domenica 27 aprile 2025

SORANO: LA CITTA' SUL TUFO FORTIFICATA DAGLI ORSINI E DAI LORENA

 STORIA

Sorano é un Comune di 3.002 abitanti della Provincia di Grosseto, posta a 379 m.s.l.m. al di sopra di un grande masso tufaceo, compreso in una particolare area della Maremma Grossetana, posta al confine con la Provincia di Viterbo, in un territorio di fitti boschi e vegetazione, in posizione dominante sul corso del Fiume Lente.

Le prime documentazioni storiche che ne attestano l'esistenza risalgono al III secolo a.C., in corrispondenza dell'ingresso dell'Etruria nell'orbita romana. Scarsi sono i rinvenimenti archeologici che ci rimandano all'epoca etrusca, rinvenuti soprattutto nel vicino centro abitato di Sovana, oggi frazione ma, all'epoca, molto più fiorente e importante.

Scarse sono anche le testimonianze relative al periodo romano, salvo il rinvenimento di numerosi colombari, che inducono a pensare alla fondazione, in questo periodo, di un primo nucleo della cittadina, ad opera sempre della vicina Sovana, elevata al rango di municipium.

La Contea di Sorano nacque ufficialmente il 9 Ottobre 962, anno in cui Ludovico II, Imperatore del Sacro Romano Impero, costituì la Contea Aldobrandesca. Successivamente il paese venne menzionato in un documento del 1172, anno in cui il Castello era infeudato alla Famiglia Di Bartolomeo, ma sempre sotto la supervisione dei Conti Aldobrandeschi.

Le sorti del paese seguono quelle della Famiglia Aldobrandescchi fino alla sua estinzione, avvenuta nel 1312 a causa della morte della Contessa Margherita, unica figlia ed erede legittima al controllo del feudo, del potente Principe Ildebrandino. Andata in sposa a Guido di Montfort, Conte di Leicester, Margherita diede alla luce la sua unica figlia Anastasia che, nel 1293, si sposò con Romano Orsini, membro della potente famiglia romana, portando in dote il feudo.

Nel XIII secolo la Contea passerà sotto il dominio degli Orsini di Pitigliano. Gli Orsini fecero riedificare la piccola rocca realizzata dagli Aldobrandeschi, e ne fecero una fortezza tanto imponente quanto inespugnabile, che assunse il nome di Fortezza Orsini.

La fortezza fu in grado di respingere più volte gli attacchi della Repubblica di Siena. Tuttavia, nel 1417, pur non venendo sconfitta sul campo, la Contea di Sorano e Pitigliano fu costretta a sottoscrivere un trattato di sottomissione indiretta a Siena, accordo che consentì a Niccolò Orsini di continuare a controllare la fortezza pur sotto il comando senese.

Il patto decadde nel 1555, a seguito della devoluzione della Repubblica di Siena nella Repubblica di Firenze, e Niccolò Orsini poté riaffermare la sua supremazia sulla Contea di Sorano.

La sovranità degli Orsini ebbe termine nel 1604, quando il feudo passò sotto il controllo dei Medici, rimanendovi fino al 1737, anno in cui subentrarono i Granduchi di Lorena, sotto i quali Sorano conobbe il suo periodo di massimo splendore. Il Granduca di Toscana, Leopoldo di Lorena, vi fece edificare il Masso Leopoldino, altra possente fortificazione che andò a proteggere il centro abitato a nord mentre, la Fortezza Orsini garantiva la protezione a sud. La cittadina venne resa praticamente imprendibile.

A seguito del plebiscito del 1860 la Toscana, insieme a tutti i territori pontifici del centro Italia, entrò a far parte del Regno d'Italia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La città storica di Sorano si estende tra le due formazioni rocciose sui quali si ergono le principali fortezze risalenti all'epoca del dominio degli Orsini, e a quello dei Lorena, rispettivamente la Fortezza Orsini e il Masso Leopoldino.

