lunedì 13 novembre 2023

CITTA' DI CASTELLO: CITTA' D'ARTE RINASCIMENTALE NELLA VALTIBERINA UMBRA

 STORIA

Comune italiano di 38.181 abitanti, Città di Castello é uno splendido centro d'arte dell'Umbria settentrionale al confine con la Toscana e le Marche, non lontano dall'Emilia Romagna.

Fondato dagli antichi Umbri, con la conquista romana divenne un importantre municipio con il nome di Tifernum Tiberinum. All'inizio del IV secolo, vi predicò il Vangelo il legionario romano San Crescenziano.

Secondo la tradizione, durante le invasioni barbariche Città di Castello venne distrutta da Totila, Re dei Goti, e successivamente riedificata ad opera del Santo Vescovo Florido. Nell'Alto Medio Evo, sotto il dominio longobardo, la città assunse il nome di Castrum Felicitatis.

Nel Basso Medio Evo si costituì in Libero Comune, fedele al Papato, perciò governato dalla fazione guelfa. Fu proprio in questo periodo che la città assunse il nome di Civitas Castelli, estendendo la sua giurisdizione nei territori oltre l'Appennino Umbro - Marchigiano.

Durante l'età comunale, a fasi di autonomia amministrativa, si alternarono fasi di sottomissione alla Chiesa, a Perugia o a Firenze. Nel 1422 venne conquistata dalle truppe di Braccio Fortebraccio da Montone. Le contese interne tra le famiglie signorili, terminarono nella seconda metà del Quattrocento, con la supremazia della Famiglia Vitelli, cui si deve l'abbellimento della città con splendidi palazzi signorili e opere d'arte.

Con la morte di Vitellozzo Vitelli nel 1503, ad opera di Cesare Borgia in seguito alla Dieta di Maggione e all'Assedio di Senigallia, la città passò sotto il dominio del Duca Valentino, figlio del Pontefice Alessandro VI, e quindi sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio, nonostante continuò ad essere di fatto governata dai Vitelli fino a tutto il 1550.

Nei secoli successivi, la città s'impoverì progressivamente sotto il dominio della Santa Sede, che si protrasse fino all'11 Settembre 1860, giorno dell'arrivo delle truppe piemontesi in città. La Seconda Guerra Mondiale ebbe effetti devastanti sull'economia del luogo.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BELVEDERE

Al di fuori del centro storico, in direzione nord, si trova la principale manifestazione dell'architettura rinascimentale e barocca tifernate, il Santuario della Madonna del Belvedere.

La chiesa sorge al di sopra del Colle Caprano, oggi denominato "Belvedere", edificata in stile barocco nel periodo compreso tra il 1669 e il 1684, su progetto degli Architetti Antonio Gabrielli e Nicola Barbioni.

ESTERNO

L'esterno del santuario ha una pianta ottagonale, dotata di quattro bracci e di copertura a cupola. Dinanzi all'ingresso si apre un portico semicircolare.


Visione complessiva della struttura esterna
del Santuario della Madonna del Belvedere

INTERNO

Varcata la porta d'ingresso, é possibile notare la preziosa bussola realizzata nel 1883. Tra le principali opere d'arte presenti, si possono ammirare la tela dipinta del Martirio di San Vincenzo, realizzata da Giovanni Ventura Borghesi del 1699, riposta nella cappella laterale destra, dedicata al Santo.


Interno in stile rinascimentale del Santuario
della Madonna del Belvedere


Altare ornato da decorazioni
in stucco


Tela del Martirio di San Vincenzo, realizzata da
Giovanni Ventura Borghesi nel 1699


Decorazioni in stucco ai lati della tela
del Martirio di San Vincenzo


Cupola sferica che sovrasta il Santuario


Affresco di uno dei pennacchi della cupola

Nel fondo della chiesa é riposto l'altare maggiore, al di sopra del quale é l'icona raffigurante la Vergine Maria.


