domenica 30 novembre 2025

PORCHIANO DEL MONTE: CASTELLO DIFENSIVO TRA AMELIA E ORVIETO

 STORIA

Porchiano del Monte é una frazione di Amelia di 467 abitanti posta su una bassa altura, che degrada dall'alto verso il basso, con una quota massima di 463 m.s.l.m., e una quota minima di 307 m.s.l.m..

Il territorio venne abitato già durante l'epoca romana, come dimostrano elementi decorativi di spoglio, riutilizzati all'inerno degli edifici religiosi.

Secondo una tradizione orale popolare, il borgo venne fondato da quattro famiglie provenienti dalla Corsica, Corsi, Ercolani, Panezi e Peracchini.

Le prime notizie documentate di Porchiano risalgono al 1160, periodo in cui il borgo non era soggetto a Signorie feudali. Nel documento si legge che il Castellano, la persona addetta ad aprire e chiudere le porta del Castello, era tenuto a mantenere dei soldati.

Nel 1237 se ne impossessarono i Monaldeschi di Orvieto, che lo assediarono e incendiarono, al fine di garantirsi una piazzaforte contro la rivale Amelia. Il borgo passò definitivamente tra i feudi amerini a partire dal 1317, giurandole fedeltà e alleanza in caso di guerre con i comuni vicini.

Gli abitanti di Porchiano tentarono tante volte, anche se invano, di ribellarsi al controllo amerino.

Il giuramento fu infranto già nel 1329, fatto che portò a una guerra contro Amelia e alla successiva distruzione del Castello. Nel 1338 una nuova Signoria feudataria giurò fedeltà ad Amelia, accettando l'imposizione della demolizione della cinta muraria.

Nel 1416, forte dell'appoggio della ghibellina Orvieto, i porchianesi si ribellarono ancora, e gli amerini ne distrussero la rocca.

Nel 1495 Porchiano venne sottomessa dal Capitano di Ventura Bartolomeo d'Alviano per poi tornare ad Amelia l'anno successivo, subendo una nuova distruzione. Nel 1497 si vide concesso uno statuto, pur non divenendo un Comune autonomo.

Nel 1498 il Capitano di Ventura Ferrate Farnese, alleato di Bartolomeo d'Aòviamo, sferrò un attacco ai Chiaravalle, feudatari ghibellini di Todi e Acquasparta, espugnando anche Porchiano.

Durante il Sacco di Roma del 1527 anche Porchiano subì il saccheggio da parte dei Lanzichenecchi, a seguito del quale vennero rinforzate le mura. Dopodiché il borgo rimase legato ad Amelia, anche con il compimento dell'Unità d'Italia nel 1861.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo si presenta arroccato su una bassa collina, molto panoramica, con un'ampia vista sulla sottostante Valle del Tevere

Al suo interno é percorso da vicoli e abitazioni in pietra ben conservate, circondate da una cinta muraria medievale.

Vi si accede attraversando la porta di entrata a tutto sesto, sormontata dall'Emblema di San Bernardino.

Borgo di Porchiano del Monte


Mura medievali del borgo


    Porta di accesso medievale


Arco a tutto sesto della porta di accesso


Mura medievali del borgo


Camminamento delle mura medievali al tramonto


Tramonto ammirabile dalle mura medievali


Intradosso della porta di accesso


Piazzetta interna al borgo medievale


Altra veduta della piazzetta principale


Abitazione medievale del borgo


Vicolo del borgo con costoloni


Cisterna medievale

1) CHIESA DI SAN SIMEONE

Al centro del borgo si trova la Chiesa di San Simeone, principale architettura religiosa.

E' consacrata al culto di San Simeone Vescovo e Martire, tra i primi vescovi di Gerusalemme.

Venne citata per la prima volta nella Rationes Decimarum, documento scritto del 1275 - 1279, ove si legge del presbitero Ierardo di Maritima che, nel Novembre del 1275, versò per la Chiesa di San Simeome un censo dal valore pari a XV soldi cortonesi, più altri CVII soldi cortonesi e III soldi parmensi.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata a capanna realizzata con muratura in conci di pietra e, di lato, un campanile medievale, con cuspide superiore aggiunta in un secondo momento, ove si aprono bifore e una monofora.


