giovedì 26 ottobre 2023

VALLO DI NERA: BORGO MEDIEVALE DELLA VALNERINA, TRA I MEGLIO CONSERVATI DELL'UMBRIA

 STORIA

Vallo di Nera, in Provincia di Perugia, é uno dei più pittoreschi e meglio conservati borghi medievali dell'Umbria, posto su una bassa collina a 467 m.s.l.m. nelle vicinanze del corso del Fiume Nera, da cui prende il nome.

Alcune testimonianze archeologiche rinvenute nella zona, fanno risalire le origini dell'insediamento all'VIII secolo a.C.. Poche notizie ci sono pervenute sul periodo della dominazione romana, cui deriverebbe il primitivo nome del borgo, Castrum Valli, ossia "castello fortificato". Il primitivo Castello venne distrutto nel 1216, ad opera del Comune di Spoleto.

Nel settembre del 1217 Giacomo Capocci, Podestà di Spoleto, concede agli abitanti di Vallo la facoltà di erigere un Castello sotto la sua Signoria, offrendo in cambio protezione e difesa. Fu così che, una volta terminata l'edificazione del centro abitato, questo entrò a far parte del contado spoletino.

Nel 1255 il Comune di Vallo di Nera si pose a capo della rivolta organizzata dai Comuni della Valnerina contro Spoleto. La rivolta vide il Podestà, Petrone da Vallo, allearsi con il vicino Pizzocco Brancaleoni di Scheggino. In seguito, lo stesso Petrone mise a ferro e fuoco il proprio paese di origine, al punto che Spoleto si vide costretta ad inviare il proprio Governatore Alfonso da Cadorna, al fine di placare la rivolta. Come rappresaglia, il 9 Settembre 1522, nei pressi del ponte di Piedipatrerno, l'esercito di Petrone sbaragliò i soldati spoletini e trucidò il Governatore.

Messo in fuga dagli spoletini, Petrone si rifugiò insieme a suo figlio in un casolare. Nonostante ciò, i due vennero presto scoperti e arsi vivi al suo interno. Il suo cadavere, venne portato a Spoleto come trofeo, con le mani mozzate appese al collo. Nel 1527, anno del Sacco di Roma da parete dei Lanzichenecchi di Carlo V, le truppe di Sciarra Colonna giunsero in Valnerina e ne saccheggiarono ripetutamente i Castelli. Il passaggio delle truppe imperiali, comportò la diffusione della peste nella popolazione.

Nonostante le devastazioni delle truppe imperiali e la peste, il borgo seppe rinascere dalle sue ceneri in poco tempo. A partire dall'Unità d'Italia, il borgo ha ufficialmente aggiunto al suo toponimo l'appellativo "di Nera", in riferimento al fiume che scorre nelle immediate vicinanze.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante Vallo di Nera conti pochi residenti, può essere considerato un borgo di assoluto valore sia naturalistico, per gli splendidi panorami che offre questo angolo di Valnerina, che artistico, per la presenza di veri gioielli artistici e architettonici, come la Chiesa di Santa Maria e la Chiesa di San Giovanni Battista. Tali sono le motivazioni che hanno spinto gli esperti a includere il borgo nelle liste de "I Borghi più Belli d'Italia" e delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, quest'ultima volta a premiare la presenza di servizi di qualità destinati ai viaggiatori e ai turisti.


Porta di accesso al borgo medievale
di Vallo di Nera


Cinta muraria medievale


Piccola Chiesa di Santa Caterina
d’Alessandria


Arco in pietra nel centro storico


Vicolo in salita del centro
storico


Vicolo del centro storico


Vicolo del centro storico sormontato
da un arco in pietra


Porta di accesso al centro storico
a tutto sesto

1) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Chiesa di Santa Maria Assunta, principale monumento artistico, viene menzionata in un documento conservato nell'Archivio Capitolare di Spoleto, risalente al 1176. La chiesa venne ingrandita a partire dal 1273, mentre nei dintorni del complesso, a partire dal 1400, si sviluppò il borgo di Santa Maria.

Nel 1652, sotto il pontificato di Papa Innocenzo X Panphilij, il tetto della chiesa venne abbassato, e l'edificio venne nuovamente consacrato a Santa Maria Assunta. Con la demolizione delle strutture barocche, vennero riportati alla luce gli splendidi affreschi che ancora oggi la caratterizzano, rendendola una delle chiese medievali più belle dell'Umbria. Danneggiata dal terremoto del 2016, é tornata visitabile nel 2019.

