STORIA
Ferentillo é un Comune di 1.758 abitanti della Provincia di Terni, in Umbria, all'interno del territorio della Valnerina.
Il borgo si trova all'interno di una profonda gola solcata dal Fiume Nera, corso d'acqua sacro agli Umbri, con le abitazioni che si arrampicano sui costoni rocciosi delle montagne ai lati del fiume.
Le sue origini sono molto antiche, alcune testimonianze lo fanno risalire al II millennio a.C., come testimoniato dai graffiti rinvenuti all'interno della Grotta del Riparo, nelle vicinanze del borgo di Precetto.
Dal X al VI secolo a.C. vi s'insediarono gli Umbri Naharki, antichi abitanti stanziatisi sulle rive del Fiume Nera, chiamato Nahar in lingua Osco - Umbra, che vi edificarono villaggi d'altura, sfruttando l'asperità del terreno per una migliore difesa naturale. Divenne una delle principali rotte di transumanza, in particolare per i greggi che dal Tirreno, si spostavano verso la costa adriatica e viceversa.
Ai Romani si deve la regimentazione delle acque del Nera, che venne reso navigabile.
Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente e la successiva Guerra Greco - Gotica, tra Ostrogoti e Bizantini, e la successiva venuta dei Longobardi di Re Alboino nel 628, Ferentillo divenne uno dei principali centro del Ducato di Spoleto sotto il Duca Foroaldo II, che vi eresse l'Abbazia di San Pietro in Valle.
L'abbazia venne fondata, secondo la leggenda, da due monaci basiliani, Lazzaro e Giovanni che, fuggiti dalla Siria, nel VI secolo si stabilirono nei pressi di Ferentillo fondandovi una chiesa, che il Duca Foroaldo II decise poi di trasformare in un'abbazia.
Il complesso religioso venne scelto come luogo di sepoltura di tutti i Duchi di Spoleto, fatto che ne incrementerà molto la potenza nel corso del tempo, portandola a governare su un territorio molto vasto, con l'edificazione di rocche d'avvistamento e castelli. Nel 1303 Bonifacio VIII tolse ai monaci il controllo dell'abbazia, punendoli per aver dato asilo ai cittadini di stirpe catara, già accusati di eresia, che erano fuggiti dalla distruzione di Ferento.
Fu proprio l'ospitalità concessa ai cittadini di Ferento a influenzare il toponimo del borgo da Ferentum - illi, ossia "quelli di Ferento". L'alleanza con gli eretici costò all'abbazia, e a Ferentillo, la remissione del governo di San Pietro in Valle alle dirette dipendenze della Camera Apostolica, che durerà, in maniera più o meno invasiva, fino all'Unità d'Italia.
Nel Medio Evo il borgo fu al centro non solo delle rotte commerciali ma, anche, di quelle di pellegrinaggio religioso legato al culto di San Michele Arcangelo. Venne qui edificato il Santuario di San Michele Arcangelo, oggi in rovina,. che costituiva il centro esatto della Linea di San Michele che, andando dall'Irlanda fino alla Terra Santa, univa tra loro otto importanti santuari del culto micaelico.
Il controllo pontificio su Ferentillo si alleggerì molto a partire dalla fine del XV secolo, quando il borgo venne ceduto in feudo ai membri della famiglia Cybo, d'ispirazione guelfa. Grazie al governo dei Cybo, il borgo conoscerà un lungo periodo di splendore e prosperità.
I Cybo fecero transitare per il borgo la Via della Lana, importante rotta commerciale che, passando proprio per Ferentillo, metteva in comunicazione i mercanti di lana abruzzesi che dalle pendici del Gran Sasso raggiungevano Firenze.
Il sodalizio tra Ferentillo e Firenze raggiunse il suo apice quando nel 1488 Franceschetto Cybo, figlio di Giovan Battista Cybo, sposò Maddalena de' Medici, figlia di Lorenzo de' Medici detto "il Magnifico".
Da questo momento la Famiglia Cybo rivoluzionerà l'aspetto urbanistico di Ferentillo, facendo edificare non solo splendidi palazzi, ma anche le due principali chiese di Santo Stefano e Santa Maria Maggiore, risiedendo nel Palazzo Montholon, poco al di fuori dal centro storico.
Sotto la Signoria dei Cybo, nel 1563 vennero emanati gli Statuti che, nel 1619, porteranno alla nascita del Ducato di Ferentillo, autonomo dallo Stato Pontificio. Il Ducato resistette all'abolizione del feudalesimo imposta nel 1806 da Napoleone Bonaparte, cessando di esistere solo con l'annessione dei territori del Centro Italia al Regno d'Italia nel 1860.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico medievale di Ferentillo é costituito da due borghi distinti, Matterella e Precetto, divisi in due dal Fiume Nera, entità storiche e culturali distinte fra loro, con una propria chiesa e sovrastati da una propria rocca medievale, facendo di Ferentillo uno tra i pochi borghi italiani a possedere due rocche.
