domenica 30 luglio 2023

OTRANTO: STORIA DELLA CITTA' PIU' ORIENTALE D'ITALIA DAL FASCINO ELLENICO

TERRITORIO E CONSIDERAZIONI GENERALI

Otranto, in Provincia di Lecce, è un comune di 5769 abitanti. La peculiarità del borgo all'interno del territorio nazionale, sta nella sua posizione geografica: è infatti il comune più orientale d'Italia, al cui interno ricade il Capo d'Otranto, punto più orientale della Penisola Italiana, alla cui estremità è posto il celeberrimo Faro di Capo d'Otranto, ad una distanza di appena settanta chilometri dalle coste rocciose della località di Capo Linguetta, situata in Albania. Il tratto di mare che separa il faro dalle coste albanesi, che in giornate limpide è anche possibile riconoscere all'orizzonte, prende il nome di Canale d'Otranto.

A causa della sua posizione strategica, il borgo di Otranto è stato soggetto alla dominazione di tanti popoli, tra il quali Greci, Romani, Bizantini, Ottomani, Aragonesi e Borboni, per poi entrare definitivamente a far parte del Regno d'Italia nel 1861. La sua importanza nel corso dei secoli, è rivelabile anche dall'antico nome del territorio salentino, che durante la dominazione borbonica, costituiva un territorio autonomo denominato "Terra d'Otranto", esistito anche dopo il compimento dell'Unità d'Italia nel 1861, per poi essere definitivamente sciolto a seguito della riorganizzazione delle province voluta dal Fascismo, quando il borgo entrò a far parte della Provincia di Lecce.

1) PREISTORIA

Gli scavi e le indagini archeologiche svolte nel territorio di Otranto, hanno rivelato la presenza di un antico insediamento, grazie al ritrovamento di ceramiche datate tra la fine del XIII e l'XI secolo a.C..

Il territorio otrantino ospitava numerose capanne e grotte preistoriche. Risulta pertanto lecito pensare che fosse abitato sin dagli albori della storia dell'uomo, esattamente come dimostrerebbero le pitture rupestri di epoca preistorica rinvenute all'interno della Grotta dei Cervi di Porto Badisco, purtroppo al momento non visitabili, al fine di garantire la conservazione del microclima della grotta.

2) ETA' DEL FERRO E CIVILTA' ITALICHE PREROMANE

Durante l'Età del Ferro, il territorio otrantino iniziò ad essere abitato da popolazioni autoctone del Salento, in particolare dalla popolazione preromana dei Messapi, che sono stati in grado di lasciare importanti testimonianze in tutto il territorio salentino, la più scenografica delle quali sono le imponenti Mura Messapiche di Manduria.

I Messapi si stanziarono nel territorio otrantino tra il 1200 e il 1000 a.C.. Il termine greco con cui venne identificato il territorio messapico, ossia la "Messapia", ha il significato di "Terra di Mezzo", cioè compresa tra il territorio italico occidentale, e quello ellenico orientale, identificabile con la stessa Penisola Salentina.

I Messapi furono in grado di dare vita ad una civiltà molto ben strutturata, e nel corso dei secoli fondarono varie città, tra le quali possono essere ricordate Vaste, Manduria, Muro Leccese, Alezio e Roca Vecchia, oggi importante sito archeologico, appartenente al territorio comunale di Melendugno.

3) LA MAGNA GRECIA, I ROMANI E I PRIMI CRISTIANI

Anche se spesso Otranto non viene inclusa fra le colonie greche appartenenti alla Magna Grecia, il contributo dei coloni greci nel modellare il centro storico della cittadina, si rivelò assai significativo. La cultura greca coinvolse talmente tanto gli otrantini, da influenzarne la lingua e l'odierno dialetto.

Durante la dominazione romana, Otranto si andò a costituire come un importante città portuale, da cui partivano le merci e si fabbricarono i tessuti. La cittadina giunse ad ospitare anche un'importante comunità dei primi Cristiani della Storia. I Romani rinforzarono la rete viaria messapica, ancora esistente, e lasciarono importanti testimonianze del proprio passaggio, tra cui le due basi di marmo con epigrafi latine, risalenti al II secolo, che riconducono a Lucio Aurelio Vero e all'Imperatore Marco Aurelio Antonino, probabilmente basi di due statue raffiguranti tali personaggi.

