domenica 25 maggio 2025

SANT'ORESTE E IL BUNKER DEL MONTE SORATTE: ESPERIENZA SUGGESTIVA TRA NATURA, ARTE E STORIA

 STORIA

Sant'Oreste é un Comune di 3.423 abitanti della Città Metropolitana di Roma Capitale, posta a nord della città di Roma, alle pendici del Monte Soratte, la montagna isolata svettante tra l'Agro Romano, la Sabina, l'Umbria e l'Agro Falisco.

Il piccolo centro é posto ad una quota di 420 m.s.l.m., mentre l'altezza complessiva della montagna é pari a 691 m.s.l.m.. Sulla vetta si trova l'Eremo di Sam Silvestro, raggiungibile percorrendo la Via degli Eremi, comprendente un totale di tre eremi compreso, appunto, quello di San Silvestro.

La montagna si presentava nel Pliocene come un'isola nel mare, fatto che ha portato le antiche popolazioni italiche di Etruschi, Falisci, Capenati e Romani ad eleggerla come sito privilegiato per lo svolgimento dei propri riti religiosi. I Romani vi fecero edificare un santuario dedicato al dio Apollo.

Con l'avvemto del Cristianesimo, la montagna fu scelta come luogo di rifugio di eremiti che professavano la nuova religione. Tra di essi degno di nota fu San Silvestro Papa che, per sfuggire alle persecuzioni romane, si rifugiò in una grotta della montagna.

Il monachesimo benedettino scelse ancora il Monte Soratte per fondarvi i propri eremi: nacquero quindi gli Eremi di Sant'Antonio, Santa Lucia, San Sebastiano e Santa Romana.

Carlomanno, secondo figlio di Pipino il Breve, rinunciando al trono imperiale in favore del fratello Carlo, divenuto poi Imperatore col nome di "Magno", divenuto monaco si rifugiò sul Monte Soratte, restaurando l'Eremo di San Silvestro e commissionando l'edificazione dell'Abbazia di Sant'Andrea in Flumine.

La prima menzione documentata che attesta l'esistenza del paese é citata nel testo del Chronicon che, con riferimento a un precedente documento del 747 cita il Castello come "Curtis Sancti Heristis".

E' probabile che il toponimo del Comune derivi da Heristo, giovane romano appartenente della Famiglia degli Aristi che, professando la religione cattolica, venne martirizzato durante le persecuzioni cristiane dei romani nel 68 d.C..

Nel 1576 il Pontefice Paolo III Farnese concesse lo Statuto alla comunità cittadina, portando ad una consistente crescita della popolazione.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo é situato sul crinale inferiore della montagna nell'Agro Romano, e si presenta con un centro medievale ben conservato e molto gradevole.

Il centro é circondato da mura medievali su cui si aprono tre porte, tra cui Porta Valle, anche denominata Porta San Silvestro, Porta di Sant'Edisto e Porta Santa Maria.

Nel Cinquecento il centro venne abbellito da eleganti palazzi signorili, come il Palazzo Caccia Canali, edificato nel 1589 con ampi saloni interni, alcuni dei quali affrescati.

Nell'Archivio Comunale é conservata una Croce in legno di Bosso scolpita a mano nel 1546 e decorata con rilievi raffiguranti le scene del vecchio e del nuovo testamento.

Accanto all'Archivio sorge il Monastero di Santa Croce che, a partire dal 1598, accoglie le monache Agostiniane dell'antica clausura di San Nicola. Di fianco al monastero corre la cinta muraria, fortificata dai bastioni progettati da Antonio da Sangallo "il Giovane".

Sant'Oreste sul Monte Soratte


Monte Soratte alle spalle del borgo

Panorama dell'Agro Romano da Sant'Oreste


Vicoli del centro storico


Vicolo voltato a botte


Vicolo del centro storico

1) COLLEGIATA DI SAN LORENZO

La Collegiata di San Lorenzo costituisce la principale architettura religiosa del paese.

Venne edificata a partire dal 1558, come attestato nell'Atto Notarile Clerici redatto nel 1770.

