sabato 22 febbraio 2025

VICOVARO: PRIMO FEUDO DELLA FAMIGLIA ORSINI COLMO DI MATERIALI DI SPOGLIO ROMANI

 STORIA

Vicovaro é un Comune di 3.782 abitanti della Città Metropolitana di Roma Capitale, posto nel comprensorio della Valle dell'Aniene ad una quota di 300 m.s.l.m., in posizione dominante su una delle alture della catena dei Monti Lucretili.

Il borgo, dalle antichissime origini, sorse sui resti dell'insediamento di Varia, fondato dalla popolazione degli Equi, per poi essere conquistato dai Romani che vi fecero transitare la Via Tiburtina Valeria.

Nell'Alto Medio Evo il borgo era noto con il toponimo latino Vicus Varius, e aveva il suo fulcro spirituale nel Monastero benedettino di San Cosimato. Nel 1191 il Pontefice Celestino V donò il feudo ai suoi nipoti. Il Comune costituì il primo feudo della Famiglia romana Orsini.

I cittadini ebbero un buon rapporto con i feudatari che, nel 1273, concessero alla comunità la Charta Libertatis, uno dei più antichi documenti di concessione delle libertà nel territorio della Città Metropolitana di Roma.

La famiglia ducale promosse lo sviluppo economico e culturale del borgo, con l'edificazione di monumenti artistici tra cui chiese e palazzi. La famiglia mantenne la proprietà del feudo fino al 1672, quando l'ultimo feudatario Lelio Orsini, si trovò costretto a vendere il feudo, a causa dei debiti accumulati, al nuovo feudatario Conte Paolo Bolognetti.

Solo nel XVIII secolo, grazie al feudatario Virginio Cenci Bolognetti, nipote di Paolo, tra i promotori dell'abolizione del Feudalesimo, Vicovaro cessò di essere feudo signorile divenendo Libero Comune.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante le ridotte dimensioni, il centro storico presenta interessanti esempi di architettura medievale e rinascimentale ben conservati.

Centro storico di Vicovaro

Piazza San Pietro

Porta di Sopra


Arco a tutto sesto della Porta di Sopra

1) TEMPIETTO DI SAN GIACOMO MAGGIORE

Il Tempietto di San Giacomo Maggiore costituisce la principale espressione artistica e monumentale  del centro storico.

Venne fatto erigere dal feudatario Giovanni Antonio Orsini nel 1448.

ESTERNO

La struttura presenta caratteri degli stili gotico e rinascimentale, con pianta ottagonale dove, su uno dei suoi lati, si apre uno splendido portale maggiore a tutto sesto, sovrastato da un archivolto e una lunetta.

Sugli stipiti del portale sono state ricavate dodici nicchie, sei per ogni stipite, disposte in due ordini, superiore e inferiore.

Su tre pareti della struttura si aprono bifore leggermente strombate, decorate da fasci di colonnine a sezione poligonale. Ognuna delle bifore presenta, nel mezzo, un pilastrino ottagonale che sorregge la rosa araldica, simbolo della Famiglia Orsini.

Tempietto di San Giacomo Maggiore


Portale rinascimentale a tutto sesto strombato


Lunetta e archivolto del portale


Battente sinistro scolpito

Sculture del battente destro

INTERNO

L'interno del tempietto presenta otto pilastri a rinforzo degli spigoli, che rendono evidenti i due differenti periodi di edificazione della struttura: la base poligonale che rispecchia i canoni dello stile tardo - gotico, mentre i capitelli a calice sono tipici dell'architettura rinascimentale.

L'altare maggiore é sovrastato dalla preziosa icona della Madonna di Vicovaro, qui conosciuta con l'appellativo di Avvocata Nostra, dipinta su tela nel 1738 dal pittore Giacomo Triga.

Interno a pianta ottagonale


Altare maggiore con icona della Madonna di Vicovaro del 1738


Statua sulla destra dell'altare maggiore


Statua sulla sinistra dell'altare maggiore

2) CHIESA DI SAN PIETRO APOSTOLO

La Chiesa di San Pietro Apostolo venne edificata sui resti dell'antica rocca medievale di cui ne ingloba le antiche strutture. La sua realizzazione venne avviata nel 1745 ad opera dell'Architetto Gerolamo Theodoli, per essere poi portata a compimento nel 1755.

