domenica 23 giugno 2024

SGURGOLA: BORGO CIOCIARO ARROCCATO SUI MONTI LEPINI

STORIA

Sgurgola é un Comune di 2.370 abitanti della Provincia di Frosinone nel Lazio, posto ad una quota di 386 m.s.l.m., alle pendici della catena dei Monti Lepini.

Il toponimo del Comune deriva dal vocabolo longobardo sculca, col significato di "Sentinella". Il primitivo centro abitato sorse sulla cime dello sperone roccioso della catena montuosa, e venne circondato da possenti mura.

Il borgo fu feudo della Famiglia Conti mentre, nel 1319 passò alla proprietà dei Caetani, e da questi agli Indi e ai Colonna. I Colonna svolsero un ruolo di primo piano nell'organizzazione dello Schiaffo di Anagni, la pubblica umiliazione ai danni di Papa Bonifacio VIII all'interno del Palazzo Papale nel 1303.

Secondo divergenti opinioni lo "Schiaffo" venne pianificato proprio nei pressi di Sgurgola, in particolare nelle località oggi denominate "Aringo" e "Pietrarea".


Borgo medievale di Sgurgola

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Sgurgola, di aspetto medievale, si presenta ben conservato e in salita, con un dedalo di viuzze che sale fino alla rocca e palazzi rinascimentali dotati di splendidi portali.

Circondato dalla catena dei Monti Lepini, le cui cime sono raggiungibili percorrendo la rete di sentieri che si snodano nel territorio, presenta un clima fresco anche nelle giornate estive. Visitando il centro sarà possibile raggiungere i principali monumenti che lo caratterizzano.


Porta di accesso al borgo sovrastata
dalla Torre dell'Orologio


Torre dell'Orologio vista
dall'interno


Scalette del centro storico che
salgono verso la rocca


Sperone roccioso ove si erge il borgo

1) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Chiesa di Santa Maria Assunta costituisce la principale architettura religiosa del paese.

Al tempo della sua edificazione, intorno al 1300, la chiesa si trovava al di fuori del centro storico.

La struttura venne distrutta tra il 1650 e il 1700 per cause ignote, in seguito riedificata e consacrata a San Sebastiano. Negli anni seguenti anche questa chiesa venne demolita, e sostituita con quella ammirabile oggi.


Facciata della Chiesa di
Santa Maria Assunta


Campanile cuspidato della chiesa


Sperone roccioso ove si erge il campanile


Fonte pubblica ai piedi del campanile


Vasca di raccolta della fonte pubblica

INTERNO

L'interno é a navata unica in stile neoclassico, coperta da una volta a botte, e impreziosita da cappelle laterali, decorate dai pittori E. Cisterna e A. Monti, che decorarono la Cattedrale di Anagni durante i lavori di restauro del 1882.


Interno neoclassico, a navata unica,
della Chiesa di Santa Maria Assunta


Volta a botte affrescata nel XIX secolo
dai pittori E. Cisterna e A. Monti

Purtroppo gran parte delle pregevoli pitture, sono state gravemente danneggiate da un incendio divampato al suo interno agli inizi del XX secolo.

Le principali decorazioni ad affresco superstiti, sono quelle che ornano la volta a botte sovrastante il presbiterio e l'altare maggiore. Di grande pregio é la tela dipinta che sovrasta l'altare maggiore, raffigurante l'Assunta insieme a San Giovanni Battista circondata da una schiera di Angeli, realizzata dalla scuola del Maratta, vissuto tra il 1625 e il 1713.


Altare maggiore sovrastato dalla tela dipinta
della scuola del Maratta (1625 - 1713),
raffigurante l'Assunta insieme a San Giovanni
Battista circondata da una schiera di Angeli


Altare laterale impreziosito da una
tela raffigurante l'Assunzione tra Santi


Tela dipinta raffigurante l'Assunta, Gesù e
un angelo intento a scacciare le anime dannate
dal paradiso

2) CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

L'altra interessante architettura religiosa del paese é la Chiesa di San Giovanni Battista.

La prima attestazione della sua esistenza risale al 1152.

DESCRIZIONE

L'interno é a navata unica. Nella zona centrale é posto un Crocifisso sorretto da una retrostante figura non identificabile. Accanto al Crocifisso é visibile la figura di San Giuliano l'Ospitaliere, recante un uccello rampante sul braccio sinistro piegato.