La chiesa realizzata andava a sostituire il precedente edificio, dalle dimensioni più ridotte, realizzato in stile romanico. Il progetto iniziale é attribuito al Vignola, dato che lo stesso Architetto la menziona esplicitamente in una lettera dallo stesso firmata nel 1568.

Con l'avvio dei lavori di edificazione vennero modificati alcuni degli accorgimenti del progetto originario. Nel 1576 il progetto vignolesco della facciata, venne sostituito con quello dell'Architetto Mastro Giovanni. Nel 1746 la chiesa venne ampliata. La chiesa venne consacrata nel 1600.

Nonostante il procedere del cantiere per la realizzazione della struttura, la facciata non venne portata a compimento prima del 1818, anno della sua definitiva realizzazione.

DESCRIZIONE

La facciata é affiancata da un bel campanile romanico del 1527 a blocchi di pietra su cui si aprono bifore, oltre agli Stemmi marmorei dei monaci di San Paolo e dell'ordine dei Cistercensi.


Facciata della Collegiata di San Lorenzo


Campanile romanico con due ordini di bifore su quattro lati

L'interno é a navata unica in un sobrio stile barocco e presenta, in controfacciata, l'organo installato in una cantoria lignea del 1638, realizzato da l'intagliatore Ennio Bonifazzi.

La grande navata é impreziosita da cappelle laterali, che si aprono sulla destra e sulla sinistra.

Interno barocco a navata unica


Cappella della Vergine Santissima del Rosario
con la tela dipinta raffigurante la Madonna,
San Domenico e Santa Caterina da Siena.
Intorno é dipinta una cornice raffigurante
i Misteri del Rosario


Organo del 1638 con cantoria lignea di Ennio Bonifazzi

L'altare maggiore, consacrato al culto di San Lorenzo, é sovrastato dalla tela dipinta raffigurante il Martirio del Santo titolare, realizzata nel XVIII secolo dal pittore Veneziano Ceccherini.

Altare maggiore

Ai lati della tela centrale, vi sono altre due tele, raffiguranti l'una, Sant'Apollonia, l'altra, Santa Lucia.

Il  terzo altare sulla destra, consacrato al culto della Madonna del Rosario, é impreziosito dalla tela dipinta da autore ignoto del 1576, contornata da lunotti raffiguranti i Misteri del Rosario.

Nella navata centrale é conservato un pulpito ligneo cinquecentesco, che riporta lo stemma della Famiglia Caccia, finanziatrice della realizzazione della chiesa. Sul lato sinistro dell'ingresso si trova una pregevole acquasantiera recante un'iscrizione.

Dalle vetrate poste sulla pavimentazione sono ancora visibili i resti archeologici della primitiva struttura romanica.

Veduta dei resti archeologici della primitiva struttura romanica

2) CHIESA DI SANTA MARIA HOSPITALIS

Girovagando per il centro storico di Sant'Oreste si incontra la Chiesa di Santa Maria Hospitalis.

Venne edificata nel Trecento, sui resti di una precedente costruzione antecedente al 1000.

Nella facciata con copertura a capanna sono visibili i resti di un ciborio e una lapide marmorea, proveniente da una villa romana in Località Giardino.

Facciata della Chiesa di Santa Maria Hospitalis

L'interno della chiesa. a navata unica, presenta pareti e abside affrescate, oltre a due paliotti di epoca carolingia.

Interno a navata unica


Tela della Madonna con Bambino con sottostante reliquiario


Altare laterale con tela dipinta del Battesimo di Cristo


Abside della chiesa affrescato


Tela dipinta dell'altare maggiore della Madonna del Latte


Pavimentazione appartenente alla primitiva
chiesa del X secolo


Resti umani in una fossa d'inumazione
nella primitiva chiesa

3) BUNKER DEL MONTE SORATTE

Il Bunker del Monte Soratte venne realizzato nel 1943, durante la fase più critica della Seconda Guerra Mondiale, poco dopo la proclamazione dell'Armistizio di Cassibile dell'8 Settembre dello stesso anno, per volontà del "Comando Supremo del Sud" delle forze di occupazione tedesche in Italia guidate dal feldmaresciallo Albert Kesselring.

