lunedì 29 aprile 2024

MONTASOLA: PICCOLO PAESE MEDIEVALE DELLA SABINA

 STORIA

Montasola é un Comune di 389 abitanti della Provincia di Rieti, che sorge a 604 m.s.l.m. al di sopra di una collina che domina la campagna sabina in direzione del Monte Soratte.

Nel territorio comunale sono stati rinvenuti insediamenti dell'epoca romana. Ciò ha fatto supporre che il primo insediamento di Montasola avesse origini romane, é fosse stato realizzato sulle fondazioni di un'antica villa rustica, chiamata Curtis de lauri, il cui mone deriva dai folti boschi di alloro.

Questo primo insediamento sarebbe stato distrutto dai Goti, e i propri abitanti si sarebbero rifugiati sul Monte San Pietro. A testimonianza di ciò sono stati rinvenuti due epigrafi, la prima che fa riferimento all'insediamento di Forum Novum, attuale Vescovìo, l'altra dedicata alle divinità Iside, Serapide e Arpocrate.

Nell'Alto Medio Evo, presso le rovine dell'antico villaggio romano, i monaci dell'Abbazia di Farfa iniziarono a coltivare le terre della zona favorendo la nascita di un nuovo centro abitato al di sopra della collina, localizzato sul Monte San Pietro, allora denominato Monte Asola, da cui Montasola.

Nella seconda metà del XIV secolo Montasola si ribellò al dominio pontificio, e venne dichiarata terra bandita. Durante l'epoca delle Signorie, venne concessa in feudo dapprima a Luca Savelli poi, a partire dal 1368, a Francesco e Buccio Orsini. Gli Orsini la governarono fino agli inizi del Quattrocento, quando tornò nelle mani dei Savelli.

Nel 1463 il feudo di Montasola venne confiscato a Giacomo Savelli, per essere riscattata cinque anni dopo, e nuovamente sequestrata da Papa Alessandro VI nel 1500, quando fu concessa a Giovanni Paolo Orsini.

Alla morte del Pontefice venne recuperata dai Savelli, per essere nuovamente confiscata a Troilo Savelli nel 1592, quando venne definitivamente acquistata dalla Camera Apostolica.

Dopo la Rivoluzione Francese e le Guerre Napoleoniche, nel biennio 1816/17 Montasola venne inclusa nella Provincia di Sabina, delegazione di Rieti, distretto di Poggio Mirteto, mentre nel 1831 divenne Comune autonomo. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, entrò dapprima a far parte della Provincia di Perugia, poi della Provincia di Roma, finché nel 1927 entrò a far parte della Provincia di Rieti.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo medievale di Montasola, parte della Comunità Montana Sabina, si trova in un eccellente stato di conservazione, caratterizzato da un'intricata rete di viuzze, vicoli e stradine, sovrastate da archi.

L'accesso al centro storico é costituito dalla possente porta, appoggiata ad un torrione ellittico con scarpata, ornato da un coronamento sommitale ad archetti e beccatelli.


Porta di accesso al borgo medievale affiancata
da un torrione ellittico

Il torrione venne edificato intorno al 1400, con lo scopo di avvistare agevolmente le truppe nemiche.

La struttura subì varie ristrutturazioni tra il XVI e il XVII secolo, quando la sua destinazione d'uso venne mutata da quella di punto di osservazione, a quella di magazzino. E' parte integrante dell'edificio adiacente, appartenuto ad importanti famiglie del luogo.

La piazza principale del borgo é la centrale Piazza Umberto I, anche denominata Piazza Simeone, da poco restaurata.


Torrione ellittico in pietra


Porta di acceso del paese,
ad un solo fornice con arco
a tutto sesto


Stemma sovrastante la porta di accesso


Arco di accesso interno a tutto
sesto e unico fornice


Piazza Umberto I, anche denominata
"Piazza Simeone"


Vicolo del centro storico


Vicolo del centro storico


Palazzo comunale

1) PESA DEL GRANO

La Pesa del Grano costituisce un'importante testimonianza della vita sociale nel borgo di Montasola.

Il contenitore in pietra locale, venne realizzato proprio con lo scopo di pesare il grano.

Tra il XVII e il XIX secolo, i Monti Frumentari svolsero un ruolo significativo nel contesto economico cittadino. Il Monte Frumentario di Montasola venne fondato nel 1841, con lo scopo principale di prestare il grano ai poveri.


