domenica 30 novembre 2025

PORCHIANO DEL MONTE: CASTELLO DIFENSIVO TRA AMELIA E ORVIETO

 STORIA

Porchiano del Monte é una frazione di Amelia di 467 abitanti posta su una bassa altura, che degrada dall'alto verso il basso, con una quota massima di 463 m.s.l.m., e una quota minima di 307 m.s.l.m..

Il territorio venne abitato già durante l'epoca romana, come dimostrano elementi decorativi di spoglio, riutilizzati all'inerno degli edifici religiosi.

Secondo una tradizione orale popolare, il borgo venne fondato da quattro famiglie provenienti dalla Corsica, Corsi, Ercolani, Panezi e Peracchini.

Le prime notizie documentate di Porchiano risalgono al 1160, periodo in cui il borgo non era soggetto a Signorie feudali. Nel documento si legge che il Castellano, la persona addetta ad aprire e chiudere le porta del Castello, era tenuto a mantenere dei soldati.

Nel 1237 se ne impossessarono i Monaldeschi di Orvieto, che lo assediarono e incendiarono, al fine di garantirsi una piazzaforte contro la rivale Amelia. Il borgo passò definitivamente tra i feudi amerini a partire dal 1317, giurandole fedeltà e alleanza in caso di guerre con i comuni vicini.

Gli abitanti di Porchiano tentarono tante volte, anche se invano, di ribellarsi al controllo amerino.

Il giuramento fu infranto già nel 1329, fatto che portò a una guerra contro Amelia e alla successiva distruzione del Castello. Nel 1338 una nuova Signoria feudataria giurò fedeltà ad Amelia, accettando l'imposizione della demolizione della cinta muraria.

Nel 1416, forte dell'appoggio della ghibellina Orvieto, i porchianesi si ribellarono ancora, e gli amerini ne distrussero la rocca.

Nel 1495 Porchiano venne sottomessa dal Capitano di Ventura Bartolomeo d'Alviano per poi tornare ad Amelia l'anno successivo, subendo una nuova distruzione. Nel 1497 si vide concesso uno statuto, pur non divenendo un Comune autonomo.

Nel 1498 il Capitano di Ventura Ferrate Farnese, alleato di Bartolomeo d'Aòviamo, sferrò un attacco ai Chiaravalle, feudatari ghibellini di Todi e Acquasparta, espugnando anche Porchiano.

Durante il Sacco di Roma del 1527 anche Porchiano subì il saccheggio da parte dei Lanzichenecchi, a seguito del quale vennero rinforzate le mura. Dopodiché il borgo rimase legato ad Amelia, anche con il compimento dell'Unità d'Italia nel 1861.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo si presenta arroccato su una bassa collina, molto panoramica, con un'ampia vista sulla sottostante Valle del Tevere

Al suo interno é percorso da vicoli e abitazioni in pietra ben conservate, circondate da una cinta muraria medievale.

Vi si accede attraversando la porta di entrata a tutto sesto, sormontata dall'Emblema di San Bernardino.

Borgo di Porchiano del Monte


Mura medievali del borgo


    Porta di accesso medievale


Arco a tutto sesto della porta di accesso


Mura medievali del borgo


Camminamento delle mura medievali al tramonto


Tramonto ammirabile dalle mura medievali


Intradosso della porta di accesso


Piazzetta interna al borgo medievale


Altra veduta della piazzetta principale


Abitazione medievale del borgo


Vicolo del borgo con costoloni


Cisterna medievale

1) CHIESA DI SAN SIMEONE

Al centro del borgo si trova la Chiesa di San Simeone, principale architettura religiosa.

E' consacrata al culto di San Simeone Vescovo e Martire, tra i primi vescovi di Gerusalemme.

Venne citata per la prima volta nella Rationes Decimarum, documento scritto del 1275 - 1279, ove si legge del presbitero Ierardo di Maritima che, nel Novembre del 1275, versò per la Chiesa di San Simeome un censo dal valore pari a XV soldi cortonesi, più altri CVII soldi cortonesi e III soldi parmensi.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata a capanna realizzata con muratura in conci di pietra e, di lato, un campanile medievale, con cuspide superiore aggiunta in un secondo momento, ove si aprono bifore e una monofora.


