sabato 30 novembre 2024

ESANATOGLIA: PAESE DI PIETRA NELLA VALLE DEL TORRENTE ESINO

 STORIA

Esanatoglia é un Comune di 1.887 abitanti della Provincia di Macerata, che sorge ad una quota di 495 m.s.l.m. nella valle del Torrente Esino.

Il nome del borgo deriva da Esus, dio celtico della guerra, ove sarebbe derivato il nome del Fiume Esino, sulle cui sponde venne fondata la città romana di Aesa. L'attuale toponimo venne adottato a partire dal 1862, dalla combinazione di Aesa e Anatolia, sostituendosi al toponimo di Santa Anatolia, con cui veniva identificato il borgo fino al 1862.

Il primo documento scritto che ne attesta l'esistenza risale al 1015, identificabile nell'atto di fondazione del monastero di Sant'Angelo Infra Hostia, per volontà del Conte Atto e della moglie Berta.

La cittadina venne governata fino al 1211 della Famiglia Malcavalca, anno in cui subentrarono gli Ottoni di Matelica. Tre anni dopo il governo cittadino passò ai da Varano, Signori di Camerino.

Nel 1443, durante la discesa di Francesco Sforza in Italia, nel tentativo di espandere i confini del Ducato di Milano all'Italia centrale, la cittadina marchigiana venne conquistata dal Duca milanese aiutato dai matelicesi.

La conquista sforzesca comportò la distruzione dello storico Monastero di Sant'Angelo e della sua preziosa biblioteca. Nel 1502 entrò a far parte dello Stato Pontificio, sotto la diretta amministrazione della Camera Apostolica.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Esanatoglia si caratterizza per la particolare forma allungata a fuso, stretto tra le montagne della valle del Torrente Esino e la catena montuosa dei Sibillini, alle pendici del Monte Corsegno.

Il borgo presenta un tipico impianto medievale, con vicoli stretti, splendide piazzette e case costruite in pietra, immerso nella natura. Tanti sono i monumenti che é possibile visitare, alcuni dei quali veri e propri gioielli artistici.

Borgo medievale di Esanatoglia

Vicoli del centro storico

1) PORTA SANT'ANDREA

Si accede al centro storico dalla Porta Sant'Andrea, sovrastata dall'omonima torre e affiancata dall'omonima chiesa.

Nell'ordine superiore si notano le feritoie e lo stemma raffigurante il Leone Rampante.

La porta di accesso é costituita da due archi a tutto sesto, nell'intradosso e nell'estradosso, dalle differenti dimensioni. L'arco é sovrastato da una stretta feritoia e, ad un livello ancora superiore, da un orologio.

Nella parte superiore corre una cornice in pietra sovrastata da una merlatura ghibellina.

Porta Sant'Andrea

Arco della porta a tutto sesto

Arco dell'intradosso di differenti dimensioni

2) PALAZZO COMUNALE

L'elegante Palazzo Comunale, sede dell'amministrazione di Esanatoglia, si trova al centro del borgo nella Piazza Giacomo Leopardi.

Venne edificato nel XIV secolo come residenza dei da Varano, Duchi di Camerino.

Con i restauri successivi al terremoto del 1997, é stato riportato alla luce un ciclo di affreschi raffigurante una Parata di Cavalieri, probabilmente da identificarsi come membri della famiglia ducale.

E' stato inoltre rinvenuto un affresco di artista sconosciuto, realizzato nella seconda metà del Quattrocento.

Palazzo Comunale, residenza dei Duchi di Camerino

Sala del Consiglio Comunale

Affresco della Sala Consiliare con la Parata dei Cavalieri


Pregevoli statue lignee che ornano la Sala Consiliare

Ufficio del Sindaco

3) PIEVE DEI SANTI ANATOLIA E MARCO

Tra le architetture religiose presenti nel borgo, un posto di rilevo occupa la Pieve dei Santi Anatolia e Marco.

La chiesa sorse su precedenti fondazioni appartenenti ad un antico tempio pagano, la cui esistenza é testimoniata da un frammento lapideo di epoca romana risalente al I secolo, inglobata nella torre campanaria.