DESCRIZIONE

La facciata, realizzata tra il Cinquecento e il Settecento, presenta un doppio ordine di lesene sovrapposte.

Le lesene presenti sulla facciata rivolta verso l'ingresso del palazzo, appartengono all'ordine dorico mentre, le lesene della facciata che dà sulla Piazza San Pietro, appartengono allo stile ionico.

La struttura presenta una pianta a croce latina a navata unica, con cappelle laterali.

Facciata della Chiesa di San Pietro


Ordine superiore della facciata ripartito da lesene con capitelli ionici


Ordine inferiore della facciata in cui si apre il portale maggiore


Interno della chiesa con pianta a croce latina


Altare del transetto con la statua della Madonna con Bambino


Altare maggiore


Tela d'altare maggiore con Cristo che consegna a Pietro le chiavi del paradiso


Tela dipinta del Martirio di San Sebastiano

3) CONVENTO DEI SANTI COSMA E DAMIANO (O DI SAN COSIMATO)

Il Convento dei Santi Cosma e Damiano, edificata sui resti delle mura poligonali di epoca romana, subì diverse trasformazioni che ne modificarono sia l'aspetto architettonico che la destinazione d'uso.

L'ultima riedificazione risale ai primi anni del XVIII secolo.

DESCRIZIONE

La struttura presenta una facciata rinascimentale caratterizzata da un portico a tre campate, coperto da volta a crociera, affrescato nel 1670 da A.Rosati, con la rappresentazione delle fasi della Battaglia contro i Saraceni.

La facciata presenta, nell'ordine inferiore, un portale in marmo bianco, realizzato tra il XV e il XVI secolo, che presenta stipiti scolpiti con motivi a candelabro.

L'interno, distinto in tre navate, presenta cinque cappelle che si aprono sul lato destro, e altre cinque sul lato sinistro. Ogni cappella presenta un proprio stile architettonico e una peculiare decorazione.

La prima cappella, consacrata alla Madonna del Carmine, venne realizzata al termine del XVIII secolo.

L'altare riporta, nella predella, una decorazione marmorea realizzata tra il XII e il XIII secolo, ove é scolpita una scena ispirata all'Apocalise.

La seconda cappella a sinistra, consacrata all'Immacolata, é impreziosita da un moderno mosaico dedicato alla Madonna di Lourdes. La terza cappella ospita un altare che accoglie un trittico dipinto, del 1868, raffigurante i Santi Francesco d'Assisi, Leonardo di Noblac e Caterina d'Alessandria,

La quarta cappella, consacrata a Sant'Antonio Abate, presenta una copertura a padiglione ed é decorata con affreschi raffiguranti i quattro Padri della Chiesa ognuno dei quali é affiancato da uno dei Quattro Evangelisti.

La quinta cappella, denominata Cappella di Santa Croce, presenta vele con frammenti di affresco de i Quattro Evangelisti e, sulle pareti, la vicenda del Rinvenimento della Vera Croce, insieme ad una Crocifissione. Nell'intradosso dell'arco sono raffigurati i Santi Antonio Abate e Apollonia.

4) FONTANA DELL'OBELISCO

Dinanzi al Palazzo Bolognotti si trova la Fontana dell'Obelisco, realizzata nel 1903 su commissione della Famiglia Cenci - Bolognotti.

La vasca é caratterizzata da un sarcofago ove erano riposte le spoglie di due coniugi.

Fontana dell'Obelisco


Particolare delle scalette della fontana


Cannella della fontana con mascherone

5) CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE

La Chiesa di Sant'Antonio Abate sorge a sud del centro abitato tra il corso del Fiume Aniene e la Via Tiburtina Valeria.

Venne edificata nel XV secolo al di sopra di antiche sostruzioni in opera quadrata su commissione della Confraternita della Santissima Croce di Vicovaro. Tra il 1743 e il 1755 la struttura venne ampliata dall'Architetto Pietro Torelli.

DESCRIZIONE

L'esterno della chiesa é caratterizzato da un portico rinascimentale impreziosito da quattro colonne in breccia corallina, con capitelli dorici di spoglio di epoca Flavia.

L'interno presenta un'unica navata con tre cappelle laterali, oltre all'ambiente adibito a Sagrestia.

L'altare maggiore é sovrastato da un Crocifisso ligneo del XVI secolo. Notevole é anche la statua in terracotta policroma di Sant'Antonio Abate, realizzata nel XVI secolo.

