Il centro storico di Guardiagrele, nella Provincia di Chieti, contiene un prezioso patrimonio monumentale, che ne fa una delle principali città d'arte della regione.
Optare per una visita al centro storico guardiese, si rivela sempre una buona scelta, sia per chi è attratto dalle bellezze monumentali che la città offre al turista, sia per chi invece, poco incline ad una visita turistica, preferisce scegliere il borgo per godersi una passeggiata tranquilla, o per degustare le specialità culinarie del luogo, tra le quali le celeberrime Sise delle Monache, dolce autoctono del luogo.
L'itinerario culturale alla scoperta del borgo antico può iniziare da Porta San Giovanni, l'ingresso monumentale al centro storico della cittadina, orientata verso nord. La porta venne edificata nel 1841, in sostituzione dell'antica Porta della Fiera. E' costituita da un arco a tutto sesto, arricchita su un lato da un paramento murario. Sulla sommità della struttura è presente un'iscrizione che ricorda l'anno d'inaugurazione. All'esterno della porta si aprono le caratteristiche botteghe dove gli artigiani del posto lavorano il ferro battuto, ed è osservabile un breve tratto superstite delle mura cittadine.
Oltre alle botteghe è visibile la Villa Comunale, la quale un tempo svolgeva la funzione di orto per il Monastero delle Clarisse. Dopo la distruzione del monastero, è stato riconvertito in un giardino pubblico. Nella pineta esterna al borgo è inoltre presenti il Torrione Orsini, emblema della città, risalente al XIII secolo, e frutto di rimaneggiamenti succedutisi nel tempo.
1) CHIESA DI SANTA CHIARA
Passeggiando lungo Via San Giovanni, svoltiamo a destra per imboccare Corso Roma, la via principale che taglia in due il centro storico guardiese da nord a sud. Al secondo incrocio ci dirigiamo verso sinistra per entrare in Vicolo Santa Chiara, che conduce alla Chiesa di Santa Chiara.
L'edificio ecclesiastico è tutto ciò che rimane del complesso monastico appartenuto alle Clarisse, e in gran parte andato distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il monastero venne fondato nel 1220.
ESTERNO
La chiesa presenta uno stile artistico d'impianto barocco. La semplice facciata reca un portale moderno, risalente al 1927.
INTERNO
L'interno della chiesa si presenta invece in un fastoso stile barocco. E' composto da un'unica navata absidata, ricca di decorazioni a stucco del XVIII secolo. Nella zona terminale della navata sono presenti tre altari: al centro è posto l'altare di maggiori dimensioni, mentre ai lati sono altri due altari dalle dimensioni minori.
Degni di nota sono il pulpito intagliato, e un crocifisso ligneo, risalenti alla medesima epoca in cui ebbe luogo la risistemazione barocca della navata centrale. Sulle pareti laterali sono presenti delle tele dipinte ove sono rappresentate una Natività, dipinta da Nicola Ranieri, e una Pietà attribuita al pittore Donato Teodoro. A quest'ultimo è anche attribuita la realizzazione dell'affresco che decora la volta dell'edificio religioso, ove è rappresentata la Caduta degli Angeli Ribelli.
2) CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
La Chiesa di San Francesco con annesso Museo Archeologico è un luogo assolutamente da non perdere durante la visita del borgo: è per questo motivo che, una volta tornati in Corso Roma, invece di proseguire la passeggiata lungo la via principale del borgo, è consigliabile fare una deviazione a destra imboccando Vicolo Isaia, per poi svoltare a sinistra su Via Tripio e poi ancora a destra in modo tale da ritrovarsi infine in Via San Francesco.
Qui sono presenti ben tre punti d'interesse del centro storico guardiese: alla nostra sinistra è il Museo Archeologico "Filippo Ferrari", alla nostra destra il palazzo sede del Municipio, mentre svoltando l'angolo, sempre sulla destra si apre una piccola piazzetta dove si affaccia una bella chiesa dalla elegante facciata in pietra, la Chiesa di San Francesco d'Assisi.