Velivolo F - 104 Starfighter Lockheed

Le truppe naziste rimasero nel bunker per dieci mesi, resistendo al bombardamento generalizzato su Roma del 12 Maggio 1944 effettuato da due gruppi di aerei B-17 anglo americani.

Pare che, prima dell'abbandono del bunker, Kesselring avesse dato l'ordine di interrare le riserve di lingotti d'oro della Banca d'Italia, che non vennero mai rinvenute.

La realizzazione dell'immenso bunker venne avviata nel 1937 per volontà di Benito Mussolini, come rifugio per le alte sfere del governo fascista in caso di bombardamento generalizzato su Roma.

Uscita del Bunker del Soratte

La costruzione delle immense gallerie venne avviata dalla ditta "Giovanni Perucchetti", sotto la direzione del Genio Militare di Roma. Il cantiere di realizzazione venne visitato personalmente da Mussolini nel 1940. La realizzazione della struttura era a buon punto nel 1943, quando il Fascismo venne destituito dalla riunione tra il Re e il Gran Consiglio del 25 Luglio e non assolse alla sua funzione in occasione del bombardamento del quartiere San Lorenzo. Con la caduta del regime i lavori si interruppero.

Galleria iniziale del bunker realizzata in epoca fascista


Cartello di avviso che invitava gli ospiti a tranquillizzarsi


Galleria del bunker da percorrere a piedi


Porta d'ingresso blindata del bunker antiatomico della Guerra Fredda


Trenino che permette di esplorare rapidamente le gallerie


Gallerie del bunker con trenino


Gallerie del bunker con trenino


Sala da Pranzo


Mappa dell'Italia nel 1943, divisa dalla Linea Gustav


Mensa del Bunker


Oggetti rinvenuti durante le ricerche


Mostra fotografica con i soldati tedeschi in una trincea

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la struttura continuò ad assolvere la sua funzione negli anni della Guerra Fredda. Dopo circa venti anni di abbandono, fu solo nel 1967 che il bunker venne modificato per essere adattato alle esigenze legate alla nascita delle armi atomiche.

In questa ottica il rifugio avrebbe dovuto ospitare le alte sfere di governo e il Presidente della Repubblica in caso di attacco nucleare su Roma o meglio, per usare i termini propriamente utilizzati dall'intelligence, di "devastazione generalizzata".

Venne realizzata una grande cabina di comando, rivestita con materiale in grado di schermare le radiazioni ionizzanti. L'area di rifugio antiatomico contava due sale, la Sala di Comando, che ospitava la direzione delle operazioni militari e la Sala di Esercizio, utilizzata durante le esercitazioni che venivano realizzate per simulare una situazione di emergenza.

I lavori di adeguamento si protrassero fino al 1972, anno in cui vennero bruscamente interrotti.

Con l'acquisto del sito da parte del Comune di Sant'Oreste, é stato realizzato un percorso espositivo molto suggestivo in grado di condurre i visitatori alla scoperta di uno dei luoghi simbolo della Seconda Guerra Mondiale e, oramai, della storia d'Italia.

NB. Le notizie storiche su Sant'Oreste e sulla Chiesa di Santa Maria Hospitalis, sono state estrapolate dal post "Sant'Oreste - La Storia", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sant'Oreste", in www.santoreste.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Collegiata di San Lorenzo, sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Lorenzo", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Sant'Oreste", in www.santoreste.it.

NB. Le informazioni storiche sul Bunker del Soratte, sono state estrapolate dalla sezione "LA STORIA IN BREVE", nel portale Internet ufficiale del "BUNKER SORATTE", in www.bunkersoratte.it.

sabato 24 maggio 2025

CAMERINO: CENTRO DEL RINASCIMENTO ITALIANO IN RIPRESA DOPO IL TERREMOTO

 STORIA

Camerino é un Comune di 5.981 abitanti della Provincia di Macerata, posto sopra un colle che domina la valle del Fiume Chienti ad un'altitudine di 661 m.s.l.m..