Pertanto, prima di addentrarsi tra i vicoli del borgo medievale, e scoprire l'interno del paese, é necessario approfondire la visita di queste grandi strutture storiche.

L'accesso al centro storico é consentito, a sud, oltrepassando la caratteristica Porta dei Merli, realizzata in tufo, ad unico fornice con arco in bugnato, sovrastato da due bolsoni, incassi che ospitavano le catene del ponte levatoio, quando questo veniva rialzato, e due stemmi nobiliari.

Centro storico di Sorano


Interno del centro storico


Vicolo con scalini scavati nel tufo


Vicolo del centro storico


Piazza della Chiesa

Vicoli del centro storico verso la chiesa


Vicoli del centro storico


Mura medievali


Veduta dei boschi dalle mura


Porta dei Merli


Veduta degli stemmi araldici e dei bolsoni
appartenenti alla Porta dei Merli

1) FORTEZZA ORSINI

Con la sua possente mole, la Fortezza Orsini rappresenta uno dei principali esempi di fortezza, arrivata pressappoco intatta fino a noi. Realizzata dagli Aldobrandeschi nel XIII secolo, venne successivamente ristrutturata ed ampliata dagli Orsini, per adeguarla agli attacchi nemici con le nuove armi da fuoco.

La fortezza venne fortificata in quanto rappresentava sia un baluardo difensivo contro gli attacchi della Repubblica Senese, sia un avamposto di controllo dei traffici militari e mercantili, che giungevano sia dall'interno, che dal mare.

DESCRIZIONE

La struttura é composta da due corpi principali, uno a oriente, l'altro a occidente, che s'incontrano nel centrale cortile quadrangolare, protetto da una possente serie di mura a scarpa, separate dalla terraferma per mezzo di un fossato. La fortezza era accessibile da un enorme mastio centrale posto sulla terraferma, che introduceva al ponte che conduceva all'ingresso.

Fortezza Orsini


Camminamenti di ronda visti dall'esterno


Lato della Fortezza sullo strapiombo

L'interno é disposto su due livelli: al piano terra si trovavano il mastio, che ospitava l'armeria, e il magazzino, dove venivano depositate le munizioni. Al piano interrato erano invece presenti la fonderia, per realizzare le armi, le prigioni e i vari camminamenti sotterranei, che consentivano lo spostamento delle truppe senza essere scoperti dal nemico.

Il portale di accesso é sovrastato dallo stemma, raffigurante sia i leoni rampanti degli Aldobrandeschi, che la rosetta e le barre degli Orsini, sovrastato dal simbolo dell'Orso araldico.

Portale di accesso alla fortezza


Camminamento di accesso

Il mastio, collocato in posizione centrale, é connesso ai due bastioni laterali, anch'essi decorati rispettivamente con un proprio stemma.

Mastio della fortezza


Veduta dell'antico ponte che la connetteva con la terraferma


Antico fossato oggi non più presente


Cortile interno quadrangolare

Gli edifici che compongono la struttura sono connessi fra loro da una serie di suggestivi camminamenti sotterranei, che consentivano alle truppe sia di non essere avvistate dal nemico, che di spostarsi rapidamente all'interno delle mura. I percorsi sotterranei, scavati su più livelli sovrapposti, sono dotati di particolari feritoie, dette bocche di lupo, adatte alla difesa con l'impiego di archibugi.

L'approvviggionamento idrico era consentito da un sistema di canali, collegato alle due cisterne scavate nel tufo.

Bastione di San Marco

Camminamento sopraelevato che conduce al Bastione di San Marco


Accesso dal lato opposto, sovrastato
dagli Stemmi congiunti degli Orsini e
degli Aldobrandeschi


Accesso coperto alla fortezza


Parete con feritoie orizzontali dove erano
installate armi da fuoco mobili che
non davano modo ai nemici di entrare
all'interno


Scale che scendono al primo livello inferiore


Secondo livello inferiore corrispondente
alla rete di cunicoli sotterranei utilizzati
per radunare i soldati e distribuire
razioni di cibo


Cunicolo sotterraneo con
volta a botte


Foro che si apre sulla volta del cunicolo per
consentire la comunicazione tra i soltati su più
livelli e, all'occorrenza, per gettare l'olio
bollente ai nemici

Cunicolo con i fori per l'areazione e la comunicazione

Stanza della fortezza utilizzata come stalla per animali

2) MASSO LEOPOLDINO

Altra importante costruzione del centro storico, in posizione opposta rispetto alla Fortezza Orsini, é il Masso Leopoldino, imponente struttura in tufo, realizzato per finalità strategiche e difensive.

