STORIA
Fano è un Comune di 59.866 abitanti della Provincia di Pesaro - Urbino, che ne fanno la terza città più popolosa della Regione dopo Ancona e Pesaro.
Ubicata nella pianura delimitata dal corso dei Fiumi Metauro e Arzilla, venne fondata dai Romani nel 265 a.C., dopo la conquista del territorio dell'Italia Centrale con la Battaglia di Sentino, del 295 a.C., che conferì ai Romani, alleati con i Piceni, il dominio sull'Italia Centrale, sconfiggendo una coalizione formata da Umbri, Etruschi, Sabini e Galli Senoni.
Nonostante non si conosca la data esatta della fondazione della città, siamo a conoscenza del fatto che i Romani, una volta insediatisi, rifondarono una città già esistente.
Poco dopo la fondazione, le venne conferito il toponimo di Fanum Fortunae, edificando un tempio dedicato alla dea Fortuna, di cui non rimane alcuna traccia.
E' stata invece recentemente individuata l'ubicazione della Basilica progettata dal celebre architetto Vitruvio, autore del trattato De Architectura, unica struttura a noi nota ad essere stata progettata in prima persona dallo stesso Vitruvio.
L'importanza strategica della cittadina crebbe dapprima con la realizzazione della Via Flaminia, nel 220 a.C., commissionata dal Console Gaio Flaminio, al fine di consolidare i domini dell'Italia Centrale, poi con l'inizio della fase imperiale, nel 27 a.C., quando Augusto vi fece realizzare il proprio arco rinominandola Colonia Julia Fanestri.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 456 e la Guerra Greco - Gotica tra le truppe ostrogote di Vitige e quelle bizantine di Belisario, prima e di Narsete, poi, Fano venne conquistata di bizantini, che la riedificarono dopo le devastazioni della guerra. Nel X secolo l'Imperatore Ottone II la donò al Pontefice Silvestro II, entrando a far parte dello Stato Pontificio.
Nel 1141, a seguito della firma di un trattato tra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Venezia, la città divenne un Protettorato veneziano, motivo per cui è possibile ancora ammirare edifici con finestre realizzate nel tipico stile veneziano.
Dopo l'affrancamento dai veneziani, nel XII secolo Fano divenne Comune autonomo, ma la fase dell'autonomia amministrativa durò poco dato che, già alla fine del XIII secolo, la città entrò a far parte dei domini dei Malatesta, Signori di Rimini. Il periodo culturale più florido di Fano coincise con la salita al potere, nel 1423 di Sigismondo Pandolfo Malatesta che, nello stesso anno, era divenuto Duca di Rimini.
Contrastato dal suo rivale Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, Sigismondo dovette lasciare Rimini e, anche Fano, nel 1463. A causa del rifiuto dei cittadini fanesi di entrare a far parte del Ducato urbinate, la città venne inglobata nello Stato Pontificio.
Assai pesanti furono le spoliazioni di opere d'arte trasferite in Francia dopo le Guerre Napoleoniche del XVIII secolo. Durante la II Guerra Mondiale, trovatasi lungo il corso della Linea Gotica, venne pesantemente bombardata dai tedeschi, per non lasciare viveri ai nemici Alleati che, nel frattempo, stavano rapidamente risalendo la Penisola.
A Gennaio 2026 è stato reso noto il ritrovamento degli autentici resti della Basilica di Vitruvio, rendendo il ritrovamento, un momento storico di grande importanza per la città e l'Italia intera.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Città d'arte colma di monumenti e opere pittoriche, Fano sa regalare al turista splendidi tesori ancora poco noti, non essendo compresa neanche tra le località più turistiche della Regione Marche.
Il centro storico, circondato da imponenti mura romane e medievali, ancora ben conservate, é realizzato sull'originario impianto romano basato sul foro, sulle due vie ortogonali del Cardus Maximus e del Decumanus Maximus e sulle vie secondarie a queste parallele, che caratterizzavano il sistema di centuriazione.
L'arrivo dei Malatesta portò ad una ulteriore fortificazione cittadina, con la costruzione del Palazzo Malatestiano, al cui interno sono ubicati i principali musei cittadini, colmi di opere d'arte.
