sabato 31 gennaio 2026

TOFFIA: BORGO SABINO SULLO SPERONE CALCAREO

 STORIA

Toffia è un Comune di 1.051 abitanti della Provincia di Rieti, posto nei territori della bassa Sabina, al confine con la Città Metropolitana di Roma Capitale e al confine tra tre territori storici, la Sabina Reatina, la Sabina Romana, corrispondente ai Comuni di Nerola, Nazzano, Ponzano Romano e Sant'Oreste e il Cicolano, territorio che comprende i comprensori dei Laghi del Salto e del Turano.

Sorge a 262 m.s.l.m, in una posizione molto suggestiva, a strapiombo su uno sperone di roccia calcarea che, nel tempo, è stato scavato dagli abitanti per ricavarne cantine sotterranee.

I primi insediamenti del territorio risalgono all'Età del Bronzo, periodo compreso tra il III e il II millennio a.C., cui appartengono molti manufatti archeologici rinvenuti, come ciotole, scodelle e punte di frecce.

La più antica documentazione scritta che ne attesta l'esistenza, risale all'897, ove viene riportata con il nome latino di Tophia.

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, il borgo venne ulteriormente fortificato, con la realizzazione delle mura, non più esistenti. Da altri documenti si viene a conoscenza della presenza di una Rocca, oggi scomparsa, datata al 936. Il rinvenimento di murature in opus reticolatum ci dà la certezza dell'esistenza, nei pressi dell'odierno borgo di un opidum, ossia un villaggio romano.

Nell'XI secolo Toffia compare sui documenti ufficiali dell'archivio storico dell'Abbazia di Farfa, consentendo di comprendere come, in questo periodo, faceva parte dei possedimenti dell'abbazia.

Con la creazione del Ducato di Spoleto, l'Abbazia di Farfa concesse a Teobaldo, Marchese del Ducato, di edificare un castello, a condizione che la proprietà della fortezza venisse equamente divisa tra i proprietari.

Nel momento in cui questo patto venne disatteso, iniziarono i contrasti tra l'Abate di Farfa e il Duca di Spoleto, lotte che poi continuarono nel momento in cui il feudo della Rocca passò agli Orsini mentre, la proprietà del Castello. ossia del borgo, ai Colonna, le fazioni guelfe e ghibelline di Roma.

Ad un tratto, le tensioni tra gli Orsini e i Colonna per il controllo del feudo di Toffia, divennero così feroci, che il Vicario della Sabina Lupo Santi, inviato nel borgo per tentare di trovare una conciliazione tra le famiglie rivali, scampò per poco ad un agguato tesogli dalle milizie della famiglia ghibellina.

La società del borgo si polarizzò sempre di più, portando a feroci contrasti sociali, tanto che vennero aperti due distinti forni del pane, uno per i guelfi e, l'altro, per i ghibellini.

Il borgo venne visitato dal Pontefice Onorio III nel 1219, accolse San Francesco d'Assisi e, nel 1400, San Bernardino da Siena, che vi fondò la Confraternita del Gonfalone.

La spirito battagliero dei cittadini si dimostrò tale anche durante le grandi fasi della storia italiana, quando la popolazione partecipò attivamente, sia alle guerre mondiali che, al Risorgimento nazionale.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Toffia presenta un aspetto medievale, arroccato sulla rupe calcarea che, nel tempo, nonostante la sua durezza, è stata scavata per ricavare delle cantine, fino a formare una serie di cunicoli sotterranei che si estendono al di sotto delle abitazioni.

Il borgo è un labirinto di vicoli medievali in pietra che salgono fino al punto più elevato dove si trova a chiesa madre, a strapiombo sulla roccia, consacrata a Santa Maria Nova, che sostituì il Castello.

E' distinto in sei rioni, dalle varie denominazioni: Rione Porta Maggiore, che prende il nome dalla Porta Maggione, quella più settentrionale, Rione Cancello, Rione Carbonara, con la centrale piazzetta quadrangolare, Rione Collitrone, con la Porta Collitrone, quella più meridionale, Rione Montecavallo, dove si trova la Pietra circolare e le due Teste di Marmo, tutte di epoca romana e, infine, Rione Rocca, quello dove sorgeva l'antica rocca, non più esistente.

Al suo interno presenta vicoli molto pittoreschi, talvolta arricchiti anche da dediche scritte su tavolette di legno, ornamenti in ceramica, murales dipinti e scalinate, affacciati sulla sottostante rupe e sulle colline che degradano lentamente in pianura verso Nord, in direzione dell'Abbazia di Farfa, del Monte Soratte e di Roma.


Veduta del borgo medievale di Toffia

RIONE PORTA MAGGIORE

Il Rione Porta Maggiore è la porzione del centro storico accessibile da Nord, varcando l'omonima Porta, tutt'ora esistente e ben conservata.

Rione di Porta Maggiore

1) PORTA MAGGIORE: Porta Maggiore, rivolta a Nord, costituisce la principale porta di accesso al borgo.

La struttura presenta un arco a tutto sesto a unico fornice, in passato munita di ponte levatoio, la cui presenza è testimoniata dai fori in cui venivano fatte passare le catene per sorreggere la struttura. Sono ammirabili anche i posti di guardia e le feritoie.