Altare maggiore del Santuario, sovrastato
dall'icona della Vergine Maria


Mura rinascimentali che cingono
il centro storico


Porta di accesso al centro storico che si apre
nella cinta muraria, con arco a sesto acuto

2) CATTEDRALE DEI SANTI FLORIDO E AMANZIO

La Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, venne consacrata nel 1032 dal Vescovo Pietro.

Secondo la tradizione, venne realizzata sulle fondamenta di un tempio pagano descritto da Plinio il Giovane.

ESTERNO

Il duomo presenta una bella facciata in pietra, abbellita da decorazioni, tra cui sculture che rappresentano i motivi della Giustizia e della Misericordia, effigiate con le icone delle due figure riposte nelle due fasce verticali che, insieme alle colonnine tortili, impreziosiscono il portale maggiore.

La facciata rivolta verso il giardino del Cassero, nel lato lungo della struttura, venne iniziata nel 1632, ma non venne portata a termine a causa della morte del Vescovo Raccagna, committente dell'opera, avvenuta nel 1646. La scalinata oggi ammirabile sul lato corto della facciata, risale al 1877, mentre quella riposta sul lato lungo, venne realizzata da Venanzio Righi nel 1780. La cupola é opera dell'Architetto Tommaso Catrani, che la riprogettò dopo il crollo causato dal rovinoso terremoto del 1789.


Facciata della Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio

CAMPANILE CILINDRICO

Nelle vicinanze della struttura della chiesa, é riposto il campanile cilindrico, che rappresenta uno dei simboli del centro storico di Città di Castello. Alcune ricerche ne fanno risalire l'edificazione all'XI secolo, secondo i canoni dello stile architettonico proprio dell'Architetto Maginardo, inviato dal Vescovo di Arezzo a Ravenna agli inizi dell'anno 1000 con l'intento di studiarvi i monumenti locali.


Campanile rotondo che affianca la Cattedrale
dei Santi Florido e Amanzio

Da un esame del paramento murario esterno, é possibile riconoscerne le varie fasi di realizzazione. La porzione inferiore della struttura, realizzata in stile romanico, é la più antica, composta da piccoli conci di pietra nell'XI - XII secolo.

La porzione superiore del campanile, in stile gotico, é invece caratterizzata da un doppio ordine di aperture in pietra arenaria della fine del XII secolo. L'accesso alla torre campanaria, completamente visitabile e fruibile, é consentito dal primo piano del Museo del Duomo. E' possibile salire fino alla sommità del campanile utilizzando la scala a chiocciola interna. Nella cuspide del campanile é stata riposizionata la sfera di metallo rivestita in lamina d'oro zecchino, al cui interno é stata riposta una pergamena in memoria dell'intervento di restauro eseguito. Dalla sommità del campanile, si ammira uno splendido panorama sul centro storico della cittadina.


Scalinata interna in pietra che consente
la salita alla cella campanaria


Affreschi di una delle sale che si aprono
appena al di sotto della cella campanaria


Interno della cella campanaria ove si aprono
finestre a sesto acuto


Panorama serale del centro storico di Città
di Castello, osservabile dalla cella
campanaria

INTERNO

L'interno presenta una pianta a croce latina, a navata unica e transetto. All'incrocio dei due bracci del transetto si staglia la cupola, affrescata al suo interno da Tommaso Conca tra il 1795 e il 1797.


Interno in stile rinascimentale, a tre navate,
della Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio


Cupola della Cattedrale, affrescata da Tommaso
Conca nel periodo 1795 - 1797

La navata é impreziosita da cappelle laterali tra loro intercomunicanti, che si aprono sia sulla parete destra, che sulla parete sinistra. Le cappelle sono ornate da preziosi altari lignei dorati, decorate da affreschi e abbellite da dipinti su tela.

Nella prima cappella infondo alla navata, che si apre sulla sinistra, é riposto un affresco raffigurante la Conversione di San Paolo, realizzato da Niccolò Circignani detto "il Pomarancio", nel XVI secolo. Nella zona retrostante l'altare maggiore, é riposto il coro ligneo intagliato e intarsiato, realizzato tra il 1533 e il 1540.