3) EREMO DI SAN LEONARDO

Nel Medio Evo le cime montuose che circondano il borgo hanno fornito il contesto ideale per la proliferazione degli edifici monastici. Il principale edificio monastico del territorio, tutt'ora esistente, venne consacrato al culto di San Leonardo, la cui esistenza é attestata sin dal 1216.

SAN LEONARDO

San Leonardo fu un monaco francese vissuto tra il V e il VI secolo, probabilmente originario di Orléans. Il suo culto si diffuse in tutta Europa: in Italia il territorio dove la venerazione si radicò di più fu la Puglia.

Il Santo evangelizzò l'Aquitania, territorio sud orientale della Francia, ritirandosi a vita eremitica nella Foresta di Pauvan, facendovi edificare il monastero in cui tutt'ora riposano le sue spoglie.

Morto nel 599, la commemorazione ricorre il 6 Novembre. E' venerato cone Protettore dei carcerati.

L'eremo é ubicato a 600 m.s.l.m., sulle pendici dei Monti Lepini, in particolare sul Monte Fulcino, la cui vetta si trova a quota 736 m.s.l.m..

La struttura, inizialmente utilizzata come eremo, venne poi trasformata in un monastero, su iniziativa dei nomaci dell'Ordine di San Damiano, congregazione religiosa creata nel 1240 da Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, poi rinominata Congregazione dei Celestini in suo onore.

Nonostante la regolare attività religiosa, il monastero venne chiuso nel 1400 poiché disabitato, venendo convertito in una cappella dipendente dal Monastero di Sant'Antonio di Ferentino.

La guerra di faide e congiure tra le famiglie romane degli Orsini, guelfi, e dei Colonna. ghibellini, costrinse i monaci a fuggire per rifugiarsi a Roma, lasciando l'eremo in stato di abbandono e degrado.

Nel 1795 il monastero venne dichiarato definitivamente chiuso e l'ordine dei Celestini soppresso.


Veduta del Monte Fulcino (736 m.s.l.m.), parte
della catena dei Monti Lepini


Sentiero che percorre la montagna per
raggiungere l'eremo


Veduta della campagna ciociara dall'eremo


Scorcio del borgo di Sgurgola dall'eremo

DESCRIZIONE

La struttura dell'eremo, recentemente restaurato e messo in sicurezza, presenta all'esterno una muratura in pietra con a lato l'ingresso principale che immette all'interno della chiesa. In prossimità dell'ingresso si può ammirare il grande abside semicircolare.


Eremo di San Leonardo

L'interno, perfettamente accessibile, é ripartito in due ambienti connessi tramite uno stretto passaggio che si apre sulla muratura divisoria.

Dall'ingresso si accede all'ambiente di sinistra, anticamente utilizzato come sagrestia, caratterizzato da muratura in pietra. Purtroppo nel corso del tempo, a causa delle precarie condizioni di manutenzione, gli affreschi che l'ornavano sono andati irrimediabilmente perduti.


Ingresso a tutto sesto nell'ambiente di
sinistra utilizzato come sagrestia


Interno della sagrestia

Rimane tuttavia visibile, sul fondo della parete absidale, una decorazione sbiadita raffigurate una Croce Latina.


Parete di fondo della sagrestia affrescata
con la raffigurazione di una Croce Latina

Attraversando un piccolo vano ricavato dalla parete divisoria, si accede alla chiesa vera e propria, che occupa l'ambiente di destra della struttura. La chiesa é in stile romanico, a navata unica con volta a botte.

Anche in questo ambiente l'originaria decorazione ad affresco é andata irrimediabilmente perduta.


Vano di accesso alla chiesa


Chiesa di San Leonardo in stile romanico,
a navata unica, con volta a botte


Acquasantiera in pietra posta sulla
parete destra della chiesa

Tuttavia in fondo alla chiesa, al di sopra dell'altare maggiore, é riposta la pregevole statua raffigurate San Leonardo in atto di contemplazione mentre, al di sotto della statua, si trova la piccola urna contenente alcune reliquie del Santo.


Altare maggiore sovrastato dalla statua del Santo


Statua raffigurante San Leonardo,
poggiante su una base contenente
le reliquie del Santo titolare

NB. Le informazioni storiche su Sgurgola, sono state estrapolate dalla pagina "SGURGOLA", nel portale dell'"Enciclopedia Treccani", in www.treccani.it.

