martedì 28 aprile 2026

SITO ARCHEOLOGICO DI EPIDAURO (GRECIA): INSEDIAMENTO DEL TEATRO MEGLIO CONSERVATO DELLA GRECIA CLASSICA

 STORIA

Epidauro è un'antica città greca, situata nel Peloponneso, che prende il nome dalla figura mitologica di Epidauro, figlio del dio Apollo, divinità delle arti e della musica.

La frequentazione del sito è attestata già a partire dal VI secolo a.C. per la frequentazione del santuario dedicato al dio Esculapio, divinità greca della medicina.

Nel Santuario di Asclepio, dedicato proprio al dio della medicina, i fedeli ammalati venivano ricevuti da un sacerdote per avere i responsi del dio, in una camera nota come Enkoimateria.

Nel III secolo a.C. il Santuario venne ampliato, prosperando anche durante l'Ellenismo.

Durante la conquista romana della Grecia dell'87 a.C., la città venne saccheggiata dalle truppe di Silla e, nel II secolo, rinaque grazie anche al ripopolamento romano.

Il sito venne distrutto dall'invasione dei Goti del 395 e, nel V secolo, il Santuario di Asclepio venne convertito in centro cristiano per le guarigioni.

Nel 1988 il sito di Epidauro è stato nominato dall'UNESCO come sito Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

SITO ARCHEOLOGICO

Il sito si trova all'interno di un vasto parco, con sentieri suggestivi che si snodano tra le rovine antiche, ben conservate.

SANTUARIO DI ESCULAPIO

Il Santuario di Esculapio venne edificato in età ellenistica, dedicato al dio della medicina, ove si recavano i fedeli durante i giorni festivi dedicati al dio, noti come Asclepiei.

Il Santuario è costituito da più monumenti distinti. Il primo ambiente è l'Abaton, edificio dedicato alla guarigione, posto all'interno di una zona sacra, insieme ad altri edifici sacri.

Il Kathagogion era invece il luogo ove venivano ospitati i pellegrini che si recavano al Santuario per ricevere una cura alla propria malattia.

Parte del complesso è il Tempio di Asclepio, edificato nel 375 a.C.. Il tempio, in stile dorico, è periptero ed esastilo, con colonne in tufo e marmo, con sei colonne su lato corto e undici su quello lungo.

TEATRO

Il monumento più imponente all'interno del sito è il Teatro, realizzato nel 330 a.C. su progetto di Policleto il Giovane.

Realizzato sulle pendici occidentali del Monte Kynortio, poteva contenere 14.000 spettatori, oggi utilizzato in occasione del Festival di Epidauro.

La struttura del Teatro è realizzata con le classiche architetture tipiche degli edifici teatrali greci, tra cui la cavea con le gradinate, scavate direttamente sul pendio della collina, la fossa dell'orchestra, i cunei, ossia i settori che dividono la cavea e il proscenio, la zona retrostante l'orchestra dove recitavano gli attori.

Il Teatro è noto per la sua acustica eccezionale, ottenuta in modo del tutto naturale, in grado di raggiungere anche i piani più alti della cavea.


Teatro di Epidauro


Cavea del Teatro

STADIO

Superato il Teatro si giunge allo Stadio, realizzato nel V secolo a.C., in buone condizioni.

Presenta una lunghezza di 180 metri per una larghezza di 22 metri, anch'esso edificato all'interno di un avvallamento naturale

L'acqua piovana giungeva all'interno dello Stadio grazie a un ingegnoso sistema idrico, con canalette che scendevano dalle gradinate.

Al suo interno vi si svolgevano, ogni quattro anni, i Giochi Panellenici.

Sono ancora ammirabili le colonne che distinguevano i blocchi di partenza e, nel IV secolo a.C., vennero aggiunti sedili in pietra sulle gradinate.

TEMPIO DI ARTEMIDE

Il Tempio di Artemide, dea della caccia, sorella del dio Apollo, venne edificato nel V secolo a.C..

Riscoperto nel 1884, era dotato di un muro che ne delimitava il perimetro, con dodici colonne al suo interno. Purtroppo delle strutture, si conservano solo pochi resti.