Facciata della Chiesa di Sant'Antonio Abate con le quattro colonne in breccia corallina


Colonna romana di epoca Flavia


Capitello dorico di epoca Flavia


Basamento di epoca romana su cui poggiano le colonne

6) CHIESA DI SAN SABINO

Posta poco al di fuori del centro storico, la chiesa é dedicata al Santo Vescovo Sabino.

Nonostante l'aspetto attuale le sia stato conferito nel XVII secolo, l'edificio ha origini romane, così come mostrano alcuni materiali di spoglio di epoca romana, reimpiegati nella sua realizzazione.

L'edificio é privato, tutt'ora adibito a cantina.

DESCRIZIONE

La struttura é molto semplice, distinta in due ordini, superiore e inferiore, con copertura a capanna e a pianta rettangolare.

La facciata presenta un portale delimitato da colonne di spoglio di epoca romana, sormontate da pregevoli capitelli in pietra scolpiti.

Chiesa di San Sabino


Portale a tutto sesto con elementi di reimpiego di epoca romana


Capitelli romani di reimpiego con motivi a foglie

Le murature laterali esterne presentano il reimpiego di lacerti di muratura romana in opus mixtum, in parte reticulatum e, in parte, incertum.

L'interno della chiesa, ad aula unica presenta, nelle murature, porzioni di muratura romana in opus reticolatum


Muratura romana di spoglio in opus mixtum, sia incertum che reticulatum

7) MURA POLIGONALI

Al di sotto della arcate di fondazione che sostengono la sovrastante Chiesa di Sant'Antonio Abate, si possono notare ampi tratti delle mura poligonali erette nel IV secolo a.C..

Porta di Sotto che affianca le mura poligonali


Mura Poligonali realizzate dagli Equi
alla IV maniera, con massi disposti su
piani perfettamente orizzontali


Massi squadrati appartenenti alle mura


Conci delle mura poligonali connessi con le mura medievali

8) RESTI DELL'AQUEDOTTO CLAUDIO

Al di sotto della Chiesa di Sant'Antonio Abate si possono scorgere i resti di uno dei principali acquedotto romani, l'Acqua Claudia, i cui lavori vennero iniziati nel 38 d.C. da Caligola, per essere portati a compimento nel 52 d.C. dall'Imperatore Claudio.

I ruderi appartengono al ponte che consentiva all'acquedotto di scavalcare il corso del Fiume Aniene.

Dell'antica struttura rimangono visibili i contrafforti in opus latericium e conglomerato cementizio, appartenenti al tratto settentrionale del ponte, realizzati sotto l'Imperatore Adriano per ingrandire la struttura.

Fiume Aniene


Resti dell'Aqua Claudia

NB. Le informazioni sulla storia di Vicovaro, sono state estrapolate dal post "Vicovaro", nella pagina Internet "ITALIA.IT", in www.italia.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Tempietto di San Giacomo Maggiore sono state estrapolate dal post "Tempietto di San Giacomo", nella pagina Internet "Unione dei Comuni della Valle Ustica- Le terre di Orazio", in www.unionecomunivalleustica.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Pietro Apostolo sono state estrapolate nel post "Chiesa di San Pietro", nella pagina Internet "Unione dei Comuni della Valle Ustica- Le terre di Orazio", in www.unionecomunivalleustica.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Convento dei Santi Cosma e Damiano (o di San Cosimato", sono state estrapolate dal post "Chiesa di SS. Cosma e Damiano (San Cosimato)", nella pagina Internet "Unione dei Comuni della Valle Ustica- Le terre di Orazio", in www.unionecomunivalleustica.it.

NB. Le informazioni sulla Fontana dell'Obelisco sono state estrapolate dal post "Altri luoghi d'interesse", nella pagina Internet "Tibursuperbum. TIVOLI E DINTORNI - TERRE DA SCOPRIRE", in www.tibursuperbum.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Sant'Antonio Abate e sulle Mura Poligonali sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Antonio Abate", nella pagina Internet "Unione dei Comuni della Valle Ustica - Le terre di Orazio", in www.unionecomunivalleustica.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Sabino sono state estrapolate dalla sezione "Chiesa di San Sabino", nella pagina Internet  "Tibursuperbum. TIVOLI E DINTORNI - TERRE DA SCOPRIRE", in www.tibursuperbum.it.

domenica 16 febbraio 2025

VILLA D'ESTE (TIVOLI): LA SONTUOSA DIMORA RINASCIMENTALE DEL CARDINALE IPPOLITO II D'ESTE

 STORIA

Villa d'Este é una sontuosa villa monumentale italiana, situata nelle immediate vicinanze del centro storico di Tivoli, fatta edificare dal Cardinale Ippolito II d'Este, originario di Ferrara e membro della potente famiglia ducale cittadina, che qui si ritirò a seguito della delusione per la mancata elezione pontificia.

