venerdì 30 agosto 2024

PORTARIA: ANTICO CASTELLO MEDIEVALE BEN CONSERVATO

 STORIA

Portaria é una frazione del Comune di Acquasparta di 128 abitanti, posto al di sopra di un'altura a 470 m.s.l.m., tra i più caratteristici e meglio conservati del comprensorio ternano.

Il territorio é abitato fin dall'epoca romana, come testimoniato da alcuni monumenti e iscrizioni rinvenuti nei dintorni. Tra questi, degni di nota sono un'iscrizione in latino, una testa umana in calcare, entrambi risalenti al II secolo, e una tomba romana.

Il primo toponimo del Castello fu Porcaria, che testimonia l'esistenza nel territorio, di boschi adatti al pascolo del bestiame. La prima menzione del Castello con tale nome risale al 1093, anno in cui i discendenti del Conte Arnolfo donarono all'Abbazia di Montecassino due monasteri.

Nel 1239 il borgo fu posto sotto il controllo di Spoleto. Il possesso spoletino del feudo, venne confermato dal Cardinal Capocci nel 1247. Nel 1262 Spoleto si appropriò delle Terre Arnolfe, ma dovette desistere quando Urbano IV intimò che i Castelli venissero restituiti alla Chiesa.

Portaria venne rifornito di nuove fortificazioni difensive, tra le quali una cerchia di mura più robuste e possenti, divenendo uno dei principali feudi delle Terre Arnolfe. Nel 1495 il borgo fu costretto a sottomettersi nuovamente a Spoleto, a causa delle scorrerie dei ternani e dei tudertini.

Per difendere Portaria, Spoleto inviò il capitano di ventura Bartolomeo d'Alviano che, in aiuto al Castello, inviò dei fanti e un commissario. Nell'agosto del 1499 sostò a Portaria la Duchessa Lucrezia Borgia, prima di prendere possesso del Governatorato di Spoleto.

Nel 1540 Gian Giacomo Cesi, marito di Isabella d'Alviano, figlia di Bartolomeo, cedette a Pier Luigi Farnese, Duca di Parma e Piacenza, il Castello di Alviano, ottenendo in cambio quelli di Acquasparta e Portaria, divenute di proprietà della Camera Apostolica dal 1550.

Il borgo fu Comune autonomo fino al 1875, anno in cui venne accorpato al Comune di Cesi.

Nel 1927, con l'accorpamento di Cesi a Terni, entrò a far parte del territorio del capoluogo provinciale.

Fece parte del Comune di Terni fino al 1929, anno in cui venne accorpata al Comune di Acquasparta.


Facciata del vecchio Palazzo Comunale


Portale di accesso in pietra del vecchio
municipio del Comune di Portaria

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Portaria, ben tenuto e di piccole dimensioni, presenta importanti testimonianze del suo passato medievale, quando fu un importante avamposto delle Terre Arnolfe.

Il borgo é ancora circondato dalle mura medievali mentre, al suo interno, s'incontrano eleganti edifici rinascimentali della fine del XVI secolo, commissionati dalla Famiglia ducale dei Cesi.

Al centro si accede attraverso due porte. La Porta Romana, rivolta a sud, presenta un arco a tutto sesto, sovrastato dallo stemma di Portaria, da una lapide commemorativa e, ancora più in alto, dallo stemma della Famiglia Cesi.

Caratteristici sono gli antichi vicoli del borgo, che salgono sino alla sommità della collina ove si trova ciò che rimane del vecchio Monastero di Santa Caterina. Nelle vicinanze del monastero si trova la Porta del Castello.


Scalette in pietra che salgono fino
alla Porta Romana


Antica bottega medievale
adibita a sarteria


Porta Romana


Lapide commemorativa e lo stemma della Famiglia
Cesi sovrastanti la Porta Romana


Vicoli del centro storico

1) PIAZZA DELL'OROLOGIO, TORRE DELL'OROLOGIO, CISTERNA E BUCA POSTALE

Dopo pochi passi si raggiunge la Piazza dell'Orologio, centro sociale e culturale del paese.

Sulla piazza si trova la caratteristica Torre dell'Orologio in pietra del 1200, restaurata nel 1600 e, successivamente, nel 1967. La torre é sormontata da pinnacoli in pietra e da una cuspide contenente una campana.