Pesa del Grano in pietra locale

2) CHIESA DEI SANTI PIETRO E TOMMASO

Il principale edificio religioso del centro storico é la Chiesa dei Santi Pietro e Tommaso, custodisce in facciata un'epigrafe, che mostra la data di fondazione della cittadina, il 1191, per opera del Pontefice Celestino III.

Il portale principale é sovrastato da un architrave in marmo rosso di Cottanello, e riporta la data MDCCXXI (1721), probabilmente la data di successivi restauri.


Facciata della Chiesa dei Santi Pietro
e Tommaso


Cornice del portale in marmo rosso di Cottanello


Architrave del portale in marmo rosso di Cottanello
che riporta la data MDCCXXI (1721)

INTERNO

L'interno, a navata unica, era inizialmente ornato di cinque altari, ma quello maggiore venne in seguito completamente smantellato. Alla sinistra dell'entrata é posto l'altare di Santa Maria della Neve.

Nelle vicinanze é l'affresco della Madonna con i Santi Giovanni ed Eusebio, gli stessi che s'incontrano nei quadri posti nel coro, oltre ai Santi Pietro e Tommaso. L'ultimo altare di San Prospero, é sovrastato da una tela cinquecentesca.

L'altare maggiore, dedicato al Santissimo Sacramento e alla Madonna Assunta, presenta la statua lignea dell'Assunta. Alla destra della statua é raffigurato Sant'Antonino, mentre sulla sinistra é un altro affresco raffigurante la Madonna.

Più avanti s'incontrano i resti dell'antica abside, con l'affresco trecentesco di Domenico Rainaldi, raffigurante la Madonna in trono con Bambino tra San Pietro e San Francesco.

Sempre sulla destra dell'ingresso si trova l'altare cinquecentesco dedicato alla Madonna del Rosario, sovrastato dalla tela della Madonna del Rosario tra San Domenico e una suora dell'ordine domenicano, compresa in una cornice in legno intagliato del XVI secolo, con quindici riquadri che rappresentano i misteri del rosario.

Il soffitto a cassettoni lignei risale al Cinquecento.

3) ORATORIO DELL'OPERA PIA CIMINI

Splendida opera d'arte del centro storico é l'Oratorio dell'Opera Pia Cimini, lasciato in eredità dal benefattore Francesco Cimini alla sua morte, avvenuta nel 1712. Il complesso fa parte di un ospedale.

Nel 1681 il benefattore Francesco Cimini incrementò molto il suo patrimonio e, nel 1681, concesse un prestito di cinquecento scudi alla comunità di Montasola. Non potendo questa ripagare il debito, il Cimini pretese che vi fosse istituita una scuola con un maestro pagato dal Comune, le cui lezioni fossero destinate a studenti meritevoli, e la concessione di una dote per le zitelle oneste.

Francesco Cimini morì nel 1712 lasciando scritto, nel proprio testamento, che il suo patrimonio venisse devoluto alla comunità di Montasola.


Piazzetta ove é ubicato l'Oratorio
dell'Opera Pia Cimini

DESCRIZIONE

L'interno dell'Oratorio, a navata unica, é in stile barocco ornato da una serie di marmi policromi, dipinti, e una tela d'altare della scuola di Antonio Gherardi.

La tela é intercambiabile con un Crocifisso ligneo, mediante un meccanismo ad argano, ancora funzionante. La balaustra marmorea che cinge l'altare maggiore, é impreziosita da due putti, anch'essi marmorei, attribuiti alla scuola del Bernini.

Pregevole é la balaustra scolpita in marmo rosso di Cottanello.

4) CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO

Tra le chiese presenti all'interno del borgo, la Chiesa di San Michele Arcangelo costituisce, probabilmente, l'architettura religiosa più antica del borgo.


Facciata in pietra della Chiesa di
San Michele Arcangelo


Campanile della chiesa

DESCRIZIONE

L'interno presenta una struttura a navata unica, in stile romanico, che conserva intatto il pavimento originario. Sono conservati tre altari: l'altare maggiore, originariamente dedicato a San Michele Arcangelo, é sovrastato dalla tela della Madonna.

Ai lati dell'altare maggiore sono riposti, incassati nella muratura, gli altri due altari: sulla destra si trova l'Altare di Santa Lucia mentre, sulla sinistra, l'Altare di Santa Maria Maddalena Penitente.