Una città con tanti tesori da scoprire passo dopo passo senza fretta, che saprà sorprendere gli appassionati d'arte mentre, per i non appassionati, con un centro storico caratterizzato da grande vivacità ed eccellenze gastronomiche.
Resti ritenuti della Basilica di Vitruvio
1) MURA ROMANE E MEDIEVALI
L'itinerario alla scoperta di Fano ha inizio a Sud, lungo il corso della Via Flaminia, con la città difesa dalle sue possenti mura romane e medievali.
Volute dall'Imperatore Augusto, che ne terminò la costruzione nel 9 d.C.. sono ancora conservate per i due terzi della lunghezza originaria. Dall'Arco di Augusto la cinta muraria transita per la minore Porta della Mandria, che si apre lungo il tragitto, per raggiunge la Rocca Malatestiana.
Quest'ultima porta deve il suo nome per essere utilizzata per il transito delle greggi.
2) ARCO DI AUGUSTO
Principale accesso al centro storico da Sud, l'Arco di Augusto è da sempre il simbolo di Fano, fatto edificare dall'Imperatore Augusto nel 9 d.C., che andò a costituire il provvisorio termine ultimo della Via Flaminia, poi prolungata fino a Rimini.
La porta presenta tre fornici a tutto sesto di cui, quello centrale, dalle maggiori dimensioni, realizzato per favorire il transito delle carrozze mentre, ai lati dell'arco centrale, altri due fornici, sempre a tutto sesto, dalle dimensioni ridotte, per il transito pedonale in entrata e in uscita.
Il fornice centrale era sovrastato da un attico, andato perduto, caratterizzato da sette nicchie a tutto sesto distinte da otto semicolonne.
Arco di Augusto tre fornici a tutto sesto
3) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
A pochi metri dall'Arco di Augusto, in corrispondenza della cinta muraria, si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta. In origine esisteva una chiesa consacrata a Santa Maria Assunta, edificata a partire dal X secolo.
Nel 1124 la vecchia Cattedrale venne distrutta da un vasto incendio che ne rese necessaria la ricostruzione, avviata a partire dal 1140, su progetto dell'Architetto noto come Magister Rainerus, nome rintracciabile nell'epigrafe posta all'interno dell'edificio.
DESCRIZIONE
La Cattedrale presenta una struttura romanica, con muratura esterna mista in laterizio e pietra arenaria.
La facciata a due ordini, superiore e inferiore presenta, nell'ordine inferiore, il portale a tutto sesto strombato, dotato di piedritti verticali con pilastrini decorati con inserti in stile cosmatesco alternati a colonnette in marmo bianco e rosa.
Al di sopra del portale si trova una lunetta con, all'interno, il rilievo dell'Agnus Dei.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
L'interno presenta una struttura romanica, distinta in tre navate, coperte con volte a crociera.
Le cappelle laterali sono state aggiunte in epoche successive mentre, dell'antica cripta, non rimane alcuna traccia.
Tra le opere degne di nota è il pulpito, purtroppo assai frammentario e frutto di una ricomposizione del 1941, con quattro colonnine a fusto liscio sorrette da leoni stilofori. Nella porzione superiore si trova una tribuna quadrangolare, con facce scolpite in altorilievo, ognuna delle quali sovrasta una predella, anch'essa decorata a rilievo.
Nelle facce quadrangolari sono scolpite in altorilievo le scene dell'Adorazione dei Magi, Sogno dei Magi, Fuga in Egitto e Sogno di San Giuseppe.
La terza cappella della navata destra è nominata Cappella Nolfi, nome derivante dai Fratelli Guido e Casere Nolfi, che ne commissionarono la trasformazione artistica ad opera dell'architetto Girolamo Rinaldi.
La volta a botte venne affrescata dal Domenichino, tra il 1618 - 1619, con sedici Episodi della Vita della Vergine.
L'altare maggiore è sovrastato dalla tela dipinta intorno al 1606 dal pittore anconetano Andrea Lilli, raffigurante il Paradiso e l'Assunta. Notevole è anche la tela dipinta della Vergine in Gloria con i Santi Vescovi Orso ed Eusebio, Compatroni di Fano, realizzata nel 1613 da Ludovico Carracci.
Sul lato opposto è la Cappella del Santissimo Sacramento, impreziosita dalla tela dipinta da Giuseppe Luzzi del XVIII secolo, raffigurante Gesù con il Santissimo Sacramento.
