martedì 2 giugno 2026

CITTAREALE: STORIA, ARTE E NATURA DEL LUOGO DELLA VILLA FALACRINA DOVE NACQUE VESPASIANO

 STORIA

Cittareale è un Comune di 373 abitanti posto a 962 m.s.l.m., in una vallata compresa all'interno dei Monti Reatini, nelle cui vicinanze si trova il Monte Pozzoni (1.904 m.s.l.m.), ove nasce il Fiume Velino.

Il borgo sorge nei pressi della Valle Falacrina, o Vicus Falacrinae dove, nell'anno 9 d.C., nacque l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano.

Le prime frequentazioni dell'abitato risalgono alla Preistoria, deducibile dai rinvenimenti di punte di freccia e pietre scheggiate, dei saggi di scavo effettuati nella località di Vezzano.

Nonostante tali rinvenimenti, scarse sono le fonti materiali che consentono di datare con precisione i primi insediamenti nel territorio. E' stato ipotizzato che, nel periodo Neolitico, a partire dall'8000 a.C., venne adottato il culto della dea Vacuna, la Grande Madre della popolazione dei Sabini, grazie alla ricca presenza di cavità carsiche e fonti d'acqua naturali.

Il territorio costituiva il cuore della Sabina montana, compresa tra Cittareale, Nursia (Norcia) e Amiternium, antica colonia romana dal cui spopolamento nacque l'Aquila. Da qui i Sabini si spostarono verso il cuore del Lazio, fondandosi con i Latini, alcuni dei quali diedero origine alla città di Roma.

L'area della Sabina venne conquistata dai Romani nel 290 a.C., nella più generale espansione nei territori dell'Italia Centrale. Nel 2011 venne rinvenuta una Villa romana con la Pietra di Cittareale, antica iscrizione dedicata a Quinto Sertorio, Generale romano che partecipò all'assedio di Ascoli, accampato proprio a Cittareale.

All'Alto Medio Evo appartiene la Necropoli Tardoantica - Altomedievale, ove sono state rinvenute cinquantadue sepolture. Con l'invasione longobarda del 628, Falacrina entrò nel Ducato di Spoleto, venendo governata prima dall'Abbazia di Farfa poi, dai Duchi di Spoleto, dai Franchi e, infine, dal 1198, dallo Stato Pontificio.

Il territorio venne distrutto nel IX secolo dalle invasioni saracene, e riedificato nel secolo successivo.

Con la Lotta per le Investiture l'Abbazia di Farfa, sotto il controllo imperiale, prese nuovamente il controllo del territorio edificando tre nuovi Castelli, denominati Radeto, Acquasanta e la Torre di Adamo.

Nel 1153 il luogo venne conquistato dai Normanni e nel 1266, con la Battaglia di Benevento e la sconfitta di Manfredi da parte di Carlo d'Angiò, passò al Regno Angioino.

Da questo momento, costituì il confine settentrionale del Regno. Nel 1442 i territori vennero conquistati dagli Aragonesi, con la vittoria di Alfonso V d'Aragona su Renato d'Angiò.

Per difendere Cittareale gli Svevi edificarono la Rocca, ampliata dal Sovrano Alfonso II d'Aragona, su progetto di Antonio da Settignano e Troiano Mormile, portata a compimento nel 1492.

Nel 1516 il Regno passò al Sovrano Carlo V, dando inizio alla dominazione degli Asburgo e del Sacro Romano Impero sul territorio.

Nel XVIII secolo, con la Guerra di Successione Spagnola, il territorio venne governato dai Borbone di Napoli e, nel 1816, sotto il Regno delle Due Sicilie da Ferdinando I.

Nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia.

MONUMENTI STORICI E LUOGHI NATURALI

Cittareale presenta un centro storico dalle ridotte dimensioni, sviluppatosi a spina di pesce, lungo un percorso orizzontale attraversato dalla via centrale con, al centro, la piazza e, ad Ovest, la fortificazione della Rocca.

Nei dintorni del centro storico sorgono splendide montagne e località naturali d'altura, tra cui le cime di Selvarotonda, con l'omonimo comprensorio sciistico, il Monte Boragine e il Monte Pozzoni, quest'ultimo parte dei Monti Reatini.