I pochi resti rinvenuti del Tempio di Artemide

TERME E BAGNI

All'interno del sito si trovavano anche Terme e Bagni, realizzati nel 300 a.C., utilizzati soprattutto dai pellegrini che giungevano al Santuario.

Con la conquista romana del III secolo a.C., a questi vennero aggiunte le Terme, la cui acqua era alimentata da vicine fontane.

FONTANE

Al di fuori delle mura romane si trovano le Fontane, del III secolo a.C., realizzate dai Romani per alimentare le vincine vasche termali.

Le Fontane sono inoltre alimentate da un acquedotto sotterraneo, situato nei pressi della montagna, denominate Sacra e Dorica, per via delle loro decorazioni afferenti a detti stili.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Sito Archeologico di Epidauro, sono state estrapolate nel post "Epidauro, Guida alla Visita", nel portale Internet "archétravel", in www.archetravel.com.

SITO ARCHEOLOGICO DI DELFI (GRECIA): LA CITTA' DELL'ORACOLO

 STORIA

Il Sito Archeologico di Delfi, dichiarato Patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO, costituisce uno dei principali centri di cultura della Grecia antica e il cuore della spiritualità del mondo ellenico.

La città venne fondata dai Greci nel VII secolo a.C., nella regione storica della Beozia, poco distante da Atene, in una cornice fatta di splendidi rilievi montuosi.

Nell'antica Grecia era un luogo di pellegrinaggio per la presenza del celebre oracolo del dio Apollo, all'interno del Tempio di Apollo, cuore pulsante della spiritualità, dove i Greci andavano a consultare Pizia, la profetessa di Delfi che interpretava i responsi dell'oracolo.

Tali responsi si tennero ininterrottamente fino al 380, anno in cui con l'Editto di Tessalonica, l'Imperatore Teodosio proibì la proliferazione di culti pagani nell'Impero.

I resti dell'antica città di Delfi vennero riscoperti nel 1892.

DESCRIZIONE

I resti archeologici di Delfi si sviluppano lungo la Via Sacra, che percorre la vallata fino allo Stadio, solcando le montagne della Beozia.

Il sito si sviluppa sui due versanti della profonda gola del Monte Parnaso, ritenuta la dimora delle Muse, che forma la vallata dove, al di là della gola, è riposto il celebre tempio monoptero a tholos, ossia circolare.

Agorà di Delfi alle pendici del Monte Parnaso

Veduta del colonnato che delimita l'agorà

TESORO DEGLI ATENIESI

Il primo gioiello architettonico che s'incontra percorrendo la Via Sacra, inoltrandosi nel sito archeologico, è il Tesoro degli Ateniesi, un tempio dorico in antis, ossia con due colonne tra i prolungamenti delle murature perimetrali della cella, edificato nel 480 a.C., dopo la Battaglia di Maratona.

La struttura è in marmo pario, con pronao a due colonne sovrastato da una trabeazione con fregio a triglifi e metope, quest'ultime ornate da rilievi scolpiti con le Fatiche di Ercole e Teseo.

Tesoro degli Ateniesi con un fregio ornato da triglifi e metope

Veduta del Monte Parnaso verso il Tesoro degli Ateniesi

TEMPIO DI APOLLO

Cuore della spiritualità delfica, il Tempio di Apollo era il luogo in cui era incastonata la pietra oracolare, che veniva interpellata dalla Profetessa Pizia per pronunciare i suoi oracoli.

Posto in uno splendido scenario naturale con, sullo sfondo, le catene montuose, il tempio venne edificato nel 330 a.C., sui resti di un precedente tempio del 505 a.C..

Il tempio è periptero pentastilo, ossia con un giro completo di colonne intorno alla naos, la cella centrale, e con cinque colonne sui lati corti, cioè nel pronao e in opistodomo.

Tempio di Apollo

Veduta del crepidoma del tempio

Colonnato del Tempio di Apollo

TEATRO

Dinanzi al Tempio di Apollo di trova il Teatro, con la scena che dà sul panorama della vallata sottostante.

La struttura venne edificata nel IV secolo a.C., in pietra calcarea bianca, scavato lungo il pendio naturale della montagna. La cavea poteva contenere 5.000 spettatori.