Il nome del monumento é dovuto a quello del Granduca che la portò a termine, Leopoldo II di Lorena.

DESCRIZIONE

In occasione del distacco di un'enorme mole di parete rocciosa, il Granduca fece consolidare la struttura tra il 1820 e il 1822, restaurando la parte sommitale del masso, facendo realizzare una monumentale terrazza, alla cui estremità meridionale venne eretta una torre munita di orologio e campana.

La terrazza panoramica costituisce il principale punto di osservazione panoramica del centro storico e dei boschi circostanti.

Panoramica del centro storico dal Masso Leopoldino



Torre dell'Orologio


Terrazza del Masso verso la torre


Terrazza del Masso verso i boschi

3) COLLEGIATA DI SAN NICCOLO'

Seppur di minori dimensioni rispetto alla Chiesa di Santa Maria Maggiore e alla Cattedrale di Santa Maria Assunta situate a Sovana, la Collegiata di San Nicolò merita di certo una visita.

Edificata in stile romanico a partire dal XIII secolo, la chiesa venne completamente rifatta nel XVIII secolo. L'esterno presenta una semplice facciata intonacata arricchita da un portale in travertino sovrastato da un oculo.

INTERNO E MUSEO

L'interno, a navata unica, conserva le spoglie mortali di Santa Felicissima, trasportate a Sorano dalle catacombe romane nel 1772.

Notevole é il Crocifisso ligneo del XVIII secolo donato alla chiesa da Cosimo III de' Medici, una tela seicentesca della scuola di Francesco Vanni (1587 - 1657) raffigurante San Domenico di Gùzman, e una tela del 1884 di Pietro Aldi raffigurante San Giuseppe e il Bambino.

Secondo una tesi avvalorata, il Crocifisso venne rinvenuto nel Seicento, durante una grave epidemia di Peste che aveva colpito la comunità nel biennio 1658 e 1659. Portato in processione, il Crocifisso svolse un ruolo determinante per la fine della pestilenza.

Nella parete di fondo della chiesa una porta introduce al piccolo, ma esaustivo, Museo di Arte Sacra, dove sono esposti pregevoli ostensori, codici miniati e oggetti di oreficeria.

Interno romanico a navata unica


Urna in vetro contenente le spoglie mortali di Santa Felicissima


Fonte battesimale


Abside della Collegiata


Lastra di marmo sulla destra dell'altare
 maggiore raffigurate l'Agnus Dei


Cappella del Santissimo Sacramento


Pregevole Crocifisso ligneo donato nel 1635 dal
Cardinale Giovan Carlo Medici


Finta cupola della cappella


Tela dipinta del XVII secolo di
ignoto autore toscano raffigurante
Giaele che uccide Sisara


Gros de Tour di seta bianco
ricamato in oro del 1709
realizzato nell'Italia Centrale


Tabernacolo in pietra scolpita
di manifattura toscana del
XV secolo

NB. Le informazioni storiche su Sorano, sono state estrapolate dal post "Storia Sorano", sulla pagina Internet "TUTTOMAREMMA", in www.tuttomaremma.com.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Fortezza Orsini, sono state estrapolate dal post "La Fortezza Orsini", nella pagina Internet ufficiale del "Parco Archeologico Città del Tufo Sorano", in www.leviecave.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche riportate sul Maso Leopoldini, sono state estrapolate dal post "Masso Leopoldino", nella pagina Internet "Visit Tuscany", in www.visittuscany.com.

