sabato 15 luglio 2023

PERUGIA: ITINERARIO STORICO - ARTISTICO

 1) PORTA SAN PIETRO

Dopo aver visitato la Basilica di San Pietro, si entra nel centro storico di Perugia da Porta San Pietro, porta di accesso che si apre sul lato più meridionale delle mura medievali della città.

Detta anche Porta Romana, perché rivolta a sud, in direzione di Roma, presenta due facciate, una più esterna, l'altra più interna. La più antica, di origine trecentesca, è la porta rivolta verso l'interno, e presenta due aperture, di cui una tamponata. Nella parte superiore della parete interna, si conserva un affresco del 1765, più volte ridipinto, raffigurante la Madonna del Rosario tra i Santi Francesco e Domenico.

Una lapide posta sullo spazio interno tra le due pareti, testimonia la resistenza dei perugini, contro le truppe pontificie il 20 giugno 1859. La facciata esterna della porta, rivolta verso il campanile della basilica omonima, progettata dagli artisti Agostino di Duccio e Polidoro di Stefano, venne realizzata seguendo i criteri dell'architettura rinascimentale, come arco di trionfo, rinforzato da torri laterali aggettanti.

Nell'intercapedine tra le due facciate si aprono due porte laterali, una sulla destra, l'altra sulla sinistra. Quella di destra dava accesso alla Gabella, ossia l'ufficio adibito alla riscossione dei dazi, mentre quella di sinistra, garantiva l'accesso alla Chiesa di San Giacomo, di origine medievale e non più esistente, volta all'accoglienza dei pellegrini.


Arco esterno a tutto sesto di Porta San Pietro

2) BASILICA DI SAN DOMENICO

Risalendo Corso Cavour, che da Porta San Pietro, conduce alla Porta Sant'Ercolano, s'incontra uno spazio triangolare e, a destra di questo, l'enorme mole della Basilica di San Domenico, la più grande della città per dimensioni, nonché quella consacrata a San Domenico di Guzman, fondatore dell'ordine dei Domenicani. Il chiostro della basilica, è sede del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria (MANU).

Originariamente edificata con impianto in stile gotico, venne portata a compimento in due differenti fasi costruttive dal 1300 al 1458, sulla preesistente Pieve di Santo Stefano del Castellare, risalente al V secolo.

Crollata a causa di problemi statici, venne riedificata su progetto dell'Architetto Carlo Maderno nel 1632.

INTERNO

L'interno è suddiviso in tre navate, e ospita tutt'ora solo una parte del suo ricchissimo patrimonio artistico, andato disperso a causa delle requisizioni napoleoniche e postunitarie. Le opere presenti possono essere fatte risalire ad un periodo storico compreso tra il XVII e il XVIII secolo.


Interno a tre navate della Basilica
di San Domenico

Degni di nota sono gli affreschi superstiti della chiesa, risalenti ad un'epoca compresa tra il XIV e il XV secolo, presenti nella zona del transetto, e nella Cappella di Santa Caterina. Di pregevole fattura è il Monumento Funebre di Papa Benedetto XI del XIV secolo, la splendida vetrata alta 23 m del 1411, opera degli artisti Bartolomeo di Pietro e Mariotto di Nardo, il dossale di Agostino di Duccio del 1459.


Splendida vetrata istoriata di 23 m opera del 1411
di Bartolomeo di Pietro e Mariotto di Nardo

Splendidi sono inoltre il coro ligneo, risalente al XVI secolo, e il pregevole organo del Seicento, posto in controfacciata. Dalla Basilica di San Domenico, proviene il Polittico Gùidalotti del Beato Angelico, attualmente conservato nella Galleria Nazionale dell'Umbria.


Organo seicentesco intagliato posto
in controfacciata


Altare marmoreo di San Domenico

Nell'ex convento, sono ospitati il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria (MANU), e l'Archivio di Stato. La struttura conventuale presenta due chiostri, dei quali quello maggiore, mostra tracce della precedente chiesa domenicana, denominata "San Domenico Vecchio".


Chiostro della Basilica di San Domenico
sede del Museo Archeologico
Nazionale dell'Umbria (MANU)

3) MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELL'UMBRIA

Il Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, è composto da una prima sezione preistorica, che ospita reperti rinvenuti nelle grotte dell'Italia centrale, risalenti all'epoca compresa tra il Paleolitico e l'Età del Bronzo, oltre ad un'esposizione di materiali archeologici provenienti dai centri umbri, etruschi e romani, compresi nella odierna Regione Umbria.

In un ambiente sotterraneo, ubicato nel chiostro del convento, è stata ricostruita una tomba etrusca denominata Tomba della Famiglia Cai Cutu (III - I secolo a.C.), abbellita con corredi funerari. Nelle pareti del chiostro, sia nel piano inferiore che in quello superiore, sono riposte urne cinerarie di epoca etrusca. In un nuovo spazio espositivo, sono riposte le urne e i materiali provenienti dalla Tomba dei Cacni. Tra i reperti di pregio del museo, figurano il Cippo perugino, recante una tra le principali iscrizioni in lingua etrusca rinvenute, e il corredo bronzeo della Tomba di San Mariano.

Urne di un ipogeo di donne della famiglia Selvathri, in travertino, del II - I secolo a.C.


Urna di un ipogeo di donne, in travertino, del 150 - 40 a.C., rinvenute in Località Casaglia


Cippo funerario con iscrizione etrusca del II secolo a.C.