Tela raffigurante la Conversione di San Paolo,
realizzata nel XVI secolo da Niccolò Circignani
detto "il Pomarancio"

Il presbiterio é decorato con splendidi affreschi, che rappresentano episodi della vita di San Florido e San Crascenziano, realizzati da Marco Benefial nel triennio 1747 - 1749. Allo stesso periodo si riferiscono gli affreschi che campeggiano sulla volta del presbiterio, ove sono rappresentati i Santi della Chiesa tifernate. Il soffitto a cassettoni venne realizzato nel XVII secolo da maestranze locali.


Presbiterio della Cattedrale affrescato sulla volta,
con la rappresentazione dei Santi della Chiesa Tifernate


Affresco in fondo al presbiterio, realizzato da
Marco Benefial nel triennio 1747 - 1749,
raffigurante gli episodi della vita di San Florido
e San Crescenziano

CRIPTA

Al di sotto del presbiterio, é presente l'ambiente adibito a cripta, una vera e propria chiesa inferiore.

La cripta, con copertura dotata di basse volte a crociera conserva, al di sotto dell'altare in marmo, l'antico sarcofago in pietra contenente le reliquie dei Santi Protettori Florido e Amanzio.


Cripta della Cattedrale dei Santi
Florido e Amanzio


Altare della cripta, sovrastato dalla copertura
voltata a crociera


Altare della cripta, al di sotto del quale sono
conservate le reliquie dei Santi Florido
e Amanzio


Decorazione che sovrasta l'altare maggiore
della Cattedrale

3) MUSEO DEL DUOMO

Nei pressi della Cattedrale si trova il Museo del Duomo, distribuito su due piani. Costituisce uno dei musei di arte sacra più grandi dell'Umbria.

INTERNO

Il museo si articola in varie sale, che si snodano nel percorso di visita. Nella Sala I é conservato il prezioso Tesoro di Canoscio, una collezione di venticinque oggetti utilizzati per la liturgia eucaristica.

Si tratta di splendidi esempi di arte paleocristiana risalenti al VI secolo, rinvenuti nel 1935 presso il Santuario del Canoscio, nei dintorni di Città di Castello. La collezione di reperti archeologici é una delle più complete dell'Umbria.


Esposizione prezioso Tesoro di Canoscio,
antica opera di oreficeria umbra risalente
al VI secolo

La Sala II custodisce due preziosi tesori di arte orafa, tra i quali il Paliotto, in argento sbalzato e cesellato, e in parte dorato, risalente al XII secolo che, secondo la tradizione, fu donato nel 1142 da Papa Celestino II, al fine di abbellire l'altare della Cattedrale. La Sala III custodisce, riposti all'interno di numerose vetrine, una serie di oggetti.


Paliotto in argento sbalzato e cesellato
risalente al XII secolo

Nel Salone Gotico é posta la Pinacoteca, ove sono conservate importanti opere, tra le quali il Cristo in Gloria, realizzata da Giovanni Battista di Jacopo di Gasparre, detto il Rosso Fiorentino, tra il 1528 e il 1530. Di seguito si trova la Madonna con Bambino e San Giovannino, realizzata dal Pinturicchio intorno al 1486.

4) PALAZZO DEI PRIORI

Il Palazzo Comunale, anche chiamato Palazzo dei Priori, é uno dei palazzi pubblici medievali più interessanti dell'Umbria. La sua edificazione avviata nel 1322, si interruppe a seguito dell'ultimazione del primo ordine di bifore nel 1338, e non venne mai portata a termine.


Facciata del Palazzo dei Priori edificato
a partire dal 1322


Torre civica comunale che affianca il
Palazzo dei Priori

DESCRIZIONE

Sulla lunetta del portale maggiore, é scolpito lo stemma del Comune mentre, sull'architrave, é riposta l'iscrizione che ricorda il nome dell'Architetto Angelo d'Orvieto, che quasi contemporaneamente portò avanti la progettazione di altri due palazzi pubblici dell'Umbria, il Palazzo dei Consoli a Gubbio, e il Palazzo del Podestà sempre a Città di Castello.