4) PALAZZO MALATESTIANO, PINACOTECA E MUSEO ARCHEOLOGICO
Poco distante dalla Cattedrale, si trova il Palazzo Malatestiano, centro del potere politico del ramo fanese dei Malatesta, fatto edificare da Pandolfo III Malatesta, cugino di Sigismondo, tra il 1413 e il 1421, come centro del proprio potere.
La struttura presenta due corpi di fabbrica distinti, uno a sinistra e, l'altro, sulla destra.
Il corpo di fabbrica posto sulla sinistra è distinto in due ordini, uno inferiore e, l'altro, superiore, senza interposizione di una cornice marcapiano. Nell'ordine inferiore si apre un loggiato con quattro grandi archi a tutto sesto poggianti su pilastri a sezione ottagonale sovrastati da capitelli.
Una cornice marcapiano distingue l'ordine inferiore dal superiore, quest'ultimo caratterizzato da una serie di grandi bifore a sesto acuto e, nell'estremità sinistra, una piccola finestra strombata che sovrasta il portale di accesso inferiore.
Il palazzo è impreziosito da un coronamento a merlature guelfe. Nel retro del palazzo, spostata sulla sinistra, spunta una torretta quadrangolare, anch'essa ornata da merlatura guelfa.
Facciata del Palazzo Malatestiano sulla sinistra
Il corpo di fabbrica sulla destra presenta invece una facciata, sempre molto regolare con due ordini, superiore e inferiore, distinti da un cornicione marcapiano orizzontale. L'ordine inferiore è, a sua volta, distinto in due file di finestre, superiore e inferiore: le due finestre superiori hanno maggiori dimensioni rispetto alle tre finestre inferiori, poste sfalsate fra loro.
Sulla destra è riposta la monumentale scalinata che consente di raggiungere l'ingresso, con portale posto sullo stesso piano delle due finestre quadrangolari dell'ordine inferiore.
L'ordine superiore presenta un bel loggiato composto da sette archi a tutto sesto poggianti su colonne con capitelli.
Facciata destra del palazzo con la Scalinata Monumentale
PINACOTECA
Il Primo Piano del palazzo conserva la Pinacoteca, ove sono esposte dipinti appartenenti al periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo.
Il percorso espositivo ha inizio nella Sala del Caminetto, ove sono conservate varie pale d'altare, tra cui quella realizzata da Giovanni Santi, padre di Raffaello, raffigurante la Madonna in Trono con Bambino tra i Santi Elena, Zaccaria, Sebastiano e Rocco.
In una teca della stessa sala, è esposto il Falsetto appartenuto a Pandolfo III Malatesta, Signore di Fano, rinvenuto nel 1995 nel corso della riesumazione della mummia.
La visita prosegue nell'adiacente Sala Grande, nel Medio Evo destinata alle riunioni del Consiglio Comunale, contenente tele dipinte del XVI e XVII secolo, appartenenti alla pittura barocca.
Tra le principali opere vi sono la tela della Resurrezione di Lazzaro dei Fratelli Bartolomeo e Pompeo Morganti, l'Angelo Custode del Guercino, Santa Maria Maddalena del 1630 di Giovanni Francesco Guerrieri e, in particolare, la splendida tela dell'Annunciazione, dipinta da Guido Reni nel 1621.
Tela del 1627 del Domenichino raffigurante Davide con la Testa di Golia
Polittico della Madonna con Bambino e Santi di
MUSEO ARCHEOLOGICO
Al Piano Terra del Palazzo Malatestiano è allestita l'esaustiva raccolta archeologica, che raccoglie reperti rinvenuti nei dintorni di Fano.
Vi sono esposti manufatti appartenenti a differenti epoche, dalla Preistoria, ai Piceni, ai Galli Senoni, fino all'Epoca Romana, raffigurando un importate riassunto della storia antica della città.
Punto di riferimento del percorso espositivo è la Sezione Romana, che raccoglie importanti statue realizzate con l'impiego di differenti tipologie di marmo, ossia Pario, Pantelico e Lunense, proveniente dalla colonia romana di Luni, tra cui la grande statua della dea Fortuna, realizzata proprio in Marmo Lunense, o il Cippo Graccano.