Centro storico di Cittareale

Palazzo municipale

1) ROCCA SVEVO - ARAGONESE

Principale monumento del borgo è la Rocca Svevo - Aragonese, edificata nel corso del Duecento come fortificazione di confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, con funzione difensiva e di dogana commerciale.

Secondo la leggenda, non confermata da fonti storiche , al suo interno venne sepolto Manfredi di Svevia, Sovrano normanno, figlio naturale di Federico II, ucciso dalle armate di Carlo d’Angiò nella Battaglia di Benevento del 1266.

Venne edificata sui resti di una precedente fortificazione altomedievale.

DESCRIZIONE

Sebbene la Rocca non sia in buone condizioni, e sia raramente visitabile, è facile leggerne la struttura, che ha mutato più volte il suo aspetto nel tempo.

Ha una pianta triangolare con, agli angoli, possenti bastioni anch’essi triangolari. Il bastione più grande è rivolto verso Nord, ossia verso lo Stato Pontificio.

Le mura sono fortificate da feritoie dalla particolare forma a semisfera, delle quali non se ne conosce l’esatta funzione. Tra le ipotesi più accreditate si trova quella secondo cui fossero moniti contro i nemici, ad imitazione di palle di cannone che, rimanendovi incastrate, non avrebbero scalfito le mura.

Bastione orientale della Rocca

Bastione meridionale della Rocca, realizzato a punta per attutire i colpi delle cannonate

Si accedeva alla fortezza tramite una passerella che,  varcando l’ingresso, immette in un cortile triangolare, con struttura a due piani con terrazza. I torrioni sono connessi da possenti murature con corridoi.

All’interno si trovano anche le casematte, specifici vani dalle ridotte dimensioni, ove era riposta l’artiglieria.

2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA E MUSEO DIOCESANO

COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Edificata a partire dal 1261, sotto il Regno di Manfredi di Svevia, la Collegiata di Santa Maria Assunta subì gravi danni a causa del Terremoto dell’Aquila del 1703.

L’esterno è dotato di una facciata distinta in due ordini, cui si affianca un campanile romanico quadrangolare con tre ordini di blocchi. La cuspide campanaria presenta quattro aperture a tutto sesto.

L’interno è a navata unica con copertura a capanna.

Collegiata di Santa Maria Assunta

MUSEO DIOCESANO - PINACOTECA

Negli ambienti che affiancano la chiesa, si trova il luogo che ospita sia la Pinacoteca, che il Museo Diocesano.

La prima conserva tele che erano, in origine, riposte all’interno della chiesa.

Nel Museo Diocesano sono invece conservati splendidi arredi liturgici come un Turibolo, una Navicella in lega metallica, un Ostensorio del XIX secolo in lega metallica lavorato a stampo e uno Stendardo dipinto su tela.

3) SANTUARIO DELLA MADONNA DI CAPODACQUA

Così denominato per la sua vicinanza alle sorgenti del Fiume Velino, che nasce alle pendici del Monte Pozzoni, il Santuario della Madonna di Capodacqua si trova alle pendici del Monte Calduro, nelle vicinanze delle sorgenti, situate nel luogo ove si trova una fonte d’acqua, in prossimità del quale una pastorella trovò una statua della Vergine Maria.

Nel 1779 il territorio fu flagellato da una devastante siccità, inducendo la popolazione a chiedere l’intervento divino. Il 30 Maggio, giorno della Festa della Santissima Trinità, venne portata al Santuario l’immagine della Madonna.

Durante il viaggio di ritorno, scendendo dal Monte Pozzoni, iniziò a piovere, e la siccità venne interrotta.

DESCRIZIONE

La struttura è molto semplice, con una facciata a capanna colorata dalle tonalità gialle, distinta in tre ordini senza lesene.

L’ordine inferiore presenta un portale sovrastato da un piccolo timpano triangolare, l’ordine intermedio un rosone circolare centrale con, ai lati, due bifore mentre, l’ordine superiore un timpano triangolare con, al centro, la statua della Madonna.


Fonte di Capodacqua


Sorgente di Capodacqua


Santuario della Madonna di Capodacqua


Campanile cuspidato del santuario

L’interno è in stile barocco napoletano, a navata unica, a pianta quadrangolare voltata a botte e, nella zona presbiteriale, sovrastato da una cupola ellittica, decorata con una profusione di marmi policromi e stucchi dorati.

