lunedì 5 maggio 2025

VILLALAGO E IL LAGO DI SAN DOMENICO: ARTE, STORIA E NATURA NEL BORGO AFFACCIATO SULLE GOLE DEL SAGITTARIO

 STORIA

Villalago é uno Comune di 487 abitanti della Provincia dell'Aquila, situato nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, posto ad una quota di 930 m.s.l.m..

Il borgo ha origini molto antiche, risalenti alla Preistoria. Testimonianze materiali di questo periodo, sono state rinvenute in Località Villavecchia, poco a sud dell'attuale borgo medievale, dove si trovava l'insediamento romano di Fluturnum, distrutto a causa di una frana del sovrastante Monte Rovere.

Le origini dell'insediamento medievale di Villalago, risalgono al periodo intorno all'anno Mille, quando tali luoghi vennero raggiunti da San Domenico da Sora, monaco benedettino che, tra il X e l'XI secolo, fondò il Monastero di San Pietro de Lacu. San Domenico si ritirò in eremitaggio in Località Prato Cardoso, dove é stato edificato l'Eremo di San Domenico.

Il toponimo di Villalago é stato mutato da quello della località "Valle del Lago", presumibilmente identificata a metà strada tra il Lago di Scanno e le Gole del Sagittario.

Il borgo medievale si formò a partire dal 1230 rimanendo sotto il controllo della Chiesa, che lo cedette in feudo prima ai Conti di Valva, poi ai Conti di Sangro. Lo schieramento di questi ultimi con la fazione ghibellina, fece sorgere contrasti con il Papato, e da queste ostilità nacque uno scontro armato che vide prevalere, nel 1229, le truppe pontificie.

Il nuovo centro abitato richiamò molti lavoratori che abbandonarono, progressivamente, l'antico Monastero di San Domenico, determinando la sua chiusura e la definitiva partenza dei monaci nel 1474.

Con la chiusura del monastero, Villalago divenne preda dei feudatari dei dintorni, che ne approfittarono per impossessarsene. Venne dapprima acquistato dai Conti di Procida, per poi passare sotto il controllo dei Conti Belprato della vicina Anversa degli Abruzzi

Momento chiave della storia di Villalago fu il 1568, anno in cui gli abitanti di riscattarono il feudo, pagando ai Duchi Belprato la somma di seicento ducati, dando vita all'Università Libera e Indipendente di Villalago. Il borgo costituì così uno dei rari casi in cui al governo si insediarono gli stessi cittadini. Il governo era mantenuto da un Camerlengo, con funzioni di difesa e polizia.

L'Università ebbe termine nel 1806, con l'abolizione del Feudalesimo da parte di Napoleone Bonaparte.

Con l'Unità d'Italia si tentò di mettere fine all'isolamento della Valle del Sagittario grazie alla realizzazione, nel 1892, della SS479 che collega la Valle del Sangro a Sulmona. Nel 1914 venne realizzata la prima centralina elettrica e allacciata la rete d'illuminazione artificiale.

Dopo la grave crisi e lo spopolamento seguiti alle due guerre mondiali, Villalago vide migliorare le proprie condizioni economiche grazie allo sviluppo del settore turistico. La centrale idroelettrica realizzata in Località Cesura, contribuì a portare più agevolmente l'elettricità nella case a partire dal 1997.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Inserito nella lista dell'associazione dei Borghi più Belli d'Italia, Villalago presenta un centro storico medievale molto ben conservato, con un dedalo di vicoletti e sporti che sono scavati nella montagna e salgono ripidi fino a raggiungere la torre cilindrica.

Tale caratteristica, insieme allo splendido panorama delle Gole del Sagittario e ai punti di ristoro, fa del borgo una tappa privilegiata dei viaggiatori alla ricerca di realtà autentiche all'insegna di arte, storia, natura e architettura.

Centro storico di Villalago


Scalinata centrale del borgo


Torre civica

Chiesa della Santissima Vergine Addolorata del XVIII secolo


Cupola della chiesa


Statua della Vergine


Torre medievale in cima al borgo

1) CHIESA DELLA MADONNA DI LORETO

La principale architettura del centro storico é costituita dalla Chiesa della Madonna di Loreto, menzionata per la prima volta nei registri delle decime valvensi del XIV secolo, con il nome di Santa Maria della Villa.