Il percorso di visita dovrà quindi seguire due itinerari distinti, visitando prima un borgo, poi l'altro, raggiungibili transitando sopra una passerella sospesa che scavalca il Fiume Nera.
MATTERELLA
La visita può iniziare dal borgo di Matterella, il più antico dei due, nato intorno al 1200.
E' costituito da case in pietra strette tra loro, aggrappate alla parete rocciosa della montagna.
A partire dal XVI secolo le case hanno iniziato a degradare verso valle, conferendogli l'aspetto ammirabile ai giorni nostri.
Borgo di Matterella
1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA
La Collegiata di Santa Maria costituisce la principale chiesa di Matterella e di tutto Ferentillo.
Nata come tempio paleocristiano, venne ampliata per volere di Francesco Cybo a partire dal 1494.
DESCRIZIONE
L'ampliamento del XV secolo trasformò la chiesa in una pianta quadrangolare, orientata verso ovest.
La facciata a salienti, presenta un portale in pietra bianca, recante un'iscrizione latina del 1493, sovrastato da una lunetta affrescata con affresco della Madonna con Bambino tra teste di cherubini del XVI secolo.
Di fianco alla facciata é riposto lo slanciato campanile cuspidato del XV secolo.
Collegiata di Santa Maria
L'interno é distinto in tre navate, terminanti con abside a sette lati, ornato da una tavola dipinta del XVI secolo, raffigurante la Madonna con Bambino, rappresentata in modo molto piatto e bidimensionale secondo i canoni della pittura bizantina che riduceva le immagini di Santi a icone.
Interno della collegiata in stile gotico a tre navate e cinque campate
Nelle pareti destra e sinistra si aprono le cappelle laterali, a tutto sesto, aperte in un periodo successivo al 1532. Vi si trovano preziose opere d'arte, come le tavole raffiguranti le Vergini Martiri e Sant'Antonio Abate, realizzate nel 1543 dal pittore Jacopo Siculo.
Campate della chiesa ogivali
Tele raffiguranti entrambi l'Annunciazione
Particolare é l'affresco delle Prove di Sant'Antonio, ove sono raffigurati una Strega alata e due Diavoli che picchiano il Santo.
Pregevole é il Miracolo di San Tommaso, opera del pittore locale Piermatteo Piergili e altri affreschi, come Santa Lucia, nel pilastro destro e Dio Padre in trono tra gli Angeli sull'arco trionfale, realizzati alla fine del XV secolo dal pittore Orlando Merlini.
Nelle vicinanza dell'ingresso é riposto un fonte battesimale in marmo bianco recante un'iscrizione rituale.
2) ROCCA DELLA MATTERELLA
Il borgo di Matterella é sovrastato dall'omonima rocca, gemella della dirimpettaia rocca di Precetto, posta nelle montagna dirimpettaia dal lato opposto della gola.
Le rocche facevano parte del più ampio sistema di torri d'avvistamento edificate a guardia dell'Abbazia di San Pietro in Valle, tra l'VIII e il XIX secolo, in particolare tra la fine del Regno Longobardo e le invasioni Saracene.
DESCRIZIONE
La rocca si presenta in stato di rudere a causa dell'incuria del tempo e, tutt'ora, il percorso per raggiungerla é accidentato e non ben segnalato.
Ha una pianta triangolare che segue la morfologia della montagna, ancorandosi alla parete rocciosa, con una porzione inferiore e una superiore. La porzione superiore, più fortificata, presenta un corpo a sezione quadrangolare, con spigoli rinforzati da quattro possenti torrioni circolari, dei quali ne rimane solo uno. Il torrione e una porzione della muratura esterna, sono sovrastati dall'originale coronamento a beccatelli aggettanti e terminanti con un possente muro a scarpa.
Il corpo principale racchiude al suo interno il mastio, in parte crollato e bisognoso di un intervento di restauro, anch'esso a sezione quadrangolare, utilizzato come ultima difesa.
Veduta della Rocca della Matterella all'interno della gola
PRECETTO
Attraversando il Fiume Nera e transitando sopra lo scenografico ponte che lo scavalca, si accede al borgo di Precetto, il meglio conservato tra i due.
Precetto, anch'esso sovrastato dall'omonima rocca medievale, presenta abitazioni più compatte rispetto a Matterella, solcato da strette stradine molto ben tenute, senza alcun punto di convergenza, come una piazza, se non la grande piazza comune del borgo che sorge in pianura, o la piccola piazzetta ove si trova la Chiesa di Santo Stefano, celebre per la sua cripta che ospita il Museo delle Mummie.
Borgo di Precetto
3) CHIESA DI SANTO STEFANO E MUSEO DELLE MUMMIE
La Chiesa di Santo Stefano, proprio all'ingresso del borgo di Precetto, venne edificata nel XVI secolo su commissione della Famiglia Cybo - Malaspina, sui resti di una precedente chiesa altomedievale.