Caduto in disuso nel VI secolo, venne riscoperto nel XIX secolo.

Teatro greco di Delfi

FONTE CASTALIA

Un luogo molto particolare del sito è la Fonte Castalia, immersa in una stretta gola che si apre tra le rocce Fedriadi. Costituisce il luogo in cui la Pizia e le sue sacerdotesse si lavavano e purificavano prima di interpretare l'Oracolo.

La fonte sacra, del VI secolo a.C., è costituita da due fonti: la più antica, del VI secolo a.C., presenta un pilone centrale rivestito in marmo e circondato da panche. La seconda, a cinquanta metri dalla prima, è del I secolo a.C., probabilmente di origine romana, dotata di nicchie scavate nella roccia.

Fonte Castalia

TEMPIO A THOLOS DI ATENA PRONAIA

Dall'altro versante della gola si trova il Tempio di Atena Pronaia, tempio a tholos o monoptero, di forma circolare, caratterizzato da una cella interna, circondata da un colonnato esterno, anch'esso circolare, di cui rimangono tre colonne, sovrastato da una breve trabeazione.

GINNASIO E PALESTRA

Nelle vicinanze del Tempio di Atena Pronaia si trova il Ginnasio, del IV secolo a.C., che comprendeva anche la Palestra, dello stesso periodo, considerata la più antica del mondo greco.

La Palestra è costruita su due piattaforme, una inferiore e, l'altra, superiore.

NB. Le informazioni storiche e artistiche su Delfi sono state estrapolate dal post "Delfi, il centro del mondo ellenico", nel portale Internet "TURISMO IN GRECIA", in www.turismoingrecia.com.

NB. Le informazioni sul Teatro di Delfi sono state estrapolate dal post "Teatro Di Delfi", nel portale Internet "Audiala", in www.audiala.com.

domenica 26 aprile 2026

MONASTERO DI OSIOS LUKAS (GRECIA): SPLENDIDA TESTIMONIANZA BIZANTINA DELLA BEOZIA

 STORIA

Il Monastero di Osios Lukas è uno dei monasteri bizantini più importanti della Grecia, situato tra le montagne della Beozia, vicino al sito archeologico di Delfi che, come quest'ultimo, è stato nominato dall'UNESCO bene Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 1990.

Secondo la fonte biografica scritta redatta da un anonimo discepolo, l'eremita Lukas visse in questi territori nel X secolo. Il monastero venne fondato, su istanza dello stesso Santo, nel 946, con l'edificazione di una chiesa consacrata a Santa Barbara.

Dopo la morte dell'eremita, alcuni monaci e discepoli a lui devoti iniziarono l'edificazione del monastero al di sopra della sua tomba. Altre fonti scritte indicano come fondatore del monastero l'Imperatore bizantino Romano II che, nel X secolo, avrebbe eretto un monastero in segno di riconoscenza verso l'eremita San Luca.

Monastero di Ossios Lukas

DESCRIZIONE

Il monastero è compreso all'interno della cinta muraria, costituito da tre edifici tutti orientati verso Est.

THEOTOKOS: A Nord si trova l'edificio noto come Theotokos, struttura a croce greca dotata di tre absidi e un ampio nartece a sei campate sostenute da due colonne.

Interno del Theotokos


Cupola del Theotokos


Chiostro del Theotokos

A questo si accosta la struttura del Katholikon, grande chiesa a cupola a base ottagonale, con cripta cruciforme.

A Sud del Katholikon è la Trapéza, ossia il Refettorio a navata unica e abside poligonale.

Il complesso è infine costituito da unità abitative che si dispongono intorno alla chiesa.

KATHOLIKON: Secondo alcuni studiosi la chiesa del Katholikon sarebbe stata edificata dall'Imperatore bizantino Costantino X Monomaco.

L'esterno si presenta come una struttura in laterizio, dotato di grandi archi d'ingresso a tutto sesto, con struttura a croce greca sovrastata da una cupola poggiante su un tamburo ottagonale.

Facciata del Katholikon

Nella cupola di aprono finestre bifore dotate di timpani monolitici poggianti su lastre marmoree di rivestimento. All'esterno dell'abside sono riposte delle finestre bifore e trifore di restauro, poste in opera nel XIX secolo.