ESTERNO

L'esterno presenta una facciata edificata in pietre conce, ripartita in un ordine inferiore, caratterizzato da un portale ogivale a strombo dotato di colonnine sovrastate da capitelli fogliati, e dal rosone circolare composto da dodici archetti. Il campanile é stato ottenuto tramite il riutilizzo di una delle torri incorporate nella cinta muraria medievale.


Esterno della Chiesa di Santa Maria Assunta

La cuspide campanaria racchiude tre campane di bronzo, suonate a mano e con i piedi in occasione delle ricorrenze festive, la maggiore delle quali risalente al XIV secolo. Una porta sulla sinistra permette di accedere all'ex convento, sul cui portale é visibile un affresco raffigurante le Stimmate di San Francesco. Infondo al braccio d'ingresso del chiostro, sono visibili due affreschi entrambi attribuiti al Maestro di Eggi, raffiguranti San Cristoforo e Sant'Apollonia.


Portale principale della chiesa, impreziosito
da una cornice in pietra a sesto acuto
a fasci di colonnine


Capitelli che sovrastano la cornice del portale
a fasci di colonnine


Chiostro della Chiesa di Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno della chiesa si presenta a navata unica, con copertura a capriate.


Interno a navata unica della Chiesa di Santa
Maria Assunta

Nella parete di sinistra, a partire dall'ingresso verso l'abside, é un affresco raffigurante Santa Lucia trascinata dai buoi, realizzato da Cola di Pietro da Camerino. La Santa deve essere trascinata verso il patibolo dai buoi, che però non riescono a smuoverla.


Affresco di Cola di Pietro da Camerino,
raffigurante Santa Lucia trascinata dai buoi

Segue l'Annunciazione, opera di uno sconosciuto Maestro umbro degli inizi del XV secolo, raffigurante la Vergine racchiusa entro un'architettura a forma di edicola, con un arco trilobato sul fronte e, al di sopra, un angelo con la mano che benedice l'Eterno.


Affreschi degli inizi del XV secolo di uno
sconosciuto maestro umbro, raffiguranti
la Vergine racchiusa entro un’architettura a forma di
edicola, con un arco trilobato sul fronte e un angelo
che con la mano benedice l’Eterno

C'é poi la raffigurazione della Madonna della Misericordia, risalente al XV secolo, con due angeli che sorreggono il mantello della Vergine, sotto cui cerca protezione il popolo. Gli uomini sono raffigurati sulla sinistra, le donne sulla destra.


Sulla sinistra, affresco del XV secolo, raffigurante
la Madonna della Misericordia, con due angeli che
sorreggono il mantello della Vergine, sotto cui cerca
protezione il popolo

Proseguendo si scorge Santa Caterina d'Alessandria, incoronata, con la palma e la ruota a raffi, accanto a San Francesco con le stimmate e la Regolae di San Gabriele Arcangelo, tutti risalenti alla prima metà del XIV secolo.

Il successivo altare é decorato da affreschi realizzati nel 1602, raffiguranti l'Eterno sul timpano, l'Annunciazione nell'arco, due stemmi della Famiglia Angeletti nel sottarco e, al centro, l'Immacolata. Ivi posizionato é inoltre un crocifisso ligneo del XVII secolo.


Altare decorato con affreschi del 1602 raffiguranti
l’Eterno, sul timpano, l’Annunciazione, sull’arco,
due stemmi della Famiglia Angeletti, nel sottarco e
l’Immacolata al centro

Dopo l'altare, nel registro superiore é raffigurata la Madonna in Trono, affresco risalente al XV secolo, mentre un ulteriore affresco del 1452, rappresenta San Bernardino affiancato da due donatori.


Affresco raffigurante, nel registro superiore di destra,
la Madonna in Trono (XV secolo) mentre, a sinistra,
San Bernardino affiancato da due donatori (1452)

Nel registro inferiore, sempre da sinistra verso destra, sono invece rappresentati: un Beato Francescano del XIV secolo; una Madonna del Latte tra San Gregorio Magno e San Girolamo del XVI secolo; una Madonna del Latte del 1435 attribuita al Maestro di Eggi; una Madonna in Trono; Santa Caterina d'Alessandria frammentario e Santa Barbara, sempre affini al Maestro di Eggi; Santa Cristina del XV secolo; un San Michele Arcangelo frammentario; una Madonna in Trono del XIV secolo, e un'ulteriore Madonna in Trono di autore ignoto del XV secolo.