Urna dell'Ipogeo di Tite Vesi del II - inizi I secolo a.C., in travertinoaffrescata con la Punizione di Amico

Urna dell'Ipogeo dei Trepu, in travertino, del 200 - 150 a.C., raffigurante il rilievo di Medusa con foglie d'acanto


Antichi fornelli in ceramica


Scheletro dell'Orso fossile di grotta lattaia, vissuto nel Paleolitico Medio, circa cinquecentomila anni fa


Sarcofago dello Sperandio del 510 - 500 a.C.


Scena a rilievo di un corteo trionfale con quattordici personaggi in marcia


Cippo di Perugia, in travertino, del III secolo a.C., con
scrittura in lingua etrusca ancora non decifrata


Tomba dei Cacni, con urne cinerarie etrusche,
nei sotterranei del museo


Altre urne cinerarie etrusche nella Tomba dei Cacni

4) PORTA SANT'ERCOLANO

Percorrendo ancora fino alla fine Corso Cavour, fino all'incontro con Viale Indipendenza, ci si ritrova in una piazzetta, con dinanzi una maestosa abside appartenente ad una chiesa, mentre sulla destra una porta etrusca.

La porta etrusca prende il nome di Porta Sant'Ercolano, nota per le scalette che l'attraversano, mentre l'abside poligonale che si erge maestosa alla sua sinistra, appartiene alla struttura della Chiesa di Sant'Ercolano.


Porta etrusca di Sant'Ercolano

Porta Sant'Ercolano si apre sulle mura etrusche della città, a ridosso dell'abside appartenente all'omonima chiesa, ed è attraversata dalle caratteristiche Scalette di Sant'Ercolano, che prima della costruzione del percorso meccanizzato che trasporta i turisti all'interno della Rocca Paolina, costituiva l'unico accesso pedonale al centro storico di Perugia.

La porta, risalente al III secolo a.C. e orientata a sud, è detta anche Cornea, ovvero "del Corno". Essa conserva alla base la struttura originaria, costituita da grossi massi squadrati, mentre l'arco è a sesto acuto. Sulla sommità dell'arco esterno è posto un leone risalente al XIII secolo, simbolo della fazione guelfa, e al contempo di vigilanza e protezione. La scalinata sottostante, era un tempo un pendio, attraversato dai carri che accedevano al centro storico della città.

5) CHIESA DI SANT'ERCOLANO

La Chiesa di Sant'Ercolano, dedicata al Santo Vescovo protettore della città martirizzato nel 458, venne edificata tra il 1297 e il 1326 a ridosso delle mura etrusche.

Presenta una forma ottagonale, con una ricca decorazione in stile barocco, del XVII secolo.

Chiesa di Sant'Ercolano

Interno barocco della chiesa a pianta ottagonale


Altare maggiore barocco


Altare con Crocifisso ligneo e decorazione in stucco


Altare maggiore


Altare maggiore com sarcofago romano contenente le spoglie del Santo


Cupola affrescata con l'Assunzione


Volta affrescata della Sagrestia

6) ROCCA PAOLINA E PORTA MARZIA

Dalla parte opposta rispetto alla Porta di Sant'Ercolano, in alternativa alla salita al centro storico tramite le scalette, è possibile accedere all'acropoli cittadina, cioè Piazza IV Novembre, usufruendo del percorso meccanizzato che attraversa l'interno dei sotterranei del Palazzo Papale della Rocca Paolina, porzione superiore della fortezza, demolita nel 1860 e non più esistente, posta nella zona dove oggi sorgono Piazza Italia, e lo splendido palazzo in stile Liberty, sede della Banca d'Italia.


Interni della Rocca Paolina

La monumentale fortezza costituita dalla Rocca Paolina, venne progettata dall'Architetto Militare Antonio da Sangallo "Il Giovane", tra il 1540 e il 1543, in modo tale da inglobare al suo interno le strutture medievali dell'intero quartiere, anche ricorrendo all'abbattimento delle case dei Baglioni, fino ad allora Signori di Perugia, del Borgo di Santa Giuliana, della Chiesa di Santa Maria dei Servi, e di molti altri edifici medievali caratteristici della zona.


Gallerie interne della rocca


Foro circolare sulla volta della Rocca Paolina per
garantire l'illuminazione dei sotterranei


Foro circolare sulla volta della Rocca Paolina per
garantire l'illuminazione dei sotterranei

Sul frontone della rocca, Antonio da Sangallo "Il Giovane", inglobò Porta Marzia, la monumentale porta etrusca risalente al III secolo a.C.. La Rocca, disposta su cinque livelli, è composta da un corpo principale e da un avamposto, collegati da un corridoio. Il primo venne realizzato sul Colle Landone, mentre il secondo, che assunse il nome di "Tenaglia", fungeva da presidio avanzato. Dopo il restauro del 1860, voluto dal Pontefice Pio IX, venne definitivamente demolita la parte che occupava l'attuale Piazza Italia. Oggi sono visitabili, solamente i sotterranei del Palazzo Palpale, dotati di percorso meccanizzato a scale mobili, che costituiscono un ambiente di grande suggestione.

Porta Marzia

Decorazione dell'ordine superiore della porta

 7) CORSO VANNUCCI E PIAZZA IV NOVEMBRE

Una volta percorse le scale mobili, e usciti dalla Rocca Paolina, dopo aver percorso pochi metri ci si ritrova direttamente su Corso Vannucci, viale principale del centro storico di Perugia, edificato su quello che in epoca romana costituì l'antico Cardus Maximus della città.