Le prime notizie storiche concernenti la chiesa sono rintracciabili in un documento del 1015, ove si parlava della fondazione del Monastero di Sant'Angelo Infra Hostia da parte del Conte Atto e della Moglie Berta.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una struttura romanica mentre, l'ambiente interno, venne modificato nel XVIII secolo.

La facciata é ornata da un portale trecentesco a tutto sesto. Sul basamento della torre campanaria, a sezione quadrangolare, é posta una lapide di spoglio di epoca romana, appartenente, secondo gli studiosi, all'antico insediamento romano di Aesa.

Facciata della Pieve dei Santi Anatolia e Marco

Portale della chiesa strombato
a tutto sesto


Interno neoclassico della chiesa
a navata unica


Tela dipinta raffigurante Dio Padre
in alto con i Santi Francesco d'Assisi
e Carlo Borromeo


Abside e altare maggiore

4) FONTE DI SAN MARTINO

Caratteristico scorcio del centro storico é quello dove si trova la Fonte di San Martino.

Il fontanile venne realizzato nel XII secolo con struttura in pietra. Le vasche di raccolta dell'acqua sono ubicate al di sotto di due arconi in pietra locale a tutto sesto.

Caratteristica peculiare delle due vasche, ancora perfettamente funzionanti, é quella di essere appositamente realizzate una per gli umani, l'altra per l'abbeveramento degli animali.

Fonte di San Martino


Vasca per l'abbeveramento degli animali


Vasca per l'abbeveramento degli umani


Cannelle della vasca degli umani

5) CASA DELLE TRE PORTE

Peculiare é la Casa delle Tre Porte, complesso di edilizia privata diffuso anche nelle limitrofe regioni di Umbria e Toscana.

La tradizione popolare associa un particolare significato ad ognuna delle tre porte: la porta di destra era detta "degli sposi", quella al centro "del morto", mentre quella sulla sinistra costituiva l'ingresso privato del proprietario quotidianamente utilizzato.

In epoca medievale la Porta del Morto era chiusa da un muro temporaneo che veniva abbattuto ogni qual volta si doveva portare fuori una salma, per poi venire immediatamente ricostruito.

La tradizione venne definitivamente abbandonata nel XVI secolo, quando si decise di spostare l'obitorio comunale presso la Cappella degli Innocenti, fatta affrescare da Simone de Magistris con la rappresentazione della Natività.

Aperture della Casa delle Tre Porte

Porta del Morto, oggi murata, utilizzata per far uscire le bare

6) CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA

La Chiesa di Santa Maria Maddalena é un edificio religioso di ridotte dimensioni, realizzato all'inizio del XIII secolo su commissione delle monache benedettine del Monastero di Sant'Angelo Infra Hostia.

La chiesa é citata per la prima volta in un documento del 1324 con il nome di "Santa Maria Maddalena de Ynsula", alla quale lo stesso Comune elargiva un contributo monetario annuale e la pesatura di un cero.

Nel 1808 il monastero venne soppresso a seguito delle Guerre Napoleoniche, e la comunità di monache religiose venne costretta ad abbandonare il complesso religioso.

DESCRIZIONE

L'attuale chiesa venne edificata alla fine del XVII secolo, successivamente alla demolizione dell'antica chiesa medievale.


Chiesa di Santa Maria Maddalena


Interno neoclassico della chiesa
a navata unica


Volta della chiesa danneggiata dal sisma del 2016

Pregevole é la cantoria posta in controfacciata del XVIII secolo, suddivisa in settori dipinti con le scene della vita dei Santi.


Cantoria lignea con settori dipinti


Altra visuale dei settori lignei dipinti

La balaustra sovrastante l'altare maggiore serviva per proteggere le Clarisse alla vista degli altri fedeli.

L'organo del XVI secolo é opera dell'intagliatore bolognese Baldassarre Malamini.

Nella zona retrostante dell'abside si trova uno splendido coro ligneo in ottime condizioni.

L'altare maggiore é sovrastato da una tela raffigurante la Crocifissione, dotata di una pregevole cornice dorata.