Affresco del XV secolo raffigurante,
nel registro superiore, San Michele Arcangelo,
Madonna in Trono e un Beato Francescano

Sull'arco sono raffigurati San Leonardo, in alto e Sant'Antonio Abate, in basso. L'abside e il presbiterio sono decorati con affreschi attribuiti a Cola di Pietro da Camerino e Francesco di Antonio del 1383.

Al di sopra dell'altare maggiore é posto il Tabernacolo della Crocifissione, il cui crocifisso é una copia dell'originale, andato trafugato.

Il presbiterio si distingue in tre differenti settori, tutti affrescati. Sul lato sinistro del presbiterio, ci sono tre ordini di affreschi. Sull'ordine superiore é affrescata la Dormitio Virginis, con la Madonna in fin di vita attorniata dai dodici apostoli, cinque angeli che ne cantano le lodi, mentre altri quattro la elevano verso una corona di luce. In basso é raffigurato Sant'Antonio da Padova e Madonna in Trono tra i Santi Cristina e Francesco d'Assisi.

E' inoltre raffigurata la Fuga in Egitto, con due angeli mentre guidano San Giuseppe con un bastone appoggiato sulla spalla, mentre Maria cavalca un asinella spronata da un garzone.

Sull'arco al di sopra dell'abside, si trovano gli Angeli musicanti con i resti di un affresco dell'Incoronazione della Vergine. In alto, nell'abside, é affrescata l'Annunciazione. Nel registro superiore dell'abside é affrescata la Natività, con Maria raffigurata distesa accanto al Bambino avvolto in fasce. Al di fuori della capanna, si trovano San Giuseppe, in atteggiamento pensieroso, e due donne intente a bagnare il neonato. Un angelo sovrasta la scena per annunciare la Natività ai pastori. Sulle nubi Angeli in preghiera e, in basso, Adorazione dei Magi.

Nel registro inferiore dell'abside sono raffigurati: San Giovanni Battista; Santa Cristina; San Lorenzo. Una Crocifissione con Maria e Giovanni seduti ai piedi della croce, con tre angeli che raccolgono il sangue di Cristo. Sono inoltre raffigurati San Giacomo; Santa Caterina d'Alessandria e San Bartolomeo.

Nel lato destro del presbiterio, sono raffigurati, nel registro superiore, Stimmate di San Francesco d'Assisi; Predica agli Uccelli di San Francesco d'Assisi. Nel registro inferiore é rappresentata la Flagellazione di Cristo. Nelle vele della crociera, sono i tondi raffiguranti i Padri della Chiesa. Nel sottarco sono raffigurati Cristo, i Patriarchi e i Profeti mentre, nell'intradosso dell'arco, sono raffigurati Sant'Antonio Abate, sulla sinistra e San Leonardo, sulla destra. Sull'arco é raffigurato San Cristoforo.


Affresco del lato destro del presbiterio distinto
in ordini sovrapposti. Nell’ordine superiore
Stimate di San Francesco d’Assisi e, in basso,
Predica agli Uccelli di San Francesco d’Assisi.
Nel registro inferiore, Flagellazione di Cristo

Nella parete destra, a partire dall'altare maggiore si notano: la Madonna con i Santi Pietro, Paolo, Giovanni Battista, Giacomo, Michele, Anna, Giuliano e altre figure frammentarie, opere di Cola di Pietro. In basso é affrescata la Processione della confraternita dei Bianchi, realizzato dallo stesso Cola di Pietro nel 1401.

Dopo la seconda finestra sono presenti affreschi che raffigurano: Sant'Antonio Abate; Sant'Urbano V Papa. Di seguito si notano una Madonna in Trono della metà del Quattrocento, che porta sulle ginocchia il Bambino con un passerotto. A fianco sono presenti Santa Chiara e Santa Maria Egiziatica, coperta da lunghi capelli.

Sulla destra del suddetto affresco é posto un ulteriore gruppo di affreschi raffigurante un frammento di una Madonna, nel registro superiore, risalente al XV secolo; la Madonna del Latte, San Rocco e San Sebastiano, realizzato nel 1486; San Pietro Martire pugnalato da eretici carnefici del 1486. Nel registro inferiore si trovano la Madonna in Trono con Bambino; Sant'Urbano V Papa; San Pietro Martire; frammento di una Madonna e Trinità con tre volti che reca in mano un libro e Sant'Antonio da Padova entro un'edicola, risalente al XVI secolo.