La porta è sovrastata dallo Stemma di Toffia, con al centro la Chiesa di San Lorenzo mentre, ai lati, le due torri, che simboleggiano la doppia giurisdizione di Toffia, contesa tra gli Orsini e i Colonna.

Dinanzi alla porta è la Piazza Umberto I, con il Monumento ai Caduti che sovrasta la statua funeraria di un Leone, elemento di spoglio parte di un monumento funerario romano, posto sulla Via Salaria.

Porta Maggiore


Vicolo del centro storico


Murales del centro storico


Murales del centro storico

RIONE CARBONARA

Tra vicoli e piazzette s'incontra la Piazza Carbonara, corrispondente al Rione Carbonara, cuore del centro storico di Toffia.

Nonostante non vi si siano conservate botteghe artigiane o tracce murarie delle stesse, nel Medio Evo il quartiere costituiva il cuore produttivo ed economico del borgo. E' caratterizzato da vicoli stretti, archi e piazzette dall'andamento impervio.

Vicoli del Rione Carbonara


Vicolo con scalette del rione

RIONE CANCELLO

Percorrendo la salita che conduce alla Rocca, non più presente, si accede al Rione Cancello, culminante nella Porta Cancello, accesso urbano più antico di Toffia.


Porta Cancello


Rione Cancello


Vicoli del rione


Vicoli pittoreschi del rione

RIONE MONTECAVALLO

Il Rione Montecavallo è tra i più caratteristici del centro storico, nel Medio Evo occupata dai membri della Famiglia Colonna.

Presenta pregevoli architetture, sia civiche che religiose, tra cui spicca l'imponente Palazzo Orsini, edificio di rappresentanza della famiglia guelfa romana.

2) CHIESA DELLA MADONNA DI LORETO: La Chiesa della Madonna di Loreto venne edificata tra il VII e l'VIII secolo, periodo in cui crebbe e si sviluppò il centro storico medievale.

3) MARMO DI PIAZZA: Questa piccola ma significativa scultura marmorea, posta in un angolo del quartiere, che rischia di sfuggire allo sguardo dei passanti, è quanto rimane di una grande pietra di epoca romana proveniente da una tomba lungo la Via Salaria, a poca distanza dal borgo medievale.

4) PALAZZO PALICA: Nello stesso quartiere si trova Palazzo Palica, tra le più pittoresche dimore signorili del centro storico.

Al di sopra delle due porte con archi a tutto sesto che ornano la facciata, sono incastonate due piccole teste in marmo bianco di spoglio di epoca romana

5) PALAZZO PALMA: Altro palazzo storico del quartiere, poco distante dal Palazzo Palica, è il Palazzo Palma, edificato nel 1600.

Sebbene non presenti materiali di spoglio romani, la sua facciata è impreziosita da un fregio in pietra raffigurante due Colombe con un ramoscello di ulivo del becco.

Palazzo Palma

RIONE COLLITRONE

Il Rione Collitrone, tra i più elevati del borgo, si trova appena al di sotto del Rione Rocca, ed era abitato dalle guardie del Castello e dai funzionari che vi lavoravano.

I palazzi del Rione presentano pittoreschi portali antichi a tutto sesto.

Al termine della passeggiata, si raggiunge un belvedere ove si possono ammirare le località appena a Sud del borgo, come il paese dirimpettaio di Montopoli di Sabina e l'Abbazia di Farfa, ma non il Monte Soratte, nascosto dai profili dei Monti Sabini.

Il Rione termina con la Porta Urbica, costituita da un arco a tutto sesto a unico fornice in bugnato.

Rione Collitrone

RIONE ROCCA

Il Rione Rocca si trova nel settore più elevato del centro storico, ove si rifugiarono molti cittadini per sfuggire ai saccheggi dei Saraceni nel IX secolo.

Nel Medio Evo la zona apparteneva agli Abati di Farfa, per essere poi fortificata dagli Orsini che vi fecero edificare la propria rocca di cui oggi, non rimane nulla, venendo ricordata solo nel nome.

E' caratterizzato da stretti vicoli in salita, con archi, piazzette e scalette.

Strada principale del centro storico

Locale storico di Toffia con scavi sotterranei

Scavi sotterranei del locale


Scavi sotterranei del locale

6) CHIESA DI SANTA MARIA NOVA: Posta in uno dei punti più elevati del centro storico, la Chiesa di Santa Maria Nova occupa il limite dello strapiombo della rupe calcarea su cui sorge il borgo.

Venne edificata nel XVII secolo nel luogo ove sorgeva, in precedenza, il Castello dei Colonna.

La chiesa presenta una torre campanaria edificata sfruttando la precedente struttura del mastio del Castello mentre, la zona absidale venne edificata sui resti di una delle torri del Castello.

Poco tempo fa, nel sottosuolo del sagrato della chiesa, sono stati rinvenuti dei silos, precedentemente appartenenti al Castello, utilizzati per la conservazione di scorte di cibo o acqua.

DESCRIZIONE: La chiesa presenta una facciata anticipata da una scalinata a doppia rampa, che consente di accedere al portale esterno sopraelevato rispetto al piano del suolo stradale.

La facciata squadrata è distinta in tre ordini, inferiore, mediano e superiore.