Coro ligneo

Stallo centrale del coro

Tela dipinta della Crocifissione ornata da una cornice dorata

CASA DI RIPOSO

I locali adiacenti alla chiesa sono utilizzati come Casa di Riposo, impreziosita da opere trecentesche, come gli affreschi probabilmente realizzati dal pittore Diotallevi di Angeluccio, citato in un testo cinquecentesco di Leonardo Franchi.

Casa di Riposo

Gli affreschi ornano le murature della sala comune e del corridoio d'ingresso.

Nella parete del corridoio sono raffigurati, al centro, la Madonna con Bambino e Santa Lucia, sulla destra, la Madonna in trono con Bambino tra gli Angeli e, sulla sinistra, San Francesco d’Assisi che indossa il saio e i sandali ai piedi, stringendo in mano il Vangelo.


Affreschi del corridoio d'ingresso della Casa di Riposo raffiguranti, al centro, la Madonna con Bambino e Santa Lucia, sulla destra la Madonna in trono con Bambino tra gli Angeli e, sulla sinistra,
San Francesco d’Assisi che indossa saio e
sandali con in mano il Vangelo


Affreschi della Sala Comune della Casa di
Riposo raffiguranti, al centro, la Madonna con Bambino tra gli Angeli

Affresco della Madonna con Bambino in una nicchia

7) EREMO DI SAN CATALDO

Arroccato su uno sperone roccioso del Monte Corsegno a 776 m.s.l.m., l'Eremo di San Cataldo, uno dei principali complessi spirituali.

La chiesa sarebbe sorta come eremo del sottostante monastero benedettino di Fonte Bono, successivamente consacrata al culto di San Cataldo, sepolto nella Cattedrale di Taranto.

L'aspetto attuale risale probabilmente al XVI secolo.

La prima notizia scritta é riportata negli Statuti Comunali, risalenti al 1324. In un documento notarile del 19 Febbraio 1543, un tale di nome Martino di Battista Tessari si riservò l'onere di edificare una casa nell'area circostante la Chiesa di San Cataldo.

La chiesa, unita al complesso religioso, svolgeva inoltre la funzione di sentinella a difesa del territorio circostante.

Il 20 Luglio 1616 é documentata la visita presso Taranto del Nobiluomo Ettore Buscalferri di Santa Anatolia, che tornò in patria portando con se alcune reliquie di San Cataldo, all'interno di una teca d'argento, riposta nella Chiesa della Pieve.

Monte Corsegno visto dall'Eremo

Salita alla vetta del Monte Corsegno

DESCRIZIONE

Posto a strapiombo sulla roccia che sovrasta la Valle di San Pietro, l'eremo sorge sulle fondamenta di un'antica torre medievale, edificata con lo scopo di proteggere e preservare il borgo medievale dalle invasioni.

Croce che affianca l'eremo

Lungo la strada che conduce all'eremo é possibile notare un grande masso con impressi i fori di cinque dita che, secondo la leggenda, appartengono a San Cataldo che vi poggiò la mano nel tentativo riuscito di fermare la sua caduta, che minacciava il sottostante borgo medievale.

L'eremo presenta una struttura costituita da una moderna torre, una piccola chiesa, un piccolo campanile e alcune stanze scavate nella roccia.

Eremo di San Cataldo

Parete rocciosa su cui s'innesta la struttura

Passando nel retro della chiesa, é possibile percorrere lo stretto sentiero che s'inerpica sulle pendici rocciose del Monte Cocerno, fino a raggiungere la vetta. Se invece, raggiunta una biforcazione, si vira a destra, si raggiunge una grotta di piccole dimensioni.

La strada che raggiunge l'eremo é impreziosita da piccoli altarini che simboleggiano le dodici stazioni della Via Crucis.

Strada di montagna che raggiunge l'eremo con altarini

Altarino delle Stazioni della Via Crucis

NB. Le informazioni storiche su Esanatoglia sono state estrapolate dal post "Castello di Esanatoglia (MC)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Porta Sant'Andrea sono state estrapolate dal post "Esanatoglia, cosa vedere nel borgo dove nasce l'Esino", nel portale Internet di "Amarche. Meravigliose Scoperte", in www.amarche.it.

NB. Le informazioni su Palazzo Comunale sono state estrapolate dal post "Palazzo comunale", nel portale Internet ufficiale di "Vivi le Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.