Portale maggiore ogivale del Palazzo dei Priori,
sovrastato da una lunetta impreziosita dalla
scultura raffigurante lo Stemma del Comune

Sulla lunetta del portale minore é scolpita la rappresentazione della Giustizia. La facciata presenza una struttura in bugnato, realizzato in conci di arenaria.

Oltre la facciata si trova l'atrio, ove sono riposti due possenti pilastri ottagonali che sostengono la copertura. Dai capitelli si diramano costoloni rotondi e nervature rettangolari. Salendo lo scalone monumentale, si raggiunge la Sala del Consiglio Comunale, ove sono visibili resti di affreschi ed epigrafi romane. Nella sala é conservata la statua che rappresenta l'Allegoria dell'Umbria dello scultore Elmo Palazzi, vissuto nella seconda metà del XIX secolo.


Atrio del Palazzo Comunale, composto da
imponenti volte a botte costolonate, sostenute da
massicci pilastri ottagonali


Volta a botte del piano terra del Palazzo
dei Priori


Scalone monumentale che conduce al
Piano Nobile del Palazzo Comunale

Attigua alla Sala del Consiglio Comunale, si trova la Sala della Giunta, ove é collocata la tela raffigurante il Martirio di San Lorenzo, realizzata da Vincenzo Barboni nella prima metà del XIX secolo.

5) PALAZZO VITELLI DELLA CANNONIERA

Edificato nei pressi della fonderia di cannoni, fattore da cui é derivato il nome della residenza, é uno dei cinque palazzi che la Famiglia Vitelli realizzò a Città di Castello tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento.

La struttura si compone di cinque corpi di fabbrica, che testimoniano varie fasi costruttive, a partire dal 1521 fino al 1545. Il palazzo presenta evidenti richiami agli stili architettonici dei palazzi fiorentini.

Dopo un lungo periodo di degrado, l'antica residenza venne acquistata dal restauratore Elia Volpi, che lo riportò al su antico splendore, restituendolo alla cittadinanza.

ESTERNO

Il palazzo presenta una facciata affacciata su un bel giardino, e decorata con motivi realizzati da Cristofano Gherardi detto "Il Doceno".


Facciata del Palazzo Vitelli della Cannoniera


Decorazione a motivo della muratura esterna
del Palazzo Vitelli della Cannoniera

INTERNO

PINACOTECA COMUNALE

La Pinacoteca Comunale, ricca di capolavori, é impreziosita da affreschi realizzati da Cristofano Gherardi, detto "il Doceno", e di Cola dell'Amatrice, concernenti figure a tema mitologico e allegorico.

La Pinacoteca conserva splendide opere, tra le quali sono presenti la grande pala, dei primi anni del XIV secolo, raffigurante la Madonna con il Bambino e Angeli del Maestro di Città di Castello, pittore senese seguace di Duccio da Buoninsegna.

Fanno parte della collezione museale splendide opere realizzate da Luca Signorelli, Raffaello, Ghirlandaio e il Pomarancio, che rendono la galleria d'arte una delle più belle dell'Umbria.


Martirio di San Sebastiano, di
Luca Signorelli del 1498


Tela dell'Immacolata Concezione del
Pomarancio del 1573


Tela dell'Incoronazione della Vergine,
realizzata da Domenico Ghirlandaio
alla fine del XV secolo


Tela dell'Annunciazione di Francesco
Tifernate, del biennio 1505 - 1506


Affreschi della volta della terza rampa dello
Scalone Monumentale del Palazzo, ove sono
raffigurati i Segni Zodiacali e, in particolare,
nella porzione di volta rappresentata, i segni
Leone, Pesci, Gemelli e Toro

SALONE DI RAPPRESENTANZA

Il Salone di Rappresentanza é decorato con affreschi raffiguranti le Imprese di Annibale, Scipione, Cesare e Alessandro Magno, commissionate dal condottiero Alessandro Vitelli.


