sabato 26 ottobre 2024

LUCIGNANO: CENTRO MEDIEVALE DELLA VAL DI CHIANA A CERCHI CONCENTRICI

 STORIA

Lucignano é un Comune della Provincia di Arezzo di 3.355 abitanti posto ad una quota di 400 m.s.l.m., importante centro della Val di Chiana.

Il colle su cui sorge il centro storico e il territorio chianino, conobbero una fase di incremento demografico durante l'epoca villanoviana ed etrusca, venendo conquistato dai Romani nel I secolo a.C..

Durante la campagna militare romana nell'Etruria, si stabilì sul colle un contingente militare guidato dal Console Lucio Licinio Lucullo. Il contingente diede vita ad un castrum che, in onore del Console, venne ribattezzato come Lucinianum.

Nel Medio Evo Lucignano si trovò ad occupare una posizione strategica, costituendo un crocevia tra Arezzo, Siena e Perugia. Le tre potenti città si contesero a lungo il possesso del feudo che, con la fine del breve periodo in cui godette delle libertà comunali, venne conquistato prima dagli aretini poi, dai perugini.

La dominazione perugina ha lasciato un segno indelebile nella storia del borgo medievale, come é ancora possibile ammirare nello stemma cittadino, raffigurante il grifone perugino.

Con la Battaglia di Campaldino del 1289, che segnò la sconfitta di Arezzo contro Firenze, Lucignano entrò progressivamente nel contado della città di Siena.

L'occupazione senese comportò una rigenerazione urbanistica del centro storico, con la realizzazione della cinta muraria ellittica che tutt'ora lo caratterizza, e della rocca che troneggia al di sopra di un colle nella periferia della città.

Il controllo senese durò fino al 1554, anno in cui la Repubblica di Siena venne assoggettata da quella fiorentina. I Medici, a capo della Signoria fiorentina, vi edificarono una fortezza, rigenerandone l'aspetto urbanistico, pur senza stravolgere la caratteristica forma ellittica del borgo medievale.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico medievale, dalla peculiare forma ellittica, conserva vicoli in pietra e pregevoli tesori artistici di carattere religioso, archeologico e di oreficeria.

Porta San Giovanni

Mura medievali del borgo

Interno del centro storico

Torri a sezione quadrangolare

1) PALAZZO COMUNALE E MUSEO COMUNALE

Il Palazzo Comunale di Lucignano ospita il Museo Comunale, nelle cui sale affrescate é possibile ammirare splendide opere e cimeli di carattere sacro.

Facciata del Palazzo Comunale

Pesi dell'orologio della torre civica

Sala del Consiglio Comunale affrescata nel 1812 da Luigi Ademollo

Gonfalone comunale di Lucignano

Affresco della parete sinistra della Sala del Consiglio

Affreschi raffiguranti donne con vestiti ottocenteschi

Affresco della parete destra della Sala del Consiglio

Particolare dell'affresco raffigurante un Guerriero

Affreschi della parete di fondo della sala

Volta della Sala del Consiglio affrescata

Il principali cimeli qui conservati sono il grande reliquiario di San Francesco, e lo splendido Albero dell'Amore noto anche come Albero d'Oro. L'Albero consiste in un pregevole reliquiario realizzato tra il 1350 e il 1476 da maestranze orafe aretine e senesi.

Trittico ligneo di Bartolo di Fredi raffigurante la Madonna con Bambino tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, realizzato tra il 1380 e il 1390

Sala dell'Albero d'Oro decorata con affreschi

Affreschi nella Sala dell'Albero d'Oro


Reliquiario dell'Albero d'Oro realizzato
da orafi aretini tra il 1350 e il 1476


Ramificazioni dell'Albero d'Oro

Reliquie contenute nell'Albero

Vi é poi la Sala della Cancelleria, un tempo adibita a tribunale locale, ove sono conservate delle lunette affrescate da pittori senesi del Quattrocento che rappresentano personaggi illustri.

Le opere conservate nel museo sono, in prevalenza, di scuola senese, realizzate tra il XIII e il XVII secolo, tra cui opere di oreficeria e arredi sacri.

Croce astile in legno dipinto degli inizi del XVI secolo

Cofanetto in legno e avorio dei secoli XIV e XV

Sono inoltre presenti tavole dipinte di Luca Signorelli, Lippo Vanni e Bartolo di Fredi, oltre ad una Crocifissione realizzata da un ignoto pittore senese del Duecento.