Il pavimento conserva due lastre tombali incassate mentre, nella sagrestia, sono collocati un ossario e un antico ciborio in marmo. L'interno presenta tutt'ora un passaggio che conduceva alle adiacenti case nobiliari, permettendo alle famiglie nobili di partecipare alle funzioni, senza attraversare la strada pubblica.

5) ANTICA FARMACIA

Adiacente all'Oratorio dell'Opera Pia Cimini, é posto il complesso anticamente adibito a farmacia.

L'edificio mantiene intatta la struttura originaria, ove si trovano ancora gli antichi utensili del mestiere, tra i quali tornio, mortai, vasca e il camino per la miscela e la cottura di composti chimici.


Antico stabile adibito a farmacia

6) ESPOSIZIONE DELLE FOTO D'EPOCA E DEGLI UTENSILI ARTIGIANI

In due stanze che si aprono tra le vie del borgo, sono stati ricavati degli spazi espositivi, protetti da vetrate, volti a raccogliere le memorie della quotidianità dei cittadini montasolani tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo.

Tra gli spazi espositivi, il primo é adibito a mostrare la vita artigiana e contadina delle famiglie. Sono qui raccolti i vecchi utensili di legno utilizzati dai cittadini, tra i quali bascule per la pesatura del raccolto, aratri per fare i solchi, rastrelli, cinghie, martelli e pale.


Targa lignea all'ingresso dell'ambiente che conserva
gli utensili 


Utensili artigiani conservati


Antico aratro per solcare i campi

Ancor più suggestivo é il secondo ambiente espositivo, che raccoglie foto d'epoca in bianco e nero, ove sono rappresentate le persone che vivevano allora nel paese o nelle immediate vicinanze.

Avvicinandosi alla vetrata si accende una luce interna che rende possibile l'osservazione delle fotografie.


Targa lignea all'ingresso dell'ambiente ove
sono conservate le foto d'epoca


Interno dell'ambiente espositivo che
conserva le foto d'epoca


Foto d'epoca in bianco e nero conservate

NB. Le informazioni storiche su Montasola e descrittive, relative alla Chiesa dei Santi Pietro e Tommaso, alla Chiesa di San Michele Arcangelo e all'Oratorio dell'Opera Pia Cimini, sono state estrapolate dal post "Castello di Montasola - Rieti", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

venerdì 26 aprile 2024

CASTELNUOVO DI PORTO: CENTRO MEDIEVALE SULLA VIA FLAMINIA

 STORIA

Castelnuovo di Porto é un Comune italiano di 8.597 abitanti della Città Metropolitana di Roma Capitale, che occupa la zona settentrionale dell'Agro Romano, nelle vicinanze del Monte Soratte.

Adagiato su uno sperone tufaceo a 250 m.s.l.m., tra le valli dei fossi Chiarano e Della Mola, sorge a breve distanza dalla strada consolare Flaminia.

Poche sono le informazioni sulle origini dell'insediamento: l'ipotesi più accreditata, suggerisce la realizzazione di un nuovo castello, da cui il mone "Castelnuovo", edificato nel luogo in cui già esisteva un precedente castello medievale.

Il primo insediamento, di epoca alto medievale, venne edificato su commissione del senatore romano Alberico: da quel momento, il borgo si é sviluppato in cerchi concentrici, mantenendo ancora inalterato il suo aspetto medievale.

Dapprima governato dai Benedettini, nel XV secolo divenne feudo dei Colonna, che lo fortificarono con la realizzazione d'imponenti mura, rinforzate da torrioni a sezione cilindrica. Sempre alla suddetta famiglia feudataria, in particolare a Sciarra e Alessandro Colonna, si deve l'ampliamento della primitiva rocca, trasformata in un palazzo rinascimentale.

Borgo medievale di Castelnuovo di Porto

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Castelnuovo di Porto, presenta il tipico impianto dei borghi medievali, edificato su un'altura, caratterizzato da un dedalo di stretti vicoli che s'inerpicano fino a raggiungere la possente mole della Rocca Colonna.

Compreso nel Parco Regionale di Veio, istituito nel 1997, il borgo é ricompreso in uno splendido contesto naturale, costituito da boschi di cerro, roverella, acero campestre e pioppo nero.

All'interno del parco é possibile visitare i suggestivi ruderi di Belmonte, villaggio rupestre di epoca altomedievale, sormontato da una torre a sezione quadrangolare.

