martedì 9 settembre 2025

ORVIETO: CITTA' D'ARTE SULLO SPERONE DI TUFO

 STORIA

Orvieto é un Comune di 20.000 abitanti della Provincia di Terni, posto al di sopra di una rupe tufacea a 325 m.s.l.m..

I primi insediamenti risalgono all’Età del Bronzo (III – II millennio a.C.) e all’Età del Ferro (II – I millennio a.C.).

Al X secolo a.C. si fa risalire la colonizzazione etrusca. Gli Etruschi fondarono la città col nome di Velzna, facendone una delle dodici potenti città stato, perciò appartenenti alla dodecapoli, dotate di Lucumone. Nel III secolo a.C. venne conquistata dai Romani e ribattezzata Volsinii nel 264 a.C..

I Romani distrussero la città deportandone gli abitanti sulle sponde del Lago di Bolsena, dove fondarono la città di Volsini Novi, l’odierna Bolsena.

Con la fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, la città divenne avamposto ostrogoto mentre, con la Guerra Greco – Gotica, dal 545 al 553, venne conquistata dai Bizantini del Generale Belisario. Nel 628 passò sotto il dominio longobardo, ricompresa nel Ducato di Spoleto, fino al 774.

Nel 1157 divenne Libero Comune mentre, nel 1264 si verificò l’evento del Miracolo di Bolsena, e la conseguente istituzione della festa del Corpus Domini. Nel XII secolo si scontrò con Todi, Siena, Viterbo e Perugia, contando sull’alleanza con Firenze, allargando il proprio contado fino a Orbetello.

Le lotte tra la fazione guelfa dei Monaldeschi e quella ghibellina dei Filippeschi, non videro prevalere alcuna delle due parti e, nel 1354, il Pontefice la riportò sotto il controllo diretto della Camera Apostolica, a seguito della conquista del Cardinale Egidio Albornoz.

Con la morte di Albornoz passò sotto varie Signorie, come quella di Braccio da Montone, per tornare definitivamente alla Camera Apostolica nel 1450.

Durante il Sacco di Roma del 1527 da parte dei Lanzichenecchi di Carlo V, il Pontefice Clemente VII de’ Medici, si rifugiò a Orvieto, dove fece realizzare il Pozzo di San Patrizio.

La città entrò nel Regno d’Italia nel 1860, anno in cui le truppe del Generale Luigi Masi costrinsero alla resa quelle pontificie. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne occupata dai tedeschi del Generale Kesselring, venendo liberata il 14 Giugno 1944.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La visita di Orvieto non può prescindere dalla conoscenza del suo stesso territorio.

Nonostante il centro storico sia pieno di opere d'arte, grande importanza per la sua storia rivestono anche i reperti antichi ammirabili nei dintorni, in particolare nelle necropoli etrusche del Crocifisso del Tufo e della Cannicella.

Per il resto la città presenta splendide architetture di carattere sia religioso che civile, che non si riferiscono solo al Duomo o al Pozzo di San Patrizio, ma abbracciano tutta la storia della cittadina, fatta di vicende e conflitti tra le varie fazioni che l'hanno governata, ognuna delle quali ha lasciato traccia del proprio passaggio.

SITI ARCHEOLOGICI

Tra i siti archeologici del territorio orvietano, grande rilevanza hanno il Tempio del Belvedere, la Necropoli del Crocifisso del Tufo e la Necropoli della Cannicella.

1) TEMPIO DEL BELVEDERE

Il Tempio del Belvedere costituisce uno dei pochi esempi di tempio etrusco ben conservato, nelle vicinanze del Pozzo di San Patrizio. La sua realizzazione si fa risalire al V secolo a.C., e venne utilizzato fino al III secolo a.C.. Venne scoperto casualmente nel 1828.

DESCRIZIONE

L'edificio di culto si é conservato solo nel basamento, realizzato, come il resto della struttura, in conci squadrati di tufo.

L'alzato non si é conservato a causa dei materiali deperibili con cui venne realizzato, raggiungibile grazie a tre gradini, anch'essi in tufo, con materiali di reimpiego.

Salita la scala, si accede a quello che doveva essere l'interno della struttura.

La pianta del tempio, presenta un due ambienti distinti, uno anteriore, l'altro posteriore.

