martedì 30 gennaio 2024

TREVIGLIO: CITTADINA MEDIEVALE SULLE SPONDE DELL'ADDA

 STORIA

Il borgo di Treviglio nacque nell'Alto Medio Evo a seguito dell'unione, a scopo difensivo, di tre Comuni tra loro vicini: Cusarola, Pisgnano e Portoli. Il primo con origini galliche, il secondo romane, e l'ultimo longobardo.

I tre insediamenti originari, anche chiamati "ville", diedero vita, unendosi, ad un unico borgo cinto di mura con tre porte, ognuna delle quali era orientata in direzione delle località originarie. Al centro del paese era invece posta la piazza principale con il municipio.

Intorno al 1000 la popolazione di Treviglio crebbe, a seguito dell'arrivo di nuovi abitanti, provenienti dal vicino abitato di Oriano, distrutto durante gli scontri militari tra Arduino d'Ivrea e l'Imperatore del Sacro Romano Impero Enrico II. I nuovi cittadini si stanziarono nella zona a sud est del borgo, comportando l'estensione del tracciato delle mura medievali, alle quali venne aggiunta una terza porta detta, appunto, Porta di Oriano.

Nel 1392 Treviglio si dotò per la prima volta degli Statuti comunali, di cui gli originali sono ancora conservati presso il Museo Civico. Tali statuti disciplinarono le modalità di autogoverno del Comune, prevedendo l'elezione diretta di sessanta Consoli, venti per ognuna delle tre etnie originarie, la cui durata in carica era di soli sei mesi.

Dopo un periodo di dipendenza dal Monastero milanese di San Simpliciano, ottenne l'autonomia amministrativa da Sacro Romano Impero, per poi entrare a far parte, dal 1395 al 1789, del Ducato di Milano, salvo la parentesi del periodo di occupazione veneta, terminata nel 1509.

L'occupazione veneta ebbe termine l'8 maggio del 1509, a seguito del compimento del saccheggio della città, che venne incendiata e distrutta. Nel 1522, durante le Guerre d'Italia che vedeva schierati, su fronti opposti di guerra, i Sovrani Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia, la città temette di essere nuovamente saccheggiata, ma il saccheggio non accadde.

Durante la dominazione spagnola, Treviglio si costituì in feudo, ma i cittadini riscattarono il feudo,  tornando ad essere un Comune autonomo. Nel corso della sua storia Treviglio non fu mai centro politico, dato che la presenza di Signori feudatari venne scoraggiata dalla volontà di libertà dimostrata dai cittadini.

La cittadina divenne un centro di avanguardia nel campo della medicina. Tra i principali medici originari di Treviglio, grande importanza rivestì Giovanni Maria Bicetti, primo medico lombardo ad aver somministrato il vaccino del Vaiolo. Nel campo dell'economia ai trevigliesi si deve l'utilizzo per primi delle moderne macchine agricole, la creazione della prima fabbrica di concimi artificiali.

L'importanza economica che rivestì il piccolo centro, ha contribuito a far qui transitare, il tracciato della Ferrovia che metteva in collegamento Milano e Venezia, preferito come tappa intermedia alle città di Bergamo e Crema. La cittadina partecipò attivamente alla formazione della Repubblica Cisalpina, e fu per questo privata del titolo onorifico di Città d'Italia, che riacquistò nel 1860, all'indomani dell'unificazione italiana, con Decreto Regio di Vittorio Emanuele II del 1860.

Sempre a Treviglio si deve l'elezione, nel 1904, del primo deputato cattolico del Parlamento Italiano, nella personalità di Agostino Cameroni. Ai giorni nostro Treviglio é la seconda città più popolosa della Provincia di Bergamo, ma anche ben ancora a Milano, alla cui Arcidiocesi appartiene.

Esterno della Chiesa ortodossa della Santa Protezione della Madre di Dio

Interno della chiesa ortodossa

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Treviglio é ben conservato, e nonostante il numero di monumenti sia abbastanza limitato, non può mancare una visita ai due capolavori architettonici della città, costituiti dalla Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta e dal Santuario della Beata Vergine delle Lacrime, splendidi capolavori del barocco lombardo.

1) BASILICA DI SAN MARTINO E SANTA MARIA ASSUNTA

Situata proprio nella piazza principale del borgo antico, la Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta si caratterizza per lo slanciato campanile alto ben 65 m.

Le origini della chiesa, risalgono al V - VI secolo, ed occupava all'incirca la zona presbiteriale. Un primo ampliamento venne realizzato con la riedificazione, conclusa nel 1008.

Un ulteriore ampliamento risale al XIV secolo, quando il tetto venne sopraelevato con l'edificazione di volte a crociera in stile gotico. Nel XV secolo vennero aggiunte le navate laterali, la sagrestia e la cappella gotica, dotata di costoloni in rilievo.

ESTERNO

La facciata della chiesa, realizzata nel 1740, presenta uno stile tardobarocca, tripartita da lesene verticali, che racchiudono il portale principale e i sovrastante finestrone. Il cornicione superiore é ornato da numerose statue.

Esterno della Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta

Nell'ordine inferiore si apre il portale d'ingresso del XVI secolo, realizzato in pietra bianca, a cui si sovrappone un bassorilievo con la statua di San Martino, chiusa in una cornice mistilinea. Sul lato meridionale della struttura si trova un secondo campanile, di dimensioni minori rispetto a quello principale, realizzato nel XIV secolo, durante uno degli interventi eseguiti per l'ampliamento.

Portale d'ingresso in pietra bianca del XVI secolo

Architrave del portale con gruppo scultoreo di San Martino

INTERNO

L'interno della chiesa si presenta con una struttura a croce latina distinta in tre navate, con volte caratterizzate da una ricca decorazione in stucco dorato e scenografici affreschi.

Interno del santuario distinto in tre navate

Volte affrescate della chiesa

Cappella della Beata Vergine Immacolata

Nel fondo della navata, in corrispondenza della parete meridionale, é collocata la Cappella Gotica, realizzata nel Quattrocento e decorata alle pareti e sulla volta da affreschi di Nicola Moietta.