Piazza principale del borgo


Torre dell'Orologio

Al centro della piazza si trova la cisterna quadrangolare, commissionata dal Duca di Acquasparta Federico, che venne utilizzata fino agli anni Cinquanta del XX secolo.


Altra veduta della piazza centrale,
verso la cisterna


Cisterna quadrangolare

Sempre sulla piazza é possibile ammirare la copia dell'antica cassetta postale in pietra. L'originale é conservata presso il Palazzo delle Poste e delle Telecomunicazioni di Roma. Sulla cassetta in pietra, si legge la data 1674, che ne fa una delle più antiche d'Italia.


Copia della buca postale in pietra, tra le prime
d'Italia. L'originale si trova a Roma.

2) CHIESA DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO

All'interno delle mura del Castello si trova la Parrocchiale consacrata ai Santi Filippo e Giacomo, situata nelle immediate vicinanze della Porta Spoletina, la porta rivolta verso nord.

Svolgeva la funzione di accogliere i pellegrini che giungevano da Roma percorrendo l'antica Via Flaminia.

La chiesa sorge sui resti di un antico luogo di culto consacrato a Sant'Andrea Apostolo, di cui si possono ancora ammirare porzioni residue, tra cui un arco adiacente all'ingresso dell'attuale chiesa.

L'origine del luogo di culto risale ai decenni successivi all'anno mille. Venne edificata con l'utilizzo di materiali di spoglio provenienti dalla città romana di Carsulae.

L'edificio subì più ricostruzioni, in particolare nel corso del Seicento, periodo in cui venne innalzato il campanile. Nel 1623 l'aula adibita a sagrestia venne ornata da pregevoli mobili lignei.

ESTERNO

Il prospetto meridionale presenta una facciata in pietra, distinta in tre ordini.

Il primo ordine, più in basso, é impreziosito da un portale ligneo quattrocentesco mentre, nell'ordine intermedio, é inserito un cippo funerario carsulano, raffigurante un'ampolla centrale e due vasi ai lati.


Facciata della Chiesa dei Santi
Filippo e Giacomo


Portale principale sovrastato
da un cippo carsulano


Cippo carsulano raffigurante un'ampolla
centrale e due vasi ai lati

Nell'ordine superiore, é riposta un'edicola impreziosita da una cornice in pietra. All'interno della cornice si trova una decorazione ad affresco del XV - XVI secolo, raffigurante la Madonna sopra i Santi Filippo e Giacomo.

Sulla sinistra dell'edicola si trova un'epigrafe, in cui sono incisi i nomi dei due Santi cui é dedicata la chiesa.

A fianco del corpo principale, si erge il campanile seicentesco. Sulla parete esterna si trova un bassorilievo in pietra a forma di tabernacolo.

INTERNO

L'interno della chiesa é a navata unica, ornata ai lati da due altari barocchi, addobbati da un ricco corredo seicentesco.


Interno barocco della chiesa a navata unica

Il primo altare a sinistra é ornato dalla tela raffigurante San Michele Arcangelo tra i Santi mentre, nell'altare seguente, é riposta la statua della Madonna con Bambino.


Primo altare di sinistra con la tela raffigurante
San Michele Arcangelo tra i Santi

In fondo alla navata si trova l'altare maggiore, sovrastato dalla tela dipinta della Madonna Assunta tra angeli e i Santi Filippo e Giacomo.


Tela sovrastante l'altare maggiore,
raffigurante la Madonna Assunta tra
angeli e i Santi Filippo e Giacomo.

Il secondo altare di destra, ornato da una ricca decorazione barocca con colonne tortili, presenta una tela con la Sacra Famiglia tra Santi. Nel primo altare di destra é riposta la statua lignea di Sant'Antonio da Padova.


Tela dipinta della Sacra Famiglia tra Santi
incorniciata da un altare barocco

La cantoria in controfacciata, é sovrastata dal pregevole organo ligneo del 1796, realizzato dall'organaro marchigiano Aldobrando Fedeli. L'organo venne trasferito a Portaria nel 1862.