Facciata romanica in pietra della
Chiesa di San Simeone


Traccia lasciata dal portale secondario posto
sul fianco destro della chiesa, con telaio
ligneo sostituito dalla pietra

L'interno é in stile romanico distinto in tre navate di cui, la centrale, coperta da volta a botte mentre, le laterali, sovrastate da volta a crociera.

Navata centrale della chiesa coperta da volta a botte

La navata sinistra é distinta dalla centrale da due pilastri a sezione quadrangolare, probabilmente risalente al XV secolo, frutto del rimaneggiamento della struttura originaria. Di originale rimangono invece, i pilastri che separano la navata centrale dalla navata destra.

Sul primo dei pilastri di sinistra nel 1500 venne affrescato Sant'Antonio Abate.

Campate della navata sinistra

Nella navata sinistra sono conservate pregevoli opere d'arte, tra cui il Fonte Battesimale, e un frammento di affresco realizzato da Piermatteo d'Amelia, raffigurante la Madonna con Bambino tra gli Angeli e, in basso, Santa Cristina e Santo Stefano.


Affresco di Piermatteo d'Amelia raffigurante
la Madonna con Bambino tra Angeli e, in basso, Santa Cristina,
sulla sinistra e Santo Stefano, sulla destra

Sulla parete sinistra é un affresco raffigurante ancora la Madonna con Bambino tra gli Angeli e, un altro affresco dei Santi Michele Arcangelo e Maria Maddalena.

L'abside semicircolare venne affrescata nel 1937 con le rappresentazioni del Beato Giovanni Bufalari, monaco agostiniano nativo di Porchiano, Santa Cristina, San Simeone e la Beata Lucia di Narni.


Abside affrescata nel 1937 con il Beato Giovanni Bufalari,
Santa Cristina, San Simeone e la Beata Lucia da Narni

A dividere la navata centrale dalla navata destra sono tre colonne a sezione circolare, sovrastate da capitelli romanici. La prima colonna é sovrastata da un capitello scolpito a rilievo con un'Aquila che, con le ali aperte, divide due delle facce. In quella sulla sinistra si trovano un sole stilizzato e un animale quadrupede non riconoscibile mentre, in quella sulla destra si trovano, nel registro superiore, due pantere con le fauci spalancate mentre, nell'inferiore, un serpente.


Pilastro della chiesa a fusto liscio con enthasis
a un terzo dell'altezza, tipico rigonfiamento dei
templi dorici, sovrastato da un capitello scolpito


Capitello scolpito con motivi raffiguranti due Pantere che
si sovrappongono tra loro e, al di sotto, un serpente

La seconda colonna é sovrapposta da un capitello decorato con motivi a petali con croci centrali, un animale con una croce che sembra uscirgli dalla bocca e un albero distinto in tre rami. Gli spigoli del capitello recano scolpite due aquile.

La terza colonna presenta un basamento ornato da motivi di un cervo e una pantera.


Capitello scolpito con motivi raffiguranti, sugli spigoli,
due aquile e un animale con una croce che sembra
uscirgli dalla bocca


Colonna dal fusto liscio, in ordine tuscanico,
sovrastata da un semplice capitello, posta su
un basamento realizzato con um blocco di
reimpiego raffigurante motivi di un Cervo
e di una Pantera


Basamento con pietra di spoglio raffigurante
il motivo di un Cervo

Sulla parete destra si apre una cappella neoclassica sovrastata da una volta a botte, ove é custodita una tavola lignea dipinta con l'Assunzione della Vergine, realizzata nel XV secolo, attribuita a Marco del Trittico di Chia e, più recentemente a Cola da Orte, della scuola di Piermatteo d'Amelia.

Al termine della navata é la reliquia di una delle cinque pietre bagnate con il sangue del Miracolo di Bolsena, verificatosi nel 1263.