Cappella Gotica del Quattrocento con affreschi di Nicola Moietta

Volta della Cappella Gotica

Nella navata destra é conservato il polittico con la Madonna e i Santi, eseguito da Bernardino Butinone e Bernardo Zenale, caratterizzato da notevole ricchezza di decorazioni.

L'ultima cappella che si apre sulla navata destra é la Cappella dei Santi Martiri, ove si conservano reliquie qui trasportate da Roma nel XVII secolo. I dipinti che decorano la basilica sono stati realizzati alla fine del Seicento. Tra le opere più significative, ci sono le dieci tele della navata centrale, raffiguranti le Storie di San Martino e la Vergine Assunta in Cielo.

Cappella dei Santi Martiri, con Armadio delle Reliquie

Nell'altare sono ospitate tra grandi tele dell'inizio del XVII secolo, che rappresentano l'Ultima Cena, la Caduta della Manna e le Storie della Bibbia. Il coro ligneo é opera di Bartolomeo Pazzi, della seconda metà del XVI secolo, mentre il fonte battesimale risale al XVI secolo.

2) SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DELLE LACRIME

Edificato tra il 1594 e il 1619 per espressa volontà della comunità trevigliese, la realizzazione del Santuario della Beata Vergine delle Lacrime ha origine da un avvenimento miracoloso. Il 28 Febbraio 1522, mentre le truppe francesi stavano per distruggere Treviglio, un'immagine della Madonna con Bambino dipinta sulla muratura esterna del Convento di Sant'Agostino, iniziò a piangere lacrime.

Alla veduta dell'evento miracoloso, il Generale francese Odet de Foix, risparmiò la cittadina dal saccheggio. L'avvenimento miracoloso venne confermato nel 1583 per volontà di San Carlo Borromeo, e portata a compimento nel 1591.

L'immagine miracolosa venne traslata nel nuovo edificio il 15 giugno 1619, a seguito del distacco della parete del monastero.

ESTERNO

La facciata a doppio ordine é scandita da lesene, sovrastate da capitelli compositi. Nella parete centrale si apre il portale, che mostra un medaglione sorretto da angeli che trasportano l'immagine miracolosa.

Al di sopra dei due portali laterali vi sono altri due medaglioni, raffiguranti le Scene del miracolo.

INTERNO

L'interno della chiesa, a navata unica, coperta da una volta a botte ornata da uno scenografico affresco, rappresentante proprio l'episodio miracoloso, realizzato all'inizio del XVIII secolo da Gianluca Molinari e Carlo Molinari.

Una cupola é posta dinanzi al presbiterio, coperto da una seconda cupola e chiuso dalla calotta absidale. Nella Cappella di destra é conservata la tela raffigurante la Nascita di San Giovanni, realizzata dal pittore Giovanni Stefano Doneda detto "Montalto", e ornata da una decorazione di gusto barocco.

La cappella alla sinistra dell'abside, é ornata da stucchi di gusto rococò, e impreziosita dalla tela di Bernardino Galliari che rappresenta la Conversione di San Paolo. Alle pareti del Santuario sono affrescati gli Episodi della vita della Vergine.

Il punto focale della chiesa é il presbiterio, dove é collocata l'immagine miracolosa, con decorazioni parietali eseguite dal pittore Gaetano Cresseri all'inizio del XX secolo. Nella Sagrestia sono conservate tele del pittore Montalto tra le quali, assai pregevole, é quella che rievoca il miracolo.

NB. La storia della città di Treviglio é stata estrapolata dal documento elettronico "La storia di Treviglio", della "Città di TREVIGLIO. PROVINCIA DI BERGAMO", nel sito www.treviglio-api.municipiumapp.it.

NB. Le notizie storiche e artistiche sulla Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Basilica di S. Martino e S. Maria Assunta", nella pagina Internet della "Regione Lombardia", in www.lombardiabeniculturali.it.

NB. Le notizie storiche e artistiche sul Santuario della Beata Vergine delle Lacrime, sono state estrapolate dal post "Chiesa della Beata Vergine delle Lacrime", nella pagina Internet della "Regione Lombardia", in www.lombardiabeniculturali.it.

CITTA' ALTA DI BERGAMO: SPLENDIDO CENTRO STORICO MEDIEVALE FORTIFICATO

 STORIA

Bergamo, Comune italiano di 120.287 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia lombarda, ha origini molto antiche. Fondata alla popolazione italica degli Orobi, divenne municipio romano nel 49 a.C. mentre, con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, venne ripetutamente saccheggiata dalle popolazioni barbare.

Nel Medio Evo la città venne inizialmente amministrata dai Longobardi fino a quando, nel 1098 conquistò le libertà comunali. Per l'autonomia amministrativa di cui godette, si schierò a fianco della Lega Lombarda, capeggiata da Milano, contro le truppe imperiali di Federico Barbarossa.

Nel XIII secolo, dopo un periodo di instabilità politica dovuto alle continue tensioni interne tra le fazioni guelfe e ghibelline, rappresentate dalle Famiglie dei Suardi, per i guelfi e dei Colleoni, per i ghibellini, la città venne ceduta in feudo ai Visconti, Signori di Milano, che fortificarono la città medievale, posta sull'altura.

Entrata a far parte della Repubblica di Venezia, la città venne fornita di una nuova cinta muraria, interamente conservata fino ai giorni nostri, e dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO, a partire dal 2017. Il dominio veneziano ebbe termine nel 1797 con le Campagne Napoleoniche, e la devoluzione di Venezia all'Austria, a seguito della stipulazione del Trattato di Campoformio.

Bergamo entrò a far parte della Repubblica Cisalpina, passando dalla sfera d'influenza di Venezia, a quella di Milano. Con la Restaurazione, la città venne inclusa nel Regno Lombardo - Veneto, parte dei domini austriaci. Fu un periodo molto florido per l'economia bergamasca, assicurato dalla nascita delle industrie e, in particolare, delle manifatture tessili.