Alla fine del corso si apre Piazza IV Novembre, la piazza principale della città, sede del foro romano e simbolo dell'età comunale, sulla quale prospettano tutte le principali costruzioni tipiche del periodo medievale: 1) la Fontana Maggiore, simbolo della libertà comunali, 2) il Palazzo dei Priori, simbolo del potere temporale, e delle conquistate libertà e infine 3) la Cattedrale di San Lorenzo, simbolo del potere religioso della Chiesa Cattolica.


Veduta della Piazza IV Novembre, sede del
foro romano, dalle scale della Cattedrale di San Lorenzo

8) PALAZZO DEI PRIORI

Sede ai giorni nostri degli uffici del Comune di Perugia, e contemporaneamente della Galleria Nazionale dell'Umbria, il Palazzo dei Priori, rappresenta uno splendido esempio di palazzo pubblico medievale dell'età comunale.


Palazzo dei Priori


Portale decorato del
Palazzo dei Priori


Particolare del portale del
Palazzo dei Priori

Il Palazzo ospita le stanze di rappresentanza delle due principali corporazioni che governarono la città nell'età medievale: il Nobile Collegio della Mercanzia, e il Nobile Collegio del Cambio.

Venne realizzato secondo diverse fasi costruttive: la prima, compresa tra il 1293 e il 1297, che corrisponde alla parte sinistra del palazzo, rivolta verso Corso Vannucci, venne realizzata dagli Architetti Jacopo di Servadio e Giovannelli di Benvenuto.

E' caratterizzato dalla sequenza di grandi trifore, e per l'imponente portale in stile gotico, che oltrepassandolo introduce alla Sala dei Notari. La porzione destra del palazzo, risale ad un'epoca posteriore, ossia nel 1335 circa, realizzata a seguito della demolizione della Chiesa di San Severo di Piazza, e arricchita da uno splendido portico a tre arcate, recentemente restaurato.


Sala dei Notari


Parete di fondo affrescata della Sala
dei Notari


Pareti laterali affrescate della
Sala dei Notari

Tale portico venne riportato alle forme originarie, dopo il 1860. Nel 1902 venne costruita una nuova scalinata "a ventaglio", in grado di condurre direttamente alla Sala dei Notari e alla Sala Vaccara, in sostituzione di due precedenti rampe prima presenti.

Sopra il portale della facciata rivolta verso la piazza, sono state collocate due statue in bronzo raffiguranti il grifo perugino e il leone guelfo, copie delle originali riposte all'interno del palazzo, sede della Galleria Nazionale dell'Umbria. Dai mensoloni della facciata principale, pendono ancora le grandi catene sottratte dai perugini dalle porte di Siena, dopo la Battaglia di Torrita del 1358.

NOBILE COLLEGIO DELLA MERCANZIA

Il Nobile Collegio della Mercanzia, sede dei membri appartenenti alla Corporazione dei Mercanti, venne ospitato sin dal 1300 nel piano terra del Palazzo dei Priori.

La Corporazione commissionò la realizzazione della meravigliosa Sala dell'Udienza, mirabilmente affrescata dal pittore Pietro Vannucci detto "Il Perugino". Nella Sala delle Udienze, venne commissionata la realizzazione di arredi lignei trecenteschi decorati a intarsio.

Notevole opera é il Pulpito della Giustizia, ornato dai simboli colorati della città e delle quattro virtù, tra le quali Giustizia, Prudenza, Fortezza a Temperanza. Il bancone venne intagliato dall'artista perugino Costanzo di Mattiolo. Nella lunetta sottostante le volte é riportato lo stemma dell'arte della mercanzia, ossia il grifo perugino sopra una balla di lana.

Nobile Collegio della Mercanzia

Scrivania del Maestro della Corporazione dei Mercanti

Pulpito della Giustizia, in legno intagliato, con i simboli delle Quattro Virtù, allegorie della Giustizia, Prudenza, Fortezza e Temperanza

Lunetta del bancone intagliata con lo stemma dell'arte della mercanzia

Stalli lignei del bancone

NOBILE COLLEGIO DEL CAMBIO

Tra le corporazioni medievali di arti e mestieri presenti a Perugia, grande rilievo assunsero quelle della Mercanzia e del Cambio, grazie all'importanza simbolica che assunsero gli aspetti della vita urbana e del governo cittadino.

La funzione svolta dai membri del Collegio del Cambio consistette nella vigilanza sulla legittima commutazione del denaro, e di pronunciare sentenze su cause civili in linea con le proprie competenze.

I lavori di edificazione della struttura iniziarono nel 1452, e vennero portati avanti fino al 1457.

Le decorazioni ad affresco vennero realizzate a partire dal 1490. La realizzazione del bancone ligneo intarsiato, si deve all'artista fiorentino Domenico del Tasso. Nel 1492 vi venne trasferita da Firenze la statua raffigurante la Giustizia, realizzata in terracotta dorata, attribuita a Benedetto da Maiano.

SALA DELLE UDIENZE

Nel 1496 l'artista Pietro Vannucci, detto "il Perugino", iniziò ad affrescare la meravigliosa Sala delle Udienze, punto focale della visita alla struttura. I lavori iniziarono nelle sette vele della volta, ove vennero rappresentate le figure allegoriche dei pianeti Luna, Mercurio, Marte, Saturno, Giove e Venere, che circondano il dio Apollo, posto al centro della rappresentazione, contornato da una decorazione a grottesche, ove si inseguono figure mostruose.


