sabato 30 novembre 2024

ESANATOGLIA: PAESE DI PIETRA NELLA VALLE DEL TORRENTE ESINO

 STORIA

Esanatoglia é un Comune di 1.887 abitanti della Provincia di Macerata, che sorge ad una quota di 495 m.s.l.m. nella valle del Torrente Esino.

Il nome del borgo deriva da Esus, dio celtico della guerra, ove sarebbe derivato il nome del Fiume Esino, sulle cui sponde venne fondata la città romana di Aesa. L'attuale toponimo venne adottato a partire dal 1862, dalla combinazione di Aesa e Anatolia, sostituendosi al toponimo di Santa Anatolia, con cui veniva identificato il borgo fino al 1862.

Il primo documento scritto che ne attesta l'esistenza risale al 1015, identificabile nell'atto di fondazione del monastero di Sant'Angelo Infra Hostia, per volontà del Conte Atto e della moglie Berta.

La cittadina venne governata fino al 1211 della Famiglia Malcavalca, anno in cui subentrarono gli Ottoni di Matelica. Tre anni dopo il governo cittadino passò ai da Varano, Signori di Camerino.

Nel 1443, durante la discesa di Francesco Sforza in Italia, nel tentativo di espandere i confini del Ducato di Milano all'Italia centrale, la cittadina marchigiana venne conquistata dal Duca milanese aiutato dai matelicesi.

La conquista sforzesca comportò la distruzione dello storico Monastero di Sant'Angelo e della sua preziosa biblioteca. Nel 1502 entrò a far parte dello Stato Pontificio, sotto la diretta amministrazione della Camera Apostolica.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Esanatoglia si caratterizza per la particolare forma allungata a fuso, stretto tra le montagne della valle del Torrente Esino e la catena montuosa dei Sibillini, alle pendici del Monte Corsegno.

Il borgo presenta un tipico impianto medievale, con vicoli stretti, splendide piazzette e case costruite in pietra, immerso nella natura. Tanti sono i monumenti che é possibile visitare, alcuni dei quali veri e propri gioielli artistici.

Borgo medievale di Esanatoglia

Vicoli del centro storico

1) PORTA SANT'ANDREA

Si accede al centro storico dalla Porta Sant'Andrea, sovrastata dall'omonima torre e affiancata dall'omonima chiesa.

Nell'ordine superiore si notano le feritoie e lo stemma raffigurante il Leone Rampante.

La porta di accesso é costituita da due archi a tutto sesto, nell'intradosso e nell'estradosso, dalle differenti dimensioni. L'arco é sovrastato da una stretta feritoia e, ad un livello ancora superiore, da un orologio.

Nella parte superiore corre una cornice in pietra sovrastata da una merlatura ghibellina.

Porta Sant'Andrea

Arco della porta a tutto sesto

Arco dell'intradosso di differenti dimensioni

2) PALAZZO COMUNALE

L'elegante Palazzo Comunale, sede dell'amministrazione di Esanatoglia, si trova al centro del borgo nella Piazza Giacomo Leopardi.

Venne edificato nel XIV secolo come residenza dei da Varano, Duchi di Camerino.

Con i restauri successivi al terremoto del 1997, é stato riportato alla luce un ciclo di affreschi raffigurante una Parata di Cavalieri, probabilmente da identificarsi come membri della famiglia ducale.

E' stato inoltre rinvenuto un affresco di artista sconosciuto, realizzato nella seconda metà del Quattrocento.

Palazzo Comunale, residenza dei Duchi di Camerino

Sala del Consiglio Comunale

Affresco della Sala Consiliare con la Parata dei Cavalieri


Pregevoli statue lignee che ornano la Sala Consiliare

Ufficio del Sindaco

3) PIEVE DEI SANTI ANATOLIA E MARCO

Tra le architetture religiose presenti nel borgo, un posto di rilevo occupa la Pieve dei Santi Anatolia e Marco.

La chiesa sorse su precedenti fondazioni appartenenti ad un antico tempio pagano, la cui esistenza é testimoniata da un frammento lapideo di epoca romana risalente al I secolo, inglobata nella torre campanaria.

Le prime notizie storiche concernenti la chiesa sono rintracciabili in un documento del 1015, ove si parlava della fondazione del Monastero di Sant'Angelo Infra Hostia da parte del Conte Atto e della Moglie Berta.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una struttura romanica mentre, l'ambiente interno, venne modificato nel XVIII secolo.