Durante le guerre risorgimentali, la città fu uno dei principali centri del processo di unificazione nazionale. Giuseppe Garibaldi, alla testa dei Cacciatori delle Alpi, entrò trionfalmente in città, ponendo fine alla dominazione straniera. Nel 1860 la città contribuì al buon esito dell'impresa garibaldina, fornendo il maggior numero dei volontari che andarono a ingrossare le fine della Spedizione dei Mille, contributo che le valse il titolo di "Città dei Mille". Con il plebiscito del 1860 entrò a far parte del Regno d'Italia.

Panorama della città di Bergamo

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La descrizione elle principali testimonianze storiche e artistiche di Bergamo é complessa, per la grande ricchezza di opere d'arte che può vantare il centro storico, in particolare chiese e palazzi medievali.

Per facilitare la visita, verrà seguito uno specifico itinerario, che dalla Porta San Giacomo, a nord del centro storico, procederà verso sud, toccando i principali punti d'interesse, e svelando alcune realtà nascoste, la cui visita é necessaria per approfondire le vicende storiche che hanno interessato la città, dalle origini fino ai giorni nostri.

1) MURA VENEZIANE E PORTA SAN GIACOMO

L'itinerario alla scoperta della città alta, non può che avere inizio dalla cinta muraria, edificata a scopo difensivo dalla Repubblica di Venezia, in eccellente stato di conservazione e, per questo motivo, insignita del titolo di Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO.

Il percorso della cinta muraria, si srotola per oltre sei chilometri, e costituisce una delle principali passeggiate che é possibile compiere a ridosso della città alta. Il tramonto rende le fortificazioni, uno scenario molto suggestivo.

Le mura vennero edificate a partire dal 1561, su iniziativa della Repubblica di Venezia, per difendere la città in caso di assedio, anche se non vennero mai utilizzate a tale scopo. Il percorso delle mura si caratterizza per la presenza di numerose opere di fortificazione, tra cui quattordici baluardi, due piattaforme, cento aperture per bocche da fuoco, due polveriere, quattro porte, e una fitta rete di cunicoli sotterranei.

La realizzazione delle mura comportò la demolizione di oltre duecentocinquanta edifici, di cui otto religiosi, tra cui l'antica Cattedrale di Sant'Alessandro e il Convento domenicano di Santo Stefano.

Nel tracciato delle mura medievali si aprono molte porte, tra le quali grande importanza riveste Porta San Giacomo, antico ingresso alla città alta per chi giungeva da Milano. Costituisce l'unico accesso delle mura perfettamente visibile da Viale Vittorio Emanuele.

La porta é costituita da un arco a un unico fornice, dotato in sommità di un frontone triangolare retto da semicolonne in stile classico. Troneggia in alto la scultura del Leone di San Marco, simbolo della dominazione veneta. In passato la porta era fornita di un ponte levatoio che ne chiudeva l'accesso in fase di pericolo, abbattuto alla fine del XVIII secolo. La struttura é stata edificata con l'impiego di marmo bianco estratto dalle Cave di Zandobbio, in prossimità della città.

Porta San Giacomo

Proseguendo il percorso delle mura verso sinistra, é possibile imbattersi nel tratto di mura più fotografato e mostrato nelle guide della città, ove é ammirabile la fortificazione in tutta la sua imponenza, attraversata da una stretta porta d'accesso al centro storico.

Tratto delle Mura Venete nelle vicinanze di Porta San Giacomo

2) BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

Attraversando Porta San Giacomo e inoltrandosi nell'intricata rete di vicoli della città medievale, é possibile raggiungere immediatamente la centrale Piazza Duomo, centro della vita sociale della città.

Qui si sviluppano le principali emergenze architettoniche che donano alla città il suo aspetto monumentale, cuore della visita alla città alta: la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Cattedrale di Sant'Alessandro, il Battistero di Bergamo e la Cappella Colleoni, principale architettura rinascimentale della città.

La chiesa venne consacrata nel 1137 dal Vescovo Gregorio, e realizzata secondo i canoni architettonici dello stile romanico. Divenne il centro della vita religiosa del Comune, e nel 1449 venne affidata alla Congregazione della Misericordia Maggiore, cui ancora oggi spetta il compito di conservarne la struttura nel corso del tempo.

ESTERNO

La facciata della chiesa mantiene le linee essenziali dello stile romanico, ove si aprono, nell'ordine inferiore, tre monumentali portali in stile gotico.

Facciata della Basilica di Santa Maria Maggiore

Il portale centrale é impreziosito da un meraviglioso protiro detto "dei Leoni Rossi", con colonnine poggianti su due statue leonine stilofore, realizzato da Giovanni da Campione nel biennio 1351 - 53. Il protiro é sovrastato da statue raffiguranti Sant'Alessandro, San Barnaba, San Vincenzo, Santa Maria e le Sante Grata ed Esteria, mentre il portale meridionale é detto "dei Leoni Bianchi", perché le colonnine del protiro poggiano su due statue leonine di colore bianco.

Protiro dei Leoni Rossi

INTERNO

L'interno ha subito notevoli trasformazioni, che hanno comportato il passaggio da un'architettura essenziale tipicamente romanica, ad una assai più esuberante e ricca di marmi policromi, tipica del barocco, realizzata tra il 1576 e il 1694. La descrizione sintetica della totalità delle opere d'arte contenute nella chiesa é impossibile, mi limiterò pertanto ad elencare quelle su cui é necessari focalizzare l'attenzione.

Interno della basilica in stile barocco

La basilica presenta una pianta a croce composta da una navata e i due bracci del transetto. Il transetto é coperto da volte con medaglioni, quadri e tele risalenti al XVI e XVII secolo, che convergono verso la cupola ove é dipinta l'Incoronazione di Maria, realizzata da Gianpaolo Cavagna nel 1615.

Cupola affrescata con l'Incoronazione di Maria nel 1615 da Gianpaolo Cavagna


Volte a botte, decorate in stucco della Basilica di Santa Maria Maggiore

Le pareti del transetto sono decorate con ciò che resta degli antichi affreschi trecenteschi. L'affresco più rappresentativo é quello raffigurante l'Albero della Vita, realizzato nel 1347 da un artista anonimo. La parte superiore dell'affresco torna visibile solo quando viene rimosso il grande arazzo che lo ricopre, realizzato da Pietro Liberi nel 1661, raffigurante il Giudizio Universale.