Altare maggiore della chiesa


Altare maggiore sovrastato da un
Crocifisso ligneo


Reliquie contenute al di sotto
dell'altare maggiore


Sagrestia della chiesa


Mobilio ligneo della Sagrestia

NB. Le informazioni storiche su Portaria, sono state estrapolate dal post "Castello di Portaria - Acquasparta", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Piazza dell'Orologio, la Torre dell'Orologio, la Cisterna e la Buca Postale, sono state estrapolate dal post "Castello di Portaria - Acquasparta", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni relative alla Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, sono state estrapolate dal post "Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo - Portaria di Acquasparta (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

lunedì 26 agosto 2024

SUTRI: CITTA' DALLE ANTICHE ORIGINI, PRIMO NUCLEO DELLO STATO PONTIFICIO

 STORIA

Sutri é un Comune italiano di 6.609 abitanti in Provincia di Viterbo, nel territorio storico della Tuscia, anticamente abitato dagli Etruschi. Sorge su uno sperone tufaceo a 291 m.s.l.m., e vanta una storia millenaria. Tali peculiarità le sono valsi l'inserimento nella lista de "I Borghi più Belli d'Italia".

Non ci sono informazioni certe sulla fondazione della cittadina né, tantomeno, sulle popolazioni che per prime s'insediarono nel territorio dell'odierma cittadina. Nonostante ciò, alcune indagini archeologiche, hanno fatto presumere che il nucleo storico fosse stato fondato nella tarda Età del Bronzo, corrispondente al X secolo a.C..

Tali scoperte hanno portato a pensare che la nascita del centro urbano fosse dovuta alla fusione dei villaggi che un tempo sorgevano nel sito dove sorge Sutri. Scarse sono le informazioni relative al periodo preromano, e non si hanno certezze sull'appartenenza del villaggio alla civiltà falisca o a quella etrusca.

E' solo con la conquista e la dominazione romana, a partire dal V secolo a.C., che l'identità di Sutri diviene più definita, costituendo un centro d'importanza strategica per il controllo sia dei territori etruschi, che di quelli falisci.

Nel 383 a.C. Sutri diviene una colonia latina, costituendo un avamposto strategico per la sottomissione delle potenti città etrusche di Tarquinia e Volsinii (Orvieto), e della capitale falisca Falerii (Civita Castellana).

Nel 465, pochi anni prima della caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476), la città venne elevata a sede vescovile. Divenne uno dei principali centri della Guerra Greco - Gotica (545 - 554), combattuta tra Longobardi e Bizantini per il controllo della Penisola Italiana.

Conquistata dai Longobardi del Re Liutprando, nel 728 viene donata al Pontefice Gregorio II, costituendo il primo nucleo del futuro Stato Pontificio. Nel Medio Evo transitò per Sutri la Via Francigena, pellegrinaggio che veniva compiuto dai fedeli con partenza da Roma verso Gerusalemme o Santiago de Compostela, che ricalcava il tracciato della Via Cassia romana.

Tra il XII e il XIII secolo Sutri rivendicò l'autonomia comunale. Nel 1111 la cittadina fu sede dell'incontro tra il Pontefice Pasquale II e l'Imperatore Enrico V, che pose fine alla Lotta per le Investiture. L'accordo stipulato é noto come Iuramentum Sutrinum.

La cittadina acquistò l'autonomia amministrativa solo a partire dal 1332, divenendo Libero Comune, e riuscendo ad approvare un proprio Statuto nel 1358. Ma l'autonomia comunale ebbe breve durata, dato che, all'inizio del XV secolo, vedendosi minacciata dalle scorrerie dei Prefetti di Vico, si sottomise spontaneamente alla giurisdizione diretta del Pontefice Alessandro V.

Nel 1435 la Diocesi di Sutri si unificò a quella di Nepi. Nel corso del Quattrocento, nonostante il periodo di crisi, la città non smise di prosperare economicamente, venendo scelta come sede di importanti famiglie romane.

Centro storico di Sutri

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La ricca storia della cittadina, fiorente sia nel periodo romano che medievale e centro d'importanti eventi della storia nazionale, é testimoniata dai suoi monumenti, spesso di notevole pregio artistico e architettonico, che contribuiscono in maniera significativa ad arricchire il vasto patrimonio regionale.