E' inoltre presente una tempera su tavola del XII - XIII secolo raffigurante un Cristo Trionfante, raffigurato con occhi aperti e piedi non sovrapposti. Ai lati sono riposti la Madonna e San Giovanni. Il Cristo é dipinto su fondo azzurro, colore dell'immortalità.


Tempera su tavola sovrastante l’altare maggiore,
risalente al XII - XIII secolo, raffigurante Cristo
Trionfante con occhi aperti e piedi sovrapposti, con ai
lati la Madonna e San Giovanni

NB. Le informazioni storiche sul borgo di Vallo di Nera, sono state estrapolate dal post "Castello di Vallo di Nera (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria - Vallo di Nera (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

lunedì 23 ottobre 2023

CONFIGNI: TERRA DI CONFINE NELLA CAMPAGNA SABINA

 STORIA

Il centro abitato di Configni, Comune di 581 abitanti nella Provincia di Rieti, al confine con l'Umbria, venne fondato nel X secolo sul confine tra il Comitato di Sabina e quello di Narni, del quale inizialmente fece parte. Lo stesso toponimo é indicativo della caratteristica del Castello, da sempre luogo di confine tra differenti amministrazioni.

La prima menzione di Configni, viene fatta risalire alla bolla pontificia emanata da Papa Benedetto III nell'856, che si riferisce alla località con l'appellativo di "pietra di Configni". Durante il pontificato di Giovanni X, nel biennio 898 - 900, il paese divenne possedimento dell'Abbazia di Farfa. Tale donazione venne confermata nel 1027 ad opera della principessa longobarda Susanna, moglie del Conte sabino Attone.

Nella seconda metà del XII secolo, Configni entrò a far parte dei possedimenti dello Stato Pontificio, cui dovette corrispondere un censo annuo di 50 soldi. Nella prima metà del Duecento entrò a far parte del contado del Comune di Narni, al quale giurò fedeltà, impegnandosi ad offrire un cero dal peso di due libbre come tributo in occasione della festa di San Giovenale.

Nel 1401 Papa Bonifacio IX Tomacelli, scorporò Configni dal contado di Narni e lo donò a suo fratello, Andrea Tomacelli, che lo detenne per breve tempo. Tra il 1410 e il 1415 il paese venne concesso in feudo a Francesco Orsini, cui venne accorpato il Castello di Lugnola. I due castelli rimasero di proprietà degli Orsini fino al 1452. Con la morte di Francesco, i Castelli di Configni e Lugnola vennero ereditati dall'Arcivescovo di Taranto Marino Tomacelli e dai suoi fratelli, tra i quali lo stesso Pontefice.

Nel 1525 il censo per il governo di Configni fu corrisposto dal Duca di Gravina Giovanni Antonio Orsini, che a partire dal 1530, aggiunse ai suoi possedimenti anche il feudo di San Gemini. Nel 1539 Ferdinando Orsini e suo fratello Giovanni emanarono gli statuti comunali, tutt'ora conservati nell'archivio comunale. Dopo una breve parentesi temporale, che vide il feudo di Configni passare sotto il controllo del Marchese di Riano Paolo Emilio Cesi, il paese tornò a far parte dei possedimenti di Giovanni Antonio Orsini a partire dal 1609, periodo in cui i Duchi erano in possesso anche dei feudi di Nerola, San Gemini e Scandriglia.

Gli Orsini mantennero la proprietà del feudo di Configni fino al 1708, anno in cui il Pontefice Clemente XI, lo ricomprese insieme alla frazione di Lugnola nel territorio di Spoleto. Nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia, appartenendo alla Provincia di Perugia fino al 1923, quando venne ricompreso nella Provincia di Roma, nel Lazio. Solo a partire dal 1927 entrò definitivamente a far parte della Provincia di Rieti, cui é compreso tutt'ora.


Mura medievali di Configni


Porta di accesso settentrionale
al centro storico


Intradosso della porta di
accesso al borgo

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) CHIESA DI SAN SEBASTIANO

La Chiesa di San Sebastiano é localizzata al di fuori delle mura del centro storico.