Piazza principale del borgo

Vicolo del centro storico

Vicolo del centro storico

Scalette in pietra sottostanti al centro storico

Torre medievale

Torrione medievale a sezione cilindrica

1) ROCCA COLONNA

La principale testimonianza del centro storico medievale di Castelnuovo di Porto é il Palazzo Ducale, comunemente noto come "Rocca Colonna", realizzato ampliando la primitiva fortificazione medievale, trasformata in palazzo rinascimentale.

La struttura é posta al di sopra dell'altura tufacea che sovrasta il centro storico, cui si accede dalla piazza principale del borgo.

L'originale nucleo del palazzo venne modificato nel 1290, per volontà del ghibellino Giacomo Colonna detto "Sciarra".

ESTERNO

La facciata del palazzo antistante la piazza, presenta due rampe di scale, che occupano la medesima posizione della primitiva rampa di accesso. Ai lati delle rampe sono riposte due torrette.

Su commissione di Sciarra Colonna venne aggiunta la Torre del Rivellino, realizzate le abitazioni, e modificata la Cappella di Sam Silvestro, citata per la prima volta in una bolla del Pontefice Giovanni XIX del 1026.

Rocca Colonna

INTERNO

Dopo aver attraversato un cortile dalla forma quadrangolare, si giunge alla Cappella di San Silvestro in Castello, riportata al suo antico splendore grazie ad un accurato intervento di restauro.


Cappella di San Silvestro

La cappella si presenta splendidamente affrescata sulle vele, con la raffigurazione di San Silvestro che schiaccia il drago del paganesimo, Sant'Antonio Abate con il campanello e San Leonardo di Noblac; la Vergine con Bambino ai cui piedi é inginocchiata Santa Caterina d'Alessandria e, infine, San Martino crocifisso tra le braccia di Dio Padre.

Vele della cappella affrescate

Affresco della Vergine con Bambino e Santa Caterina d'Alessandria inginocchiata


Affresco raffigurante al centro San Silvestro che schiaccia il drago del paganesimo, sulla destra Sant'Antonio Abate con il campanello e, sulla sinistra, San Leonardo di Noblac


Affresco di Cristo in mandorla tra due angeli


Affresco raffigurante San Martino crocifisso tra le braccia di Dio Padre

Nel Cinquecento, i fratelli Sciarra e Alessandro Colonna fecero apportare significativi ampliamenti alla struttura, contribuendo alla realizzazione del piano superiore, comprese la Sala di Rappresentanza, i quartieri residenziali e la Loggia Pinta, edificata nel 1568 su progetto di Federico Zuccari.

La loggia é decorata con una serie di affreschi che rappresentano virtù, stagioni, grottesche ed episodi salienti della storia di Roma.

Tra questi sono rappresentati l'arrivo di Enea, le battaglie di Benevento e Zama, il ratto delle Sabine e la Sibilla Tiburtina.


Decorazione ad affresco della Loggia Pinta


Affresco della Battaglia di Benevento


Affresco raffigurante il Ratto delle Sabine


Affresco raffigurante l'arrivo di Enea

Affresco della Battaglia di Zama

2) COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Collegiata di Santa Maria Assunta, posta nel cuore del centro storico medievale, sorse nel XIII secolo, come una chiesa romanica dalle piccole dimensioni.

Il primo documento che ne attesta l'esistenza é il testamento di Chiarina Conti del 1460, seconda moglie di Nicolò Colonna, che destinò parte del proprio patrimonio al fine di erigere una cappella dedicata a Santa Maria della Neve, con l'intento di esservi sepolta. Il 25 Maggio 1504, Chiarina Conti venne sepolta nella chiesa ma, il suo sacello, risulta oggi scomparso. La chiesa venne riedificata nel XVIII secolo.

Quando nel 1581, i membri della Famiglia Colonna abbandonarono il feudo, questo fu devoluto alla Reverenda Camera Apostolica. Da quel momento, i Cardinali che si avvicendarono al governo del borgo, commissionarono la realizzazione delle opere d'arte ancora conservate al suo interno.

Nel 1689 la chiesa venne ampliata su progetto dell'Architetto Flavio Ghigi, ma l'intervento non riuscì a contenere la maggior parte della popolazione, pertanto la chiesa venne completamente riedificata nel 1753 su commissione del Cardinale Raniero Delci.

ESTERNO

La chiesa si affaccia sulla piazza centrale del paese, e presenta un interno a navata unica ove si aprono quattro cappelle per lato. Sulla sinistra é posta la torre campanaria, in laterizio, a sezione quadrangolare.