Sala delle Udienze

Terminato l'affresco delle vele della volta, vennero affrescate le pareti della sala, i cui temi si riferiscono agli scritti dell'umanista Francesco Maturanzio, professore a Vicenza e Venezia e poi, al suo ritorno in patria, verso il 1498, segretario della Corporazione dei Decemviri.


Volata affrescata con Apollo contornato da
decorazione a grottesche e figure mostruose

Al Maturanzio sembra si devono i versi latini che figurano nelle tabelle esplicative rette da putti.

Nella parete posta sulla destra dell'attuale ingresso é affrescato Catone il censore, politico e generale romano, mentre sulla parete sinistra sono raffigurati le allegorie delle virtù cardinali della Fortezza - Giustizia e Fortezza - Temperanza, rappresentate in terra da allegorie rappresentate da personaggi dell'antichità classica. Tra questi vi sono i romani Fabio Massimo, Furio Camillo, Traiano, Numa Pompilio, e i due filosofi greci Socrate e Pittaco, per le virtù Prudenza e Giustizia.

Vi sono poi raffigurati i guerrieri romani Lucio Sicinio, Orazio Coclite e Publio Scipione, il dittatore romano Cincinnato, il Re di Sparta Leonida, e lo statista greco Pericle per la rappresentazione allegorica delle virtù di Fortezza e Temperanza.

Nella parete di fondo sono rappresentate le figure allegoriche della Trasfigurazione e la Natività, mentre nell'altra parete lunga i sei Profeti e le sei Sibille, con in alto l'Eterno Benedicente. Tre scene rappresentano le Virtù Teologali, tra le quali Fede, Carità e Speranza.


Affresco raffigurante sei Profeti e sei Sibille
con in alto l'Eterno Benedicente

Gran Parte di questi affreschi venne direttamente eseguita da Pietro Perugino, coadiuvato da suoi collaboratori. L'opera venne portata a compimento nel 1500, come riportato nell'affresco del finto pilastro divisorio nella parete di destra, mentre nel 1501 venero montate le porte lignee di Antonio da Mercatello. Lo stesso Perugino, al termine dei lavori, si ritrasse in un quadretto appeso al finto pilastro divisorio della parete sinistra.


Affresco con Autoritratto del Perugino

CAPPELLA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La Cappella di San Giovanni Battista venne realizzata su progetto dell'Architetto lombardo Gasperino di Antonio tra il 1506 e il 1509 sul sito adibito in passato ad ospitare la Chiesa di San Giovanni del Mercato.


Cappella di San Giovanni Battista

La decorazione interna venne avviata con la realizzazione dei seggi lignei nel biennio 1508 - 1509, dall'artista marchigiano Antonio da Mercatello. Nel 1512 Marino di Ser Austerio portò a termine il paliotto d'altare. Infine, nel 1513, vennero affrescate le pareti, la cui decorazione venne affidata a Giannicola di Paolo.

Nella volta sono rappresentati, al centro, l'Eterno Benedicente circondato da serafini e cherubini. Negli spicchi della volta sono affrescati gli apostoli, tra i quali: Pietro e Paolo, nei pressi dell'altare; Andrea e Giacomo, verso Corso Vannucci; Giovanni e Luca, verso la Sala delle Udienze e, infine, Marco e Matteo.


Volta affrescata della Cappella di San Giovanni
Battista, con la rappresentazione dell'Eterno
Benedicente, al centro, circondato da serafini
e cherubini

Nei riquadri in senso orario, iniziando dalla parete condivisa con la Sala dell'Udienza, sono rappresentati Agostino e Gregorio, Taddeo e Bartolomeo, Tommaso, Filippo e Giacomo Minci, Simone e Mattia, Girolamo e Ambrogio e, infine i Santi Protettori di Perugia Lorenzo, Ercolano e Costanzo.

In relazione agli affreschi nelle pareti, a partire dalla parete dell'altare in senso orario, sono rappresentati: il battesimo di Cristo, con ai lati l'Annunciazione; la nascita di San Giovanni Battista, la decollazione di San Giovanni Battista, la Visitazione mentre, nell'intradosso dell'arco, San Giovanni che abbandona la casa paterna e Sacra Famiglia con San Giovannino.

Al di sopra degli archi sono affrescate la Sibilla Eritrea, nella parete rivolta verso la Sala dell'Udienza e, nella parete opposta, la Sibilla Libica.

Al di sopra dell'altare maggiore é riposto il paliotto raffigurante San Giovanni Battista posto entro una ghirlanda di fiori e frutta.

9) CATTEDRALE DI SAN LORENZO

Edificata tra il 1300 e il 1400, la Cattedrale di San Lorenzo, sede vescovile della Diocesi di Perugia - Città della Pieve, presenta nella facciata rivolta verso la piazza, un rivestimento in pietra locale bianca e rossa, che corre solamente lungo la fascia inferiore dell'edificio, dato che il resto del rivestimento non venne mai portato a termine.

INTERNO

L'interno della Cattedrale, di grandi dimensioni, è in stile gotico suddiviso in tre navate, da grandi pilastri a sezione ottagonale. Le tre navate hanno esattamente la stessa altezza, e per tale ragione la struttura viene definita "a Sala".


