STORIA
Il Monastero di Osios Lukas è uno dei monasteri bizantini più importanti della Grecia, situato tra le montagne della Beozia, vicino al sito archeologico di Delfi che, come quest'ultimo, è stato nominato dall'UNESCO bene Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 1990.
Secondo la fonte biografica scritta redatta da un anonimo discepolo, l'eremita Lukas visse in questi territori nel X secolo. Il monastero venne fondato, su istanza dello stesso Santo, nel 946, con l'edificazione di una chiesa consacrata a Santa Barbara.
Dopo la morte dell'eremita, alcuni monaci e discepoli a lui devoti iniziarono l'edificazione del monastero al di sopra della sua tomba. Altre fonti scritte indicano come fondatore del monastero l'Imperatore bizantino Romano II che, nel X secolo, avrebbe eretto un monastero in segno di riconoscenza verso l'eremita San Luca.
Monastero di Ossios Lukas
DESCRIZIONE
Il monastero è compreso all'interno della cinta muraria, costituito da tre edifici tutti orientati verso Est.
THEOTOKOS: A Nord si trova l'edificio noto come Theotokos, struttura a croce greca dotata di tre absidi e un ampio nartece a sei campate sostenute da due colonne.
Interno del Theotokos
A questo si accosta la struttura del Katholikon, grande chiesa a cupola a base ottagonale, con cripta cruciforme.
A Sud del Katholikon è la Trapéza, ossia il Refettorio a navata unica e abside poligonale.
Il complesso è infine costituito da unità abitative che si dispongono intorno alla chiesa.
KATHOLIKON: Secondo alcuni studiosi la chiesa del Katholikon sarebbe stata edificata dall'Imperatore bizantino Costantino X Monomaco.
L'esterno si presenta come una struttura in laterizio, dotato di grandi archi d'ingresso a tutto sesto, con struttura a croce greca sovrastata da una cupola poggiante su un tamburo ottagonale.
Facciata del Katholikon
Nella cupola di aprono finestre bifore dotate di timpani monolitici poggianti su lastre marmoree di rivestimento. All'esterno dell'abside sono riposte delle finestre bifore e trifore di restauro, poste in opera nel XIX secolo.
L'ingresso è anticipato dal nartece dotato di pavimentazione in opus sectile.
Cappella d'ingresso con mosaici nei tondi di Cristo e degli Evangelisti
L'ambiente interno presenta una struttura con pianta a croce greca sovrastata da una cupola.
Nell'abside è riposta l'iconostasi, ripartita in tre parti, con capitelli ornati da nastri annodati che sovrastano le sette colonne che vanno a formare l'iconostasi eptastila ornate con motivi scultorei fitomorfi e a grifoni. La pavimentazione è in opus sectile marmorea.
Iconostasi eptastila che divide l'abside dal resto della chiesa
Le volte interne sono tutte ornate da pregevoli mosaici bizantini a fondo oro. Nella zona absidale si trova il mosaico della Vergine con Bambino mentre, nella cupola più piccola la Pentecoste.
Negli spigoli angolari sono i mosaici dell'Annunciazione, Presentazione al Tempio e Battesimo di Cristo mentre, nella cupola, sono gli affreschi ottocenteschi del Cristo Pantocratore e dei Profeti, che hanno sostituito gli originari affreschi bizantini.
Mosaico angolare della Presentazione al Tempio
Cupola affrescata nel XIX secolo con Cristo Pantocratore e Profeti
Nel nartece si trovano i mosaici della Lavanda dei Piedi, la Crocifissione, l'Incredulità di San Tommaso e il Cristo Pantocratore.
Sempre del X secolo sono gli affreschi situati all'interno della chiesa. Questi raffigurano sia scene isolate, come quelle delle varie cappelle di nord est, nord ovest, sud est e sud ovest, ossia rispettivamente Crocifissione e ascensione di Elia, Monaco che offre a San Lukas il modellino della chiesa e Incontro tra Cristo e Giovanni Battista prima del battesimo.
CRIPTA: Pregevole è il ciclo di affreschi presente nella cripta, dotato di sette scene della Passione e Resurrezione, insieme alla Dormizione della Vergine e busti di apostoli e monaci posti all'interno di clipei nelle volte.
Gli affreschi della cripta sono stati realizzati tra il X e l'XI secolo.
Tomba di San Lukas
Affresco della cripta raffigurante San Lùkas
NB. Le informazioni sul Monastero di Osios Lukas, sono state estrapolate nel post "HOSIOS LUKAS", nel postale Internet dell'"Enciclopedia Treccani", in www.treccani.it.
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