Venne edificata nel XVI secolo e presenta una struttura a navata unica chiusa, nella parte terminale, da un'abside affrescata raffigurante Dio Padre benedicente tra angeli musicanti nella calotta mentre, nel tamburo della cupola, é raffigurato il Santo titolare.

2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO

La principale attrazione turistica del borgo, che caratterizza il centro storico rendendolo inconfondibile al viaggiatore, é la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo risalente al XV - XVI secolo.

La facciata dell'edificio non presenta elementi di particolare pregio artistico, ed é ornata da un semplice portale rinascimentale impreziosito, nella parte superiore, da una formella. In alto al centro, si apre un finestrone circolare in grado di far entrare la luce all'interno della struttura.


Semplice facciata della Chiesa di
Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno si presenta in un tipico stile tardo barocco, a navata unica. Le pareti della chiesa sono decorate con tele ed affreschi di pregevole fattura.


Interno in stile barocco, a navata unica,
della Chiesa di Santa Maria Assunta

Sulla sinistra dell'ingresso é presente una teca, sormontata da un baldacchino ove é collocata la statua raffigurante Gesù Bambino. Nel primo altare a sinistra é posta una statua di Sant'Antonio da Padova.

Di seguito é riposto un organo proveniente dal Monastero di San Paolo di Spoleto.

Nel secondo altare a sinistra é posto un affresco raffigurante la Madonna in trono con Bambino tra angeli e oranti, risalente al 1501.

Sulla sinistra del presbiterio, é riposta una tela raffigurante la Morte di San Giuseppe. L'altare, proveniente dalla scomparsa Chiesa di San Gregorio Magno, venne recuperato e qui trasferito ad opera degli Orsini.


Tela alla sinistra del presbiterio
raffigurante la Morte di San Giuseppe

Nella zona retrostante l'altare maggiore é posta una splendida macchina lignea, intagliata e impreziosita da inserti in oro zecchino. Al centro sella stessa macchina, si trova il trittico dell'Assunzione tra San Gregorio Magno e San Candido. La volta della chiesa é affrescata con l'Annunciazione.


Macchina lignea, intagliata e impreziosita da
inserti in oro zecchino


Pala d'altare maggiore raffigurante l'Assunzione
tra San Gregorio Magno e San Candido

Sulla destra del presbiterio si trova la tela raffigurante la Madonna in trono con Bambino coronata da cherubini e contornata da oranti mentre, sul livello inferiore, sono raffigurati Sant'Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia.


Tela della Madonna in trono con Bambino coronata da
cherubini e contornata da oranti. Al livello inferiore sono
raffigurati Sant'Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia

Nel secondo altare a destra é posto un Crocifisso di buona fattura mentre, nell'altare che segue, é riposta entro una teca la statua della Madonna del Carmelo.

Il primo altare sulla destra é sovrastato da una tela raffigurate Sant'Antonio Abate. Il dipinto raffigura il Santo, affiancato da un maiale di grandi dimensioni, che ha sostituito il solito maialino, mentre sulla destra la campanella. Il Santo é raffigurato mentre reca in una mano il bastone pastorale e, nell'altra, un fuoco, simbolo che lo identifica come protettore dei malati del Fuoco di Sant'Antonio.

Dinanzi all'altare é riposta una formella raffigurante la Crocifissione e una statuetta di San Rocco. In una piccola cappella sulla destra dell'ingresso, é riposto un fonte battesimale di buona fattura del 1514.

NB. Le informazioni storiche su Configni, sono state estrapolate dalla post "Castello di Configni - Rieti", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Sebastiano sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Sebastiano - Configni (RI)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Assunta a Configni, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo - Configni (RI)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

mercoledì 18 ottobre 2023

SELLANO E POSTIGNANO: PAESI DELLA VALLE UMBRA DA SCOPRIRE

 SELLANO

Sellano é un piccolo borgo che sorge su un poggio a 640 m.s.l.m., in posizione dominante sulla valle del torrente Vigi, affluente del Nera. Secondo lo storico spoletino Severo Minervio, gli abitanti di Sellano avrebbero dovuto identificarsi con i Syillates, citati da Plinio il Vecchio nel III libro del suo volume Naturalis Historia.

In età medievale, il territorio comunale venne compreso nella giurisdizione del Ducato longobardo di Spoleto, per poi passare alla proprietà di alcune famiglie feudali, tra cui gli Alviano, che lo dominarono fino alla seconda metà del XII secolo. Con la fine della signoria dei Duchi Alviano, il feudo si costituì in Libero Comune.