Interno barocco napoletano della chiesa a navata unica

Le pareti laterali sono distinte in tre campate a tutto sesto da pilastri marmorei quadrangolari e lampadari in vetro.

Alle pareti laterali sono disposte tele dipinte barocche del XVII secolo, dalle tonalità molto scure, dotate di lampi di luce radente che illuminano la scena, tipiche del luminismo caravaggesco.


Crocifissione lignea in un altare con dorature e marmi policromiIn alto al centro, un medaglione con, ai lati, due angeli in stucco


Altare con tela dipinta di San Giuseppe
col Bambino, in un altare sovrastato da
tre Teste di angeli in stucco e, ancor
più sopra, un medaglione in legno intagliato
e dorato tra due angeli in stucco

Altare maggior barocco in legno dorato con tre nicchie con statue: al centro la statua votiva della Madonna di Capodacqua con Bambino e, ai lati le statue dei Santi Patroni, tra cui San Rocco.

Nel registro superiore della controfacciata è riposto lo splendido organo a canne in legno intagliato e dorato.

Cupola che sovrasta il presbiterio
decorata con dorature e stucchi

Organo del Santuario della Madonna
di Capodacqua in legno intagliato
e dorato


Altare barocco del Santuario in legno intagliato e dorato. Al centro, la statua votiva della Madonna con Bambino mentre, ai lati, le statue in legno dorato dei Santi Patroni di Cittareale

4) COMPRENSORIO SCIISTICO DI SELVAROTONDA

Selvarotonda è un comprensorio sciistico all’interno del Comune di Cittareale, compreso tra i 1.500 e i 1.703 metri.

È costituito da due cime arrotondate, dal differente altezza, una ad Ovest, l’altra ad Est, inframezzate da una vallata.

La cima ad Ovest, denominata Forca di Favo, si trova alla quota di 1.703 metri mentre, la cima Est, che prende il nome di Forca San Venanzio, si trova alla quota di 1.800 metri sul livello del mare, servita dalla funivia che pare dalla Stazione di Selvarotonda, a quota 1.545 metri.

Dalle vette della montagna, è possibile ammirare un panorama sui Monti Reatini circostanti, tra cui il Monte Pozzoni.

Veduta dei Monti Pozzoni da Selvarotonda

Forca San Venanzio, Cima Est di Selvarotonda a 1.800 m.s.l.m.

Forca di Favo, Cima Ovest di Selvarotonda a 1.700 m.s.l.m.

Altra immagine della cima di Forca di Favo

5) MONTE POZZONI

Dal Comprensorio sciistico di Selvarotonda è possibile notare il Monte Pozzoni (1.904 m.s.l.m.), la montagna più elevata all'interno del territorio comunale di Cittareale.

La montagna, dal percorso impegnativo, è costituita da varie cime, tutte raggiungibili tramite impervi sentieri mentre, la vetta, è accessibile tramite un sentiero stretto e molto esposto che transita sulla cresta della montagna fatta di roccia, dove si trova una croce in ferro.


Monte Pozzoni


Veduta della montagna con, al centro, la vetta
a 1.904 m.s.l.m.


Altre cime rocciose parte della montagna


Panorama dei Monti Pozzoni durante la
salita in quota


Altro panorama dei Monti Pozzoni durante la salita

Dalla cima della montagna è possibile scorgere un vasto panorama, che spazia dall'Umbria, con il Monte Vettore, all'Abruzzo, con il Corno Grande del Gran Sasso e il massiccio dei Monti della Laga, alla restante parte dei Monti Reatini, ma non fino al Terminillo, situato in direzione di Rieti e Leonessa.

Vetta della montagna a 1.904 m.s.l.m. vista dal basso

Panorama verso il Monte Vettore, parte dei Monti Sibillini

Panorama verso il Corno Grande del Gran Sasso


Panorama verso il massiccio dei
Monti della Laga

NB. Le informazioni sulla storia di Cittareale, sono state estrapolate dal post "Cenni storici", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Cittareale", nel sito www.haleyweb.com.

NB. Le informazioni sulla Rocca Svevo Aragonese di Cittareale, sono state estrapolate nel post “Rocca di Cittareale”, nel portale Internet “Lazio Nascosto”, in www.lazionascosto.it.