L'ingresso è anticipato dal nartece dotato di pavimentazione in opus sectile.

Cappella d'ingresso con mosaici nei tondi di Cristo e degli Evangelisti

L'ambiente interno presenta una struttura con pianta a croce greca sovrastata da una cupola.

Nell'abside è riposta l'iconostasi, ripartita in tre parti, con capitelli ornati da nastri annodati che sovrastano le sette colonne che vanno a formare l'iconostasi eptastila ornate con motivi scultorei fitomorfi e a grifoni. La pavimentazione è in opus sectile marmorea.

Iconostasi eptastila che divide l'abside dal resto della chiesa


Esedra trifora in controfacciata

Le volte interne sono tutte ornate da pregevoli mosaici bizantini a fondo oro. Nella zona absidale si trova il mosaico della Vergine con Bambino mentre, nella cupola più piccola la Pentecoste.

Negli spigoli angolari sono i mosaici dell'Annunciazione, Presentazione al Tempio e Battesimo di Cristo mentre, nella cupola, sono gli affreschi ottocenteschi del Cristo Pantocratore e dei Profeti, che hanno sostituito gli originari affreschi bizantini.

Mosaico angolare della Presentazione al Tempio


Catino absidale con mosaico della Madonna con Bambino


Mosaici geometrici al di sotto delle arcate

Cupola affrescata nel XIX secolo con Cristo Pantocratore e Profeti

Nel nartece si trovano i mosaici della Lavanda dei Piedi, la Crocifissione, l'Incredulità di San Tommaso e il Cristo Pantocratore.

Sempre del X secolo sono gli affreschi situati all'interno della chiesa. Questi raffigurano sia scene isolate, come quelle delle varie cappelle di nord est, nord ovest, sud est e sud ovest, ossia rispettivamente Crocifissione e ascensione di Elia, Monaco che offre a San Lukas il modellino della chiesa e Incontro tra Cristo e Giovanni Battista prima del battesimo.

CRIPTA: Pregevole è il ciclo di affreschi presente nella cripta, dotato di sette scene della Passione e Resurrezione, insieme alla Dormizione della Vergine e busti di apostoli e monaci posti all'interno di clipei nelle volte.

Gli affreschi della cripta sono stati realizzati tra il X e l'XI secolo.


Cripta del monastero a tre navate con
volte a botte


Volte della cripta affrescate

Tomba di San Lukas

Affresco della cripta raffigurante San Lùkas


Affresco del X secolo della Deposizione di Cristo

NB. Le informazioni sul Monastero di Osios Lukas, sono state estrapolate nel post "HOSIOS LUKAS", nel postale Internet dell'"Enciclopedia Treccani", in www.treccani.it.

RAGUSA DI DALMAZIA (DUBROVNIK - CROAZIA): SPLENDIDA CITTA' MURATA SUL MAR ADRIATICO

 STORIA

Ragusa di Dalmazia, in croato Dubrovnik, è una splendida cittadina sulla costa adriatica della Croazia, nella regione storica della Dalmazia.

Le sue origini risalgono al VII secolo, sebbene recenti scavi ne hanno testimoniato insediamenti a partire dall'Età del Ferro. La sua fondazione risale all'esodo della popolazione greca di Epidauro che, incalzata dall'avanzamento delle tribù slave, cercò di rifugiarsi sull'isola di Laus.

Le persone che s'insediarono sull'isola presero il nome di lausaiaoi e, proprio dal nome Laus derivarono i toponimi di Lausa, prima e Ragusa, poi. Il termine Dubrovnik, con il significato di Bosco di Quarce si fa risalire alla grande estensione di foreste presente sull'isola.

Nel IX secolo venne governata dall'Impero Bizantino, pur conservando grande autonomia.

A causa della competizione con altre città, Ragusa si ritrovò a combattere con molte rivali e, a partire dal 1205, entrò a far parte delle rotte commerciali e dei domini della Repubblica di Venezia, rimanendovi fino al 1305, anno in cui si affrancò completamente dal dominio veneto.

Nel 1364 venne invasa dai Turchi, ma questi accettarono di garantire la sua indipendenza dietro pagamento di un tributo annuo. Grazie a questo trattato si giunse alla nascita della Repubblica di Ragusa.

