre, agli angoli, sono raffigurate nature morte.

Volta della stanza affrescata


Affresco centrale della volta con Apollo
sul Parnaso, circondato dalle Muse e
dalla dea Minerva

I lati lunghi della stanza sono affrescati con le Vedute del Porto di Genova, città d'origine dei membri della Famiglia Giustiniani, oltre alle Vedute dell'Isola greca di Chio, dove il Marchese Vincenzo era nato, governata dai Giustiniani per conto della Repubblica di Genova dal 1362 al 1566.

Sui lati corti sono raffigurati gli Stemmi delle due Famiglie, con l'Aquila e la Roccaforte mentre, le scritte, sono riferite alle qualità della Giustizia e della Fortezza che, secondo i proprietari, qualsiasi Principe doveva possedere.

Riquadro affrescato con Veduta del Porto di Genova


Lati corti affrescati con altre vedute paesaggistiche, e gli Stemmi delle Aquile e della Roccaforte, simboli delle famiglie feudatarie 

CAPPELLA

Ricavata all'interno della torre campanaria dell'adiacente Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, la Cappella venne inglobata nel palazzo agli inizi del XVII secolo, durante i lavori di ristrutturazione della piazza, commissionati da Vincenzo Giustiniani.

Era direttamente collegata ad un palchetto, posto nella controfacciata della chiesa, che permetteva ai Principi di seguire le funzioni religiose.

Nel XX secolo venne fatta ridipingere dagli eredi della Famiglia Odescalchi. Quella oggi presente é una copia stampata dell'originale dipinto raffigurante la Natività, attribuita al pittore Giovan Battista Ruggeri.

L'altare venne realizzato nel XVIII secolo e conserva un paliotto in marmi policromi.


Cappella del Palazzo


Copia della tela della Natività
di Giovan Battista Ruggeri


Soffitto della Cappella

SALA DELLA FELICITA' ETERNA

La Sala della Felicità Eterna si trova nell'aeea settentrionale del palazzo, fatta aggiungere da Vincenzo Giustiniani tra il 1607 e il 1609.

Sala della Felicità Eterna

La volta a padiglione venne affrescata, nel riquadro centrale, dal pittore Paolo Giudotti a partire dal 1610. Agli angoli della volta si trovano quattro gruppi di Telamoni, ognuno dei quali é affiancato da quattro Troni sormontati dallo Stemma dei Giustiniani, ove siedono le Personificazioni delle Virtù Cardinali: Purezza, Sacrificio di Sé, Disprezzo del mondo e Sapienza di Dio.

Al di sopra dei troni si trova un'illusionistica trabeazione circolare, dalla quale si affacciano Putti Alati.

Oltre l'Oculo, si intravede un cielo stellato, ove si trova una fanciulla nuda seduta su un globo, mentre sostiene in mano il Sole e la Luna.

Volta affrescata da Paolo Guidotti con motivo illusionistico di un Oculo dove s'intravede un cielo stellato. L'oculo é delimitato da una balconata su cui si affacciano putti mentre, al centro, si trova una Fanciulla seduta su un globo che sorregge nelle mani il Sole e la Luna

Ai lati della volta sono raffigurati quattro episodi biblici: il Giudizio di Salomone, Giuditta che decapita Oloferne, Susanna e i Vecchioni e Giuseppe e la moglie di Putifarre.

Tali storie sono identificative delle qualità della Giustizia e della Fortezza, ritenute indispensabili per raggiungere la salvezza eterna.


Affresco con la scena di Giuditta che decapita Oloferne

CAMERINO DI DIANA

Il Camerino di Diana costituisce uno degli ambienti più noti del palazzo, contenente affreschi del pittore Domenico Zampieri, detto il Domenichino, che affrescò la volta dell'ambiente nel 1609.

Vi sono raffigurati il dio Apollo, allegoria del Sole e la dea Diana, allegoria della Luna che, con il loro alternarsi, determinano le fasi del lavoro nei campi e, con esse, le giornate.


Camerino di Diana

La volta della sala, ancora di gusto rinascimentale, é suddivisa in nove riquadri, contenenti diverse scene affrescate

Il riquadro centrale, dalle maggiori dimensioni, rappresenta Diana e suo fratello Apollo, seduti sulle ginocchia della madre Latona.


Volta a botte affrescata dal Domenichino


Riquadro centrale della volta che raffigura
Diana e suo Fratello Apollo seduti sulle
ginocchia della madre Latona

Intorno al riquadro centrale, altri nove riquadri che raffigurano la dea Diana nei suoi momenti privati, che assume comportamenti misteriosi: nei lati corti della volta si trovano Diana che riceve il Vello d'Oro dal dio Pan Diana che assista Endimone durante il suo sonno.