Piazza principale del centro storico


Fontana in pietra nella piazza


Torre dell'Orologio

Porta Morone realizzata tra il 1580 e il 1604

Porta Vecchia o Franceta

Antiche abitazioni che si aprono nella roccia tufacea

1) ARCO ROMANO

All'estremità della piazza principale, si trova l'Arco Romano, struttura del II secolo a.C. che introduceva al foro della città antica.

L'arco presenta una struttura a tutto sesto ed unico fornice, sovrastato da una torre campanaria a vela, impreziosita da un orologio. Nel 1722 vennero effettuate le principali modifiche architettoniche, so progetto dell'Architetto Filippo Barigioni.

Le decorazioni centrali della struttura, vennero aggiunte nel 1922. Con la fine delle due guerre mondiali, svolge la funzione di Monumento ai Caduti.

Arco Romano

2) CONCATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Concattedrale di Santa Maria Assunta costituisce l'architettura religiosa più importante di Sutri, e sede diocesana insieme a Civita Castellana.

La chiesa venne ampliata nel 908 su commissione di Papa Sergio III, e consacrata nel 1207 su iniziativa del Pontefice Innocenzo III, con la fine dei lavori di edificazione che ebbero una durata complessiva di cinquant'anni.

DESCRIZIONE

L'esterno presenta un'elaborata facciata settecentesca, che sorge dinanzi all'elevato campanile in tufo a sezione quadrangolare.

Facciata della Concattedrale di Santa Maria Assunta

Facciata con la torre campanaria

L'interno é distinto in tre navate con tre cappelle per lato. Molto bello é il pavimento cosmatesco, realizzato con l'impiego d'intarsi marmorei policromi.

Interno barocco a tre navate

Pavimento cosmatesco con intarsi marmorei policromi

Tra le opere d'arte presenti, degne di nota sono la tavola bizantina del XII secolo raffigurante il Santissimo Salvatore, la statua di scuola berniniana della Patrona Santa Dolcissima e gli affreschi ottocenteschi che ornano la volta a botte e l'abside.

Abside della Concattedrale

Altare maggiore affrescato

Volta a botte sovrastante il presbiterio

Nella zona sottostante il presbiterio si trova la cripta, caratterizzata da una foresta di colonne, sormontate da capitelli decorati, tutti differenti fra loro.

Cripta romanica con foresta di colonne

Navate della cripta voltata a botte

Capitelli decorati che sovrastano le colonne

Abside della cripta


Volta a botte dell'abside

3) PORTA MORONE E PORTA FRANCETA

L'ingresso al centro storico, tutt'ora cinto da possenti mura medievali, é consentito attraversando due porte, tra cui Porta Morone, rivolta a nord, e Porta Franceta, rivolta a sud.

Porta Morone venne edificata nel Cinquecento, e prende il nome dal Cardinale Giovanni Morone, che ne promosse la realizzazione. Il tunnel che attraversa l'antico arco, risale al 1909, realizzato demolendo un piano del palazzo che ospita il Monastero della Santa Concezione.


Porta Morone

L'altra porta di accesso, rivolta a sud, é la Porta Franceta, che introduce alla cittadina medievale.

Veniva attraversata dai pellegrini che transitavano lungo la Via Francigena, e giungevano a Sutri poco prima di riprendere il viaggio verso Roma.

La struttura é composta da differenti elementi architettonici, come murature etrusche, fortificazioni romane e, ai due lati, i bastioni cilindrici aggiunti nel XV secolo.

L'arco a tutto sesto é sovrastato dalla scultura dello Stemma cittadino con Saturno a cavallo.

L'aspetto attuale si deve al restauro operato su iniziativa del Cardinale Altieri, eseguito tra il 1453 e il 1472.

4) LAVATOIO PUBBLICO

Addentrandosi nei vicoli del borgo, é possibile imbattersi nel Lavatoio Pubblico.

Nonostante appaia una costruzione isolata, fino al 2000 era sovrastato da un grande palazzo edificato nel 1936, poi demolito per problemi statici.

La piazzetta del Lavatoio, ospita serate di musica durante l'estate.

Lavatoio Pubblico

5) CHIESA E MONASTERO DELLA SANTISSIMA CONCEZIONE

La Chiesa e il vicino Monastero della Santissima Concezione, vennero fondati nel 1489, anno in cui la carica di Vicario Generale venne ricoperta dal Beato Battista Mantovano.

