STORIA
Già dal toponimo è possibile comprendere le remote origini di Cottanello, piccolo centro urbano della Sabina, in Provincia di Rieti, che conserva tra i suoi vicoli e nelle immediate vicinanze, tracce significative della sua storia millenaria.
Il nome "Cottanello" deriva dal nome latino di un'importante famiglia romana del luogo, appartenente alla Gens Aurelia, ossia gli "Aurelii Cottae", famiglia di nobiltà plebea che vantava remote origini, così da ritenersi addirittura discendenti del Re Sabino Numa Pompilio, secondo Re di Roma.
Dopo la conquista della Sabina, i Romani, suddivisero il territorio in villae, ossia fondi agricoli, in cui vennero nel tempo costruiti edifici di grande pregio. La Villa degli Auelii Cottae, venne riportata alla luce attraverso scavi effettuati all'inizio degli Anni Settanta, nella zona della frazione di Collesecco, di proprietà dei coniugi Cottae, risalente al I secolo.
In questo periodo il villaggio di Cottanello, venne ricompreso dai governatori romani, all'interno del più esteso municipium di Forum Novum, corrispondente all'attuale Vescovio, dove oggi sorge lo splendido Santuario di Santa Maria della Lode a Vescovio. Le invasioni barbariche del IV secolo da un lato, e l'istituzione delle diocesi cristiane, dall'altro, comportarono il declino di Forum Novum, che si trasformò nella potente Abbazia di Farfa.
La Sabina venne invasa dalle truppe longobarde, guidate dal Re Alboino, che tra il 570 e il 900, provocarono per due volte, la distruzione dell'Abbazia di Farfa. In tal modo, il popolo sabino, iniziò a difendersi optando di risiedere nei luoghi posti sule alture, caratterizzati dal difficile accesso. E' in questo contesto, e per soddisfare tali esigenze, che nacque Cottanello.
Le prime notizie che documentano l'esistenza del centro storico di Cottanello risalgono al 1027, epoca in cui la Longobarda Susanna, figlia di Landolfo e Taxia, e moglie del Conte Sabino Attone, donò Cottanello all'Abbazia di Farfa, al fine di ottenere la remissione dei peccati terreni.
Nel 1217 nella Piana Reatina giunse San Francesco d'Assisi, e di passaggio a Cottanello, compì il miracolo di ammansire i branchi di lupi che aggredivano le persone, e rovinavano i raccolti. In questo periodo il Santo dimorò nell'Eremo di San Cataldo, per poi alloggiare in una capanna sulle pendici del Monte Lacerone, e infine raggiungere Greccio, dove darà vita al primo presepe vivente.
Nel frattempo Cottanello venne governata dalla Famiglia del "Vir Sanguinum" Raullo detto Surdus, dalla quale venne liberata nel 1263, grazie all'intervento del Papa Urbano IV, che ordinò a Giovannio Caetano Orsini di occupare il castello. Nel 1283 la Signoria del castello venne affidata al condottiero Orso Orsini.
Con gli Orsini il paese venne fortificato, e rifornito di ben tre cinte di mura. Il circuito più interno, circonda il centro storico ancora oggi. Gli Orsini non risiedettero nel paese, ma venivano rappresentati da un Podestà. Nel XV secolo Cottanello svolse un importante ruolo di mediazione, nella guerra scoppiata tra i comuni di Narni e Rieti, per il dominio del Castello di Montecalvo, e della sua rocca. La pace venne raggiunta solo nel 1498.
Nel 1799 con la fine del dominio degli Orsini, il controllo del paese passò sotto il diretto controllo della Camera Apostolica. Il paese distrutto venne lentamente ricostruito, con alte spese da parte dei cittadini che vissero in condizioni di povertà.
Nel 1860 Cottanello votò all'unanimità per l'annessione al neonato Regno d'Italia: il primo Sindaco ad essere eletto fu Alessio Finiti. Nel 1868 il Sindaco Francesco Patrioti fece abbassare di 1,50 m le mura, eliminando i merli e ponendovi le guardie. Nel 1888 venne inaugurata la Strada Provinciale di Fonte Cerro, che tutt'ora costituisce il principale collegamento con Rieti.
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
Nonostante non sia molto noto al di fuori della Sabina e dell'Umbria meridionale, Cottanello, oltre alle importanti vicende storiche trascorse, vanta uno dei più interessanti centri storici del Lazio, e tra i borghi medievali della regione, meriterebbe maggiore notorietà.
1) MARMO ROSSO DI COTTANELLO
Nell'età barocca assunse particolare rilievo il Marmo Rosso di Cottanello, detto anche Pietra Persichina, che venne impiegato anche nella costruzione della Porta del Regno, come si può notare dalla colorazione rossastra della pietra impiegata. Tale pietra, estratta dalle pendici del Monte Lacerone, che sovrasta il paese, ha un colore rosso con venature bianche e grigie, e venne molto impiegata al di fuori dei confini locali in epoca barocca, tra gli anni 1640 e 1690.