Affresco dell'Albero della Vita del 1347

Alle pareti della Basilica sono esposti altri arazzi che narrano la Vita di Maria, tessuti dal 1583 al 1586 dall'arazzeria medicea di Firenze, e realizzati con l'ausilio di disegni su cartoni di Alessandro Allori.

Tra gli episodi narrati dagli arazzi, si possono distinguere: sulla parete occidentale della navata centrale, l'arazzo raffigurante l'Assunzione di Maria, realizzato nel Cinquecento, l'arazzo della Crocifissione, opera fiamminga realizzata nel biennio 1696/98 ad Anversa, su disegno del pittore Ludwing Van Schoor.

Arazzi dell'Assunzione di Maria e della Crocifissione

Altri arazzi degni di nota, sono quelli raffiguranti il roveto ardente e la Donna dell'Apocalisse. Altre due serie di arazzi di manifattura fiamminga del XVI secolo, di soggetto profano, appese nelle cantorie e alle pareti adiacenti, raffigurano il Trionfo di Vespasiano.

Nella navata laterale é ammirabile lo splendido confessionale ligneo intagliato di Andrea Fantoni, capolavoro della scultura barocca, commissionato nel 1704 e qui collocato nel 1898. Il confessionale presenta intagli e intarsi lignei, che rimandano al tema della Confessione.

Confessionale ligneo intagliato e intarsiato di Andrea Fantoni del 1704

La fonte da cui proviene il sacramento é Dio Padre che, con le braccia allargate é in attesa di abbracciare il penitente. Lo strumento é la Chiesa, rappresentata nella formella ove é raffigurata la Consegna delle Chiavi a San Pietro. Accanto alla formella intarsiata, si notano le statue allegoriche delle Virtù del confessore: Segreto, Mitezza, Saggezza e Prudenza. Le due grandi figure rappresentate nell'atto di alzare le tende dietro le quali i penitenti prendono posto, raffigurano la Compunzione e il Comptentus mundi, ossia il disprezzo del giudizio del mondo su cosa é peccato e cosa non lo é.

Particolari scolpiti del Confessionale

Sul fondo dello schienale sono rappresentati i due episodi biblici dell'acqua sgorgata dalla roccia percossa da Mosé, e della resurrezione del figlio della vedova di Nain, sull'anta frontale. Quest'ultimo rammenta ai peccatori come la confessione costituisca una nuova possibilità di vita.

Le antelle delle grate rappresentano le allegorie della Giustizia e della Misericordia, entro cui si pone il giudizio del confessore. Ai lati del confessionale sono riposti alcuni episodi della Passione di Gesù, insieme alle Sante penitenti Maria Maddalena e Maria Egiziatica, nell'atto di preparare coloro che si accostano al sacramento.

Accanto al confessionale ligneo é visibile la tomba del grande compositore bergamasco Gaetano Donizzetti, deceduto nel 1848 e, più in là, quella di Simone Mayr, suo maestro. Al di sopra dell'arazzo centrale é riposta la tela di Luca Giordano del 1681, raffigurante il Passaggio del Mar Rosso.


Tomba di Gaetano Donizzetti

Tomba di Simone Mayr

Più avanti é posta la tomba del Cardinale Longo, opera dei Maestri Campionesi, proveniente dalla soppressa Chiesa di San Francesco. Nel transetto meridionale é posto l'ingresso al Tesoro della Basilica e la salita ai matronei. Nelle vicinanze si trova l'altare del Corpus Domini, sormontato dalla tela dell'Ultima Cena, realizzata da Francesco da Ponte detto "Bassano" del 1585 e, ancora più in alto la tela della Caduta della Manna, opera di Gianpaolo Lolmo del 1585.

Al centro della basilica, dinanzi al maestoso altare maggiore, sono collocati due monumentali pulpiti marmorei del 1602, ornati da splendide ringhiere in bronzo di Camillo Capi. Le ringhiere bronzee fanno da ingresso alla zona presbiteriale, sovrastata dal Crocifisso ligneo trecentesco.

Iconostasi lignea che introduce alla zona dell'altare maggiore

Pannelli intarsiati dell'iconostasi lignea

Altare maggiore

Capolavoro assoluto della basilica, posto nella zona retrostante l'altare maggiore é il bellissimo coro ligneo intarsiato di Gianfrancesco Capoferri, eseguito su disegno di Lorenzo Lotto. La realizzazione del coro ebbe termine nel 1574, ed é composto da una totalità di settantuno pannelli intarsiati.

Coro ligneo intarsiato del 1574 di Gianfrancesco Capoferri

Pannelli intarsiati del coro ligneo

Nel catino absidale é esposto il dipinto dell'Assunzione della Vergine del 1593, di Gianpaolo Cavagna mentre, nella zona inferiore, é la tela degli Apostoli al Sepolcro della Vergine di Camillo Procaccini del 1594. Molto belle anche le tele raffiguranti l'Adorazione dei Magi, di Enea Salmeggia del 1595, e della Natività, dipinta da Gianpaolo Cavegna nel 1593. Nella navata sinistra é riposta la tela di San Giovanni Evangelista, anch'essa opera di Gianpaolo Cavagna del 1589.

Abside della chiesa, con catino affrescato con l'Assunzione della Vergine

Infine da notare é la Cappella del Voto, impreziosita dalla pala raffigurante la Madonna con BambinoSan Rocco e San Sebastiano del 1584, sovrastata dal Serpente di Bronzo dello stesso anno, realizzate da Gian Paolo Lolmo.

3) CATTEDRALE DI SANT'ALESSANDRO

La Cattedrale di Sant'Alessandro, Santo Patrono della città di Bergamo, sorge sui resti dell'antica cattedrale del V secolo, consacrata a San Vincenzo, e sul sito di alcune domus romane, visitabili grazie al percorso sotterraneo visitabile insieme al Museo Diocesano.

L'istituzione del Capitolo di San Vincenzo risale all'897, mentre nel XIII secolo, iniziò a sorgere l'originale struttura romanica, con l'innalzamento delle volte a crociera. Al 1459 risale la posa della prima pietra della nuova Cattedrale della città, progettata da Antonio Avellino, detto "il Filarete", su commissione del Vescovo Giovanni Barozzi.