Facciata romanica in pietra della
Chiesa di San Simeone


Traccia lasciata dal portale secondario posto
sul fianco destro della chiesa, con telaio
ligneo sostituito dalla pietra

L'interno é in stile romanico distinto in tre navate di cui, la centrale, coperta da volta a botte mentre, le laterali, sovrastate da volta a crociera.

Navata centrale della chiesa coperta da volta a botte

La navata sinistra é distinta dalla centrale da due pilastri a sezione quadrangolare, probabilmente risalente al XV secolo, frutto del rimaneggiamento della struttura originaria. Di originale rimangono invece, i pilastri che separano la navata centrale dalla navata destra.

Sul primo dei pilastri di sinistra nel 1500 venne affrescato Sant'Antonio Abate.

Campate della navata sinistra

Nella navata sinistra sono conservate pregevoli opere d'arte, tra cui il Fonte Battesimale, e un frammento di affresco realizzato da Piermatteo d'Amelia, raffigurante la Madonna con Bambino tra gli Angeli e, in basso, Santa Cristina e Santo Stefano.


Affresco di Piermatteo d'Amelia raffigurante
la Madonna con Bambino tra Angeli e, in basso, Santa Cristina,
sulla sinistra e Santo Stefano, sulla destra

Sulla parete sinistra é un affresco raffigurante ancora la Madonna con Bambino tra gli Angeli e, un altro affresco dei Santi Michele Arcangelo e Maria Maddalena.

L'abside semicircolare venne affrescata nel 1937 con le rappresentazioni del Beato Giovanni Bufalari, monaco agostiniano nativo di Porchiano, Santa Cristina, San Simeone e la Beata Lucia di Narni.


Abside affrescata nel 1937 con il Beato Giovanni Bufalari,
Santa Cristina, San Simeone e la Beata Lucia da Narni

A dividere la navata centrale dalla navata destra sono tre colonne a sezione circolare, sovrastate da capitelli romanici. La prima colonna é sovrastata da un capitello scolpito a rilievo con un'Aquila che, con le ali aperte, divide due delle facce. In quella sulla sinistra si trovano un sole stilizzato e un animale quadrupede non riconoscibile mentre, in quella sulla destra si trovano, nel registro superiore, due pantere con le fauci spalancate mentre, nell'inferiore, un serpente.


Pilastro della chiesa a fusto liscio con enthasis
a un terzo dell'altezza, tipico rigonfiamento dei
templi dorici, sovrastato da un capitello scolpito


Capitello scolpito con motivi raffiguranti due Pantere che
si sovrappongono tra loro e, al di sotto, un serpente

La seconda colonna é sovrapposta da un capitello decorato con motivi a petali con croci centrali, un animale con una croce che sembra uscirgli dalla bocca e un albero distinto in tre rami. Gli spigoli del capitello recano scolpite due aquile.

La terza colonna presenta un basamento ornato da motivi di un cervo e una pantera.


Capitello scolpito con motivi raffiguranti, sugli spigoli,
due aquile e un animale con una croce che sembra
uscirgli dalla bocca


Colonna dal fusto liscio, in ordine tuscanico,
sovrastata da un semplice capitello, posta su
un basamento realizzato con um blocco di
reimpiego raffigurante motivi di un Cervo
e di una Pantera


Basamento con pietra di spoglio raffigurante
il motivo di un Cervo

Sulla parete destra si apre una cappella neoclassica sovrastata da una volta a botte, ove é custodita una tavola lignea dipinta con l'Assunzione della Vergine, realizzata nel XV secolo, attribuita a Marco del Trittico di Chia e, più recentemente a Cola da Orte, della scuola di Piermatteo d'Amelia.

Al termine della navata é la reliquia di una delle cinque pietre bagnate con il sangue del Miracolo di Bolsena, verificatosi nel 1263.

