giovedì 26 giugno 2025

BORGO VELINO E COLLE RINALDO: PAESI DI CONFINE TRA SABINA E CICOLANO NELLA CATENA DEL MONTE NURIA

 BORGO VELINO

Borgo Velino é un Comune di 897 abitanti, situato nella Valle del Velino a 460 m.s.l.m., tra i territori storici della Sabina e del Cicolano, all'interno della Catena del Monte Nuria (1.888 m.s.l.m.).

Le origini del centro abitato di Borgo Velino sono antichissime, risalenti all'insediamento di Viario, sorto sulla sponda destra del Fiume Velino. L'insediamento venne fondato in una zona isolata tra le montagne, nelle vicinanze di un corso d'acqua.

La scelta del sito venne favorita sia dalla disponibilità di acqua, che dalla funzione di barriera difensiva svolta dallo stesso corso d'acqua.

Le origini di Viario vengono fatte risalire ad un'epoca precedente la nascita di Roma, come insediamento della popolazione italica dei Pelasgi. Dell'originario insediamento rimangono pochi resti, oramai ricoperti da fitta boscaglia e difficilmente raggiungibili.

Nel Medio Evo il centro abitato venne trasferito più a valle, lungo la sponda sinistra del Fiume Velino: é proprio con la realizzazione delle prime rudimentali opere di costruzione degli argini del fiume per fermare le alluvioni, che si ebbe la nascita del nuovo insediamento di Borghetto.

Fu terra di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, divenendo feudo dapprima di Margherita d'Austria e, in seguito, dei Farnese.

Assunse il toponimo attuale a partire dal 1863.

Nel 1927, con l'istituzione della Provincia di Rieti divenne frazione di Antrodoco, tornando ad essere Comune autonomo a partire dal 1957.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico si adagia lungo il corso del Fiume Velino, in una territorio completamente pianeggiante al confine con i Comuni della Valle Santa Reatina, frequentata da San Francesco d'Assisi, tra cui Rivodutri e Poggio Bustone.

Fontana Monumentale


Cannelle della fontana


Vicoli del centro storico


La Valle del Velino con, sullo sfondo, il Monte Nuria (1.888 m.s.l.m.)


Piccole cascate formate dal Fiume Velino

1) PIAZZA UMBERTO I E TORRE CIVICA

La visita al borgo medievale ha inizio nella Piazza Umberto I, ubicata immediatamente all'esterno della cinta muraria medievale. Qui si trova la poderosa Torre Civica che include la porta d'accesso a tutto sesto e unico fornice, che immette nel centro storico.

Piazza Umberto I

La torre presenta due blocchi distinti fra loro, la porzione inferiore in muratura intonacata mentre, quella superiore, in laterizi, entrambi a sezione quadrangolare.

La porzione inferiore, dalle maggiori dimensioni, é più tozza, coronata da una cornice con archetti pensili sovrastata da una merlatura guelfa. Nell'ordine inferiore si apre una porta di accesso a sesto acuto, sovrastata da un'apertura bifora ove si aprono due finestre trilobate.

Al blocco inferiore é sovrapposto quello superiore, anch'esso a sezione quadrangolare, coronato da una merlatura guelfa, sovrastata dalla campana. La torre superiore presenta dimensioni minori rispetto a quella inferiore, ed é delimitata nella parte bassa da una sottile cornice marcapiano, sovrastata da una bifora e, ancora più in alto, dall'orologio comunale.

Torre Civica con la sottostante porta d'accesso

2) CHIESA DI SAN MATTEO

Oltrepassata la porta con la torre si accede al centro storico medievale, caratterizzato da vicoletti e delimitato da case in pietra ove, stretta tra le stradine, si incontra la facciata della Chiesa di San Matteo, principale architettura religiosa del borgo.

La data di edificazione é incerta, ma si suppone che sia sorta intorno agli stessi anni cui si fa risalire la fondazione del centro abitato di Borghetto, intorno al 1130.

La chiesa venne quasi completamente distrutta da terribile terremoto dell'Aquila del 1703. Con la seguente ricostruzione acquisì un aspetto più barocco.