L'edificazione della Chiesa di San Francesco d'Assisi ebbe inizio nel 1276, a seguito dell'esplicito consenso della Contessa di Manoppello Tommasa De Palearia, al compimento della donazione a favore dei frati Francescani del lotto di terra su cui insisteva la Chiesa di San Siro, all'epoca posta ai margini del centro storico. I frati iniziarono la costruzione della nuova chiesa, consacrandola al loro frate fondatore, San Francesco d'Assisi.
ESTERNO
La facciata della chiesa è ornata da uno splendido portale cuspidato, realizzato intorno al 1320, secondo lo stile dell'architetto Francesco Perrini. Il complesso rivestì una certa importanza a partire dal 1343, anno in cui il Conte di Manoppello Napoleone Orsini fece traslare all'interno della chiesa le spoglie mortali di San Nicola Greco.
Negli anni Ottanta del Trecento venne costruita la copertura della chiesa, e furono avviati i lavori per la realizzazione della Cappella di San Leone, edificata per volontà del Conte Napoleone Orsini come suo personale luogo di sepoltura.
Tra il XVII e il XVIII secolo, i lavori di ristrutturazione della chiesa ne modificarono completamente lo stile architettonico: la chiesa venne sopraelevata, e all'interno modificata in stile barocco.
INTERNO
L'interno presenta interessanti opere d'arte. Sono esposte tele dipinte risalenti al Seicento, tra le quali quelle che rappresentano la Madonna col Bambino e i Santi; l'Annunciazione e infine la tela raffigurante Santa Lucia.
L'altare maggiore, ricomposto con i materiali provenienti dal dismesso altare presente nella Cappella di San Leone, non più esistente sin dal XVII secolo. E' costituito da un grande sarcofago in marmo rosso di Verona, decorato con rilievi raffiguranti una trama di archetti ogivali in marmo bianco, risalente al Quattrocento. Il sarcofago che costituisce l'altare, ha svolto la sua funzione originale fino al 1890, contenendo all'interno le spoglie mortali di San Nicola Greco. A partire dallo stesso anno le reliquie vennero traslate all'interno di un'urna di legno dipinto e cristallo, posta nel coro alle spalle dell'altare.
Nel chiostro della Chiesa di San Francesco d'Assisi è stato allestito il Museo Archeologico "F. Ferrari", ove sono visibili preziosi manufatti della tradizione orafa guardiese, oltre a reperti archeologici provenienti dalla vicina Necropoli di Comino. E' inoltre visitabile il Museo del Costume e delle Tradizioni e l'Antiquarium, contenente reperti di epoca medievale, e ancora in allestimento.
3) MUSEO ARCHEOLOGICO "FILIPPO FERRARI"
Il Museo Archeologico "Filippo Ferrari", venne inaugurato nel 1999, inizialmente come allestimento temporaneo, poi trasformato in museo permanente, dopo aver compreso il grande potenziale che avrebbe potuto costituire per il turismo cittadino.
Nella sala d'ingresso sono esposti i reperti ritrovati durante gli scavi effettuati all'inizio del XX secolo, sotto la direzione di Don Filippo Ferrari, presso il sito della Necropoli di Comino, con annessa documentazione rinvenuta nell'archivio parrocchiale.
Le prime due sale del museo, ospitano i reperti rinvenuti nelle tombe più antiche della necropoli, quella delle tombe sotto tumulo di pietre, databili al IX secolo a.C.. Nella sala 2 è osservabile il materiale rinvenuto nelle sepolture maschili della necropoli, mentre nella sala 3 si possono osservare i corredi femminili e maschili. Nelle vetrine sono esposti gioielli fabbricati in bronzo e pasta vitrea, tra i quelli collane, bracciali e fibule, indossate da entrambe i sessi. Bellissimi sono le armi e le grandi fibule in bronzo possedute dai guerrieri.
Sotto il pavimento della Sala 2 è visibile la ricostruzione di una tomba proveniente dalla Necropoli di Comino, la Tomba 38, ove sono visibili attraverso una lastra di resina i resti dello scheletro appartenuto al "Guerriero di Comino". La sepoltura dello scheletro risale al IX secolo a.C.. Nelle sale seguenti sono presenti i corredi di epoca arcaica (VII - VI sec. a.C.), ed ellenistica (V - III sec. a.C.).