NB. Le informazioni sulla Pieve dei Santi Anatolia e Marco sono state estrapolate dal post "Pieve di S. Anatolia", nel portale Internet ufficiale di "Vivi le Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.

NB. Le informazioni sulla sulla Fonte di San Martino sono state estrapolate dal post "Fonte di San Martino - Esanatoglia (MC)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoighidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Maddalena, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Maddalena - Esanatoglia (MC)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Casa di Riposo annessa alla Chiesa di Santa Maria Maddalena, sono state estrapolate dal post "Esanatoglia, chiesa di Santa Maria Maddalena e annesso ricovero", nella rivista on line "La rucola, notizie da Macerata", in www.larucola.org.

NB. Le informazioni sull'Eremo di San Cataldo sono state estrapolate dal post "Eremo di San Cataldo - Esanatoglia (MC)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

sabato 23 novembre 2024

SASSOFERRATO: BORGO MEDIEVALE LUOGO NATALE DEL PITTORE GIOVANNI BATTISTA SALVI

 STORIA

Sassoferrato é un Comune di 6.823 abitanti della Provincia di Ancona posto ad una quota di 386 m.s.l.m., noto per aver dato i natali al celebre pittore Giovanni Battista Salvi, meglio noto come "il Sassoferrato".

La città medievale sorse nei pressi dell'antico municipio romano di Sentinum teatro, nel 295 a.C., della celebre Battaglia di Sentino, che sancì la definitiva sottomissione dei territori del centro Italia alla emergente potenza romana.

Nel 41 a.C. la città venne incendiata dal futuro Imperatore Ottaviano Augusto, al fine di punirla per la sua fedeltà al nemico Marco Antonio, venendo poi riedificata per volere dello stesso Augusto.

La cittadina venne abbandonata tra l'VIII e il X secolo, a causa sia dell'invasione delle truppe ungare, che per la diffusione di un'epidemia di peste.

Nel 1150, poco distante dai resti dell'antica cittadina romana, un Conte di nome Atto, proveniente dal vicino Castello di Galla, si stabilì su un'altura dove decise di fondare il nuovo Castello medievale di Sassoferrato. Molte delle abitazioni del nuovo borgo vennero edificate con l'utilizzo del materiale di spoglio prelevato dagli edifici della vicina città romana.

Nel corso dei secoli la cittadina venne occupata dalle truppe di vari Signori feudatari delle potenti città vicine. Nel 1349 venne assoggettata dai Malatesta, Signori di Rimini e Fano, nel 1417 dall'esercito di Braccio Fortebraccio da Montone e, nel 1433, dalle truppe mercenarie di Francesco Sforza, futuro Duca di Milano.

Il paese rimase feudo dei Conti Atti fino al 1460, anno in cui conquistò l'autonomia comunale, assumendo l'aspetto di città fortificata tutt'ora visibile. Nel 1457 venne emanato il primo Statuto comunale, rimasto ininterrottamente in vigore fino al 1827, anno in cui venne sostituito da un nuovo Regolamento Pontificio.

Nel febbraio del 1500 venne pacificamente occupato dalle truppe di Cesare Borgia.

Nel XVII secolo il borgo conobbe un periodo di crisi, dovuto al contesto internazionale e alla decadenza degli antichi edifici, sia civili che monumentali. Nel 1798, durante le Guerre Napoleoniche, Sassoferrato venne inglobata nella Repubblica Romana. L'anno seguente la popolazione si ribellò al dominio francese, costituendo un autoproclamato Consiglio Comunale che nominò tre Priori.

Nel 1808 Napoleone, ignorando gli accordi del Concordato firmato con il Pontefice Pio VII, cedette Sassoferrato al Regno Italico, governato dai suoi parenti. Con il Congresso di Vienna del 1815 la cittadina venne occupata dalle truppe austriache per poi essere restituita allo Stato Pontificio.

A seguito del plebiscito del 1860 Sassoferrato, insieme alle Regioni Marche e Umbria, entrò a far parte del Regno d'Italia e, a partire dal 1862, venne ricompreso nella Provincia di Ancona.