Varcato l'accesso si entrava nell'ambiente anteriore, costituito da una camera rettangolare mentre, la zona retrostante, é distinta in tre celle ripartite da muri

Alle spalle del tempio era un ambiente sotterraneo, utilizzato per la celebrazione dei rituali o come luogo di conservazione dell’acqua consacrata.


Basamento del Tempio del Belvedere


Camera anteriore del tempio tetrastilo


Camera posteriore del tempio


Breve scala di reimpiego che consente
di raggiungere l'interno


Muratura del tempio in conci
di tufo squadrati

2) NECROPOLI DEL CROCIFISSO DEL TUFO

Principale testimonianza della civiltà etrusca nella città, è situata ai piedi della rupe. Raggiunse la massima estensione tra il VI e il V secolo a.C..

DESCRIZIONE

Le tombe hanno forma a dado, con una camera a pianta rettangolare. Le tombe a camera della necropoli sono oltre duecento, connesse tra loro da una rete viaria composta da strade ortogonali.

Le tecniche di sepoltura utilizzate erano la cremazione e l’inumazione, e si veniva seppelliti con un ricco corredo. Sono stati rinvenuto vasi attici d’importazione, realizzati con ceramica a figure nere e rosse, segno di una fervida attività economica e, in particolare, commerciale.

L’interno delle tombe presenta banchine dove appoggiare i corpi dei defunti. Nello spazio erano disposti i corredi funerari. La presenza di chiodi alle pareti suggerisce che alcuni corredi venivano appesi. La copertura delle tombe era costituita da pseudo volte a falde inclinate, resistenti grazie al sovrastante terreno. Le porte erano chiuse da blocchi di tufo.

3) NECROPOLI DI CANNICELLA

Situata nel versante meridionale della rupe, rinvenuta tra il XIX e il XX secolo, presenta sepolture che vanno dal VII secolo a.C. al 264 a.C., anno della conquista romana.

Nel 1884 è stato identificato un santuario con una fossa dove vennero accumulati i resti animali e i cimeli dopo la distruzione del santuario. Sono state rinvenute sculture a tutto tondo, come la Venere di Cannicella e terrecotte architettoniche, come l’acroterio del Matricidio di Oreste del 480 a.C., conservato al Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.

VENERE DI CANNICELLA: Statua votiva di ottanta centimetri di altezza, raffigurante una donna nuda in posizione eretta con braccio sinistro steso sul fianco, andato perduto e braccio destro senza mano, rivolto al ventre. La statua è realizzata in marmo pario del VI secolo a.C..

CENTRO STORICO

4) PALAZZO BRACCI – TESTASECCA

Situato in Piazza del Popolo, venne terminato da Virginio Vespignani nel 1875 in stile neo rinascimentale.

DESCRIZIONE

Presenta una facciata barocca con finestre trifore a tutto sesto in stile rinascimentale. Venne ampliato nel 1875 dal Conte Bracci – Testasecca.

Il palazzo è composto da tre piani: al primo piano si trova la Stanza del Re, con accanto lo Studio del Conte, che dà sul balcone da dove si affacciava il Re Vittorio Emanuele II. Oggi ospita un albergo.

5) PALAZZO DEL POPOLO

Centro delle istituzioni comunali, risale al Medio Evo, rinnovato completamente nel XIX secolo.

Nei sotterranei sono stati rinvenuti resti archeologici etruschi.


Palazzo del Popolo

6) POZZO DI SAN PATRIZIO

Il Pozzo di San Patrizio è una storica infrastruttura commissionata dal Pontefice Clemente VII de’ Medici durante il Sacco di Roma del 1527, per rifornire di acqua la città in cui si era ritirato.

Venne realizzato tra il 1527 e il 1537 su progetto di Antonio da Sangallo “il Giovane”, al fine di tutelarsi in caso di assedio, e concluso durante il pontificato di Paolo III Farnese, durato dal 1534 al 1549.

DESCRIZIONE

Il pozzo è costituito da due rampe elicoidali a senso unico che consentivano, rispettivamente l’una, la discesa con i muli, l’altra la risalita, senza ostacolarsi.

Ha una profondità di 54 metri, scavato nel tufo, a sezione cilindrica dal diametro pari a 13 metri.