I lavori di realizzazione della basilica rimarranno incompiuti per circa due secoli, mentre solo nel 1561, avvenne la traslazione delle reliquie di Sant'Alessandro nella nuova Cattedrale. La Cattedrale, edificata su progetto di Carlo Fontana, venne consacrata nel 1689 dal Vescovo Daniele Giustiniani, e i Capitoli di San Vincenzo e Sant'Alessandro, definitivamente riuniti in quello di Sant'Alessandro Maggiore.

I lavori di edificazione si conclusero nel 1851, con l'edificazione della cupola, e con la successiva realizzazione della facciata, risalente al 1898. Nel 1906 venne infine realizzata la cripta.

Esterno della Cattedrale di Sant'Alessandro

INTERNO

L'interno della basilica ha pianta a croce latina, con il corpo principale ripartito in tre navate, coperta da una volta a botte, affrescata con la rappresentazione di scene bibliche, eseguite da F. Ferrari nel 1762 - 66. La controfacciata é affrescata con Sant'Alessandro che calpesta gli idoli e Santa Grata che raccoglie il capo di Sant'Alessandro, opera di P. P. Raggi del 1704.

Interno barocco della Cattedrale

Nell'ordine superiore della controfacciata si trova l'affresco di Sant'Alessandro che resuscita un morto e la Decollazione di Sant'Alessandro. Nelle volte delle navate, del transetto e del presbiterio, sono affrescate scene bibliche a tempera raffiguranti Davide che uccide Golia; il Sacrificio della figlia di Jefte, e Sansone che sconfigge i Filistei.

La cupola é affrescata con la rappresentazione della Gloria di Sant'Alessandro, realizzato da F. Coghetti nel 1853. I pennacchi della cupola sono affrescati con le rappresentazioni dei quattro Profeti maggiori, come Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele del pittore E. I. Carloni del 1762.

Cupola affrescata con la Gloria di Sant'Alessandro

La Cappella di San Vincenzo del 1697 presenta l'Altare dei Manni, realizzato nel 1703. Alla parete é la tela del Martirio di San Lorenzo di scuola romana del 1705. Dal 2000 la cappella é consacrata al Pontefice Giovanni XXIII, ove sono custoditi alcuni oggetti appartenuti al Pontefice. La statua raffigurate il Pontefice Giovanni XXIII é di A. Verdi del 1989.

Cappella di San Vincenzo e San Giovanni XXIII

Tiara d'argento appartenuta a Giovanni XXIII

Di seguito é la Cappella del Santo Crocifisso, realizzata nel 1856. Gli affreschi sono opera di A. Guadagnini  del 1862, le statue di I. Fraccaroli del 1866 e gli stucchi di L. Pagani.

Sulla navata sinistra si aprono tre cappelle, tra le quali la Cappella dei Santi Pietro e Paolo, ornata dalla pala dei Santi Pietro e Paolo con la Vergine e San Barnaba in adorazione della Santissima Trinità, realizzata nel 1737 dal pittore F. Polazzo, e le statue dei Santi Giovanni Evangelista e Giuda Teddeo di G. C. Sanz del 1775.

Di seguito é l'Ex Cappella di San Giovanni Battista con un altare settecentesco, sovrastato dalla pala del Battesimo di Cristo, dipinta da Donato Creti nel 1733, ora in sagrestia, le statue dei Santi Pietro e Paolo di G. Caòigari del 1783 e quella di San Carlo Borromeo di G. Manzù del 1946. La Cappella di Santa Caterina é sormontata dalla pala della Madonna in Gloria con Santa Caterina d'Alessandria e San Girolamo dottore di G. B. Moroni del 1576.

Il transetto sinistro, si apre con la tela del 1746 raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio, realizzata da P. Rotari, per poi incontrare l'altare della Beata Vergine della Pietà, del 1707 di M. Alessandri, impreziosito da colonne tortili di gusto barocco in Verde Varallo e da bassorilievi marmorei raffiguranti i Sette Dolori di Maria, realizzati nel 1710 da A. Fantoni. Dello stesso autore sono i due grandi Angeli che reggono la corona, risalenti al 1725.

Al di sopra dell'altare é riposta la tela della Deposizione, realizzata da M. Brida intorno al 1745

La navata destra presenta tre cappelle laterali, tra le quali la Cappella di San Benedetto, ornata dalla pala di San Benedetto Abate tra i Santi Girolamo e Ludovico da Tolosa del 1524 di A. Previtali, con ai lati le statue dei Santi Filippo e Simone realizzate da L. Pagani nel 1876.

Di seguito é la Cappella di San Carlo, impreziosita dalla pala della Crocifissione con i Santi Carlo e Ambrogio di G.P. Cavagna del 1610, l'altare di N. Salvi del XVIII secolo, e le statue raffiguranti i Santi Matteo e Andrea, realizzate dallo scultore A. G. Sanz nel 1806.


Tela della Crocifissione con i Santi Carlo e Ambrogio

Infine la Cappella di San Gregorio Barbarigo, ornata dalla pala della Santissima Trinità con i Santi Gregorio Barbarigo e Carlo Borromeo di N. La Piccola del 1763. L'altare realizzato da N. Salvi, risale al 1762, impreziosito dalle statue raffiguranti i Santi Giacomo Maggiore e Giacomo Minore di S. e G. Caligari del 1783.

Il transetto destro, esposto a sud, é coperto da una volta affrescata con immagini dei Santi Fermo, Rustico e Procolo, realizzati dal pittore S. Ricci nel 1704. In basso é affrescata la Morte di San Francesco Saverio del 1735 di F. Polazzo.

La piccola abside del braccio destro del transetto, é impreziosita dall'Altare dei Santi Fermo, Rustico e Procolo, realizzato da Filippo Juvarra nel 1731. L'altare é ornato dalle statue dei Santi e delle Virtù, e dal paliotto realizzato dai maestri carraresi nel 1733. E' inoltre presente la grande urna di bronzo di G. Filiberti. Al di sopra dell'altare é riposta la tela raffigurante i Santi Fermo e Rustico visitati in carcere da San Procolo, realizzata da B. Cignaroli nel 1744.

