domenica 27 aprile 2025

SORANO: LA CITTA' SUL TUFO FORTIFICATA DAGLI ORSINI E DAI LORENA

 STORIA

Sorano é un Comune di 3.002 abitanti della Provincia di Grosseto, posta a 379 m.s.l.m. al di sopra di un grande masso tufaceo, compreso in una particolare area della Maremma Grossetana, posta al confine con la Provincia di Viterbo, in un territorio di fitti boschi e vegetazione, in posizione dominante sul corso del Fiume Lente.

Le prime documentazioni storiche che ne attestano l'esistenza risalgono al III secolo a.C., in corrispondenza dell'ingresso dell'Etruria nell'orbita romana. Scarsi sono i rinvenimenti archeologici che ci rimandano all'epoca etrusca, rinvenuti soprattutto nel vicino centro abitato di Sovana, oggi frazione ma, all'epoca, molto più fiorente e importante.

Scarse sono anche le testimonianze relative al periodo romano, salvo il rinvenimento di numerosi colombari, che inducono a pensare alla fondazione, in questo periodo, di un primo nucleo della cittadina, ad opera sempre della vicina Sovana, elevata al rango di municipium.

La Contea di Sorano nacque ufficialmente il 9 Ottobre 962, anno in cui Ludovico II, Imperatore del Sacro Romano Impero, costituì la Contea Aldobrandesca. Successivamente il paese venne menzionato in un documento del 1172, anno in cui il Castello era infeudato alla Famiglia Di Bartolomeo, ma sempre sotto la supervisione dei Conti Aldobrandeschi.

Le sorti del paese seguono quelle della Famiglia Aldobrandescchi fino alla sua estinzione, avvenuta nel 1312 a causa della morte della Contessa Margherita, unica figlia ed erede legittima al controllo del feudo, del potente Principe Ildebrandino. Andata in sposa a Guido di Montfort, Conte di Leicester, Margherita diede alla luce la sua unica figlia Anastasia che, nel 1293, si sposò con Romano Orsini, membro della potente famiglia romana, portando in dote il feudo.

Nel XIII secolo la Contea passerà sotto il dominio degli Orsini di Pitigliano. Gli Orsini fecero riedificare la piccola rocca realizzata dagli Aldobrandeschi, e ne fecero una fortezza tanto imponente quanto inespugnabile, che assunse il nome di Fortezza Orsini.

La fortezza fu in grado di respingere più volte gli attacchi della Repubblica di Siena. Tuttavia, nel 1417, pur non venendo sconfitta sul campo, la Contea di Sorano e Pitigliano fu costretta a sottoscrivere un trattato di sottomissione indiretta a Siena, accordo che consentì a Niccolò Orsini di continuare a controllare la fortezza pur sotto il comando senese.

Il patto decadde nel 1555, a seguito della devoluzione della Repubblica di Siena nella Repubblica di Firenze, e Niccolò Orsini poté riaffermare la sua supremazia sulla Contea di Sorano.

La sovranità degli Orsini ebbe termine nel 1604, quando il feudo passò sotto il controllo dei Medici, rimanendovi fino al 1737, anno in cui subentrarono i Granduchi di Lorena, sotto i quali Sorano conobbe il suo periodo di massimo splendore. Il Granduca di Toscana, Leopoldo di Lorena, vi fece edificare il Masso Leopoldino, altra possente fortificazione che andò a proteggere il centro abitato a nord mentre, la Fortezza Orsini garantiva la protezione a sud. La cittadina venne resa praticamente imprendibile.

A seguito del plebiscito del 1860 la Toscana, insieme a tutti i territori pontifici del centro Italia, entrò a far parte del Regno d'Italia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

La città storica di Sorano si estende tra le due formazioni rocciose sui quali si ergono le principali fortezze risalenti all'epoca del dominio degli Orsini, e a quello dei Lorena, rispettivamente la Fortezza Orsini e il Masso Leopoldino.

Pertanto, prima di addentrarsi tra i vicoli del borgo medievale, e scoprire l'interno del paese, é necessario approfondire la visita di queste grandi strutture storiche.

