RISERVA NATURALE DELLE GOLE DI SAN VENANZIO ED EREMO DI SAN VENANZIO (RAIANO): ARTE, NATURA E SPIRITUALITÀ' NEL SIRENTE VELINO

RISERVA NATURALE DELLE GOLE DI SAN VENANZIO

La Riserva Naturale delle Gole di San Venanzio occupa il sito naturalistico delle Gole di San Venanzio, nel Comune di Raiano, in Provincia dell'Aquila.

Le Gole di San Venanzio sono profonde fenditure nella roccia scavate dall'azione erosiva del Fiume Aterno, risalendo la vallata, dominata dall'alto dal suggestivo Eremo di San Venanzio dove, secondo la leggenda, il Santo Martire sotto i Romani, si sarebbe rifugiato, fuggendo dalla natale Camerino per scampare alla persecuzione.

A livello geografico sorge a metà strada tra il Massiccio della Maiella e l'omonimo Parco Nazionale, e il Parco Regionale del Sirente Velino.

Il percorso delle spettacolari gole percorre la direzione Nord Ovest - Sud Est, per poi uscire dalle gole e andare verso Nord Est. Le gole poi proseguono fino ad incontrarsi con le altre celeberrime gole scavate dal Fiume Sagittario, nei pressi di Anversa degli Abruzzi e Villalago.


Veduta della parete rocciosa che sovrasta le gole


La Solfa, sorgente di acqua sulfurea nelle
vicinanze delle Gole di San Venanzio


Vasca della Solfa

EREMO DI SAN VENANZIO

L'Eremo di San Venanzio è posto all'interno della Riserva delle Gole di San Venanzio, posta nella Valle del Fiume Aterno che, prima di raggiungere la Valle Peligna, percorre la Valle di San Venanzio, scavata dal fiume tra i Monti Urano e Mentino.

Nonostante sia sfuggito ai viaggiatori del Grand Tour del XVIII e XIX secolo, la prima menzione della Valle di San Venanzio risale al 1688, con la pubblicazione della prima biografia del Santo.

Il nome è dovuto alla probabile zona di romitaggio del Santo Venanzio, Patrono di Camerino, luogo in cui nacque, della vicina Raiano, dove subì il martirio e di San Venanzo, in Umbria, dove pare avesse compiuto un miracolo per intercessione.

CHIESA: L'attuale struttura eremitica è ancorata alla sponda opposta della gola tramite un suggestivo ponte a campata unica. L'interno presenta un'aula unica a pianta rettangolare, distinta in due ambienti da una parete divisoria.

Sulle pareti laterali sono due altari mentre, l'altare maggiore, è addossato alla parete divisoria, che divide l'aula dall'ambiente che ospita l'antica abside, con resti di affreschi deteriorati raffiguranti, nelle vele della volta, i quattro Evangelisti.

Nelle pareti laterali si aprono quattro cappelle, due per ogni lato, con le statue di San Giovanni Battista e San Pietro da Morrone. Ai lati dell'altare maggiore si trovano due nicchie vuote, ove erano riposte le statue, sempre in terracotta, di Sant'Antonio Abate e San Porfirio, trafugate nel 1791.

Interno della chiesa a navata unica

Volta della chiesa affrescata nel XX secolo


Botola di risalita che proviene
dalla cavità rupestre


Piccola sagrestia della chiesa con
affreschi deteriorati del XIV secolo


Vele della volta a crociera della sagrestia
con affreschi dei Quattro Evangelisti

CELLE EREMITICHE E LOGGIA: Nel retro della struttura di apre un lungo corridoio ove si trovavano le celle eremitiche.

Alla fine del corridoio si accede ad un grande loggiato, con archi a tutto sesto, affacciato sulla vallata sottostante. Il loggiato sovrasta le due sponde della gola ove si trova l'eremo.

Corridoio con le celle eremitiche


Loggiato che sovrasta e scavalca il fiume
e unisce le sponde della montagna

CAPPELLA DELLE SETTE MARIE: Percorso il ponte sospeso con loggiato si giunge alla suggestiva Cappella delle Sette Marie.

All'interno della cappella si trovano splendide decorazioni ad affresco, realizzate nel XVI secolo con, nell'altare maggiore, un gruppo scultoreo in terracotta policroma del 1510 raffigurante il Compianto su Cristo Morto. 

Cappella delle Sette Marie

Questa meravigliosa opera d'arte è composta da diciassette figure, sovrastate da cinque angeli che sono appesi al soffitto.

Al centro è riposta la statua di Cristo, con il corpo riposto su un sudario a forma di navicella.

Sulla sinistra e sulla destra si trovano figure sia maschili, che femminili, vestite di lunghe tuniche.


Compianto su Cristo Morto, gruppo scultoreo
in terracotta policroma del 1510


Volta a botte della Cappella a cassettoni dipinti

CROCETTA: Nella parete di fondo della Cappella delle Sette Maria è la Crocetta, una piccola terrazza, scavata nella roccia e di complicato accesso, ove il Santo si recava per pregare.

SCALA SANTA: La Scala Santa scende nella grotta sottostante con la statua con il corpo del Santo sdraiato ove, secondo la credenza popolare, si sdraiano le persone in segno di devozione per curare il Mal di Reni.


Piccola scala scavata nella roccia
che risale verso la chiesa

NB. Le informazioni sulla Riserva Naturale delle Gole di San Venanzio, sono state estrapolate dal post "La Riserva", nel portale Internet ufficiale delle "GOLE DI SAN VENANZIO. RISERVA NATURALE REGIONALE ", in www.goledisanvenanzio.it.

NB. Le informazioni sull'Eremo di San Venanzio sono state estrapolate dal post "Eremo di San Venanzio - Raiano (AQ)", nel portale Internet "I luoghi del silenzio, la memoria è il solo strumento che cancella il tempo", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.

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