Nell'ordine inferiore si apre un bel portale mentre, negli altri due ordini, due finestre quadrangolari, nell'ordine mediano, e un'ultima finestra centrale, nell'ordine superiore.

Chiesa di Santa Maria Nuova


Campanile quadrangolare della chiesa

L'interno presenta una struttura romanica riedificata in stile neoclassico. Lo spazio è distinto in tre navate, ripartite in tre campate. La prima e la seconda campata presentano un grande arco a tutto sesto centrale, poggiante su pilastri quadrangolari, della maggiore altezza e luce, affiancata da altri due archi laterali nelle navate destra e sinistra, con archi a tutto sesto più bassi e dalla luce minore.

Interno in stile neoclassico a tre navate distinto in tre campate


Fonte Battesimale in Marmo
Rosso di Cottanello

Nella terza campata si trovano tre absidi di cui, uno centrale, più ampio con l'altare maggiore e il coro ligneo mentre, ai lati, altri due absidi dalle minori dimensioni.

L'altare maggiore è sovrastato da un pregevole Crocifisso ligneo.

Coro ligneo retrostante l'abside

La prima campata è impreziosita da due altari laterali uno sulla destra e, l'altro, sulla sinistra.

L'altare sulla sinistra è impreziosito da una tela dipinta con la Madonna del Santissimo Rosario, raffigurante la Vergine in trono con in braccio il Bambino, che consegna la corona del rosario ai Santi Domenico di Guzman e Caterina da Siena.

Intorno alla tela si trovano i riquadri raffiguranti i Misteri del Santissimo Rosario. L'opera è attribuita a Vincenzo Manenti.


Altare del Santissimo Rosario con la tela dipinta
della Madonna del Santissimo Rosario con la Vergine in trono
con in braccio il Bambinoche consegna la corona del rosario
ai Santi Domenico di Guzman e Caterina da Siena.

L'altare sulla destra è sovrastato dalla tela dipinta nel XVII secolo da Vincenzo Manenti con la raffigurazione di Santo Stefano.

Nella seconda campata è posto, sulla sinistra, l'Altare di San Giovanni Evangelista, sovrastato dalla tela dipinta di San Giovanni che scrive l'Apocalisse e, al centro, la Vergine.

Altare di San Giovanni Evangelista con la tela dipinta di San Giovanni che scrive l'Apocalisse con, al centro, la Vergine

Sulla destra della stessa campata è l'Altare dell'Immacolata Concezione con la tela dipinta dell'Immacolata Concezione di autore ignoto.


Altare dell'Immacolata Concezione con tela dipinta
di autore ignoto raffigurante l'Immacolata Concezione

Ai lati dell'abside si trovano due grandi nicchie laterali a tutto sesto. La nicchia sulla sinistra presenta decorazioni di cornici in stucco, che non contengono dipinti o affreschi.

Nicchia alla sinistra dell'abside con affreschi in cornici decorate in stucco

La nicchia sulla destra è affrescata con quattro tele di Santi, due sulla destra e due sulla sinistra e, al centro, un altare in stucco e pietra policroma dotato di due colonne laterali con capitelli, sovrastati da un timpano spezzato con, al di sopra, due angeli in pietra.

NB. Le informazioni storiche su Toffia sono state estrapolate dal post "Cenni Storici", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sulla Porta Maggiore sono state estrapolate dal post "Rione di Porta Maggiore", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sul Rione Carbonara sono state estrapolate dal post "Rione Carbonara", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sul Rione Cancello sono stati estrapolate dal post "Rione Cancello", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sul Rione Montecavallo sono state estrapolate dal post "Rione Montecavallo", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sul Rione Collitrone sono state estrapolate dal post "Rione Collitrone", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sul Rione Rocca sono state estrapolate dal post "Rione Rocca", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Nova sono state estrapolate dal post "Chiesa Santa Maria Nova", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Toffia. Provincia di Rieti", in www.comune.toffia.ri.it.

domenica 25 gennaio 2026

FANO: CITTA' ROMANA DELLA DEA FORTUNA

 STORIA

Fano è un Comune di 59.866 abitanti della Provincia di Pesaro - Urbino, che ne fanno la terza città più popolosa della Regione dopo Ancona e Pesaro.

Ubicata nella pianura delimitata dal corso dei Fiumi Metauro e Arzilla, venne fondata dai Romani nel 265 a.C., dopo la conquista del territorio dell'Italia Centrale con la Battaglia di Sentino, del 295 a.C., che conferì ai Romani, alleati con i Piceni, il dominio sull'Italia Centrale, sconfiggendo una coalizione formata da Umbri, Etruschi, Sabini e Galli Senoni.

Nonostante non si conosca la data esatta della fondazione della città, siamo a conoscenza del fatto che i Romani, una volta insediatisi, rifondarono una città già esistente.

Poco dopo la fondazione, le venne conferito il toponimo di Fanum Fortunae, edificando un tempio dedicato alla dea Fortuna, di cui non rimane alcuna traccia.

E' stata invece recentemente individuata l'ubicazione della Basilica progettata dal celebre architetto Vitruvio, autore del trattato De Architectura, unica struttura a noi nota ad essere stata progettata in prima persona dallo stesso Vitruvio.