2) COLLEGIATA DI SAN MICHELE ARCANGELO

La Collegiata di San Michele Arcangelo costituisce l'architettura religiosa più importante di Lucignano, all'interno del borgo medievale.

La struttura vene realizzata nel 1500 su progetto dell'Architetto Orazio Porta, le cui intenzioni erano quelle di creare una chiesa dalle grandi dimensioni, seconda solo al Duomo di Arezzo.

DESCRIZIONE

Nonostante il progetto non venne portato a termine, il risultato é assai pregevole, con l'esterno caratterizzato da una facciata distinta in due ordini, uno superiore, l'altro inferiore.

Nell'ordine inferiore si trova l'entrata principale, realizzata dall'Architetto Morozzi, raggiungibile grazie ad una scalinata opera di Andrea Pozzo che, in seguito, ideò anche il progetto del campanile.

Facciata della Collegiata

L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina, caratterizzata da una navata unica interrotta dal transetto. Nell'intersezione tra la navata e il transetto si trova la cupola decorata, poggiante su un tiburio ottagonale.

Pregevole é anche la tela del Gemignani raffigurante il Martirio di Santa Lucia.

Interno romanico a navata unica

Altare del Battesimo con affresco del XVII secolo del Battesimo di Cristo


Altare della Madonna del Rosario
con tela del 1701 di Antonio Franchi di
Lucca detto "il Lucchese", raffigurante
la Madonna


Altare maggiore marmoreo
in stile barocco


Statua marmorea raffigurante
San Pietro Apostolo


Statua marmorea raffigurante
San Paolo Apostolo


Busti reliquiari posti sull'altare maggiore


Cappella neoclassica affrescata
da Luigi Ademollo


Crocifisso ligneo sovrastante
l'altare della cappella


Affresco neoclassico della cappella
raffigurante la Crocifissione

3) CHIESA DI SAN FRANCESCO

Secondo la tradizione la Chiesa di San Francesco venne realizzata nel 1248.

La facciata, in stile romanico, é caratterizzata da una muratura in pietra bigia, materiale che costituisce anche il portale gotico sormontato da un rosone circolare.

Facciata della Chiesa di San Francesco con muratura in pietra bigia


Portale maggiore di pietra in stile gotico


Rosone circolare con cornice in pietra

L'interno in stile gotico, a navata unica, conserva affreschi realizzati da Bartolo di Fredi (1330 - 1410) e da altri artisti senesi tra il XIV e il XV secolo.

Interno a navata unica in stile gotico

Tra gli affreschi si trovano, sulla parete destra, la raffigurazione del Trionfo della Morte.

L'affresco rappresenta il dominio assoluto della morte che, rappresentata con le sembianze di una donna arciere vestita di nero, colpisce chiunque indistintamente. Rilevante é il dettaglio che mentre i giovani sono raffigurati dinanzi alla morte come bersagli prediletti delle sue frecce, gli anziani sono dietro di lei perché già rassegnati al loro destino.

Affresco del Trionfo della Morte

L'altare maggiore é sovrastato dal polittico della Vergine fra Santi, realizzato da Luca di Tommé, pittore nato a Siena nel 1330 e morto dopo dopo 1389. Al centro del polittico é raffigurata la Vergine con ai lati i Santi Patroni di Lucignano, tra i quali  San Giovanni Battista, San Michele Arcangelo, San Pietro Apostolo e Santa Caterina d'Alessandria raffigurata con la ruota del martirio.

Presbiterio con tre absidi voltati a crociera

Nella parete sinistra si trovano affreschi di Taddeo di Bartolo, morto nel 1422.

Nella lunetta in alto é affrescato San Francesco che riceve le stigmate, ambientate nel paesaggio dei vicini Monti della Verna. Al centro é raffigurato Frate Leone che assiste al miracolo.

Affresco della parete sinistra con, nell'ordine superiore, San Francesco che riceve le stigmate, ambientate nel paesaggio dei vicini Monti della Verna

La parete centrale é affrescata con la raffigurazione della Madonna in trono con Bambino tra gli Angeli accompagnata, sulla sinistra, da San Cristoforo che porta sulle spalle Gesù e, sulla destra, da San Giorgio che lotta con il drago.

Affresco della Madonna in trono con Bambino tra gli Angeli

Nella parete inferiore é affrescata l'Adorazione dei Magi. Sempre nella parete sinistra sono riposti gli altari consacrati a Sant'Antonio Abate, San Francesco di Paola e San Bernardino, quest'ultimo eretto nel 1650.