Le rampe sono costituite da un totale di 248 scalini e, sulle murature, si aprono 72 finestroni.

Sul fondo si trova un ponte, che fa da collegamento tra le due rampe, passando sopra il livello dell’acqua, mantenuto costante grazie alla presenza di una sorgente e di un emissario, entrambi naturali.

La struttura in superficie è ornata con in gigli farnesiani. Ha due ingressi, opposti fra loro, uno di entrata, l’altro di uscita.


Pozzo di San Patrizio


Interno del pozzo, scavato nella roccia tufacea.
Raggiunge una profondità di 54 m e, sulle pareti si
aprono settantadue finestroni che
danno luce all'interno


Rampa di scale ricavata per la discesa


Rampa di scale ricavata per la risalita


Finestroni a tutto sesto che si aprono alle pareti


Finestrone che consente di dare luce al pozzo.
Tutti in finestroni sono dotati di un basso
 parapetto tufaceo


Fondo del pozzo con livello dell'acqua costante
sovrastato dalla passerella che consente di passare
dalla rampa di discesa alla rampa di risalita


Sfiato al livello dell'acqua ove passa l'emissario
naturale che consente di far rimanere costante
il livello dell'acqua


Imbocco superiore del pozzo visto dalla passerella

7) FORTEZZA ALBORNOZ

La Fortezza Albornoz venne edificata nel XIV secolo al limite orientale della rupe, su progetto di Ugolino da Montemarite, su commissione del Cardinale Egidio Albornoz.

Edificata una prima volta nel 1364, presentava una struttura quadrangolare con bastioni e ponti levatoi, di cui rimane solo la porzione comprendente la torre sovrastante Porta Soliana.

La sua realizzazione segnò la fine delle libertà comunali e l’annessione di Orvieto allo Stato Pontificio, con la demolizione del quartiere popolare di San Martino. Nel 1389 venne danneggiata da Luca I Monaldeschi della Cervara, per essere nuovamente distrutta nel 1414 da Ladislao I di Napoli.

Con l’assoggettamento allo Stato Pontificio venne riedificata nel 1450 da Bernardo Rossellino.

La sua edificazione venne portata a termine nel 1620 dal Pontefice Urbano VIII. Nel 1841 perse la sua funzione militare, venendo donata in enfiteusi al privato Francesco Ricchi, che vi realizzò un Giardino all’Italiana. Nel 1882 vi si svolsero i funerali di Giuseppe Garibaldi, e oggi è sede dei giardini comunali.

Porta d'ingresso alla Fortezza di Albornoz


torre di accesso con i bolsoni che
contenevano le catene del pone
levatoio

Camminamento della fortezza con torrione circolare


Rivellino della fortezza completamente
camminabile


Giardino interno realizzato nel XIX secolo

8) CHIESA DI SAN GIOVENALE

La Chiesa di San Giovenale, situata all’estremità del masso tufaceo, risale all’XI secolo, consacrata al Patrono di Orvieto. Terminata nel 1004, venne edificata sui resti di una chiesa paleocristiana, a sua volta edificata sulle fondazioni appartenenti ad un tempio etrusco.

DESCRIZIONE

Edificata in stile romanico, con riutilizzo di manufatti longobardi, venne poi modificata in stile gotico. Presenta una facciata a capanna in conci tufacei squadrati e portale a tutto sesto. Sulla sinistra s’innalza la torre campanaria mentre, sulla destra, il portale con busto di San Giovenale del 1497.


Facciata della Chiesa di San Giovenale
con muratura a conci di tufo

L’interno presenta una pianta basilicale a croce latina, distinto in tre navate, con pareti decorate da affreschi del XII secolo. L’altare maggiore venne realizzato nel 1170 in stile bizantino, come recitato da un’iscrizione latina.

L’opera più rilevante conservata nella chiesa è la tela dipinta del XV secolo, raffigurante la Madonna del Soccorso.


Interno della chiesa in sile romanico distinta in tre navate


Affresco su un pilastro rotondo raffigurante la Crocifissione


Controfacciata della chiesa con affreschi. Sulla sinistra é la Crocifissione, sulla destra l'Albero della Vita


Abside della chiesa voltato a sesto acuto

Altare maggiore in marmo del 1170 con trama a rilievo di cerchi e rombi intrecciati fra loro


Affresco raffigurante il Calendario dell’Apocalisse

9) CHIESA DI SANT'ANDREA

La Chiesa di Sant'Andrea é considerato il più antico edificio religioso della cittadina.

