STORIA
Tra le principali basiliche visitabili nel Rione Trastevere vi è la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, edificata in corrispondenza del luogo in cui la Santa, nominata protettrice dei musicisti, subì il martirio.
Al suo interno sono conservati tesori artistici poco conosciuti a Roma, sia dai cittadini, che dai turisti. Visitare la basilica, significa non solo venire a contatto con splendidi capolavori, sia medievali che moderni, in grado di fondersi tra loro alla perfezione, bensì compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta delle inesauribili opere d'arte di epoca imperiale, di cui la Capitale è piena.
La storia dell'edificazione del luogo di culto, è indissolubilmente connessa alle vicende biografiche della Santa. Secondo la leggenda la basilica sorge sui resti della casa di Santa Cecilia, e della sua famiglia. Nel giorno del suo matrimonio, riuscì nell'intento di convertire Valeriano, suo sposo, alla fede cattolica. Quella sera stessa lo sposo ricevette il battesimo ad opera del Pontefice Urbano I.
Valeriano riuscì nell'intento di convertire anche il fratello Tiburzio, ma ciò comportò solo la loro condanna alla tortura, e poi alla decapitazione.
Cecilia venne condannata a morte per soffocamento, ma secondo la leggenda, la Santa riuscì a sopravvivere al martirio cantando lodi al Signore, venendo infine decapitata. Dopo la morte, per espresso volere del Pontefice Urbano I, venne seppellita nelle Catacombe di San Callisto.
L'esistenza del Titulus Caeciliae, titolo cardinalizio della chiesa cattolica che ha il suo luogo di culto principale nella basilica, è attestata a partire dal V secolo. Fu Papa Pasquale I a volere la costruzione della basilica, al fine di collocarvi il corpo della Santa.
Nel 1599, durante i lavori di ristrutturazione della basilica, avvenne un'importante scoperta.
Il sepolcro di marmo e la cassa di cipresso ivi riposta, vennero aperti, rivelando il corpo della Santa quasi incorrotto.
Dopo la conferma dell'avvenuto miracolo da parte del Papa Clemente VII, questo commissionò a Stefano Maderno, la riproduzione della Santa così come era stata ritrovata. La statua in marmo pario, è oggi posta al di sotto dell'altare, come testimone secolare dell'evento.
INTERNO E CRIPTA
L'interno presenta opere d'arte di grande valore, tra le quali spicca il ciborio in marmo eseguito da Arnolfo di Cambio nel 1293.
Nel XVII secolo venne sostituito l'originario pavimento cosmatesco. L'ampio cortile interno venne aperto nel XVIII secolo, mentre nel 1830, per favorirne il consolidamento, le colonne vennero inglobate nei pilastri di cemento, e gli archi abbassati.
All'inizio del Novecento venne edificata la cripta, affrescata con colori vivaci, che costituisce una splendida testimonianza dell'arte neoromanica della capitale.
Nonostante l'edificazione della cripta sia recente, la grande quantità di affreschi e colori vivaci consente una buona immedesimazione nel complesso medievale della basilica.
DOMUS SOTTERRANEA
All'inizio del XX secolo, vennero intrapresi degli scavi nell'area di edificazione della basilica. Ciò comportò il ritrovamento, ad una profondità di cinque metri, dei resti di domus romane.
La domus più antica, risalente al II secolo a.C., era situata accanto alla Via Campana - Portuense, composta da pareti edificate in opera quadrata e reticolata, l'atrio ove erano poste due colonne, e la pavimentazione. Nel II secolo vennero intrapresi lavori di mutamento della destinazione d'uso, che trasformarono la domus in un'insula.
Con la trasformazione, il cortile prese il posto dell'atrio antico, elementi testimoniati dalla presenza dei resti di una strada, di una scala di accesso, di un'aula e un impianto termale.
Lo spazio dell'atrio è delimitato da colonne in tufo, mentre la pavimentazione degli ambienti si compone di mosaici geometrici e cocciopesto. Annesso alla casa vi è un magazzino, contenente otto grandi vasche cilindriche inserite nel pavimento, dotate di rivestimento a cortina e fondo in opera spicata. Le vasche sono ben costruite, ma non presentano rivestimenti di alcun tipo.
Quando l'edificio venne destinato al culto cristiano, la vasca circolare venne trasformata in un battistero esagonale, con le pareti rivestite di marmo. Accanto alla vasca è situato il Balnum, luogo del martirio di Santa Cecilia.
Magazzino della domus recante le otto vasche cilindriche
Mosaici dell'atrio a tessere bianche e nere
LARARIO DELLA DEA MINERVA
Accanto alla Domus è presente il Larario, con riposta un'effige della Dea Minerva. Ciò contraddice in parte la tesi della fede cattolica dei coniugi.
Fra il III e il IV secolo d.C. sul lato nord dell'edificio vennero edificate le terme. Nel V secolo il complesso venne costituito in Titulus Caeciliae, divenendo sede della comunità cristiana.
Questi utilizzarono i resti delle terme romane per costruirvi un battistero. Nelle strutture rese visitabili, possono essere ammirati reperti appartenuti alla domus.
NB. Le informazioni storico - artistiche riportate sono state estrapolate dal post "SOTTO LA BASILICA DI SANTA CECILIA", nella pagina internet "ROMANO IMPERO", in www.romanoimpero.com.








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