NB. Le informazioni sulla Collegiata di Santa Maria Assunta a Cittareale, sono state estrapolate nel post “Collegiata di Santa Maria Assunta in Cittareale”, nel portale Internet “CHIESA DI RIETI”, in www.chiesadirieti.it.

NB. Le informazioni sul Santuario della Madonna di Capodacqua, sono state estrapolate dal post “Santuario della Madonna di Capodacqua - Cittareale (RI)”, nel portale Internet “I luoghi del silenzio, la memoria è il solo strumenti che cancella il tempo”, nel sito www.iluoghidelsioenzio.it.

NB. Le informazioni sul Comprensorio di Selvarotonda, sono state estrapolate dal post “Cartine piste e impianti di Selvarotonda”, nel portale Internet “SKIFORUM”, in www.skiforum.it.

lunedì 1 giugno 2026

NORCIA: LA FENICE DEI MONTI SIBILLINI, RINATA DALLE CENERI DEL TERREMOTO

 STORIA

Norcia è un Comune di 4.399 abitanti in Provincia di Perugia, a una quota di 604 m.s.l.m., nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, all'interno della Valnerina, percorsa dal corso del Fiume Nera che, tuttavia, non entra in città.

Fondata dai Sabini nel VI secolo a.C., venne conquistata dai Romani nel III secolo a.C. e ribattezzata Nursia, accrescendo le sue dimensioni e la sua importanza, venendo riprogettata con pianta ippodamea a scacchiera, ed essendo il luogo di nascita di illustri cittadini.

La città è nota in tutto il mondo per essere il luogo di nascita di San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale, e dell'ordine religioso dei Benedettini con il celebre motto Ora et Labora, e di sua sorella gemella Santa Scolastica.

Proprio da Norcia, San Benedetto e Santa Scolastica partirono per attraversare la Valle dell'Aniene e la Ciociaria, fino a raggiungere Cassino, dove sono sepolti nell'Abbazia di Montecassino.

Nel Medio Evo la città divenne Libero Comune e, nel 1569, con l'istituzione della Prefettura della Montagna, iniziò per Norcia un periodo di fervente fioritura artistica. Venne spesso colpita da violenti eventi sismici, ma sempre ricostruita secolo l'interpretazione filologica del dov'era e com'era, permettendole così di attraversare i secoli nonostante le catastrofi naturali cui è stata sottoposta.

Tra i principali eventi tellurici ricordiamo il sisma del 1703, che distrusse l'Aquila, provocando seri danni anche al centro storico nursino, il terremoto del 1859, il sisma del 1997 con epicentro ad Assisi, noto per aver fatto crollare la volta della quarta campata della Basilica di San Francesco e, infine, quello del 2016 dove, sebbene non sia stata ridotta in macerie, provocò il completo crollo della Basilica di San Benedetto, tranne la facciata e l'inagibilità di molti edifici.

La città completamente ricostruita, è pronta ad accogliere i visitatori nella sua veste rinnovata, pur nel rispetto del suo antico splendore.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico è circondato dalle mura medievali, ancora perfettamente conservate, ove si aprono due porte, verso Nord e verso Sud.

La città è distinta nei suoi quattro quartieri storici detti Guaite.

1) BASILICA DI SAN BENEDETTO

Centro spirituale della città, la Basilica di San Benedetto, edificata nel luogo di nascita del Santo, si trova nella piazza a lui dedicata.

Venne edificata sul sito di una basilica più antica risalente al VI secolo ove, secondo la tradizione, sorgeva la casa dove nacquero San Benedetto e Santa Scolastica.

Nell'VIII secolo vi nacque un oratorio che, nel X secolo, venne amministrato dall'Abbazia di Sant'Eutizio di Preci, anch'essa legata a San Spes, parte del gruppo degli eremiti siriani che approdarono in Valnerina nel VI secolo.

Nel 1388 il complesso venne ampliato, inglobando la preesistente cripta, a sua volta ricavata da un antico ambiente romano ipogeo, del I secolo, di cui si notano ancora in resti della muratura in opus reticolatum.

Nel 1570 venne innalzato il campanile e, sul lato sinistro, il portico ad arcate romaniche a tutto sesto, noto come la Loggia dei Mercanti.