L'importanza strategica della cittadina crebbe dapprima con la realizzazione della Via Flaminia, nel 220 a.C., commissionata dal Console Gaio Flaminio, al fine di consolidare i domini dell'Italia Centrale, poi con l'inizio della fase imperiale, nel 27 a.C., quando Augusto vi fece realizzare il proprio arco rinominandola Colonia Julia Fanestri.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 456 e la Guerra Greco - Gotica tra le truppe ostrogote di Vitige e quelle bizantine di Belisario, prima e di Narsete, poi, Fano venne conquistata di bizantini, che la riedificarono dopo le devastazioni della guerra. Nel X secolo l'Imperatore Ottone II la donò al Pontefice Silvestro II, entrando a far parte dello Stato Pontificio.

Nel 1141, a seguito della firma di un trattato tra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia, la città divenne un Protettorato veneziano, motivo per cui è possibile ancora ammirare edifici con finestre realizzate nel tipico stile veneziano.

Dopo l'affrancamento dai veneziani, nel XII secolo Fano divenne Comune autonomo, ma la fase dell'autonomia amministrativa durò poco dato che, già alla fine del XIII secolo, la città entrò a far parte dei domini dei Malatesta, Signori di Rimini. Il periodo culturale più florido di Fano coincise con la salita al potere, nel 1423 di Sigismondo Pandolfo Malatesta che, nello stesso anno, era divenuto Duca di Rimini.

Contrastato dal suo rivale Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, Sigismondo dovette lasciare Rimini e, anche Fano, nel 1463. A causa del rifiuto dei cittadini fanesi di entrare a far parte del Ducato urbinate, la città venne inglobata nello Stato Pontificio.

Assai pesanti furono le spoliazioni di opere d'arte trasferite in Francia dopo le Guerre Napoleoniche del XVIII secolo. Durante la II Guerra Mondiale, trovatasi lungo il corso della Linea Gotica, venne pesantemente bombardata dai tedeschi, per non lasciare viveri ai nemici Alleati che, nel frattempo, stavano rapidamente risalendo la Penisola.

A Gennaio 2026 è stato reso noto il ritrovamento degli autentici resti della Basilica di Vitruvio, rendendo il ritrovamento, un momento storico di grande importanza per la città e l'Italia intera.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Città d'arte colma di monumenti e opere pittoriche, Fano sa regalare al turista splendidi tesori ancora poco noti, non essendo compresa neanche tra le località più turistiche della Regione Marche.

Il centro storico, circondato da imponenti mura romane e medievali, ancora ben conservate, é realizzato sull'originario impianto romano basato sul foro, sulle due vie ortogonali del Cardus Maximus e del Decumanus Maximus e sulle vie secondarie a queste parallele, che caratterizzavano il sistema di centuriazione.

L'arrivo dei Malatesta portò ad una ulteriore fortificazione cittadina, con la costruzione del Palazzo Malatestiano, al cui interno sono ubicati i principali musei cittadini, colmi di opere d'arte.

Una città con tanti tesori da scoprire passo dopo passo senza fretta, che saprà sorprendere gli appassionati d'arte mentre, per i non appassionati, con un centro storico caratterizzato da grande vivacità ed eccellenze gastronomiche.

Resti ritenuti della Basilica di Vitruvio


Pilastro centrale della Balilica


Pilastro della Basilica

1) MURA ROMANE E MEDIEVALI

L'itinerario alla scoperta di Fano ha inizio a Sud, lungo il corso della Via Flaminia, con la città difesa dalle sue possenti mura romane e medievali

Volute dall'Imperatore Augusto, che ne terminò la costruzione nel 9 d.C.. sono ancora conservate per i due terzi della lunghezza originaria. Dall'Arco di Augusto la cinta muraria transita per la minore Porta della Mandria, che si apre lungo il tragitto, per raggiunge la Rocca Malatestiana.

Quest'ultima porta deve il suo nome per essere utilizzata per il transito delle greggi.

2) ARCO DI AUGUSTO

Principale accesso al centro storico da Sud, l'Arco di Augusto è da sempre il simbolo di Fano, fatto edificare dall'Imperatore Augusto nel 9 d.C., che andò a costituire il provvisorio termine ultimo della Via Flaminia, poi prolungata fino a Rimini.

La porta presenta tre fornici a tutto sesto di cui, quello centrale, dalle maggiori dimensioni, realizzato per favorire il transito delle carrozze mentre, ai lati dell'arco centrale, altri due fornici, sempre a tutto sesto, dalle dimensioni ridotte, per il transito pedonale in entrata e in uscita.

Il fornice centrale era sovrastato da un attico, andato perduto, caratterizzato da sette nicchie a tutto sesto distinte da otto semicolonne.

Arco di Augusto tre fornici a tutto sesto


Grandi blocchi squadrati che costituiscono i pilastri


Museo della Via Flaminia, sotterranei dove
ammirare un tratto della strada

3) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

A pochi metri dall'Arco di Augusto, in corrispondenza della cinta muraria, si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta. In origine esisteva una chiesa consacrata a Santa Maria Assunta, edificata a partire dal X secolo.