L'impiego del Marmo Rosso di Cottanello a Roma è documentato per la prima volta nel 1648, utilizzato proprio nella Fabbrica di San Pietro. Nel 1645, il Pontefice Innocenzo X Pamphilj, avviò l'edificazione della Basilica di San Pietro, affidando la direzione dei lavori a Gian Lorenzo Bernini. Secondo il progetto, l'abbellimento delle navate sarebbe dovuto avvenire con l'impiego di soli marmi, ma a causa dell'onerosità delle decorazioni, si decise di ovviare a tale problema, utilizzando altri materiali di simile colorazione. Tra questi materiali, utilizzati come surrogati, vi fu anche il Marmo Rosso di Cottanello.
Gian Lorenzo Bernini, dopo aver portato a termine la progettazione, utilizzò il Marmo Rosso di Cottanello per edificare le quarantaquattro colonne che fanno da cornice agli altari laterali della chiesa. Il marmo di Cottanello non venne utilizzato solo a San Pietro, ma anche per l'edificazione di molte altre chiese e palazzi barocchi della Capitale.
2) PORTA DEL REGNO
L'accesso al centro storico avviene attraverso la Porta del Regno, posta a nord, così denominata in quanto affacciava verso il Regno di Napoli. La porta, ricostruita nel 1572, è posta accanto all'abside della Chiesetta di San Luigi.
Attualmente principale ingresso del paese, è possibile che nel Medio Evo costituisse un ingresso secondario.
3) CHIESA DI SAN LUIGI
La Chiesa di San Luigi è posta sulla sinistra, non appena varcata la porta di accesso del borgo. Costituiva un oratorio, fatto edificare dalla Compagnia del Santissimo Sacramento, come attesta il simbolo IHS, posto al di sopra del portone d'ingresso.
E' ricavata dall'antica torre medievale posta a difesa della Porta del Regno, e fino al 1974 venne utilizzata come cimitero per i forestieri che morivano nel territorio di Cottanello.
4) ISTITUTO RINALDI
Attraversata la Porta del Regno, si trova sulla destra il palazzo che ospita l'Istituto Rinaldi. Prende il nome da Lucia Rinaldi, donna impegnata a favore dell'emancipazione femminile, che alla sua morte senza figli nel 1865, donò la sua casa al Comune di Cottanello, con il vincolo di utilizzarla per garantire l'istruzione delle ragazze del paese.
Nel 1880, il Comune esaudì i suoi desideri, ospitando nel palazzo le Suore del Preziosissimo Sangue, perché potessero garantire un'istruzione alle ragazze. In seguito ospitò l'asilo comunale, mentre oggi viene in parte utilizzato per ospitare mostre e convegni.
In cima alla salita, sulla destra dell'istituto, è posta un'arcata nella quale si aprono due caratteristici finestroni. Oltrepassando i finestroni, si giunge su Via del Corridoio, e successivamente, dopo la curva, a sinistra, dinanzi alla Casa Baronale, antico palazzo in cui risiedettero gli Orsini.
5) RESTI DI MATERIALI
Adiacente al Palazzo Baronale, è posta la Chiesa di Sant'Andrea.
Poco più avanti, incastonato nel muro, si nota quel che rimane dei resti di un sarcofago di età romana. Leggendo l'iscrizione presente sulla parete del sarcofago, ci si accorge che questo appartenne ad Emilio Paolo, bimbo della Famiglia Orsini prematuramente scomparso.
La Chiesa di Sant'Andrea venne più volte restaurata, in particolare a seguito dell'incendio del 1799 ad opera delle truppe napoleoniche. Del vecchio edificio, molto rimaneggiato dalle ristrutturazioni che si sono susseguite, rimangono l'ingresso secondario su Via Cavour, tutt'ora integro, e tracce di un finestrone romanico appartenuto al campanile.
L'interno presenta affreschi realizzati da Gaetano Pasquarelli, artista locale, tra il 1933 e il 1940. Sono presenti tre altari, coronati da dipinti raffiguranti Sant'Andrea, patrono di Cottanello, condotto sulla croce, il Cristo Crocifisso e la Madonna di Pompei.
6) STEMMI DELLA FAMIGLIA ORSINI
Addentrandosi un po' tra i vicoli di Cottanello, si potranno notare effigi di stemmi posti sulle facciate e sui portali dei palazzi gentilizi, appartenenti alla Famiglia Orsini, che governò il paese per cinquecento anni.
Nella piazza centrale è posta la rosa, simbolo degli Orsini, nell'arco del palazzo nobile, sede del Vicario. Nei pressi di Porta Romana, è uno stemma ben più articolato, composto da un emblema centrale, con due orsi laterali e due rose.
7) PORTA ROMANA
Porta Romana è la porta meridionale del paese, chiusa con una torre ben conservata. La porta, orientata verso Roma, reca in sommità lo stemma della Famiglia Orsini.
I passi delle guardie e le merlature che la ornavano, andarono perse a seguito dell'abbassamento delle mura di 1,50 m, voluto dal Sindaco Francesco Patrioti nel 1868.
NB. Le informazioni sono state estrapolate dalla pagina "Centro Storico", nella sezione "Turismo" del portale del "Comune di Cottanello", nel sito www.comune.cottanello.ri.it.






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