Salone di Rappresentanza


Affreschi della parete di fondo del Salone di
Rappresentanza, raffiguranti le Imprese di Annibale,
Scipione,Cesare e Alessandro Magno


Affreschi della parete destra del Salone di
Rappresentanza, raffiguranti le Imprese di Annibale,
Scipione, Cesare e Alessandro Magno

6) COLLEZIONE BURRI EX SECCATOI DEL TABACCO

Il complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurato nel 1990, é parte dell'esposizione di arte contemporanea donata da Alberto Burri, realizzata dall'artista in un periodo compreso tra il 1979 e il 1993.

Le strutture della Fattoria Autonoma Tabacchi, edificate negli anni Cinquanta per l'essiccazione del tabacco, vennero dismesse a partire dagli anni Settanta. Nel 1989 la Fondazione Palazzo Albizzini acquisì l'intero complesso dando il via al progetto di ristrutturazione. I padiglioni, completamente dipinti di nero per volontà dello stesso Burri, contengono centoventotto opere distinti per cicli.

Galleria espositiva di opere del maestro della
Transavanguardia Alberto Burri, presso i locali
dell'Ex Essiccatoio del Tabacco


Rappresentazione contemporanea di Alberto Burri

7) COLLEZIONE BURRI DI PALAZZO ALBIZZINI

La Fondazione Palazzo Albizzini "Collezione Burri", istituita nel 1978 per volontà dello stesso Burri, ha sede nel monumentale edificio.

L'edificio rinascimentale, risale alla seconda metà del XV secolo, e comprende centottanta opere, datate in un periodo compreso tra il 1948 e il 1989, e ordinate cronologicamente in venti sale espositive.

INTERNO

Tra le opere esposte all'interno, si possono notare una raffinata selezione di Sacchi, tra i più significativi degli anni Cinquanta.

Le sale espositive ospitano legni, ferri, plastiche e cretti, fino ai grandi cellotex. Al suo interno si trovano anche la biblioteca, la fototeca e l'archivio che raccoglie un'esaustiva bibliografia sul pittore.

NB. Le informazioni riportate sulla storia della città, sono state estrapolate nella sezione "Storia", nel portale ufficiale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.

NB. Le informazioni artistiche sul Palazzo Vitelli della Cannoniera e sulla Pinacoteca Comunale, sono state estrapolate dal post "Palazzo Vitelli alla Cannoniera", nel portale di "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni riportate sul Duomo, sulla Madonna del Belvedere e sul Palazzo Comunale, sono state estrapolate dal portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.

NB. Le informazioni riportate sul Museo del Duomo, sono state estrapolate dal post "Museo del Duomo" dal portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.

NB. Le informazioni riportate sulla Collezione Burri Ex Seccatoi del Tabacco, sono state estrapolate nel post "collezione burri ex seccatoi del tabacco", nel portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.

NB. Le informazioni riportate sulla Collezione Burri di Palazzo Albizzini, sono state estrapolate nel post "collezione burri palazzo albizzini", nel portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.

domenica 5 novembre 2023

BLERA: BORGO DELLA TUSCIA TRA LA VIA CASSIA E LA VIA CLODIA

 STORIA

Il primo insediamento da cui si originò il borgo medievale di Blera, Comune in Provincia di Viterbo, risalgono all'epoca etrusca. Le origini preromane del borgo, sono ampiamente documentate, e rinvenibili nelle numerose necropoli che circondano il centro storico, oltre agli insediamenti che possono essere ammirati esplorando la rupe tufacea su cui si erge il borgo.

Con la fine della civiltà etrusca, Blera continuò a svolgere un ruolo di primo piano nel sistema di viabilità dell'Impero Romano, grazie all'edificazione della Via Clodia, importate strada consolare realizzata nel III secolo a.C.. Percorrendo un sentiero con partenza dal borgo, é possibile raggiungere il Ponte del Diavolo, reperto di epoca romana in buone condizioni.

