STORIA
Cittareale è un Comune di 373 abitanti posto a 962 m.s.l.m., in una vallata compresa all'interno dei Monti Reatini, nelle cui vicinanze si trova il Monte Pozzoni (1.904 m.s.l.m.), ove nasce il Fiume Velino.
Il borgo sorge nei pressi della Valle Falacrina, o Vicus Falacrinae dove, nell'anno 9 d.C., nacque l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano.
Le prime frequentazioni dell'abitato risalgono alla Preistoria, deducibile dai rinvenimenti di punte di freccia e pietre scheggiate, dei saggi di scavo effettuati nella località di Vezzano.
Nonostante tali rinvenimenti, scarse sono le fonti materiali che consentono di datare con precisione i primi insediamenti nel territorio. E' stato ipotizzato che, nel periodo Neolitico, a partire dall'8000 a.C., venne adottato il culto della dea Vacuna, la Grande Madre della popolazione dei Sabini, grazie alla ricca presenza di cavità carsiche e fonti d'acqua naturali.
Il territorio costituiva il cuore della Sabina montana, compresa tra Cittareale, Nursia (Norcia) e Amiternium, antica colonia romana dal cui spopolamento nacque l'Aquila. Da qui i Sabini si spostarono verso il cuore del Lazio, fondandosi con i Latini, alcuni dei quali diedero origine alla città di Roma.
L'area della Sabina venne conquistata dai Romani nel 290 a.C., nella più generale espansione nei territori dell'Italia Centrale. Nel 2011 venne rinvenuta una Villa romana con la Pietra di Cittareale, antica iscrizione dedicata a Quinto Sertorio, Generale romano che partecipò all'assedio di Ascoli, accampato proprio a Cittareale.
All'Alto Medio Evo appartiene la Necropoli Tardoantica - Altomedievale, ove sono state rinvenute cinquantadue sepolture. Con l'invasione longobarda del 628, Falacrina entrò nel Ducato di Spoleto, venendo governata prima dall'Abbazia di Farfa poi, dai Duchi di Spoleto, dai Franchi e, infine, dal 1198, dallo Stato Pontificio.
Il territorio venne distrutto nel IX secolo dalle invasioni saracene, e riedificato nel secolo successivo.
Con la Lotta per le Investiture l'Abbazia di Farfa, sotto il controllo imperiale, prese nuovamente il controllo del territorio edificando tre nuovi Castelli, denominati Radeto, Acquasanta e la Torre di Adamo.
Nel 1153 il luogo venne conquistato dai Normanni e nel 1266, con la Battaglia di Benevento e la sconfitta di Manfredi da parte di Carlo d'Angiò, passò al Regno Angioino.
Da questo momento, costituì il confine settentrionale del Regno. Nel 1442 i territori vennero conquistati dagli Aragonesi, con la vittoria di Alfonso V d'Aragona su Renato d'Angiò.
Per difendere Cittareale gli Svevi edificarono la Rocca, ampliata dal Sovrano Alfonso II d'Aragona, su progetto di Antonio da Settignano e Troiano Mormile, portata a compimento nel 1492.
Nel 1516 il Regno passò al Sovrano Carlo V, dando inizio alla dominazione degli Asburgo e del Sacro Romano Impero sul territorio.
Nel XVIII secolo, con la Guerra di Successione Spagnola, il territorio venne governato dai Borbone di Napoli e, nel 1816, sotto il Regno delle Due Sicilie da Ferdinando I.
Nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia.
MONUMENTI STORICI E LUOGHI NATURALI
Cittareale presenta un centro storico dalle ridotte dimensioni, sviluppatosi a spina di pesce, lungo un percorso orizzontale attraversato dalla via centrale con, al centro, la piazza e, ad Ovest, la fortificazione della Rocca.
Nei dintorni del centro storico sorgono splendide montagne e località naturali d'altura, tra cui le cime di Selvarotonda, con l'omonimo comprensorio sciistico, il Monte Boragine e il Monte Pozzoni, quest'ultimo parte dei Monti Reatini.