Nella controfacciata si trova il pregevole organo dorato del XVIII secolo.

Interessante é anche la statua policroma della Madonna di Crespignano.

Organo in legno dorato del XVIII secolo

Chiostro della Chiesa di San Francesco

Cisterna quadrangolare al centro del chiostro

4) SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE QUERCE

Al di fuori del borgo medievale si trova la particolare struttura del Santuario di Santa Maria delle Querce, gioiello di arte rinascimentale del XVI secolo.

La chiesa venne consacrata nel 1617 ad opera del Vescovo di Arezzo Antonio de' Ricci mentre, nel 1697, il Pontefice Innocenzo XI riconobbe al luogo di culto il titolo onorifico di Santuario della Toscana.

Secondo Marcantonio Vasari la struttura venne progettata dal suo celeberrimo zio, Giorgio Vasari.

Il Santuario fu di proprietà della Congregazione dei Servi di Maria fino al 1783. Alla sua realizzazione contribuì anche lo scalpellino lucignanese Ippolito Bracci, colui che realizzò in portale centrale nel 1551.

NB. Le informazioni storiche su Lucignano, sono state estrapolate dalla sezione "Cenni Storici", nel portale istituzionale del "Comune di Lucignano. PROVINCIA DI AREZZO", in www.comune.lucignano.ar.it.

NB. Le informazioni riportate sul Museo Comunale e sul Palazzo Comunale di Lucignano, sono state estrapolate dal post "Museo Comunale di Lucignano", nel portale "visittuscany.com", in www.visittuscany.com.

NB. Le informazioni sulla Collegiata di San Michele Arcangelo, sono state estrapolate dal post "Collegiata di San Michele Arcangelo a Lucignano", nella pagina Internet "Paesi On Line", in www.paesionline.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Francesco, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Francesco", nella pagina Internet "Lucignano in Valdichiana", in www.lucignano.com.

NB. Le informazioni sul Santuario di Santa Maria delle Querce, sono state estrapolate dal post "Santuario Le Querce", nella pagina Internet "Lucignano in Valdichiana", in www.lucignano.com.

sabato 19 ottobre 2024

MATELICA: BORGO STORICO DI ENRICO MATTEI

 STORIA

Matelica é un Comune di 9.870 abitanti della Provincia di Macerata, nelle Marche, posto ad un'altitudine di 363 m.s.l.m..

La cittadina vanta origini antichissime, testimoniate dalle numerose scoperte archeologiche rinvenute nl territorio negli ultimi anni. I primi insediamenti umani si diffusero a partire dal Paleolitico mentre, durante il Neolitico, ebbe origine il villaggio di Braccano, scoperto nel 2000.

Con la conquista romana del centro Italia nacque, nel I secolo a.C., l'insediamento di Matilica, che si sviluppò divenendo un fiorente municipium.

Tra il I e il II secolo la città conobbe il suo periodo di massimo splendore. A partire dal III e IV secolo, con le Invasioni Barbariche e l'inizio del Medio Evo, la cittadina romana venne abbandonata.

Con la Guerra Greco Gotica, tra il 545 e il 554, l'Italia venne spartita tra la dominazione bizantina e quella longobarda, sotto cui si ritrovò la cittadina. Matelica venne ricompresa nei territori di dominazione longobarda, in particolare all'interno del Ducato di Spoleto.

Intorno al 1150 conquistò l'autonomia comunale per poi essere distrutta, tra il 1170 e il 1180, dall'esercito di Cristiano, Arcivescovo di Magonza, alle dipendenze dell'Imperatore Federico Barbarossa.

L'autonomia comunale venne riconquistata a partire dal 1210. Infine, a partire dal 1266, Matelica passò sotto il controllo diretto della Camera Apostolica, entrando ufficialmente nello Stato Pontificio.

Alla fine del XIV secolo divenne feudo degli Ottoni, per poi tornare alla Camera Apostolica nel 1578.

Dapprima sviluppatesi grazie agli investimenti sulla produzione della lana, le infrastrutture produttive entrarono in crisi a partire dal ritorno della cittadina allo Stato Pontificio.