NB. Le informazioni sulla Collegiata di San Niccolò sono stati estrapolati dal post "Sorano, San Nicola", nel portale ufficiale della "Diocesi di Pitigliano - Sovana - Orbetello", in www.diocesipitigliano.it.

martedì 22 aprile 2025

ORTE: ANTICA CITTA' FALISCA SUL TUFO LUNGO LA VIA AMERINA

 STORIA

Orte é un Comune di 9.091 abitanti della Provincia di Viterbo, posto su una grande rupe tufacea a 132 m.s.l.m. immerso nel verde ambiente della Valle del Tevere. Fondato dalla popolazione dei Falisci, nel territorio noto come Ager Faliscus, venne poi conquistato dai Romani che, nel I secolo a.C., lo elevarono al rango di municipium.

Sin dalle sue origini ha sempre ricoperto una funzione strategica, dapprima come luogo di transito della Via Amerina, deviazione della Consolare Flaminia, che da Amelia transitava a Orte per poi raggiungere Roma. Nel Medio Evo lungo il tracciato della strada romana venne fatto transitare il Corridoio Bizantino, che consentiva di connettere Roma con Ravenna.

Nell'Alto Medio Evo assunse una funzione sempre più importante, venendo fortificata dai bizantini e divenendo sede vescovile.

Dopo una breve occupazione araba, nel 914 venne conquistata dai Longobardi, intorno all'anno 1000 riuscì ad assicurarsi il controllo di ampi tratti del Fiume Tevere, importante per garantire i commerci e lo sviluppo economico, contendendone il controllo con Comuni rivali di Narni Amelia e con l'Abbazia di Farfa.

L'elevato sviluppo della zona portò alla nascita di borghi medievali nei dintorni della cittadina, che vennero progressivamente abbandonati. Molti degli abitanti dei dintorni si trasferirono ad Orte andando ad ingrandirne la popolazione. Con il crollo del ponte sul Tevere, importante manufatto per garantire lo svolgimento dei commerci, la struttura venne riedificata lungo la Via Flaminia, con il nome di Ponte Felice.

Nel 1864 venne realizzata la ferrovia pontificia. Ancora oggi la città assolve la sua funzione strategica, tra i principali snodi ferroviari e autostradali d'Italia, tanto da essere stata colpita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Vi transitano l'Autostrada del Sole (A1) e la Superstrada SS3 bis Cesena - Orte - Civitavecchia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Orte, arroccato sulla rupe di tufo, si presenta in discrete condizioni, con stretti vicoli e imponenti monumenti in grado di esprimere l'importanza storica del luogo.

Grande importanza nella storia del luogo svolsero le Confraternite medievali, la cui importanza storica é riscontrabile nella visita del Museo delle Confraternite.

Piazza della Libertà


Facciata del Palazzo Comunale in restauro

Antica colonna di epoca romana


Porticato di epoca romana oggi parte della struttura del Bar Centrale


Architravi e capitelli romani di spoglio incastonati nel Bar Centrale


Resti della pavimentazione del foro romano di Hortae in Piazza della Libertà


Fiume Tevere

1) CONCATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Il principale edificio religioso della cittadina é la Concattedrale di Santa Maria Assunta, elevata al rango di basilica minore. Edificata sulle fondamenta di un precedente edificio religioso del IX secolo, venne consacrata nel 1721 dal Vescovo Giovanbattista Tenderini.

La chiesa venne progettata dall'Architetto Carlo Francesco Bizzacchero su commissione di Padre Castrachini.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata sobria a due ordini separati da una cornice marcapiano, entrambi sovrapposti da un timpano triangolare.

L'interno é sobrio ed elegante, ornato da una leggera e gradevole decorazione rococò, che si fa più sontuosa mano a mano che ci si avvicina all'altare maggiore. Nella zona retrostante l'altare sono posti il coro ligneo e la tela di Giuseppe Bottani raffigurante la Madonna in gloria con otto Santi Martiri.