Al Primo Piano sono esposte, insieme alla Pinacoteca, la Collezione Numismatica, ossia di bronzi e monete, oltre ai pregevoli mosaici e corredi rinvenuti nelle tombe preistoriche, comprendenti fibule, bracciali, pendagli e anche particolari orecchini dorati.
5) EX CHIESA DI SAN FRANCESCO E TOMBE DEI MALATESTA
Superata la piazza principale si scorge, lungo il Cardus Maximus, una chiesa in condizioni di rudere, ben conservata, a cui manca la copertura: è la Chiesa di San Francesco, importante tappa culturale, perché luogo ove vennero sepolti i membri del ramo fanese della Signoria malatestiana.
Il portico della chiesa venne riedificato nel 1850 su iniziativa dell'Ingegnere Filippo Bandini.
DESCRIZIONE
La chiesa presenta una facciata preceduta da un loggiato con, al centro, uno splendido portale a tutto sesto, ornato da una decorazione a fasci di colonnine e capitelli.
Portico dell'ex Chiesa di San Francesco
Proprio ai lati del portale sono riposte le tombe dei Malatesta di Fano, appartenenti a Paola Bianca Malatesta, moglie di Pandolfo III, decorata con rilievi scultorei di statuette, archetti pensili e mensole, che sovrastano il sarcofago caratterizzato dalla statua giacente della stessa Paola Bianca Malatesta, opera dello scultore veneziano Filippo di Domenico.
Tomba di Paola Bianca Malatesta
Sulla sinistra dello stesso portale, si trova invece, la tomba, assai più modesta di Bonetto da Castelfranco, medico personale di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini, commissionata da quest'ultimo.
Sul lato opposto del portale è la tomba del Signore di Fano, Pandolfo III Malatesta, disegnata da Leon Battista Alberti su indicazione dello stesso Sigismondo, ancora contenente il corpo mummificato del Duca.
Abside della chiesa
6) CHIESA DI SAN PIETRO IN VALLE
La Chiesa di San Pietro in Valle costituisce la principale architettura barocca della città, così chiamata per la presenza, in passato, di un antico dislivello, in latino vallum, ormai colmato, esistente sull'area che, nel Medio Evo, ospitava una chiesa dedicata a San Pietro.
L'attuale chiesa venne commissionata nel XVII secolo dai Padri Filippini appartenenti alla Congregazione dell'Oratorio, con l'affidamento del progetto a Giovanni Battista Cavagna, che ne diresse il cantiere a partire dal 1608.
DESCRIZIONE
La chiesa presenta una facciata molto sobria, che contrasta decisamente con il ricco interno barocco, a navata unica voltata a botte, secondo il tipico schema delle architetture religiose volute dalla Controriforma, ornato da ricchissime decorazioni di ori, stucchi, affreschi e marmi policromi.
Chiesa di San Pietro in Valle
Gli stucchi vennero eseguiti nel 1619 dall'intagliatore Pietro Solari mentre, gli affreschi, del 1620, sono opera dell'urbinate Antonio Viviani.
Stucchi dell'intagliatore Pietro Solari del 1619
All'incrocio tra la navata e il transetto s'innesta la cupola, dotata di tiburio esterno ottagonale, realizzata nel 1696 su progetto di Giacomo Caccia e affrescata tra il 1699 e il 1700 dal bolognese Lauro Buonaguardia.
Da questa chiesa provenivano le varie tele seicentesche oggi esposte nella Pinacoteca.
Abside della chiesa
7) PALAZZO DEL PODESTA' E TEATRO DELLA FORTUNA
PALAZZO DEL PODESTA'
La pittoresca Piazza XX Settembre costituisce il cuore della città, centro della vita sociale fin dal Medio Evo.
Tra i vari edifici monumentali che prospettano sulla piazza, degno di nota è il Palazzo del Podestà, che ne lambisce il lato nord - occidentale, anche noto come Palazzo della Ragione.
Piazza XX Settembre
DESCRIZIONE: Il Palazzo venne edificato nel 1299 come residenza del Podestà, massima rappresentanza del Comune di Fano, mutando il proprio aspetto nel corso dei secoli.
L'anno di edificazione e il nome del progettista, ci sono state tramandate grazie a due rilievi epigrafici nel pilastro settentrionale.