NB. Le informazioni generali sulla storia e il centro storico di Porchiano del Monte, sono state estrapolate dal post "Castello di Porchiano del Monte - Amelia", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Simeone sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Simeone - Porchiano del Monte", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

sabato 22 novembre 2025

FERENTILLO: CAPITALE DI UN DUCATO DISTINTA IN DUE BORGHI E MAUSOLEO DEI DUCHI DI SPOLETO

 STORIA

Ferentillo é un Comune di 1.758 abitanti della Provincia di Terni, in Umbria, all'interno del territorio della Valnerina.

Il borgo si trova all'interno di una profonda gola solcata dal Fiume Nera, corso d'acqua sacro agli Umbri, con le abitazioni che si arrampicano sui costoni rocciosi delle montagne ai lati del fiume.

Le sue origini sono molto antiche, alcune testimonianze lo fanno risalire al II millennio a.C., come testimoniato dai graffiti rinvenuti all'interno della Grotta del Riparo, nelle vicinanze del borgo di Precetto.

Dal X al VI secolo a.C. vi s'insediarono gli Umbri Naharki, antichi abitanti stanziatisi sulle rive del Fiume Nera, chiamato Nahar in lingua Osco - Umbra, che vi edificarono villaggi d'altura, sfruttando l'asperità del terreno per una migliore difesa naturale

Divenne una delle principali rotte di transumanza, in particolare per i greggi che dal Tirreno, si spostavano verso la costa adriatica e viceversa.

Ai Romani si deve la regimentazione delle acque del Nera, che venne reso navigabile.

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente e la successiva Guerra Greco - Gotica, tra Ostrogoti e Bizantini, e la successiva venuta dei Longobardi di Re Alboino nel 628, Ferentillo divenne uno dei principali centro del Ducato di Spoleto sotto il Duca Foroaldo II, che vi eresse l'Abbazia di San Pietro in Valle.

L'abbazia venne fondata, secondo la leggenda, da due monaci basiliani, Lazzaro e Giovanni che, fuggiti dalla Siria, nel VI secolo si stabilirono nei pressi di Ferentillo fondandovi una chiesa, che il Duca Foroaldo II decise poi di trasformare in un'abbazia.

Il complesso religioso venne scelto come luogo di sepoltura di tutti i Duchi di Spoleto, fatto che ne incrementerà molto la potenza nel corso del tempo, portandola a governare su un territorio molto vasto, con l'edificazione di rocche d'avvistamento e castelli.

Nel 1303 Bonifacio VIII tolse ai monaci il controllo dell'abbazia, punendoli per aver dato asilo ai cittadini di stirpe catara, già accusati di eresia, che erano fuggiti dalla distruzione di Ferento.

Fu proprio l'ospitalità concessa ai cittadini di Ferento a influenzare il toponimo del borgo da Ferentum - illi, ossia "quelli di Ferento". 

L'alleanza con gli eretici costò all'abbazia, e a Ferentillo, la remissione del governo di San Pietro in Valle alle dirette dipendenze della Camera Apostolica, che durerà, in maniera più o meno invasiva, fino all'Unità d'Italia.

Nel Medio Evo il borgo fu al centro non solo delle rotte commerciali ma, anche, di quelle di pellegrinaggio religioso legato al culto di San Michele Arcangelo.

Venne qui edificato il Santuario di San Michele Arcangelo, oggi in rovina, che costituiva il centro esatto della Linea di San Michele che, andando dall'Irlanda fino alla Terra Santa, univa tra loro otto importanti santuari del culto micaelico.

Il controllo pontificio su Ferentillo si alleggerì molto a partire dalla fine del XV secolo, quando il borgo venne ceduto in feudo ai membri della famiglia Cybo, d'ispirazione guelfa. Grazie al governo dei Cybo, il borgo conoscerà un lungo periodo di splendore e prosperità.

I Cybo fecero transitare per il borgo la Via della Lana, importante rotta commerciale che, passando proprio per Ferentillo, metteva in comunicazione i mercanti di lana abruzzesi che dalle pendici del Gran Sasso raggiungevano Firenze.

Il sodalizio tra Ferentillo e Firenze raggiunse il suo apice quando nel 1488 Franceschetto Cybo, figlio di Giovan Battista Cybo, sposò Maddalena de' Medici, figlia di Lorenzo de' Medici detto "il Magnifico".