NB. Le informazioni sui monumenti del borgo di Sgurgola, sono state estrapolate dal libro di Sara Antonelli, Sgurgola tra storia e tradizioni, Regione Lazio, Associazione Culturale Pro Lepini, 2003.

mercoledì 12 giugno 2024

TREVI NEL LAZIO: CENTRO DEL SEPOLCRO DI PIETRO EREMITA

 STORIA

Trevi nel Lazio é un Comune di 1.790 abitanti della Provincia di Frosinone, compresa nello storico territorio della Ciociaria, sospeso sulle alture dei Monti Simbruini a 821 m.s.l.m., al confine con la Città Metropolitana di Roma Capitale.

Il toponimo deriva dal vocabolo Treba (Trivio), per la sua posizione lungo tre importanti vie di comunicazione. Il territorio venne in origine colonizzato dalla popolazione italica degli Equi.

Con la conquista romana, il territorio venne utilizzato per l'allevamento del bestiame, mentre l'antico insediamento equo, di cui restano tutt'ora evidenti testimonianze tra cui le mura poligonali, venne rinominato Treba Augusta. La principale testimonianza é l'Arco di Trevi, al confine tra i territori Equi ed Ernici.

Con le Invasioni Barbariche la popolazione abbandonò gli antichi centri abitati e le attività locali scendendo nella valle sottostante e abbandonando le attività locali. Nel 1060 scomparve la diocesi trebana, annessa a quella anagnina.

Trevi dovette poi difendersi dall'ingerenza dei monaci benedettini di Subiaco. Dapprima venne sottoposta alla Signoria dei Conti di Segni, e poi a quella dei Caetani. A causa del malgoverno della famiglia feudale, questi vennero cacciati dalla città nel 1471.

A partire dal 1638 Trevi divenne feudo sublacense, assoggettato dagli abati del monastero di Subiaco.

Alla metà del XVIII secolo ebbe termine il controllo del monastero benedettino di Subiaco su Trevi, che venne devoluta al controllo diretto della Camera Apostolica, e quindi dello Stato Pontificio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu teatro di un rastrellamento tedesco che sequestrò l'intera popolazione e causò molti sfollati tra la popolazione civile. Nel secondo dopoguerra gran parte degli abitanti migrò nel nord Italia e all'estero in cerca di fortuna, causando un tracollo demografico.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Trevi nel Lazio sorge al centro della vallata dei Monti Cantari, dove scorre il Fiume Aniene, oggi sbarrato da una diga che forma un lago artificiale.

Il borgo é distinto in tre zone: la Civita, ossia l'antico centro medievale arroccato sul colle, alla cui cima sorge il Castello; la zona detta "in mezzo alla terra", di epoca rinascimentale, che conserva le principali testimonianze religiose, come la Cattedrale e i due oratori e, infine, la periferia al di fuori del centro storico, sviluppatosi in epoca recente.

Nei dintorni del borgo sorge l'area naturale degli Altopiani di Arcinazzo, nelle vicinanze dei Monti Simbruini.

Borgo medievale di Trevi nel Lazio

Panorama verso i Monti Simbruini

Conci della cinta muraria poligonale di epoca ernica realizzata alla IV maniera, con massi disposti su piani perfettamente orizzontali

Porta di accesso al centro storico


Piazza principale del borgo


Vicoli del centro storico medievale

1) CASTELLO CAETANI

Il principale monumento del centro, che domina l'altura su cui sorge il borgo medievale, é l'imponente Castello Caetani che, con la sua mole, caratterizza il profilo del centro storico.

Non esistono fonti storiche che attestano l'origine della fortezza: le principali ipotesi ritengono che sia stata fondata intorno all'anno Mille, con l'affermazione del fenomeno dell'incastellamento e la nascita dei Liberi Comuni.

Nel 1262, con l'avvento del Pontefice Urbano IV, il feudo venne ceduto al monastero di Subiaco.

La proprietà del Castello fu assegnata, tra alterne vicende, al Papato e ai feudatari De Rubeis, proprietari della fortezza fino al 1299, anno in cui venne acquistato da Pietro Caetani, fratello del Pontefice Bonifacio VIII.

Con il passare del tempo le abitazioni vennero addossate alle mura, riducendone le capacità difensive.

A partire dal 1984 il complesso fu interessato da importati lavori di restauro, che lo riportarono al suo antico splendore.