NB. Le informazioni generali sulla storia e il centro storico di Porchiano del Monte, sono state estrapolate dal post "Castello di Porchiano del Monte - Amelia", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Simeone sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Simeone - Porchiano del Monte", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

sabato 22 novembre 2025

FERENTILLO: CAPITALE DI UN DUCATO DISTINTA IN DUE BORGHI

 STORIA

Ferentillo é un Comune di 1.758 abitanti della Provincia di Terni, in Umbria, all'interno del territorio della Valnerina.

Il borgo si trova all'interno di una profonda gola solcata dal Fiume Nera, corso d'acqua sacro agli Umbri, con le abitazioni che si arrampicano sui costoni rocciosi delle montagne ai lati del fiume.

Le sue origini sono molto antiche, alcune testimonianze lo fanno risalire al II millennio a.C., come testimoniato dai graffiti rinvenuti all'interno della Grotta del Riparo, nelle vicinanze del borgo di Precetto.

Dal X al VI secolo a.C. vi s'insediarono gli Umbri Naharki, antichi abitanti stanziatisi sulle rive del Fiume Nera, chiamato Nahar in lingua Osco - Umbra, che vi edificarono villaggi d'altura, sfruttando l'asperità del terreno per una migliore difesa naturale. Divenne una delle principali rotte di transumanza, in particolare per i greggi che dal Tirreno, si spostavano verso la costa adriatica e viceversa.

Ai Romani si deve la regimentazione delle acque del Nera, che venne reso navigabile.

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente e la successiva Guerra Greco - Gotica, tra Ostrogoti e Bizantini, e la successiva venuta dei Longobardi di Re Alboino nel 628, Ferentillo divenne uno dei principali centro del Ducato di Spoleto sotto il Duca Foroaldo II, che vi eresse l'Abbazia di San Pietro in Valle.

L'abbazia venne fondata, secondo la leggenda, da due monaci basiliani, Lazzaro e Giovanni che, fuggiti dalla Siria, nel VI secolo si stabilirono nei pressi di Ferentillo fondandovi una chiesa, che il Duca Foroaldo II decise poi di trasformare in un'abbazia.

Il complesso religioso venne scelto come luogo di sepoltura di tutti i Duchi di Spoleto, fatto che ne incrementerà molto la potenza nel corso del tempo, portandola a governare su un territorio molto vasto, con l'edificazione di rocche d'avvistamento e castelli. Nel 1303 Bonifacio VIII tolse ai monaci il controllo dell'abbazia, punendoli per aver dato asilo ai cittadini di stirpe catara, già accusati di eresia, che erano fuggiti dalla distruzione di Ferento.

Fu proprio l'ospitalità concessa ai cittadini di Ferento a influenzare il toponimo del borgo da Ferentum - illi, ossia "quelli di Ferento". L'alleanza con gli eretici costò all'abbazia, e a Ferentillo, la remissione del governo di San Pietro in Valle alle dirette dipendenze della Camera Apostolica, che durerà, in maniera più o meno invasiva, fino all'Unità d'Italia.

Nel Medio Evo il borgo fu al centro non solo delle rotte commerciali ma, anche, di quelle di pellegrinaggio religioso legato al culto di San Michele Arcangelo. Venne qui edificato il Santuario di San Michele Arcangelo, oggi in rovina,. che costituiva il centro esatto della Linea di San Michele che, andando dall'Irlanda fino alla Terra Santa, univa tra loro otto importanti santuari del culto micaelico.

Il controllo pontificio su Ferentillo si alleggerì molto a partire dalla fine del XV secolo, quando il borgo venne ceduto in feudo ai membri della famiglia Cybo, d'ispirazione guelfa. Grazie al governo dei Cybo, il borgo conoscerà un lungo periodo di splendore e prosperità.

I Cybo fecero transitare per il borgo la Via della Lana, importante rotta commerciale che, passando proprio per Ferentillo, metteva in comunicazione i mercanti di lana abruzzesi che dalle pendici del Gran Sasso raggiungevano Firenze.