Ricostruita ancora dopo i terremoti del 1703 e del 1859, vi venne riscoperto l'antico portale ogivale tamponato, situato nella parete laterale destra.

VITA DEL SANTO

San Benedetto nacque a Norcia nel 480, insieme a Santa Scolastica, da una famiglia nobile appartenente alla Gens Anicia. L'Impero Romano era appena terminato, e l'Europa si preparava ad entrare nel periodo buio dell'Alto Medio Evo, caratterizzato dallo sviluppo del sistema economico e sociale del Feudalesimo.

Il Santo trascorse l'infanzia nella città natale fino a quando, a dodici anni, venne inviato a Roma per completare la sua formazione ma, presto, abbandonò gli studi per intraprendere una vita monastica.

Fondò l'ordine monastico dei Benedettini e partì per il suo pellegrinaggio, mettendosi in cammino verso la Sabina e la Valle dell'Aniene, fermandosi per tre anni a Subiaco e, nel 534, a trent'anni, approdando a Cassino, fondando l'Abbazia di Montecassino, dove scrisse la sua regola dell'Ora et Labora e venne sepolto.

DESCRIZIONE

La Basilica ha subito una serie di ricostruzioni nel corso dei secoli, che ne hanno alterato continuamente l'aspetto, sebbene la facciata e l'esterno siano rimasti sempre fedeli al suo aspetto originario.

La facciata è in stile romanico, con murature in pietra chiara e copertura a capanna, delimitata da due lesene laterali sovrastate da pinnacoli, distinta in due ordini da una cornice orizzontale, in origine decorata con intarsi policromi.

Facciata della Basilica di San Benedetto

Nell'ordine inferiore si trova il portale ogivale strombato, sovrastato da una lunetta che presenta, al suo interno, il gruppo scultoreo della Madonna con Bambino e due angeli adoranti mentre, ai lati, si aprono due nicchie con le statue di San Benedetto e Santa Scolastica.

Portale della basilica ogivale strombato

Nell'ordine intermedio si apre il rosone circolare a raggiera con simboli dei Quattro Evangelisti.

L'interno è in stile gotico, con pianta a croce latina con corpo longitudinale distinto in tre navate.

Interno della basilica rinascimentale a pianta quadrangolare e a navata unica

Nella parete di fondo si apre l'abside poligonale mentre, nelle pareti laterali, sono ammirabili affreschi medievali tornati alla luce grazie agli ultimi lavori di ricostruzione e restauro.

Tra questi, nella parete sinistra, è ospitata una nicchia con affresco a due ordini di Francesco Sparapone, risalente al XIII secolo. Nell'ordine superiore, entro una lunetta, è raffigurata la Madonna con Bambino contornata da angeli mentre, nell'ordine inferiore, i Santi Barbara, Giorgio e Claudio.

Nicchia affrescata in due ordini. Ordine superiore con Madonna con Bambino contornata da Angeli e, ordine inferiore, con i Santi Barbara, Giorgio e Claudio

Anche la nicchia successiva, sempre nella parete sinistra, ha restituito un affresco del 1478 raffigurante la Madonna in trono con Bambino e quattro angeli.

Affresco medievale della Madonna in Trono con Bambino e quattro angeli

Nel transetto di sinistra è riposto il monumento funebre di Paolo Emilio Fusconi, esponente di una delle principali famiglie nobiliari nursine mentre, nella parete destra dello stesso transetto è un affresco medievale della Madonna in trono con San Benedetto che sorregge la città di Norcia.

Nel transetto sinistro si trova l'Altare di Santa Scolastica con una tela del XVII secolo del romano Vincenzo Manetti, raffigurante la Madonna con i Santi Nursini, tra cui Sant'Eutizio, Santa Scolastica e Santo Spes.

Al di sotto della navata si trova la cripta in stile romanico, dotata di tre navate, con pilastri quadrangolari sovrastati da capitelli scolpiti.

Scale che scendono nella cripta

La navata centrale è coperta da una volta a sesto ribassato mentre, le navate laterali, più strette, sono coperte da volte a crociera.

Navata centrale della cripta voltata a botte

La navata sinistra, absidata in fondo, presenta una parete laterale appartenente ad un edificio romano del I secolo, trasformato nel primitivo oratorio di San Benedetto, di cui si conservano ancora tracce della muratura in opus reticolatum e, nell'area archeologica adiacente, tracce dell'originario edificio romano, ritenuto il luogo natale di San Benedetto e Santa Scolastica.

