martedì 9 maggio 2023

OTRICOLI E SITO ARCHEOLOGICO DI OCRICULUM: LA PORTA DELL'UMBRIA SULLA VIA FLAMINIA

OTRICOLI

La fondazione di Otricoli risale presumibilmente all'VIII secolo a.C. a ridosso del Tevere, in una posizione strategica in grado di garantire gli scambi commerciali tra UmbriaEtruria e Lazio.

Il primo insediamento venne fondato sul colle in cui tutt'ora sorge il centro storico della cittadina, da popolazioni umbro-sabine, crocevia per gli scambi tra tre popolazioni preromane, gli Umbri, nel cui territorio l'insediamento era ricompreso, i Sabini popolazione autoctona della regione storica della Sabina presso Rieti e i Falisci, popolazione che occupò le terre dell'antico Agro Falisco con capitale Civita Castellana, che più tardi sarebbe stato attraversato dalla Via Amerina.

La città umbra era difesa da una spessa cortina muraria poligonale, costituita da grossi conci tufacei non legati da malta. Alcuni resti delle mura poligonali sono stati rinvenuti sotto le mura medievali tutt'ora visibili.

Dopo la Battaglia di Mevania (Bevagna) nel 308 a.C., Otricoli divenne una fedele alleata di Roma, svolgendo una funzione strategica di confine tra l'Umbria e la Sabina. Per questo motivo i Romani vi costruirono la Via Flaminia, che andò a costituire l'antico cardo massimo della cittadina.

Durante la Guerra Sociale che oppose l'esercito del generale Lucio Cornelio Silla e di Caio Mario nel 90 a.C., l'antico insediamento umbro - sabino venne distrutto da Silla e ricostruito in pianura, lungo le sponde del Tevere, dove oggi sorge il sito archeologico di Ocriculum

Presso Ocriculum era presente il Porto dell'Olio, importante porto fluviale sul Tevere, che garantiva commerci diretti con Roma. L'Imperatore Augusto lo nominò municipium, e ricomperese nella Regio VI Umbria.

La città romana venne distrutta tra il 569 e il 605 a causa dell'invasione dei Longobardi. Ciò provocò l'abbandono del sito romano sorto sulle sponde del Tevere, e il ripopolamento del centro umbro - sabino che oggi costituisce il centro storico di Otricoli.

Nel 1234 Papa Gregorio IX dichiarò Otricoli come soggetta alla Chiesa, in particolare al Rettore della Sabina, mentre nel 1708 fu trasferita dalla Sabina all'Umbria.

Durante la Dominazione Pontificia Otricoli fu caratterizzata dalla presenza di numerose osterie e punti di ristoro, che si affacciavano direttamente sulla Via Flaminia. Nel 1815 al Comune di Otricoli venne unita la frazione di Poggio.

Il 4 novembre 1860 entrò a far parte del Regno d'Italia e, nel 1927, venne trasferita alla neo istituita Provincia di Terni.

Nel 1937 venne realizzata la variante della Via Flaminia che portò il traffico automobilistico fuori dal centro storico. Nel 1943 Otricoli venne bombardata in quanto sede di un Comando militare tedesco. La popolazione comunale aumentò solo a partire dal 1970.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico di Otricoli, posto al di sopra di una collina tra la Sabina e l'Umbria, domina la pianura del Tevere, sulle cui rive si trova il sottostante sito archeologico romano dell'antica Ocriculum.

Il borgo si caratterizza per la presenza di stretti vicoli, piazzette, due importanti chiese, tra cui la Collegiata di Santa Maria Assunta e l'Oratorio di San Giuseppe da Leonessa, e le due porte di accesso di Porta Maior a Nord e Porta San Severino a Sud.

1) PORTA MAIOR E PORTA SAN SEVERINO

Rivolta a Nord la Porta Maior risale al XII secolo, e si presenta come una struttura ad unico fornice a tutto sesto in travertino, posto all'interno di una muratura in pietra.

La porta è affiancata da un grande torrione circolare parte delle fortificazioni della cinta muraria.

Dall'altro lato del borgo, verso Sud, è la Porta San Severino, costruzione più massiccia caratterizzata da un unico fornice a tutto sesto, sovrastato da una cornice con merlatura guelfa.