Nei lati lunghi sono invece raffigurate la vicenda di Diana e Atteone e le allegorie che mostrano la dea in atto di salvare gli umani e quella del Sacrificio della Sacerdotessa Efigenia (o Ifigenia), nell'atto di condannarli.


Affresco di Diana che riceve il Vello d'Oro dal dio Pan


Affresco di Diana che assiste Endimone durante il sonno


Affresco sui lati lunghi raffigurante la
Vicenda di Diana e Atteone


Affresco dei lati lunghi che raffigura il
Sacrificio di Efigenia (o Ifigenia)

GALLERIA DELLA CADUTA DI FETONTE

Ultima sala del palazzo, principale ambiente per la sua grandezza e la vasta superficie ricoperta da affreschi, la Galleria della Caduta di Fetonte é l'unica sala affrescata senza suddivisione dello spazio disponibile in settori definiti, raffigurando per la prima volta nel palazzo lo sfondato prospettico, che dissolve i limiti dell'architettura o, in questo caso, della concezione spaziale classica.

E' possibile notare la transizione da una concezione classica dell'affresco, ancora utilizzata nel Rinascimento, a una concezione Barocca.

Non a caso la sala venne affrescata dal pittore Francesco Albani, a partire dal 1609.

Nel soffitto a padiglione é mostrata la leggenda della Caduta del Fetonte: Fetonte a causa della sua imprudenza, ruba il Carro del Sole che solo Zeus era in grado di condurre.

L'inesperienza lo porta a precipitare dall'Olimpo, allegoria del sole che cade sulla Terra, provocando catastrofi naturali.

La volta raffigura Fetonte che ruba il Carro di Zeus mentre, alle pareti, sono rappresentati gli dei alle prese con gli effetti drammatici provocati dal gesto sconsiderato di Fetonte: Venere e le sue ancelle sono colte da una scossa di terremoto, Galatea cerca riparo con le sue ninfe, tra le finestre del lato lungo é raffigurato l'allegoria del Fiume Po, come un becchi barbuto, dove cadrà Fetonte una volta precipitato dal Cielo.

Sempre sulla volta é raffigurato l'epilogo del mito: non l'atto della caduta del Carro, come solitamente rappresentato, ma il momento immediatamente successivo, quando Fetonte é colpito a morte dal fulmine di un arrabbiato Zeus, circondato da tutte le divinità dell'Olimpo.


Sala della Caduta di Fetonte affrescata
da Francesco Albani


Affresco di Poseidone, dio del Mare e domatore
dei Cavalli, alle prese con i Cavalli imbizzarriti


Scena di Apollo e le sue Muse che suonano
per allietare i disastri naturali provocati da Fetonte


Volta della sala affrescata con Zeus che
scatena la sua ira contro Fetonte

GIARDINO DEI QUADRI

Terminata la visita degli interni della villa si accede al Giardino dei Quadri, così chiamato per essere un tipico Giardino all'Italiana.

Con questo termine si indicano quei giardini progettati con una composizione geometrica, volta a suddividere lo spazio con forme e motivi regolari, in modo tale da conferire un aspetto più regolare e armonico.

Alla fine della passeggiata si trova il principale colpo d'occhio sul giardino, posto ad un livello più basso, caratterizzato tre cerchi concentrici di scale, con uno spazio rettangolare scandito da siepi, anch'esse distinte in spazi quadrangolari regolari.

Al termine erano posizionate sei statue non più presenti.


Giardino dei Quadri


Fontana centrale del giardino


Scalinata a doppia rampa che scende
dal palazzo


Villa Giustiniani Odescalchi vista dal Giardino

NB. Le informazioni storiche su Bassano Romano, sono state estrapolate dal post "Bassano Romano - La Storia", nel portale Internet del "Comune di Bassano Romano. Portale Istituzionale", in www.comune.bassamoromano.vt.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Vincenzo Martire sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Vincenzo Martire",  nel portale Internet del "Comune di Bassano Romano. Portale Istituzionale", in www.comune.bassamoromano.vt.it.

NB: Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Assunta", nel portale Internet del "Comune di Bassano Romano. Portale Istituzionale", in www.comune.bassamoromano.vt.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Palazzo Giustiniani Odescalchi, sono state estrapolate nel post "Villa Giustinani", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Bassano Romano. Portale Istituzionale", in www.comune.bassanoromano.vt.it.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

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