La facciata é ripartita da lesene sovrastate da capitelli composti, che sorreggono l'orizzontale cornice dentellata su cui s'innesta la volta a botte.

Esterno della Collegiata di Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno presenta un ambiente in stile barocco, a navata unica, con quattro cappelle per lato impreziosite da otto altari. Dalla terza cappella sulla sinistra é possibile accedere alla sagrestia.


Interno della chiesa, a navata unica
in stile barocco

Sulla destra sono riposte la Cappella di Santa Rita, l'Altare della Pietà, la Cappella dei Santi Protettori e la Cappella del Crocifisso.

Sulla sinistra sono visibili, invece, in fonte battesimale, la Cappella del Santissimo Salvatore, l'Altare della Madonna del Rosario, connesso con la sagrestia e, infine, la Cappella di Santa Teresa.

Nella Sagrestia si conservano le tele e paramenti sacri.

Sulle pareti laterali, al di sopra dei due confessionali lignei, si aprono due nicchie, entro cui sono riposte le statue della Madonna e di Sant'Antonino Protettore, realizzata nel 1919.

Nella prima cappella sulla destra, consacrata al culto di Santa Rita da Cascia, é riposto l'altare marmoreo proveniente dallo Studiolo di Sant'Ignazio di Loyola, che si trova a Roma.

La zona presbiteriale, ampliata nel XVIII secolo, conserva l'altare maggiore, affiancato da due cori laterali dalle ridotte dimensioni, sorretti da grandi teste di angeli.


Altare maggiore

La zona retrostante l'altare maggiore ospita il coro ligneo, sovrastato dalla pala d'altare raffigurante l'Assunta portata in gloria da uno stuolo di angeli con gli apostoli nella parte inferiore, che osservano il sepolcro vuoto.

Pregevole é la tavola dipinta che raffigura il Salvatore con la Vergine, San Giovanni Evangelista, San Giovanni Battista e San Sebastiano.


Tavola dipinta raffigurante il Salvatore con la Vergine,
San Giovanni Evangelista, San Giovanni Battista e
San Sebastiano

Nella Cappella del Salvatore. la seconda che si apre sulla sinistra, é conservato un trittico, la cui pala centrale rappresenta il Salvatore benedicente su fondo in foglia d'oro, del 1507, attribuita ad Antoniazzo Romano.

La cappella venne edificata su commissione della Famiglia Degli Effetti.


Cappella del Salvatore

Trittico della Cappella del Salvatore
la cui tela centrale raffigura il Salvatore benedicente
su fondo a foglia d'oro, realizzato nel 1507 da
Antoniazzo Romano

NB. Le informazioni storiche su Castelnuovo di Porto, sono state estrapolate dal post "CASTELNUOVO DI PORTO. Un Castello sulla Via Flaminia", nella pagina ufficiale del "COMUNE DI CASTELNUOVO DI PORTO", in www.visitcastelnuovodiporto.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Rocca Colonna, sono state estrapolate dal post "ROCCA COLONNA", nella pagina ufficiale del "COMUNE DI CASTELNUOVO DI PORTO", in www.visitcastelnuovodiporto.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Collegiata di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA", nella pagina ufficiale del "COMUNE DI CASTELNUOVO DI PORTO", in www.visitcastelnuovodiporto.it.

lunedì 22 aprile 2024

BOLSENA: LA CITTA' DEL MIRACOLO EUCARISTICO AFFACCIATA SULL'OMONIMO LAGO

 STORIA

Bolsena é un Comune di 3.728 abitanti della Provincia di Viterbo, le cui origini risalgono alla Preistoria, come testimoniato dal villaggio di palafitte rinvenuto sul fondale dell'omonimo lago. Nel periodo villanoviano sorsero nel territorio alcuni insediamenti e villaggi.

Inizialmente assoggettati alla vicina città etrusca di Velzna, probabilmente l'odierna Orvieto, Bolsena iniziò a svilupparsi dopo la conquista romana, nel III secolo a.C., quando la suddetta cittadina venne abbandonata.

