lunedì 29 maggio 2023

GESSOPALENA: RUDERI DELLA CITTA' SULLA RUPE DI GESSO

STORIA

Gessopalena è un comune di 1406 abitanti nella Provincia di Chieti, in Abruzzo, localizzato nel versante orientale del Massiccio della Maiella, la Montagna Madre d'Abruzzo, a 645 metri sul livello del mare.

Il nome del borgo deriva dal latino Gypsum, testimonianza della presenza di minerali di gesso nelle rocce sulle quali è stato fondato il centro storico del paese. L'estrazione del gesso ha costituito per lungo tempo l'attività economica preponderante, su cui si fondava la sussistenza degli abitanti del borgo. Tutt'ora nelle rocce che costituiscono la rupe, si possono intravedere cristalli di gesso. Nei documenti risalenti al XIII secolo era conosciuta come Terra Gypsi, ossia Terra del Gesso.

Gli scavi e le indagini archeologiche effettuate nel luogo, testimoniano la presenza d'insediamenti risalenti alle epoche preromana e romana. Durante l'Alto Medio Evo, la popolazione gessana viveva ancora nelle ville edificate dagli antichi romani. Solo a partire dal Basso Medio Evo, e con la fase dell'incastellamento e della nascita della civiltà dei comuni, gli abitanti iniziarono a raccogliersi e a costruire le loro abitazioni sulla rupe di gesso. Dall'VIII all'XI secolo la Terra Gypsi divenne feudo dell'Abbazia benedettina di Montecassino, mentre con i Normanni venne infeudata a Rugerius Bursellus, appartenente alla famiglia dei Conti di Loritello.

Il 4 luglio 1269 Carlo d'Angiò la donò a Raoul de Courtenay, per poi passare alla proprietà di tante famiglie, tra le quali la Famiglia Caracciolo, poi denominata Giudice - Caracciolo, Principi di Villa Santa Maria, che in seguito beneficiarono del titolo di Duchi del Gesso.

L'influenza dei Benedettini si rivelò importante per la crescita economica, sociale e spirituale del luogo, tanto che alla fine del Medio Evo, nel territorio gessano erano presenti ben cinque monasteri. Tra questi il Convento di San Giovanni Battista e quello di Santa Maria dei Raccomandati, rimasero in attività fino alla soppressione napoleonica. L'economia fu essenzialmente agropastorale, e dal XVII al XVIII secolo anche basata sulla produzione della lana.

Nel dicembre del 1943, venendosi a trovare in prossimità della Linea Gustav, il centro storico localizzato sulla rupe di gesso venne completamente raso al suolo dai tedeschi in ritirata. La popolazione civile sopravvissuta si ritrovò costretta a fuggire nelle campagne. Come riconoscimento al coraggio dimostrato dai civili, e per il compimento di numerosi atti di solidarietà verso gli sfollati e profughi di altra provenienza, il 16 settembre 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune di Gessopalena la Medaglia d'Oro al Valor Civile.


Panorama dei ruderi di Gessopalena

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante il centro storico si presenti in stato di rudere, oggi i resti sono stati completamente ristrutturati e messi in sicurezza. La visita al borgo antico sulla rupe di gesso è assolutamente consigliata, e tra le esperienze più affascinanti e suggestive che si possano vivere nel Parco della Maiella.

Durante la passeggiata tra i ruderi è possibile visitare i resti dei vani adibiti agli usi quotidiani più disparati. Tra questi vi è un vano che svolgeva la funzione di forno a legna per la cottura del pane, e un altro con funzione di cucina, ove si è conservato il piano cottura per le pietanze.


Resti del forno utilizzato per la cottura del pane


Vani che si aprono sulla via principale


Resti dell'ambiente adibito a cucina


Piano cottura all'interno della cucina

Proseguendo nell'esplorazione si possono riconoscere, oltre ai resti della facciata appartenuta all'Ex Cappella di Sant'Antonio, anche ruderi appartenuti a torrifortificazioni e una via costellata da vani abitativi, ognuno deputato a svolgere una specifica funzione. All'interno dei vani è inoltre possibile trovare cartelli esplicativi, che forniscono al turista informazioni esaustive sulla funzione svolta da un determinato vano. E' anche possibile imbattersi in quel che rimane di un ambiente adibito a mulino.

Ruderi appartenenti ad una fortificazione


Ruderi della facciata appartenuta
all'Ex Cappella di Sant'Antonio


Torre di avvistamento a sezione quadrata


Resti di un ambiente adibito a mulino

Alla fine della passeggiata si può scorgere quel che resta della facciata della Chiesa di Sant'Egidio. La particolarità del rudere, è rappresentata dalla cornice e dall'architrave che adornavano il portale principale della chiesa, ancora ammirabile in quanto incastonato nella facciata, e dalla presenza della scalinata d'accesso al luogo di culto.


Ruderi della facciata della Chiesa di Sant'Egidio
con il portale d'accesso ornato da cornice e architrave

Giunti al termine della passeggiata esplorativa, non rimane che portare a casa una o più foto ricordo, di un luogo molto particolare e poco conosciuto della nostra Italia, che vi rimarrà nel cuore, se siete amanti dell'arte, e in particolare se siete venuti fin qui spinti dal desiderio di conoscere una storia purtroppo ancora poco conosciuta.

Vi consiglio di recarvi a Gessopalena con l'intenzione di svolgere si una visita storica, ma in particolare un'esperienza emotiva, per commemorare la tragedia della guerra e fare in modo che non ricapiti mai più. Inoltre lo consiglio anche a coloro che, come me, sono spinti dalla volontà di scoperta, in particolare di luoghi allo stesso tempo insoliti, suggestivi ed emozionanti come questo.

NB. Le informazioni storiche riportate sono state estrapolate dalla pagina Scopri Gessopalena, nel sito ufficiale del Comune di Gessopalena in www.comunegessopalena.it.

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