Il colpo di grazia definitivo alle industrie della lana lo procurarono dapprima le Guerre Napoleoniche e, più tardi, l'Unificazione Nazionale. L'economia tornò a migliorare solo nel corso del XX secolo, in particolare grazie alla figura di Enrico Mattei, storico fondatore dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), originario proprio della cittadina marchigiana.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante i danni arrecati dal sisma che ha duramente colpito il centro Italia nel 2016, e alcuni edifici monumentali ancora inagibili, é possibile farsi un'idea della bellezza del centro storico di origine medievale, visitando i siti restaurati e ammirabili.

Matelica può essere considerata una delle cittadine monumentali delle Marche che, sebbene le ridotte dimensioni, riesce a fornire al visitatore una buona sintesi di arte, storia e cultura.

Mura medievali

1) PIAZZA ENRICO MATTEI E LA FONTANA OTTAGONALE

La visita al centro storico di Matelica, può avere inizio dalla centrale Piazza Enrico Mattei, cuore pulsante della vita sociale e culturale della cittadina.

Al centro della piazza si trova la Fontana Ottagonale, realizzata in pietra bianca nel 1587, su progetto dell'Architetto Lattanzio Ventura di Urbino, lo stesso che realizzò il progetto della Basilica della Santa Casa di Loreto.

La struttura é caratterizzata da una vasca centrale impreziosita da quattro statue mentre, sui pannelli di pietra, figurano in bassorilievo, gli stemmi di Sisto V e di alcuni cardinali.

Piazza Enrico Mattei

Fontana ottagonale

Mosaico pavimentale di epoca romana

Particolare del mosaico romano con uno Stambecco

2) PALAZZO DEL GOVERNO

La prima menzione scritta del Palazzo del Governo risale al 1271, e ne attesta la realizzazione all'Architetto Benincasa da Firenze, coadiuvato da Bruno da Fabriano.

Il corpo principale del palazzo, dalla lunga facciata quadrangolare, é affiancato dalla torre civica.

La struttura venne più volte rimaneggiata nel corso dei secoli.

Palazzo del Governo

3) LOGGIA DEL MERCATO

La struttura architettonica più appariscente é la Loggia del Mercato che, affacciata direttamente su Piazza Mattei, dona monumentalità al grande salotto cittadino.

Venne realizzata nel 1511 su commissione di Ascanio Ottoni, che incaricò della progettazione gli architetti Costantino e Giovan Battista da Lugano.

Sebbene abbia una massa possente, la struttura non ha uno sviluppo in verticale ed é poco profonda.

Ciò la caratterizza come un semplice elemento decorativo, non strutturale.

Il lato rivolto verso la piazza presenta sette arcate a tutto sesto, sostenute da pilastri poligonali sovrastati da un capitello ionico.

Loggia del Mercato

Interno della loggia

Campanile quadrangolare che sovrasta la loggia

4) PALAZZO OTTONI E LOGGETTA

Dalla parte opposta della piazza rispetto al loggiato si erge il Palazzo Ottoni, attuale sede del Municipio.

Grazie alla presenza di una grande lapide in facciata, si desume che il palazzo sia stato edificato nel 1472. La sua realizzazione venne commissionata da Alessandro e Ranuccio Ottoni.

Nel XVI secolo la struttura venne realizzata con una pianta ad "U". Di tale planimetria originaria non é rimasto nulla, salvo l'ala destra del palazzo.

L'originaria planimetria ad "U" si apriva nel cortile porticato che caratterizza tre lati del palazzo, mentre il quarto é impreziosito dalla loggetta aerea che, scavalcando la Via San Filippo, conduceva ad un'altra proprietà appartenuta alla Famiglia Ottoni.

Loggetta del Palazzo Ottoni

Ordine superiore della Loggetta

L'interno ospita, al piano terra, la Biblioteca Comunale "L. Bigaretti" e l'Archivio Storico Preunitario del Comune di Matelica.

5) PALAZZO COMUNALE

Dinanzi al Palazzo Ottoni si trova il Palazzo Comunale, sede degli uffici del Municipio, acquistato dal Comune dalla Famiglia Scotti di Narni nel 1606.

Nel 1844 il palazzo venne restaurato venne restaurato dall'Architetto Vincenzo Ghinelli.

Palazzo Comunale

Loggiato del palazzo

6) TEATRO COMUNALE G. PIERMARINI

Importante elemento che contraddistingue la vita culturale della cittadina, é il pregevole Teatro Comunale G. Piermarini, voluto a partire dal 1805 su iniziativa di facoltosi cittadini matelicesi, tra i quali Giuseppe Capeci, Carlo Acquacotta, il Marchese Ignazio Buti e Filippo Cameli.