Nella teca di vetro sottostante l'altare maggiore sono riposte le reliquie dei Santi Martini, compatroni della città. Pregevole é l'organo a canne nella zona presbiteriale, realizzato da Domenico Densi nel 1721, che ha sostituito il precedente strumento del 1528.

Cattedrale di Santa Maria Assunta


Portale maggiore


Interno neoclassico con abside barocco ripartito in tre navate

Statua lignea raffigurante Sant'Egidio Abate


Paliotto di bronzo sbalzato e cesellato


Organo a canne barocco del 1721 di Domenico Densi


Abside e altare maggiore


Pala d'altare maggiore di Giuseppe Bottani, raffigurante la Madonna in gloria con otto Santi Martiri


Cupola che sovrasta il presbiterio


Tela dipinta raffigurante, tra gli altri,
l'Assunta e San Lorenzo con la graticola
tra gli angeli


Volta a botte della chiesa

2) CHIESA DI SAN SILVESTRO E MUSEO DI ARTE SACRA

La Chiesa di San Silvestro é stata adibita a sala espositiva per ospitare i paramenti sacri che costituiscono la collezione del Museo di Arte Sacra. Il museo raccoglie opere e paramenti sacri che vanno dall'VIII al XVI secolo, tra le quali spiccano oltre cinquanta dipinti, opere di oreficeria, paramenti e arredi sacri.

La principale opera della collezione é la Madonna Bizantina, frammento di mosaico proveniente dalla Basilica di San Pietro in Vaticano. Venne realizzata a Costantinopoli tra il 705 e il 706.

Notevole é la tela dipinta raffigurante San Francesco e le opere della sua vita. Il Santo é raffigurato su sfondo dorato con la mano destra aperta. Nei quattro angoli sono rappresentate le scene della Predica agli Uccelli, dell'Impressione delle Stimmate, del Miracolo della Predica ad Alessandria e del Miracolo della Matrona Romana, attribuita al Maestro del dossale di San Giovanni.

Particolare é il dipinto della Madonna Advocata, realizzato nel 1420 dal pittore senese Taddeo Bartolo, come la Croce - reliquiario del XIV secolo di Vannuccio da Viva da Siena, il Redentore Benedicente di Piermatteo d'Amelia del 1491, il Trittico di Chia e la Madonna dei Raccomandati, realizzata da Cola di Orte.

Nella sezione del Palazzo Vescovile sono invece presenti opere appartenenti al periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo.

3) MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

Il Museo Civico Archeologico presenta le testimonianze archeologiche rinvenute nel territorio ortano.

Il percorso espositivo é suddiviso in tre sezioni, che raccolgono reperti posti secondo un ordine cronologico, a partire dall'epoca etrusca, passando per i romani, per poi giungere all'Alto Medio Evo.

Il museo ha sede nella sconsacrata Chiesa di Sant'Antonio Abate, edificata nel Trecento e adibita al culto fino al 1922, annessa all'antico Monastero delle Poverelle Religiose.

I reperti della sezione etrusca giungono, in particolare, dalla Necropoli di San Bernardino, posta alla periferia meridionale di Orte. In questo sito, nel 1995 é stata riportata alla luce la Tomba dei Delfini, dove sono stati rinvenuti particolari reperti, come il bassorilievo raffigurante due delfini rivolti verso un rosone centrale.

La sezione romana raccoglie reperti provenienti dal Porto Romano di Seripola e dalla Necropoli delle Piane. La maggior parte dei reperti esposti risalgono all'epoca imperiale, come l'ara votiva dedicata a Mercurio, una statua togata e altri corredi funerari.

L'ultima sezione raccoglie reperti risalenti al Medio Evo, tra il V e il VI secolo. I reperti esposti, provenienti dagli scavi di Piazza della Libertà, comprendono epitaffi cristiani, materiali lapidei e scultorei, oltre ai blocchi di peperino che rivestivano le tubature idriche ipogee.

