PETTORANO SUL GIZIO: CENTRO MEDIEVALE DOMINATO DAL CASTELLO CALDORESCO

 STORIA

Pettorano sul Gizio è un Comune di 1.258 abitanti della Provincia dell'Aquila, tra il Parco Nazionale della Maiella e il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. E' stato inserito nella lista de i Borghi più Belli d'Italia, posto su un'altura della Valle Peligna a 656 m.s.l.m..

Le origini del centro abitato risalgono al Medio Evo, sebbene la frequentazione umana nel territorio della Maiella sia molto più antica, risalente al Paleolitico.

E' posto all'interno di un'area protetta che circonda il Monte Genzana, alle cui pendici sorge il borgo, nota come Riserva Naturale Regionale del Monte Genzana, ove sono state rinvenute antiche testimonianze preistoriche, come strumenti litici e utensili.

Nel corso della tarda Età del Ferro, ossia nel VI secolo a.C., si sviluppò il centro medievale fortificato, sorto alle pendici del Monte Mitra. Venne edificato su un'altura in posizione strategica, per garantire il controllo della sottostante vallata del Fiume Gizio.

Durante l'epoca romana, venuto meno il bisogno difensivo, la collina venne momentaneamente abbandonata per realizzare insediamenti di pianura dalle ridotte dimensioni, chiamati pagi, tra cui il Pagus Fabianus, citato da Plinio il Vecchio. Vi è stato rinvenuto un frammento di epigrafe dell'Edictum de pretiis rerum venalium, documento che fissava i prezzi di mercato, redatto nel 301 da Diocleziano e Galerio in Oriente e Massimiano Erculeo e Costanzo Cloro in Occidente, durante la Tetrarchia.

Nel XII secolo, con l'arrivo dei Normanni, Pettorano venne ceduto in feudo ad un certo Oddone, membro della Contea del Molise. 

Durante la Guerra Greco Gotica e le lotte tra Longobardi e Bizantini, costituì un castello di confine e, nel 1229, l'esercito di Gregorio IX guidato da Giovanni di Brienne invase Pettorano cacciando il Duca longobardo di Spoleto.

Nel XIII secolo venne conquistato da Federico II, che vi pose a capo il figlio omonimo Federico, detto "di Pettorano" mentre, con la conquista angioina, il feudo venne assegnato al militare Amiel d'Angoult, Signore di Courbain.

Nel 1310 il feudo passò ai Cantelmo, principale Signoria del borgo, che ne mantennero la giurisdizione fino al 1750, quando passò alla famiglia dei Montemiletto, ultimi feudatari del borgo, che lo governarono fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo da parte di Napoleone Bonaparte.

Durante il periodo medievale e fino al XV secolo, Pettorano fu il luogo di rifugio delle persone che si ribellavano al potere politico, anche a causa della scarsa urbanizzazione e densità di popolazione.

Nel XVI secolo vi vennero edificate nuove strutture, tra cui la cinta muraria. Il borgo assunse la forma definitiva di centro fortificato, così come appare oggi.

Nel XVII e XVIII secolo vennero edificati vari palazzi nobiliari. Nel XVIII secolo divenne luogo di lavoro di importanti intellettuali, come il notaio Pietro De Stephanis, storico studioso delle origini di Pettorano e astuto amministratore che riuscì, nel 1865, a far abolire la pena di morte, molto prima che venisse abolita a livello nazionale.

Inoltre al contrario di molti vicini centri della Valle Peligna, terre di emigrazione verso Stati Uniti e Argentina, Pettorano fu centro di immigrazione, in particolare di carbonai e taglialegna, provenienti non solo dal Lazio e dalla Campania, ma anche dal Piemonte. 

Tuttavia, questa tendenza si invertì all'inizio del Novecento, quando molti pettoranesi emigrarono negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Venezuela e Canada.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo di Pettorano sul Gizio è tra i meglio conservati dell'Abruzzo, ove si notano ancora palazzi, chiese, fontane e castello ben conservati e restaurati.

Pittoreschi sono i tanti vicoli e piazzette che accolgono i turisti senza, per questo, soffrire le conseguenze del fenomeno dell'overtourism, e senza aver perso quel carattere di accoglienza, genuinità, tranquillità e autenticità che caratterizza i borghi abruzzesi.