Centro storico di Cittareale
Palazzo municipale
1) ROCCA SVEVO - ARAGONESE
Principale monumento del borgo è la Rocca Svevo - Aragonese, edificata nel corso del Duecento come fortificazione di confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, con funzione difensiva e di dogana commerciale.
Secondo la leggenda, non confermata da fonti storiche , al suo interno venne sepolto Manfredi di Svevia, Sovrano normanno, figlio naturale di Federico II, ucciso dalle armate di Carlo d’Angiò nella Battaglia di Benevento del 1266.
Venne edificata sui resti di una precedente fortificazione altomedievale.
DESCRIZIONE
Sebbene la Rocca non sia in buone condizioni, e sia raramente visitabile, è facile leggerne la struttura, che ha mutato più volte il suo aspetto nel tempo.
Ha una pianta triangolare con, agli angoli, possenti bastioni anch’essi triangolari. Il bastione più grande è rivolto verso Nord, ossia verso lo Stato Pontificio.
Le mura sono fortificate da feritoie dalla particolare forma a semisfera, delle quali non se ne conosce l’esatta funzione. Tra le ipotesi più accreditate si trova quella secondo cui fossero moniti contro i nemici, ad imitazione di palle di cannone che, rimanendovi incastrate, non avrebbero scalfito le mura.
Bastione orientale della Rocca
Bastione meridionale della Rocca, realizzato a punta per attutire i colpi delle cannonate
Si accedeva alla fortezza tramite una passerella che, varcando l’ingresso, immette in un cortile triangolare, con struttura a due piani con terrazza. I torrioni sono connessi da possenti murature con corridoi.
All’interno si trovano anche le casematte, specifici vani dalle ridotte dimensioni, ove era riposta l’artiglieria.
2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA E MUSEO DIOCESANO
COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA
Edificata a partire dal 1261, sotto il Regno di Manfredi di Svevia, la Collegiata di Santa Maria Assunta subì gravi danni a causa del Terremoto dell’Aquila del 1703.
L’esterno è dotato di una facciata distinta in due ordini, cui si affianca un campanile romanico quadrangolare con tre ordini di blocchi. La cuspide campanaria presenta quattro aperture a tutto sesto.
L’interno è a navata unica con copertura a capanna.
Collegiata di Santa Maria Assunta
MUSEO DIOCESANO - PINACOTECA
Negli ambienti che affiancano la chiesa, si trova il luogo che ospita sia la Pinacoteca, che il Museo Diocesano.
La prima conserva tele che erano, in origine, riposte all’interno della chiesa.
Nel Museo Diocesano sono invece conservati splendidi arredi liturgici come un Turibolo, una Navicella in lega metallica, un Ostensorio del XIX secolo in lega metallica lavorato a stampo e uno Stendardo dipinto su tela.
3) SANTUARIO DELLA MADONNA DI CAPODACQUA
Così denominato per la sua vicinanza alle sorgenti del Fiume Velino, che nasce alle pendici del Monte Pozzoni, il Santuario della Madonna di Capodacqua si trova alle pendici del Monte Calduro, nelle vicinanze delle sorgenti, situate nel luogo ove si trova una fonte d’acqua, in prossimità del quale una pastorella trovò una statua della Vergine Maria.
Nel 1779 il territorio fu flagellato da una devastante siccità, inducendo la popolazione a chiedere l’intervento divino. Il 30 Maggio, giorno della Festa della Santissima Trinità, venne portata al Santuario l’immagine della Madonna.
Durante il viaggio di ritorno, scendendo dal Monte Pozzoni, iniziò a piovere, e la siccità venne interrotta.
DESCRIZIONE
La struttura è molto semplice, con una facciata a capanna colorata dalle tonalità gialle, distinta in tre ordini senza lesene.
L’ordine inferiore presenta un portale sovrastato da un piccolo timpano triangolare, l’ordine intermedio un rosone circolare centrale con, ai lati, due bifore mentre, l’ordine superiore un timpano triangolare con, al centro, la statua della Madonna.
L’interno è in stile barocco napoletano, a navata unica, a pianta quadrangolare voltata a botte e, nella zona presbiteriale, sovrastato da una cupola ellittica, decorata con una profusione di marmi policromi e stucchi dorati.