La nuova chiesa venne consacrata nel 1787 dal Vescovo Monsignor Saverio Marini, su delega del Vescovo di Cittaducale, Monsignor Nicola Maria Calcagnini.

DESCRIZIONE

L'esterno presenta una semplice facciata in laterizi.

Sul lato destro della chiesa si innalza il campanile a pianta quadrangolare. Nella cella campanaria sono ospitate tre campane: la più piccola fusa nel 1909 mentre, la più grande, sostenuta da imponenti travi in legno.

Chiesa di San Matteo


Facciata della chiesa con buche pontaie

Campanile della chiesa arretrato

L'interno é in stile barocco a navata unica, voltata a botte, con sei altari laterali, tre sulla destra e tre sulla sinistra.

Interno barocco a tre navate

Gli altari sulla sinistra sono consacrati al Santissimo Sacramento, Santa Maria delle Grazie e Santa Maria del Popolo.

Gli altari riposti sulla destra sono invece consacrati al Santissimo Crocifisso, a Sant'Antonio da Padova e al Santissimo Rosario.

Altare di Sant'Antonio da Padova, raffigurante il Santo con il Bambino

Nella parete di fondo si trova l'ambiente del presbiterio, principale elemento di pregio artistico.

La parete absidale é impreziosita da tre tele dipinte con le rappresentazioni di tre Episodi della Vita di San Matteo, tra cui la Vocazione, il Miracolo e il Martirio.

Presbiterio della chiesa


Volta del presbiterio affrescata


Altare maggiore


Reliquiario con la Croce Gemmata


Parete absidale con le tele delle Scene della Vita di San Matteo


Tela dipinta del Martirio di San Matteo


Tela dipinta della Vocazione di San Matteo


Tela dipinta del Miracolo di San Matteo

Al di sopra del transetto si trova la cupola emisferica. La cappella di fondo sulla sinistra, presenta un pregevole fonte battesimale mentre, nella controfacciata, si trova l'organo ligneo.

Cupola emisferica sovrastante il transetto

Le pareti della chiesa sono impreziosita da stucchi dorati mentre, la volta a botte, venne affrescata da artisti romani tra il 1903 e il 1907. Nei sotterranei, non accessibili al pubblico, venivamo seppelliti i defunti. Le sepolture sono organizzate in tre distinte sezioni: la prima destinata ai religiosi, la seconda ai bambini e, l'ultima, al resto della popolazione. Le inumazioni nei sotterranei della chiesa cessarono il 7 Ottobre 1837.

Volta a botte affrescata tra il 1903 e il 1907


Cappella in restauro

3) PALAZZO COMUNALE

Nella piazza principale si trova il Palazzo Comunale, edificato in tempi recenti, con struttura portante in calcestruzzo e murature intonacate.

La facciata é anticipata da un elegante portico in laterizio poggiante su pilastrini, sormontato da un fregio a bassorilievo, con rappresentazioni allegoriche della cittadina di Borgo Velino.

Sul fianco destro si trova il portale rinascimentale a tutto sesto.

Palazzo Comunale

Ingresso del Municipio

Al suo interno si trovano le sale espositive del Museo Civico. Alcuni degli ambienti sono decorati con resti di affreschi e materiali di epoca romana. Nelle sale del museo sono ospitati affreschi staccati della Chiesa dei Santi Dionigi, Rustico ed Eleuterio.

Sala del Consiglio Comunale


Tela dipinta raffigurante Cristo con angeli e Santi


Resti di affreschi medievali nella Sala Consigliare


Ara votiva pagana di epoca romana

4) CHIESA DEI SANTI DIONIGI, RUSTICO ED ELEUTERIO

Al di fuori del centro storico medievale, si trova l'architettura religiosa più suggestiva e particolare del borgo, la Chiesa dei Santi Dionigi, Rustico ed Eleuterio.

