PREZZA: STORICO BORGO MEDIEVALE DI MONTAGNA DELLA VALLE PELIGNA
STORIA
Prezza è un Comune italiano di 749 abitanti nella Provincia dell'Aquila, posto ad una quota di 480 m.s.l.m., nel territorio della Valle Peligna, ove si trova Sulmona.
La sua posizione, a dominio della Valle Peligna, le ha conferito l'appellativo di terrazzo della Valle Peligna. I primi ad abitare il luogo furono i Romani, che fondarono un piccolo pagus, ossia villaggio, noto come Pagus Laverna. Resti archeologici di epoca romana sono stati rinvenuti nelle zone del quartiere Colle e della Contrada San Giovanni.
Nell'Alto Medio Evo, prima dell'anno mille, il piccolo borgo venne ceduto in feudo all'Abbazia di San Clemente a Casauria, nella Val Pescara, e divenne noto cime Villa Carrene.
Dopo l'anno 1000 divenne un importante Castello, assumendo la formazione di un borgo fortificato di altura, costituendo una delle principali fortezze della Valle Peligna, a difesa dell'accesso al Valico di Cocullo.
Nel XV secolo il nome del borgo mutò in Rocca di Sale, per le decime che i cittadini corrispondevano agli ecclesiastici per possedere il sale, bene molto prezioso del Rinascimento per conservare i cibi.
Il terremoto del 1706 distrusse il borgo, compresa l'antica Chiesa di Santa Lucia, di cui rimase in piedi solo il campanile.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il centro storico di Prezza si caratterizza per le ridotte dimensioni, con stretti vicoli e graziose piazzette mentre, passeggiando per il borgo, è possibile ammirare i vari murales che lo impreziosiscono ancor più.
Tra i vicoli e i murales si trovano importanti monumenti storici che, uniti alla tranquillità del luogo, fanno del borgo un paradiso per i turisti alla ricerca di bellezza, tranquillità e originalità.
Piazza di Prezza con porta di accesso sulla sinistra
1) CHIESA DI SANTA LUCIA
La Chiesa di Santa Lucia costituisce la principale architettura religiosa del borgo, e la più importante manifestazione artistica.
La struttura venne edificata nel XV secolo, sui resti di un edificio ben più antico risalente, secondo la tradizione, al X secolo a partire da quando, nel 970, la chiesa avrebbe temporaneamente conservato nella torre campanaria, le spoglie e le reliquie della Santa siracusana.
La chiesa venne restaurata in stile rinascimentale nel 1557, anno in cui vennero realizzati gli affreschi esterni e interni.
DESCRIZIONE
La chiesa ha una facciata a due ordini, superiore e inferiore. L'ordine inferiore è costituito da un portico a tre arcate a tutto sesto, poggiante su pilastri quadrangolari.
Al di sotto del portico, oltre al portale d'ingresso, si trovano varie lunette affrescate.
Appena dopo il pronao, sulla sinistra, è un'antica nicchia protetta da una grata che, all'interno, custodisce la statua di Santa Lucia. Al di sopra della grata si trova la lunetta, ove è affrescato San Cristoforo.
Piazzetta dinanzi alla Chiesa di Santa Lucia
Parete sinistra del portico con lunetta affrescata con San Cristoforo
Nicchia con la Statua di Santa Lucia protetta dalla grata
Sulla destra della lunetta, dietro il portico, si apre il portale maggiore ogivale strombato, con pilastri e archivolto gotico a fasci di colonnine e, nella lunetta con affresco del XV secolo di Carlo Crivelli, pittore e scultore nativo di Ascoli Piceno, raffigurante la Madonna incoronata con Bambino in braccio tra cherubini.
Affreschi raffiguranti, sulla sinistra,
L'interno è in stile romanico a tre navate e quattro campate con archi a tutto sesto, poggianti su pilastri a sezione quadrangolare.
Altra pregevole opera è l'affresco del 1400, sempre di Carlo Crivelli, raffigurante la Madonna in preghiera con Bambino.
Pregevole è la zona dell'altare maggiore, con retrostante abside semicircolare.
Nel fondo della parete absidale si trovano due statue riposte in nicchie laterali mentre, al centro, due tele seicentesche.
Sulla sinistra è la tela dipinta del XVII secolo della Sepoltura di Cristo mentre, sulla destra, è la tela coeva della Sepoltura di Santa Lucia.
Entrambe le tele dipinte mostrano i caratteri del luminismo caravaggesco, in un ambiente oscuro e tenebroso solcato da fasci di luce radente che illumina i protagonisti delle scene narrate.
In particolare, il fascio di luce illumina, nella prima tela, l'intero corpo di Cristo mentre, nella seconda tela il volto della Santa ormai deceduta.
Particolare importanza è data al vestiario dei protagonisti, realizzato con elaborati e particolareggiati panneggi.
Ai lati dell'altare si trovano due nicchie a tutto sesto con, al centro, due statue lignee riposte su mensole.
La nicchia sulla destra conserva la statue lignea di Santa Lucia, contornata da elaborate decorazioni in stucco mentre, la nicchia sulla sinistra è ornata dalla statua di Santa Margherita di Antiochia con decorazione in stucco molto meno elaborata rispetto alla nicchia dirimpettaia.
In controfacciata è posto l'organo ligneo mentre, sulla sinistra della navata centrale, c'è un pregevole pulpito ligneo intagliato.
La prima campata della navata destra conserva l'Altare della Madonna Addolorata, con la tela dipinta della Madonna Addolorata mentre, al di sotto della tela, è la teca di vetro con, all'interno, la statua lignea del Cristo Morto.
L'ultima campata della navata destra ospita l'Altare di Sant'Antonio Abate, con timpano spezzato ornato da statue di Angeli in stucco e colonne a fusto liscio sovrastate da capitelli corinzi mentre, al centro, si apre la nicchia contenente la Statua in pietra raffigurante Sant'Antonio Abate.
Al termine della stessa navata destra è l'Altare della Madonna del Rosario, ove si trova una nicchia con la statua della Madonna del Rosario, affiancata da colonne a fusto liscio ornata di stucchi a racemi e grappoli d'uva, sovrastato da un timpano spezzato, ai cui lati si trovano due Angeli in stucco.
NB. Le informazioni sulla storia di Prezza sono state estrapolate nel post "Storia. Prezza e la sua storia", nel portale Internet ufficiale "Visitare Prezza", in www.visitareprezza.it.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Lucia sono state estrapolate nel post "CHIESA di Santa LUCIA - PREZZA (L'AQUILA)", in www.ilgirodellechiese.it.



















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