Edificata in stile romanico, ha subito vari mutamenti nel corso dei secoli, tra cui anche radicali cambiamenti nell'aspetto architettonico.

Nella chiesa si sono tenute le nomine di un Pontefice e due Cardinali, tra cui il Pontefice Martino IV e i Cardinali Orsini e Caetani, divenuti poi Pontefici con il nome di Niccolò IV e Bonifacio VIII.

DESCRIZIONE

Presenta una facciata a salienti con copertura a capanna, cui si appoggia, sulla destra una massiccia torre campanaria a sezione dodecagonale e, al di sotto di esse, un elegante loggiato.

L'interno é in stile gotico distinto in tre navate. Degni di nota sono un pulpito medievale ornato da mosaici cosmateschi, un'edicola sepolcrale del XIV secolo, alcuni affreschi del Trecento, una tela di Cesare Nebbia raffigurante l'Annunciazione e una tela dipinta nel 1895 da Alessandro Franchi raffigurante la Sacra Famiglia,

Nei sotterranei sono stati rinvenuti reperti di epoca villanoviana, etrusca e romana.

Chiesa di Sant'Andrea


Facciata della chiesa con copertura a capanna


Campanile a sezione dodecagonale con loggiato

10) DUOMO DI ORVIETO – CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Il Duomo di Orvieto venne edificato a partire dal 1290 su commissione del Pontefice Niccolò IV.

Il cantiere venne dapprima diretto da Fra Bevignate, per poi passare a Giovanni di Uguccione e, nei primi anni del Trecento, a Lorenzo Maitani, che provvide alla progettazione della facciata e del transetto.

La Cappella del Corporale venne terminata nel 1356. La Cappella di San Brizio venne edificata nel 1444, ultimata di affrescare da Luca Signorelli nel 1504.

La facciata venne completata nel 1500 da Ippolito Scalza con tre delle quattro guglie. Con la Controriforma la chiesa venne abbellita con stucchi e dorature di Girolamo Muziano, poi rimosse tra il 1887 e il 1888.

Nel XVIII secolo i mosaici della facciata vennero sostituiti da copie.

FACCIATA

La facciata è conforme al progetto di Lorenzo Maitani del 1310, noto come Progetto Tricuspidale, poi realizzato. Nell’ordine inferiore si trovano quattro piedritti ornati da bassorilievi scultori, ove sono rappresentate le scene di: la Creazione, nel primo pilastro, Antico Testamento nel secondo, Nuovo Testamento nel terzo e Giudizio Universale nell’ultimo.

Tra i piedritti istoriati si aprono tre porte bronzee di Emilio Greco, installate nel 1970.

L’ordine superiore è composto da sei guglie, due pinnacoli e un rosone.

Le guglie sono ornate da mosaici, copie degli originali, raffiguranti gli Episodi della vita della Vergine, tra cui, partendo da sinistra: Battesimo di Cristo, Assunzione di Maria e Natività di Maria, nelle guglie al di sopra dei portali dell’ordine inferiore; Annunciazione, Apostoli in estasi per l’Assunzione di Maria e Gioacchino e Anna, negli spicchi ai lati delle guglie dell’ordine inferiore e, infine, lo Sposalizio della Vergine, l’Incoronazione della Vergine e la Presentazione di Maria al Tempio, nelle cuspidi superiori.

Facciata della Cattedrale di Orvieto

Rosone posto all'interno di una cornice quadrata contenente settantadue statue di Profeti


Guglie del Duomo di Orvieto ornate con copie dei mosaici raffiguranti le scene della vita della Vergine Maria


Primo pilastro sulla sinistra raffigurante le Storie della Creazione


Secondo pilastro sulla sinistra raffigurante l'Antico Testamento


Secondo pilastro sulla destra raffigurante il Nuovo Testamento


Primo pilastro sulla destra raffigurante il Giudizio Universale


Mosaici del Battesimo di Cristo e Annunciazione,
sopra il portale e, nella cuspide superiore,
lo Sposalizio della Vergine


Mosaici della Natività di Maria e
Gioacchino e Anna mentre, nella
cuspide superiore, la Presentazione
di Maria al Tempio


Guglie della porzione centrale della facciata con mosaici
raffiguranti l'Assunzione, con intorno gli Apostoli in Estasi
per l’Assunzione e, nella guglia superiore,
l’Incoronazione della Vergine

INTERNO

L’interno è in stile gotico distinto in tre navate da due file di colonne e pilastri, realizzati a strisce orizzontali bicromate di basalto e travertino.  L’organo in controfacciata è del 1584 in legno intagliato, dorato e dipinto.