Da questo momento la Famiglia Cybo rivoluzionerà l'aspetto urbanistico di Ferentillo, facendo edificare non solo splendidi palazzi, ma anche le due principali chiese di Santo Stefano e Santa Maria Maggiore, risiedendo nel Palazzo Montholon, poco al di fuori dal centro storico.

Sotto la Signoria dei Cybo, nel 1563 vennero emanati gli Statuti che, nel 1619, porteranno alla nascita del Ducato di Ferentillo, autonomo dallo Stato Pontificio.

Il Ducato resistette all'abolizione del feudalesimo imposta nel 1806 da Napoleone Bonaparte, cessando di esistere solo con l'annessione dei territori del Centro Italia al Regno d'Italia nel 1860.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico medievale di Ferentillo é costituito da due borghi distinti, Matterella e Precetto, divisi in due dal Fiume Nera, entità storiche e culturali distinte fra loro, con una propria chiesa e sovrastati da una propria rocca medievale, facendo di Ferentillo uno tra i pochi borghi italiani a possedere due rocche.

Il percorso di visita dovrà quindi seguire due itinerari distinti, visitando prima un borgo, poi l'altro, raggiungibili transitando sopra una passerella sospesa che scavalca il Fiume Nera.

MATTERELLA

La visita può iniziare dal borgo di Matterella, il più antico dei due, nato intorno al 1200.

E' costituito da case in pietra strette tra loro, aggrappate alla parete rocciosa della montagna.

A partire dal XVI secolo le case hanno iniziato a degradare verso valle, conferendogli l'aspetto ammirabile ai giorni nostri.

Borgo di Matterella

1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA

La Collegiata di Santa Maria costituisce la principale chiesa di Matterella e di tutto Ferentillo.

Nata come tempio paleocristiano, venne ampliata per volere di Francesco Cybo a partire dal 1494.

DESCRIZIONE

L'ampliamento del XV secolo trasformò la chiesa in una pianta quadrangolare, orientata verso ovest.

La facciata a salienti, presenta un portale in pietra bianca, recante un'iscrizione latina del 1493, sovrastato da una lunetta affrescata con affresco della Madonna con Bambino tra teste di cherubini del XVI secolo.

Di fianco alla facciata é riposto lo slanciato campanile cuspidato del XV secolo.

Collegiata di Santa Maria


Facciata della chiesa a salienti

L'interno é distinto in tre navate, terminanti con abside a sette lati, ornato da una tavola dipinta del XVI secolo, raffigurante la Madonna con Bambino, rappresentata in modo molto piatto e bidimensionale secondo i canoni della pittura bizantina che riduceva le immagini di Santi a icone.

Interno della collegiata in stile gotico a tre navate e cinque campate

Nelle pareti destra e sinistra si aprono le cappelle laterali, a tutto sesto, aperte in un periodo successivo al 1532.

Vi si trovano preziose opere d'arte, come le tavole raffiguranti le Vergini Martiri e Sant'Antonio Abate, realizzate nel 1543 dal pittore Jacopo Siculo.

Campate della chiesa ogivali

Tele raffiguranti entrambi l'Annunciazione


Abside della chiesa a tutto sesto

Particolare é l'affresco delle Prove di Sant'Antonio, ove sono raffigurati una Strega alata e due Diavoli che picchiano il Santo.

Pregevole é il Miracolo di San Tommaso, opera del pittore locale Piermatteo Piergili e altri affreschi, come Santa Lucia, nel pilastro destro e Dio Padre in trono tra gli Angeli sull'arco trionfale, realizzati alla fine del XV secolo dal pittore Orlando Merlini.

Nelle vicinanza dell'ingresso é riposto un fonte battesimale in marmo bianco recante un'iscrizione rituale.

2) ROCCA DELLA MATTERELLA

Il borgo di Matterella é sovrastato dall'omonima rocca, gemella della dirimpettaia rocca di Precetto, posta nelle montagna dirimpettaia dal lato opposto della gola.

Le rocche facevano parte del più ampio sistema di torri d'avvistamento edificate a guardia dell'Abbazia di San Pietro in Valle, tra l'VIII e il XIX secolo, in particolare tra la fine del Regno Longobardo e le invasioni Saracene.