L'abbandono di Velzna comportò la fondazione di una nuova cittadina, chiamata Volsinii Novi, in posizione leggermente sopraelevata rispetto all'odierna Bolsena. In epoca romana la cittadina si sviluppò molto grazie alla costruzione della Via Cassia.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 dovuta alle Invasioni Barbariche, Bolsena ricadde nuovamente nella sfera d'influenza orvietana. Fu solo con lo sviluppo delle grandi arterie di pellegrinaggio medievali, che la cittadina iniziò lentamente a riprendersi: con la nascita della Via Francigena, che percorreva pressappoco il vecchio tracciato della Consolare Cassia, la città iniziò una lenta ripresa economica, divenendo oggetto delle contese tra famiglie feudatarie.

Le contese terminarono con la vittoria della Famiglia dei Monaldeschi della Cervara, capace di consolidare il governo cittadino nel XIV e XV secolo. A partire dalla seconda metà del Quattrocento, il governo della città venne devoluto al controllo diretto del Pontefice.

Verso la fine del XV secolo, Bolsena venne governata dal Cardinale Giovanni de' Medici, futuro Papa Leone X. Venne poi ceduta in feudo ai Farnese, ai cui membri si deve l'edificazione del Palazzo del Drago.

Tra i secoli XVIII e XIX molte cariche pubbliche furono occupate dalla Famiglia Cozza, i cui membri videro aumentare il proprio prestigio. Tra i principali esponenti della famiglia, degno di nota é il Conte Giuseppe Cozza Luzi che, nel 1828, riuscì a convincere il Pontefice Leone XII a restituire alla cittadina il riconoscimento onorifico di città.

Nel 1870, insieme a Roma e al Lazio, entrò a far parte del Regno d'Italia mentre, a partire dal 1927, venne ricompresa nella Provincia di Viterbo.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il borgo medievale di Bolsena sorge alle pendici dei Monti Volsini, in posizione panoramica sulle sponde dell'omonimo lago, caratterizzato da un dedalo di vicoli che si snodano tra le antiche case in tufo e peperino.

Tra i vicoli del borgo sarà possibile scorgere numerose botteghe artigiane, che contribuiscono alla vivacità del centro storico, e le varie case di tufo abbellite da fiori e piante che spuntano dai vari balconi.

Centro storico medievale di Bolsena

Scorcio del centro storico

Veduta della parte nuova di Bolsena sulla riva del lago

    Interno del borgo medievale


Porta di accesso al centro storico

Palazzo comunale

Resti delle mura etrusche alla IV maniera, con piani perfettamente orizzontali

Cippi funerari di epoca etrusca

1) ROCCA MONALDESCHI DELLA CERVARA

Simbolo indiscusso del borgo medievale di Bolsena é la Rocca Monaldeschi della Cervara.

La possente fortezza venne edificata dagli orvietani tra il XIII e il XIV secolo, subendo numerose ristrutturazioni nel corso dei secoli. Ermanno Monaldeschi, divenuto Podestà di Bolsena nel 1334, intraprese una serie d'ìinterventi di restauro mirati al completamento e al potenziamento della fortezza.

Nonostante gli interventi di restauro effettuati, nel 1460 la rocca versò in uno stato di degrado e, solo nel Cinquecento, ebbero inizio gli interventi di ricostruzione dell'interno.

Rocca Monaldeschi della Cervara

Rivellino di accesso alla rocca

Mastio quadrangolare

Torrioni quadrangolari visti dal camminamento

STRUTTURA E MUSEO TERRITORIALE DEL LAGO DI BOLSENA

La rocca presenta una struttura quadrangolare, i cui spigoli sono rinforzati da quattro torri angolari, a sezione quadrata, connesse tra loro da un camminamento di ronda.

La visita ha inizio nel cortile quadrangolare della fortezza, ove sono esposte delle lapidi risalenti all'epoca romana.

All'interno della fortezza é ospitato il Museo Territoriale del Lago di Bolsena, ove sono conservati reperti di epoca villanoviana, etrusca e romana. I pannelli esplicativi, molto esaustivi, descrivono l'evoluzione geologica e antropica del lago.

Il museo é stato inaugurato nel 1990, e il percorso espositivo é strutturato su tre livelli, diviso in differenti sezioni, relative alle epoche preistorica, protostorica, etrusca e romana.

Al piano superiore sono esposti i reperti rinvenuti nelle campagne di scavo nella zona della città etrusco - romana di Volsinii.


Pesi da rete troncopiramidali con foro passante
presso l'estremità superiore


Pendente di bronzo a cerchi concentrici

2) COLLEGIATA DI SANTA CRISTINA

Il principale edificio religioso di Bolsena é la Collegiata di Santa Cristina, edificata nell'XI secolo in stile romanico e restaurata alla fine del Quattrocento, con la costruzione della facciata rinascimentale ad opera dei Maestri Buglioni.