ESTERNO

La facciata, tipica del romanico abruzzese, presenta una forma squadrata, con un portale romanico affrescato, i cui stipiti sono costituiti da fasce di colonnine. Nella superiore lunetta si trova un recente affresco raffigurante San Domenico da Sora.

Chiesa della Madonna di Loreto

Tra la facciata e il campanile é presente un bassorilievo raffigurante un angelo.

Il restauro e la ripulitura delle superfici lapidee, hanno riportato alla luce epigrafi in caratteri gotici e una data di complessa interpretazione, che dovrebbe riferirsi all'inizio delle lavorazioni per l'edificazione della chiesa.

Portale della chiesa con la lunetta affrescata con San Domenico da Sora


Capitelli romanici del portale maggiore

INTERNO

L'interno della chiesa é costituita da un'aula con volta a crociera, impreziosita da pregevoli altari laterali, tra i quali, degno di nota, é l'altare della Madonna del Rosario, impreziosito dalla tela dipinta riportante la data del 1581.

Interno della chiesa a navata unica


Reliquia del Giaciglio di San Domenico

In fondo alla navata laterale é riposto l'Altare di San Domenico Abate, dotato di una nicchia centrale che ospita la statua del Santo. Pregevole é il dossale dell'altare, realizzato in stucco nel 1621, poggiante su una mensola di pietra.

Nella sagrestia si trova un reliquiario d'argento del XV secolo a forma di tempietto gotico, che contiene la reliquia di un molare di San Domenico.

2) EREMO DI SAN DOMENICO

Usciti dal borgo antico di Villalago, dirigendosi verso il lago artificiale di San Domenico, si giunge all'Eremo di San Domenico, luogo in cui San Domenico da Sora, nato a Foligno nel 951, transitò sulle sponde del lago durante il suo pellegrinaggio verso Sora, in Provincia di Frosinone, dove venne sepolto nell'Abbazia di San Domenico.

Secondo la tradizione, l'eremo venne scavato nella roccia intorno all'anno 1000. Il monastero é parte del complesso monastico del Prato di Cardoso. Realizzato come una modesta costruzione destinata allo svolgimento sia della vita comunitaria, che di quella monastica, presenta una struttura caratterizzata da piccole grotte utilizzate dai monaci come alloggi.

La piccola chiesa della struttura eremitica venne realizzata alla fine del Cinquecento, ed era molto diversa rispetto al suo aspetto odierno, con una cappella sul lato destro, purtroppo andata perduta, decorata con uno splendido ciclo di affreschi sugli episodi della vita del Santo.

Veduta dell'Eremo di San Domenico con il ponte che scavalca il lago


Lago di San Domenico


Acque cristalline del lago

DESCRIZIONE

L'accesso alla struttura é possibile attraversando un piccolo portico delimitato da una grande bifora che permette di affacciarsi direttamente sul lago.

Muratura esterna dell'Eremo di San Domanico

L'interno presenta forme architettoniche molto semplici: una piccola aula voltata a botte, sovrastata da una cupola e impreziosita, nella parete di fondo, da un altare gotico sovrastato dalla statua di San Domenico.

Portico dell'eremo con una grande bifora che si affaccia sulla valle


Interno della chiesa a navata unica

Nella zona retrostante l'altare é possibile notare una piccola porta che consente l'accesso alla suggestiva grotta ove dimorava il Santo. La grotta é ripartita da due livelli, uno inferiore, l'altro superiore, visitabile da gruppi di poche persone alla volta, che costituisce il cuore dell'eremo, luogo di preghiera e di ritiro del Santo.

Porta di accesso alla Grotta di San Domenico


Interno della grotta a due livelli


Livello inferiore della grotta


Livello superiore della grotta


Giaciglio dove riposava San Domenico da Sora

NB. Le informazioni storiche su Villalago, sono state estrapolate dal post "STORIA", nel sito www.sandomenicoabatevillalago.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa della Madonna di Loreto, sono stare estrapolate dal post "Chiesa Santa Maria di Loreto", nella pagina Internet "AbruzzoVacanze.net", in www.abruzzovacanze.net.

NB. Le informazioni sull'Eremo di San Domenico, sono state estrapolate dal post "Eremo di San Domanico - Villalago (AQ)", nel portale turistici ufficiale di "Abruzzo Turismo", in www.abruzzoturismo.it.

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