Il palazzo presenta una facciata a due ordini, superiore e inferiore. L'ordine inferiore presenta un loggiato in pietra con cinque arcate a tutto sesto. L'ordine superiore presenta invece un paramento murario rivestito in laterizi, ove si aprono quattro finestre quadrifore a tutto sesto.
Corpo principale del Palazzo a tre ordini
L'arco centrale del corpo principale è sovrastato dal Trittico dei Protettori, una piccola edicola in pietra, con una cornice dotata di tre arcatelle a tutto sesto con tre statue di Santi, tra cui la statua di San Paterniano, al centro e le statue dei Santi Fortunato ed Eusebio, ai lati.
Trittico dei Protettori che sovrasta il portale
Sulla sinistra del palazzo si innalza la slanciata Torre Civica, riproduzione dell'originaria Torre del Buonamici, abbattuta nel 1944 dai tedeschi in ritirata.
Torre civica sulla sinistra del Palazzo
TEATRO DELLA FORTUNA
Tra i principali simboli dell'arte e della cultura di Fano spicca il Teatro della Fortuna, emblema dell'importanza che la città, e la stessa Regione, danno alla musica e allo spettacolo candidato, insieme ad altri teatri regionali, ad entrare nella lista UNESCO tra i "Teatri Artistici delle Marche".
Venne progettato all'interno del Palazzo del Podestà tra il 1845 e il 1863 dall'Architetto Luigi Poletti, prendendo a modello l'omonimo teatro realizzato nel 1677 da Giacomo Torelli.
Nel 1839, dopo la dichiarazione di inagibilità riconosciuta al vecchio teatro, ne venne riedificato uno nuovo. La nuova struttura, distrutta dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, venne chiusa per oltre cinquant'anni e, finalmente riedificata e riaperta, solo a partire dal 1998.
DESCRIZIONE: La struttura appartiene a quella del teatro all'italiana, con la tipica forma a ferro di cavallo, con un emiciclo dotato di tre ordini di ventuno palchi e il superiore loggione.
I palchi del primo ordine sono distinti fra loro da statue di Sfingi a rilievo, dinanzi al pilastro in muratura, esso stesso decorato, rappresentate mentre a loro volta, sorreggono il secondo ordine di palchi.
Tra il secondo e il terzo ordine sono poste delle colonne corinzie che sorreggono il cornicione del terzo e ultimo loggiato, dotato di fregio decorato con statue. I cornicioni del primo e del secondo ordine sono decorate con stucchi mentre, quelli del terzo ordine con motivi traforati.
Il soffitto è stato affrescato dal pittore Giulio Cosini, con tondi e riquadri raffiguranti i Fasti di Apollo, i Gianetti delle Arti e le Sette Muse, gran parte distrutti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il sipario, ben conservato, è affrescato con l'Ingresso di Cesare e Ottaviano nella Fanum Fortunae.
8) CHIESA DI SANTA MARIA NUOVA
Dalla centrale Piazza XX Settembre, dove si trova il Palazzo Comunale con il Teatro della Fortuna, si procede verso Sud, percorrendo Via Ugolino de Pili e giungendo, dopo pochi metri nella Chiesa di Santa Maria Nuova, tra le principali architettura religiose del centro storico.
Edificata con il titolo di Chiesa di San Salvatore, venne acquistata nel 1518 dai Frati Minori Osservanti.
DESCRIZIONE
La struttura presenta una facciata a due ordini, con ordine inferiore costituito da un portico a colonne a tre campate con, al di sotto, il portale maggiore, realizzato in pietra nel 1498 dallo scultore Bernardino di Pietro da Carona.
Portico della facciata della Chiesa di Santa Maria Nuova
L'interno venne rimaneggiato dopo il 1708 su progetto di Domenico Vici in stile tardobarocco, a navata unica voltata a botte, con decorazioni a medaglioni ovoidali affrescati con immagini di Santi.
Interno della chiesa a navata unica
Le nicchie laterali presentano altari dipinti a finto marmo. Il primo e il secondo altare sulla sinistra ospitano pregevoli tele dipinte della Visitazione di Giovanni Santi, padre del più noto Raffaello Sanzio e quella dell'Annunciazione del Perugino. Entrambe le tele vennero realizzate tra il 1488 e il 1490.