DESCRIZIONE

La rocca si presenta in stato di rudere a causa dell'incuria del tempo e, tutt'ora, il percorso per raggiungerla é accidentato e non ben segnalato.

Ha una pianta triangolare che segue la morfologia della montagna, ancorandosi alla parete rocciosa, con una porzione inferiore e una superiore.

La porzione superiore, più fortificata, presenta un corpo a sezione quadrangolare, con spigoli rinforzati da quattro possenti torrioni circolari, dei quali ne rimane solo uno.

Il torrione e una porzione della muratura esterna, sono sovrastati dall'originale coronamento a beccatelli aggettanti e terminanti con un possente muro a scarpa.

Il corpo principale racchiude al suo interno il mastio, in parte crollato e bisognoso di un intervento di restauro, anch'esso a sezione quadrangolare, utilizzato come ultima difesa.

Veduta della Rocca della Matterella all'interno della gola


Percorso che raggiunge la rocca


Rocca della Matterella


Bastione circolare della rocca coronato da
beccatelli aggettanti


Mastio quadrangolare della rocca

PRECETTO

Attraversando il Fiume Nera e transitando sopra lo scenografico ponte che lo scavalca, si accede al borgo di Precetto, il meglio conservato tra i due.

Precetto, anch'esso sovrastato dall'omonima rocca medievale, presenta abitazioni più compatte rispetto a Matterella, solcato da strette stradine molto ben tenute, senza alcun punto di convergenza, come una piazza, se non la grande piazza comune del borgo che sorge in pianura, o la piccola piazzetta ove si trova la Chiesa di Santo Stefano, celebre per la sua cripta che ospita il Museo delle Mummie.

Borgo di Precetto


Vicoli di Precetto


Vicoli di Precetto


Vicoli di Precetto

3) CHIESA DI SANTO STEFANO E MUSEO DELLE MUMMIE

La Chiesa di Santo Stefano, proprio all'ingresso del borgo di Precetto, venne edificata nel XVI secolo su commissione della Famiglia Cybo - Malaspina, sui resti di una precedente chiesa altomedievale.

La facciata presenta un portale a tutto sesto innestato su pilastri verticali terminanti con capitelli corinzi, e poggianti su basi di pietra scolpite coin gli Stemmi dei Cybo e del Capitolo Lateranense.


Ordine superiore della Chiesa di Santo Stefano con al centro il rosone circolare e, sulla sinistra, il campanile quadrangolare


Ordine inferiore della facciata con portale
sovrastato da un timpano in pietra

L'interno é a navata unica in stile barocco, con pianta quadrangolare terminante con abside semicircolare. Nella parete di fondo si aprono due cappelle, riposte rispettivamente, sia sulla destra, che sulla sinistra.

Interno a tre navate in stile barocco


Volta della chiesa affrescata a motivi geometrici e policromi

La cappella destra conserva un affresco del Presepio, realizzati nel 1559 dal pittore locale Pierino Cesarei.

La cappella alla sinistra dell'abside contiene, invece, l'affresco della Pietà di Gesù, con Gesù sorretto da Dio con Sant'Antonino in adorazione.

Tela dipinta della Pietà di Gesù

L'abside é impreziosita dalla tela dipinta del 1759 di Giuseppe Rosi, raffigurante il Martirio di Santo Stefano. Pregevole é il Fonte Battesimale in pietra, che reca scolpiti gli Stemmi dei Principi Cybo.


Abside semicircolare della chiesa


Catino absidale decorato in stucco policromo


Pala d'altare maggiore dipinta con
il Martirio di Santo Stefano

CRIPTA - MUSEO DELLE MUMMIE

Dall'esterno si può accedere alla cripta, nota a livello nazionale per ospitare il Museo delle Mummie, esposizione di corpi mummificati rinvenuti al suo interno.

La cripta venne realizzata su commissione dei Principi Lorenzo e Franceschietto Cybo. Contiene i resti di una chiesa del XIII secolo, sopra cui venne edificata la nuova chiesa di Santo Stefano che possiamo ammirare. La chiesa antica non venne demolita ma integrata nella nuova struttura.