Eletto Governatore di Tivoli nel 1550, volle qui realizzare un giardino che imitasse i fasti della sontuosa Villa Adriana, nella periferia della città, su un costone di roccia lungo il corso del Fiume Aniene.

Il progetto architettonico della villa prese forma solo a partire dal 1560, anno in cui venne ideato ad opera dell'Architetto Pietro Ligorio, mentre il progetto esecutivo e la sovrintendenza ai lavori di edificazione vennero affidati all'Architetto Alberto Galvani.

Gli interni del palazzo vennero decorati dai principali esponenti del Manierismo romano.

Nel 1572, alla morte del Cardinale Ippolito, la struttura era quasi stata completata. Ne seguì un lungo periodo di decadenza, fino a quando, nel XIX secolo, non venne ristrutturata e portata a compimento dal Cardinale Gustav Adolph Van Hohenlohe.

Negli anni Venti e Trenta del XX secolo venne restaurata e aperta al pubblico.

DESCRIZIONE

Il complesso architettonico di Villa d'Este, é caratterizzato dalla villa vera e propria e, all'esterno, un vasto parco caratterizzato da giardini all'italiana e particolari fontane che mostrano splendidi giochi d'acqua.

1) LA VILLA

Al di sopra dei giardini si trova la struttura della Villa, al cui interno si susseguono caratteristici ambienti affrescati, tipici dei palazzi signorili edificati nel corso del Rinascimento e del Manierismo.

CAPPELLA

Il primo ambiente che s'incontra all'interno della villa é la Cappella, utilizzata come stanza privata del Cardinale Ippolito d'Este. E' costituita da un ambiente rettangolare interamente affrescato.

Gli affreschi disposti alle pareti e sulla volta, raffigurano le Storie di Maria Vergine.

Gli affreschi e le decorazioni, ad eccezione della pala d'altare, vennero eseguite dal pittore Federico Zuccari, negli anni tra il 1568 e il 1572.

La decorazione dell'ambiente rappresenta un'illusionistica architettura di paraste ioniche scanalate su un basamento in marmi policromi. Nelle nicchie sono affrescate le immagini di quattro Profeti e due Sibille.

L'affresco che sovrasta l'altare raffigura la Madonna della Ghiara, eseguita a Reggio Emilia da Giovanni Bianchi nel 1573. L'opera venne commissionata da Alessandro d'Este tra il 1605 e il 1611.

Sugli spicchi posti ai lati dell'arco superiore della controfacciata é raffigurata l'Annunciazione mentre, nel rettangolo centrale, la Visitazione. In controfacciata, distinta in più riquadri affrescati, sono raffigurati, ai lati, le Sibille mentre, sopra il portale, la Presentazione al Tempio.

Sulla volta sono raffigurate, all'interno dello spazio esagonale, l'Incoronazione della Vergine mentre, nella fascia laterale sulla destra, l'immagine di Dio in gloria con un coro di angeli.


Cappella con affresco della Madonna della Ghiara


Riquadro centrale della volta con l'Incoronazione della Vergine

SALA DI NOE'

La Sala di Noè si affaccia sui giardini della villa e, sulle pareti, presenta un particolare ciclo di affreschi che ne ricopre interamente le pareti. Gli affreschi simulano ampie scene di paesaggi, ove sono rappresentati paesi, colline, fiumi e laghi.

Gli affreschi sono tipici del Manierismo, fase di passaggio tra Rinascimento e Barocco, capaci di annullare i limiti spaziali imposti dalle murature perimetrali. Nelle scene bucoliche rappresentate l'acqua costituisce il principale elemento decorativo.


Sala di Noé

Nella volta é raffigurata l'Alleanza tra Dio e Noé dopo il Diluvio Universale. In particolare, rappresenta Noé che rivolge a Dio un gesto di preghiera con, sulla destra, un gruppo di animali, tra cui si trova un'aquila bianca dalle grandi dimensioni.


