domenica 16 luglio 2023

FABRICA DI ROMA: PAESE DELL'AGRO FALISCO NELLE VICINANZE DI FALERI NOVII (CIVITA CASTELLANA)

 STORIA

Fabrica di Roma è un comune della Provincia di Viterbo, appartenente al territorio dell'Ager Faliscus,  terra d'origine della civiltà falisca, localizzata a sud dei Monti Cimini, in prossimità del Lago di Vico.

L'origine della cittadina di Fabrica è legata alla storia del popolo dei Falisci: non a caso molti reperti appartenuti all'antica civiltà preromana, sono stati rinvenuti nelle vicinanze, in particolare in Località Le Molelle, nella zona est del territorio comunale, e nelle Grotte di Materano.

Grazie a quanto riportato in un documento del 1093, si apprende che in quest'epoca un tale Ildebrando concesse all'Abbazia di Farfa tutte le sue proprietà, compreso il fundus Fabricae.

Tra il XII e il XIII secolo, la cittadina di Fabrica passò nelle mani di diversi proprietari, pur rimanendo saldamente nelle mani dello Stato della Chiesa. Nel XIII secolo Fabrica, allora proprietà dell'Ospedale del Santo Spirito in Sassia, venne acquistata dai Vico, per poi essere venduta agli Orsini, e infine tornare nelle mani dell'Ospedale.

Fabrica tentò più volte di ribellarsi al dominio pontificio, auspicando una conquista da parte dei Vico, ma il Castello rimase sotto il controllo dell'Ospedale fino al 1536, anno in cui venne concesso alla governatrice Lucrezia della Rovere, vedova Colonna.

La Famiglia Della Rovere fece edificare a Fabrica il palazzo di sua proprietà, appena al di fuori della cinta muraria medievale. Tuttavia la proprietà di Lucrezia Della Rovere durò solamente due anni, alla fine dei quali il castello, venne ancora una volta restituito all'Ospedale.

Nel 1539 Fabrica di Roma entrò a far parte delle proprietà del Duca Pier Luigi Farnese. Con il governo della Famiglia Farnese, e in particolare quello del Cardinale Alessandro Farnese, il centro storico di Fabrica rifiorì, beneficiando della costruzione di nuove opere monumentali, tra le quali, la più nota, è sicuramente la torre del Castello, che svetta tutt'ora nel centro storico.

Il legame tra Fabrica e i Farnese terminò nel 1649, con la definitiva sconfitta della famiglia ribelle, da parte del Pontefice Innocenzo X Pamphilj. Nel 1756 il feudo di Fabrica di Roma passò alla proprietà dei membri della Famiglia Cencelli, Stefano e Leopoldo, che diedero un importante contributo all'opera di abbellimento del centro storico, che proseguì con i loro discendenti.

Nel 1873 al nome Fabrica venne aggiunto il toponimo "di Roma", assumendo definitivamente l'attuale toponimo "Fabrica di Roma".


Veduta generale del centro storico
di Fabrica di Roma


Fontana Poligonale


Vasca centrale della Fontana Poligonale

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Il centro storico medievale di Fabrica di Roma si caratterizza per la presenza di interessanti monumenti storici, necessariamente da comprendere durante la visita.


Finestra bifora sulla facciata di
un palazzo storico fabrichese

1) CHIESA COLLEGIATA DI SAN SILVESTRO PAPA

STORIA ED ESTERNO

La Chiesa Collegiata di San Silvestro Papa costituisce il principale edificio religioso del centro storico, che ospita le spoglie di San Giustino.

Una bolla del Pontefice Alessandro III del 1177, conferma l'esistenza del Duomo già in questa data. Considerato l'edificio religioso più antico del borgo, in quel periodo è compreso tra le proprietà del Monastero di Sant'Elia. Venne edificata ai margini delle mura castellane tra il 1093 e il 1177.


Facciata della Chiesa Collegiata di
San Silvestro Papa

Il campanile venne edificato nel Seicento, mentre nel Cinquecento l'edificio venne allargato, ed elevato al rango di chiesa parrocchiale. Il campanile venne progettato dall'Architetto Sigismondo Iannone, e realizzato dal Maestro Darri di Canepina.

Chiuso in sommità da una cuspide piramidale, presenta tra le aperture, finestre bifore e trifore.

INTERNO

L'interno dell'edificio religioso è a navata unica, e una volta varcato l'ingresso, risalta immediatamente lo splendido affresco che occupa tutta la superficie dell'abside.


Interno a tre navate della Chiesa
Collegiata di San Silvestro Papa


Tela dipinta all'interno della Collegiata
arricchita da una cornice barocca con
colonne tortili

L'affresco venne realizzato nel XVI secolo, dai fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani, e riporta la data di realizzazione dello stesso, ossia l'anno 1556.


Grande affresco che decora l'abside della Collegiata
suddiviso in quattro scene, delle quali una nel registro superiore,
e tre nel registro inferiore

Sono rappresentate quattro scene principali, tre nel registro inferiore, e una in quello superiore. Nel registro inferiore sono affrescate tre scene: la scena sulla sinistra rappresenta l'Ultima Cena, in cui è presente una tavola imbandita, con Cristo al centro, e ai lati i dodici apostoli.


Scena del riquadro sinistro del registro inferiore
dell'affresco absidale raffigurante l'Ultima Cena

La scena nel riquadro centrale presenta una Crocifissione. Al di sotto sono raffigurati dei personaggi nell'atto di venerare Cristo sulla Croce.