La progettazione venne affidata all'Architetto Giuseppe Piermarini, che aveva da poco realizzato il Teatro alla Scala di Milano.

Nel 1873 il teatro venne completamente restaurato, grazie al contributo dell'Ingegner Petrini, che eseguì un intervento di completa demolizione e ricostruzione della struttura.

Anche l'antica volta venne demolita e ricostruita con quella odierna.

Il nuovo teatro venne inaugurato nel 1812.

DESCRIZIONE

La struttura ricalca quella tipica del teatro all'italiana, con pianta a ferro di cavallo, e tre ordini di palchi che sovrastano la scena.

L'interno presenta una platea perfettamente in linea con l'ingresso che si apre sulla facciata.

Veduta dei palchi del Teatro Piermarini

La sala e la scena vennero dipinte dall'artista Spiridone Mattei. Il pregevole sipario raffigura Cajo Arrio, illustre cittadino matelicese, che incontra la città di Matelica. Il condottiero romano é raffigurato con il capo cinto di alloro e seguito dai suoi soldati, mentre la città di Matelica é rappresentata con l'allegoria di una giovane vestita di bianco, accompagnata nel corteo con palme d'onore.

Il sipario é sovrastato da un timpano triangolare.

Scena del Teatro

La volta presenta un affresco eseguito da Buccoli di Camerino, mentre i palchi sono impreziositi da dorature eseguite da Luigi Carbonari.

Volta affrescata da Buccoli di Camerino

Palchi dorati di Luigi Carbonari

7) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Poco distante dalla Piazza Mattei si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, principale architettura religiosa del centro storico.

Affiancata sulla destra dal Palazzo Vescovile presenta una caratteristica facciata con campanile centrale del 1515, anno in cui la chiesa venne riedificata invertendo l'orientamento originario.

La chiesa e il campanile vennero commissionati dall'Abate Bartolomeo Colonna, che incaricò della realizzazione all'Architetto Giovan Battista da Lugano.

DESCRIZIONE

La struttura presenta una facciata neoclassica rivestita in mattoni, affiancata da un campanile a base quadrangolare con due ordini di bifore sui quattro lati.

Facciata della Cattedrale con campanile centrale

La parte centrale della facciata presenta, nell'ordine superiore, due monofore mentre, nell'ordine inferiore due portali principali a tutto sesto. Nell'ordine superiore si trovano stemmi cardinalizi scolpiti.

Portale a tutto sesto

L'interno presenta una pianta a croce latina, distinta in tre navate interrotte da un transetto al cui incrocio s'innesta la cupola ottagonale, composta da un tamburo ottagonale con copertura a falde composta da otto spicchi.

Interno neoclassico a tre navate

Cupola poggiante su un tamburo ottagonale

Pala dipinta della navata destra

Cappella romanica a tutto sesto

Retablo dorato nella cappella

Abside semicircolare

Coro ligneo della chiesa

Tela dipinta dell'Assunta

Ai lati del presbiterio si aprono due cappelline, una sulla destra e l'altra sulla sinistra, voltate a botte, caratterizzate da una decorazione seicentesca.

La cappella sulla sinistra, consacrata alla Madonna di Loreto, venne progettata dall'Architetto Carlo Cambi tra il 1663 e il 1674. Quella sulla destra, consacrata a San Biagio, riusale al XVII secolo.

In posizione autonoma é la Cappella dal Santissimo Sacramento, restaurata nelle forme odierne nel 1898.

Cappella della Madonna di Loreto

Cappella di San Biagio

8) CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

La Chiesa di San Francesco d'Assisi sorse intorno alla metà del XIII secolo, ma nulla é rimasto dell'originaria costruzione salvo il portale romanico.

Subì profonde modifiche tra il 1653 e il 1719, periodo in cui le finanze dei francescani matelicesi subirono una forte contrazione.

Facciata in restauro della Chiesa di San Francesco

DESCRIZIONE

La chiesa, ristrutturata nel XVIII secolo, venne riedificata al suo interno in stile barocco, che raggiunge il suo massimo splendore nelle cappelle che si aprono sulla destra.

La prima cappella ospita la tavola di Ercole Ramazzani del 1586 raffigurante il Purgatorio.

La quinta cappella della parete destra é impreziosita da un opera del medesimo artista, realizzata nel 1574, raffigurante la Madonna e Cristo. Il dipinto é tripartito in verticale.