Nel 1124 la vecchia Cattedrale venne distrutta da un vasto incendio che ne rese necessaria la ricostruzione, avviata a partire dal 1140, su progetto dell'Architetto noto come Magister Rainerus, nome rintracciabile nell'epigrafe posta all'interno dell'edificio.

DESCRIZIONE

La Cattedrale presenta una struttura romanica, con muratura esterna mista in laterizio e pietra arenaria.

La facciata a due ordini, superiore e inferiore presenta, nell'ordine inferiore, il portale a tutto sesto strombato, dotato di piedritti verticali con pilastrini decorati con inserti in stile cosmatesco alternati a colonnette in marmo bianco e rosa.

Al di sopra del portale si trova una lunetta con, all'interno, il rilievo dell'Agnus Dei.

Cattedrale di Santa Maria Assunta


Portale maggiore a tutto sesto strombato

L'interno presenta una struttura romanica, distinta in tre navate, coperte con volte a crociera.

Le cappelle laterali sono state aggiunte in epoche successive mentre, dell'antica cripta, non rimane alcuna traccia.

Tra le opere degne di nota è il pulpito, purtroppo assai frammentario e frutto di una ricomposizione del 1941, con quattro colonnine a fusto liscio sorrette da leoni stilofori. Nella porzione superiore si trova una tribuna quadrangolare, con facce scolpite in altorilievo, ognuna delle quali sovrasta una predella, anch'essa decorata a rilievo.

Nelle facce quadrangolari sono scolpite in altorilievo le scene dell'Adorazione dei Magi, Sogno dei Magi, Fuga in Egitto e Sogno di San Giuseppe.

La terza cappella della navata destra è nominata Cappella Nolfi, nome derivante dai Fratelli Guido e Casere Nolfi, che ne commissionarono la trasformazione artistica ad opera dell'architetto Girolamo Rinaldi.

La volta a botte venne affrescata dal Domenichino, tra il 1618 - 1619, con sedici Episodi della Vita della Vergine.

L'altare maggiore è sovrastato dalla tela dipinta intorno al 1606 dal pittore anconetano Andrea Lilli, raffigurante il Paradiso e l'Assunta. Notevole è anche la tela dipinta della Vergine in Gloria con i Santi Vescovi Orso ed Eusebio, Compatroni di Fano, realizzata nel 1613 da Ludovico Carracci.

Sul lato opposto è la Cappella del Santissimo Sacramento, impreziosita dalla tela dipinta da Giuseppe Luzzi del XVIII secolo, raffigurante Gesù con il Santissimo Sacramento.

4) PALAZZO MALATESTIANO, PINACOTECA E MUSEO ARCHEOLOGICO

Poco distante dalla Cattedrale, si trova il Palazzo Malatestiano, centro del potere politico del ramo fanese dei Malatesta, fatto edificare da Pandolfo III Malatesta, cugino di Sigismondo, tra il 1413 e il 1421, come centro del proprio potere.

La struttura presenta due corpi di fabbrica distinti, uno a sinistra e, l'altro, sulla destra.

Il corpo di fabbrica posto sulla sinistra è distinto in due ordini, uno inferiore e, l'altro, superiore, senza interposizione di una cornice marcapiano. Nell'ordine inferiore si apre un loggiato con quattro grandi archi a tutto sesto poggianti su pilastri a sezione ottagonale sovrastati da capitelli.

Una cornice marcapiano distingue l'ordine inferiore dal superiore, quest'ultimo caratterizzato da una serie di grandi bifore a sesto acuto e, nell'estremità sinistra, una piccola finestra strombata che sovrasta il portale di accesso inferiore.

Il palazzo è impreziosito da un coronamento a merlature guelfe. Nel retro del palazzo, spostata sulla sinistra, spunta una torretta quadrangolare, anch'essa ornata da merlatura guelfa.

Facciata del Palazzo Malatestiano sulla sinistra

Il corpo di fabbrica sulla destra presenta invece una facciata, sempre molto regolare con due ordini, superiore e inferiore, distinti da un cornicione marcapiano orizzontale. L'ordine inferiore è, a sua volta, distinto in due file di finestre, superiore e inferiore: le due finestre superiori hanno maggiori dimensioni rispetto alle tre finestre inferiori, poste sfalsate fra loro.

Sulla destra è riposta la monumentale scalinata che consente di raggiungere l'ingresso, con portale posto sullo stesso piano delle due finestre quadrangolari dell'ordine inferiore.

L'ordine superiore presenta un bel loggiato composto da sette archi a tutto sesto poggianti su colonne con capitelli.

Facciata destra del palazzo con la Scalinata Monumentale

PINACOTECA

Il Primo Piano del palazzo conserva la Pinacoteca, ove sono esposte dipinti appartenenti al periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo.

Il percorso espositivo ha inizio nella Sala del Caminetto, ove sono conservate varie pale d'altare, tra cui quella realizzata da Giovanni Santi, padre di Raffaello, raffigurante la Madonna in Trono con Bambino tra i Santi Elena, Zaccaria, Sebastiano e Rocco.

In una teca della stessa sala, è esposto il Falsetto appartenuto a Pandolfo III Malatesta, Signore di Fano, rinvenuto nel 1995 nel corso della riesumazione della mummia.