Alla fine del XIX secolo l'economia del borgo conobbe un periodo di crescita grazie allo sviluppo delle professioni artigiane, in particolare nella lavorazione del ferro. Vennero inoltre edificati importanti complessi edilizi di uso pubblico, come il Teatro Comunale, il Liceo Scientifico e l'Istituto Professionale.

Nel 1910 venne inaugurato il tratto ferroviario Sassoferrato - Urbino, ora ridotto a collegamento tra Sassoferrato e la cittadina di Pergola. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, e gli anni del Miracolo Economico, la cittadina ampliò le sue dimensioni, anche grazie alla realizzazione di un nuovo polo industriale.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Sassoferrato, edificato a partire dal Medio Evo, conserva molte testimonianze artistiche e monumentali, che mostrano l'importanza della cittadina nel corso dei secoli.

Centro storico di Sassoferrato

Porta di accesso al borgo

Piazza Giacomo Matteotti

1) COLLEGIATA DI SAN PIETRO

La principale architettura religiosa del centro storico é la Collegiata di San Pietro, che sorge su un'altura in posizione isolata rispetto al centro storico.

Le origini della Collegiata sono ignote, ma si suppone che sia sorta in concomitanza con l'edificazione del primo Castello feudale, nel periodo compreso tra il 1245 e il 1275. Acquisì grande importanza a partire dal 1580 quando l'allora Vescovo di Nocera Umbra, Monsignor Mannelli. elevò la chiesa al rango di Collegiata.

La struttura crollò nel 1688, venendo ricostruita e ampliata nel 1717.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata a capanna, preceduta da un'ampia gradinata.

L'interno é a navata unica, con pianta a croce latina e copertura a capriate lignee, illuminata dal rosone e dalle aperture poste sulla parete destra. La navata si conclude con un abside semicircolare, scandito da costoloni che ornano il catino superiore.

Tra i costoloni si aprono tre monofore strombate verso l'intermo che donano grande luminosità.

Ai lati dell'abside si aprono due cappelle laterali. Tra le opere d'arte custodite vi sono due dipinti di Madonna del Salvi, la Fuga in Egitto di Giovanni Contarini, la tavola della Consegna delle Chiavi a San Pietro di Pietro Paolo Agabiti e la Madonna con Bambino tra i Santi Caterina da Siena e Giuseppe sempre di Pietro Paolo Agabiti.

Nell'ultima cappella é riposta la scultura, sempre attribuita all'Agabiti, raffigurante il Battesimo.

Facciata della Collegiata di San Pietro

Portale di accesso della Collegiata

Interno neoclassico della chiesa a tre navate

Altare di San Crispino con la tela della Madonna del Carmine tra San Crispino con gli attrezzi del calzolaio e San Francesco d'Assisi, dipinta nel 1550 dal fiammingo Ernesto van Shayck

Abside semicircolare della chiesa

Coro ligneo barocco intagliato

Stallo centrale del coro ligneo


Cappella del Santissimo Sacramento,
decorata in stile barocco, realizzata
nel 1775

Tela dipinta raffigurante il Cristo risorto nell'atto di spezzare il pane

2) CHIESA DI SAN FRANCESCO

La Chiesa di San Francesco, situata all'interno della cinta muraria, venne edificata in stile romanico . gotico, nella parte più elevata del colle su cui sorge il centro storico, corrispondente all'odiermo Rione Castello, la parte più antica del centro abitato.

L'esistenza della chiesa e dell'annesso convento, é documentata sin dall'adozione della Bolla di Innocenzo IV del 1248. Secondo la tradizione la fondazione della chiesa é da attribuire allo stesso San Francesco d'Assisi che, nel 1255, transitò nel borgo in pellegrinaggio e si fermò a predicare nella piazza antistante.

DESCRIZIONE

La struttura presenta una facciata in conci bianchi con, nell'ordine inferiore, un bel portale ogivale in stile gotico.

L'interno, a navata unica, é ormato da tele dipinte del Ramazzani e del Guerrieri.

L'abside é decorato con resti di affreschi di scuola fabrianese, eseguiti tra il Trecento e il Quattrocento.

