STORIA
Poggio Lavarino è una frazione di Terni situata lungo la SP 67 Valserra.
Venne fondato in età medievale, in posizione strategica come punto di osservazione della valle compresa tra Rocca San Zenone e Spoleto. Nel Medio Evo appartenne al Castello di Castiglione, oggi scomparso. Insieme ai vicini paesi di Appecano e Acquapalombo era compreso nelle Terre Arnolfe.
Nel 1332 si rifiutò di fornire uomini all'esercito del Rettore del Patrimonio, che doveva marciare contro Amelia, ribelle alla Chiesa. Alla fine del XV secolo si affidò spontaneamente a Spoleto. Venne ricompreso nella bolla pontificia di Papa Alessandro VI Borgia del 1502, che emancipò le Terre Arnolfe dalla soggezione a Spoleto e a Terni. Il 30 luglio 1551 il Consiglio Generale Ternano concesse a Poggio Lavarino l'esenzione dalle gabelle. Nel 1829 risultò accorpata a Terni.
MONUMENTI E LUOGHI D’ARTE
Il paese è adagiato su un piccolo sperone roccioso, ed è tuttora il borgo più popoloso della Valserra.
Dal punto di vista urbanistico interessante è la struttura a villa del centro storico, composto da stretti vicoli senza mura difensive. La principale ed unica struttura adibita alla difesa era la torre di avvistamento, localizzata in cima al centro storico, dalla quale si è poi sviluppato il borgo con abitazioni disposte in maniera circolare.
All'interno del paese da visitare la Chiesa di San Bernardino, affiancata alla torre di avvistamento. L'interno recentemente ristrutturato, presenta nell'abside un affresco del XVI secolo raffigurante la Madonna con Bambino tra San Bernardino a sinistra e San Benedetto a destra.
Torre di avvistamento in cima al centro storico di Poggio Lavarino
Esterno della Chiesa di San Bernardino
Vicolo del centro storico con panorama sulla Valserra
Edificio nel centro storico di Poggio Lavarino
Vicolo interno del centro storico
Scorcio del paese dalla strada
NB. Le informazioni storiche e artistiche su Poggio Lavarino, sono state estrapolate dal post “Castello di Poggio Lavarino - Terni (TR)”, nella pagina Internet “i Luoghi del Silenzio”, in www.iluoghidelsilenzio.it.
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