La visita prosegue nell'adiacente Sala Grande, nel Medio Evo destinata alle riunioni del Consiglio Comunale, contenente tele dipinte del XVI e XVII secolo, appartenenti alla pittura barocca.

Tra le principali opere vi sono la tela della Resurrezione di Lazzaro dei Fratelli Bartolomeo e Pompeo Morganti, l'Angelo Custode del Guercino, Santa Maria Maddalena del 1630 di Giovanni Francesco Guerrieri e, in particolare, la splendida tela dell'Annunciazione, dipinta da Guido Reni nel 1621.

Tela del 1627 del Domenichino raffigurante Davide con la Testa di Golia


Tela dipinta del 1621 di Guido Reni raffigurante l'Annunciazione


Tela dipinta del 1613 di Mattia Preti
raffigurante San Nicola di Bari portato
in gloria dagli angeli


Polittico della Madonna con Bambino e Santi di
Domenico Giambonmo e del Maestro di Roncaiette dipinto tra il 1420 e il 1462


Tela dipinta di Santa Maria Maddalena di
Giovanni Francesco Guerrieri del 1630

MUSEO ARCHEOLOGICO

Al Piano Terra del Palazzo Malatestiano è allestita l'esaustiva raccolta archeologica, che raccoglie reperti rinvenuti nei dintorni di Fano.

Vi sono esposti manufatti appartenenti a differenti epoche, dalla Preistoria, ai Piceni, ai Galli Senoni, fino all'Epoca Romana, raffigurando un importate riassunto della storia antica della città.

Punto di riferimento del percorso espositivo è la Sezione Romana, che raccoglie importanti statue realizzate con l'impiego di differenti tipologie di marmo, ossia Pario, Pantelico e Lunense, proveniente dalla colonia romana di Luni, tra cui la grande statua della dea Fortuna, realizzata proprio in Marmo Lunense, o il Cippo Graccano.

Al Primo Piano sono esposte, insieme alla Pinacoteca, la Collezione Numismatica, ossia di bronzi e monete, oltre ai pregevoli mosaici e corredi rinvenuti nelle tombe preistoriche, comprendenti fibule, bracciali, pendagli e anche particolari orecchini dorati.


Medaglie Malatestiane in bronzo con i volti dei Malatesta


Zuppiera in Maiolica di Fano del XVIII secolo



Faccia bifronte in marmo bianco raffigurante
un Giovane Satiro e un anziano Sileno della
fine del II secolo


Cippo Graccano, realizzato in arenaria in due periodi, tra l'82 - 81 a.C., e tra il 75 e il 74 a.C.


Punte di freccia e di lancia del V - IV millennio a.C.


Catenina in bronzo del VI secolo a.C.


Ciottolo con iscrizione bustrofedica del VI secolo a.C.


Lucerne romane in terracotta con canale
aperto o chiuso del II - IV secolo

5) EX CHIESA DI SAN FRANCESCO E TOMBE DEI MALATESTA

Superata la piazza principale si scorge, lungo il Cardus Maximus, una chiesa in condizioni di rudere, ben conservata, a cui manca la copertura: è la Chiesa di San Francesco, importante tappa culturale, perché luogo ove vennero sepolti i membri del ramo fanese della Signoria malatestiana.

Il portico della chiesa venne riedificato nel 1850 su iniziativa dell'Ingegnere Filippo Bandini.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata preceduta da un loggiato con, al centro, uno splendido portale a tutto sesto, ornato da una decorazione a fasci di colonnine e capitelli.

Portico dell'ex Chiesa di San Francesco


Portale a tutto sesto strombato della chiesa


Pilastri del portale a fasci di
colonnine decorati

Proprio ai lati del portale sono riposte le tombe dei Malatesta di Fano, appartenenti a Paola Bianca Malatesta, moglie di Pandolfo III, decorata con rilievi scultorei di statuette, archetti pensili e mensole, che sovrastano il sarcofago caratterizzato dalla statua giacente della stessa Paola Bianca Malatesta, opera dello scultore veneziano Filippo di Domenico.

Tomba di Paola Bianca Malatesta


Tomba di Pandolfo III Malatesta con lo scudo araldico

Sulla sinistra dello stesso portale, si trova invece, la tomba, assai più modesta di Bonetto da Castelfranco, medico personale di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini, commissionata da quest'ultimo.

Sul lato opposto del portale è la tomba del Signore di Fano, Pandolfo III Malatesta, disegnata da Leon Battista Alberti su indicazione dello stesso Sigismondo, ancora contenente il corpo mummificato del Duca.

Abside della chiesa

6) CHIESA DI SAN PIETRO IN VALLE

La Chiesa di San Pietro in Valle costituisce la principale architettura barocca della città, così chiamata per la presenza, in passato, di un antico dislivello, in latino vallum, ormai colmato, esistente sull'area che, nel Medio Evo, ospitava una chiesa dedicata a San Pietro.

L'attuale chiesa venne commissionata nel XVII secolo dai Padri Filippini appartenenti alla Congregazione dell'Oratorio, con l'affidamento del progetto a Giovanni Battista Cavagna, che ne diresse il cantiere a partire dal 1608.