A Blera venne istituita, tra il 457 e il 1093, la prima diocesi della Tuscia Viterbese. Proprio in questa epoca, San Vivenzio, primo Vescovo di Blera, venne nominato Santo Patrono della cittadina.

Le condizioni di abbandono e impaludimento in cui versarono le antiche strade consolari romane durante l'Alto Medio Evo, in particolare le vicine Via Aurelia e Via Cassia, portò la Via Clodia a divenire l'unica strada percorribile, in grado di collegare i territori viterbesi con il nord.

Nel XIII e XIV secolo divenne feudo della Famiglia romana dei Prefetti Di Vico, per poi essere ceduta alla Famiglia feudale degli Anguillara.


Veduta del centro storico di Blera

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo di Blera é composto da una fitta rete di vicoletti e stradine, che si dipartono dalla via principale, corrispondente all'antico tracciato della Via Clodia, che qui transitava.

Percorrendo le stradine, ci si potrà imbattere nei caratteristici profferli, elementi architettonici tipici degli antichi borghi della Tuscia, che consistono in ripide scalette in tufo, addossate alle facciate degli edifici, che salgono ai piani superiori, mentre l'ingresso al piano terra é possibile grazie a gallerie scavate nel tufo.


Profferlo di Blera


Palazzo Pretoriale

Il borgo si erge su un grande sperone tufaceo. Grazie alla rete di sentieri presenti, é possibile visitare i numerosi insediamenti, di epoca etrusca e medievale, che si aprono nella rupe.


Veduta complessiva degli antichi insediamenti
di epoca etrusca scavati nella rupe tufacea


Antichi insediamenti etruschi nella rupe
tufacea di Blera


Interno di uno degli insediamenti etruschi

Cammino dei Tre Villaggi che percorre lo sperone tufaceo

1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA E SAN VIVENZIO

La Collegiata di Santa Maria Assunta e San Vivenzio é la principale chiesa di Blera. Fu la Cattedrale di Blera, fino alla soppressione dell'antica diocesi.

Venne rifatta nella seconda metà del XVIII secolo. Tra gli elementi parte dell'originaria costruzione romanica, rimangono la cripta dell'XI - XII secolo.

ESTERNO

La chiesa presenta una facciata rifatta nella seconda metà del XVIII secolo. Nell'ordine inferiore, si apre il portale marmoreo, risalente al 1507.

INTERNO

L'interno della chiesa, ha una struttura a tre navate, ripartite da pilatri in muratura, utilizzati come rivestimento delle primitive colonne. Nelle navate laterali destra e sinistra, si aprono delle cappelle.

Infondo alla chiesa si trova il presbiterio, molto rialzato rispetto al piano di calpestio. L'altare maggiore é costituito da un antico sarcofago romano, risalente all'età imperiale. Il sarcofago é ornato su tre lati da rilievi raffiguranti la Caccia di Adone al Cinghiale Calidonio.

Tra le opere d'arte conservate, possono essere considerate la tela raffigurante l'Assunzione di Maria, realizzata da Vincenzo Milione nel 1789 e, in una cappella che si apre sulla parete di destra, la tela della Madonna delle Lacrime, di autore ed epoca ignoti.

Al di sopra dell'altare maggiore, é riposta la tela raffigurante la Vergine Assunta in Cielo, realizzata da Antonio da Bassano nel Cinquecento. In controfacciata, é posta la tela rappresentante la Flagellazione di Gesù, di autore ignoto del XVI secolo, il cui stile ricorda da vicino quello di Annibale Carracci.

CRIPTA

Al di sotto del presbiterio, si trova la cripta, unica testimonianza dell'antica chiesa romanica, oggi sostituita dalla costruzione neoclassica.

La struttura dell'ambiente risale al XI - XII secolo, che ospita la tomba del Santo.