Il monastero, sin dal principio abitato dalle suore Carmelitane, venne intitolato nel XIV secolo alla Santissima Concezione della Beata Vergine Maria. La chiesa é unita al Monastero delle Suore Carmelitane, stanziate a Sutri sin dal 1539.

Nella prima metà del Quattrocento l'edificio, oramai caduto in disuso, sconsacrato e ridotto a scuderia, venne donato alle suore Carmelitane. L'interno venne risistemato nel 1570, mentre nel 1655 venne distrutta da un uragano.

Facciata della Chiesa e Monastero della Santissima Concezione

DESCRIZIONE

L'interno presenta un'unica aula a pianta quadrangolare, di altezza pari a 11 m. Se confrontata con l'esigua superficie di calpestio, é possibile supporre che in origine la struttura era parte di una chiesa preesistente, di maggiori dimensioni, di cui costituiva la navata destra.

Interno della chiesa del monastero in stile barocco

I lavori di restauro degli anni Trenta del XX secolo, hanno riportato alla luce le tombe delle Carmelitane sepolte all'interno. La parte alta della chiesa é occupata dai matronei mentre, ad un livello inferiore, si trova la cantoria.

L'altare maggiore é impreziosito da una bella tela dipinta del XVII secolo, raffigurante la Madonna Immacolata in gloria fra Angeli e Santi. Ai lati dell'altare sono riposti due quadri dipinti, raffigurati i Profeti Sant'Elia e Sant'Eliseo, risalenti al XVI secolo.

Altare maggiore della chiesa. Sulla sinistra Sant'Elia, a destra Sant'Eliseo

Tela del XVII secolo de la Madonna Immacolata in gloria fra Angeli e Santi

La pala é sovrastata dal Crocifisso ligneo del XVII secolo. Ai suoi piedi sono riposte le statue in gesso della Madonna Addolorata e di San Giovanni Evangelista.

Nella parete destra é riposta una statua raffigurante Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, Carmelitana francese canonizzata nel 1925 da Papa Pio XI.

La parete sinistra é ornata da un dipinto del XVII secolo raffigurante la Madonna del Rosario e i Santi Domenico e Caterina. Nella parete destra é invece un dipinto del XVI secolo di Maarten de Vos, raffigurante la Cena di Betania: il Signore a casa della Sante sorelle Marta e Maria.

Nella parete sinistra é una tela raffigurante i Santi Domenico e Caterina.

6) ANTIQUARIUM COMUNALE

L'Antiquarium Comunale é ospitato all'interno di Palazzo Debbi, un antico palazzo rinascimentale, convertito in ospedale civico all'inizio del XVIII secolo.

Facciata di Palazzo Debbi

Rimasto chiuso per due anni, é stato completamente restaurato, e oggi ospita ambienti rinnovati, le cui sale espongono importanti reperti archeologici, come materiali lapidei appartenenti all'antica Cattedrale e reperti di epoca romana ed etrusca.

Memento Mori che decorava la facciata della Concattedrale

Il percorso espositivo é articolato in sale. Al piano terra sono esposti reperti etruschi e romani.


Statua romana in bronzo raffigurante l'Efebo

Nella Sala Lapidarium si possono vedere filmati inerenti al Parco Archeologico dell'Antichissima Città di Sutri. Nell'ultima sala sono conservati antichi materiali lapidei.

7) PARCO ARCHEOLOGICO DELL'ANTICHISSIMA CITTA' DI SUTRI

Il principale punto d'interesse che giustifica la visita di Sutri, non si trova all'interno del borgo, bensì poco distante, ed é costituito dal Parco Archeologico dell'Antichissima Città di Sutri, che ospita al suo interno un complesso di strutture molto importanti, simbolo della storia antica e medievale della città e testimoni del suo sviluppo nei secoli.

ANFITEATRO ROMANO

All'interno del parco é possibile visitare l'anfiteatro romano dell'antica cittadina, realizzato tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C..

Scavato interamente nel tufo, risale al periodo tardo repubblicano. La struttura presenta una pianta ellittica e poteva contenere circa settemila spettatori. Le gradinate erano ripartite in tre ordini, distinti a seconda del ceto sociale: la prima fila, denominata "lima cavea" veniva riservata ai senatori, la seconda fila era denominata "media cavea", mentre la terza fila, ossia la "summa cavea" era riservata al popolo.