Gravemente danneggiata dal terremoto del 1667 molto del centro storico venne distrutto, poi ricostruito con un aspetto barocco.

La Repubblica di Ragusa cadde con le Guerre Napoleoniche e, dopo il Congresso di Vienna del 1815, la città perse la sua millenaria indipendenza venendo assoggettata all'Impero Austro Ungarico.

La città resistette sia alla Prima che alla Seconda Guerra Mondiale, ma non alle Guerre Jugoslave degli anni Novanta del XX secolo. Dichiarata dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità, venne pesantemente danneggiata dalla guerra contro la Serbia scoppiata nel 1992.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Dubrovnik è adagiato su una penisola protesa nel Mar Adriatico, circondato dalle imponenti mura, ancora perfettamente intatte e percorribili.

Il borgo è attraversato da una via rettilinea detta Stradun, dove si affacciano i principali monumenti.


Stradun di Dubrovnik

1) PALAZZO DEL RETTORE

Lungo lo Stradun si affaccia il Palazzo del Rettore, principale edificio civico del centro storico, luogo del potere civile dell'antica Repubblica.

Venne edificato nel XIII secolo come residenza del Rettore di Ragusa, principale autorità politica della città, in carica per un mese dal giorno della nomina.

DESCRIZIONE

Edificato in stile gotico, venne distrutto dall'esplosione di una polveriera del 1435.

Presenta una facciata a due ordini con, nell'ordine superiore, uno splendido loggiato con colonne e arcate a tutto sesto.

L'interno ospita un cortile quadrangolare con loggiato mentre, le stanze, ospitano il Museo di Storia e Cultura di Dubrivnik. Nei sotterranei si trovano le celle carcerarie.

Facciata a due ordini con loggiato del Palazzo del Rettore

2) FONTANA DI ONOFRIO

Situata al centro della piazza principale, la Fontana di Onofrio venne edificata nel 1438 su progetto dell'architetto Onofrio della Cava, originario di Napoli.

Costituì il punto terminale dell'acquedotto cittadino che portò l'acqua in citta.

L'Architetto progettò una struttura poligonale con sedici lati, sovrastata da una cupola con oculo sommitale.

Fontana di Sant'Onofrio

3) CATTEDRALE DI SAN BIAGIO

La Cattedrale di San Biagio venne fondata sui resti di un'antica chiesa romanica, distrutta dal terremoto del 1667. Secondo la leggenda venne commissionata da Riccardo Cuor di Leone, come riconoscimento verso alla città per averlo salvato da un naufragio sull'Isola di Lokrum.

Nel 1713 venne ristrutturata e l'interno venne riedificato in stile barocco. All'interno della Cattedrale si trovano importanti tele dipinte, di pittori fiamminghi e italiani, tra cui la tela dipinta dell'Assunzione di Tiziano.

Le reliquie di San Biagio sono conservate in tre reliquiari in oro e pietre preziose, contenenti le reliquie di cranio, gamba e braccio.


Interno della Cattedrale di San Biagio


Campate con archi a tutto sesto della navata centrale


Organo ligneo intagliato con dorature


Dorature in stucco al di sotto della cassa dell'organo

4) MURA DI DUBROVNIK

Emblema dello splendore e della potenza della città sono le imponenti mura che circondano il centro storico, ancora ben conservate per il loro tracciato lungo 2 km.

Vennero edificate nel XIII secolo su precedenti fortificazioni del VII secolo, rinforzate ancor più nel XVI secolo con l'aggiunta di sedici bastioni, un fossato, quattro fortezze e centoventi cannoni.

Hanno resistito agli attacchi di veneziani, bizantini e austroungarici, espugnate solo dalle truppe napoleoniche, resistendo persino agli attacchi serbi durante la guerra del 1991.

DESCRIZIONE

Le mura seguono l'orografia della costa dalmata, con vari dislivelli, ancorate direttamente alla roccia sottostante, vincendo forti pendenze.

Sono attraversate da quattro porte, denominate Porta Revelin, Porta San Giovanni, Porta Minceta e Porta Bokar.