Nonostante la formale autonomia, fu sempre oggetto delle mire espansionistiche spoletine. Ben presto sottoscrisse con Spoleto un patto federativo e difensivo, entrando di fatto a far parte del contado di quest'ultimo. Nel XIV secolo, per un breve periodo, venne ceduto in feudo ai Collicola, Signori del vicino Castello di Montesanto, oggi frazione di Sellano.

Il comune tentò più volte di riacquisire la sostanziale autonomia, la quale si concretizzò, per un breve periodo, grazie all'azione del capitano di ventura Perugino Biordo Michelotti, alla fine del XIV secolo. Le successive ribellioni contro Spoleto non sortirono l'effetto sperato, culminando nel fallimento della ribellione antispoletina del 1522.

Da questo momento Sellano rimase sotto l'amministrazione di Spoleto e dello Stato Pontificio, fino al 1861, anno in cui entrò a far parte del Regno d'Italia. Nello stesso anno vennero uniti al territorio comunale anche i Castelli di Postignano, Montesanto, Orsano, Cammoro e Apagni.


Centro storico di Sellano

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nel Medio Evo il Castello di Sellano era protetto da due cinte murarie, che circondavano il borgo seguendo lo sviluppo naturale della roccia su cui si erge il centro storico.

La cinta muraria, ancora visibile in alcuni tratti ben conservati, era fornita di varie porte di accesso, alcune delle quali tutt'ora esistenti, tra le quali Porta dell'Annunziata, adiacente all'omonima chiesa. Della Porta Spoletina, che si apriva al di sotto del bastione cilindrico, é visibile parte della struttura originaria, coperta dalla realizzazione del ponte su strada carrozzabile risalente al 1965.

Sulla piazza principale si erge una bella fontana, risalente al ventennio fascista.


Mura medievali


Fontana in pietra del ventennio
fascista

1) PALAZZO COMUNALE

Il principale edificio del centro storico é il Palazzo Comunale, il cui prospetto meridionale si affaccia sulla piazza principale del paese.

La struttura del complesso risale al Cinquecento, e conserva all'interno tracce di affreschi del XVI secolo. Al piano nobile si trova un affresco frammentario risalente alla prima metà del XV secolo, raffigurante la Madonna con Bambino e Santi. Vi si conserva inoltre il cosiddetto Piatto dei Brevicelli, risalente al XVI secolo, in rame sbalzato e dorato.


Palazzo Comunale

2) CHIESA DI SAN FRANCESCO

In corrispondenza dell'accesso al centro storico, si trova la Chiesa di San Francesco, edificata nel 1538, su un preesistente sacello dedicato alla Madonna.

La struttura si compone di una pianta ottagonale con pronao sormontato da un timpano, e abside a pianta rettangolare.


Chiesa di San Francesco

All'interno si trovano due altari in stucco e, al di sopra dell'altare maggiore, un affresco molto danneggiato, raffigurante la Madonna con Bambino, della fine del XVI secolo.

3) CHIESA DI SANTA MARIA

La Chiesa di Santa Maria, parrocchiale del paese, risale al XII secolo, e venne completamente rimaneggiata nel corso del Cinquecento. Nel 1537 furono avviati i lavori di ristrutturazione, che ne comportarono l'ampliamento. La struttura divenne a tre navate.


Struttura della Chiesa di Santa Maria

La facciata a capanna presenta, sul fianco destro, una finestrella settecentesca. Il campanile, a sezione quadrangolare, termina con un coronamento realizzato nel XVIII secolo.


Facciata della Chiesa di
Santa Maria

INTERNO

L'interno della chiesa é distinto in tre navate. Il primo altare posto sulla sinistra, recante la data del 1599, é sovrapposto da una tela raffigurante l'Adorazione dei Pastori, mentre nei riquadri sono dipinti i Profeti. Vi si legge parzialmente la scritta che conferma la data di realizzazione dello stesso altare.

L'altare successivo é impreziosito dalla tela della Madonna del Rosario, realizzata alla fine del XVI secolo. la tela collocata nell'ultimo altare di sinistra rappresenta l'Estasi di San Francesco, opera del pittore Francesco Refini.

L'altare maggiore é impreziosito da un ciborio ligneo a forma di tempio della prima metà del XVII secolo, fiancheggiato da due angeli policromi. Nei tre altari di destra sono disposte l'urna contenente le reliquie del Beato Giolo da Sellano, protetta da un paliotto in metallo sbalzato, una statua della Madonna Addolorata, e una tela raffigurante la Conversione di San Paolo.