Piazzetta centrale del borgo


Fontana centrale della piazza


Porta ogivale che introduce
alla piazzetta centrale


Vicoli del centro storico


Fontana Pubblica del XIX secolo con
motivi marini. In basso la vasca trilobata,
poco al di sopra la conchiglia, simbolo
 marino, sovrastata dalle statue bronzee
 del dio del mare Poseidone e di sua moglie,
 la ninfa Anfitrite


Vicoli del centro storico

1) CASTELLO CANTELMO

Il simbolo di Pettorano sul Gizio è il Castello Cantelmo, che occupa l'altura del Colle della Guardiola, in posizione strategica e panoramica, sulla valle del Fiume Gizio e sulla Conca Peligna.

Il Castello fa parte di un sistema di fortificazioni a difesa della Valle Peligna, insieme ai Castelli di Anversa degli Abruzzi, Villalago, Prezza, Pacentro e Raiano. Tali castelli vennero edificati nel Medio Evo a protezione dell'Abbazia di San Clemente a Casauria nell'873.

Con la fondazione del Castello il feudo venne governato da Oddone dei Conti del Molise mentre, nel XII secolo, fu teatro della conquista di Giovanni di Brienne che cacciò da Pettorano il Duca di Spoleto.

Vi si asserragliò anche Roberto di Bacile, che aveva aderito alla politica papale contro Federico II.

Con gli Angioini, divenne sede del governo dell'Ammiraglio Amiel d'Angoult, Signore di Courbain.

Nel XVII secolo il Castello esaurì la sua funzione strategica e fu lasciato cadere in rovina, venendo abbandonato e spogliato di molte sue strutture.

Gli stemmi nobiliari nella cinta muraria vennero venduti nel XIX secolo. Il bastione orientale è stato demolito nel XIX secolo, e vi sono state edificate nuove costruzioni: in tal modo ad oggi risulta impossibile compiere un giro completo intorno al mastio.

Il recupero della struttura, iniziato nel 1988, è proseguito fino al 1998.

DESCRIZIONE

Il Castello si presenta secondo la tipologia tutta abruzzese del castello recinto, con struttura caratterizzata da una torre centrale poligonale, denominata puntone, e una cinta muraria poligonale che lo circonda.

La cinta muraria, composta da una struttura quadrangolare irregolare che si adatta all'asperità della roccia su cui sorge, presentava in origine quattro torri angolari a sezione circolare, una delle quali è stata demolita nel XIX secolo.

Castello Cantelmo


Retro del Castello

Varcando la porta di accesso si entra nel cortile centrale quadrangolare che, in origine, girava tutto intorno al puntone.

Il puntone centrale ha anch'esso pianta quadrangolare irregolare, e presenta all'interno una scalinata che consente la salita alla terrazza superiore, da cui si gode di una splendida veduta sulla Conca Peligna.


Cortile del castello


Puntone del Castello a forma
quadrangolare irregolare

Il corpo inferiore è invece formato da due piani, Piano Terra e Piano Primo, uniti da una scalinata.

Il Piano Terra è caratterizzato da una forma quadrangolare, ove c'è la possibilità, per i turisti, di ascoltare la storia del castello muniti di visore a realtà virtuale aumentata mentre, al piano superiore è riposto un piccolo ballatoio. 

Si accede poi al puntone ove, tramite una scala, è possibile giungere in una terrazza poligonale con splendida vista sulla vallata circostante.


Piano Terra con archi a tutto sesto su pilastri
quadrangolari in muratura ove è possibile
ammirare un video sul territorio di Pettorano
sul Gizio e del Parco Regionale del Monte
Genziana in Realtà Virtuale Aumentata


Primo Piano con mostra del territorio del
Parco Regionale del Monte Genzana

Mobile con collezione di volatili imbalsamati


Manufatti litici preistorici rinvenuti
nella Riserva del Monte Genzana


Stanza al Piano Terra del puntone
verso il vano scale


Scale con gradini in pietra che
raggiungono la terrazza del
puntone


Stanza voltata a botte al Primo Piano
del puntone


Terrazza quadrangolare del puntone

2) PALAZZO DUCALE

Dopo aver visitato il Castello si scende nella piazza centrale del paese, caratterizzata da un piccolo spazio quadrangolare tipico del Medio Evo, si erge il maestoso Palazzo Ducale, oggi sede del Comune.