Navata sinistra della cripta ove si trovano resti di murature in opus reticolatum

2) PORTICO DELLE MISURE

Sulla destra rispetto al corpo principale della Basilica, si trova il Portico delle Misure, importante testimonianza della vita sociale della città medievale.

Venne edificato nel 1570 a ridosso della Basilica di San Benedetto, come Mercato dei Cereali, dove veniva misurata e scambiata la merce del grano. L'area è stata ricostruita a seguito del terremoto del 2016.

Si tratta di un grande portico quadrangolare, dedicato all'esercizio dell'arte della mercanzia, dotato di sei arcate a tutto sesto, poggianti su colonne a sezione quadrangolare.


Portico delle Misure

Interno del portico


Antico portale laterale ogivale
strombato


Recipienti delle misure medievali
per la merce al di sotto del portico

Veduta delle misure medievali

3) PALAZZO COMUNALE

Il lato nord orientale della Piazza San Benedetto è occupato dal Palazzo Comunale, risalente al XII secolo e riedificato a seguito dei due distruttivi terremoti del 1703 e del 1859.

Presenta un corpo principale a tre ordini, inferiore, intermedio e superiore, cui si appoggia la torre civica quadrangolare. L'ordine inferiore presenta un loggiato con quattro arcate romaniche a tutto sesto, tra cinque pilastri a sezione quadrangolare, sovrastati da capitelli corinzi a foglie d'acanto.


Palazzo Comunale

L'ordine intermedio, ripartito dall'inferiore da una cornice marcapiano, presenta quattro finestroni a tutto sesto, scanditi da lesene verticali e sovrastate, a loro volta, dalla stretta fascia che corre nell'ordine superiore scandita da formelle con cerchi interni, due per ogni finestrone.

Corpo principale del palazzo a due ordini

Il campanile, riedificato dopo il sisma del 1859, che ha invece resistito a quello del 2016, si erge possente sulla destra della facciata, con una sezione quadrangolare distinta in tre ordini da due cornici orizzontali aggettanti sui quattro lati.


Torre civica del Palazzo
Comunale

Portale della torre civica con gli Stemmi dello Stato Pontificio e della città di Norcia

Nell'ordine inferiore è il portale a tutto sesto con archivolto ove si trova lo Stemma Pontificio e, più sopra, altri tre stemmi delle famiglie aristocratiche di Norcia.

L'ordine intermedio presenta l'orologio mentre, il superiore, termina con la grande cuspide campanaria quadrangolare, dotata di attico, anch'esso con cornice aggettante.

All'interno del Palazzo, ripartito nel Piano Terra e nel Piano Nobile, si trovano la Sala del Consiglio Comunale, con gli stalli lignei dei seggi del Priore e dei Consoli del XVI secolo, e la Cappella dei Priori, ove è conservato lo splendido Reliquiario di San Benedetto in argento dorato del 1450 .

4) CONCATTEDRALE DI SANTA MARIA ARGENTEA

In posizione periferica rispetto al centro storico, si trova la Concattedrale di Santa Maria Argentea, seconda chiesa per importanze dell'Arcidiocesi Spoleto - Norcia.

Edificata nel 1560, presenta un campanile del 1869. L'interno è neoclassico, a croce latina tre navate, ricco di opere d'arte.

Tra queste, degno di nota è l'affresco cinquecentesco di Francesco Sparapane raffigurante la Vergine con Bambino tra i Santi Benedetto e Scolastica.

Pregevole è anche il Crocifisso del 1494 realizzato da Giovanni Teutonico, raffigurante il Christus Patiens, ossia il Cristo Sofferente.

5) CASTELLO E MUSEO CIVICO "LA CASTELLINA"

La porzione meridionale della Piazza San Benedetto è occupata dal Castello, noto come Castellina, progettato nel 1554 da Jacopo Barozzi da Vignola per volontà del Pontefice Giulio III, come residenza fortificata per i governatori pontifici.

Nel 1569 divenne la sede della Prefettura della Montagna, restaurata a seguito del terremoto del 1703 e, dal 1860, sede del Municipio fino a quando, nel 1967, venne adibita a museo.