Interno della Cattedrale

In uno dei pilastri presenti nella navata si trova il dipinto della Mater Gratiae, oggetto di profonda venerazione da parte dei perugini, risalente al 1515 e attribuito al Perugino da alcuni studiosi, mentre da altri al suo allievo Giannicola di Paolo.

Nella Cappella di San Giuseppe, è conservata la reliquia del Sacro Anello, appartiene al I secolo d.C., creduto essere l'anello nuziale che la Vergine portò al dito, durante il matrimonio con il suo sposo San Giuseppe.


Cappella del Sacro Anello


Affreschi alle pareti laterali della Sagrestia


Affreschi sulla volta della Sagrestia

10) MUSEO DEL CAPITOLO

Nelle vicinanze della Cattedrale si trova il Museo del Capitolo, la cui progettazione ebbe origine a partire dal XIX secolo, al fine di salvaguardare le produzioni artistiche del territorio della Diocesi di Perugia - Città della Pieve, a cura di un gruppo di amici e collaboratori che adottarono il nome di Brigata, progetto di gruppo nato nel 1909, al fine di valorizzare e difendere le opere del patrimonio artistico perugino.

Tra i principali esponenti del gruppo vi fu Umberto Gnoli colui che, nel 1910, venne nominato Ispettore ai Monumenti per l'Umbria, riuscendo nell'intento di trasformare l'allora Pinacoteca Comunale nella Regia Galleria Nazionale.

La sala espositiva venne ampliata negli anni Novanta, a causa delle modifiche richieste dal crescente aumento dei visitatori.


Portale ligneo intagliato in noce della metà del
XV secolo di Paolino di Giovanni detto "da Ascoli"


Messale manoscritto di San Giovanni d'Acri del
XIII secolo di ignoto scrivano di cultura francese


Pala di Sant'Onofrio del 1483 - 1484 di
Luca Signorelli, raffigurante la Madonna in trono
con Bambino tra i Santi Giovanni Battista, Onofrio,
Lorenzo, Ercolano e angelo musicante


Rilievo di Maria con il Bambino, San Giovannino e Angeli,
in stucco, foglia d'oro, lacca e tempera di Benedetto da Maiano
del 1491 - 1492


Croce astile di Pietro di Vanni realizzata
tra il 1390 e il 1410


Fronte della Tavola del Gonfalone di Monteluce di Battista
di Baldassarre Mattioli, realizzata nel 1453, con la raffigurazione
di un bassorilievo in legno intagliato e arricchito con
panneggi in tela ricoperti di stucco policromo


Retro della Tavola del Gonfalone di Monteluce
dipinta


Bacoulo dottorale di Vardapet, della metà del XVI secolo
in avorio intagliato. Oggetto tipico della religione cristiana
armena, utilizzato da colui che riceve il titolo di Vardapet,
gruppo di sacerdoti non sposati con il compito di insegnare la
dottrina cristiana dopo aver ottenuto un dottorato in
teologia

11) FONTANA MAGGIORE

La Fontana Maggiore, nel mezzo della Piazza IV Novembre, costituisce il simbolo delle libertà comunali dei perugini durante il Basso Medio Evo, e dell'unione tra le varie corporazioni presenti nella città.

Venne realizzata tra il 1278 e il 1280 dagli artisti Nicola e Giovanni Pisano, massimi esponenti della scultura gotica italiana. L'opera venne commissionata dal Comune ai due scultori, al fine di celebrare la realizzazione del nuovo acquedotto cittadino, che ebbe nella fontana il suo punto terminale.


Fontana Maggiore

La fontana venne progettata da Fra Bevignate, mentre la parte idraulica venne realizzata da Boninsegna da Venezia. Il monumento, costituito da due vasche poligonali sovrapposte, decorate con un totale di cinquanta bassorilievi e ventiquattro statue, fu realizzato tra il 1278 e il 1280 da Nicola e Giovanni Pisano, i due massimi scultori del gotico italiano, al fine di celebrare il completamento dell'acquedotto duecentesco.

La vasca inferiore è decorata con bassorilievi raffiguranti scene della tradizione agraria e mesi dell'anno, rappresentati tramite i segni zodiacali corrispondenti, le arti liberali, la Bibbia e la storia di Roma.


Metope scolpite della Fontana Maggiore
con la raffigurazione dei mestieri dei
dodici mesi

La vasca superiore si compone invece di ventiquattro lastre, ove sono raffigurate figure allegoriche, sia sacre che storiche. Le vasche poligonali, sono sormontate da una tazza bronzea, coronata dalle statue di tre donne che rappresentano le Tre Virtù Teologali, ossia la Fede, la Sapienza e la Carità.

12) ARCO ETRUSCO O ARCO DI AUGUSTO

Procedendo oltre la facciata principale della Cattedrale, s'incontra lo spettacolare Arco Etrusco (chiamato anche Arco di Augusto), risalente al III secolo a.C. e perfettamente conservato.


Arco Etrusco o "di Augusto"

Affacciato sulla Piazza Fortebraccio, prima chiamata Piazza Grimana, l'Arco Etrusco si apre a nord della cinta muraria etrusca. Ha un'altezza pari a 11 m, ed è costruito in blocchi di travertino, affiancato da due torrioni di forma trapezoidale. L'arco principale è sovrapposto da un ulteriore arco murato, presumibilmente con funzioni militari.

Sull'arco inferiore si legge la scritta Augusta Perusia, apposta da parte dall'Imperatore Ottaviano Augusto, a due secoli dalla sua edificazione, a seguito della vittoria nel Bellum Perusinum, la guerra contro Perugia del 41-40 a.C.