Nella chiesa é conservata la pregevole Croce dipinta, raffigurante le immagini di Cristo, dell'Eterno a mezzo busto, della Vergine e di San Giovanni Battista, che ornano gli specchi polilobati della cimasa e dei bracci laterali.

Facciata della Chiesa di San Francesco


Interno della chiesa in stile gotico a navata unica


Tela del 1589 di Ercole Ramazzoni raffigurante
San Francesco che consegna i tomi
della regola a una donna, allegoria della dottrina
francescana. Nella parte superiore del dipinto
sono raffigurati San Bonaventura, San Bernardino
da Siena, San Ludovico di Francia, Sant'Antonio da Padova,
San Ludovico di Tolosa e Santa Chiara d'Assisi.


Abside della chiesa a sette lati


Croce lignea dipinta su tavola


Coro ligneo intarsiato


Altare della Santissima Immacolata Concezione in ceramica del 1514 di
Paolo Agabiti con statua della Madonna con Bambino con, sullo sfondo,
il paesaggio di Sassoferrato


Sotterranei della chiesa con raccolta di tele di paesaggi


Archivio storico


Antico libro con spartiti di canti


Libro contabile in vigore nello Stato Pontificio


Cella carceraria sotterranea


Scritte dei carcerati reclusi


Scritte di prigionieri che
riportano la data del 1792


Simbolo massonico ed esoterico raffigurante un omino
stilizzato in prigione. Se guardato in direzione opposta
raffigura un diavolo con le corna

3) SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE - CHIESA DI SANTA CHIARA

Il duecentesco Monastero di Santa Chiara, é ubicato nel cuore del Rione Castello.

Nel 1739 la suora Clarissa Chiara Maria fu testimone di un evento miracoloso. La consorella si accorse che l'olio che aveva messo nella lampada, riposta il giorno precedente dinanzi all'immagine della Vergine, non si era consumato. Inoltre in quel momento alla suora apparve la Vergine, che le chiese l'edificazione di una cappella che consentisse la venerazione da parte della popolazione residente.

DESCRIZIONE

All'interno si trova, in una cappella laterale, il Santuario della Madonna delle Grazie, nato su iniziativa di un gruppo di monache che venerarono un dipinto della Madonna con Bambino, ammirabile all'intermo del complesso religioso.

Nel monastero é conservato un manoscritto della metà del XVIII secolo, oltre a importanti tele dipinte, tra le quali la Vergine Orante; Mater Dolorosa e Annunciazione, del XVII secolo, opera di Giovan Battista Salvi detto "il Sassoferrato".

Vi sono poi tele dipinte di Antonio da Pesaro, tra le quali la Crocifissione, la Natività e l'Annunciazione; l'Immacolata di Ugolini da Pergola, la Deposizione di Ezio Bartocci, le tele di Giovanni Francesco Ferri raffiguranti la Madonna con Bambino, San Francesco che riceve le Stimmate e, infine, la tela della Crocifissione del XVII secolo di artista ignoto.

4) CHIESA DI SANTA MARIA DEL PONTE DEL PIANO

La Chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano é una delle architetture religiose più scenografiche del centro storico. Prende il nome dall'antico ponte romano sul Fiume Marena, anche noto come Ponte del Piano, vicino a cui sorge.

Venne edificata a partire dal 1389 sui resti di costruzioni di epoca romana. Edificata dai monaci Agostiniani come una cappella di grandi dimensioni, fu oggetto di continue modifiche fino al XVII secolo. Della cappella originaria resta solo la parte absidale.

Nel 1492 venne costruita la sagrestia e, un secolo dopo, il campanile.

DESCRIZIONE

La chiesa si presenta al visitatore con una maestosa facciata barocca, fatta edificare nel 1618 da Vittorio Merolli, cui si devono i successivi interventi di ampliamento della chiesa.

La struttura annessa alla chiesa ospita il convento, abitato dai monaci Agostiniani fino alla sua soppressione avvenuta nel 1810. Nel 1822 i monaci Silvestrini acquistarono il complesso e, nel 1842, vi portarono le spoglie del Beato Ugo, Protettore di Sassoferrato, riposte in un sarcofago del 1698.