4) MUSEO DELLE CONFRATERNITE RIUNITE E CHIESA DI SANT'AGOSTINO

MUSEO DELLE CONFRATERNITE RIUNITE

Aperto nel 2001 nelle vicinanze della Chiesa di Sant'Agostino, il Museo delle Confraternite Riunite, presenta un percorso espositivo con importanti reperti appartenuti ai membri delle storiche confraternite di Orte.

La prima confraternita ortana ad essere fondata fu quella della Disciplina, poi tramutata nella Confraternita di Santa Croce. Probabilmente questa fu la prima confraternita laica d'Italia, già attiva nel 1159. Nel XVIII secolo erano attive sedici confraternite, delle quali otto presenti ancora oggi.

Le storiche confraternite sono oggi comprese nell'Associazione delle Confraternite Riunite di Orte.

Museo delle Confraternite

Crocifisso in legno policromo e dorato
di Lorenzo Maitani del XIV secolo


Macchina processionale con la
Statua della Madonna


Carro funebre il legno dorato

CHIESA DI SANT'AGOSTINO

Dai locali adibiti all'esposizione museale si accede alla Chiesa di Sant'Agostino che, in passato, svolse la funzione di ospedale maschile di proprietà della Confraternita di Santa Croce.

Nei sotterranei della chiesa si trovava l'Oratorio, affacciato sulla rupe di Orte. Nel 1817 l'Ospedale venne trasferito, dalla sua sede originaria, alla più spaziosa struttura della Madonna di Loreto.

L'interno della chiesa presenta resti di affreschi, la pala d'altare cinquecentesca di Giorgio da Orte, l'affresco della Madonna del Rosario e il Crocifisso ligneo del XV secolo.

Esterno della Chiesa di Sant'Agostino


Interno della chiesa

5) CHIESA DI SAN BIAGIO

La Chiesa di San Biagio venne edificata nel XII secolo, come testimonia un'iscrizione del 1253 impressa sulla torre campanaria.

La struttura venne ceduta all'Ordine ospedaliero del Santo Spirito in Saxia, fondato dal Pontefice Innocenzo III, per essere utilizzato come ospedale.

La chiesa, originariamente in stile romanico, venne modificata in stile neoclassico a navata unica a causa dell'incendio che la colpì nel 1754.


Chiesa di San Biagio


Interno della chiesa


Frammento marmoreo appartenente a un pluteo del IX secolo,
riutilizzato come targa da parte dell'Ospedale del Santo
Spirito nel 1654

6) ORTE SOTTERRANEA: I CUNICOLI E I SITI CONNESSI

L'imponente rupe tufacea su cui é stato edificato il borgo medievale di Orte é scavata da una rete di cunicoli, resi visitabili grazie al percorso guidato di Orte Sotterranea.

La visita permette di immergersi nella storia più profonda della città, fatta di cittadini, comunità e attività che si sono svolte nel territorio nel corso dei millenni.

Le gallerie, durante i duemilacinquecento anni di storia, hanno rivestito, in particolare, la funzione di sistema idrico capace di rifornire d'acqua tutto il paese. Il percorso copre una distanza complessiva di due chilometri.


Fori della parete per alimentare il sistema idrico


Fori della parete per alimentare il sistema idrico
dalla parte opposta della muratura

CUNICOLO PRINCIPALE

La zona più stretta del percorso espositivo é il cunicolo, scavato nel V - IV secolo a.C. con la funzione di convogliare nelle gallerie l'acqua piovana. Svolgeva anche la funzione di trasporto delle acque dalla sorgente del Colle delle Grazie al resto della città.

Il cunicolo ha inizio dalla Fontana Ipogea di Piazza della Libertà, per terminare il suo percorso nei pressi dell'Arco del Vascellaro. Nei cunicoli sono presenti i fori della parete che assolvevano la funzione di canali di sfogo dell'acqua in eccesso.