Il primo insediamento venne fondato nel Neolitico, per poi divenire territorio degli antichi Umbri nel II millennio a.C.. Venne poi conquistata dai Romani, stipulando un alleanza militare con Roma nel 309 a.C..

Dopo la Guerra Sociale del 90 a.C. Caio Mario concesse la cittadinanza romana ai popoli italici, riconfermata dall'Imperatore Settimio Severo nel 210. L'importanza della cittadina crebbe anche nel III secolo, nonostante l'iniziale crisi delle istituzioni imperiali.

Divenne sede vescovile a partire dal 465 e, con la conquista longobarda, sede di un Marchesato, entrando poi a far parte del Ducato longobardo di Spoleto nel VI - VIII secolo.

Carlo Magno elesse la cittadina a capoluogo dell'omonima Marca, entrando poi a far parte dello Stato Pontificio riuscendo, tuttavia, a conquistare l'autonomia comunale.

Divenuta dapprima ghibellina, poi passata alla fazione guelfa, venne distrutta da Manfredi di Svevia nel 1259. Venne ricostruita nel XIII secolo su iniziativa di Gentile Da Varano, che diede avvio al governo della Signoria della Famiglia Da Varano, corrispondente con il periodo di massimo splendore, politico e culturale, della cittadina.

Temporaneamente interrotta nel 1502 a causa delle campagne militari di Cesare Borgia, che spodestò Giulio Cesare da Varano, la Signoria tornò al potere soltanto un anno dopo con Giovanni Maria da Varano, figlio di Giulio Cesare.

Nel 1545 a causa della mancanza di eredi diretti la Signoria si estinse, e la città tornò sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio. Nel 1809, durante le Guerre Napoleoniche, venne inglobata nel territorio della Marca di Ancona. Nel 1860 venne annessa al Regno d'Italia.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Camerino é stato duramente colpito dal terremoto del centro Italia del 2016, fatto che ha portato alla distruzione di molti edifici e alla lesione di gran parte del centro storico, rendendo la maggior parte dei monumenti purtroppo inagibili.

A quasi dieci anni dal sisma, molto del centro non é visitabile e molte case private non sono ancora state riparate. Nonostante ciò la città é molto viva, i lavori di restauro procedono spediti e, in generale, si avverte una grande volontà di far ripartire economia e turismo.


Centro storico di Camerino


Porta di accesso


Via principale del centro storico
intitolata a Odoardo Farnese


Piazza principale del centro storico


Oratorio di San Venanzetto (XV - XVIII secolo)

1) ROCCA BORGESCA

La Rocca Borgesca é un'imponente costruzione militare, fatta edificare nel 1503 da Cesare Borgia, con l'intento di controllare il territorio di Camerino.

Secondo la tradizione, la realizzazione della rocca venne finanziata non tanto per la necessita del Duca Valentino di difendere Camerino, quanto per tenere sotto controllo i territori formalmente appartenenti alla Signoria dei Varano.

Venne realizzata in posizione appartata rispetto alla città, sullo strapiombo, oltrepassato grazie alla costruzione di un massiccio ponte.

L'edificio venne progettato dall'Architetto Ludovico Clodio. I lavori di edificazione subirono un'accelerazione tra i mesi di Maggio e Agosto del 1503 e, infine, la struttura venne completata da Giovanni Maria da Varano, che la collegò al Palazzo Ducale tramite un passaggio sotterraneo, dotandola di un ingegnoso sistema difensivo, tra cui archibugi e cannoni.

Nel corso dei secoli la rocca subì stravolgimenti nella destinazione d'uso: utilizzata come lazzaretto fino al 1852, nel 1867 venne smantellata.

DESCRIZIONE

La fortezza presenta una pianta trapezoidale, che comprende una piattaforma interna situata sullo strapiombo. I vertici orientale e occidentale sono rinforzati da torrioni cilindrici, mentre a nord venne realizzato il grande mastio quadrangolare.