Pregevoli sono i dipinti su tela di G. Francesco Guerrini e le tavole di Pietro Paolo Agabiti ed Ercole Ramazzani.

Chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano

5) PALAZZO COMUNALE

Situato in Piazza Matteotti, nel pieno centro cittadino, il Palazzo Comunale é ricavato da un complesso di edifici acquistati dal Comune in differenti epoche storiche.

Unito all'adiacente Palazzo dei Priori, venne edificato tra i secoli XVIII e XIX.

La facciata che dà sulla piazza é caratterizzata da uno splendido loggiato, aggiunto alla struttura nel 1842.

6) CIVICA RACCOLTA D'ARTE

La Civica Raccolta d'Arte comprende pregevoli dipinti, realizzati tra il Quattrocento e il Settecento.

La raccolta é allestita nella sede di Palazzo Oliva, edificato nel XV secolo dal Cardinale Alessandro Oliva (1407 - 1463), illustre cittadino sassoferratese.

Il percorso espositivo ospita interessanti opere d'arte che vanno dal Medio Evo fino al Barocco e al Settecento. Dagli altari delle chiese di Sassoferrato provengono le tavole dipinte qui esposte, realizzate da pittori come Pietro Paolo Agabiti e Giovanni Battista Salvi, detto "il Sassoferrato".

Tra le opere più importanti si ricordano l'Annunciazione di Pietro Paolo Agabiti, dipinta nel 1470; la tela di San Gerolamo, dipinto di scuola romana del XVII secolo e la Madonna con Gesù Bambino e San Giovanni Battista, di scuola marchigiana, della seconda metà del XVII secolo, copia dell'originale del Sassoferrato conservato alla National Gallery di Londra.

Sala degli Incisori Marchigiani

Pinacoteca

Tavola dipinta dell'Annunciazione, del XVI secolo di ignoto pittore marchigiano

Tela dipinta della Madonna con Gesù bambino tra Sant'Antonio Abate e San Filippo Neri, del 1630 - 1640 di Giovanni Battista Salvi detto "Il Sassoferrato"

7) MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

Il Museo Civico Archeologico di Sassoferrato é allestito all'interno del Palazzo dei Priori, edificato nel 1355 a seguito della nascita del Libero Comune.

Ideato nel 1926, venne ultimato nel 1932 grazie al contributo del Professore Guido Vitaletti, che riunì in un unico percorso espositivo, i rinvenimenti di epoca romana del sito archeologico di Sentinum, integrandoli con i resti della propria collezione privata.

Nel 1979 venne effettuata una prima ristrutturazione del complesso edilizio e la sua organizzazione in quattro sale espositive. Con il terremoto del 1997 il museo venne chiuso, per essere riaperto a marzo del 2006, venendo arricchito di altri importanti reperti.

DESCRIZIONE

Al piano terra del museo sono situati la biglietteria, il bookshop e la sala che illustra con un plastico la Battaglia di Sentino, svoltasi nei pressi di Sassoferrato nel 295 a.C..

Tramite un'ampia scalinata in pietra si accede alle sale del primo piano del Palazzo dei Priori.

Sulle pareti sono murati stemmi di cui uno, appartenuto al Podestà del Comune l'altro, al Pontefice Paolo V. Nelle sale si trovano pavimenti a mosaico. I reperti illustrano gli aspetti della vita quotidiana dell'antica città romana di Sentinum.

Dall'ingresso si accede alle sale dove si trovano sculture con teste e busti di marmo. Nella stessa sala sono esposte epigrafi di marmo e la riproduzione di tre lastre bronzee su cui é scritto il testo di documenti ufficiali con i quali le associazioni di commercianti di Sentinum e Ostra conferivano a personaggi di spicco della città il titolo di Patronus, ossia Protettore.

Nella sala successiva si trova uno splendido mosaico pavimentale raffigurante il Ratto di Europa, insieme ad epigrafi funerarie.

Nell'ultima sala é esposto un frammento del grande mosaico pavimentale con Tritoni. In due vetrine nelle vicinanze sono posti reperti di vasellame da cucina di epoca romana.