Affresco della volta con l'Alleanza tra Dio e Noé dopo il Diluvio Universale

Agli angoli della volta sono raffigurate quattro coppie di putti, in atto di sorreggere gli stemmi del Cardinale Ippolito d'Este mentre, il centro, venne decorato a grottesche, attribuite a Federico Zuccari.


Affresco angolare di coppie di putti che sorreggono uno degli stemmi degli Este

Ai lati della volta si trovano quattro cornici ovali entro cui sono raffigurate le allegorie delle Quattro Stagioni mentre, sui lati brevi, le allegorie delle Stagioni sono affiancate dalle allegorie della Prudenza e della Temperanza.

Gli affreschi vennero realizzati nel biennio 1570 e 1571 da Durante Alberti e suoi collaboratori.

SALA DI MOSE'

Come nella precedente Sala di Noè, ove erano rappresentate le scene del noto eroe biblico, anche nella Sala di Mosè sono affrescate le scene delle Storie di Mosè.

La decorazione venne realizzata dal pittore Durante Alberti nel biennio 1570 - 1571.


Sala di Mosé

Al centro della volta é affrescata la scena di Mosè che percuote la roccia da cui sgorga l'acqua che disseta il popolo d'Israele accampato nel deserto. Anche in tal caso, l'episodio centrale é incentrato sul motivo dell'acqua.


Affresco al centro della volta, raffigurante Mosé che percuote la roccia da cui sgorga l'acqua che disseta il popolo d'Israele accampato nel deserto

Gli affreschi, dalla forte valenza simbolica, celebrano le gesta della casata d'Este.

Nei quattro angoli della sala é raffigurata l'Idra di Lerna a sette teste, emblema del Duca Ercole I d'Este, nonno del Cardinale Ippolito II, uomo carismatico e dotato di grande carisma e personalità.

Agli angoli della volta sono affrescate le personificazioni allegoriche di Giustizia, Fortezza, Temperanza e Prudenza che, insieme a quelle raffigurate nella Sala di Noé, completano il ciclo delle sette Virtù Cardinali.

Sulle finestre si aprono ampie vedute di paesaggi inframezzate da pilastri dorici.


Scena di Paesaggio tra pilastri dorici

SALONE DELLA FONTANA

Il Salone della Fontana venne realizzato per ospitare i banchetti organizzati dal Cardinale Ippolito, cui partecipavano spesso artisti e letterati.


Salone della Fontana

Nella volta della sala é raffigurato il Convito degli Dei, ispirata all'analogo affresco di Raffaello nella Loggia di Psiche realizzato nella Villa Farnesina a Roma.


Affresco del Convitto degli Dei, con colonnato in prospettiva

Alle pareti sono raffigurate vedute illusionistiche e bucoliche delimitate da colonne tortili, creando l'illusione di un loggiato aperto, decorato da frutta, fiori e ortaggi. Le vedute prospettiche, recuperate nel 1920 e restaurate nel 1949, vennero ideate da Girolamo Muziano. Il principale affresco alle pareti raffigura la Villa e il giardino secondo il progetto del 1565.

Nel fondo della sala si trova la fontana rustica ideata da Curzio Maccarone, portata a termine nel 1568 dal bolognese Paolo Calandrino, ricoperta da mosaici e smalti policromi, ripresa dalla nicchia del Tempio della Sibilla Tiburtina nei pressi della Villa Gregoriana.

Il finto loggiato in prospettiva venne realizzato dal pittore Matteo Neroni a partire dal 1565.


Fontana rustica del 1568 di Paolo Calandrino

SALA DI ERCOLE

La Sala di Ercole celebra le imprese dell'eroe Ercole, legato alle origini mitologiche della città di Tivoli, assunto come leggendario progenitore degli Este.

Venne affrescata nel biennio 1565 - 1566 da Girolamo Muziano.

I vani sono affrescati con scene reali e illusionistiche, raffiguranti porte e finestre.


Sala di Ercole

Nella parete inferiore della volta sono raffigurate le Dodici fatiche di Ercole, con storie ispirate dalla Genealogia deorum di Giovanni Boccacio.


Volta affrescata della Sala di Ercole

Nei quattro angoli della volta della sala sono raffigurati gli stemmi in stucco del Cardinale Ippolito d'Este, sostenuti da una coppia di putti alati, sormontati da quattro cornici con la raffigurazione delle Virtù Cardinali.