Tela dipinta della Visitazione di Giovanni Santi realizzata tra il 1488 e il 1490
Altra preziosa opera è quella riposta nel terzo altare sulla destra, realizzata e firmata dal Perugino nel 1497, composta da pala centrale, cimasa lunettata e sottostante predella distinta in scene.
La tavola centrale raffigura la Madonna in trono con Bambino e Santi, nella cimasa lunettata è dipinta la Pietà mentre, ancor più pregevole, è la predella, che contiene cinque Scene della vita di Maria, tra cui Nascita, Presentazione al Tempio, Sposalizio, Annunciazione e Assunzione.
Tra le cinque scene della predella, l'ultima, si pensa sia un dipinto giovanile di Raffaello, allievo del Perugino.
Tela della Madonna in Trono con Bambino e Santi dipinta dal Perugino nel 1497
Nella zona retrostante l'abside è riposto lo splendido coro ligneo intagliato e con stalli intarsiati, realizzato nel 1489 dai fratelli senesi Antonio e Andrea Barilli.
Coro ligneo della chiesa
Intarsi del coro ligneo
9) PONTE GROSSO
Al di fuori della città, nel Comune di Cantiano, si trova il Ponte Grosso, tra i ponti romani meglio conservati, lungo in corso della Via Flaminia.
Il ponte venne realizzato nel I secolo, durante il regno dell'Imperatore Tiberio, al fine di permettere alla Via Consolare Flaminia di superare il letto del Fiume Burano.
DESCRIZIONE: La struttura, tra le meglio conservate sul versante adriatico della Via Flaminia, è in blocchi di Pietra Corniola, estratta da cave presenti nella valle del Fiume Metauro.
Ponte Grosso
I due archi sono costituiti da una muratura con blocchi di grandi dimensioni, posti a secco senza l'utilizzo di leganti. A fine di contrastare le piene del fiume, tra i pilastri e le arcate vennero riposti degli assi frangiflutti posti diagonalmente per unire le murature delle arcate a quelle dei pilastri.
Gli assi frangiflutti avevano la funzione di rendere la struttura più resistente in caso di piene del fiume.
Il pilone posto tra i due archi è realizzato tramite piccoli filari di lastre e bugnato poste a secco.
Le due arcate a sesto ribassato, presentano una luce di 7 metri ciascuno, anch'essi in blocchi di Pietra Corniola. La carreggiata stradale ha una larghezza pari a 6,50 metri.
Arcata del Ponte Grosso
NB. Le informazioni riportate sulla storia di Fano, sono state estrapolate dal post "Storia e Monumenti", nel portale Internet "fano.IT", in www.fano.it.
NB. Le informazioni sul Museo Archeologico e Pinacoteca, sono state estrapolate dal post "Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano", nel portale Internet istituzionale della "REGIONE MARCHE", in www.regione.marche.it.
NB. Le informazioni sull'Arco di Augusto e sull'Ex Chiesa di San Francesco e le Tombe dei Malatesta sono state estrapolate dal post "Storia e Monumenti", nel portale Internet "fano.IT", in www.fano.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Cattedrale di Santa Maria Assunta sono state estrapolate dal post "La Basilica Cattedrale", nel portale Internet "VISITARE FANO", in www.visitarefano.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Pietro in Valle sono state estrapolate nel post "Chiesa di San Pietro in Valle", nel portale Internet "Fano.it", in www.fano.it.
NB. Le informazioni sul Palazzo del Podestà sono state estrapolate dal post "Fano: Palazzo del Podestà", nel portale Internet ufficiale de "La Valle del Metauro", nella sezione "Beni storici e artistici", in www.lavalledelmetauro.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche del Teatro della Fortuna sono state estrapolate dal post "Storia", nel portale ufficiale del "Teatro della Fortuna", nel sito www.teatrrodellafortuna.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria Nuova sono state estrapolate dal post "La chiesa di Santa Maria Nuova a Fano", nel portale Internet "VISITARE FANO", in www.visitarefano.it.
NB. Le informazioni storiche e architettoniche sul Ponte Grosso, sono state estrapolate dal post "PONTE GROSSO DI PONTERICCIOLI (MARCHE)", nella pagina Internet "ROMANO IMPERO", in www.romanoimpero.com.
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