STORIA
Il primo insediamento da cui si originò il borgo medievale di Blera, Comune in Provincia di Viterbo, risalgono all'epoca etrusca. Le origini preromane del borgo, sono ampiamente documentate, e rinvenibili nelle numerose necropoli che circondano il centro storico, oltre agli insediamenti che possono essere ammirati esplorando la rupe tufacea su cui si erge il borgo.
Con la fine della civiltà etrusca, Blera continuò a svolgere un ruolo di primo piano nel sistema di viabilità dell'Impero Romano, grazie all'edificazione della Via Clodia, importate strada consolare realizzata nel III secolo a.C.. Percorrendo un sentiero con partenza dal borgo, é possibile raggiungere il Ponte del Diavolo, reperto di epoca romana in buone condizioni.
A Blera venne istituita, tra il 457 e il 1093, la prima diocesi della Tuscia Viterbese. Proprio in questa epoca, San Vivenzio, primo Vescovo di Blera, venne nominato Santo Patrono della cittadina.
Le condizioni di abbandono e impaludimento in cui versarono le antiche strade consolari romane durante l'Alto Medio Evo, in particolare le vicine Via Aurelia e Via Cassia, portò la Via Clodia a divenire l'unica strada percorribile, in grado di collegare i territori viterbesi con il nord.
Nel XIII e XIV secolo divenne feudo della Famiglia romana dei Prefetti Di Vico, per poi essere ceduta alla Famiglia feudale degli Anguillara.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Il borgo di Blera é composto da una fitta rete di vicoletti e stradine, che si dipartono dalla via principale, corrispondente all'antico tracciato della Via Clodia, che qui transitava.
Percorrendo le stradine, ci si potrà imbattere nei caratteristici profferli, elementi architettonici tipici degli antichi borghi della Tuscia, che consistono in ripide scalette in tufo, addossate alle facciate degli edifici, che salgono ai piani superiori, mentre l'ingresso al piano terra é possibile grazie a gallerie scavate nel tufo.
Cammino dei Tre Villaggi che percorre lo sperone tufaceo
1) COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA E SAN VIVENZIO
La Collegiata di Santa Maria Assunta e San Vivenzio é la principale chiesa di Blera. Fu la Cattedrale di Blera, fino alla soppressione dell'antica diocesi.
Venne rifatta nella seconda metà del XVIII secolo. Tra gli elementi parte dell'originaria costruzione romanica, rimangono la cripta dell'XI - XII secolo.
ESTERNO
La chiesa presenta una facciata rifatta nella seconda metà del XVIII secolo. Nell'ordine inferiore, si apre il portale marmoreo, risalente al 1507.
INTERNO
L'interno della chiesa, ha una struttura a tre navate, ripartite da pilatri in muratura, utilizzati come rivestimento delle primitive colonne. Nelle navate laterali destra e sinistra, si aprono delle cappelle.
Infondo alla chiesa si trova il presbiterio, molto rialzato rispetto al piano di calpestio. L'altare maggiore é costituito da un antico sarcofago romano, risalente all'età imperiale. Il sarcofago é ornato su tre lati da rilievi raffiguranti la Caccia di Adone al Cinghiale Calidonio.
Tra le opere d'arte conservate, possono essere considerate la tela raffigurante l'Assunzione di Maria, realizzata da Vincenzo Milione nel 1789 e, in una cappella che si apre sulla parete di destra, la tela della Madonna delle Lacrime, di autore ed epoca ignoti.
Al di sopra dell'altare maggiore, é riposta la tela raffigurante la Vergine Assunta in Cielo, realizzata da Antonio da Bassano nel Cinquecento. In controfacciata, é posta la tela rappresentante la Flagellazione di Gesù, di autore ignoto del XVI secolo, il cui stile ricorda da vicino quello di Annibale Carracci.
CRIPTA
Al di sotto del presbiterio, si trova la cripta, unica testimonianza dell'antica chiesa romanica, oggi sostituita dalla costruzione neoclassica.
La struttura dell'ambiente risale al XI - XII secolo, che ospita la tomba del Santo.
2) EX CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI
La Chiesa di San Nicola di Bari, oggi sconsacrata, risale all'epoca altomedievale. L'edificio subì delle modifiche nel XII secolo, pur mantenendo invariata la sua struttura originaria.
Durante l'epoca rinascimentale, la chiesa venne sopraelevata, provvista di una copertura a capriate lignee, decorata con affreschi del XV - XVI secolo. Sin dalle sue origini la chiesa venne consacrata a San Nicola, considerato il terzo Santo Protettore della cittadina, dopo i Santi Vivenzio e Sanzia.
Sulla muratura esterna che si affaccia su Via Roma, sono presenti inserti archeologici, appartenenti a varie epoche, tra cui un frammento di sarcofago marmoreo raffigurante un corteo funebre, posto al di sopra del portale d'ingresso, iscrizioni antiche e un bassorilievo marmoreo gladiatorio. Tali inserti romani, sono stati inglobati nella muratura esterna della chiesa, per iniziativa del Direttore Generale delle Antichità e delle Belle Arti, G. F. Gamurrini, nel 1882.
La chiesa rimase in funzione fino al 1870, anno in cui cessò di svolgere la funzione di luogo di culto, in occasione del divieto di seppellire i cadaveri all'interno della città.
L'edificio é stato restaurato tra il 1987 e il 1994, su iniziativa dell'amministrazione comunale. In occasione dell'intervento di restauro, sono state rinvenute sepolture a fossa scavate al di sotto del pavimento.
INTERNO
L'interno é composto da un'unica navata, ove sono conservati affreschi rinascimentali, consistenti in fregi decorativi e grottesche. Le pitture sono attribuibili ad un gruppo di artisti viterbesi, capeggiati da Antonio da Massaro detto "Il Pastura".
Interno dell'ex Chiesa di San Nicola a navata unica
In prossimità dell'altare é un affresco raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Vescovi, in modesto stato di conservazione. Nella nicchia posta sulla sinistra dell'altare maggiore é affrescato Santo Stefano, mentre nella nicchia di destra, si trova l'affresco rappresentante Cristo fanciullo con il vessillo della Resurrezione sopra un tabernacolo in pietra a forma di tempietto ai cui lati si trovano due angeli.
Le pareti di destra e di sinistra, sono decorate con affreschi che rappresentano la Madonna di Loreto tra i Santi Vescovi e la Madonna con Bambino tra San Francesco e Sant'Antonio Abate. E' inoltre presente un'iscrizione, riferita ad un cavaliere di Amelia, sepolto nella chiesa nel 1535.
NB. Le informazioni storiche sul borgo di Blera, sono state estrapolate dal post "Blera. Affasciante cittadina dalle origini etrusche", nel portale "My Tuscia. ESPLORA, ASSAPORA, AMA LA TUSCIA", in www.mytuscia.com.
NB. Le informazioni riportate sulla Collegiata di Santa Maria Assunta e San Vivenzio, sono state estrapolate dal post "Collegiata di Santa Maria Assunta", nel portale "Museo Italia", nel sito www.museionline.info.
NB. Le informazioni storiche e artistiche sull'Ex Chiesa di San Nicola di Bari, sono state estrapolate dal post "SAN NICOLA", nel portale di Internet "BLERA CULTURA", in www.bleracultura.it.
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