4) OTRANTO BIZANTINA

Con la fine dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 e la successiva Guerra Greco - Gotica, che oppose gli schieramenti Longobardi e Bizantini per la dominazione della Penisola Italiana, Otranto rimase per lungo tempo sotto la dominazione bizantina, iniziata già dalla fine del VI secolo.

I bizantini dotarono il centro storico di fortificazioni ben più salde, al fine di proteggersi dalle invasioni barbariche. Sotto la dominazione bizantina, Otranto raggiunse il suo periodo di massimo splendore. Il suo prestigio crebbe vertiginosamente, e si affermarono confessioni di rito greco.

Alla fine dell'XI secolo venne edificata l'Abbazia di San Nicola di Casole, cuore del monachesimo italo - greco in Puglia, in grado di conservare una grande biblioteca ricchissima di volumi. Lo splendido monastero venne purtroppo distrutto dai turchi nel 1480, e oggi non ne rimangono che scarne rovine.


Mosaico pavimentale della Cattedrale

5) NORMANNI, ANGIOINI E ARAGONESI

Alla metà dell'XI secolo, Otranto venne conquistata dai Normanni nel 1064, che succedettero ai bizantini, senza tuttavia stravolgerne l'aspetto urbanistico. Anzi, grazie ai Normanni vennero rinforzate le strutture difensive, come le mura e il Castello.

Inoltre nel 1088, proprio sotto il dominio Normanno si diede avvio all'edificazione della splendida Cattedrale. Grazie ai Normanni, Otranto divenne un'importante sede diocesana, e la Cattedrale, il simbolo stesso della città.


Cattedrale dell'Annunziata

Nel 1266, dopo aver sconfitto e ucciso Re Manfredi nella battaglia di Benevento, gli Angioini si sostituirono agli Svevi nel controllo del Regno di Napoli. Con la conquista del Regno, il Re Carlo d'Angiò s'impossesso di Otranto e dello stesso territorio salentino, senza tuttavia ricevere l'accoglienza sperata. Fatto che costò alla cittadina terribili punizioni. Nel Trecento, superati gli ostacoli che si frapponevano tra gli otrantini e i Sovrani angioini, Otranto tornò a splendere come una fiorente città portuale.

Con l'indebolirsi del governo angioino, a questi subentrarono gli Aragonesi, e nel 1447 Otranto divenne uno dei centri principali del Salento.

6) L'INVASIONE TURCA

Una volta portata a termine con successo la conquista di Costantinopoli nel 1453, e aver provocato il crollo dell'Impero Bizantino, erede dell'Impero Romano d'Oriente, i Turchi Ottomani rivolsero le proprie mire espansionistiche verso l'Italia, e la prima cittadina da conquistare al fine di poter avviare, e poi portare a compimento, la conquista della Penisola, si rivelò proprio Otranto.

Il 28 luglio del 1480, 18.000 ottomani, a bordo di una flotta che contava 150 navi, sbarcarono nella zona costiera ove si trova il tratto di costa sabbiosa, tutt'ora conosciuto con il nome di Baia dei Turchi, e si avviarono alla conquista della città.

Gli otrantini opposero strenua resistenza, ma proprio per la mancata volontà di arrendersi, i turchi riservarono a questi una morte atroce. Radunati all'interno della Cattedrale, circa ottocento otrantini, poi canonizzati da Papa Francesco, e oggi conosciuti come Santi Martiri di Otranto, furono catturati dalle truppe ottomane, al servizio del crudele Generale Acmet Pascià, trasportati sul Colle della Minerva e decapitati, su una pietra utilizzata come patibolo, oggi conservata nel Santuario di Santa Maria dei Martiri, edificato sul luogo delle esecuzioni capitali.