Metope dell'Arco Etrusco

L'iscrizione Colonia Vibia, venne invece posta al di sopra dell'arco, in memoria di Vibio Treboniano Gallo, imperatore di origine perugina. Alla base del contrafforte sinistro è posta una fonte seicentesca, e a coronamento di questo, un loggiato rinascimentale. A destra della porta, uno dei tratti meglio conservati delle mura etrusche.


Resti delle mura etrusche

13) PALAZZO GALLENGA - STUART

Nelle vicinanze dell'Arco Etrusco si trova il Palazzo Gallenga - Stuart, edificato in stile barocco tra il 1748 e il 1758, come dimora gentilizia, e sede dell'Università degli Studi  per Stranieri di Perugia a partire dal 1927.

L'edificazione della struttura venne realizzata dall'Architetto perugino Pietro Carattoli, su progetto dell'Architetto romano Francesco Bianchi. La facciata è scandita verticalmente da pilastri. e orizzontalmente da cornicioni marcapiano in mattoni. Il portale presenta due colonne ioniche, che fanno da sostegno alla balaustra del piano nobile, mentre l'ultimo piano è abbellito da una balconata.

Nel XIX secolo, il palazzo è stato oggetto d'interventi di restauro: le sale interne, vennero decorate con affreschi di Domenico Bruschi e Matteo Tassi. Negli anni Venti del XX secolo, il Conte Gallenga Stuart cedette il palazzo al Comune di Perugia.

L'edificio ha ospitato nel tempo numerose attività artistiche e culturali: nel secondo decennio del Settecento un giovane Carlo Goldoni, recitò in numerose commedie, tenutesi nella Sala Ovale del palazzo. Nel 1935, grazie alla generosità di Frederic Thorne Rider, il palazzo venne ampliato grazie all'acquisto dei fabbricati posti nelle vicinanze. Tra le stanze che adornano l'interno del palazzo, degna di nota è l'Aula Magna, edificata su progetto dell'Architetto perugino Dino Lilli, in cui spiccano l'affresco di Gerardo Dottori, e l'opera contemporanea "Nel Mondo" di Giuliano Giuman.

14) CHIESA DI SAN FILIPPO NERI

La Chiesa di San Filippo Neri, posta in Via dei Priori, si presenta come un tipico edificio religioso romano, edificato secondo i dettami della Controriforma, del tutto simile alla Chiesa del Gesù, chiesa madre dei Gesuiti, localizzata a Roma presso Piazza del Gesù.

DESCRIZIONE

La facciata della chiesa, rispecchia le linee architettoniche proprie dello stile vignolesco, edificata tra il 1647 e il 1663.


Facciata della Chiesa di San Filippo Neri

Il fastoso interno barocco, si presenta a navata unica, impreziosita da cappelle laterali riccamente decorate con affreschi realizzati tra il XVII e il XVIII secolo, attribuiti ad artisti dell'epoca tra i quali Carlone, Boccanera, Brizi e Appiani.


Interno barocco della chiesa ad una navata
secondo il gusto della Controriforma


Cupola della chiesa decorata con affreschi


Organo di età barocca


Splendida volta della chiesa decorata
con affreschi barocchi

Sull'altare maggiore è riposta una splendida tela del 1662 di Pietro da Cortona, raffigurante l'Immacolata Concezione.


abside affrescato, con al centro,
la pala d'altare raffigurante l'Immacolata Concezione
di Pietro da Cortona del 1662

15) TORRE DEGLI SCIRI

Se da Piazza IV Novembre, invece di prendere Via Ulisse Rocchi e raggiungere l'Arco Etrusco, si percorre Corso Vannucci e si gira percorrendo Via dei Priori, è possibile andare alla scoperta di altri tesori storici conservati nella città.

Il primo monumento che salta subito agli occhi è la Torre degli Sciri, unica torre medievale superstite, delle decine che popolarono lo skyline della città.

La torre, alta 42 m, presenta quattro lati liberi, rivestiti in conci di pietra bianca, senza aver subito successive manomissioni. Le aperture sulle murature consistono solamente in piccole feritoie, che le conferiscono l'aspetto di una tipica torre medievale, utilizzata per la difesa della città.


Torre degli Sciri rivestita in muratura

Tra il IX e il XIII secolo, le torri medievali rappresentarono a Perugia, un elemento architettonico fondamentale, utilizzate sia per scopi militari, sia come elemento utile a dimostrare la potenza della famiglia proprietaria, che ne richiese l'edificazione.

Venne probabilmente edificata alla fine del Duecento, come torre privata di un palazzo posto all'interno dell'insula degli Oddi, che ne mantennero la proprietà fino al 1483. A causa dei sanguinosi scontri con la Famiglia guelfa dei Baglioni, e la fuga degli Oddi dalla città avvenuta nel 1488, la proprietà della torre passò agi Sciri, come dimostra lo stemma scolpito alla base del palazzetto addossato alla torre, ancora visibile.

Nella seconda metà del Seicento, la Torre e il palazzo annesso furono donati dalla Contessa Caterina Della Penna, vedova degli Oddi, alla terziaria francescana Suor Lucia Tartaglini da Cortona, che vi fondò un collegio per ragazze povere. Da allora il palazzetto ha ospitato ininterrottamente un convento, sotto la direzione della Chiesa di San Filippo Neri, fino al 2011, quando il complesso diventò di proprietà del Comune di Perugia.