L'accesso al centro storico é consentito, a sud, oltrepassando la caratteristica Porta dei Merli, realizzata in tufo, ad unico fornice con arco in bugnato, sovrastato da due bolsoni, incassi che ospitavano le catene del ponte levatoio, quando questo veniva rialzato, e due stemmi nobiliari.

Centro storico di Sorano


Interno del centro storico


Vicolo con scalini scavati nel tufo


Vicolo del centro storico


Piazza della Chiesa

Vicoli del centro storico verso la chiesa


Vicoli del centro storico


Mura medievali


Veduta dei boschi dalle mura


Porta dei Merli


Veduta degli stemmi araldici e dei bolsoni
appartenenti alla Porta dei Merli

1) FORTEZZA ORSINI

Con la sua possente mole, la Fortezza Orsini rappresenta uno dei principali esempi di fortezza, arrivata pressappoco intatta fino a noi. Realizzata dagli Aldobrandeschi nel XIII secolo, venne successivamente ristrutturata ed ampliata dagli Orsini, per adeguarla agli attacchi nemici con le nuove armi da fuoco.

La fortezza venne fortificata in quanto rappresentava sia un baluardo difensivo contro gli attacchi della Repubblica Senese, sia un avamposto di controllo dei traffici militari e mercantili, che giungevano sia dall'interno, che dal mare.

DESCRIZIONE

La struttura é composta da due corpi principali, uno a oriente, l'altro a occidente, che s'incontrano nel centrale cortile quadrangolare, protetto da una possente serie di mura a scarpa, separate dalla terraferma per mezzo di un fossato. La fortezza era accessibile da un enorme mastio centrale posto sulla terraferma, che introduceva al ponte che conduceva all'ingresso.

Fortezza Orsini


Camminamenti di ronda visti dall'esterno


Lato della Fortezza sullo strapiombo

L'interno é disposto su due livelli: al piano terra si trovavano il mastio, che ospitava l'armeria, e il magazzino, dove venivano depositate le munizioni. Al piano interrato erano invece presenti la fonderia, per realizzare le armi, le prigioni e i vari camminamenti sotterranei, che consentivano lo spostamento delle truppe senza essere scoperti dal nemico.

Il portale di accesso é sovrastato dallo stemma, raffigurante sia i leoni rampanti degli Aldobrandeschi, che la rosetta e le barre degli Orsini, sovrastato dal simbolo dell'Orso araldico.

Portale di accesso alla fortezza


Camminamento di accesso

Il mastio, collocato in posizione centrale, é connesso ai due bastioni laterali, anch'essi decorati rispettivamente con un proprio stemma.

Mastio della fortezza


Veduta dell'antico ponte che la connetteva con la terraferma


Antico fossato oggi non più presente


Cortile interno quadrangolare

Gli edifici che compongono la struttura sono connessi fra loro da una serie di suggestivi camminamenti sotterranei, che consentivano alle truppe sia di non essere avvistate dal nemico, che di spostarsi rapidamente all'interno delle mura. I percorsi sotterranei, scavati su più livelli sovrapposti, sono dotati di particolari feritoie, dette bocche di lupo, adatte alla difesa con l'impiego di archibugi.

L'approvviggionamento idrico era consentito da un sistema di canali, collegato alle due cisterne scavate nel tufo.

Bastione di San Marco

Camminamento sopraelevato che conduce al Bastione di San Marco


Accesso dal lato opposto, sovrastato
dagli Stemmi congiunti degli Orsini e
degli Aldobrandeschi


Accesso coperto alla fortezza


Parete con feritoie orizzontali dove erano
installate armi da fuoco mobili che
non davano modo ai nemici di entrare
all'interno


Scale che scendono al primo livello inferiore


Secondo livello inferiore corrispondente
alla rete di cunicoli sotterranei utilizzati
per radunare i soldati e distribuire
razioni di cibo


Cunicolo sotterraneo con
volta a botte


Foro che si apre sulla volta del cunicolo per
consentire la comunicazione tra i soltati su più
livelli e, all'occorrenza, per gettare l'olio
bollente ai nemici

Cunicolo con i fori per l'areazione e la comunicazione

Stanza della fortezza utilizzata come stalla per animali

2) MASSO LEOPOLDINO

Altra importante costruzione del centro storico, in posizione opposta rispetto alla Fortezza Orsini, é il Masso Leopoldino, imponente struttura in tufo, realizzato per finalità strategiche e difensive.