Appena un anno dopo gli Aragonesi riuscirono nell'intento di liberare la città, che tuttavia venne ridotta in macerie. La Cattedrale venne distrutta, così come l'antichissima Abbazia di Casole, mentre fortunatamente, il mosaico pavimentale della Cattedrale non venne danneggiato. Ricoperto di uno spesso strato di sabbia, il mosaico venne nascosto ai turchi, che non si accorsero della sua esistenza.


Faro di Capo d'Otranto

7) LA CITTA' NEL CINQUECENTO, SEICENTO E SETTECENTO

Presa dalla volontà di riscattarsi, agli albori del XVI secolo la città si rianimò: nel 1539 contava 2300 abitanti, e venne contesa dalle truppe Veneziane e Angioine.

Nel XVII secolo Otranto subì un'involuzione, a causa dell'invasione spagnola, e della peste che nel 1630 colpì il continente europeo, e in particolare l'Italia. A causa dell'emigrazione di molti cittadini, spaventati dalla minaccia di un'ulteriore incursione turca, la città perse progressivamente il ruolo strategico fondamentale che aveva fino ad allora occupato nel territorio salentino, ruolo che pian piano venne assunto dalla città di Lecce, che fiorì proprio nel Seicento, grazie all'edificazione di molte chiese e palazzi, tramite il nuovo stile del Barocco Leccese.

Nel Settecento la città visse una lenta e continua ripresa economica, basata in particolare sulla crescita del settore edilizio.

8) L'OTTOCENTO

Nel XIX secolo la campagna otrantina che circondava i Laghi Alimini, appariva squallida e deserta.

Esistevano poche masserie, l'ambiente era infestato da paludi, e i cittadini venivano costantemente esposti al rischio di contrarre la Malaria. La situazione iniziò pian piano a mutare con l'approvazione di un primo progetto di risanamento, stilato nel 1868 dall'Ingegnere Sergio Panzini. La rilevazione dell'estenzione delle superfici insalubri, comportò la bonifica di 2300 ettari di paludi, che lasciarono posto ai terreni coltivabili.

Il 12 aprile 1897 il Comune ottenne dal Demanio la concessione di una parte delle mura antiche e del fossato. In tal modo si procedette all'abbattimento di un ampio tratto delle mura, al fine di creare una strada che consentisse l'accesso al centro storico, mentre il fossato venne ricoperto di terra.

9) IL NOVECENTO

Grazie alle numerose opere di bonifica adottate, a partire dal 1936 l'annosa situazione malarica cui fu soggetto il territorio otrantino, poté dirsi definitivamente risolta.

Tra il 1954 e il 1963 vennero costruiti importanti impianti irrigui, consentendo ai piccoli agricoltori di aumentare il proprio reddito. Tuttavia, all'inizio degli anni Sessanta, a causa delle situazioni di carestia causate dai cattivi raccolti, che sempre più spesso si verificarono, molti cittadini lasciarono la propria terra d'origine per stabilirsi in Svizzera o in Germania.

Tra il 1964 e il 1974, prese avvio la vocazione turistica della città. Grazie al lavoro di molti operatori turistici, la città si trasformò in un importante centro turistico e vacanziero, in grado di ingrandire di molto la propria popolazione nel periodo estivo.

Tra il febbraio e il marzo 1991, Otranto si fece promotrice dell'accoglienza di una gran quantità di profughi albanesi, in fuga dalla dittatura di Henver Hoxha. Gli otrantini sono riusciti più di tutti, ad integrare gli immigrati albanesi nella loro comunità. Nel 1990 venne inoltre intrapreso un lungo e complesso intervento di restauro del pavimento musivo della Cattedrale, che comportò la rimozione di tutte le tessere e il ricollocamento in loco di quelle nuove. L'intervento di restauro riportò il mosaico pavimentale al suo antico splendore, esattamente come possiamo ammirarlo ora.

NB. Le informazioni storiche sulla città di Otranto sono state estrapolate dalla sezione "Cenni storici", nel portale "Città di Otranto", nel sito www.comune.otranto.le.it.

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