La Torre si presenta all'interno, suddivisa da ballatoi di legno connessi da scale a pioli e scale di metallo, incassate nelle murature. La sommità della Torre si raggiunge dopo aver percorso una rampa di scale di duecentotrentadue gradini.

16) CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO O TEMPIO DI SANT'ANGELO

Percorrendo Corso Giuseppe Garibaldi, si possono incontrare numerose chiese e monasteri consacrati a vari Santi, tra i quali il Monastero delle Clarisse consacrato a Sant'Agnese d'Assisi, sorella di Santa Chiara.

Svoltando sulla destra in Via del Tempio, si raggiunge la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, anche nota come "Tempio di Sant'Angelo", di chiara impronta paleocristiana.

Non a caso, la chiesa risalente al V - VI secolo, rispecchia i canoni dell'architettura paleocristiana diffusa in Italia.

DESCRIZIONE

Il tempio presenta una pianta di forma circolare, cui vennero apportate modifiche architettoniche in età gotica, tra cui il portale ogivale del XIV secolo.

L'interno del tempio presenta una struttura a pianta circolare, composta da due vani delimitati da murature concentriche. La muratura interna è abbellita da sedici colonne romane di reimpiego, ornate da capitelli corinzi in sommità, e quattro cappelle poste secondo una disposizione a croce greca.

Sul tamburo dell'edificio si aprono dodici finestre, da cui penetra la luce che illumina l'interno del tempio.

17) CONVENTO DI SAN FRANCESCO AL MONTE (O "DI MONTERIPIDO")

Il Convento francescano di San Francesco al Monte, anche detto "Convento di Monteripido", è un antico convento fortificato sorto alla fine del fine del XIII secolo, sul romitorio ove visse per più di trent'anni il Beato Egidio, compagno di San Francesco d'Assisi.

Negli anni che seguirono la fondazione, divenne il secondo convento francescano per importanza, dopo la Basilica di San Francesco ad Assisi, anche per la presenza del prestigioso Studium Generale dell'Ordine dell'Osservanza, istituito da San Bernardino da Siena.

CHIESA

La chiesa del convento venne ricostruita nel 1858, e ingloba un Oratorio dedicato alla Vergine realizzato nel XVI secolo, opera dell'artista perugino Orazio di Bevignate Alessi. La chiesa, un tempo ricchissima di opere rinascimentali attribuite allo Spagna e al Perugino, venne spogliata di tutti i dipinti contenuti, a seguito delle requisizioni post unitarie.

Ad adornare la chiesa, rimangono ancora gli affreschi realizzati nel XIV secolo, e le varie pale d'altare dei secoli successivi. Nell'ambiente viene conservata un'opera attribuita all'artista futurista Gerardo Dottori, realizzata nel 1923.

ORATORIO DEL BEATO EGIDIO

Attraversando i chiostri, tra cui il quattrocentesco Chiostro di San Bernardino, si raggiunge l'Oratorio del Beato Egidio, che custodisce una Crocifissione, attribuita ad un maestro umbro del Trecento, che reca l'immagine dello stesso Beato Egidio.

BIBLIOTECA

All'interno del convento è conservata una splendida Biblioteca Monumentale, progettata nel XVIII secolo dall'Architetto Pietro Carrattoli. La decorazione del soffitto venne realizzata da Paolo Brizi da Fano.

Nella biblioteca di Monteripido sono conservati circa ventitremila volumi, tra i quali manoscritti del XVIII/XIX secolo, cinquecentine di notevole valore, e un archivio ove sono riposti documenti databili dal XVI secolo in poi.

Il patrimonio dei volumi della biblioteca, requisito a seguito delle campagne napoleoniche, e delle spoliazioni postunitarie, venne in seguito riscattato dal convento, e ricollocato negli spazi originari.

Attualmente codici e incunaboli dell'archivio storico di Monteripido, sono conservati presso la Biblioteca Comunale Augusta.

18) MUSEO CIVICO DI PALAZZO DELLA PENNA

Ai piedi della Rocca Paolina si trova il Palazzo della Penna, che ospita al suo interno il Museo Civico cittadino, composto da due mostre permanenti e occasionali mostre temporanee.

Il palazzo venne edificato nel Cinquecento, su commissione dei Della Penna, famiglia di Arcipreti.

Nei primi anni del XIX secolo venne ristrutturato e decorato con affreschi neoclassici.

L'ultimo intervento architettonico venne eseguito tra gli anni Settanta e Ottanta del XX secolo.

Palazzo della Penna

DESCRIZIONE

All'interno sono ancora visibili gli affreschi neoclassici che ornano i saloni, realizzati nel 1812 dal pittore Antonio Castelletti, oltre ad altre decorazioni di gusto tardobarocco e ottocentesco.

Nella struttura sono inglobati i resti di edifici più antichi, risalenti anche all'epoca romana.

Nei sotterranei si conservano il corridoio anulare dell'anfiteatro romano del I secolo, i resti di un tracciato viario voltato di epoca medievale cui, nel tempo, vennero sovrapposti gli edifici quattrocenteschi e tardorinascimentali.

Alla fine del XX secolo risale la scala elicoidale esterna, progettata da Franco Minissi.