Cunicolo in discesa

Cunicolo in salita

Cisterna utilizzata per convogliare l'acqua piovana

Cunicolo che conduceva al vecchio ospedale


Ambiente pavimentato in cocciopesto


Cunei del soffitto per agganciare le catene 

IPOGEO DI VASCELLARO

Gli ipogei sono costruzioni sotterranee naturali o artificiali. L'Ipogeo di Vascellaro é costituito da una stanza con una vasca utilizzata per la pigiatura dell'uva. Di fianco a questa é riposta una vaschetta dalle minore dimensioni scavata nel pavimento.

Ipogeo di Vascellaro

POZZO DI COCCIOPESTO

Suggestivo é il pozzo di forma circolare, raggiungibile percorrendo una diramazione del cunicolo principale. Utilizzato a partire dal I secolo a.C. fino al XX secolo, il pozzo, di forma circolare, venne affiancato ad un altro pozzo del XVIII secolo.

NINFEO RUPESTRE DI PIAZZA FRATINI

Nei pressi di Piazza Fratini si trova un'importante struttura degli ambienti ipogei. La cisterna si sviluppa su due livelli, raggiungibili tramite due rampe di scale.

La cisterna pavimentata, costituisce la più pregevole manifestazione architettonica del percorso espositivo. Un cunicolo di trenta metri conduce al condotto principale.

Ninfeo rupestre di Piazza Fratini


Primo ambiente della Cisterna di Piazza Fratini


Secondo ambiente della Cisterna


Fonte della cisterna


Accesso alla zona della vasca


Capitello delle colonne del ninfeo


Secondo ambiente del Ninfeo che accoglieva la vasca


Vasca principale del ninfeo

POZZO DI NEVE

Particolare struttura ipogea é il Pozzo di Neve, utilizzato per il mantenimento dei medicinali dell'Ospedale dei Raccomandati. La neve veniva presa dai Monti Cimini, e qui trasportata in blocchi rivestiti in paglia.

Il pozzo veniva riempito col ghiaccio e consentiva di mantenere costante la temperatura dell'ambiente.

La stanza in cui é ubicato il pozzo risale al XIX secolo, come la rampa utilizzata per far scivolare le botti. Un'iscrizione incisa sulla superfice del pozzo ci indica il 1891 come anno della sua realizzazione. L'iscrizione, oltre a riportare la data, indica anche il committente, la destinazione d'uso e l'autore.

Pozzo di Neve

Apertura nel pozzo per il deposito della neve

Fondo del Pozzo di Neve

COLOMBAIA RUPESTRE

Affacciata su una sala posta a strapiombo sulla rupe tufacea, la Colombaia venne utilizzata per l'allevamento dei piccioni a scopo alimentare. Nel Medio Evo l'allevamento dei piccioni era particolarmente utilizzata nella Tuscia Viterbese.

Le pareti della Colombaia presentano piccole nicchie quadrate disposte in file parallele.

Particolare é la Colombaia di Via Solferino, di epoca etrusco - romana. La struttura é scavata su tre livelli. Un'altra Colombaia particolarmente grande é collocata in Via Magenta.

Stanza della prima Colombaia

Celle della Colombaia Maggiore

Colombaia Minore del XII - XIII secolo

NB. Le informazioni riportate sulla storia di Orte sono state estrapolate dal post "Orte. Orte, punto nevralgico di ieri e di oggi", nella pagina Internet "My Tuscia. SCOPRI, ASSAPORA, AMA LA TUSCIA", in www.mytuscia.com.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Concattedrale di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate nel post "Concattedrale di Santa Maria Assunta", nella pagina Internet "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Museo di Arte Sacra sono state estrapolate dal post "Museo d'Arte Sacra", nella pagina Internet "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Museo Civico Archeologico, sono state estrapolate dal post "Museo Civico Archeologico", nella pagina Internet "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Museo delle Confraternite Riunite e la Chiesa di Sant'Agostino, sono state estrapolate dal post "Museo delle Confraternite", nella pagina Internet "INAGROFALISCO", in www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni relative all'intinerario di visita di Orte Sotterranea, sono state estrapolate dal post "Orte Sotterranea", nella pagina Internet "INAGROFALISCO", in www.inagrofalisco.it.

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