Lungo il loro percorso degna di nota è la Torre Minceta, un possente torrione circolare coronato da un parapetto molto sporgente, ornato da una cornice a beccatelli.

Veduta della cinta muraria

Cinta muraria sulla roccia a strapiombo sul mare

Bastione circolare delle mura

Torre Minceta con coronamento circolare aggettante

5) FORTE LOVRIJENAC

La fortezza più pittoresca delle mura è il Forte Lovrijenac, edificato nell'XI secolo dalla Repubblica di Ragusa per proteggersi dall'avanzata veneziana.

Il Castello, assai pittoresco, sorge su una collina a 40 m.s.l.m., con la funzione di fortezza difensiva e torre di vedetta.

La struttura presenta una forma poligonale spezzata, dotata di un mastio quadrangolare sulla sommità, raggiungibile salendo una scalinata di duecento gradini.

Forte Lovrijenac visto dalle mura

NB. Le informazioni storiche su Dubrovnik sono state estrapolate dal post "Storia di Dubrovnik", nel portale Internet "civitatis", in www.scopridubrovnik.com.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Palazzo dei Rettori sono state estrapolate dal post "Palazzo del Rettore",  nel portale Internet "civitatis", in www.scopridubrovnik.com.

NB. Le informazioni sulla Fontana di Onofrio sono state estrapolate nel post "Fontana di Onofrio",  nel portale Internet "civitatis", in www.scopridubrovnik.com.

NB. Le informazioni sulla Cattedrale di San Biagio, sono state estrapolate dal post "Cattedrale di Dubrovink", nel portale Internet "civitatis", in www.scopridubrovnik.com.

NB. Le informazioni sulla Mura di Dubrovnik, sono state estrapolate dal post "Mura di Dubrovink", nel portale Internet "civitatis", in www.scopridubrovnik.com.

NB. Le informazioni sulla Forte Lovrijenac, sono state estrapolate dal post "Forte Lovrijenac", nel portale Internet "civitatis", in www.scopridubrovnik.com.

CITTA' VECCHIA DI RODI (GRECIA): PREGEVOLE BORGO MEDIEVALE DELL'ISOLA GRECA DEL DODECANESO

 STORIA

Tra le principali città medievali d'Europa, il centro storico di Rodi, capoluogo dell'omonima isola greca dell'arcipelago del Dodecaneso, conserva uno dei centri storici meglio conservati del continente, terra di Cavalieri e Templari, riconosciuta come patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

I primi insediamenti della città antica risalgono al Neolitico, intorno al VII - IV millennio a.C., anche se la città iniziò a sfilupparsi durante l'Età del Bronzo Finale, intorno al 1500 a.C., con l'arrivo dei Dori.

Con la vittoria greca nelle Guerre Persiane Rodi aderì alla Lega di Delo, parte delle città alleate con Atene, sconfitta dagli spartani nella Guerra del Peloponneso tra le due principali poléis della Grecia antica.

Durante il periodo ellenistico, dopo la morte di Alessandro Magno vennero a formarsi tre regni che ne raccolsero l'eredità, e Rodi venne inglobata nel Regno Tolemaico, con capitale Alessandria d'Egitto.

Nel corso dell'Ellenismo la Scuola di Rodi costituì una delle principali scuole di arte e scultura della tarda arte Greca, in particolare con gli artisti Polidoro, Atenodoro e Agesandro, scultori dell'Altare di Pergamo, dei gruppi scultorei del Lacoonte ai Musei Vaticani e dell'Accecamento di Polifemo al Museo Archeologico di Sperlonga.

Nel 304 a.C. si giunse ad una pace tera gli abitanti e il Regno Tolemaico mentre, a partire dal 164 a.C. entrò tra i domini di Roma.

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente e l'inizio delle Crociate nel 1099, la città e la stessa Isola di Rodi passarono sotto il controllo dei Cavalieri Ospedalieri, il cui ramo stanziato sull'isola assunse il nome di Cavalieri Ospedalieri di Rodi.

I Cavalieri ricostruirono la città medievale dotandola del Palazzo del Gran Maestro, ancora ammirabile, venendo cacciati dall'isola nel 1522 con la conquista ottomana di Solimano il Magnifico.