Interno barocco napoletano della chiesa a navata unica
Le pareti laterali sono distinte in tre campate a tutto sesto da pilastri marmorei quadrangolari e lampadari in vetro.
Alle pareti laterali sono disposte tele dipinte barocche del XVII secolo, dalle tonalità molto scure, dotate di lampi di luce radente che illuminano la scena, tipiche del luminismo caravaggesco.
Altare maggior barocco in legno dorato con tre nicchie con statue: al centro la statua votiva della Madonna di Capodacqua con Bambino e, ai lati le statue dei Santi Patroni, tra cui San Rocco.
Nel registro superiore della controfacciata è riposto lo splendido organo a canne in legno intagliato e dorato.
4) COMPRENSORIO SCIISTICO DI SELVAROTONDA
Selvarotonda è un comprensorio sciistico all’interno del Comune di Cittareale, compreso tra i 1.500 e i 1.703 metri.
È costituito da due cime arrotondate, dal differente altezza, una ad Ovest, l’altra ad Est, inframezzate da una vallata.
La cima ad Ovest, denominata Forca di Favo, si trova alla quota di 1.703 metri mentre, la cima Est, che prende il nome di Forca San Venanzio, si trova alla quota di 1.800 metri sul livello del mare, servita dalla funivia che pare dalla Stazione di Selvarotonda, a quota 1.545 metri.
Dalle vette della montagna, è possibile ammirare un panorama sui Monti Reatini circostanti, tra cui il Monte Pozzoni.
Veduta dei Monti Pozzoni da Selvarotonda
Forca San Venanzio, Cima Est di Selvarotonda a 1.800 m.s.l.m.
Forca di Favo, Cima Ovest di Selvarotonda a 1.700 m.s.l.m.
Altra immagine della cima di Forca di Favo
5) MONTE POZZONI
Dal Comprensorio sciistico di Selvarotonda è possibile notare il Monte Pozzoni (1.904 m.s.l.m.), la montagna più elevata all'interno del territorio comunale di Cittareale.
La montagna, dal percorso impegnativo, è costituita da varie cime, tutte raggiungibili tramite impervi sentieri mentre, la vetta, è accessibile tramite un sentiero stretto e molto esposto che transita sulla cresta della montagna fatta di roccia, dove si trova una croce in ferro.
Dalla cima della montagna è possibile scorgere un vasto panorama, che spazia dall'Umbria, con il Monte Vettore, all'Abruzzo, con il Corno Grande del Gran Sasso e il massiccio dei Monti della Laga, alla restante parte dei Monti Reatini, ma non fino al Terminillo, situato in direzione di Rieti e Leonessa.
Vetta della montagna a 1.904 m.s.l.m. vista dal basso
Panorama verso il Monte Vettore, parte dei Monti Sibillini
Panorama verso il Corno Grande del Gran Sasso
NB. Le informazioni sulla storia di Cittareale, sono state estrapolate dal post "Cenni storici", nel portale Internet ufficiale del "Comune di Cittareale", nel sito www.haleyweb.com.
NB. Le informazioni sulla Rocca Svevo Aragonese di Cittareale, sono state estrapolate nel post “Rocca di Cittareale”, nel portale Internet “Lazio Nascosto”, in www.lazionascosto.it.
NB. Le informazioni sulla Collegiata di Santa Maria Assunta a Cittareale, sono state estrapolate nel post “Collegiata di Santa Maria Assunta in Cittareale”, nel portale Internet “CHIESA DI RIETI”, in www.chiesadirieti.it.
NB. Le informazioni sul Santuario della Madonna di Capodacqua, sono state estrapolate dal post “Santuario della Madonna di Capodacqua - Cittareale (RI)”, nel portale Internet “I luoghi del silenzio, la memoria è il solo strumenti che cancella il tempo”, nel sito www.iluoghidelsioenzio.it.
NB. Le informazioni sul Comprensorio di Selvarotonda, sono state estrapolate dal post “Cartine piste e impianti di Selvarotonda”, nel portale Internet “SKIFORUM”, in www.skiforum.it.














Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.