La facciata é ornata da un portale trecentesco a tutto sesto. Sul basamento della torre campanaria, a sezione quadrangolare, é posta una lapide di spoglio di epoca romana, appartenente, secondo gli studiosi, all'antico insediamento romano di Aesa.

Facciata della Pieve dei Santi Anatolia e Marco

Portale della chiesa strombato
a tutto sesto


Interno neoclassico della chiesa
a navata unica


Tela dipinta raffigurante Dio Padre
in alto con i Santi Francesco d'Assisi
e Carlo Borromeo


Abside e altare maggiore

4) FONTE DI SAN MARTINO

Caratteristico scorcio del centro storico é quello dove si trova la Fonte di San Martino.

Il fontanile venne realizzato nel XII secolo con struttura in pietra. Le vasche di raccolta dell'acqua sono ubicate al di sotto di due arconi in pietra locale a tutto sesto.

Caratteristica peculiare delle due vasche, ancora perfettamente funzionanti, é quella di essere appositamente realizzate una per gli umani, l'altra per l'abbeveramento degli animali.

Fonte di San Martino


Vasca per l'abbeveramento degli animali


Vasca per l'abbeveramento degli umani


Cannelle della vasca degli umani

5) CASA DELLE TRE PORTE

Peculiare é la Casa delle Tre Porte, complesso di edilizia privata diffuso anche nelle limitrofe regioni di Umbria e Toscana.

La tradizione popolare associa un particolare significato ad ognuna delle tre porte: la porta di destra era detta "degli sposi", quella al centro "del morto", mentre quella sulla sinistra costituiva l'ingresso privato del proprietario quotidianamente utilizzato.

In epoca medievale la Porta del Morto era chiusa da un muro temporaneo che veniva abbattuto ogni qual volta si doveva portare fuori una salma, per poi venire immediatamente ricostruito.

La tradizione venne definitivamente abbandonata nel XVI secolo, quando si decise di spostare l'obitorio comunale presso la Cappella degli Innocenti, fatta affrescare da Simone de Magistris con la rappresentazione della Natività.

Aperture della Casa delle Tre Porte

Porta del Morto, oggi murata, utilizzata per far uscire le bare

6) CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA

La Chiesa di Santa Maria Maddalena é un edificio religioso di ridotte dimensioni, realizzato all'inizio del XIII secolo su commissione delle monache benedettine del Monastero di Sant'Angelo Infra Hostia.

La chiesa é citata per la prima volta in un documento del 1324 con il nome di "Santa Maria Maddalena de Ynsula", alla quale lo stesso Comune elargiva un contributo monetario annuale e la pesatura di un cero.

Nel 1808 il monastero venne soppresso a seguito delle Guerre Napoleoniche, e la comunità di monache religiose venne costretta ad abbandonare il complesso religioso.

DESCRIZIONE

L'attuale chiesa venne edificata alla fine del XVII secolo, successivamente alla demolizione dell'antica chiesa medievale.


Chiesa di Santa Maria Maddalena


Interno neoclassico della chiesa
a navata unica


Volta della chiesa danneggiata dal sisma del 2016

Pregevole é la cantoria posta in controfacciata del XVIII secolo, suddivisa in settori dipinti con le scene della vita dei Santi.


Cantoria lignea con settori dipinti


Altra visuale dei settori lignei dipinti

La balaustra sovrastante l'altare maggiore serviva per proteggere le Clarisse alla vista degli altri fedeli.

L'organo del XVI secolo é opera dell'intagliatore bolognese Baldassarre Malamini.

Nella zona retrostante dell'abside si trova uno splendido coro ligneo in ottime condizioni.

L'altare maggiore é sovrastato da una tela raffigurante la Crocifissione, dotata di una pregevole cornice dorata.

Coro ligneo

Stallo centrale del coro

Tela dipinta della Crocifissione ornata da una cornice dorata

CASA DI RIPOSO

I locali adiacenti alla chiesa sono utilizzati come Casa di Riposo, impreziosita da opere trecentesche, come gli affreschi probabilmente realizzati dal pittore Diotallevi di Angeluccio, citato in un testo cinquecentesco di Leonardo Franchi.

Casa di Riposo

Gli affreschi ornano le murature della sala comune e del corridoio d'ingresso.

Nella parete del corridoio sono raffigurati, al centro, la Madonna con Bambino e Santa Lucia, sulla destra, la Madonna in trono con Bambino tra gli Angeli e, sulla sinistra, San Francesco d’Assisi che indossa il saio e i sandali ai piedi, stringendo in mano il Vangelo.