Sono inoltre presenti nella chiesa un pulpito ligneo, un'acquasantiera del 1584, un fonte battesimale in pietra con sportelli in rame, riposto in una nicchia affrescata nella parte superiore, e un organo del XIX secolo.

POSTIGNANO

Posto sulle pendici del Monte Puriggia, Postignano domina la Valle del torrente Vigi, lungo un antico percorso che metteva in comunicazione tra loro i centri di Spoleto e Norcia con Foligno.

Il borgo presenta una struttura triangolare, tipica dei borghi edificati sulle pareti rocciose di una montagna, al cui vertice superiore si trova la torre d'avvistamento a sezione esagonale.

Non sono presenti fonti scritte che attestino le origini dell'insediamento di Postignano. L'originaria consacrazione della chiesa del paese a San Primiano, il cui culto é diffuso in Valnerina sin dal IX secolo, lascia supporre che il primitivo insediamento, da cui poi si sarebbe sviluppato il borgo, risalga proprio a tale periodo.

Tuttavia l'aspetto attuale del borgo, ne fa risalire la riedificazione o il restauro al periodo compreso tra il XIV e il XV secolo. Sin dall'inizio del XIII secolo, fece parte del territorio del Comune di Spoleto. Le rivendicazioni spoletine sul Castello di Postignano, vennero ufficialmente riconosciute da un atto del Cardinale Legato Raniero Capocci, risalente al 1247.

Nei secoli XIV e XV, il borgo conobbe un forte sviluppo economico, trainato dal settore agricolo, oltre ad altre attività, tra le quali l'artigianato del ferro, la coltivazione della canapa e le attività forestali.

Dall'11 giugno 1716 fino al 29 gennaio 1797, Postignano venne assunto come sede, documentata, dell'Università di Agraria. Con le campagne napoleoniche il Castello cominciò a risentire di un lento, quanto inesorabile spopolamento, fino a quando nel 1861, con il compimento dell'Unità d'Italia, entrò a far parte del territorio comunale di Sellano, sotto cui si trova tutt'ora.

Sin dall'Inizio del XX secolo, il centro storico venne progressivamente abbandonato, a causa del fenomeno dell'emigrazione dei suoi abitanti, per la maggior parte diretti negli Stati Uniti. All'inizio degli anni Sessanta, il Castello venne quasi completamente abbandonato. L'abbandono definitivo del centro abitato si ebbe a seguito di una frana della montagna su cui si erge il paese.

Invece che tentare di risanare quanto crollato, il Sindaco di Sellano ne ordinò l'evacuazione, fatto che portò il paese a rimanere disabitato, diruto e in stato di abbandono per molti anni.

Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, s'interessò della riedificazione del Castello l'Architetto americano Norman F. Carver, secondo cui Postignano costituiva "l'archetipo dei borghi collinari italiani". Proprio al paese umbro l'Architetto dedicò la copertina del suo libro fotografico "Italian Hilltowns", pubblicato negli Stati Uniti nel 1979.


Centro storico di Postignano

Con la diffusione del libro, il paese divenne noto in tutta Italia, e fu solo nel 1993, che due architetti italiani, Gennaro Matacena e Matteo Scaramella, acquistarono il borgo con l'intento avviare una profonda opera di ristrutturazione e consolidamento. Il consolidamento, finanziato dalla Regione Umbria, ebbe inizio nel 1997, e dovette immediatamente fare i conti con il violento terremoto che coinvolse di lì a poco l'Umbria e le Marche, comportando nuovi crolli.


Vicoli del borgo con murature e
volte in pietra

Passato il terremoto i lavori vennero definitivamente avviati, questa volta senza interruzioni. Nel 2004 il borgo venne inserito nella lista dei monumenti d'interesse storico e artistico dal Ministero dei Beni Culturali. Le operazioni di consolidamento, eseguite secondo le più avanzate tecniche di restauro, sono state portate a compimento nel 2011. La dimostrazione tangibile del buon lavoro eseguito, si é avuta con il tremendo terremoto che ha colpito il centro Italia da agosto 2016 a gennaio 2017, che il piccolo centro abitato é riuscito a superare indenne.