L’altare maggiore è impreziosito dal coro ligneo del XX secolo intagliato e intarsiato, riproduzione dell’originale del XIV secolo di Giovanni Ammannati da Siena. Le vetrate delle navate sono del XIX secolo. Quella della tribuna è distinta in quarantaquattro riquadri con le Scene della Vergine.


Interno del duomo in stile gotico, distinto in tre navate (Su concessione dell'Opera del Duomo)


Pilastri a sezione circolare con l'impiego di strisce bicromate di basalto e travertino (su concessione dell'Opera del Duomo)


Controfacciata del duomo (su concessione dell'Opera del Duomo)

ABSIDE

L’abside è ornato da affreschi raffiguranti le Scene della vita di Maria.

La narrazione è distinta in vari capitoli: alle pareti sono gli Episodi della vita della Vergine mentre, sulla volta, l’Incoronazione della Vergine. Le scene che compongono il ciclo, sono quelle dell'Annunciazione, sulla parete sinistra, della Visitazione, sulla parete destra e dell'Assunzione, nella volta.

Gli affreschi absidali sono stati realizzati nel Trecento da Ugolino di Prete Ilario, restaurati nel Quattrocento da Pastura, Pinturicchio e Gianbologna.


Abside affrescato nel Trecento da Ugolino da Prete Ilario,
e integrato nel Quattrocento con affreschi di Pastura, Pinturicchio
e Giambologna, raffigurante le Scene della vita della Vergine
(su concessione dell'Opera del Duomo)


Affreschi della parete sinistra dell'abside con le Scene dell'Annunciazione (su concessione dell'Opera del Duomo)


Affreschi della parete destra dell'abside con le Scene della Visitazione (su concessione dell'Opera del Duomo)


Affreschi sulla volta del presbiterio con Incoronazione e Assunzione di Maria (su concessione dell'Opera del Duomo)

CAPPELLA DEL SACRO CORPORALE

Realizzata nel XIV secolo per commemorare il Miracolo di Bolsena del 1263, custodendone la reliquia del Sacro Lino.

Venne affrescata da Ugolino di Prete Ilario, così come l’abside, aiutato da collaboratori.


Cappella del Sacro Corporale affrescata da Ugolino da Prete Ilario (su concessione dell'Opera del Duomo)

Il ciclo di affreschi rappresenta scene distinte a seconda delle pareti decorate:

Nell'archivolto d'ingresso é affrescata l'Ultima Cena

La parete destra della cappella é affrescata con Scene del Miracolo di Bolsena, con la tavola dipinta della Madonna dei Raccomandati realizzata da Filippo Memmi nel XIV secolo mentre, nella parete sinistra sono raffigurati gli Episodi miracolosi dell'Eucaristia.

La volta é distinta in otto vele, affrescata da Giambologna con stelle su sfondo azzurro.

VELE: Vi sono raffigurate profezie e simboli eucaristici

LUNETTE: Al di sotto delle vele si trovano le otto lunette affrescate con coppie di angeli e stemmi dell’Opera del Duomo

ALTARE MAGGIORE: Tabernacolo in marmo bianco e rosso decorato a mosaico, realizzato nel XIV secolo da Andrea di Cione detto “l’Orcagna”.


Altare maggiore della Cappella con il prezioso tabernacolo in marmo bianco e rosso dell'Orcagna, che custodisce il Sacro Lino del Miracolo di Bolsena (su concessione dell'Opera del Duomo)

CAPPELLA DI SAN BRIZIO

Principale capolavoro del duomo, venne affrescata dal Beato Angelico nel 1447, per poi essere completata da Luca Signorelli tra il 1499 e il 1504.

