STORIA
Il borgo di Treviglio nacque nell'Alto Medio Evo a seguito dell'unione, a scopo difensivo, di tre Comuni tra loro vicini: Cusarola, Pisgnano e Portoli. Il primo con origini galliche, il secondo romane, e l'ultimo longobardo.
I tre insediamenti originari, anche chiamati "ville", diedero vita, unendosi, ad un unico borgo cinto di mura con tre porte, ognuna delle quali era orientata in direzione delle località originarie. Al centro del paese era invece posta la piazza principale con il municipio.
Intorno al 1000 la popolazione di Treviglio crebbe, a seguito dell'arrivo di nuovi abitanti, provenienti dal vicino abitato di Oriano, distrutto durante gli scontri militari tra Arduino d'Ivrea e l'Imperatore del Sacro Romano Impero Enrico II. I nuovi cittadini si stanziarono nella zona a sud est del borgo, comportando l'estensione del tracciato delle mura medievali, alle quali venne aggiunta una terza porta detta, appunto, Porta di Oriano.
Nel 1392 Treviglio si dotò per la prima volta degli Statuti comunali, di cui gli originali sono ancora conservati presso il Museo Civico. Tali statuti disciplinarono le modalità di autogoverno del Comune, prevedendo l'elezione diretta di sessanta Consoli, venti per ognuna delle tre etnie originarie, la cui durata in carica era di soli sei mesi.
Dopo un periodo di dipendenza dal Monastero milanese di San Simpliciano, ottenne l'autonomia amministrativa da Sacro Romano Impero, per poi entrare a far parte, dal 1395 al 1789, del Ducato di Milano, salvo la parentesi del periodo di occupazione veneta, terminata nel 1509.
L'occupazione veneta ebbe termine l'8 maggio del 1509, a seguito del compimento del saccheggio della città, che venne incendiata e distrutta. Nel 1522, durante le Guerre d'Italia che vedeva schierati, su fronti opposti di guerra, i Sovrani Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia, la città temette di essere nuovamente saccheggiata, ma il saccheggio non accadde.
Durante la dominazione spagnola, Treviglio si costituì in feudo, ma i cittadini riscattarono il feudo, tornando ad essere un Comune autonomo. Nel corso della sua storia Treviglio non fu mai centro politico, dato che la presenza di Signori feudatari venne scoraggiata dalla volontà di libertà dimostrata dai cittadini.
La cittadina divenne un centro di avanguardia nel campo della medicina. Tra i principali medici originari di Treviglio, grande importanza rivestì Giovanni Maria Bicetti, primo medico lombardo ad aver somministrato il vaccino del Vaiolo. Nel campo dell'economia ai trevigliesi si deve l'utilizzo per primi delle moderne macchine agricole, la creazione della prima fabbrica di concimi artificiali.
L'importanza economica che rivestì il piccolo centro, ha contribuito a far qui transitare, il tracciato della Ferrovia che metteva in collegamento Milano e Venezia, preferito come tappa intermedia alle città di Bergamo e Crema. La cittadina partecipò attivamente alla formazione della Repubblica Cisalpina, e fu per questo privata del titolo onorifico di Città d'Italia, che riacquistò nel 1860, all'indomani dell'unificazione italiana, con Decreto Regio di Vittorio Emanuele II del 1860.
Sempre a Treviglio si deve l'elezione, nel 1904, del primo deputato cattolico del Parlamento Italiano, nella personalità di Agostino Cameroni. Ai giorni nostro Treviglio é la seconda città più popolosa della Provincia di Bergamo, ma anche ben ancora a Milano, alla cui Arcidiocesi appartiene.
Esterno della Chiesa ortodossa della Santa Protezione della Madre di Dio
Interno della chiesa ortodossa
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Treviglio é ben conservato, e nonostante il numero di monumenti sia abbastanza limitato, non può mancare una visita ai due capolavori architettonici della città, costituiti dalla Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta e dal Santuario della Beata Vergine delle Lacrime, splendidi capolavori del barocco lombardo.
1) BASILICA DI SAN MARTINO E SANTA MARIA ASSUNTA
Situata proprio nella piazza principale del borgo antico, la Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta si caratterizza per lo slanciato campanile alto ben 65 m.
Le origini della chiesa, risalgono al V - VI secolo, ed occupava all'incirca la zona presbiteriale. Un primo ampliamento venne realizzato con la riedificazione, conclusa nel 1008.
Un ulteriore ampliamento risale al XIV secolo, quando il tetto venne sopraelevato con l'edificazione di volte a crociera in stile gotico. Nel XV secolo vennero aggiunte le navate laterali, la sagrestia e la cappella gotica, dotata di costoloni in rilievo.
ESTERNO
La facciata della chiesa, realizzata nel 1740, presenta uno stile tardobarocca, tripartita da lesene verticali, che racchiudono il portale principale e i sovrastante finestrone. Il cornicione superiore é ornato da numerose statue.