Dal XVI secolo divenne il luogo di sepoltura degli abitanti di Precetto, data in gestione ai Frati Cappuccini. Gli abitanti vennero sepolti all'interno della cripta fino all'Editto di Saint Cloud, emanato da Napoleone nel 1806 che vietava, per questioni igieniche, la sepoltura dei defunti all'interno delle mura cittadine. L'ultima sepoltura documentata, avvenne il 18 Maggio 1871.

Dopo l'emanazione dell'editto napoleonico, la cripta venne ispezionata e si scoprì che alcuni corpi si erano completamente mummificati. Alcuni corpi conservano sorprendenti dettagli anatomici, come pelle, unghie, denti e capelli.

Accesso alla cripta della Chiesa di Santo Stefano

Le mummie sono conservate all'interno di teche di vetro che le proteggono dall'umidità, ed é possibile girargli intorno per avere una visione a trecentosessanta gradi.

Il processo di mummificazione venne favorito dalla presenza di un suolo ricco di minerali come il Calcio e il Calcare, responsabili della disidratazione dei materiali organici e, in particolare, l'argilla, materiale impermeabile agli agenti atmosferici e patogeni.

I corpi venivano dapprima sepolti all'interno delle mura e, successivamente, trasferiti nell'ossario.

Attualmente vi si conservano ventiquattro mummie di uomini, donne e bambini, anche molto piccoli, oltre ad una sezione che conserva crani superstiti di altre mummie.

Vi sono esposti anche due volatili mummificati.

Interno della cripta di Santo Stefano

Corpi mummificati della Teca 10


Mummie rinvenute con tracce d'indumenti


Teca con resti di teschi di cui non si sono conservati i corpi


Mummie di Sposi con, al centro, il feto di un neonato

Veduta del feto neonatale tra i due sposi


Mummia di adulto rinvenuto in posizione rannicchiata

4) ROCCA DI PRECETTO

Come la Rocca di Matterella, anche la fortezza di Precetto si trova arroccata sulle pendici della retrostante montagna, nota come Monte Sant'Angelo.

La rocca, sempre parte del sistema difensivo della Valnerina a guardia dell'Abbazia di San Pietro in Valle, risale anch'essa al IX secolo, con pianta triangolare delimitata da possenti murature sovrastate da merlature guelfe.

Nel vertice superiore della struttura triangolare si trova il mastio, torre di avvistamento a sezione pentagonale.

5) ABBAZIA DI SAN PIETRO IN VALLE

L'Abbazia di San Pietro in Valle costituisce la principale architettura religiosa della Valnerina, posta poco al di fuori del centro storico di Ferentillo.

Situata alle pendici del Monte Solenne, venne realizzata in un'area ove, tra il IV e il VI secolo, sostarono vari eremiti che vissero per quarant'anni, in uno spirito di comunità, all'interno della grotta adiacente all'attuale chiesa.

Il complesso abbaziale venne edificato nell'VIII secolo dal Duca di Spoleto Faroaldo II, ove egli stesso si ritirò per condurre vita eremitica, morendovi nel 728 e venendo qui sepolto.

Nell'840 i monaci vennero allontanati su istanza del Vescovo di Spoleto mentre nel 1016, venne distrutta da un'invasione dei miliziani Saraceni.

Nel XII secolo venne ampliata in stile romanico, mentre la navata venne decorata con splendidi affreschi medievali tutt'ora presenti. Fino al 1303 riuscì a governare un vasto territorio.

Nel 1477 il Pontefice Innocenzo IV cedette l'abbazia in commenda mentre, nel 1517, passò alla Signoria ferentillese di Franceschietto Cybo che, nel XVII secolo, venne elevata al rango di Ducato, rimanendovi fino al 1860 quando passò al Comune di Ferentillo.

Nel XV secolo venne aggiunto il chiostro che, a partire dagli anni Settanta del XX secolo, ospita una residenza alberghiera.

ESTERNO

La chiesa abbaziale presenta una facciata a capanna distinta in due ordini, superiore e inferiore.

