STORIA
Il borgo di Collevecchio, in Provincia di Rieti, può essere ricompreso tra i più affascinanti della Sabina, posto su un'altura al confine tra le Regioni Lazio e Umbria, immerso in un territorio caratterizzato da verdi colline coltivate, in particolare da uliveti con i quali si produce l'Olio DOC Sabino, dove sono stati rinvenuti tracce d'insediamenti, in particolare i resti di una necropoli preromana, con annesso museo, nella frazione di Poggio Sommavilla.
Anche in assenza di specifiche fonti storiche che attestino le origini di Collevecchio, possiamo ipotizzare che il borgo si sia sviluppato a partire dal Medio Evo. La prima fonte certa che ne attesta l'esistenza, è un documento emesso da Papa Innocenzo IV nel 1254, con il quale i cittadini risiedenti presso un borgo situato nelle pianure vicine vennero autorizzati, a causa dell'aria malsana e della natura paludosa del luogo in cui risiedevano, a trasferirsi a Collevecchio, un borgo posto su un'altura a 250 m.s.l.m., dove avrebbero potuto respirare aria più pulita, e vivere in maniera più dignitosa.
Dopo esser stato dominato dagli Orsini, Collevecchio accrebbe la sua importanza a seguito del ritorno nei territori pontifici. In questa occasione Papa Paolo V Borghese, nel 1605 elesse il borgo a sede ufficiale del Governatorato Pontificio della Sabina, ruolo che il paese seppe conservare fino alla fine del XVIII secolo, quando la sede dei governatori pontifici venne trasferita a Magliano Sabina.
I secoli XVII e XVIII corrispondono al periodo di splendore del borgo, che vide la costruzione di splendidi palazzi signorili, e assunse quell'aspetto rinascimentale con cui si mostra ancora oggi, in continuità con il borgo medievale. I palazzi del centro storico dispongono di portoni principali ornati dagli stemmi delle famiglie proprietarie.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Essendo stata per due secoli il luogo in cui risiedettero i Governatori Pontifici della Sabina, Collevecchio gode di splendidi monumenti di natura sia civile che religiosa.
In queste categorie sono ricompresi una buona quantità di chiese, palazzi signorili ornati da portali decorati, opere urbanistiche di notevole interesse, tra le quali le porte di accesso e le mura, borghi medievali nelle immediate vicinanze tra cui Cicignano, e necropoli di età romana e preromana presso cui sono stati rinvenuti resti archeologici, oggi conservati nei musei di tutta Italia, come la necropoli di Poggio Sommavilla.
1) PORTE DI ACCESSO A NORD DEL BORGO
Per andare alla scoperta dei tesori di Collevecchio, ad accoglierci sono le due porte di accesso al borgo, orientate a nord, che si presentano agli occhi del turista con una particolarità.
La porta centrale presenta un grande arco a tutto sesto edificato in conci di bugnato, e ci appare di un colore molto candido, quasi vicino al bianco, segno del suo eccellente stato di conservazione.
Sulla sommità dell'arco di accesso è posto lo stemma Pontificio, che simboleggia il potere temporale dei Papi esercitato su Collevecchio. Particolare è la presenza di due porte d'accesso affiancate l'una all'altra.
Inoltre, osservando attentamente la porta di destra, si nota la sua composizione in muratura costituita da blocchi in pietra perfettamente squadrati. Ciò potrebbe far ipotizzare, un'origine romana o preromana della suddetta porta.
Varcata la porta d'accesso principale, occorre varcare una terza porta d'ingresso al fine di entrare nel vero e proprio cuore medievale del centro storico. Tale struttura urbanistica, che prende il nome di Porta Rosati, risale al XVI secolo.
2) CHIESA COLLEGIATA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA
Entrati nel centro storico si giunge dopo pochi minuti di cammino, alla piazza principale del borgo, ove svetta il campanile della Chiesa Collegiata della Santissima Annunziata.
La Chiesa risale al XIII secolo, ma lo stile architettonico che oggi la caratterizza, è frutto dei restauri e dei rifacimenti intervenuti nel XVII secolo.
All'esterno, la chiesa si presenta con un possente campanile e due splendidi portali ornati da cornice. L'interno della chiesa ha subito un rifacimento in stile barocco.
3) CHIESA DI SANTA MARIA DEL RIFUGIO
La Chiesa della Madonna del Rifugio, risalente al 1584, è ubicata nelle immediate vicinanze della porta d'accesso al borgo.
La facciata dell'edificio ecclesiastico è molto semplice, con un unico ingresso costituito da un portale in travertino, modanato da un timpano triangolare e affiancato da due finestre laterali. Sulla sinistra della facciata lungo la parete laterale, è posto un campanile a vela.
L'interno è provvisto di un'unica navata. La struttura portante è costituita da conci di tufo grossolanamente squadrati di medie dimensioni, ove sono inseriti sporadici frammenti di laterizi. Lungo le pareti, in prossimità del presbiterio, sono presenti due contrafforti composti da mattoni in laterizio.
La copertura della navata è composta da un tetto a due falde a vista, mentre il presbiterio è coperto a volta.
Notevoli all'interno della chiesa sono due cappelle laterali simmetriche, in stile barocco, con splendide decorazioni in stucco. La zona absidale è suddivisa dall'altare in due zone. L'altare è composto da due colonne con timpano spezzato, contenente all'interno un affresco raffigurante la Madonna del Latte.
4) PALAZZO PISTOLINI
Nelle vicinanze della porta posta ad ovest del borgo, dalla quale si scorge un panorama dominato dall'inconfondibile sagoma del Monte Soratte, si scorge tra i vicoli lo splendido portale del Palazzo Pistolini, edificato in conci di pietra bugnata.
Il palazzo, fatto costruire da Monsignor Fabio Menichini alla fine del XVI secolo,7 è situato ai margini della cinta muraria del paese sul lato ovest. Sul portale della facciata è posto uno stemma di forma ovale con tre stelle e una rosa nella metà superiore, e tre tulipani nella metà inferiore.
Portale d'accesso del Palazzo Pistolini
Nella parte che incornicia lo stemma è riconoscibile un elmo con criniera alla sommità, ed ai lati delle ali piumate. La sigla CP, posta al di sopra della porta, rimanda alle lettere iniziali di Costantino Pistolini.
Attiguo alla facciata sud c'è un sottopasso che immette sulla piazzetta - cortile retrostante, ove affaccia un'altra entrata al palazzo, sormontata dal medesimo stemma gentilizio.
NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dalla pagina "Collevecchio e Cicignano, in Sabina a spasso nel tempo", edito da "Le Residenze del Borgo di Cicignano", 15/05/2021, in www.cicignano.com.
NB. Le informazioni relative alla Chiesa della Madonna del Rifugio, sono state estrapolate dalla pagina "Chiesa della Madonna del Rifugio", nella pagina "BeWeB. Beni Ecclesiastici in Web", nella rubrica "Beni Architettonici", nel sito www.beweb.chiesacattolica.it.














Nessun commento:
Posta un commento
Nel riportare commenti, sono ben accette critiche costruttive. Non sono accettati commenti offensivi o denigranti, relativi all'attività svolta o alla persona. Facendo affidamento sul buonsenso delle persone, si raccomanda l'utilizzo di un linguaggio quanto più possibile educato.
Grazie per la lettura e la comprensione.