Anfiteatro Romano scavato nel tufo

Interno dell'anfiteatro verso la galleria perimetrale

Interno dell'anfiteatro verso l'arco di accesso all'arena

Spalti dell'arena scavati nel tufo

Alle gradinate si accedeva attraverso i vomitoria, gli ingressi laterali, accessibili dal deambulacro, grande corridoio ad anello ancora intatto che percorre l'esterno dell'arena.

Veduta della galleria del deambulacro

Interno del corridoio ad anello del deambulacro che percorre l'arena

Arco di accesso all'arena

Parte dell'anfiteatro venne riportata alla luce tra il 1835 e il 1838 dalla Famiglia Savorelli, proprietaria del terreno. Solo due anfiteatri nell'Impero sono scavati interamente nella roccia in maniera simile a quello di Sutri, ossia quello di Cagliari e quello di Leptis Magna, in Libia.

NECROPOLI

La necropoli del Parco Archeologico, consiste in una serie di ambienti rupestri di epoca romana scavati per la sepoltura dei defunti.

Il complesso si articola in un insieme di sessantaquattro tombe, affacciate sulla Via Cassia, che andò a costituire più tardi il percorso della Via Francigena. Tra le tipologie di tombe si possono riconoscere quelle a camera, a doppia camera, con ingresso ad arco e con nicchie rettangolari.

La necropoli venne utilizzata a partire dal I secolo a.C. fino al IV secolo d.C..

Tombe della necropoli con nicchie rettangolari

MITREO - CHIESA DI SANTA MARIA DEL PARTO

Il monumento più particolare del Parco Archeologico é il Mitreo, vano inizialmente adibito a tomba etrusca, poi convertito in tempio pagano consacrato al dio Mitra e, infine, in chiesa cristiana, dedicata dapprima a San Michele Arcangelo, poi a Santa Maria del Parto, ossia all'immagine della Madonna con Bambino.

Al suo interno é possibile ripercorrere la storia della città, compresa in un lasso temporale di duemila e seicento anni.

Esterno del Mitreo - Chiesa di Santa Maria del Parto

DESCRIZIONE

La struttura, di grandi dimensioni, presenta tutti gli aspetti artistici tipici degli ambienti consacrati all'antico culto di Mitra.

L'ambiente, scavato nella roccia, presenta una navata centrale coperta con volta a botte ribassata, mentre ai lati si trovano due piccole navate con copertura piana.

Ambiente del Mitreo, a tre navate, scavato nella roccia

La navata é scandita da pilastri rupestri a sezione quadrata, connessi tra loro, nella parte bassa, da un lungo sedile di pietra. Dinanzi all'altare maggiore si trova una serie di gradini. In una delle nicchie della struttura doveva essere affrescata la tipica icona del dio Mitra che uccide il Toro, mai ritrovata.

Pilastri rupestri a sezione quadrata

Le pareti, le colonne e la volta, sono completamente affrescate con immagini sacre inerenti alla fede cristiana.

Altare maggiore

Gli affreschi dell'ambiente, risalgono tutti al XV secolo, mentre la struttura rupestre, venne consacrata al culto del dio Mitra dai romani nel III secolo a.C., a sua volta realizzato in una camera sepolcrale etrusca scavata nel tufo.

Nel primo ambiente, a pianta quadrata, che costituisce il vestibolo, é possibile ammirare un trittico di affreschi, chiamato appunto "Trittico del vestibolo", ove si trova l'affresco meglio conservato di San Michele Arcangelo, raffigurante il momento dell'apparizione miracolosa dell'Arcangelo Michele sul Gargano, in Puglia, a mezzo busto con la lancia tra le mani. Una serie di pellegrini sale in fila indiana lungo il sentiero che conduce alla Grotta della Apparizioni.

La figura ritratta in primo piano é il Pastore Gargano, intento a caricare una freccia nell'arco per scagliarla contro un toro scappato dalla grotta. A completare il Trittico del Vestibolo, é riposto, sulla destra, l'affresco di San Cristoforo "Portatore di Cristo", e Patrono dei pellegrini, raffigurati alla sua destra mentre, sulla sinistra, si trova la Madonna con il Bambino tra i Santi.