La zona del presbiterio é sovrastata dall'altare maggiore, ricomposto da M. Alessandri nel 1715. E' composto da una tribuna in bronzo di C. Targoni del 1588, con portella di E. Salmeggia. Il paliotto d'argento dell'altare rivolto ai fedeli, risale al Seicento. Al di sotto é riposta l'urna d'argento contenente le reliquie di Sant'Alessandro , realizzata da P. Roberti nel 1702.


Presbiterio e altare maggiore della Cattedrale


Balaustra in marmo nero della scalinata di
accesso al presbiterio

In alto é affrescato il Capocielo con Padre Eterno e Spirito Santo di G. P. Cavagna del 1600. Il bellissimo coro ligneo intagliato e intarsiato é di G. C. Sanz. Al centro é riposta la Cattedra Vescovile di A. Fantoni del 1705 adornata, nell'ordine inferiore, da medaglie. Nella zona retrostante l'altare é riposta la pala della Madonna dei Colombi, opera di C. Cariani dei primi del Cinquecento.


Cappella della Santissima Eucarestia


Cupola della Cappella della Santissima Eucarestia

CRIPTA

La cripta della basilica, ricavata nel 1979, presenta una struttura composta da arcate marmoree di B. Cassinelli e un Cristo risorgente di P. Brolis.

Cripta del 1979 con arcate marmoree di B. Cassinelli

4) MUSEO E TESORO DELLA CATTEDRALE E SCAVI ARCHEOLOGICI DELL'ANTICA BERGOMUM

Il Museo e Tesoro della Cattedrale, inaugurato nel 2012, é ubicato nei sotterranei della Cattedrale di Sant'Alessandro dove, durante i lavori di sistemazione degli impianti del 2004, sono venute alla luce importanti testimonianze archeologiche, che permettono di conoscere le fasi della storia della città in un lungo periodo di tempo, compreso tra il X secolo a.C. e il XVI secolo.

Croce processionale del 1386 in argento dorato, cesellato e sbalzato

Sono state riportate alla luce tracce d'insediamenti preistorici, domus romane e testimonianze appartenenti all'antica Cattedrale paleocristiana. Il museo espone inoltre oggetti d'arte sacra di grande valore.

Scavi della città romana di Bergomum


Cippo funerario romano del I - II secolo

Il luogo in cui sorge il sito archeologico, venne abitato a partire dal X secolo a.C.. Dal I secolo a.C. al IV secolo, l'area venne occupata da un quartiere romano adiacente al foro, attraversato da una strada commerciale, su cui si affacciavano botteghe, attività artigiane e domus residenziali. A partire dal  V secolo, sulle fondamenta dell'antico sito romano, iniziò l'edificazione della Cattedrale di San Vincenzo.

Basolato di una strada romana di Bergomum

Pavimento dell'antica Cattedrale di San Vincenzo

Mosaico del V secolo di antichi edifici paleocristiani

Altro mosaico appartenente a edifici del V secolo

Antichi affreschi della Cattedrale di Bergamo

L'antica basilica romanica, aveva una lunghezza massima di 45 m, e una larghezza di 24 m. Nell'epoca della sua realizzazione, costituiva il più grande edificio religioso della città. Il Museo della Cattedrale racconta la storia di questa evoluzione, tra reperti archeologici e manufatti artistici.

Nel cuore del percorso é collocato il Tesoro del Duomo.

5) CAPPELLA COLLEONI

Simbolo stesso della città rinascimentale di Bergamo, la sua realizzazione é legata al Capitano di Ventura Bartolomeo Colleoni, personalità di spicco dall'animo inquieto e dalla biografia avvincente, arruolato nell'esercito della Repubblica di Venezia.

La sua vita é molto legata alla città di Bergamo, in quanto in questo luogo nacque, visse all'apice del suo potere, e volle essere seppellito.

Cappella Colleoni

Decorazioni ordine superiore della facciata

6) PALAZZO DELLA RAGIONE

Il Palazzo della Ragione costituisce l'antica sede dell'assemblea dei Priori durante l'epoca comunale. Nel corso della sua lunga storia, venne più volte riedificato, venendo destinato a differenti utilizzi. Venne infatti utilizzato, tra le altre cose, come teatro e biblioteca.

Palazzo della Ragione

Il palazzo costituì uno dei primi esempi di architettura civile medievale, destinato ad ospitare il potere esecutivo del Comune.

L'attuale denominazione risale però all'uso che ne fecero i veneziani durante il loro dominio su Bergamo, quella di sede del tribunale. All'interno di questo palazzo venivano risolti i contenziosi nati tra i cittadini bergamaschi, attraverso l'esercizio della "ragione".

La torre civica medievale, custodisce un orologio solare realizzato nel 1798. Attraverso un particolare meccanismo di funzionamento, un raggio di sole colpisce il foro centrale dell'orologio, ed entra nell'aula principale del palazzo, dove colpisce una meridiana, segnando ancora oggi l'ora esatta, con estrema accuratezza.

7) PALAZZO DEL PODESTA' - MUSEO DEL '500

Il Palazzo del Podestà racconta una storia che ha origini lontane. Al piano terra si trovano gli scavi archeologici, per poi salire al primo piano e ammirare gli affreschi rinascimentali.

Qui si trova il Museo del Cinquecento, percorso multimediale e interattivo fatto di immagini, suoni e suggestioni. Visitando il percorso museale si può compiere un viaggio indietro nel tempo, per scoprire le storie di famiglie nobili in lotta per il potere.

Palazzo del Podestà con la torre civica

Scavi del foro romano di Bergomum rinvenuti al piano terra

8) BATTISTERO

Il battistero di Bergamo presenta, come tutti gli edifici utilizzati a tale scopo, una pianta ottagonale.

Venne edificato a partire dal 1340 all'interno della Basilica di Santa Maria Maggiore, rimanendovi fino al 1661. Successivamente viene smembrato e arbitrariamente ricomposto con aggiunta di rifacimenti. Questa operazione venne ripetuta per altre due volte.