Venne edificata sulle sponde del Velino tra il IX e il XII secolo, su una preesistente struttura dell'VIII secolo, probabilmente essa stessa edificata sui resti di un precedente tempio pagano. Alcuni indizi dell'esistenza del tempio pagano si possono rinvenire nella facciata, ove sono incastonate porzioni di fregi e, in particolare, un'epigrafe in pietra murata alla sinistra del portale, dove si legge una dedica alle ninfe di Diana Reduce, riposta nel sito da un servo della matrona Sabidia nel 5 a.C..

Inizialmente nota come Pieve di San Rustico, venne poi soppiantata come chiesa madre dalla Collegiata di San Matteo, rimanendo inutilizzata per secoli.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata romanica in stile abruzzese, con portale a tutto sesto, ove sono incastonati materiali di spoglio di epoca romana, tra cui un cippo funerario e resti di motivi ornamentali a nastri. Sono anche presenti materiali che rappresentano una testa di toro sporgente e un'aquila in bassorilievo, che orna la formella al di sopra del portale maggiore.

Chiesa dei Santi Dionigi, Rustico ed Eleuterio


Portale a tutto sesto


Cippo funerario inserito nella muratura


Archivolto con materiali di spoglio di una testa di toro e un'aquila

Sullo spigolo destro si trova un campanile a vela. La parete esterna dell'abside é ripartita da cinque lesene verticali.

L'interno é a tre navate, distinte da due file di pilastri a sezione quadrata che sottendono, rispettivamente, cinque archi in pietra per lato. 

L'abside é ornata dall'altare maggiore barocco e dalla parete absidale, affrescata nei primi anni del Cinquecento, con scene rappresentate su due registri, che narrano la vita dei martiri, con Dioniso Vescovo e i compagni di martirio Rustico ed Eleuterio, attribuiti al pittore Dionisio Cappelli di Amatrice.

Nel pavimento sono visibili lastre sepolcrali in pietra. Al di sotto della navata centrale sono ricavati spazi per la sepoltura dei cittadini defunti.

Sul lato sinistro si trova l'Altare del Santissimo Crocifisso mentre, sul lato destro, gli altari di Sant'Antonio Abate e Santa Caterina d'Alessandria. L'altare maggiore é consacrato a San Dionisio.

COLLE RINALDO

Sulle montagne che circondano il centro storico di Borgo Velino, si trova il paese di Colle Rinaldo, piccolo borgo medievale con soli otto residenti.

Il borgo é legato alla storia del vicino centro abitato di Borgo Velino e venne edificato nel XV secolo, come insediamento difensivo fortificato. Nel corso del tempo seguì le vicende del capoluogo comunale.

DESCRIZIONE

Il centro storico é posto su un'altura a 600 m.s.l.m., e presenta abitazioni con muratura grezzastretti vicoli, realizzati per esigenze difensive.

Borgo medievale di Colle Rinaldo

Centro storico con la torre

Costruito sulla cima di un'altura, presenta stradine che seguono la morfologia del terreno, e procedono in salita con forte pendenza, fino a raggiungere i ruderi della Torre del Cassero, situata in cima all'abitato.

Porta di accesso a sesto acuto


Intradosso della porta di accesso

Vicoli del centro storico in salita


Vicoli del centro storico in salita


Punto panoramico sulla Valle del Fiume Velino


Vicoli del borgo


Vicoli del borgo

La Torre del Cassero venne edificata nel XV secolo, probabilmente a sezione ottagonale, venendo poi distrutta e consumata dal passare del tempo. Attualmente é possibile ammirare i possenti resti della fortificazione ben conservati.

Torre del Cassero

Torre del Cassero con il mastio


Ingresso della torre


Cortile della torre

NB. Le informazioni sulla storia di Borgo Velino, sulla Piazza Umberto I e sulla Torre Civica, sono state estrapolate dal post "Storia del Comune", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Borgo Velino. Provincia di Rieti", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Matteo sono state estrapolate dal post "San Matteo Apostolo in Borgo Velino", nel portale Internet "CHIESA DI RIETI", in www.chiesadirieti.it.

