lunedì 29 maggio 2023

GROTTA DEL CAVALLONE: CAPOLAVORO NATURALE NEL PARCO DELLA MAIELLA

La Grotta del Cavallone è una meravigliosa cavità naturale di tipo carsico, che sorge nel Parco Nazionale della Maiella, tra i territori comunali di Taranta Peligna e Lama dei Peligni in Provincia di Chieti (CH), ad un'altitudine di 1475 m.s.l.m..

Si apre lungo il versante est del Massiccio della Maiella, e le visite sono possibili solo con l'ausilio di una guida speleologica, che si assumerà la responsabilità di accompagnare il gruppo di turisti, muniti di appositi elmetti di protezione.

Ingresso nella Grotta del Cavallone

La cavità sviluppa il suo percorso in direzione sud, ed ha una lunghezza complessiva pari a oltre 1,5 km, dei quali i primi 1360 metri sono oggetto della visita turistica. All'interno la temperatura si mantiene costante per tutto l'anno, aggirandosi intorno ai 10 gradi Celsius.

E' stata scavata in rocce calcareniti e calcari selciferi, originatisi in un lasso di tempo compreso tra i 65 e i 23 milioni di anni fa, grazie all'azione delle acque risalite dal sottosuolo.


Interno della grotta presso l'ambiente
iniziale del percorso


Pareti rocciose con stalagmiti all'interno
della grotta

Tale origine ipogenica spiega la presenza, all'interno della grotta, di minerali rari tra i quali l'alunite e il gesso. All'interno della cavità possono essere osservate numerose stalattiti e stalagmiti. Tra le più grandi, la stalattite dalle maggiori dimensioni supera i 2 metri di altezza, ed è localizzata in prossimità dell'ingresso.

Durante tutto l'anno, in particolare nel periodo invernale, quando la cavità naturale è chiusa alle visite turistiche, viene frequentata dai pipistrelli, importante indicatore del fragile equilibrio ambientale presente nell'ecosistema della grotta, che l'essere umano deve saper preservare e tutelare, in particolare dai rischi del cambiamento climatico.

Le prime testimonianze di visita speleologica della grotta sono documentate a partire dal 1666, ma la vera e propria scoperta si fa risalire al 1865. L'altro appellativo con il quale è conosciuta la cavità, ossia Grotta della Figlia di Iorio, le è stato attribuito per aver ispirato la sceneggiatura del film tratto dall'omonima tragedia di Gabriele D'Annunzio.


Stalattiti e stalagmiti

Durante la Seconda Guerra Mondiale, venendosi a trovare in prossimità dei territori attraversati dalla Linea Gustav, e perciò particolarmente soggetti ai bombardamenti alleati, venne utilizzata come rifugio dagli abitanti di Taranta Peligna, in particolare donne e bambini. Gli uomini utilizzarono come rifugio la vicina Grotta del Bove.

Con il suo incredibile patrimonio di natura, geologia e storia, la Grotta del Cavallone è oggi parte dei geositi del Parco Nazionale della Maiella.


Punto terminale del percorso di visita con vista
sulle scalette che attraversano la restante porzione del percorso
riservata a speleologi professionisti

NB. Le informazioni riportate nel post sono state estrapolate dalla pagina "La Grotta del Cavallone", presente sul sito internet "Parco Nazionale della Maiella", in www.parcomajella.it.

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