Infine, nel biennio 1898 - 99, sul lato ovest della Piazza del Duomo, venne riedificato in stile neogotico.

Al suo interno é posta una vasca che conteneva l'acqua santa utilizzata per battezzare le persone con rito cattolico. Alle sue spalle é riposto l'altare sormontato dalla statua di San Giovanni Battista.

Battistero di Bergamo

9) CAPPELLA DI SAN SALVATORE

Nella zona immediatamente retrostante la Cattedrale, é possibile notare una graziosa cappella, dalle piccole dimensioni, ma di grande importanza e che nasconde un notevole patrimonio artistico.

Vi troverete dinanzi alla Cappella di San Salvatore, innalzata dall'Arcivescovo della Diocesi di Bergamo, al rango di Cappella Vescovile.

Le origini della cappella sono incerte: l'ipotesi più accreditata ne fa risalire la realizzazione, ad un lasso di tempo molto lungo, compreso tra gli anni 299 e 800. Ciò che invece é certo, sono le sue origini antichissime. Nell'Alto Medio Evo costituiva la principale chiesa della Città Alta, e sotto la sua giurisdizione rientravano chiese divenute nei secoli ben più grandi, come la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nella chiesa venne ospitata l'icona mariana di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, il cui culto nacque in Francia, alla fine del XIX secolo, per poi diffondersi in tutto il mondo.

A causa del grande afflusso di fedeli, dell'impossibilità di accoglierli tutti per le piccole dimensioni dell'ambiente interno, la chiesa venne riedificata e ingrandita dall'Architetto Elia Fornoni

ESTERNO

L'esterno presenta un portale affiancato da due statue di angeli, realizzate nel 1928 dallo scultore Giuseppe Siccardi, che precedono la cancellata in ferro e la scalinata di accesso al sagrato, composta da dodici gradini.

Il portale d'ingresso é sormontato da un architrave in marmo di Zandobbio, ove sono rappresentati motivi floreali realizzati nel IV secolo. In cima alla scalinata, poco prima di entrare in chiesa, é possibile notare sulla pavimentazione posta dinanzi all'ingresso alcune lapidi tombali in pietra, recuperate durante un restauro.

INTERNO

L'interno della chiesa, di piccole dimensioni, é composto da un'unica navata, con pareti laterali dipinte.

Interno della chiesa a navata unica

L'opera di maggior pregio, contenuta nella chiesa, é la statua di San Giuseppe con Bambino, posta sull'altare di destra, realizzata da Giambattista Tiepolo. L'artista realizzò la statua in contemporanea ai lavori per l'edificazione della Cappella Colleoni.

Sulla parete destra é conservato un affresco dittico del XV secolo, rinvenuto durante il restauro eseguito nel 1910 raffigurante, sulla destra la Madonna con Bambino mentre, sulla sinistra, San Pantaleone Vescovo di Nicomedia, Protettore dei medici, raffigurato con strumenti musicali.

La zona presbiteriale é sovrastata dalla cupola, realizzata nel 1910 in occasione della completa riedificazione, su progetto dell'Architetto Fornoni. A costui si deve anche l'abbassamento del piano di calpestio di 1,20 m.

La cupola si sviluppa su tre livelli, ha un diametro pari a 17 m, e ventiquattro piccole finestre si aprono sul tamburo, in modo tale da consentire il passaggio della luce solare. L'interno della cupola é affrescato con la Trasfigurazione, realizzata dall'artista Ponziano Loverini in ognuno dei tre livelli.

Nel primo livello, sono rappresentati gli apostoli Pietro, Paolo e Giovanni; nel secondo Elia e Mosé, mentre nel terzo livello, posto ad una quota superiore, é affrescato il Santissimo Salvatore. Nei pennacchi sono rappresentati ad altorilievo i quattro dottori della Chiesa, sempre opera di Giuseppe Siccardi.

Cupola con affreschi della Trasfigurazione di Ponziano Loverini

10) TORRE DEL GOMBITO

Percorrendo la via che va dalla Cattedrale alla Chiesa di San Pancrazio, s'incontra la Torre del Gombito, tra le principali torri medievali presenti nella città alta.

Il termine "Gombito", deriva dall'ubicazione della stessa torre, che sorge ad compitum, nel foro romano della città, o meglio, nell'esatto punto d'intersezione tra il cardus maximus e il decumanus maximus, corrispondenti rispettivamente alle Vie San Lorenzo e San Mario Lupo (cardo) e Via Gombito (decumano).

La torre venne edificata nel XII secolo e raggiunge un'altezza di 52 m, rispetto al 64 m originari.

Donata al Comune di Bergamo nel 1877, la torre venne sottoposta a interventi strutturali, rispettosi della tecnica muraria. L'interno é composto da 263 gradini.

11) CHIESA DI SAN PANCRAZIO

Oltrepassata la Torre del Gombito, si raggiunge la Chiesa di San Pancrazio, piccola chiesa che cela al suo interno interessanti opere d'arte.

La presenza della Chiesa di San Pancrazio é documentata a partire dall'888. Nata come un ambiente di piccole dimensioni, venne ampliata a partire dal 1280, per poi essere interamente ricostruita alla metà del XV secolo. L'opera di riedificazione della chiesa, é testimoniata dal portale, realizzato nel 1452.

Nel 1624, a causa delle pessime condizioni in cui versala la struttura, i cittadini richiesero al Vescovo la concessione dell'autorizzazione necessaria alla riedificazione di parte delle murature, e al rifacimento della copertura ad una quota più elevata.

Nel 1625 ebbero inizio i lavori di ricostruzione, che procedettero lentamente. Il completamento della struttura, con la realizzazione del presbiterio e del campanile, risale al 1726. Nel 1748 l'apparato decorativo dell'interno e delle coperture, sarà rinnovato ad opera dell'Architetto Gian Battista Caniana.

A seguito della soppressione Napoleonica dei conventi, con decreto del 22 giugno 1805, l'edificio perse il titolo di parrocchia, per divenire la chiesa sussidiaria della Cattedrale di Sant'Alessandro.