All'interno del Castello si trova l'esposizione sulla "Mostra archeologica e di manufatti preistorici", ove sono conservati importanti manufatti archeologici, come un Ominide di 3,5 milioni di anni fa e differenti manufatti preistorici.

Castello Caetani

Mura difensive del Castello

Sperone roccioso su cui poggiano le fondazioni

2) COLLEGIATA DI SANTA MARIA

Nella piazza principale del centro storico sorge la Collegiata di Santa Maria, la cui prima menzione ufficiale risale al XIII secolo.

Nel XV secolo, col rientro della popolazione all'interno delle mura medievali, la struttura venne ampliata. I lavori di ampliamento si protrassero nel XVII secolo, con il reimpiego del materiale estratto dall'antica cattedrale romanica.

ESTERNO

L'esterno presenta una facciata rinascimentale tripartita da lesene, mentre l'interno é in stile romanico distinto in tre navate. La navata centrale é coperta da volta a botte mentre, quelle laterali, da volte a crociera.

Esterno della Collegiata di Santa Maria

Portale della Collegiata

CHIESA SUPERIORE

L'interno é romanico a navata unica. Nel presbiterio si conserva un abside barocco con ciborio policromo, un monumentale organo seicentesco del Bonifazi, realizzato nel biennio 1633 - 34.

Interno romanico della chiesa a tre navate

Il presbiterio é sovrastato dall'altare maggiore fiancheggiato da quattro colonne. Il pavimento é in pietra di Subiaco, rivestito di marmo nero nel 1905. La controfacciata é impreziosita dall'organo, realizzato nel 1632 da Emilio Bonifatiis.

La prima cappella sulla navata sinistra, é ornata da un bel fonte battesimale realizzato su un capitello romano mentre, sulla parete sud é la Cappella della Madonna del Rosario, realizzata nel 1647 su commissione della Famiglia Donati - Onesti.

La successiva cappella é consacrata al Santissimo Crocifisso, ove é riposto un Crocifisso del XIII secolo, che sovrasta un altare in marmo nero africano.

Vi é poi la Cappella dei Santi Cosma e Damiano, commissionata nel 1527 dalla Famiglia Mari, dove si trova una porta che dà sulla Sagrestia, realizzata nel 1691 - 92, su commissione di Giacomo Contini.

Cappella dei Santi Cosma e Damiano, della Santissima
Trinità e di San Rocco, sovrastata dalla tela dei Santi
Cosma e Damiano, San Rocco che mostra la ferita e la
Santissima Trinità

Nella Sagrestia sono conservati tre armadi in noce contenenti un ricco reliquiario in argento e altri arredi sacri. Ai lati del presbiterio sono due notevoli amboni.

La parete destra del presbiterio si trovano l'Altare di San Biagio, sulla destra, e quello dedicato a San Pietro, sulla sinistra. L'altare maggiore é sovrastato da due tele, copie della Trasfigurazione di Raffaello, nella parte bassa, e dell'Assunzione di Tiziano nella parte alta.

Sulla destra del presbiterio si trova la Cappella di San Pietro. La terza cappella sulla destra é consacrata a San Francesco d'Assisi mentre, a seguire, si trova la Cappella della Madonna Addolorata.

Sono presenti anche armadi ligneiamboni tele del XVII - XVIII secolo.


Affresco della Vergine con Bambino nella
Cappella dei Santi Giovanni e Paolo

CHIESA INFERIORE

Nella controfacciata, una scala scende nella chiesa inferiore. La cripta é distinta in tre navate, voltata a crociera con bassi pilastri. La parete destra della cripta conserva il coretto dell'organo realizzato nel 1635 da Giuseppe Catarinozzi di Affile.

Sul fondo della navata destra, si conserva l'antico sarcofago in pietra, contenente il corpo di San Pietro l'Eremita. Le sacre reliquie vennero qui traslate dall'Abruzzo nel 1215.

Sulla destra del sarcofago c'é l'urna che contenne le reliquie del Santo Eremita sin dal 1619, fino all'ultima traslazione del 1952. Le reliquie sono oggi contenute nella cappella posta nel fondo della navata, sulla sinistra.

La cappella presenta uno splendido altare in pietra e marmo, ornata da doraturestucchi affreschi del 1679, con un coro seicentesco

Sul fondo della navata sinistra si apre la Cappella di San Domenico da Soraaffrescata con la raffigurazione di San Pietro, sulla destra Sant'Omobono, sulla sinistra. Sul pavimento possono essere osservate delle lapidi che indicano le sottostanti tombe.