L'Impero Ottomano controllò Rodi fino al 1912, quando l'isola venne conquistata dall'Italia, insieme alle isole del Dodecaneso

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale l'Isola venne occupata dagli inglesi e, in seguito, accorpata alla Grecia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La città medievale di Rodi, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità, presenta importanti testimonianze della sua gloriosa storia, soprattutto durante l'epoca d'oro dei Cavalieri.

La realizzazione della città vecchia ebbe inizio nel XIV secolo, periodo in cui l'Isola venne occupata dall'Ordine dei Cavalieri di Gerusalemme. La città è distinta in tre zone: il Quartiere Amministrativo con il Palazzo del Gran Maestro, il quartiere Kollakio con la Via dei Cavalieri e, infine, il Borgo, situato a sud del Castello.

Mura medievali di Rodi

1) PORTA DELLA LIBERTA'

La visita al centro storico della città antica inizia dalle imponenti mura merlate poste a Nord, verso il porto, ove si apre la Porta della Libertà, grande portale medievale dotato di arco a tutto sesto ribassato con unico fornice.

Passeggiando per il centro storico si giunge alla centrale Piazza Symi, ove si trovano le rovine del Tempio di Afrodite.

Porta della Libertà


Piazza Symi


Altra veduta della Piazza


Fontana di Piazza Symi


Palazzo dei Cavalieri di Rodi

2) VIA DEI CAVALIERI

La Porta della Libertà e la Piazza Symi sono unite tra loro dalla Via dei Cavalieri, nota per le strutture medievali squadrate denominate Ostelli delle Lingue, ove alloggiavano i Cavalieri di Rodi.

Via dei Cavalieri

3) PALAZZO DEL GRAN MAESTRO

Alla fine della Via dei Cavalieri si trova la Loggia di San Giovanni, ingresso monumentale del Palazzo del Gran Maestro. Il Palazzo, distrutto dal terremoto del 1856, venne riedificato dagli italiani nel 1940.

Presenta due imponenti torri circolari coronate da una merlatura guelfa. Nelle sale interne si trovano mosaici dell'Isola greca di Kos e splendidi vasi giapponesi trasportati qui dall'Imperatore Hiroito.

Palazzo del Gran Maestro dei Cavalieri di Rodi

4) QUARTIERE TURCO - MOSCHEA DI SOLIMANO

Dopo la visita al Palazzo del Gran Maestro, ci si dirige verso la Moschea di Solimano, simbolo della dominazione ottomana sull'Isola, che si trova al di fuori della città medievale.

Edificata nel 1522 a partire dalla conquista dell'isola da parte di Solimano il Magnifico, sorta sul sito della Basilica dei Santissimi Apostoli di cui rimane il portale.

Moschea di Solimano

5) RESTI DELLA CHIESA DELLA VERGINE

Degni di nota sono i resti della Chiesa della Vergine, imponente architettura gotica di epoca medievale.

Dell’antica chiesa gotica rimangono i tre absidi ogivali della parete di fondo, con volte costolonate in pietra. La chiesa, del XIV secolo, venne distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, oltre che dalle incursioni ottomane.

Resti delle tre absidi ogivali della Chiesa della Vergine del XIV secolo


Via del centro storico verso i resti della chiesa

NB. Le informazioni sulla storia di Rodi sono state estrapolate dal post "La Storia dell'isola di Rodi", nel portale Internet "GREEK ISLANDS BOOKING", in www.greekislandsbooking.com.

NB. Le informazioni sui monumenti della città vecchia di Rodi, sono state estrapolate dal post "La Storia dell'isola di Rodi", nel portale Internet "GREEK ISLANDS BOOKING", in www.greekislandsbooking.com.

NB. Le informazioni sulla Chiesa della Vergine sono state estrapolate dal post "Chiesa della Vergine nel Burgh nel centro storico di Rodi - Grecia", nel portale Internet "sumfinity", in www.sumfinity.com.

SITO ARCHEOLOGICO DI MICENE (GRECIA): LE ORIGINI DELLA CIVILTA' GRECA

  STORIA Il Sito Archeologico di Micene , posto nella regione storica dell' Argolide , nel Peloponneso costituisce, insieme ad Argo e Ti...