Affresco del Pastore Gargano intento a caricare una freccia
nell'arco per scagliarla contro un toro scappato dalla grotta

Nella seconda sezione dell'ambiente, che costituisce il corpo principale della chiesa, distinto in tre navate, troviamo l'affresco di San Michele Arcangelo che decora la volta a botte, rappresentato mentre tiene nella mano destra il globo, mentre con la mano sinistra afferra uno scettro, circondato dai simboli dei quattro evangelisti.

Nella navata destra si aprono piccole nicchie spoglie, i cui affreschi non si sono conservati a causa del passare del tempo mentre, nella navata sinistra, ci sono cinque finestrelle chiuse per favorire la conservazione degli affreschi. Alla sinistra dell'altare maggiore é una piccola grotta utilizzata come sagrestia.

Lungo le pareti sono presenti una serie di riquadri dedicati alla figura della Vergine con Bambino, il cui motivo decora ognuna delle nicchie. Tra queste, la più emblematica é la scena retrostante l'altare maggiore, che raffigura la Madonna nel momento del parto, mentre dà alla luce Gesù Bambino.

La Vergine é rappresentata nell'atto di accarezzare il neonato in fasce disposto su una mangiatoia, con a fianco San Giuseppe, il bue, l'asinello, il gregge e i pastori. In basso a sinistra é riposta la committente in preghiera. Nel secondo pilastro a sinistra é raffigurato San Michele, di cui resta solo il volto.


Affresco absidale della Madonna del Parto, raffigurante
Maria che accarezza il neonato in fasce disposto sulla
mangiatoia, con a fianco il bue, l'asinello, il gregge e i pastori

Nell'ottavo pilastro é affrescata la Madonna con Bambino che reca tra le mani un uccellino e un cartiglio con una croce templare. Nel primo pilastro della navata destra é affrescata Santa Caterina d'Alessandria, Protettrice delle nutrici.


Affresco del pilastro raffigurante la Madonna con Bambino
che reca in mano un uccellino e un cartiglio con la
croce templare

NB. Le informazioni storiche sono state estrapolate dal post "La Storia", nella sezione "LA CITTA", nel Portale Istituzionale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni storiche sulla Concattedrale di Santa Maria Assunta sono state estrapolate dal post "VIII Centenario della Consacrazione", nella sezione "LA CITTA", nel Portale Istituzionale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni descrittive della Cattedrale, sono state estrapolate dal post "Concattedrale di Santa Maria Assunta a Sutri", nel portale Internet "Paesi On Line", in www.paesionline.it.

NB. Le informazioni relative a Porta Morone, sono state estrapolate dal post "Porta Morone", nella sezione "LA CITTA", nel Portale Istituzionale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni relative alla Porta Franceta, sono state estrapolate dal post "Porta Franceta", nella sezione "LA CITTA", nel Portale Istituzionale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni sul Lavatoio Pubblico, sono state estrapolate del post "Antico Lavatoio", nella sezione "LA CITTA", nel Portale Istituzionale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa e il Monastero della Santissima Concezione, sono state estrapolate dal post "CHIESA DELLA SANTISSIMA CONCEZIONE", in www.parrocchiasutri.org.

NB. Le informazioni sull'Antiquarium Comunale, sono state estrapolate dal post "Antiquarium Comunale di Sutri", nel sito ufficiale della "REGIONE LAZIO. Organizzazione Museale Regionale", in www.retemusei.regione.lazio.it.

NB. Le informazioni relative all'Anfiteatro Romano, sono state estrapolate dal post "L'Anfiteatro", nella sezione "LA CITTA'", nel portale ufficiale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni sulla Necropoli, sono state estrapolate dal post "La Necropoli", nella sezione "LA CITTA'", nel portale ufficiale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni relative al Mitreo, sono state estrapolate dal post "Il Mitreo", nella sezione "LA CITTA'", nel portale ufficiale del "Comune di Sutri", in www.comune.sutri.vt.it.

NB. Le informazioni descrittive sugli affreschi del Mitreo - Chiesa di Santa Maria del Parto, cono state estrapolate dal post "Gli affreschi della Madonna del Parto di Sutri", nel portale Internet di "ARCHEOares, al servizio della cultura", in www.archeoares.it.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

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