NB. Le informazioni sul Palazzo Comunale sono state estrapolate nel post "Palazzo del Comune", nel portale istituzionale del "Catalogo Generale dei Beni Culturali", in www.catalogo.beniculturali.it.

lunedì 16 giugno 2025

SPERLONGA: BORGO IMBIANCATO A CALCE LUOGO DI VILLEGGIATURA DELL'IMPERATORE TIBERIO

 STORIA

Sperlonga é un Comune di 3.009 abitanti della Provincia di Latina, situato sul promontorio calcareo di Monte San Magno ad una quota di 52 m.s.l.m., terminante con grandi scogliere a picco sul mare. Il centro abitato divide la costa in due distinti litorali, quello di Ponente e quello di Levante.

Secondo alcuni studiosi, le sue origini provengono dalla leggenda, che narra dell'esistenza della città di Amyclae, città fondata dai Laconi, posta nell'entroterra a poca distanza dal litorale laziale.

Il territorio costiero iniziò a svilupparsi con l'arrivo dei conquistatori romani, in particolare ricchi patrizi, che vi fecero realizzare le proprie residenze signorili. Tra queste degna di nota é quella fatta edificare dall'Imperatore Tiberio prima del suo esilio nell'Isola di Capri, che inglobava una grotta dove l'Imperatore fece realizzare statue monumentali che celebravano le gesta di Ulisse, Eroe dell'Odissea.

Il toponimo del borgo deriva dalla presenza delle suddette cavità naturali, che denominate "Speloche", derivante dal termine latino "Speluncae", ossia "Cavità" o "Grotte".

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, a partire dal VI secolo il promontorio e la grotta costituirono luoghi di rifugio per le comunità locali. Queste comunità si organizzarono nel Medio Evo per dare vita all'odierno centro abitato di Sperlonga, edificato al di sopra dell'altura di San Magno, scelta che. come per gli altri Comuni, era dettata dalla necessità di difendersi sia dall'espansione del contado dei Comuni limitrofi, sia dalle frequenti incursioni di pirati.

A tale scopo venne realizzato un vasto sistema di torri costiere di avvistamento, ma tuto si rivelò inutile quando, nel 1534, il centro abitato venne distrutto dalle incursioni piratesche comandate da Kaireddin Barbarossa. Tra il XVIII e il XIX secolo il borgo assunse l'attuale profilo, venendo arricchita con la realizzazione di chiese e palazzi signorili.

Lo sviluppo turistico ed economico ebbe inizio solo nel 1957, con la realizzazione della strada litoranea che collegava Gaeta a Terracina transitando per Sperlonga, ponendo fine al secolare isolamento del borgo costiero.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Sperlonga, arroccato sulla bassa collina rocciosa del Monte San Magno e in costante contatto con il Mar Tirreno, presenta magnifici scorci e piazzette che, di volta in volta, si aprono sul mare.

Le stradine del centro sono state realizzate molto strette in maniera tale da rendere difficoltosi gli spostamenti delle truppe militari nemiche e, di tanto in tanto, vi si trovano interessanti testimonianze storiche e artistiche, oltre a vicoli pittoreschi, scalinate, passaggi voltati, balconi fioriti e murales.

Centro storico di Sperlonga dalla spiaggia

Scorcio del borgo dalla strada che raggiunge il centro abitato

Veduta della spiaggia dal borgo

Porta di accesso al centro storico


Porta Marina con lo Stemma dei Caetani - dell'Aquila

Piazza della Libertà

Vicolo del centro storico

Vicolo del centro storico


Abitazione con balaustra ornata da vasi di fiori

Scalinata del borgo decorata da murales

Murale raffigurante Poseidone


Murale raffigurante la Regina Penelope


Murale delle Navi


Murale del cortile del Convento


Muratura ornata da Conchiglie


Grondaia decorata con conchiglie


Piazzetta con belvedere

1) CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SPELONCA

La Chiesa di Santa Maria della Spelonca, il cui nome originario in latino era Sanctae Marie de Spelonche, costituisce l'architettura religiosa più antica del paese, riportata al suo splendore dopo un'attenta opera di restauro che l'ha tenuta chiusa per lungo tempo.