Il nome del monumento é dovuto a quello del Granduca che la portò a termine, Leopoldo II di Lorena.

DESCRIZIONE

In occasione del distacco di un'enorme mole di parete rocciosa, il Granduca fece consolidare la struttura tra il 1820 e il 1822, restaurando la parte sommitale del masso, facendo realizzare una monumentale terrazza, alla cui estremità meridionale venne eretta una torre munita di orologio e campana.

La terrazza panoramica costituisce il principale punto di osservazione panoramica del centro storico e dei boschi circostanti.

Panoramica del centro storico dal Masso Leopoldino



Torre dell'Orologio


Terrazza del Masso verso la torre


Terrazza del Masso verso i boschi

3) COLLEGIATA DI SAN NICCOLO'

Seppur di minori dimensioni rispetto alla Chiesa di Santa Maria Maggiore e alla Cattedrale di Santa Maria Assunta situate a Sovana, la Collegiata di San Nicolò merita di certo una visita.

Edificata in stile romanico a partire dal XIII secolo, la chiesa venne completamente rifatta nel XVIII secolo. L'esterno presenta una semplice facciata intonacata arricchita da un portale in travertino sovrastato da un oculo.

INTERNO E MUSEO

L'interno, a navata unica, conserva le spoglie mortali di Santa Felicissima, trasportate a Sorano dalle catacombe romane nel 1772.

Notevole é il Crocifisso ligneo del XVIII secolo donato alla chiesa da Cosimo III de' Medici, una tela seicentesca della scuola di Francesco Vanni (1587 - 1657) raffigurante San Domenico di Gùzman, e una tela del 1884 di Pietro Aldi raffigurante San Giuseppe e il Bambino.

Secondo una tesi avvalorata, il Crocifisso venne rinvenuto nel Seicento, durante una grave epidemia di Peste che aveva colpito la comunità nel biennio 1658 e 1659. Portato in processione, il Crocifisso svolse un ruolo determinante per la fine della pestilenza.

Nella parete di fondo della chiesa una porta introduce al piccolo, ma esaustivo, Museo di Arte Sacra, dove sono esposti pregevoli ostensori, codici miniati e oggetti di oreficeria.

Interno romanico a navata unica


Urna in vetro contenente le spoglie mortali di Santa Felicissima


Fonte battesimale


Abside della Collegiata


Lastra di marmo sulla destra dell'altare
 maggiore raffigurate l'Agnus Dei


Cappella del Santissimo Sacramento


Pregevole Crocifisso ligneo donato nel 1635 dal
Cardinale Giovan Carlo Medici


Finta cupola della cappella


Tela dipinta del XVII secolo di
ignoto autore toscano raffigurante
Giaele che uccide Sisara


Gros de Tour di seta bianco
ricamato in oro del 1709
realizzato nell'Italia Centrale


Tabernacolo in pietra scolpita
di manifattura toscana del
XV secolo

NB. Le informazioni storiche su Sorano, sono state estrapolate dal post "Storia Sorano", sulla pagina Internet "TUTTOMAREMMA", in www.tuttomaremma.com.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sulla Fortezza Orsini, sono state estrapolate dal post "La Fortezza Orsini", nella pagina Internet ufficiale del "Parco Archeologico Città del Tufo Sorano", in www.leviecave.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche riportate sul Maso Leopoldini, sono state estrapolate dal post "Masso Leopoldino", nella pagina Internet "Visit Tuscany", in www.visittuscany.com.

NB. Le informazioni sulla Collegiata di San Niccolò sono stati estrapolati dal post "Sorano, San Nicola", nel portale ufficiale della "Diocesi di Pitigliano - Sovana - Orbetello", in www.diocesipitigliano.it.

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