Facciata romanica della Collegiata di Santa Cristina

INTERNO

L'interno della chiesa é in stile romanico ripartito in tre navate, con parte delle colonne di derivazione romana.

Interno romanico della basilica a tre navate

Tela del XVII secolo di autore ignoto, raffigurante i Santi martiri Giorgio e Cristina

Cappella di Santa Lucia

Affreschi della Cappella di Santa Lucia

Tra le opere d'arte esposte, vi sono varie tele dipinte tra il XVII e il XVIII secolo e la Cappella di San Michele, contenente terrecotte raffiguranti le vicende del martirio della Santa.

Splendida é la Cappella di Santa Cristina, completamente decorata nei secoli XIV e XV, con affreschi incentrati anch'essi sugli episodi del martirio della Santa. Secondo la leggenda, nel 292 Cristina, giovane figlia di un prefetto romano, fervente persecutore dei cristiani, si converti alla nuova fede.

Il padre, infuriato, dopo averla sottoposta a terribili torture, ordinò di gettarla nelle acque del lago con legato un masso per farla sprofondare e annegare. Tuttavia il masso, invece di affondare, galleggiò miracolosamente, salvandole la vita. La giovane morì comunque pochi giorni dopo, a causa delle ferite riportate.

Tela dipinta nel 1732 da Andrea Casali raffigurante il Martirio di Santa Cristina


Polittico di Sano di Pietro della Madonna con Bambino

La Collegiata é anche nota per il celeberrimo Miracolo di Bolsena, qui avvenuto nel 1263, quando il parroco Pietro da Praga, recandosi a Roma in pellegrinaggio, sostò a Bolsena a celebrare la Santa Messa.

Poiché nutriva dubbi sulla Transustansazione, ossia la presenza del corpo di Cristo nell'ostia, durante la cerimonia l'ostia consacrata schizzò via, cadde sull'altare ed emise sangue. La pietra macchiata del sangue dell'ostia consacrata, é custodita nella Cappella del Miracolo, edificata nel 1693.

L'altare della cappella é sovrastato dalla tela raffigurante proprio l'avvenimento del Miracolo di Bolsena, dipinta da Francesco Trevisani.

GROTTA DI SANTA CRISTINA E CATACOMBE

Dall'interno della basilica si scende nella sottostante Grotta di Santa Cristina, che conserva una chiesa sotterranea a navata unica, il cui altare maggiore é costituito da un ciborio in pietra basaltica del IX secolo.

Grotta di Santa Cristina

Nell'altare sottostante il ciborio in pietra sono impresse le orme appartenenti a alla Santa Patrona, che l'avrebbe calpestata prima di essere gettata nelle acque del lago.

Altare maggiore che reca impresse le orme della Santa Patrona

Dalla Grotta di Santa Cristina, una scala scende ad un livello ancora inferiore della chiesa, dove sono ospitate le antiche Catacombe cristiane, visitabili solo per una piccola sezione a pianta cruciforme.


Cunicoli delle catacombe

Altra visuale dei cunicoli

Antica epigrafe nelle catacombe

Nelle catacombe é possibile trovare alcuni affreschi, nicchie e cappelle. Le tombe sono disposte ai lati di stretti corridoi, tranne per una sala laterale più ampia, ove di trovano le sepolture dalle maggiori dimensioni.

Notevole é poi la cella ove é riposta l'urna contenente le reliquie di Santa Cristina.

Grande sala delle catacombe con sepolture

Altra visuale della sala grande


Sepoltura nella sala grande


Antichi materiali lapidei conservati nelle catacombe

NB. Le informazioni storiche su Bolsena, sono state estrapolate dal post "La Storia di Bolsena", nella pagina Internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

NB. Le informazioni relative alla Rocca Monaldeschi della Cervara, sono state estrapolate dal post "Rocca Monaldeschi o Rocca di Bolsena", nella pagina Internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

NB. Le informazioni relative alla Basilica di Santa Cristina, ai tesori artistici ivi contenuti e alle Catacombe, sono state estrapolate dal post "Collegiata di Santa Cristina a Bolsena", nella pagina Internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

POGGIO NATIVO: BORGO MEDIEVALE TRA RIETI E ROMA

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