Porta Maior

Porta San Severino

2) MURA MEDIEVALI

Le mura medievali della città di Otricoli cingono tutto il centro storico, realizzate nel XII secolo nei due versanti Nord e Sud, per difendersi sia dalle scorrerie narnesi, che da quelle viterbesi.

Lungo il percorso delle mura si possono notare archi e sottopassaggi, che consentono alla cinta di oltrepassare abitazioni private e palazzi, anch'essi parte del sistema difensivo.

Scorcio delle mura medievali di Otricoli

3) ORATORIO DI SAN GIUSEPPE DA LEONESSA

Altro importante monumento storico di Otricoli è l'Oratorio di San Giuseppe da Leonessa, edificato a partire dal 1761.

La struttura presenta una facciata con trabeazione ondulata, sovrastata al centro da una croce in ferro sagomata mentre, ai suoi lati, sono riposte due sculture a forma di vaso.

L'interno, ad aula unica voltata a botte, presenta un altare maggiore in stucco bianco e, nella volta, una tela dipinta raffigurante San Giuseppe da Leonessa in Gloria.

Nell'altare maggiore si trova una nicchia ove è riposta la statua lignea di San Giuseppe, mentre le pareti sono ornate da tele settecentesche che rappresentano gli Episodi della Vita del Santo.

SITO ARCHEOLOGICO DI OCRICULUM

Primo villaggio romano sulla Via Flaminia, posto lungo il corso del Fiume Tevere, Ocriculum fu un importante insediamento romano, nato nelle vicinanze del Porto dell’Olio, primo porto romano sul Fiume.

Con la Guerra Sociale del 90 a.C. Ocriculum venne elevato al rango di Municipium e, da quel momento, divenne una fedele alleata di Roma, anche durante le Guerre Puniche.

Con la riforma dei territori italiani promossa da Augusto venne introdotta nella Regio VI Umbria.    

La bellezza del paesaggio la rese luogo di villeggiatura di molti patrizi romani.

La città venne distrutta tra il 569 e il 605 durante l’invasione longobarda. Fu proprio a causa di questa invasione che la città in pianura venne distrutta e i cittadini, per questioni difensive, abbandonarono la città per rifugiarsi sull’altura dove nacque il borgo medievale.

MONUMENTI 

Il Parco Archeologico ha una superficie di 36 ettari, completamente pianeggiante, ove sono stati rinvenuti monumenti assai pregevoli e, in alcuni casi, dalle dimensioni colossali.


Veduta del Fiume Tevere con gli scarni resti
del Porto dell'Olio

MONUMENTO FUNERARIO A NICCHIA

La visita ha inizio con un monumento funerario realizzato in opera cementizia, con grandi scaglie di tufo incastonate nella muratura.


Monumento funerario a nicchia

MONUMENTO FUNERARIO A TORRE

Il monumento presenta una pianta quadrangolare sormontato da un corpo circolare con una colombaia in alto. Monumenti di tale altezza venivano realizzati per essere individuati da lontano.


Monumento funerario a torre

MONUMENTO FUNERARIO A TAMBURO

Affacciato direttamente sulla Via Flaminia presenta una base quadrangolare, con struttura in opera cementizia, ricoperto da uno strato da blocchi di travertino volto a simulare il marmo.


Monumento funerario a tamburo

ANFITEATRO

L’arena di Ocriculum non conserva resti della parte esterna, completamente scomparsa.

Della cavea rimangono alcuni tratti delle gallerie della media cavea.


Interno dell'arena dell'Anfiteatro


Veduta aerea dell'arena


Arco di accesso all'arena

VIA FLAMINIA

Si conserva un breve tratto del basolato della Via Flaminia che costituiva il Cardus Maximus della città, composto da grandi blocchi di Leucite.


Basolato della Via Flaminia con grandi blocchi di Leucite. Sulla sinistra s'intravedono i grandi banchi della delegazione otricolana della Curia Senatoria

NINFEO

Il Ninfeo è una lunga sostruzione di 50 metri circa, realizzata tra il I secolo a.C. e il I secolo in opera cementizia, rivestita in opus reticulatum. Il prospetto presenta, al centro, un'ampia abside con catino, dotato di muratura a sacco, rivestita di laterizi, con una nicchia rettangolare sul fondo.