Vicoli del borgo

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) CHIESA DI SAN LORENZO O DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA

La Chiesa di San Lorenzo, detta anche della Santissima Annunziata, é posta all'interno della cinta muraria medievale di Postignano. La struttura originaria era consacrata a San Primiano.

La chiesa venne consacrata a San Lorenzo a partire dal 1333.

L'esterno presenta una caratteristica facciata con andamento curvilineo e irregolare, impreziosita da un piccolo campanile a vela a doppio fornice, retrostante alla chiesa.


Facciata curvilinea della Chiesa di San Lorenzo
o della Santissima Annunziata

INTERNO

L'intervento di restauro seguito al sisma del 1997, ha riportato alla luce l'affresco della parete di fondo, della seconda metà del XVI secolo, attribuibile ai De Magistris, pittori marchigiani, noti anche con l'appellativo di "Caldarola", dal nome del proprio paese di origine.


Interno affrescato della chiesa


Affreschi della seconda metà del XVI secolo,
attribuibili ai pittori De Magistris, anche
denominati "Caldarola"

Con il crollo della parete di fondo dovuto al terremoto del 1997, tornarono alla luce gli affreschi più antichi, raffiguranti una Crocifissione con i dolenti, in cui sono rappresentati la Vergine e San Giovanni Battista e, alla destra di quest'ultimo, San Michele Arcangelo, rappresentato all'interno di un'edicola trilobata. L'affresco, databile alla fine del XV secolo, é attribuito ad Angelo di Bartolomeo da Camerino, anche nominato Maestro di Gaglianvecchio.

Su ciò che rimane della parete crollata, sono raffigurati sulla sinistra San Michele Arcangelo, di cui rimangono visibili solo i piedi che calpestano il demonioIn basso a destra é rappresentata Santa Maria Maddalena, in alto l'Angelo Annunziante che reca nella mano un giglioIn alto al centro é rappresentato il Padreterno benedicente tra gli angeli.


Affresco della Crocifissione con i dolenti, ove sono
rappresentati la Vergine con San Giovanni Battista e,
alla destra di quest'ultimo, San Michele Arcangelo
all'interno di un'edicola trilobata

Sulla parete sinistra della navata si possono notare ulteriori affreschi, tra cui quello della Madonna con Bambino tra San Lorenzo e San Francesco d'Assisi, risalente al XVI secolo. I volti della Madonna e del Bambino sono stati probabilmente ridipinti dal De Magistris.


Affresco del XVI secolo, raffigurante la Madonna
con Bambino tra San Lorenzo e San Francesco d'Assisi

A seguire si trova un affresco del XV secolo, raffigurante San Cristoforo, San Giacomo Maggiore e Sant'Antonio Abate, parzialmente danneggiato, dalla successiva apertura di una finestra.

2) MOSTRA FOTOGRAFICA DI NORMAN CARVER

Nelle stanze che si aprono nelle vicinanze di un antico locale adibito a frantoio, é esposta una mostra fotografica permanente, ove sono raccolti gli scatti più significativi, eseguiti negli anni Sessanta dall'Architetto Norman Carver.


Pannello esplicativo sulle fotografie di Norman
Carver Jr., all'interno del museo

La mostra é intitolata "Norman Carver Jr, un viaggio fotografico nei borghi collinari dell'Italia degli anni '60", focalizzata sui suoi suggestivi scatti.


Fotografia di Postignano, come appariva
negli anni Sessanta


Raccolta degli scatti in bianco e nero eseguiti
dal fotografo Norman Carver Jr.

NB. Le informazioni sulla storia e sui monumenti di Sellano, sono state estrapolate dal post "Castello di Sellano - Sellano (PG)", nella Pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it

NB. Le informazioni storiche su Postignano, sono state estrapolate dal post "Castello di Postignano - Sellano (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Lorenzo a Postignano, sono state estrapolete dal post "Chiesa di San Lorenzo - Postignano di Sellano (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla mostra di Norman Carver, sono state estrapolate dal post "CASTELLO DI POSTIGNANO: LA RINASCITA IN UNA MOSTRA DI NORMAN CARVER", presso la Pagina Internet "TURISTA DEL MESTIERE", in www.turistadelmestiere.com.

SITO ARCHEOLOGICO DI MICENE (GRECIA): LE ORIGINI DELLA CIVILTA' GRECA

  STORIA Il Sito Archeologico di Micene , posto nella regione storica dell' Argolide , nel Peloponneso costituisce, insieme ad Argo e Ti...