La facciata presenta un portale a tutto sesto innestato su pilastri verticali terminanti con capitelli corinzi, e poggianti su basi di pietra scolpite coin gli Stemmi dei Cybo e del Capitolo Lateranense.
L'interno é a navata unica in stile barocco, con pianta quadrangolare terminante con abside semicircolare. Nella parete di fondo si aprono due cappelle, riposte rispettivamente, sia sulla destra, che sulla sinistra.
Interno a tre navate in stile barocco
La cappella destra conserva un affresco del Presepio, realizzati nel 1559 dal pittore locale Pierino Cesarei.
La cappella alla sinistra dell'abside contiene, invece, l'affresco della Pietà di Gesù, con Gesù sorretto da Dio con Sant'Antonino in adorazione.
Tela dipinta della Pietà di Gesù
L'abside é impreziosita dalla tela dipinta del 1759 di Giuseppe Rosi, raffigurante il Martirio di Santo Stefano. Pregevole é il Fonte Battesimale in pietra, che reca scolpiti gli Stemmi dei Principi Cybo.
CRIPTA - MUSEO DELLE MUMMIE
Dall'esterno si può accedere alla cripta, nota a livello nazionale per ospitare il Museo delle Mummie, esposizione di corpi mummificati rinvenuti al suo interno.
La cripta venne realizzata su commissione dei Principi Lorenzo e Franceschietto Cybo. Contiene i resti di una chiesa del XIII secolo, sopra cui venne edificata la nuova chiesa di Santo Stefano che possiamo ammirare. La chiesa antica non venne demolita ma integrata nella nuova struttura.
Dal XVI secolo divenne il luogo di sepoltura degli abitanti di Precetto, data in gestione ai Frati Cappuccini. Gli abitanti vennero sepolti all'interno della cripta fino all'Editto di Saint Cloud, emanato da Napoleone nel 1806 che vietava, per questioni igieniche, la sepoltura dei defunti all'interno delle mura cittadine. L'ultima sepoltura documentata, avvenne il 18 Maggio 1871.
Dopo l'emanazione dell'editto napoleonico, la cripta venne ispezionata e si scoprì che alcuni corpi si erano completamente mummificati. Alcuni corpi conservano sorprendenti dettagli anatomici, come pelle, unghie, denti e capelli.
Accesso alla cripta della Chiesa di Santo Stefano
Le mummie sono conservate all'interno di teche di vetro che le proteggono dall'umidità, ed é possibile girargli intorno per avere una visione a trecentosessanta gradi.
Il processo di mummificazione venne favorito dalla presenza di un suolo ricco di minerali come il Calcio e il Calcare, responsabili della disidratazione dei materiali organici e, in particolare, l'argilla, materiale impermeabile agli agenti atmosferici e patogeni.
I corpi venivano dapprima sepolti all'interno delle mura e, successivamente, trasferiti nell'ossario.
Attualmente vi si conservano ventiquattro mummie di uomini, donne e bambini, anche molto piccoli, oltre ad una sezione che conserva crani superstiti di altre mummie.
Vi sono esposti anche due volatili mummificati.
Interno della cripta di Santo Stefano
Corpi mummificati della Teca 10
Veduta del feto neonatale tra i due sposi
4) ROCCA DI PRECETTO
Come la Rocca di Matterella, anche la fortezza di Precetto si trova arroccata sulle pendici della retrostante montagna, nota come Monte Sant'Angelo.
La rocca, sempre parte del sistema difensivo della Valnerina a guardia dell'Abbazia di San Pietro in Valle, risale anch'essa al IX secolo, con pianta triangolare delimitata da possenti murature sovrastate da merlature guelfe.
Nel vertice superiore della struttura triangolare si trova il mastio, torre di avvistamento a sezione pentagonale.
NB. Le informazioni sulla storia di Ferentillo sono state estrapolate dal post "LA STORIA", nel portale Internet ufficiale "Visit Ferentillo", nel sito www.visitferentillo.it.
NB. Le informazioni sulla Collegiata di Santa Maria sono state estrapolate dalla voce "Collegiata di Santa Maria", nella sezione "Da Vedere", nel portale ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.
NB. Le informazioni sulla Rocca della Matterella sono state estrapolate dal post "LA VALLE DEI CASTELLI E DELLE ROCCHE. Le rocche e i castelli simbolo di Ferentillo", nel portale Internet "Visit Ferentillo", in www.visitferentillo.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santo Stefano, sono state estrapolate dalla voce "PRECETTO", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.
NB. Le informazioni sul Museo delle Mummie sono state estrapolate dal post "Museo delle Mummie", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.
NB. Le informazioni sulla Rocca di Precetto, sono state estrapolate dal paragrafo "Rocca di Precetto", nel post "Castello di Ferentillo - (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
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