L'ordine inferiore è composto dal portale a tutto sesto strombato della seconda metà dell'XI secolo mentre, l'ordine superiore, presenta un rosone circolare a doppia ghiera.

Sulla sinistra della chiesa, in posizione arretrata e isolata rispetto alla facciata, si erge il campanile, una possente struttura quadrangolare dotata di cinque ordini di blocchi sovrapposti, scanditi da cornici in laterizio. Le pareti del campanile presentano inserti di materiali di spoglio con motivi a intreccio di epoca romana.

Facciata della chiesa abbaziale (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Portale a tutto sesto
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
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Campanile quadrangolare dell'abbazia
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
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I quattro ordini di blocchi quadrangolari
che compongono il campanile abbaziale.
I primi due blocchi presentano finestrelle
a tutto sesto, sormontate da cornici orizzontali,
anch'esse ornate da archetti pensili
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
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duplicazione dell'immagine in questione)

INTERNO

L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina, in stile romanico, a navata unica, che va restringendosi verso il transetto in modo tale da aumentarne la profondità.

Interno della chiesa a navata unica (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Antico cippo romano interno alla chiesa
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o
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La chiesa termina con transetto e i tre absidi, entrambi risalenti alla struttura originaria dell'VIII secolo mentre, la navata con gli affreschi che la decorano sono del XII secolo.

Vi si conservano pregevoli frammenti longobardi e cinque meravigliosi sarcofagi romani, posti sia lungo le pareti, che in corrispondenza della zona absidale.

Le pareti laterali interne sono affrescate con Scene dell'Antico e del Nuovo Testamento, realizzati nell'VIII secolo mentre, le absidi, vennero affrescate nel XVI secolo.

La parete sinistra è affrescata con Scene dell'Antico Testamento, ove si riconoscono la Cacciata dei Progenitori dall'Eden, l'Arca di Noè e il Peccato Originale di Adamo ed Eva.


Affreschi delle Scene dell'Antico Testamento
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o
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Affresco della Creazione di Adamo
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o
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Affresco del Peccato Originale (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Affresco raffigurante l'Arca di Noè
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o
duplicazione dell'immagine in questione)

Nella parete destra sono state invece affrescate le Scene del Nuovo Testamento ove, le principali, raffigurano l'Ultima Cena, l'Ingresso di Cristo a Gerusalemme e l'Arrivo dei Re Magi.

Il ciclo di affreschi, nonostante sia stato realizzato durante il periodo medievale, presenta una composizione non del tutto ieratica, ma inserita in un contesto di scorci prospettici, anticipando in tal senso di due secoli la scoperta della prospettiva.

Affreschi delle Scene del Nuovo Testamento (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Affresco dell'Ingresso di Cristo a Gerusalemme
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione
duplicazione dell'immagine in questione)


Affresco dell'Ultima Cena
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione
duplicazione dell'immagine in questione)


Affresco dell'Arrivo dei Magi
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione
duplicazione dell'immagine in questione)

In corrispondenza dell'ingresso si trovano due pilastri circolari, sovrastati da capitelli di spoglio di epoca romana, trasformati in acquasantiere.


Capitello di epoca romana sovrastante uno dei
due pilastri d'ingresso, trasformato in acquasantiera
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione
duplicazione dell'immagine in questione)

Capitelli di spoglio di epoca romana sulla parete destra (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione duplicazione dell'immagine in questione)

Sulla parete di fondo si aprono tre absidi, di cui l'abside centrale e due absidiole laterali, sulla destra e sulla sinistra. Sia l'abside che le absidiole sono affrescate.

Abside centrale affrescato (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)

Al centro dell'abside principale, sopra al presbiterio, è riposto l'altare maggiore, capolavoro artistico dell'abbazia, tra gli emblemi della scultura a rilievo longobarda e carolingia.

L'altare venne realizzato assemblando più pezzi dell'VIII secolo, ad opera di un artista sconosciuto noto come Magister Ursus, o Maestro Orso. E' distinto in tre corpi, uno centrale compreso tra due lastre scolpite, una anteriore, l'altra posteriore, e due fasce laterali verticali.

