STORIA
Comune italiano di 38.181 abitanti, Città di Castello é uno splendido centro d'arte dell'Umbria settentrionale al confine con la Toscana e le Marche, non lontano dall'Emilia Romagna.
Fondato dagli antichi Umbri, con la conquista romana divenne un importantre municipio con il nome di Tifernum Tiberinum. All'inizio del IV secolo, vi predicò il Vangelo il legionario romano San Crescenziano.
Secondo la tradizione, durante le invasioni barbariche Città di Castello venne distrutta da Totila, Re dei Goti, e successivamente riedificata ad opera del Santo Vescovo Florido. Nell'Alto Medio Evo, sotto il dominio longobardo, la città assunse il nome di Castrum Felicitatis.
Nel Basso Medio Evo si costituì in Libero Comune, fedele al Papato, perciò governato dalla fazione guelfa. Fu proprio in questo periodo che la città assunse il nome di Civitas Castelli, estendendo la sua giurisdizione nei territori oltre l'Appennino Umbro - Marchigiano.
Durante l'età comunale, a fasi di autonomia amministrativa, si alternarono fasi di sottomissione alla Chiesa, a Perugia o a Firenze. Nel 1422 venne conquistata dalle truppe di Braccio Fortebraccio da Montone. Le contese interne tra le famiglie signorili, terminarono nella seconda metà del Quattrocento, con la supremazia della Famiglia Vitelli, cui si deve l'abbellimento della città con splendidi palazzi signorili e opere d'arte.
Con la morte di Vitellozzo Vitelli nel 1503, ad opera di Cesare Borgia in seguito alla Dieta di Maggione e all'Assedio di Senigallia, la città passò sotto il dominio del Duca Valentino, figlio del Pontefice Alessandro VI, e quindi sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio, nonostante continuò ad essere di fatto governata dai Vitelli fino a tutto il 1550.
Nei secoli successivi, la città s'impoverì progressivamente sotto il dominio della Santa Sede, che si protrasse fino all'11 Settembre 1860, giorno dell'arrivo delle truppe piemontesi in città. La Seconda Guerra Mondiale ebbe effetti devastanti sull'economia del luogo.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
1) SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BELVEDERE
Al di fuori del centro storico, in direzione nord, si trova la principale manifestazione dell'architettura rinascimentale e barocca tifernate, il Santuario della Madonna del Belvedere.
La chiesa sorge al di sopra del Colle Caprano, oggi denominato "Belvedere", edificata in stile barocco nel periodo compreso tra il 1669 e il 1684, su progetto degli Architetti Antonio Gabrielli e Nicola Barbioni.
ESTERNO
L'esterno del santuario ha una pianta ottagonale, dotata di quattro bracci e di copertura a cupola. Dinanzi all'ingresso si apre un portico semicircolare.
INTERNO
Varcata la porta d'ingresso, é possibile notare la preziosa bussola realizzata nel 1883. Tra le principali opere d'arte presenti, si possono ammirare la tela dipinta del Martirio di San Vincenzo, realizzata da Giovanni Ventura Borghesi del 1699, riposta nella cappella laterale destra, dedicata al Santo.
Nel fondo della chiesa é riposto l'altare maggiore, al di sopra del quale é l'icona raffigurante la Vergine Maria.
2) CATTEDRALE DEI SANTI FLORIDO E AMANZIO
La Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, venne consacrata nel 1032 dal Vescovo Pietro.
Secondo la tradizione, venne realizzata sulle fondamenta di un tempio pagano descritto da Plinio il Giovane.
ESTERNO
Il duomo presenta una bella facciata in pietra, abbellita da decorazioni, tra cui sculture che rappresentano i motivi della Giustizia e della Misericordia, effigiate con le icone delle due figure riposte nelle due fasce verticali che, insieme alle colonnine tortili, impreziosiscono il portale maggiore.
La facciata rivolta verso il giardino del Cassero, nel lato lungo della struttura, venne iniziata nel 1632, ma non venne portata a termine a causa della morte del Vescovo Raccagna, committente dell'opera, avvenuta nel 1646. La scalinata oggi ammirabile sul lato corto della facciata, risale al 1877, mentre quella riposta sul lato lungo, venne realizzata da Venanzio Righi nel 1780. La cupola é opera dell'Architetto Tommaso Catrani, che la riprogettò dopo il crollo causato dal rovinoso terremoto del 1789.
CAMPANILE CILINDRICO
Nelle vicinanze della struttura della chiesa, é riposto il campanile cilindrico, che rappresenta uno dei simboli del centro storico di Città di Castello. Alcune ricerche ne fanno risalire l'edificazione all'XI secolo, secondo i canoni dello stile architettonico proprio dell'Architetto Maginardo, inviato dal Vescovo di Arezzo a Ravenna agli inizi dell'anno 1000 con l'intento di studiarvi i monumenti locali.
