STORIA
Il Sito Archeologico di Micene, posto nella regione storica dell'Argolide, nel Peloponneso costituisce, insieme ad Argo e Tirinto, uno dei siti archeologici principali per comprendere le origini della civiltà greca, in particolare della sua Età Arcaica.
Nacque nel II millennio a.C. sulle pendici del Monte Tritos. Secondo la leggenda dell'Iliade di Omero, qui avrebbe regnato la dinastia degli Atridi e del suo principale Sovrano Agamennone.
Sempre secondo la leggenda venne fondata dal primo mitico Sovrano Perseo che, mentre era assetato durante una giornata particolarmente soleggiata, trovò un fungo da cui sgorgò la Sorgente Persia, ancora ammirabile. Il termine Micene deriverebbe da Mikos, ossia Fodero, riferito al fodero della spada di Perseo, che qui venne sconfitto e morì.
SITO ARCHEOLOGICO
All'area archeologica appartengono l'Acropoli e la Necropoli, rinvenute all'inizio del XIX secolo dalle operazioni di scavo condotte dall'archeologo Heinrich Schliemann, affascinato dalle storie e dai racconti di Omero che, dopo aver riportato alla luce e dimostrato l'esistenza della città di Troia, restituì al mondo anche la città di Micene.
Maschera in lamina d'oro di Agamennone al Museo Archeologico Nazionale di Atene
1) NECROPOLI - CIRCOLO A, CIRCOLO B E TOMBE A THOLOS
All'esterno dell'imponente cinta muraria si trova la zona adibita a necropoli, ove venivano seppelliti i cadaveri dei defunti.
L'area funeraria della città, ai piedi dell'acropoli, si distingue in tre differenti settori di sepolture, tra cui il Circolo A e il Circolo B, caratterizzati da tombe a fossa, e il Tesoro di Atreo appartenuto, secondo la legenda, al padre di Agamennone, caratterizzato da una struttura a Tholos, ossia a falsa cupola.
CIRCOLO A: Il Circolo A è il più antico delle tombe presenti a Micene, e presenta una struttura circolare dal diametro di 27,5 metri con, all'interno, sei fosse ove sono inumati i resti di diciannove corpi defunti.
Proprio qui venne rinvenuta la Maschera Funeraria in lamina d'oro di Agamennone, esposta al Museo Archeologico Nazionale di Atene.
Queste tombe avrebbero potuto appartenere ai Perseidi, dinastia cui appartenne il Re Agamennone.
Circolo A delle Tombe
CIRCOLO B: Le sepolture appartenenti al Circolo B presentano dimensioni di poco superiori a quelle del Circolo A. Hanno una struttura circolare dal diametro di 28 metri, a 117 metri ad Ovest rispetto alla Porta dei Leoni, principale ingresso all'acropoli cittadina.
Il muro di pietra circolare che inglobava le tombe, aveva uno spessore pari a 1,55 metri e un'altezza di 1,20 metri. Al suo interno si trovano ventisei tombe a pozzetto contrassegnate, in sommità da una manciata di pietre accatastate.
Quattro delle ventisei tombe a pozzetto presenti sono sovrastate da segnacoli con steli monumentali, alte fino a due metri. Due delle quattro tombe segnate con le steli, denominate Alpha e Gamma, presentano incisioni con Scene di Caccia.
TESORO DI ATREO: Al di fuori delle mura poligonali sorgono le Tombe a Tholos, distinte nelle tre strutture del Tesoro di Atreo, della Tomba di Clitemnestra e della Tomba di Egisto.
Il Tesoro di Atreo venne scoperto da Schliemann nel 1879. Si tratta di una tomba a tholos, ossia a falsa cupola, realizzata attraverso l'utilizzo di grandi blocchi di pietra, posti ad anelli concentrici.
Per ogni anello posizionato, le pietre venivano disposte sempre più verso l'interno per terminare poi, con la chiusura della cupola nella sezione superiore, grazie ad un unico blocco di pietra.
Cupola a tholos
Nelle murature interne si trovano, a differenti altezze, dei fori per chiodi, che si pensava servissero per fissare elementi ornamentali della struttura. Nella parete settentrionale della struttura si apre il portale scavato, sovrastato da un triangolo di alleggerimento, che immette in una camera laterale con soffitto piatto, scavata nella roccia.
Accesso della tomba posta dall'interno
L'accesso alla camera laterale quadrangolare è possibile attraverso una porta quadrangolare, di cui rimane l'ingombro. Si possono ancora notare i fori ove era fissato il telaio.
Accesso del Tesoro di Atreo
2) ACROPOLI - MURA POLIGONALI E PORTA DEI LEONI
L'acropoli di Micene è l'ambiente più sacro del sito e, tra l'altro, quello più noto, per la presenza della celebre Porta dei Leoni.
La struttura dell'acropoli venne realizzata a pianta quadrangolare, nel XIII secolo a.C., tra i più antichi esempi giunti fino a noi.
MURA: Prima di accedere nella cittadella, è possibile gettare uno sguardo alle mura che la circondano, caratterizzate dall'utilizzo di enormi blocchi poligonali del IV tipo, ossia dalla forma quadrangolare disposti su file perfettamente orizzontali, uniti tra loro senza l'ausilio di legante.
All'interno delle mura è custodito il Megaron, il complesso palaziale ove risiedeva il Sovrano.
PORTA DEI LEONI: La struttura più celebre del sito è la Porta dei Leoni, ingresso monumentale all'acropoli, tra due tratti di mura poligonali caratterizzati da enormi blocchi squadrati incastrati fra loro.
Realizzata nel XIII secolo a.C., simbolo della potenza dei sovrani micenei, si apre nel settore nord occidentale dell'acropoli che, nel 1448, Ciriaco d'Ancona per primo provvide a disegnare con estrema precisione dei dettagli architettonici. Era ammirabile già prima degli scavi di Schliemann, intrapresi nel 1873.
La struttura è protetta da un torrione circolare laterale e da uno spazio antistante di raccolta, che diveniva sempre più stretto man mano che ci si avvicinava alla struttura, cosicché risultasse difficile per i nemici entrarvi tutti insieme in armi.
La muratura presenta blocchi disposti su file quasi regolari, quindi non del tutto isodoma, ma definita pseudo isodoma. Gli stipiti, la soglia e l'architrave sono formati da quattro monoliti di conglomerato, dal peso di 20 tonnellate ciascuno.
La porta misura 3,10 metri in altezza mentre, in larghezza, misura 2,95 metri alla base, restringendosi in sommità fino ai 2,78 metri dell'architrave. Il resto della cinta muraria, era in blocchi di calcare.
Al di sopra dell'architrave è un grande trapezio di scarico, ove è incastrata una grande lastra sospesa a tre metri dal suolo, con base inferiore di 3,6 metri e base superiore di 1,13 metri.
Il timpano triangolare è ornato dai rilievi di una colonna centrale, ai lati della quale sono riposti due leoni, le cui teste sono andate perdute, pertanto non si sa se si tratti di leoni o di leonesse.
Superata la porta si giungeva in una corte quadrangolare interna, con una scala che consentiva di raggiungere l'attico della cinta muraria e il bastione sulla sinistra della porta.
Porta dei Leoni
NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Sito Archeologico di Micene, sono state estrapolate dal post "Micene. La casa di Agamennone", nel portale Internet "Grecia Vera", in www.greciavera.com.
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