Edificata nel centro storico nel XII secolo, venne menzionata per la prima volta nel documento del Codex Caietanus del 1135, riconosciuto come un importante luogo di culto del Lazio meridionale.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una struttura molto particolare, con interno a due navate a cui sono state aggiunti, nel corso del tempo, altri ambienti. Pregevole é l'altare maggiore, che ospita la tela dipinta della Madonna Assunta.

Chiesa di Santa Maria della Spelonca

Navata sinistra della chiesa

Altare maggiore decorato in stucco


Volta dell'abside decorata in stucco

Infondo alla navata, alla destra dell'altare maggiore, si apre la Cappella del Presepe, realizzata nel XVIII secolo e consacrata a San Leone Magno. E' arricchita con una statua di scuola napoletana.

La navata laterale é ornata da cappelle che si aprono nella muratura, tra cui la Cappella di San Domenico a volta affrescata, impreziosita da un altare settecentesco.

Alcuni affreschi posti all'interno risalgono al XII secolo.

Navata destra della chiesa


Altare maggiore decorato in marmi policromi

Cappella di San Domenico


Affreschi della Cappella di San Domenico


Capitello di Sperlonga in Marmo di Carrara, rinvenuto
casualmente nel 2018 con forma a calice di età imperiale

2) CHIESA DI SAN ROCCO

La Chiesa di San Rocco venne restaurata nel XIX secolo, ma la struttura venne edificata in epoca precedente.

E' menzionata per la prima volta in documenti del XVIII secolo con la diffusione del culto del Santo dopo il trasporto delle reliquie a Venezia.


Chiesa di San Rocco


Interno della chiesa a navata unica


Pavimentazione in maiolica

3) TORRE TRUGLIA

Ai piedi del promontorio su cui sorge il borgo si trova la Torre Truglia, antica struttura militare con una storia tanto complessa quanto avvincente.

La particolarità del monumento é insita già nel termine Truglia, con cui é conosciuta. Il termine, al maschile Trullus, deriva da quello greco di Trullo, con cui si indicava, nel XVIII secolo, una particolare tipologia di cupola. Il termine Trullo, venne poi modificato in Truglio o, al femminile Truglia, a causa dell'accento napoletano presente nel Regno borbonico.

Promontorio sovrastato dalla Torre Truglia

La primitiva fortezza venne edificata nel XIV secolo sui resti di un antico faro di epoca romana, fatto edificare dall'Imperatore Tiberio. I resti di una struttura più antica sono stati individuati nelle fondazioni della torre, durante gli scavi compiuti nel 2014 dai ricercatori dell'Università di Napoli "l'Orientale". La fortezza era realizzata con basamento a sezione circolare e paramento murario in opus reticolatum. Secondo gli archeologi la costruzione sarebbe stata edificata in due differenti fasi.

Nel 1532 venne riedificata, per essere distrutta solamente due anni dopo, nel 1534, a causa di un'incursione dei Turchi, guidati dal corsaro ottomano Barbarossa, denominato Khair Ad Din.

Riedificata nel 1611, la torre venne nuovamente demolita nel 1623 a causa di una nuova incursione turca che, questa volta, non si limitò a distruggere la fortezza, ma danneggiò anche il borgo uccidendo molti dei suoi abitanti. La definitiva riedificazione risale al XVIII secolo.


Torre Truglia


Veduta del borgo dalla torre

4) VILLA DI TIBERIO

Poco al di fuori del centro storico si trova il sito archeologico della Villa di Tiberio, fiore all'occhiello del patrimonio artistico e monumentale del borgo.

I resti della villa imperiale, ben tenuti e per gran parte conservatisi fino ai giorni nostri, presentano una struttura che si sviluppa per circa trecento metri lungo la Spiaggia di Levante, ed era composta, oltre che dagli ambienti di servizio utilizzati con finalità residenziali, anche da impianti termali, riserve d'acqua e un attracco privato per le navi dell'Imperatore.

In epoca augustea la grotta accolse una piscina circolare collegata alle altre piscine esterne, con vasche destinate all'itticoltura. Al centro della vasca si trovava il triclinio imperiale, ossia la grande sala da pranzo.