Da un esame del paramento murario esterno, é possibile riconoscerne le varie fasi di realizzazione. La porzione inferiore della struttura, realizzata in stile romanico, é la più antica, composta da piccoli conci di pietra nell'XI - XII secolo.
La porzione superiore del campanile, in stile gotico, é invece caratterizzata da un doppio ordine di aperture in pietra arenaria della fine del XII secolo. L'accesso alla torre campanaria, completamente visitabile e fruibile, é consentito dal primo piano del Museo del Duomo. E' possibile salire fino alla sommità del campanile utilizzando la scala a chiocciola interna. Nella cuspide del campanile é stata riposizionata la sfera di metallo rivestita in lamina d'oro zecchino, al cui interno é stata riposta una pergamena in memoria dell'intervento di restauro eseguito. Dalla sommità del campanile, si ammira uno splendido panorama sul centro storico della cittadina.
INTERNO
L'interno presenta una pianta a croce latina, a navata unica e transetto. All'incrocio dei due bracci del transetto si staglia la cupola, affrescata al suo interno da Tommaso Conca tra il 1795 e il 1797.
La navata é impreziosita da cappelle laterali tra loro intercomunicanti, che si aprono sia sulla parete destra, che sulla parete sinistra. Le cappelle sono ornate da preziosi altari lignei dorati, decorate da affreschi e abbellite da dipinti su tela.
Nella prima cappella infondo alla navata, che si apre sulla sinistra, é riposto un affresco raffigurante la Conversione di San Paolo, realizzato da Niccolò Circignani detto "il Pomarancio", nel XVI secolo. Nella zona retrostante l'altare maggiore, é riposto il coro ligneo intagliato e intarsiato, realizzato tra il 1533 e il 1540.
Il presbiterio é decorato con splendidi affreschi, che rappresentano episodi della vita di San Florido e San Crascenziano, realizzati da Marco Benefial nel triennio 1747 - 1749. Allo stesso periodo si riferiscono gli affreschi che campeggiano sulla volta del presbiterio, ove sono rappresentati i Santi della Chiesa tifernate. Il soffitto a cassettoni venne realizzato nel XVII secolo da maestranze locali.
CRIPTA
Al di sotto del presbiterio, é presente l'ambiente adibito a cripta, una vera e propria chiesa inferiore.
La cripta, con copertura dotata di basse volte a crociera conserva, al di sotto dell'altare in marmo, l'antico sarcofago in pietra contenente le reliquie dei Santi Protettori Florido e Amanzio.
3) MUSEO DEL DUOMO
Nei pressi della Cattedrale si trova il Museo del Duomo, distribuito su due piani. Costituisce uno dei musei di arte sacra più grandi dell'Umbria.
INTERNO
Il museo si articola in varie sale, che si snodano nel percorso di visita. Nella Sala I é conservato il prezioso Tesoro di Canoscio, una collezione di venticinque oggetti utilizzati per la liturgia eucaristica.
Si tratta di splendidi esempi di arte paleocristiana risalenti al VI secolo, rinvenuti nel 1935 presso il Santuario del Canoscio, nei dintorni di Città di Castello. La collezione di reperti archeologici é una delle più complete dell'Umbria.
La Sala II custodisce due preziosi tesori di arte orafa, tra i quali il Paliotto, in argento sbalzato e cesellato, e in parte dorato, risalente al XII secolo che, secondo la tradizione, fu donato nel 1142 da Papa Celestino II, al fine di abbellire l'altare della Cattedrale. La Sala III custodisce, riposti all'interno di numerose vetrine, una serie di oggetti.
Nel Salone Gotico é posta la Pinacoteca, ove sono conservate importanti opere, tra le quali il Cristo in Gloria, realizzata da Giovanni Battista di Jacopo di Gasparre, detto il Rosso Fiorentino, tra il 1528 e il 1530. Di seguito si trova la Madonna con Bambino e San Giovannino, realizzata dal Pinturicchio intorno al 1486.
4) PALAZZO DEI PRIORI
Il Palazzo Comunale, anche chiamato Palazzo dei Priori, é uno dei palazzi pubblici medievali più interessanti dell'Umbria. La sua edificazione avviata nel 1322, si interruppe a seguito dell'ultimazione del primo ordine di bifore nel 1338, e non venne mai portata a termine.
DESCRIZIONE
Sulla lunetta del portale maggiore, é scolpito lo stemma del Comune mentre, sull'architrave, é riposta l'iscrizione che ricorda il nome dell'Architetto Angelo d'Orvieto, che quasi contemporaneamente portò avanti la progettazione di altri due palazzi pubblici dell'Umbria, il Palazzo dei Consoli a Gubbio, e il Palazzo del Podestà sempre a Città di Castello.