La struttura architettonica della cappella venne completata nel 1444.


Cappella di San Brizio (su concessione dell'Opera del Duomo)

Nel Giugno 1447 il Beato Angelico venne incaricato di affrescare il Giudizio Universale alle pareti e sulla volta, ma non portò a termine il lavoro.

Sulla volta affrescò le due vele, con le scene di Cristo giudice su un trono di nuvole circondato da Santi, nella seconda, e i Profeti, nella prima.

Nel 1499 il pittore Luca Signorelli venne incaricato di affrescare le pareti laterali della cappella.

Affrescò le Storie della predica dell’Anticristo sulla parete sinistra, la Fine del Mondo sulla parete destra e il Giudizio Universale, sulla parete di fondo.


Parete destra affrescata da Luca Signorelli con la Fine del Mondo (su concessione dell'Opera del Duomo)


Parete sinistra affrescata da Luca Signorelli con le Storie della Predica dell'Anticristo (su concessione dell'Opera del Duomo)


Vele affrescate dal Beato Angelico con, nella prima, i Profeti e, nella seconda, Cristo Giudice su un trono di nuvole circondato da Santi (su concessione dell'Opera del Duomo)

11) MUSEO DELL'OPERA DEL DUOMO DI ORVIETO

Il Museo dell'Opera del Duomo di Orvieto é ubicato nel Palazzo Soliano, adiacente all'Opera del Duomo.

Vi si trovano esposti vari elementi decorativi appartenuti al duomo, documenti e cartigli relativi alle differenti fasi di costruzione, pale d'altare, quadri e statue, rimossi nel XIX secolo in occasione dell'intervemto di restauro generale del duomo.


Sala espositiva ove é allestito il Museo dell'Opera del Duomo (su concessione dell'Opera del Duomo)

Pluteo di paliotto della metà del IX secolo, in marmo con rilievi di una rete di quindici cerchi annodati fra loro, disposti su tre file sovrapposte. Al loro interno vi sono tutti motivi geometrici, tranne due motivi non geometrici, che raffigurano l'una, un Volatile che becca un grappolo d'uva, l'altra un Grappolo d'uva isolato (su concessione dell'Opera del Duomo)


Rilievo marmoreo dell'VIII - IX secolo in marmi policromi (sun concessione dell'Opera del Duomo)


Quarantanove conci di marmo dipinti del XIII secolo appartenenti alla muratura di Palazzo Soliano (su concessione dell'Opera del Duomo)


Affresco staccato dell'Adorazione dei Magi del XIV secolo (su concessione dell'Opera del Duomo)


Fondazioni sotterranee del duomo (su concessione dell'Opera del Duomo)


Fregi e marmi appartenenti alla decorazione del duomo (su concessione dell'Opera del Duomo)

12) MUSEO DIOCESANO

Il percorso espositivo segue il filo conduttore temporale, ripercorso attraverso le collezioni artistiche che sono state donate all'Opera del Duomo nel corso dei secoli.

La ricca collezione di opere d'arte conservate nel museo, copre otto secoli di produzione artistica religiosa.


Tavola dipinta di Simone Martini nel triennio
1322 - 1324, raffigurante la Madonna con
Bambino e Angeli, porzione centrale di un polittico


Reliquiario del cranio di San Savino, realizzato tra il 1340 e il 1345,
in rame fuso, sbalzato, cesellato, bulinato e dorato,
con l'impiego di smalti traslucidi


Sulla sinistra, Calice del XV secolo in rame cesellato,
inciso e dorato, con smalti traslucidi su argento.
A destra Turibolo architettonico del biennio 1574 - 1575
in argento sbalzato, traforato e dorato, con l'impiego di smalti

13) MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

Dalla parte opposta rispetto al Museo Diocesano, si trova il Museo Civico Archeologico, che conserva i manufatti rinvenuti nelle necropoli del territorio.

Proprio all'inizio del percorso espositivo si trova la Venere di Cannicella, principale manufatto di epoca etrusca rinvenuto nella Necropoli di Cannicella.

Pregevole é anche la collezione di fregi affrescati e antefisse appartenenti alla struttura del Tempio del Belvedere, oltre a vasi e ceramiche dipinti, sia di produzione autoctona, che d'importazione.