La residenza venne utilizzata dall'Imperatore fino al 26, anno in cui una frana che mise a repentaglio la sua vita lo indusse a fuggire da Sperlonga riparandosi nell'Isola di Capri.

DESCRIZIONE

La porzione della villa all'interno della grotta era ornata con una pregevole decorazione di marmi e mosaici a tessere vitree, oltre al monumentale gruppo scultoreo dedicato alle Gesta di Ulisse.

All'esterno della grotta si trovano invece gli ambienti destinati alle ore diurne, tra cui il grande atrio centrale e l'impluvium, utilizzato per la raccolta dell'acqua piovana, dotato di pavimentazione in opus spicatum.

Villa di Tiberio


Spazio che ospitava l'atrio


Cubicola dell'atrio


Cubicola che delimitavano l'atrio


Ambiente rettangolare dell'Impluvium


Pavimentazione dell'Impluvium in opus spicatum


Peschiera della villa con la Grotta di Tiberio


Grotta di Tiberio


Interno della grotta


Altro scorcio della peschiera

5) MUSEO ARCHEOLOGICO

Nelle vicinanze della Villa di Tiberio si trova il Museo Archeologico, ove sono esposti tutti i materiali e i gruppi scultorei rinvenuti all'interno della residenza imperiale.

La struttura che accoglie il museo venne realizzata all'inizio degli anni Sessanta del XX secolo per ospitare i reperti venuti alla luce con le campagne di scavo del sito effettuate a partire dal 1957.

Nelle sale espositive sono ammirabili i quattro monumentali gruppi scultorei che ornavano l'interno della villa, rinvenuti non completi e affiancati dalle loro presunte riproduzioni. Nonostante siano solo presunte, sono comunque in grado di restituire l'effetto della monumentalità che dovevano avere all'interno della grotta.

Tra queste si possono notare le rappresentazioni dell'Assalto di Scilla alla nave di Ulisse, l'Accecamento del ciclope Polifemo, il Ratto del Palladio e Ulisse che solleva il cadavere di Achille.

Ricostruzione del gruppo scultoreo dell'Accecamento di Polifemo


Testa di Ulisse del Gruppo di Polifemo della prima metà del I secolo

Ricostruzione dell'Assalto di Scilla alla nave di Ulisse


Scultura della mano di Ulisse che afferra la testa di Scilla del I secolo


Statua del I secolo raffigurante la Testa di Ganimede


Statua della prima metà del I secolo
raffigurante il Compagno di Ulisse
 con l'oltre, parte del Gruppo di Polifemo


Gruppo scultoreo del Ratto del Palladio del I secolo


Rilievo scultoreo romano dei I secolo raffigurante Venere Genitrice


Iscrizione a mosaico in pasta vitrea del I secolo
che ornava il laro sinistro della Grotta di Tiberio

E' probabile che molti pezzi siano ancora oggetto di restauro. Le statue vennero realizzate da tre famosi scultori di Rodi, conosciuti con i nomi di Atenodoro, Agesandro e Polidero autori, tra l'altro, della celeberrima statua di epoca ellenistica raffigurante Lacoonte, esposta ai Musei Vaticani.

Pregevoli sono anche i manufatti e i suppellettili, in grado di documentare l'utilizzo della villa fino all'età tardo antica, nel Basso Medio Evo.

NB. Le informazioni sulla storia di Sperlonga, sono state estrapolate dal post "ARTE E STORIA", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sperlonga. Provincia di Latina", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria della Spelonca sono state estrapolate dal post "La Chiesa", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sperlonga. Provincia di Latina", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni storiche sulla Torre Truglia sono state estrapolate dal post "Torre Truglia", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sperlonga. Provincia di Latina", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Villa di Tiberio sono state estrapolate dal post "La villa di Tiberio", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sperlonga. Provincia di Latina", in www.halleyweb.com.

NB. Le informazioni sul Museo Archeologico sono state estrapolate dal post "Il museo", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sperlonga. Provincia di Latina", in www.halleyweb.com.

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