Sulla lunetta del portale minore é scolpita la rappresentazione della Giustizia. La facciata presenza una struttura in bugnato, realizzato in conci di arenaria.
Oltre la facciata si trova l'atrio, ove sono riposti due possenti pilastri ottagonali che sostengono la copertura. Dai capitelli si diramano costoloni rotondi e nervature rettangolari. Salendo lo scalone monumentale, si raggiunge la Sala del Consiglio Comunale, ove sono visibili resti di affreschi ed epigrafi romane. Nella sala é conservata la statua che rappresenta l'Allegoria dell'Umbria dello scultore Elmo Palazzi, vissuto nella seconda metà del XIX secolo.
Attigua alla Sala del Consiglio Comunale, si trova la Sala della Giunta, ove é collocata la tela raffigurante il Martirio di San Lorenzo, realizzata da Vincenzo Barboni nella prima metà del XIX secolo.
5) PALAZZO VITELLI DELLA CANNONIERA
Edificato nei pressi della fonderia di cannoni, fattore da cui é derivato il nome della residenza, é uno dei cinque palazzi che la Famiglia Vitelli realizzò a Città di Castello tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento.
La struttura si compone di cinque corpi di fabbrica, che testimoniano varie fasi costruttive, a partire dal 1521 fino al 1545. Il palazzo presenta evidenti richiami agli stili architettonici dei palazzi fiorentini.
Dopo un lungo periodo di degrado, l'antica residenza venne acquistata dal restauratore Elia Volpi, che lo riportò al su antico splendore, restituendolo alla cittadinanza.
ESTERNO
Il palazzo presenta una facciata affacciata su un bel giardino, e decorata con motivi realizzati da Cristofano Gherardi detto "Il Doceno".
INTERNO
PINACOTECA COMUNALE
La Pinacoteca Comunale, ricca di capolavori, é impreziosita da affreschi realizzati da Cristofano Gherardi, detto "il Doceno", e di Cola dell'Amatrice, concernenti figure a tema mitologico e allegorico.
La Pinacoteca conserva splendide opere, tra le quali sono presenti la grande pala, dei primi anni del XIV secolo, raffigurante la Madonna con il Bambino e Angeli del Maestro di Città di Castello, pittore senese seguace di Duccio da Buoninsegna.
Fanno parte della collezione museale splendide opere realizzate da Luca Signorelli, Raffaello, Ghirlandaio e il Pomarancio, che rendono la galleria d'arte una delle più belle dell'Umbria.
SALONE DI RAPPRESENTANZA
Il Salone di Rappresentanza é decorato con affreschi raffiguranti le Imprese di Annibale, Scipione, Cesare e Alessandro Magno, commissionate dal condottiero Alessandro Vitelli.
6) COLLEZIONE BURRI EX SECCATOI DEL TABACCO
Il complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurato nel 1990, é parte dell'esposizione di arte contemporanea donata da Alberto Burri, realizzata dall'artista in un periodo compreso tra il 1979 e il 1993.
Le strutture della Fattoria Autonoma Tabacchi, edificate negli anni Cinquanta per l'essiccazione del tabacco, vennero dismesse a partire dagli anni Settanta. Nel 1989 la Fondazione Palazzo Albizzini acquisì l'intero complesso dando il via al progetto di ristrutturazione. I padiglioni, completamente dipinti di nero per volontà dello stesso Burri, contengono centoventotto opere distinti per cicli.
7) COLLEZIONE BURRI DI PALAZZO ALBIZZINI
La Fondazione Palazzo Albizzini "Collezione Burri", istituita nel 1978 per volontà dello stesso Burri, ha sede nel monumentale edificio.
L'edificio rinascimentale, risale alla seconda metà del XV secolo, e comprende centottanta opere, datate in un periodo compreso tra il 1948 e il 1989, e ordinate cronologicamente in venti sale espositive.
INTERNO
Tra le opere esposte all'interno, si possono notare una raffinata selezione di Sacchi, tra i più significativi degli anni Cinquanta.
Le sale espositive ospitano legni, ferri, plastiche e cretti, fino ai grandi cellotex. Al suo interno si trovano anche la biblioteca, la fototeca e l'archivio che raccoglie un'esaustiva bibliografia sul pittore.
NB. Le informazioni riportate sul Duomo, sulla Madonna del Belvedere e sul Palazzo Comunale, sono state estrapolate dal portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.
NB. Le informazioni riportate sul Museo del Duomo, sono state estrapolate dal post "Museo del Duomo" dal portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Collezione Burri Ex Seccatoi del Tabacco, sono state estrapolate nel post "collezione burri ex seccatoi del tabacco", nel portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.
NB. Le informazioni riportate sulla Collezione Burri di Palazzo Albizzini, sono state estrapolate nel post "collezione burri palazzo albizzini", nel portale di "Città di Castello Turismo", in www.cittadicastelloturismo.it.






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