Affreschi del corridoio d'ingresso della Casa di Riposo raffiguranti, al centro, la Madonna con Bambino e Santa Lucia, sulla destra la Madonna in trono con Bambino tra gli Angeli e, sulla sinistra,
San Francesco d’Assisi che indossa saio e
sandali con in mano il Vangelo


Affreschi della Sala Comune della Casa di
Riposo raffiguranti, al centro, la Madonna con Bambino tra gli Angeli

Affresco della Madonna con Bambino in una nicchia

7) EREMO DI SAN CATALDO

Arroccato su uno sperone roccioso del Monte Corsegno a 776 m.s.l.m., l'Eremo di San Cataldo, uno dei principali complessi spirituali.

La chiesa sarebbe sorta come eremo del sottostante monastero benedettino di Fonte Bono, successivamente consacrata al culto di San Cataldo, sepolto nella Cattedrale di Taranto.

L'aspetto attuale risale probabilmente al XVI secolo.

La prima notizia scritta é riportata negli Statuti Comunali, risalenti al 1324. In un documento notarile del 19 Febbraio 1543, un tale di nome Martino di Battista Tessari si riservò l'onere di edificare una casa nell'area circostante la Chiesa di San Cataldo.

La chiesa, unita al complesso religioso, svolgeva inoltre la funzione di sentinella a difesa del territorio circostante.

Il 20 Luglio 1616 é documentata la visita presso Taranto del Nobiluomo Ettore Buscalferri di Santa Anatolia, che tornò in patria portando con se alcune reliquie di San Cataldo, all'interno di una teca d'argento, riposta nella Chiesa della Pieve.

Monte Corsegno visto dall'Eremo

Salita alla vetta del Monte Corsegno

DESCRIZIONE

Posto a strapiombo sulla roccia che sovrasta la Valle di San Pietro, l'eremo sorge sulle fondamenta di un'antica torre medievale, edificata con lo scopo di proteggere e preservare il borgo medievale dalle invasioni.

Croce che affianca l'eremo

Lungo la strada che conduce all'eremo é possibile notare un grande masso con impressi i fori di cinque dita che, secondo la leggenda, appartengono a San Cataldo che vi poggiò la mano nel tentativo riuscito di fermare la sua caduta, che minacciava il sottostante borgo medievale.

L'eremo presenta una struttura costituita da una moderna torre, una piccola chiesa, un piccolo campanile e alcune stanze scavate nella roccia.

Eremo di San Cataldo

Parete rocciosa su cui s'innesta la struttura

Passando nel retro della chiesa, é possibile percorrere lo stretto sentiero che s'inerpica sulle pendici rocciose del Monte Cocerno, fino a raggiungere la vetta. Se invece, raggiunta una biforcazione, si vira a destra, si raggiunge una grotta di piccole dimensioni.

La strada che raggiunge l'eremo é impreziosita da piccoli altarini che simboleggiano le dodici stazioni della Via Crucis.

Strada di montagna che raggiunge l'eremo con altarini

Altarino delle Stazioni della Via Crucis

NB. Le informazioni storiche su Esanatoglia sono state estrapolate dal post "Castello di Esanatoglia (MC)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Porta Sant'Andrea sono state estrapolate dal post "Esanatoglia, cosa vedere nel borgo dove nasce l'Esino", nel portale Internet di "Amarche. Meravigliose Scoperte", in www.amarche.it.

NB. Le informazioni su Palazzo Comunale sono state estrapolate dal post "Palazzo comunale", nel portale Internet ufficiale di "Vivi le Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.

NB. Le informazioni sulla Pieve dei Santi Anatolia e Marco sono state estrapolate dal post "Pieve di S. Anatolia", nel portale Internet ufficiale di "Vivi le Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.

NB. Le informazioni sulla sulla Fonte di San Martino sono state estrapolate dal post "Fonte di San Martino - Esanatoglia (MC)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoighidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Maddalena, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Maddalena - Esanatoglia (MC)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Casa di Riposo annessa alla Chiesa di Santa Maria Maddalena, sono state estrapolate dal post "Esanatoglia, chiesa di Santa Maria Maddalena e annesso ricovero", nella rivista on line "La rucola, notizie da Macerata", in www.larucola.org.

NB. Le informazioni sull'Eremo di San Cataldo sono state estrapolate dal post "Eremo di San Cataldo - Esanatoglia (MC)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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