Bastioni della Rocca Borgesca visti dal parco

Il riempimento del fossato, la demolizione degli edifici presenti all'interno e l'eliminazione delle merlature hanno trasformato la rocca in un pittoresco belvedere. Nel 1924 venne realizzato il giardino pubblico tutt'ora presente sulla sua sommità, ornato da alberi piantati nel XIX secolo.

Portale di accesso alla rocca


Intradosso del portale di accesso


Parco pubblico sulla sommità dei bastioni


Scalinata di accesso ai sotterranei della rocca

2) PALAZZO DUCALE E PINACOTECA

Il Palazzo Ducale, posto sulla piazza principale della cittadina, é il cuore pulsante del patrimonio storico e artistico. Venne realizzato su commissione di Giulio Cesare da Varano, come propria residenza nobiliare, durante il suo governo, tra il 1464 e il 1502.

Lo splendore della Signoria permise la nascita di una fiorente scuola di pittura, di cui il principale esponente fu l'artista Giovanni Angelo d'Antonio di Bolognola. Proprio quest'ultimo realizzò la tela dipinta dell'Annunciazione con i donatori e la Pietà. Il dipinto raffigura l'Arcangelo Gabriele dinanzi ai due donatori, identificati come i membri della Famiglia Varano. Dinanzi a lui si nota la Vergine Maria intenta a leggere.

Esterno del Palazzo Ducale con portale principale


Cortile interno rinascimentale del palazzo


Corridoio del cortile

3) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ANNUNZIATA

La Cattedrale di Santa Maria Annunziata é il principale edificio religioso di Camerino.

Venne realizzato su progetto degli Architetti Andrea Vici e Clemente Folchi, riedificato nel XIX secolo nel sito ove sorgeva l'antica Cattedrale medievale, realizzata in stile romanico - gotico, purtroppo andata completamente distrutta a causa del terremoto del 1799.

La struttura é, al momento, inagibile a causa dei danni subiti dal terremoto nel 2016, ma sono in corso lavori di consolidamento e restauro, che fanno ben sperare per una futura riapertura.

DESCRIZIONE

La struttura presenta un interno ampio e luminoso a navata unica, in stile neoclassico.

Cattedrale di Santa Maria Annunziata in restauro

La chiesa conserva due sagrestie e pregevoli opere d'arte, come il Crocifisso ligneo policromo del Duecento, e la scultura quattrocentesca, sempre in legno, della Madonna della Misericordia.

Fotografia esposta in facciata che rappresenta l'interno neoclassico

Ai lati della navata si trovano preziose tele dipinte da artisti vari del XVII secolo.

Era qui conservato il grande polittico del pittore Carlo Crivelli che, tuttavia, venne in seguito smembrato, e le sue parti sono ora esposte in vari musei americani ed europei. La tela centrale, quella più importante e preziosa, é conservata a Milano presso la Pinacoteca di Brera.

Al di sotto del presbiterio si trova la cripta, ove sono conservate due statue leonine in pietra del XIII secolo, realizzate da Armanno da Pioraco, due busti della bottega del Bernini ritraenti il Cardinale Angelo Giori e il fratello Prospero e, in particolare, la splendida Arca di Sant'Ansovino in marmo del XIV - XV secolo in stile gotico toscano.

4) BASILICA DI SAN VENANZIO

Consacrata al culto del Santo Patrono, la Basilica di San Venanzio é una delle chiese principali del territorio marchigiano e, al momento, l'unica attrazione culturale completamente visitabile del centro storico.

La basilica, edificata in stile romanico in epoca medievale, venne poi modificata con fattura neoclassica a seguito delle distruzioni apportate dal terremoto del 1799, con il progetto dell'Architetto Luigi Poletti.

ESTERNO E INTERNO

La chiesa presenta un'imponente facciata a tempio in stile neoclassico, realizzata in origine nel XVI secolo, con sei massicce colonne poggianti su un grande timpano triangolare. Pregevole é il portale di accesso alla basilica, con arco a tutto sesto e motivi floreali.