Il sodalizio tra Ferentillo e Firenze raggiunse il suo apice quando nel 1488 Franceschetto Cybo, figlio di Giovan Battista Cybo, sposò Maddalena de' Medici, figlia di Lorenzo de' Medici detto "il Magnifico".

Da questo momento la Famiglia Cybo rivoluzionerà l'aspetto urbanistico di Ferentillo, facendo edificare non solo splendidi palazzi, ma anche le due principali chiese di Santo Stefano e Santa Maria Maggiore, risiedendo nel Palazzo Montholon, poco al di fuori dal centro storico.

Sotto la Signoria dei Cybo, nel 1563 vennero emanati gli Statuti che, nel 1619, porteranno alla nascita del Ducato di Ferentillo, autonomo dallo Stato Pontificio. Il Ducato resistette all'abolizione del feudalesimo imposta nel 1806 da Napoleone Bonaparte, cessando di esistere solo con l'annessione dei territori del Centro Italia al Regno d'Italia nel 1860.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico medievale di Ferentillo é costituito da due borghi distinti, Matterella e Precetto, divisi in due dal Fiume Nera, entità storiche e culturali distinte fra loro, con una propria chiesa e sovrastati da una propria rocca medievale, facendo di Ferentillo uno tra i pochi borghi italiani a possedere due rocche.

Il percorso di visita dovrà quindi seguire due itinerari distinti, visitando prima un borgo, poi l'altro, raggiungibili transitando sopra una passerella sospesa che scavalca il Fiume Nera.

MATTERELLA

La visita può iniziare dal borgo di Matterella, il più antico dei due, nato intorno al 1200.

E' costituito da case in pietra strette tra loro, aggrappate alla parete rocciosa della montagna.

A partire dal XVI secolo le case hanno iniziato a degradare verso valle, conferendogli l'aspetto ammirabile ai giorni nostri.

Borgo di Matterella

1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA

La Collegiata di Santa Maria costituisce la principale chiesa di Matterella e di tutto Ferentillo.

Nata come tempio paleocristiano, venne ampliata per volere di Francesco Cybo a partire dal 1494.

DESCRIZIONE

L'ampliamento del XV secolo trasformò la chiesa in una pianta quadrangolare, orientata verso ovest.

La facciata a salienti, presenta un portale in pietra bianca, recante un'iscrizione latina del 1493, sovrastato da una lunetta affrescata con affresco della Madonna con Bambino tra teste di cherubini del XVI secolo.

Di fianco alla facciata é riposto lo slanciato campanile cuspidato del XV secolo.

Collegiata di Santa Maria


Facciata della chiesa a salienti

L'interno é distinto in tre navate, terminanti con abside a sette lati, ornato da una tavola dipinta del XVI secolo, raffigurante la Madonna con Bambino, rappresentata in modo molto piatto e bidimensionale secondo i canoni della pittura bizantina che riduceva le immagini di Santi a icone.

Interno della collegiata in stile gotico a tre navate e cinque campate

Nelle pareti destra e sinistra si aprono le cappelle laterali, a tutto sesto, aperte in un periodo successivo al 1532. Vi si trovano preziose opere d'arte, come le tavole raffiguranti le Vergini Martiri e Sant'Antonio Abate, realizzate nel 1543 dal pittore Jacopo Siculo.

Campate della chiesa ogivali

Tele raffiguranti entrambi l'Annunciazione


Abside della chiesa a tutto sesto

Particolare é l'affresco delle Prove di Sant'Antonio, ove sono raffigurati una Strega alata e due Diavoli che picchiano il Santo.

Pregevole é il Miracolo di San Tommaso, opera del pittore locale Piermatteo Piergili e altri affreschi, come Santa Lucia, nel pilastro destro e Dio Padre in trono tra gli Angeli sull'arco trionfale, realizzati alla fine del XV secolo dal pittore Orlando Merlini.

Nelle vicinanza dell'ingresso é riposto un fonte battesimale in marmo bianco recante un'iscrizione rituale.