Altare maggiore della chiesa del Magister Ursus (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)

Il lato anteriore dell'altare, presenta una porzione centrale dotata di una lastra scolpita con rilievo distinto in due ordini: nell'ordine superiore un motivo di tre ruote intorno a clipei circolari mentre, nell'ordine inferiore, due formelle raffiguranti due figure con le braccia piegate a novanta gradi con indosso un gonnellino. La figura sulla sinistra brandisce un pugnale sulla mano sinistra.

L'altra figura, quella sulla destra mostra una persona, sempre con le braccia alzate, sovrastata da una coppa con ai lati due pavoni che si abbeverano del sacro sangue di Cristo.


Motivo della faccia anteriore dell'altare maggiore scolpito a rilievo a due ordini,
superiore e inferiore.
Ordine superiore scolpito con tre ruote su clipei circolariordine inferiore con due formelle con figure con braccia piegate a novanta gradi di cui, quella sulla sinistra, brandisce un pugnale (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Pilastro sinistro dell'altare maggiore con motivi di una croce gemmata altre figure geometriche all'interno di clipei circolari
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Pilastro destro dell'altare maggiore con
decorazione con cornici strigliate a rilievo
(su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia.
E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o
duplicazione dell'immagine in questione)

In corrispondenza delle absidiole di destra e di sinistra, si trovano altri due altari, dalle minori dimensioni rispetto all'altare maggiore.

In particolare, nell'absidiola destra è il sarcofago in pietra ove sono riposte le spoglie mortali di Foroaldo, Duca di Spoleto, caratterizzato da una facciata scolpita a rilievo con cinque arcate a tutto sesto, ove sono riposte le figure di Foroaldo, Dioniso, i satiri Sileno e Pan e una Menade danzante.

Absidiola di destra (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)

Sarcofago del Duca Foroaldo (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)

Rilievi scultorei del Sarcofago di Foroaldo, raffiguranti Foroaldo, Dioniso, i satiri Sileno e Pan e una menade danzante (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)

Nell'absidiola di sinistra è invece riposto il Sarcofago dei Cacciatori, dotato di un sarcofago in pietra strigliato con, al centro, un medaglione con busto affiancato da rilievi di strigliature.

Il sarcofago è sovrastato da un grande coperchio sempre in pietra, con una lastra orizzontale più grande in sommità.

Sarcofago dei Cacciatori (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)


Sarcofago dei Cacciatori composto da due sarcofagi sovrapposti.
Sarcofago inferiore con superfice strigliata e, al centro, un clipeo rotondo con all'interno un busto mentre, nell'ordine superiore,
un coperchio scolpito con rilievi di Scene di Caccia (su concessione dell'arcidiocesi Spoleto - Norcia. E' fatto divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione dell'immagine in questione)

CHIOSTRO

Al lato della chiesa abbaziale e, dinanzi al campanile, si trova il chiostro quadrangolare, dotato di una struttura quadrangolare a due ordini con loggiato ad arcate romaniche, con arcate inferiori del XII secolo, e arcate superiori di epoca successiva.

Al centro è un ara circolare in marmo, dotata di bassorilievi di satiri e menadi.

NB. Le informazioni sulla storia di Ferentillo sono state estrapolate dal post "LA STORIA", nel portale Internet ufficiale "Visit Ferentillo", nel sito www.visitferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Collegiata di Santa Maria sono state estrapolate dalla voce "Collegiata di Santa Maria", nella sezione "Da Vedere", nel portale ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Rocca della Matterella sono state estrapolate dal post "LA VALLE DEI CASTELLI E DELLE ROCCHE. Le rocche e i castelli simbolo di Ferentillo", nel portale Internet "Visit Ferentillo", in www.visitferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santo Stefano, sono state estrapolate dalla voce "PRECETTO", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.

NB. Le informazioni sul Museo delle Mummie sono state estrapolate dal post "Museo delle Mummie", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Rocca di Precetto, sono state estrapolate dal paragrafo "Rocca di Precetto", nel post "Castello di Ferentillo - (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Abbazia di San Pietro in Valle, sono state estrapolate dal post "Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo", nel portale Internet "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.

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