La quinta cappella della parete sinistra espone la tela della Madonna in Trono con i Santi Eusebio e Giorgio, dipinta nel 1512, e quella di San Giovannino accovacciato ai piedi della Madonna nell'atto di indicare dei versetti su un libro aperto dinanzi a Sant'Antonio da Padova.

La sesta cappella conserva la tela del 1566 raffigurante l'Adorazione dei Magi, realizzata da Simone e Gianfrancesco da Caldarola. Accanto a questa é riposta la tela del Martirio di Santo Stefano, realizzata nel 1569 da Simone e Gianfrancesco da Caldarola.

Nell'abside si trova la tela della Crocifissione.

9) CHIESA DI SANT'AGOSTINO

La Chiesa di Sant'Agostino é una delle più antiche di Matelica, risalente al XIII secolo. Danneggiata a causa degli eventi sismici del 2016, non é al momento visitabile.

La facciata é caratterizzata da un bellissimo portale in pietra in stile gotico, che si apre nell'ordine inferiore, sovrastato da una loggetta cinquecentesca.

Facciata della Chiesa di Sant'Agostino

Portale maggiore decorato in
stile romanico a tutto sesto


Decorazione dello stipite
sinistro del portale

L'interno, a navata unica presenta una pianta a croce latina, distinta in tre navate interrotte dal transetto, impreziosito da una splendida decorazione in stucco di gusto barocco.

Sulle pareti laterali sui aprono otto cappelle impreziosite da altari.

Di valore sono le tre tele dipinte di Ercole Ramazzani, raffiguranti Noli me Tangere, San Nicola da Tolentino intercede per le anime del Purgatorio e la Madonna con Bambino e Santi.

10) SANTUARIO E MONASTERO DI SANTA MARIA MADDALENA (O DELLA BEATA MATTIA)

All'estremità meridionale del centro storico si trova il Santuario di Santa Maria Maddalena, con annesso monastero che, edificato nel 1225, é noto per accogliere al suo interno le spoglie mortali della Beata Mattia, suora Clarissa che, insieme alle sue consorelle, seguì scrupolosamente la Regola di Chiara d'Assisi.

La chiesa venne riedificata nel 1750, e restaurata più volte nel corso dei secoli. L'ultimo intervento di restauro venne finanziato da Enrico Mattei.

DESCRIZIONE

L'aspetto esterno é caratterizzato dalla presenza di uno slanciato campanile della seconda metà del Quattrocento, utilizzato anche come torre di avvistamento.

Facciata della Chiesa di Santa Maria Maddalena

La struttura presenta tre cortili. Nel terzo cortile si trova un portico scandito da pilastri a sezione quadrangolare con copertura a spiovente.

L'interno della chiesa, in stile barocco, custodisce splendide opere d'arte, tra le quali una Croce dipinta trecentesca, con figura crocifissa allungata con il busto in leggera torsione, affiancata dalla Madonna e da San Giovanni Battista. L'opera risale al XIII secolo.

Sono inoltre presenti le tele della Madonna con Bambino del Duecento, ed un'altra Madonna con Bambino di incerta datazione.

Interno barocco a navata unica

Tela raffigurante l'Assunzione


Volta decorata della chiesa

Altare maggiore

Corpo della Beata Mattia

Convento di clausura retrostante la chiesa

NB. Le informazioni storiche su Matelica, sono state estrapolate dal post "Storia del Comune", nel portale ufficiale della "Città di Matelica. Città di Enrico Mattei, del Verdicchio e del Miele", in www.comune.matelica.mc.it.

NB. Le informazioni sui monumenti architettonici del centro storico di Matelica, tra cui la Piazza Mattei e la fontana ottagonale, il Palazzo Ottoni con la Loggetta, il Palazzo Comunale e il Teatro Piermarini, sono state estrapolate dal post "Itinerario Architettonico", nel portale ufficiale della "Città di Matelica. Città di Enrico Mattei, del Verdicchio e del Miele", in www.comune.matelica.mc.it.

NB. Le informazioni sui monumenti religiosi del centro storico di Matelica, come la Chiesa di Sant'Agostino, il Santuario e Monastero di Santa Maria Maddalena o della Beata Mattia, la Chiesa e Convento di San Francesco d'Assisi e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Itinerario Religioso", nel portale ufficiale della "Città di Matelica. Città di Enrico Mattei, del Verdicchio e del Miele", in www.comune.matelica.mc.it.

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