Al centro della volta é affrescato l'Epilogo del mito: Ercole che, dopo aver superato le dodici fatiche, é accolto nell'Olimpo tra le divinità. E' raffigurato di spalle, con sulla schiena la pelle del Leone Nemeo e le braccia poggiate sulla clava.


Affresco di Ercole che lotta contro l'Idra di Lerna


Affresco di Ercole che afferra il Toro per le corna


Affresco centrale della volta raffigurante l'Epilogo del mito: Ercole accolto tra le divinità

SALA DELLA CACCIA

L'ultima sala della villa é la Sala della Caccia, che prende il nome dalle scene di caccia, di terra e di mare, affrescate nelle pareti, dipinte nel 1614 dagli artisti Giovanni Ferri e Rinaldo Lombardo.


Sala della Caccia

Nei riquadri dipinti sono affrescati quattro illusionistici arazzi, cui si alternano scene di caccia ai cinghiali, lepri, daini e volatili, oltre a festoni di fiori e frutta.


Affresco raffigurante il Ponte sul Fiume Aniene

Tra le varie scene é raffigurata una battuta di caccia al cervo.

Oltre alle scene di caccia, si trovano raffigurate anche scene di battaglie navali e naufragi. La raffigurazione di una scena di fuoco, completa il ciclo dei quattro elementi naturali, ossia aria, acqua, terra e fuoco.

2) I GIARDINI

I grandi giardini della villa, posti proprio al di fuori della struttura principale, costituiscono il polmone verde della residenza signorile, che la integra completamente nella circostante Valle dell'Aniene, territorio pianeggiante che sale di quota verso le cime dei Monti Simbruini, al confine tra Lazio e Abruzzo.


Giardini di Villa d'Este


Fontana di Pegaso

GROTTE DELLE SIBILLE

Anche nel giardino é possibile ammirare emergenze monumentali tra cui i grottoni, che si aprono sulla balconata dove si possono ammirare i getti d'acqua della Fontana di Nettuno.

I ninfei sono coperti da volte a botte e ricavate dalle strutture di sostegno che ospitano, tra le altre, la Fontana dell'Organo. La zona retrostante l'ambiente centrale delle grotte ospita un piccolo vano, utilizzata per la produzione di aria, necessaria a garantire il funzionamento della sovrastante Fontana dell'Organo.

Fontana dell'Organo


Scorcio dei giardini dalla Fontana


Costone di roccia ove si aprono le Grotte delle Sibille


Grotte delle Sibille

FONTANA DEI DRAGHI

Nella parte bassa della centrale scalinata monumentale, si trova la Fontana dei Draghi.

La fontana era in origine caratterizzata, durante il suo funzionamento, da artifici sonori che simulavano scoppi di armi da fuoco.

Al centro della vasca si trovano le statue di quattro dragoni alati, realizzate in pietra nel 1572, in occasione della visita del Pontefice Gregorio XIII. Ai lati si trovano due delfini che emettono altri getti d'acqua.


Fontana dei Draghi


Statue in pietra dei Draghi che ornano la Fontana

VIALE DELLE CENTO FONTANE

Al termine del percorso di visita, si trova la particolare fonte d'acqua nota come Cento Fontane, composto da una sequenza di quasi trecento getti d'acqua, riposti su tre canali sovrapposti.

Il viale ove si trovano le fontane ha una lunghezza pari a centotrenta metri che percorre il giardino, collegandolo la Fontana dell'Ovato con la Fontana di Rometta.

Il sistema delle tre fontane connesse fra loro, allude metaforicamente ai fiumi e agli acquedotti tiburtini.

Il fontanile venne realizzato tra il 1565 e il 1571 decorato, in origine, con un sistema di ventidue navicelle che simulavano la navigazione verso Roma, intervallate da vasi.

Nel 1622 il Cardinale Alessandro fece inserire le Aquile Estensi in sostituzione di alcuni vasi, poi rimossi dal Duca Francesco II d'Este e sostituiti da Obelischi affiancati dai Giglio di Francia.

Viale delle Cento Fontane

Cannelle del fontanile

Statua dell'Aquila Estense

NB. Le informazioni storiche su Villa d'Este sono state estrapolate dal post "VILLA D'ESTE", nel portale Internet "VILLAE TIVOLI", in www.villae.cultura.gov.it.

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