La parete presenta un'alternanza di nicchie semicircolari e rettangolari, fungendo da prospetto principale del ninfeo. Le nicchie costituivano il punto terminale dei cunicoli che, partendo dalle cisterne del pianoro sovrastante, scendevano verso valle alimentando le fontane del ninfeo.

L’edificio conteneva fontane pubbliche e presentava cisterne sotterranee, che lo collegavano con la Fonte di San Fulgenzio.



Ninfeo

GRANDI SOSTRUZIONI

Le Grandi Sostruzioni sono un grande muro di contenimento del terreno, composto da dodici grotte disposte su due piani. La struttura, lunga 80 metri, aveva la funzione di sostenere un edificio pubblico.

Non rimane traccia dell'edificio pubblico che doveva sostenere: secondo alcuni studiosi e archeologi sarebbe stato il Capitolium, secondo altri ad un edificio parte di un Santuario dedicato a Valentia, dea delle guarigioni.


Grandi Sostruzioni


Altra immagine delle Sostruzioni

TERME

Le terme di Ocriculum vennero realizzate nel II secolo, su un’area pianeggiante livellata artificialmente in età romana.

L’interno è costituito da una sala ottagonale, con un pavimento rivestito a mosaico, oggi conservato nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani, raffigurante Medusa al centro e, in due fasce perimetrali entrambe distinte in otto settori, Scene con lotta tra Centauri e Guerrieri greci.

La sala è costituita da quattro lati maggiori e quattro minori, posti in alternanza fra loro: proprio in corrispondenza dei lati minori si aprono nicchie, porte secondarie e l'ingresso principale.

Poco rimane dell'originaria copertura dalla forma a conchiglia.

Accanto alla Sala Ottagonale è un'altra Sala Rotonda dal diametro di 9 metri in opus latericium, al cui esterno rimangono tracce del rivestimento del paramento murario in cocciopesto.


Struttura delle Terme con l'ambiente rotondo, ove si trovava il celebre mosaico, ora ai
Musei Vaticani

TEATRO

Ultimo monumento che chiude la visita al sito archeologico è il Teatro, edificato con muratura esterna in opus reticolatum, sfruttando la presenza di un pendio naturale della collina sostenuto, nella zona retrostante, proprio dalle Grandi Sostruzioni.

La struttura venne edificata nel I secolo, in età augustea, con una cavea dal diametro di 79 metri, distinta nelle tre porzioni dell'ima cavea, per i senatori e l'esercito, della media cavea, per i patrizi e della summa cavea, per i plebei.

Nella zona retrostante la cavea si aprono due ambulacri. Nulla rimane della scena, o proscenio, dove recitavano gli attori, posta dinanzi alla cavea, ornata da statue tra cui, probabilmente, le due Muse Sedute, ora nella Sala a Croce dei Musei Vaticani, salvo gli ingressi laterali, o paradoi, con strutture in blocchi di tufo squadrati.

Della galleria superiore rimane solamente un settore coperto con volta a botte.


Veduta della cavea del Teatro


Sostruzioni che sorreggono la cavea


Arco di accesso al deambulatorio
del Teatro

NB. Le informazioni storiche su Otricoli, sono state estrapolate dal post “Castello di Otricoli - (TR)”, nella pagina Internet “i Luoghi del Silenzio”, in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sull'Oratorio di San Giuseppe da Leonessa sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Giuseppe da Leonessa", nel portale Internet "Umbria Tourism", in www.umbriatourism.it.

NB. Le informazioni sul sito archeologico di Ocriculum, sono state estrapolate nel post "OCRICULUM - OTRICOLI (Umbria)", nel portale Internet "ROMANO IMPERO", in www.romanoimpero.com.

Nessun commento:

Posta un commento

Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.

SITO ARCHEOLOGICO DI MICENE (GRECIA): LE ORIGINI DELLA CIVILTA' GRECA

  STORIA Il Sito Archeologico di Micene , posto nella regione storica dell' Argolide , nel Peloponneso costituisce, insieme ad Argo e Ti...