La dimora fu la residenza della famiglia feudataria dei Cantelmo, che per secoli governò il borgo.

DESCRIZIONE

Presenta una struttura dotata di tre corpi, disposti a forma di "U", in modo tale da formare un cortile, con un lato aperto che guarda verso la vallata del Fiume Gizio.

La struttura presenta due piani, Piano Terra e Piano Nobile, dotata di una facciata anticipata da una scalinata, alla cui base è ammirabile uno stemma inciso nella pietra.

All'inizio della scalinata, i due corrimano sono sovrastati da statue leonine in pietra mentre, nel lato meridionale del cortile è una meridiana, arricchita da una cornice raffigurante segni zodiacali e simboli celesti.

Pregevole è il portale maggiore a tutto sesto, dotato di uno stemma gentilizio. Al di sotto della scalinata, nei locali occupati dal ristorante, erano riposte la Scuderia e la Cantina, ove si trova ancora l'antico torchio in legno.

3) LA CASTALDINA

L'edificio della Castaldina, all'interno del borgo medievale, era la residenza del Castaldo, amministratore della Famiglia ducale dei Cantelmo.

Nel 1770 venne restaurato dal nuovo proprietario Filippo De Stephanis, come testimoniato dall'iscrizione porta sul palazzo.  L'aspetto tardo barocco è dovuto al restauro settecentesco, con le colonne del portale centrale che sorreggono il soprastante balcone.

La facciata è tripartita ornata da elementi architettonici, come portali e finestre impreziositi da finestrelle ogivali. Le finestre del palazzo sono arricchite da elementi vegetali. Il portale centrale è ornato da un grande stemma. Pregevoli i balconi sporgenti in ferro battuto e arrotondati, con motivi floreali.

4) PORTA SAN MARCO O DELLE MACCHIE

La Porta San Marco, anche definita Porta delle Macchie, costituisce il principale accesso al borgo medievale, così nominata perché rivolta verso le "Macchie", ossia la sottostante vegetazione e perché vi parte una strada vicinale che conduce alla piccola chiesetta campestre di San Rocco, a Sud del centro storico.

Costituisce tutt'ora la porta d'ingresso più vicina al Castello. Il nome della porta potrebbe derivare dalla vicinanza alla Chiesa di San Marco, non più esistente. 

Presenta un unico fornice a tutto sesto, sovrastata da un architrave piano con, al centro, la statua di Sant'Antonio e, ai lati, due pinnacoli piramidali.


Porta San Marco

5) PORTA DEL MULINO

Opposta alla Porta San Marco, la Porta del Mulino costituisce l'accesso settentrionale del centro storico.

Il suo nome deriva dal fatto che è rivolta verso i mulini sul sottostante Fiume Gizio, fatti realizzare dai Cantelmo. La struttura è costituita da un unico fornice ogivale.

Vi si conservano ancora tracce delle antiche costruzioni, tra cui una ramiera per la lavorazione del rame.

Porta del Mulino

NB. Le informazioni sulla storia di Pettorano sul Gizio, sono state estrapolate dal post "Il Territorio di Pettorano sul Gizio", nel portale Internet istituzionale del "Comune di Pettorano sul Gizio", in www.comune.pettorano.aq.it.

NB. Le informazioni sulla storia e l'architettura del Castello Cantelmo, sono state estra
polate
dal post "Il Castello Cantelmo", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Pettorano sul Gizio", in www.comune.pettorano.aq.it.

NB. Le informazioni sulla storia e l'architettura del Palazzo Ducale, sono state estrapolate dal post "Palazzo Ducale", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Pettorano sul Gizio", nel sito www.comune.pettorano.aq.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Castaldina, sono state estrapolate dal post "La Castaldina", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Pettorano sul Gizio", nel sito www.comune.pettorano.aq.it.

NB. Le informazioni sulla storia e l'architettura delle Porte San Marco e Porta delle Macchie, sono state estrapolate dal post "Porta San Marco o delle Macchie", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Pettorano sul Gizio", in www.comune.pettorano.aq.it.

NB. Le informazioni sulla Porta del Mulino, sono state estrapolate dal post "Porta del Mulino", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Pettorano sul Gizio", in www.comune.pettorano.aq.it.

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