Antefisse del Tempio del Belvedere. Sulla sinistra antefissa a forma di Testa di Gorgone mentre, sulla destra, antefissa leonina proveniente dalla Necropoli del Crocifisso del Tufo


Sarcofago a rilievi del IV secolo a.C. dalla Necropoli di Torre San Severo


Pietra di epoca romana riutilizzata dal Comune di Orvieto nel 1209 per incidere il testo dello Statuto

Tra i materiali importati vi sono vasi attici a figure nere e vasi attici a figure rosse.

Splendidi sono i vasi attici a figure nere realizzati da Exekias, principale realizzatore di ceramiche appartenenti a tela tipologia.

Vaso a figure nere del VI secolo a.C. (550 a.C. - 540 a.C.), raffigurante la Preparazione della quadriga per la partenza dell'eroe


Anfora d'importazione attica, realizzata dal vasaio Exekias,
realizzato tra il 550 a.C. e il 540 a.C., raffigurante
l'Apoteosi di Eracle sul carro, contornato dagli dei dell'Olimpo


Calici in bucchero del VI secolo a.C.

VENERE DI CANNICELLA: Il principale manufatto del museo é la Venere di Cannicella, una statua alta 80 cm, raffigurante una donna nuda in piedi, con il braccio destro rivolto verso il ventre, senza la mano e, il braccio destro, del tutto mancante. I capelli, portati lunghi e sciolti, ricadono prima, ai lati della testa e, poi, dietro le spalle.

La statua risale al VI secolo a.C., ed é una copia romana in marmo pario di un originale etrusco in bronzo.

Venere di Cannicella

Una delle sale contiene gli oggetti recuperati durante gli scavi effettuati alla Necropoli Etrusca di Porano.

Nella Sala delle Tombe Affrescate sono conservate alcune tombe etrusche intatte, tra cui la Tomba Golini di Porano, che sono stati distaccati per conservarne l'integrità. Rappresentano episodi della vita quotidiana della popolazione Etrusca.

COLLEZIONE FAINAAl secondo piano del museo, sono conservati i reperti parte della Collezione Faina, ordinati tramite un criterio cronologico e tipologico.

Tra i manufatti esposti si trovano materiali preistorici, come punte di frecce, chopper e amigdale, buccheri, bronzi etruschi, ceramiche attiche d'importazione a figure nere e a figure rosse.

Splendida é la collezione numismatica, che raccoglie una ricca quantità di monete rinvenute nelle necropoli, alcune delle quali lavorate con rilievi.

Sala ove é esposta la Collezione Numismatica

Varietà di monete storiche

NB. Le informazioni storiche sulla città di Orvieto, sono state estrapolate dal post "Cenni storici di Orvieto"nel portale Internet "ORVIETOVIVA", inn www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Tempio del Belvedere, sono state estrapolate nel post "Tempio del Belvedere", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", inn www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni sulla Necropoli del Crocifisso del Tufo, sono state estrapolate nel post "Necropoli etrusca Crocifisso del tufo di Orvieto", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni sulla Necropoli di Cannicella, sono state estrapolate nel post "Santuario e Necropoli etrusca della Cannicella", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni sul Palazzo Bracci - Testasecca, sono state estrapolate nel post "Palazzo Bracci - Testasecca", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB, Le informazioni sul Palazzo del Popolo, sono state estrapolate dal post "Palazzo del Popolo", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB, Le informazioni sul Pozzo di San Patrizio, sono state estrapolate dal post "Pozzo di San Patrizio", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni sulla Fortezza Albornoz sono state estrapolate nel post "Fortezza Albornoz", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di San Giovenale, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Giovenale", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva,com.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Chiesa di Sant'Andrea, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Sant'Andrea", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cattedrale di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dalla pagina Internet "OPERA DEL DUOMO DI ORVIETO", in www.duomoiorvieto.it.

NB. Le informazioni sul Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, sono state estrapolate dal post "Museo Archeologico Nazionale di Orvieto", nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

NB. Le informazioni sul Museo Civico Archeologico e la Collezione Faina, sono state estrapolate dal post "Musei Archeologici Civici e Faina" nel portale Internet "ORVIETOVIVA", in www.orvietoviva.com.

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