2) ROCCA DELLA MATTERELLA

Il borgo di Matterella é sovrastato dall'omonima rocca, gemella della dirimpettaia rocca di Precetto, posta nelle montagna dirimpettaia dal lato opposto della gola.

Le rocche facevano parte del più ampio sistema di torri d'avvistamento edificate a guardia dell'Abbazia di San Pietro in Valle, tra l'VIII e il XIX secolo, in particolare tra la fine del Regno Longobardo e le invasioni Saracene.

DESCRIZIONE

La rocca si presenta in stato di rudere a causa dell'incuria del tempo e, tutt'ora, il percorso per raggiungerla é accidentato e non ben segnalato.

Ha una pianta triangolare che segue la morfologia della montagna, ancorandosi alla parete rocciosa, con una porzione inferiore e una superiore. La porzione superiore, più fortificata, presenta un corpo a sezione quadrangolare, con spigoli rinforzati da quattro possenti torrioni circolari, dei quali ne rimane solo uno. Il torrione e una porzione della muratura esterna, sono sovrastati dall'originale coronamento a beccatelli aggettanti e terminanti con un possente muro a scarpa.

Il corpo principale racchiude al suo interno il mastio, in parte crollato e bisognoso di un intervento di restauro, anch'esso a sezione quadrangolare, utilizzato come ultima difesa.

Veduta della Rocca della Matterella all'interno della gola


Percorso che raggiunge la rocca


Rocca della Matterella


Bastione circolare della rocca coronato da
beccatelli aggettanti


Mastio quadrangolare della rocca

PRECETTO

Attraversando il Fiume Nera e transitando sopra lo scenografico ponte che lo scavalca, si accede al borgo di Precetto, il meglio conservato tra i due.

Precetto, anch'esso sovrastato dall'omonima rocca medievale, presenta abitazioni più compatte rispetto a Matterella, solcato da strette stradine molto ben tenute, senza alcun punto di convergenza, come una piazza, se non la grande piazza comune del borgo che sorge in pianura, o la piccola piazzetta ove si trova la Chiesa di Santo Stefano, celebre per la sua cripta che ospita il Museo delle Mummie.

Borgo di Precetto


Vicoli di Precetto


Vicoli di Precetto


Vicoli di Precetto

3) CHIESA DI SANTO STEFANO E MUSEO DELLE MUMMIE

La Chiesa di Santo Stefano, proprio all'ingresso del borgo di Precetto, venne edificata nel XVI secolo su commissione della Famiglia Cybo - Malaspina, sui resti di una precedente chiesa altomedievale.

La facciata presenta un portale a tutto sesto innestato su pilastri verticali terminanti con capitelli corinzi, e poggianti su basi di pietra scolpite coin gli Stemmi dei Cybo e del Capitolo Lateranense.


Ordine superiore della Chiesa di Santo Stefano
con al centro il rosone circolare e, sulla sinistra,
il campanile quadrangolare


Ordine inferiore della facciata con portale
sovrastato da un timpano in pietra

L'interno é a navata unica in stile barocco, con pianta quadrangolare terminante con abside semicircolare. Nella parete di fondo si aprono due cappelle, riposte rispettivamente, sia sulla destra, che sulla sinistra.

Interno a tre navate in stile barocco


Volta della chiesa affrescata a motivi geometrici e policromi

La cappella destra conserva un affresco del Presepio, realizzati nel 1559 dal pittore locale Pierino Cesarei.

La cappella alla sinistra dell'abside contiene, invece, l'affresco della Pietà di Gesù, con Gesù sorretto da Dio con Sant'Antonino in adorazione.

Tela dipinta della Pietà di Gesù

L'abside é impreziosita dalla tela dipinta del 1759 di Giuseppe Rosi, raffigurante il Martirio di Santo Stefano. Pregevole é il Fonte Battesimale in pietra, che reca scolpiti gli Stemmi dei Principi Cybo.