Scena del riquadro centrale del registro inferiore
dell'affresco absidale raffigurante la Crocifissione

Quella posta in basso a destra, rappresenta Cristo imprigionato e flagellato alla colonna, mentre diversi personaggi sono stati rappresentati nell'atto di assistere al martirio.


Scena del riquadro destro del registro inferiore
dell'affresco absidale raffigurante
la Flagellazione di Cristo

L'ultima scena ad essere rappresentata, è quella affrescata nel registro superiore dell'abside, che raffigura la Resurrezione di Cristo in Paradiso, popolato da personaggi che hanno ottenuto la redenzione e la vita eterna. Cristo è raffigurato al centro seduto sul trono che spetta al Padre, a significare che il Padre e il Figlio sono una cosa sola.


Affresco nel registro superiore dell'abside raffigurante
la Resurrezione. Dio e' rappresentato con il volto di Cristo,
mentre in basso la scena è popolata da personeggi che hanno
ottenuto la salvezza e la vita eterna

Nelle nicchie laterali è presente l'affresco della Madonna del Rosario, che la tradizione attribuisce all'artista Matteo Zuccari, cui vennero commissionati gli affreschi di Palazzo Farnese a Caprarola.

Al di sotto dell'abside sono collocate le spoglie di San Giustino, portate qui da Roma il 22 Settembre 1791. San Giustino è stato riconosciuto come Santo Patrono del Comune, insieme a San Matteo. La reliquia venne donata da Papa Pio VI, e contiene oggi il corpo del Santo coperto di cera.

Ogni cinque anni, lo stesso giorno del trasporto, l'urna viene portata in processione.

2) CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETA'

L'edificazione della chiesa avvenne tra il Quattrocento e il Cinquecento. L'edificio è a pianta ottagonale, e secondo la tradizione, venne edificato con lo scopo di venerare l'icona conservata all'interno, raffigurante la Vergine con Bambino.


La semplice facciata della Chiesa di Santa
Maria della Pietà


Interno a pianta ottagonale della Chiesa
di Santa Maria della Pietà


Icona della Vergine con Bambino, oggetto di venerazione
per conservare la quale venne edificata la chiesa

Il Vescovo Andrea Longo consegnò la chiesa nelle mani degli Agostiniani, verso la metà del XVI secolo. Altri affreschi sono presenti nelle nicchie che si aprono lungo le pareti della pianta ottagonale dell'edificio. L'affresco principale raffigura San Silvestro in Cattedra con scene della sua vita, del 1560.

Gli affreschi vennero eseguiti dai Fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani, già esecutori dell'affresco realizzato nell'abside del Duomo di San Silvestro Papa. La chiesa è stata restaurata più volte, perché danneggiata, e i dipinti appaiono in parte rovinati. Nel 1725 la chiesa venne visitata dal Pontefice Benedetto XIII, e al di sopra del portale il suo stemma venne scolpito in stucco.

3) ROCCA DEI FARNESE

La Rocca dei Farnese caratterizza il centro storico per l'alta torre che svetta dal resto delle strutture medievali. Costituisce uno dei simboli del centro storico, e rappresenta la storia del Comune, a partire dall'epoca medievale, fino ai giorni nostri.


Rocca dei Farnese a strapiombo sulla rupe tufacea
ove si erge il centro storico


Antica torre medievale parte della struttura
della Rocca dei Farnese

La prima costruzione, sulla quale venne poi edificata l'attuale fortezza, risale al XIII secolo. La proprietà dell'edificio, passò di mano in mano a svariate famiglie. Le varie dominazioni che si sono susseguite, hanno contribuito a plasmare la struttura del Castello, fino a conferirgli l'attuale aspetto.


Basamento tufaceo su cui poggia la struttura
della rocca

La fortezza venne edificata dai Prefetti di Vico, e costituisce una manifestazione del fenomeno dell'incastellamento. La realizzazione del castello, è stata attuata applicando la tecnica edilizia locale della petrella viterbese. Nel 1308, Manfredi di Vico vendette la proprietà del Castello al Cardinale Napoleone Orsini, mentre nel 1367 venne ceduto all'Ospedale del Santo Spirito in Sassia.



Veduta generale delle mura esterne
della rocca

Nonostante alcune ribellioni dei Prefetti di Vico, di fede ghibellina, al fine di riottenere la proprietà sul feudo fabrichese, i Pontefici Gregorio XI ed Eugenio IV riuscirono a frenare le iniziative di ribellione, e la proprietà della Rocca rimase dell'Ospedale fino al 1536.

Nel 1454 il complesso venne restaurato dalla Chiesa, come attestato dall'epigrafe in marmo che rappresenta scolpito lo stemma del Pontefice Niccolò V. I simboli e gli stemmi di questa fase amministrativa, si ritrovano nelle stesse effigie poste sugli architravi delle finestre, e nelle feritoie a croce a doppio braccio.

NB. Le informazioni storiche sono state estrapolate nel post "Fabrica di Roma. Tra Lago di Vico e Monti Cimini", nella pagina "MyTuscia. SCOPRI, ASSAPORA, AMA LA TUSCIA", in www.mytuscia.com.

NB. Le informazioni sui monumenti di Fabrica di Roma, sono state estrapolate nel post "Fabrica di Roma. Tra i vicoli del borgo medievale", nella pagina "INAGROFALISCO", in www.inagrofalisco.it.

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