Sotterranei con la galleria anulare dell'anfiteatro


Galleria anulare dell'anfiteatro romano

COLLEZIONE PERMANENTE DEL NOVECENTO

Salendo le scale si accede al primo piano, dove é possibile visitare la mostra dedicata alla pittura novecentesca, che caratterizzò gli artisti locali Gerardo Dottori e il gruppo dei Futuristi Umbri.

Altra mostra é dedicata all'Opera Unica Joseph Beuys.

Tela del 1926 di Gerardo Dottori raffigurante l'Incendio Città


Artisti dell'Accademia delle Belle Arti, realizzata nel 1901, raffigurante la Scuola di Architettura di seconda classe: Studi elementari sugli ordini architettonici, in acquarello e china su carta


Tela del Paesaggio sul Lago Trasimeno del 1931 di Gerardo Dottori
con l’impiego dell’Aeropittura


Trittico della velocità. Il via - la corsa - l'arrivo del 1925 - 1927


Crocifissione del 1928 di Gerardo Dottori


Dipinto degli anni Trenta di San Francesco e aeropittura con lago

19) PERUGIA SOTTERRANEA

Oltre ai luoghi più battuti dal turismo di massa, il capoluogo umbro cela nel sottosuolo, antiche vestigia risalenti al III secolo a.C., epoca dell'insediamento della popolazione etrusca in città, e il successivo popolamento della zona dell'acropoli a seguito della conquista romana, ad opera dell'Imperatore Augusto.

PERUGIA ETRUSCA

I primi insediamenti della città, sorsero sul colle denominato "Isola di San Lorenzo", fortificato dapprima dagli etruschi e poi dai romani, fino a costituire, con il passare dei secoli, le fondazioni sulle quali venne edificata l'odierna Cattedrale di San Lorenzo.

Ciò conferma la vocazione religiosa del luogo, consacrato alle varie divinità religiose, i cui templi si ergevano al centro della città sin dal VII secolo a.C.. Le fondazioni più antiche, risalenti al proprio al VII secolo a.C., testimoniano la presenza di un edificio sacro consacrato a Uni, divinità etrusca identificata nella Giunone romana, dea della famiglia. Al di sopra di esso, si trovano le pietre di fondazione di un tempio etrusco del II secolo a.C..

Muro etrusco di fondazione dell'antico tempio

Nel II secolo a.C., la zona sacra dell'acropoli venne delimitata da imponenti mura costituite da grandi blocchi di travertino, perfettamente intagliati in file parallele assemblate tra loro senza l'ausilio di malta.


Conci sbalzati del muro di fondazione del
tempio etrusco

Il muro s'innalzava per circa quindici metri, e durante il periodo medievale venne utilizzato come fondazione degli edifici che in seguito occuparono l'Isola di San Lorenzo.

PERUGIA ROMANA

Oltre alle fondamenta della città etrusca, nella Perugia Sotterranea é possibile ammirare i resti del decumanus maximus romano, costituito dal tipico basolato, e dai solchi lasciati sul lastricato dalle ruote dei carri.


Decumanus maximus di Perugia


Basolato del decumanus maximus

Nell'ambiente sotterraneo, si notano inoltre gli ambienti della domus romana risalente al I secolo a.C..

Della struttura sono state riportate alla luce l'impluvium, la tipica vasca romana utilizzata per la raccolta delle acque piovane, i tipici pavimenti romani realizzati in cocciopesto. Ancora oggi, i resti della domus raccontano di un drammatico evento che sconvolse Perugia: nelle pareti scavate, gli archeologi hanno rinvenuto i segni dell'incendio che distrusse la città nel 40 a.C., durante il bellum perusinum, quando questa si ritrovò al centro della guerra tra Marco Antonio e Ottaviano Augusto, venendo incendiata e ricostruita da quest'ultimo.


Ambiente della domus romana
adibito a Impluvium

Vasca principale dell'Impluvium


Foro di scarico nella vasca dell'Impluvium

PERUGIA MEDIEVALE

L'ultima sezione dell'itinerario di visita comprende i rinvenimenti archeologici di epoca medievale.

Nel Medio Evo le successive costruzioni vennero edificate lungo l'antico tratto stradale etrusco - romano, in corrispondenza del quale vennero realizzati gli edifici che sorsero nel tempo intorno alla Cattedrale. Tra questi spiccano le fondazioni di abitazioni ancora destinate ad uso privato e i resti dei palazzi destinati ad ospitare pontefici che da Roma trovarono in più occasioni rifugio a Perugia.

Differenza tra il piano stradale odierno e quello antico

Furono proprio gli edifici che nacquero durante l'età medievale ad inglobare, nelle loro fondazioni, il muro di terrazzamento dell'acropoli etrusca, trasformando l'area sacra in un luogo destinato alla conservazione di cibi e bevande.

NB. Le informazioni sui monumenti della città di Perugia, sono state estrapolate nel portale "CITTA' DI PERUGIA. Turismo e Cultura", in www.turismo.comune.perugia.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sul Museo Civico di Palazzo della Penna, sono state estrapolate dal post "Museo Civico di Palazzo della Penna", presso il portale Internet "Musei App Perugia", in www.museiapperugia.it.

NB. Le informazioni sul Museo del Capitolo, sono state estrapolate dal post "Museo del Capitolo", nel portale Internet "Museo del Capitolo - Isola di San Lorenzo", in www.isolasanlorenzo.it.

NB. Le informazioni riportate sulla Perugia Sotterranea, sono state estrapolate dal post "Perugia Sotterranea", nella sezione "I LUOGHI", nel sito www.isolasanlorenzo.it.

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