Abside semicircolare della chiesa


Catino absidale decorato in stucco policromo


Pala d'altare maggiore dipinta con
il Martirio di Santo Stefano

CRIPTA - MUSEO DELLE MUMMIE

Dall'esterno si può accedere alla cripta, nota a livello nazionale per ospitare il Museo delle Mummie, esposizione di corpi mummificati rinvenuti al suo interno.

La cripta venne realizzata su commissione dei Principi Lorenzo e Franceschietto Cybo. Contiene i resti di una chiesa del XIII secolo, sopra cui venne edificata la nuova chiesa di Santo Stefano che possiamo ammirare. La chiesa antica non venne demolita ma integrata nella nuova struttura.

Dal XVI secolo divenne il luogo di sepoltura degli abitanti di Precetto, data in gestione ai Frati Cappuccini. Gli abitanti vennero sepolti all'interno della cripta fino all'Editto di Saint Cloud, emanato da Napoleone nel 1806 che vietava, per questioni igieniche, la sepoltura dei defunti all'interno delle mura cittadine. L'ultima sepoltura documentata, avvenne il 18 Maggio 1871.

Dopo l'emanazione dell'editto napoleonico, la cripta venne ispezionata e si scoprì che alcuni corpi si erano completamente mummificati. Alcuni corpi conservano sorprendenti dettagli anatomici, come pelle, unghie, denti e capelli.

Accesso alla cripta della Chiesa di Santo Stefano

Le mummie sono conservate all'interno di teche di vetro che le proteggono dall'umidità, ed é possibile girargli intorno per avere una visione a trecentosessanta gradi.

Il processo di mummificazione venne favorito dalla presenza di un suolo ricco di minerali come il Calcio e il Calcare, responsabili della disidratazione dei materiali organici e, in particolare, l'argilla, materiale impermeabile agli agenti atmosferici e patogeni.

I corpi venivano dapprima sepolti all'interno delle mura e, successivamente, trasferiti nell'ossario.

Attualmente vi si conservano ventiquattro mummie di uomini, donne e bambini, anche molto piccoli, oltre ad una sezione che conserva crani superstiti di altre mummie.

Vi sono esposti anche due volatili mummificati.

Interno della cripta di Santo Stefano

Corpi mummificati della Teca 10


Mummie rinvenute con tracce d'indumenti


Teca con resti di teschi di cui non si sono conservati i corpi


Mummie di Sposi con, al centro, il feto di un neonato

Veduta del feto neonatale tra i due sposi


Mummia di adulto rinvenuto in posizione rannicchiata

4) ROCCA DI PRECETTO

Come la Rocca di Matterella, anche la fortezza di Precetto si trova arroccata sulle pendici della retrostante montagna, nota come Monte Sant'Angelo.

La rocca, sempre parte del sistema difensivo della Valnerina a guardia dell'Abbazia di San Pietro in Valle, risale anch'essa al IX secolo, con pianta triangolare delimitata da possenti murature sovrastate da merlature guelfe.

Nel vertice superiore della struttura triangolare si trova il mastio, torre di avvistamento a sezione pentagonale.

NB. Le informazioni sulla storia di Ferentillo sono state estrapolate dal post "LA STORIA", nel portale Internet ufficiale "Visit Ferentillo", nel sito www.visitferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Collegiata di Santa Maria sono state estrapolate dalla voce "Collegiata di Santa Maria", nella sezione "Da Vedere", nel portale ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Rocca della Matterella sono state estrapolate dal post "LA VALLE DEI CASTELLI E DELLE ROCCHE. Le rocche e i castelli simbolo di Ferentillo", nel portale Internet "Visit Ferentillo", in www.visitferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santo Stefano, sono state estrapolate dalla voce "PRECETTO", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.

NB. Le informazioni sul Museo delle Mummie sono state estrapolate dal post "Museo delle Mummie", nel portale Internet ufficiale della "Pro Loco Ferentillo", in www.prolocoferentillo.it.

NB. Le informazioni sulla Rocca di Precetto, sono state estrapolate dal paragrafo "Rocca di Precetto", nel post "Castello di Ferentillo - (TR)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

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