Nel biennio 1901/02 vennero eseguiti importanti interventi di restauro, che interessarono la facciata e gli interni.

Nella piazzetta antistante la chiesa, si trova una fontana disegnata nel 1549 da Leonardo Isabello.

ESTERNO

La facciata presenta un bel portale a sesto acuto del 1452, che presenta modanature in pietra grigia.

L'architrave, realizzato in pietra arenaria, é distinto in tre settori, entro i quali sono scolpiti ad altorilievo, le statue raffiguranti San Pancrazio, la Madonna con Bambino e un Vescovo benedicente.

Nel sottarco affrescato, sono stati raffigurati i Santi Bernardino e Sebastiano ai lati del Crocifisso sorretto dal Padre Eterno. Ai lati del portale maggiore, si aprono due monofore ad arco ribassato, mentre al di sopra dello stesso, é riposto un oculo.

Facciata della Chiesa di San Pancrazio


Portale a sesto acuto


Lunetta del portale distinta in due ordini, superiore
e inferiore. L'ordine superiore é affrescato con
i Santi Bernardino e Sebastiano ai lati del Crocifisso
sorretto dal Padre Eterno mentre, nell'ordine
inferiore, sono riposte tre formelle in pietra scolpite
con le statue raffiguranti San Pancrazio, la
Madonna con Bambino e un Vescovo Benedicente

INTERNO

L'interno si presenta a navata unica, scandita in cinque campate da lesene, tra le quali si aprono, su ogni lato, cinque cappelle, tutte a pianta trapezoidale tranne quella sulla destra del presbiterio.

Interno della chiesa, in stile barocco, a navata unica

l'ingresso alle cappelle é impreziosito da un arco poggiante su pilastri corinzi, la cui trabeazione sorregge la copertura, proseguendo all'interno del vano.

Infondo alla navata é riposto il presbiterio, in posizione sopraelevata di tre gradini rispetto al piano di calpestio, delimitato da una balaustra. Nella zona presbiteriale é posto l'abside semicircolare.

Abside semicircolare con altare maggiore in marmi policromi


Cupola che sovrasta il presbiterio

L'apparato decorativo di buona parte dello spazio interno, venne rinnovato alla metà del XVIII secolo ad opera dell'artista Gian Battista Caniana, comprese le pareti, la volta a botte e le murature esterne del presbiterio dalla forma ellittica.

I dipinti e gli affreschi che decorano la chiesa, vennero eseguiti in buona parte da Giovanni Cavalleri. Si deve a costui la realizzazione del ciclo di affreschi posti sulla volta a botte, raffiguranti le Scene della vita di San Pancrazio. La zona absidale é stata restaurata nel 2010, a causa dei danneggiamenti causati dal sisma del 2004.

Volta della chiesa, affrescata con le Scene della Vita di San Pancrazio

12) EX MONASTERO DI SANT’AGATA DEL CARMINE

Nelle vicinanze della Chiesa di San Pancrazio é posta la Chiesa di Sant’Agata del Carmine, una volta inclusa nell'antico Monastero, oggi sconsacrato, di Santa Maria del Carmine.

Progettato nella prima metà del XIV secolo dai Padri Carmelitani, venne edificato tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, con l'edificazione della stalla, della sala capitolare e della libreria.

Nel XVIII secolo il monastero entra in un periodo di decadenza e degrado. Nel 1954 venne dichiarato inagibile, con l'avvio di lavori di consolidamento strutturale. Oggi é sede del piccolo Teatro Tascabile di Bergamo (TTB), storica compagnia teatrale bergamasca che si occupa della manutenzione del luogo.

Il cuore del complesso monastico é lo splendido chiostro rettangolare, dotato di un grande porticato di archi a tutto sesto, sostenuti da colonne sovrastate da capitelli compositi. Al primo piano si trovano le logge architravate. Oltre al chiostro vennero realizzati anche il refettorio, i locali per i monaci, la Sala del Capitolo e la nuova libreria.

Chiostro del monastero di Sant'Agata del Carmine

Corridoio del chiostro del monastero

Sala del refettorio, convertita in palcoscenico

Sala del Capitolo

Archivio storico

13) PROPILEI DI PORTA NUOVA

La visita al centro storico di Bergamo termina con la Porta Nuova, punto di separazione e, al tempo stesso di contatto, tra la città alta di origine medievale, e la città nuova nella parte bassa.

Questo luogo costituì, per un lungo periodo, l'ingresso principale alla zona della città dedita al commercio.

Dalla Porta Nuova si gode della migliore vista del borgo edificato sulla collina ove si trova la Città Alta. La porta venne riedificata su progetto dell'Architetto Marcello Piacentini che, all'inizio del XX secolo, ridisegnò il centro alle spalle della porta.

Gli edifici gemelli realizzati in prossimità della Porta Nuova, secondo i canoni dello stile classico, sono chiamati "Propilei". Fino al 1901 tali strutture costituirono la sede della guardia del dazio, autorità preposta a controllare l'ingresso e l'uscita delle merci dalla città.

NB. Le informazioni storiche sulla città di Bergamo, sono state estrapolate dal paragrafo "Storia e curiosità su Bergamo", nel post "Bergamo, cuore medievale e anima contemporanea", nel portale "ITALIA.IT", in www.italia.it.


NB. Le informazioni sulla Cappella di San Salvatore, sono state estrapolate dal post "ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DI SAN SALVATORE, NEL CUORE DI CITTA' ALTA, NASCOSTA NEI VICOLI DELLA CITTA' ANTICA", nel portale Internet "COSE DI BERGAMO", in www.cosedibergamo.com.


NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Pancrazio, sono state estrapolate dal post "Chiesa di S. Pancrazio. Bergamo (BG)", nel portale Internet "Lombardia Beni Culturali", in www,lombardiabeniculturali.it.

NB. Le informazioni sui monumenti della città alta di Bergamo, sono stati estrapolati dal portale "Visit Bergamo. Un capolavoro italiano", in www.visitbergamo.net.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

  STORIA Poggio Nativo è un Comune di 2.589 abitanti della Provincia di Rieti posto al confine con la Città Metropolitana di Roma Capital...