2) EX CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI

La Chiesa di San Nicola di Bari, oggi sconsacrata, risale all'epoca altomedievale. L'edificio subì delle modifiche nel XII secolo, pur mantenendo invariata la sua struttura originaria.

Durante l'epoca rinascimentale, la chiesa venne sopraelevata, provvista di una copertura a capriate lignee, decorata con affreschi del XV - XVI secolo. Sin dalle sue origini la chiesa venne consacrata a San Nicola, considerato il terzo Santo Protettore della cittadina, dopo i Santi Vivenzio e Sanzia.


Portale d'ingresso dell'ex Chiesa di
San Nicola di Bari


Campanile dell'ex Chiesa di
San Nicola di Bari

Sulla muratura esterna che si affaccia su Via Roma, sono presenti inserti archeologici, appartenenti a varie epoche, tra cui un frammento di sarcofago marmoreo raffigurante un corteo funebre, posto al di sopra del portale d'ingresso, iscrizioni antiche e un bassorilievo marmoreo gladiatorio.

Tali inserti romani, sono stati inglobati nella muratura esterna della chiesa, per iniziativa del Direttore Generale delle Antichità e delle Belle Arti, G. F. Gamurrini, nel 1882.


Inserti di epoca etrusco - romana sulla muratura
dell'ex Chiesa di San Nicola di Bari

La chiesa rimase in funzione fino al 1870, anno in cui cessò di svolgere la funzione di luogo di culto, in occasione del divieto di seppellire i cadaveri all'interno della città.

L'edificio é stato restaurato tra il 1987 e il 1994, su iniziativa dell'amministrazione comunale. In occasione dell'intervento di restauro, sono state rinvenute sepolture a fossa scavate al di sotto del pavimento

INTERNO

L'interno é composto da un'unica navata, ove sono conservati affreschi rinascimentali, consistenti in fregi decorativi e grottesche. Le pitture sono attribuibili ad un gruppo di artisti viterbesi, capeggiati da Antonio da Massaro detto "Il Pastura".

Interno dell'ex Chiesa di San Nicola a navata unica

In prossimità dell'altare é un affresco raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Vescovi, in modesto stato di conservazione. 

Nella nicchia posta sulla sinistra dell'altare maggiore é affrescato Santo Stefano, mentre nella nicchia di destra, si trova l'affresco rappresentante Cristo fanciullo con il vessillo della Resurrezione sopra un tabernacolo in pietra a forma di tempietto ai cui lati si trovano due angeli.


Affresco absidale


Affresco raffigurante la Madonna con Bambino
e i Santi Vescovi


Nicchia alla sinistra dell'altare
maggiore raffigurante
Santo Stefano

Le pareti di destra e di sinistra, sono decorate con affreschi che rappresentano la Madonna di Loreto tra i Santi Vescovi e la Madonna con Bambino tra San Francesco e Sant'Antonio Abate. E' inoltre presente un'iscrizione, riferita ad un cavaliere di Amelia, sepolto nella chiesa nel 1535.


Affresco della Madonna con Bambino tra
San Francesco e Sant'Antonio Abate

NB. Le informazioni storiche sul borgo di Blera, sono state estrapolate dal post "Blera. Affasciante cittadina dalle origini etrusche", nel portale "My Tuscia. ESPLORA, ASSAPORA, AMA LA TUSCIA", in www.mytuscia.com.

NB. Le informazioni riportate sulla Collegiata di Santa Maria Assunta e San Vivenzio, sono state estrapolate dal post "Collegiata di Santa Maria Assunta", nel portale "Museo Italia", nel sito www.museionline.info.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Ex Chiesa di San Nicola di Bari, sono state estrapolate dal post "SAN NICOLA", nel portale di Internet "BLERA CULTURA", in www.bleracultura.it.

SITO ARCHEOLOGICO DI MICENE (GRECIA): LE ORIGINI DELLA CIVILTA' GRECA

  STORIA Il Sito Archeologico di Micene , posto nella regione storica dell' Argolide , nel Peloponneso costituisce, insieme ad Argo e Ti...