Cripta sottostante il presbiterio


Cappella di San Pietro Eremita


Urna contenente le reliquie di San Pietro Eremita


Urna ove vennero originariamente conservate
le ossa del Santo

3) ORATORIO DI SAN PIETRO EREMITA

L'Oratorio di San Pietro Eremita, venne realizzato a partire dal 1685 sul tugurio ove, secondo attendibili studi, il giovane eremita di Rocca di Botte morì nel 1152.

La chiesa venne restaurata nel 1971 su commissione della Famiglia Zinanni, secondo il criterio della conservazione dell'originaria decorazione.

DESCRIZIONE

L'interno conserva due ambienti. Il primo ambiente é costituito da una cappella, ove si trova l'altare maggiore, decorata con affreschi del pittore Edmondo Campana.

Nell'abside é riposto un meraviglioso gruppo scultoreo in marmo di scuola berniniana e michelangiolesca raffigurante San Pietro Eremita morente sovrastato da un angelo, che gli indica la via del cielo.

Facciata dell'Oratorio di San Pietro Eremita

Interno dell'Oratorio ad aula unica

Altare maggiore dell'Oratorio

Gruppo scultoreo marmoreo michelangiolesco, raffigurante San Pietro Eremita morente sovrastato da un angelo, che gli indica la via del cielo

Tugurio di San Pietro Eremita

Statua di San Pietro Eremita nel Tugurio

4) CAPPELLA DELLA MADONNA DEL RIPOSO

Poco al di fuori del centro storico sorge la piccola Cappella della Madonna del Riposo, eretta nel 1483 su commissione del Pontefice Sisto IV, come pegno di fedeltà alla Vergine.

La piccola cappella, in stile gotico, conserva la preesistente icona della Vergine con Bambino, opera di scuola umbro - senese. Gli affreschi interni sono attribuiti alla mano del "Pittore Pietro".

Cappella della Madonna del Riposo

Interno della Cappella della Madonna del Riposo

Altare marmoreo con l'Icona della Vergine con Bambino

Volta affrescata della Cappella

5) ARCO DI TREVI

Nella verde campagna che circonda il borgo ciociaro, isolato rispetto al centro storico, si trova l'Arco di Trevi, una particolare struttura risalente al III - IV secolo a.C., situato proprio al confine tra i territori delle antiche popolazioni degli Equi e degli Ernici.

L'arco é realizzato in grandi conci trapezoidali di calcare compatto, disposti a incastro senza l'ausilio di malta. La struttura ha un'altezza di sei metri e una larghezza poco inferiore a quattro metri.

L'ipotesi più accreditata sulla sua destinazione d'uso, lo considera un punto di passaggio della dogana romana, data la sua posizione di confine. L'arco é raggiungibile percorrendo i sentieri del Parco dei Monti Simbruini, o al chilometro 39.500 della SS 411.

NB. Le informazioni generali sulla storia e sul centro storico di Trevi nel Lazio, sono state estrapolate dal post "Storia", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Trevi nel Lazio. Sito ufficiale del Comune di Trevi del Lazio", in www.comune.trevinellazio.fr.it.

NB. Le informazioni storiche sul Castello Caetani, sono state estrapolate dal post "Castello Caetani", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Trevi nel Lazio. Sito ufficiale del Comune di Trevi del Lazio", in www.comune.trevinellazio.fr.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Collegiata di Santa Maria, sono state estrapolate dal post "Chiese", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Trevi nel Lazio. Sito ufficiale del Comune di Trevi del Lazio", in www.comune.trevinellazio.fr.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Oratorio di San Pietro Eremita, sono state estrapolate dal post "Chiese", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Trevi nel Lazio. Sito ufficiale del Comune di Trevi del Lazio", in www.comune.trevinellazio.fr.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cappella della Madonna del Riposo, sono state estrapolate dal post "Chiese", nella pagina Internet ufficiale del "Comune di Trevi nel Lazio. Sito ufficiale del Comune di Trevi del Lazio", in www.comune.trevinellazio.fr.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sull'Arco di Trevi, sono state estrapolate dal post "Arco di Trevi", nella sezione "TERRITORIO", nel portale ufficiale del Parco Regionale dei Monti Simbruini, in www.parcomontisimbruini.it.

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