STORIA
La Collegiata di Otricoli è dedicata a Santa Maria Assunta e custodisce le reliquie di San Vittore, patrono della cittadina, San Fulgenzio e San Medico, protettori del paese, e di altri martiri.
Le sue origini risalgono al VII secolo, epoca in cui si formò il primo nucleo dell'abitato attuale a seguito dell'abbandono della colonia romana di Ocriculum situata a poca distanza, sulle sponde del Tevere. Nel IX secolo si presentava come una basilica a tre navate separate da arcate su colonne e da muri-pilastro; la navata maggiore, absidata e illuminata da finestrelle centinate, doveva ospitare la schola cantorum e il ciborio.
A quest'epoca si fa risalire la muratura in opera reticolata che predomina all'interno e che costituisce un eccezionale esempio di uso tardo di una tecnica edilizia tipicamente romana. Tra il XII e il XIV secolo la chiesa assunse le forme romaniche che ancora oggi in gran parte la contraddistinguono. La cripta semianulare, il presbiterio rialzato e il coro rettangolare appartengono a tale periodo.
La storia moderna dell'edificio si apre con importanti lavori promossi dal Cardinale Bernardino Lopez Carvajal (1455-1523) e ancora ben identificabili nella struttura esistente: il portico, che nella forma originaria aveva un campanile sul lato sinistro, le volte a crociera della navata centrale, le archeggiature a sesto ribassato delimitanti le navate.
Nei due secoli successivi furono aperte le quattro grandi cappelle laterali: la Cappella del Santissimo Sacramento e la Cappella del Santissimo Rosario, a sinistra, e le Cappelle di San Domenico e San Fulgenzio a destra.
ESTERNO
All'esterno la facciata e il campanile originari, sono stati modificati in stile neoclassico nella prima metà del XIX secolo, ad opera dell'Architetto Ireneo Aleandri (1838 - 1840).
Facciata neoclassica della Collegiata di Santa Maria Assunta
Campanile neoclassico
INTERNO E CRIPTA
L'interno è in stile romanico a tre navate. In controfacciata è presente l'organo ricostruito a metà del XVIII secolo dall'organaro Hans Conrad Werle. Sulla sinistra e sulla destra dell'ingresso vi sono due acquasantiere, di cui quella di destra rinascimentale e quella di sinistra ottocentesca.
Interno della Collegiata di Santa Maria Assunta
La navata centrale presenta frammenti di affreschi, tra i quali sono riconoscibili Sant'Ansano, busti di apostoli entro clipei del Maestro del 1409 e stemmi policromi del Cardinale Bernardino Lopez Carvajal.
Al centro della navata principale si erge il ciborio del 1500 con copertura orizzontale retta da colonne collegate da archi a pieno centro, la cui volta è decorata con un affresco raffigurante i cherubini.
Nella navata destra di aprono due cappelle laterali: la prima dedicata a San Domenico risalente alla metà del XVII secolo, è ornata con dipinti su tela tra cui San Domenico di Soriano e Santi Domenicani, e gli affreschi raffiguranti Annunciazione e Carità di San Fulgenzio, e San Filippo Neri predica ai discepoli, del XVIII secolo.
La seconda dedicata a San Fulgenzio risalente alla metà del XVII secolo presenta affreschi raffiguranti i Santi, un altare - reliquiario contenente i resti di San Fulgenzio entro un sarcofago in diaspro rosso, il dipinto su tela San Fulgenzio Vescovo con veduta di Otricoli del XVII secolo, e la scultura policroma della Madonna con Bambino del XIV secolo.
Cappella di San Domenico: dipinto murale raffigurante San Filippo Neri predica ai discepoli del XVIII secolo
Dietro il ciborio vi è l'altare risalente al XII e XIII secolo, contenente le reliquie di San Vittore. Il fronte verso la navata è ornato da una lastra in porfido rosso tra decori geometrici in mosaico cosmatesco, mentre il fronte posteriore e il lato sinistro recano lastre con simboli eucaristici provenienti da un ciborio altomedievale.
Dietro l'altare il coro si compone di due ordini, superiore e inferiore: quello superiore presenta stalli in noce decorati con moduli geometrici a intarsio, e nello schienale del seggio a destra della cattedra il nome del committente PANCRATIUS ARCHIPRESBITER, mentre l'ordine inferiore del XVII secolo presenta sedili in noce e albanello.
Una doppia scalinata ai lati del presbiterio conduce alla cripta a pianta semianulare. Nella parete interna si apre un piccolo vano in cui è presente la fenestrella confessionis.
La cripta è dedicata a San Medico, martire otricolano del II secolo d.C.. Un altare marmoreo ne conserva le reliquie in un'urna. Il dipinto presente raffigura San Medico e risale al XVII secolo, inserito in una cornice in stucco policromo.









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