DESCRIZIONE

La chiesa presenta una facciata molto sobria, che contrasta decisamente con il ricco interno barocco, a navata unica voltata a botte, secondo il tipico schema delle architetture religiose volute dalla Controriforma, ornato da ricchissime decorazioni di ori, stucchi, affreschi e marmi policromi.

Chiesa di San Pietro in Valle


Interno barocco a navata unica

Gli stucchi vennero eseguiti nel 1619 dall'intagliatore Pietro Solari mentre, gli affreschi, del 1620, sono opera dell'urbinate Antonio Viviani.

Stucchi dell'intagliatore Pietro Solari del 1619

All'incrocio tra la navata e il transetto s'innesta la cupola, dotata di tiburio esterno ottagonale, realizzata nel 1696 su progetto di Giacomo Caccia e affrescata tra il 1699 e il 1700 dal bolognese Lauro Buonaguardia.

Da questa chiesa provenivano le varie tele seicentesche oggi esposte nella Pinacoteca.

Abside della chiesa


Pilastri del presbiterio con decorazioni a Grottesche

7) PALAZZO DEL PODESTA' E TEATRO DELLA FORTUNA

PALAZZO DEL PODESTA'

La pittoresca Piazza XX Settembre costituisce il cuore della città, centro della vita sociale fin dal Medio Evo.

Tra i vari edifici monumentali che prospettano sulla piazza, degno di nota è il Palazzo del Podestà, che ne lambisce il lato nord - occidentale, anche noto come Palazzo della Ragione.

Piazza XX Settembre


Fontana al centro della piazza

DESCRIZIONE: Il Palazzo venne edificato nel 1299 come residenza del Podestà, massima rappresentanza del Comune di Fano, mutando il proprio aspetto nel corso dei secoli.

L'anno di edificazione e il nome del progettista, ci sono state tramandate grazie a due rilievi epigrafici nel pilastro settentrionale.

Il palazzo presenta una facciata a due ordini, superiore e inferiore. L'ordine inferiore presenta un loggiato in pietra con cinque arcate a tutto sesto. L'ordine superiore presenta invece un paramento murario rivestito in laterizi, ove si aprono quattro finestre quadrifore a tutto sesto.

Corpo principale del Palazzo a tre ordini

L'arco centrale del corpo principale è sovrastato dal Trittico dei Protettori, una piccola edicola in pietra, con una cornice dotata di tre arcatelle a tutto sesto con tre statue di Santi, tra cui la statua di San Paterniano, al centro e le statue dei Santi Fortunato ed Eusebio, ai lati.

Trittico dei Protettori che sovrasta il portale

Sulla sinistra del palazzo si innalza la slanciata Torre Civica, riproduzione dell'originaria Torre del Buonamici, abbattuta nel 1944 dai tedeschi in ritirata.

Torre civica sulla sinistra del Palazzo

TEATRO DELLA FORTUNA

Tra i principali simboli dell'arte e della cultura di Fano spicca il Teatro della Fortuna, emblema dell'importanza che la città, e la stessa Regione, danno alla musica e allo spettacolo candidato, insieme ad altri teatri regionali, ad entrare nella lista UNESCO tra i "Teatri Artistici delle Marche".

Venne progettato all'interno del Palazzo del Podestà tra il 1845 e il 1863 dall'Architetto Luigi Poletti, prendendo a modello l'omonimo teatro realizzato nel 1677 da Giacomo Torelli.

Nel 1839, dopo la dichiarazione di inagibilità riconosciuta al vecchio teatro, ne venne riedificato uno nuovo. La nuova struttura, distrutta dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, venne chiusa per oltre cinquant'anni e, finalmente riedificata e riaperta, solo a partire dal 1998.

DESCRIZIONE: La struttura appartiene a quella del teatro all'italiana, con la tipica forma a ferro di cavallo, con un emiciclo dotato di tre ordini di ventuno palchi e il superiore loggione.

I palchi del primo ordine sono distinti fra loro da statue di Sfingi a rilievo, dinanzi al pilastro in muratura, esso stesso decorato, rappresentate mentre a loro volta, sorreggono il secondo ordine di palchi.

Tra il secondo e il terzo ordine sono poste delle colonne corinzie che sorreggono il cornicione del terzo e ultimo loggiato, dotato di fregio decorato con statue. I cornicioni del primo e del secondo ordine sono decorate con stucchi mentre, quelli del terzo ordine con motivi traforati.

Il soffitto è stato affrescato dal pittore Giulio Cosini, con tondi e riquadri raffiguranti i Fasti di Apollo, i Gianetti delle Arti e le Sette Muse, gran parte distrutti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il sipario, ben conservato, è affrescato con l'Ingresso di Cesare e Ottaviano nella Fanum Fortunae.

8) CHIESA DI SANTA MARIA NUOVA

Dalla centrale Piazza XX Settembre, dove si trova il Palazzo Comunale con il Teatro della Fortuna, si procede verso Sud, percorrendo Via Ugolino de Pili e giungendo, dopo pochi metri nella Chiesa di Santa Maria Nuova, tra le principali architettura religiose del centro storico.

Edificata con il titolo di Chiesa di San Salvatore, venne acquistata nel 1518 dai Frati Minori Osservanti.