Nella Sala 4 è esposta una copia fedele della Stele di Guardiagrele, lastra calcarea, con le fattezze di un guerriero risalente al VII secolo a.C.. L'originale è visitabile nel Museo di Chieti. I corredi presenti nelle sepolture risalenti all'epoca del popolo marrucino, sono influenzati dallo stile dei vasi e dei corredi propri della civiltà greca.
4) CATTEDRALE COLLEGIATA DI SANTA MARIA MAGGIORE
Terminata la visita alla Chiesa di San Francesco d'Assisi, e dell'annesso Museo Archeologico, è possibile dirigersi verso il principale edificio di culto del centro storico. Tornando su Via Tripio da Via San Francesco, e dirigendosi verso destra, si presenta sulla sinistra Largo Giacinto Auriti.
Una volta girato l'angolo ci si ritrova su Via Roma, sulla quale insiste imponente la facciata della Collegiata di Santa Maria Maggiore.
Come si presenta oggi ai visitatori, il duomo cittadino costituisce il risultato di un'evoluzione architettonica durata ben otto secoli. La prima chiesa venne edificata a cavallo tra i secoli XII e XIII, all'esterno della prima cinta muraria, svolgendo la funzione di area cimiteriale.
Con il passare dei secoli divenne il fulcro della vita pubblica cittadina. Sin dal 1243 la struttura venne interessata da una campagna di lavori, con i quali venne dotata di un presbiterio sopraelevato, posto al di sopra di una grande volta ribassata, edificata in modo tale da scavalcare Via dei Cavalieri.
Nel 1365, per volontà del Conte di Manoppello Napoleone Orsini, venne ampliata con la realizzazione della Cappella di San Giovanni Battista, cui venne riservata la funzione di cappella funeraria della Famiglia Orsini. Nel Quattrocento acquisì il titolo di Collegiata, e la facciata venne rinnovata con la costruzione della poderosa torre centrale a sezione rettangolare, inserita all'interno della facciata trecentesca. Negli anni Trenta del XV secolo, maestranze teutoniche, forse guidate da Gualterius de Alemania, realizzarono lo splendido portale gotico con decorazioni presenti sulla facciata. Il portale presenta nella lunetta superiore, un gruppo scultoreo eseguito dall'artista Nicola da Guardiagrele, che rappresenta l'Incoronazione della Vergine.
Al 1431 risale la realizzazione della meravigliosa Croce di Nicola da Guardiagrele, splendido corredo di oreficeria, realizzato proprio dal maestro orafo, oggi esposto al Museo del Duomo. La preziosa opera d'arte venne purtroppo trafugata nel 1979, e recuperata sono per alcune delle sue parti.
Alla metà del XV secolo risale l'affresco raffigurante la Madonna del Latte, realizzato da un artista ignoto sotto il portico settentrionale della Collegiata, mentre nel 1473 il pittore Andrea Dosso affrescò il porticato meridionale della chiesa rappresentando San Cristoforo.
Nel 1706 venne realizzata sul retro della Collegiata la Chiesa di San Rocco, che inizialmente svolse la funzione di cripta della sovrastante Collegiata, per poi divenire oggi una chiesa autonoma. La stessa chiesa venne sopraelevata di un piano, così come si presenta oggi agli occhi del visitatore.
INTERNO
L'interno presenta un'aula molto profonda, a navata unica, ornata sulle pareti di destra e di sinistra da tele di pregevole fattura. Tali tele sono comprese all'interno di splendide cornici ornate da colonne tortili in stile barocco.
5) MUSEO DEL DUOMO
Il Museo del Duomo, intitolato da Don Domenico Grossi, espone preziosi oggetti di arte e oreficeria sacre. Allestito nei tre locali che costituiscono la struttura della cripta medievale, raccoglie i pezzi più importanti appartenenti al Duomo e scampati al terremoto del 1703.
Il museo venne istituito nel 1988 con il restauro della cripta. Le opere ivi esposte appartengono ad un arco temporale compreso tra il XIV secolo e il 1700.



















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