8) ROCCA DI ALBORNOZ

La massiccia costruzione militare, edificata nel XIV secolo, rappresenta il simbolo della città, per la sua collocazione in posizione dominante rispetto al borgo medievale.

Venne fatta edificare nel 1365 su commissione del Cardinale Egidio Albornoz, con il denaro ricavato dalla vendita dei beni confiscati alla Famiglia Atti di Sassoferrato.

La rocca costituì un bastione difensivo di grande importanza per tutta la zona circostante.

9) ABBAZIA DI SANTA CROCE DEI CONTI ATTI

Poco al di fuori del centro storico sorge l'Abbazia di Santa Croce dei Conti Atti in posizione sopraelevata, nelle vicinanze del Fiume Sentino.

Commissionata dagli Atti, Signori guelfi di Sassoferrato, negli ultimi anni del XII secolo venne edificata per ospitare i monaci Camaldolesi, utilizzando materiali di spoglio provenienti dall'antica città romana di Sentinum.

Abbazia di Santa Croce

Campanile della chiesa a sezione quadrangolare

DESCRIZIONE

Il portale di accesso é introdotto da un profondo nartece voltato a botte, decorato da una complessa modanatura composta da tre archi a tutto sesto concentrici, che ripropongono temi di bestiari e animali fantastici. La lunetta che sovrasta il portale maggiore rappresenta la Vergine che stringe a sé il Bambino.

Portale maggiore a tutto sesto

Lunetta affrescata con la Madonna con Bambino tra due croci Templari

Il principale nucleo della chiesa é definito da quattro alti pilastri compositi, addosso a ciascuno dei quali sono collocate due semicolonne di granito e pietra calcarea provenienti da Sentinum.


Interno romanico a tre navate

Sono visibili capitelli in calcare bianco di derivazione lombarda, che riproducono motivi geometrici e vegetaliUno di questi rappresenta la scena sacra della Crocifissione.

Pilastro composito

Capitelli del pilastro realizzati con materiale di spoglio romano


Altare pagano di epoca romana riutilizzato come
basamento della colonna a sezione quadrata

I due ambienti quadrangolari posti ai lati del portale principale della chiesa, sono originari realizzati in stile romanico. Alla fine del XIV secolo la chiesa venne arricchita da affreschi di scuola fabrianese, tra cui la pala di San Benedetto, realizzata da Pietro Paolo Agabiti nel 1524.

Affreschi dell'abside destro

Affresco della Madonna in Trono con Bambino


Abside sinistro affrescato

Altare maggiore della chiesa

Volta a crociera

Splendido é il paliotto in legno intagliato del XVII secolo, arricchito da pregevoli dorature.

Paliotto in legno intagliato e dorato del XVII secolo

Formella centrale del paliotto

Vi é poi la tela raffigurante San Romualdo e Pietro Orsoleo, Doge di Venezia, della fine del XVII secolo, probabilmente realizzata da Antonio Zanchi, e la statua di San Rocco realizzato in terracotta invetriata della seconda metà del XV secolo.


Retro dell'abside centrale della
chiesa abbaziale

Retro dell'abside destro con decorazione ad archetti pensili

NB. Le informazioni storiche su Sassoferrato, sono state estrapolate dalla sezione "Storia della città", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni concernenti la Collegiata di San Pietro sono state estrapolate dal post "Chiesa di S. Pietro", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni concernenti la Chiesa di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiesa San Francesco", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni sul Santuario della Madonna delle Grazie - Chiesa di Santa Chiara sono state estrapolate dal post "Santuario Madonna delle Grazie (S. Chiara)", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano sono state estrapolate dal post "Santa Maria del Ponte del Piano", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Palazzo Comunale sono state estrapolate dal post "Palazzo Comunale", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni sulla Civica Raccolta d'Arte, sono state estrapolate dal post "Civica Raccolta d'Arte", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni sul Museo Civico Archeologico sono state estrapolate dal post "Museo civico archeologico", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni storiche sulla Rocca di Albornoz sono state estrapolate dal post "Rocca Albornoz", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche relative all'Abbazia di Santa Croce, sono state estrapolate dal post "Abbazia di Santa Croce", nella pagina Internet "Sassoferrato Cultura", in www.sassoferratocultura.it.

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