L'architrave del portale che sorregge la lunetta é decorato con un fregio scolpito che rappresenta Cristo con gli Apostoli. Nella lunetta é riposto un gruppo scultoreo con le statue della Vergine con Bambino e San Porfirio, mentre quella raffigurante San Venanzio purtroppo é andata perduta. Le due statue della lunetta sono state attribuite ad un ignoto scultore toscano.

Al di sopra del portale si trova il rosone circolare con, ai lati, due mensole, su cui poggiano due statue leonine, simbolo del potere guelfo.

Sopra al portale maggiore si apre un piccolo oculo.

Basilica di San Venanzio


Colonnato neoclassico della facciata


Rosone circolare


Portale maggiore


Stipite sinistro del portale maggiore


Lunetta con le statue della Vergine con Bambino e di San Porfirio


Loggiato che affianca la basilica

L'interno, anch'esso in stile neoclassico, presenta dimensioni imponenti ed é distinto in tre navate.

Interno neoclassico a tre navate


Colonne marmoree della chiesa


Tela dipinta di artista ignoto vicino a Sebastiano Conca, raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Vittoria, Porfirio e Venanzio, realizzata nel 1752


Volta a botte della chiesa


Cappella del Sacramento con la tela dipinta dell'Incoronazione della Vergine, San Carlo Borromeo e Sant'Ubaldo

Il presbiterio é impreziosito dall'altare maggiore, realizzato in marmo nel XVIII secolo.

L'altare é sovrastato da una grande cupola, mentre le navate laterali custodiscono pregevoli dipinti, realizzati per lo più da artisti marchigiani vissuti tra il XVII e il XVIII secolo.

Nella zona retrostante si trova il coro ligneo in noce del XVI secolo mentre, al di sopra dell'altare é riposto il Crocifisso ligneo del XVI secolo.

Presbiterio della chiesa


Altare maggiore in marmo


Cupola a cassettoni che sovrasta il presbiterio

CRIPTA

Scendendo per una delle due rampe di scale poste ai lati dell'altare maggiore si accede alla cripta, ove é ospitato il Sacello di San Venanzio, che custodisce un armadio in noce con il busto d'argento di San Venanzio affiancato da sei candelieri d'argento. Il busto é stato fuso nel 1764 dall'argentiere romano Tommaso Politi, che la donò all'allora Vescovo Monsignor Francesco Viviani.

Il busto rappresenta San Venanzio Martire vestito da soldato romano, intento a reggere lo stendardo, con la mano destra e, con la sinistra, il modellino della città di Camerino.

Doppia rampa di scale che scende nella cripta


Colonne in porfido che introducono al Sacello di San Venanzio


Urna contenente le reliquie di San Venanzio


Cella con le reliquie di San Porfirio maestro di San Venanzio

NB. Le informazioni sulla storia di Camerino, sono state estrapolate dal post "LA STORIA", nel portale Internet "TERRE dei VARANO. CORRI SCOPRI VIVI", nel sito www.terredeivarano.it.

NB. Le informazioni sulla Rocca Borgesca sono state estrapolate dal post "Rocca Borgesca", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Camerino", in www.comune.camerino.mc.it.

NB. Le informazioni sul Palazzo Ducale e la Pinacoteca, sono state estrapolate dal post "Una Capitale dell'arte da scoprire: Camerino ai tempi di Giulio Cesare Varano", nel portale Intenet "#destinazionemarche", in www.destinazionemarche.it.

NB. Le informazioni sulla Cattedrale di Santa Maria Annunziata, sono state estrapolate dal post "Cattedrale di Santa Maria Annunziata", pal portale Internet "Turismo Marche", in www.eventi.turiamo.marche.it.

NB. Le informazioni sulla Basilica di San Venanzio, sono state estrapolate dal post "Basilica di S. Venanzio Martire", nel portale Internet "Turismo Marche", in www.eventi.turismo.marche.it.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

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