Presenta una pianta quadrangolare con cortile interno, rinforzata sugli spigoli da possenti torrioni, anch'essi quadrangolari.

Vi si trovano i Musei Civico e Diocesano, la Collezione Massenzi e la collezione archeologica, denominata "partire per l'aldilà".

Castello di Norcia

MUSEI DIOCESANO E CIVICO

MUSEO DIOCESANO: Al Museo Diocesano sono conservate opere d'arte locali di matrice liturgica, come arredi sacri, affreschi staccati, dipinti su tela e su tavola, sculture lignee policrome e terrecotte invetriate, realizzate tra il XII e il XVIII secolo.

Tra queste la Croce lignea del XIII secolo di Petrus Pictor, proveniente da Campi e la Pala dipinta della Madonna con Bambino e Santi del 1519, realizzata da Antonio da Faenza.

Vi sono poi le sculture in pietra di Giovanni Dalmata del 1469 raffiguranti la Madonna con Bambino e i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista provenienti dalla Chiesa di San Giovanni mentre, al XVI secolo appartiene il gruppo scultoreo in terracotta invetriata di Luca Della Robbia, raffigurante l'Annunciazione.

MUSEO CIVICO: Il Museo Civico espone invece differenti tipologie di raccolte, tra cui la Raccolta Archeologica della Collezione Massenzi, donata nel 2002, con reperti bronzei e vasi etruschi, greci e magnogreci, compresi in un periodo che va dal IX secolo a.C., durante l'Età del Ferro, all'affermazione di Roma.

Fa parte del museo anche la sezione Partire per l'Andilà che, inaugurata nel 2003, mostra pregevoli reperti archeologici rinvenuti nelle tombe sabine databili tra il IV e il I secolo a.C., parte delle circostanti Necropoli di Popoli, Piano di Santa Scolastica e del Colle dell'Annunziata.

6) TEMPIETTO

Ultimo monumento da non mancare nella visita del centro storico di Norcia è il Tempietto, situato ad angolo tra l'omonimo vicolo e la centrale Via Umberto I.

Venne edificato nel 1354 su progetto di Vanni di Tuccia, dotato di una semplice pianta quadrangolare, con un piccolo loggiato con due archi aperti verso l'esterno, con archivolto a tutto sesto ornato da bassorilievi a motivi zoomorfi, antropomorfi, geometrici, simbolici ed esoterici.


Tempietto

I due archi scaricano le forze sia sui muri laterali ad angolo, che sulle cornici aggettanti del pilastro centrale e dei due laterali inglobati nelle murature, tutti con sezione quadrangolare.

Veduta dei due archi del Tempietto

L'interno è impreziosito da affreschi trecenteschi raffiguranti la Madonna con Bambino e Santi, oscurato a causa del fumo delle lampade ad olio, appese nei ganci originali, ancora presenti nelle murature.


Decorazioni dell'archivolto

NB. Le informazioni storiche su Norcia, sono state estrapolate dal post "Norcia: storia, spiritualità e rinascita", nel portale Internet "e-borghi", in www.e-borghi.com.

NB. Le informazioni sulla Basilica di San Benedetto, sono state estrapolate dal post "Basilica di San Benedetto", nel portale Internet "umbriatourism", nel sito www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni sul Portico delle Misure, sono state estrapolate nel post "Scoprire Norcia: il Portico delle Misure", nel portale Internet "Norcia in Tavola", in www.norciaintavola.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Concattedrale di Santa Maria Argentea, sono state estrapolate dal post "Piazza San Benedetto - Norcia", nel portale Internet "umbriatourism", nel sito www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni storiche, artistiche e archeologiche sulla Piazza San Benedetto, il Palazzo Comunale e la Castellina con i Musei Diocesano e Civico, sono state estrapolate dal post "Piazza San Benedetto - Norcia", nel portale Internet "umbriatourism", nel sito www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Tempietto, sono state estrapolate dal post "Tempietto - Norcia", nel portale Internet "umbriatourism", nel sito www.umbriatourism.it.

CITTAREALE: STORIA, ARTE E NATURA DEL LUOGO DELLA VILLA FALACRINA DOVE NACQUE VESPASIANO

  STORIA Cittareale è un Comune di 373 abitanti posto a 962 m.s.l.m ., in una vallata compresa all'interno dei Monti Reatini , nelle...