DESCRIZIONE

La struttura presenta una facciata a due ordini, con ordine inferiore costituito da un portico a colonne a tre campate con, al di sotto, il portale maggiore, realizzato in pietra nel 1498 dallo scultore Bernardino di Pietro da Carona.

Portico della facciata della Chiesa di Santa Maria Nuova

L'interno venne rimaneggiato dopo il 1708 su progetto di Domenico Vici in stile tardobarocco, a navata unica voltata a botte, con decorazioni a medaglioni ovoidali affrescati con immagini di Santi.

Interno della chiesa a navata unica

Le nicchie laterali presentano altari dipinti a finto marmo. Il primo e il secondo altare sulla sinistra ospitano pregevoli tele dipinte della Visitazione di Giovanni Santi, padre del più noto Raffaello Sanzio e quella dell'Annunciazione del Perugino. Entrambe le tele vennero realizzate tra il 1488 e il 1490.


Altari barocchi con stucchi nella parete destra

Tela dipinta della Visitazione di Giovanni Santi realizzata tra il 1488 e il 1490

Altra preziosa opera è quella riposta nel terzo altare sulla destra, realizzata e firmata dal Perugino nel 1497, composta da pala centrale, cimasa lunettata e sottostante predella distinta in scene.

La tavola centrale raffigura la Madonna in trono con Bambino e Santi, nella cimasa lunettata è dipinta la Pietà mentre, ancor più pregevole, è la predella, che contiene cinque Scene della vita di Maria, tra cui  Nascita, Presentazione al Tempio, Sposalizio, Annunciazione e Assunzione.

Tra le cinque scene della predella, l'ultima, si pensa sia un dipinto giovanile di Raffaello, allievo del Perugino.

Tela della Madonna in Trono con Bambino e Santi dipinta dal Perugino nel 1497

Nella zona retrostante l'abside è riposto lo splendido coro ligneo intagliato e con stalli intarsiati, realizzato nel 1489 dai fratelli senesi Antonio e Andrea Barilli.

Coro ligneo della chiesa

Intarsi del coro ligneo

9) PONTE GROSSO

Al di fuori della città, nel Comune di Cantiano, si trova il Ponte Grosso, tra i ponti romani meglio conservati, lungo in corso della Via Flaminia.

Il ponte venne realizzato nel I secolo, durante il regno dell'Imperatore Tiberio, al fine di permettere alla Via Consolare Flaminia di superare il letto del Fiume Burano.

DESCRIZIONE: La struttura, tra le meglio conservate sul versante adriatico della Via Flaminia, è in blocchi di Pietra Corniola, estratta da cave presenti nella valle del Fiume Metauro

Ponte Grosso

I due archi sono costituiti da una muratura con blocchi di grandi dimensioni, posti a secco senza l'utilizzo di leganti. A fine di contrastare le piene del fiume, tra i pilastri e le arcate vennero riposti degli assi frangiflutti posti diagonalmente per unire le murature delle arcate a quelle dei pilastri.

Gli assi frangiflutti avevano la funzione di rendere la struttura più resistente in caso di piene del fiume.

Il pilone posto tra i due archi è realizzato tramite piccoli filari di lastre e bugnato poste a secco.

Le due arcate a sesto ribassato, presentano una luce di 7 metri ciascuno, anch'essi in blocchi di Pietra Corniola. La carreggiata stradale ha una larghezza pari a 6,50 metri.

Arcata del Ponte Grosso

NB. Le informazioni riportate sulla storia di Fano, sono state estrapolate dal post "Storia e Monumenti", nel portale Internet "fano.IT", in www.fano.it.

NB. Le informazioni sul Museo Archeologico e Pinacoteca, sono state estrapolate dal post "Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano", nel portale Internet istituzionale della "REGIONE MARCHE", in www.regione.marche.it.

NB. Le informazioni sull'Arco di Augusto e sull'Ex Chiesa di San Francesco e le Tombe dei Malatesta sono state estrapolate dal post "Storia e Monumenti", nel portale Internet "fano.IT", in www.fano.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cattedrale di Santa Maria Assunta sono state estrapolate dal post "La Basilica Cattedrale", nel portale Internet "VISITARE FANO", in www.visitarefano.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Pietro in Valle sono state estrapolate nel post "Chiesa di San Pietro in Valle", nel portale Internet "Fano.it", in www.fano.it.

NB. Le informazioni sul Palazzo del Podestà sono state estrapolate dal post "Fano: Palazzo del Podestà", nel portale Internet ufficiale de "La Valle del Metauro", nella sezione "Beni storici e artistici", in www.lavalledelmetauro.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche del Teatro della Fortuna sono state estrapolate dal post "Storia", nel portale ufficiale del "Teatro della Fortuna", nel sito www.teatrrodellafortuna.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria Nuova sono state estrapolate dal post "La chiesa di Santa Maria Nuova a Fano", nel portale Internet "VISITARE FANO", in www.visitarefano.it.

NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Ponte Grosso, sono state estrapolate dal post "PONTE GROSSO DI PONTERICCIOLI (MARCHE)", nella pagina Internet "ROMANO IMPERO", in www.romanoimpero.com.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

  STORIA Poggio Nativo è un Comune di 2.589 abitanti della Provincia di Rieti posto al confine con la Città Metropolitana di Roma Capital...