Esterno della Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta
Nell'ordine inferiore si apre il portale d'ingresso del XVI secolo, realizzato in pietra bianca, a cui si sovrappone un bassorilievo con la statua di San Martino, chiusa in una cornice mistilinea. Sul lato meridionale della struttura si trova un secondo campanile, di dimensioni minori rispetto a quello principale, realizzato nel XIV secolo, durante uno degli interventi eseguiti per l'ampliamento.
Portale d'ingresso in pietra bianca del XVI secolo
Architrave del portale con gruppo scultoreo di San Martino
INTERNO
L'interno della chiesa si presenta con una struttura a croce latina distinta in tre navate, con volte caratterizzate da una ricca decorazione in stucco dorato e scenografici affreschi.
Interno del santuario distinto in tre navate
Volte affrescate della chiesa
Cappella della Beata Vergine Immacolata
Nel fondo della navata, in corrispondenza della parete meridionale, é collocata la Cappella Gotica, realizzata nel Quattrocento e decorata alle pareti e sulla volta da affreschi di Nicola Moietta.
Cappella Gotica del Quattrocento con affreschi di Nicola Moietta
Volta della Cappella Gotica
Nella navata destra é conservato il polittico con la Madonna e i Santi, eseguito da Bernardino Butinone e Bernardo Zenale, caratterizzato da notevole ricchezza di decorazioni.
L'ultima cappella che si apre sulla navata destra é la Cappella dei Santi Martiri, ove si conservano reliquie qui trasportate da Roma nel XVII secolo. I dipinti che decorano la basilica sono stati realizzati alla fine del Seicento. Tra le opere più significative, ci sono le dieci tele della navata centrale, raffiguranti le Storie di San Martino e la Vergine Assunta in Cielo.
Cappella dei Santi Martiri, con Armadio delle Reliquie
Nell'altare sono ospitate tra grandi tele dell'inizio del XVII secolo, che rappresentano l'Ultima Cena, la Caduta della Manna e le Storie della Bibbia. Il coro ligneo é opera di Bartolomeo Pazzi, della seconda metà del XVI secolo, mentre il fonte battesimale risale al XVI secolo.
2) SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DELLE LACRIME
Edificato tra il 1594 e il 1619 per espressa volontà della comunità trevigliese, la realizzazione del Santuario della Beata Vergine delle Lacrime ha origine da un avvenimento miracoloso. Il 28 Febbraio 1522, mentre le truppe francesi stavano per distruggere Treviglio, un'immagine della Madonna con Bambino dipinta sulla muratura esterna del Convento di Sant'Agostino, iniziò a piangere lacrime.
Alla veduta dell'evento miracoloso, il Generale francese Odet de Foix, risparmiò la cittadina dal saccheggio. L'avvenimento miracoloso venne confermato nel 1583 per volontà di San Carlo Borromeo, e portata a compimento nel 1591.
L'immagine miracolosa venne traslata nel nuovo edificio il 15 giugno 1619, a seguito del distacco della parete del monastero.
ESTERNO
La facciata a doppio ordine é scandita da lesene, sovrastate da capitelli compositi. Nella parete centrale si apre il portale, che mostra un medaglione sorretto da angeli che trasportano l'immagine miracolosa.
Al di sopra dei due portali laterali vi sono altri due medaglioni, raffiguranti le Scene del miracolo.
INTERNO
L'interno della chiesa, a navata unica, coperta da una volta a botte ornata da uno scenografico affresco, rappresentante proprio l'episodio miracoloso, realizzato all'inizio del XVIII secolo da Gianluca Molinari e Carlo Molinari.
Una cupola é posta dinanzi al presbiterio, coperto da una seconda cupola e chiuso dalla calotta absidale. Nella Cappella di destra é conservata la tela raffigurante la Nascita di San Giovanni, realizzata dal pittore Giovanni Stefano Doneda detto "Montalto", e ornata da una decorazione di gusto barocco.
La cappella alla sinistra dell'abside, é ornata da stucchi di gusto rococò, e impreziosita dalla tela di Bernardino Galliari che rappresenta la Conversione di San Paolo. Alle pareti del Santuario sono affrescati gli Episodi della vita della Vergine.
Il punto focale della chiesa é il presbiterio, dove é collocata l'immagine miracolosa, con decorazioni parietali eseguite dal pittore Gaetano Cresseri all'inizio del XX secolo. Nella Sagrestia sono conservate tele del pittore Montalto tra le quali, assai pregevole, é quella che rievoca il miracolo.
NB. La storia della città di Treviglio é stata estrapolata dal documento elettronico "La storia di Treviglio", della "Città di TREVIGLIO. PROVINCIA DI BERGAMO", nel sito www.treviglio-api.municipiumapp.it.
NB. Le notizie storiche e artistiche sulla Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Basilica di S. Martino e S. Maria Assunta", nella pagina Internet della "Regione Lombardia", in www.lombardiabeniculturali.it.
NB. Le notizie storiche e artistiche sul Santuario della Beata Vergine delle Lacrime, sono state estrapolate dal post "Chiesa della Beata Vergine delle Lacrime", nella pagina Internet della "Regione Lombardia", in www.lombardiabeniculturali.it.







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