STORIA
Incastonato nella parete rocciosa del Monte Taleo, il Monastero di San Benedetto a Subiaco, costituisce da più di mille anni, uno dei luoghi più sacri della spiritualità benedettina: la grotta, ovvero il Sacro Speco, in cui all'inizio del VI secolo, seguendo l'esempio dei Padri Anacoreti, il giovane Benedetto da Norcia, visse da eremita.
Durante il periodo trascorso in solitudine, proprio in questo luogo, San Benedetto maturò quel carisma e spiritualità che in pochi anni lo condussero a percorrere le tappe del suo cammino, per fondare i suoi dodici monasteri, il primo dei quali, proprio sulla Valle dell'Aniene, fu il monastero sublacense.
Ancora oggi, sebbene contornata da splendidi capolavori artistici, la grotta del Sacro Speco é in grado di evocare una forte sensazione di bisogno di spiritualità e raccoglimento.
ESTERNO
Il monastero, sorge incastonato sulla roccia del Monte Taleo, a strapiombo sulla vallata sottostante: pareti, volte e scale, sono perfettamente integrate con la roccia ove è stata edificata la struttura del complesso.
Il complesso del monastero è articolato su diversi livelli, e comprende differenti ambienti e strutture, tra i quali le due chiese, superiore ed inferiore, la cella del Sacro Speco, scale, corridoi e la Cappella di San Gregorio. Il portale di accesso del monastero è costituito da un arco a sesto acuto, nella lunetta al di sopra del quale è posta la statua di San Benedetto da Norcia. Dopodiché ha inizio la salita verso il santuario, lungo un viale fiancheggiato da lecci secolari.
Giunti sul piazzale superiore, si accede all'interno del complesso monastico tramite un portale gotico, che introduce ad un ambiente finestrato, voltato a crociera, di cui l'ultima affrescata con tre effige di Papi, e un monaco dall'aspetto giovanile, forse identificato come San Benedetto.
Una porta interna sovrastata dall'affresco della Madonna con Bambino, si apre su un ambiente di passaggio, la Sala del Capitolo Vecchio, interamente coperto da affreschi. Sulla parete sinistra di questo ambiente, sono affrescati i Quattro Evangelisti, e un quinto affresco raffigura un dottore della chiesa, mentre in alto è affrescata la Madonna con Bambino e San Giovannino tra Santi.
Il Monastero di San Benedetto, composto da due chiese sovrapposte, cappelle e grotte, costituisce un monumento unico per bellezza e spiritualità. L'antico refettorio custodisce una straordinaria Ultima Cena trecentesca.
INTERNO
1) CHIESA SUPERIORE
La chiesa superiore del santuario fu l'ultima porzione di edificio ad essere costruita. L'interno è costituito da due campate irregolari, e si articola in uno spazio a navata unica, con pianta a croce latina, ma assai irregolare, a causa dell'asperità del terreno su cui sorge, ossia la roccia del Monte Taleo.
Il pavimento è in marmi pregiati, estratti dalla sottostante Villa di Nerone. La campata interna, é regolare, ed é molto più alta di quella esterna. Le due campate sono separate da un grande arco trasversale poggiante su mensole decorate con motivi a foglie, da cui partono i costoloni che si uniscono a formare la prima volta a crociera, rivolta verso l'entrata.
Sulla grande volta a crociera sono affrescati i Quattro Dottori della Chiesa, posti su cattedre gotiche, che recano nel dossale il busto di un evangelista.
La parete sinistra della chiesa è suddivisa in tre registri: in quello inferiore sono rappresentati il Tradimento di Giuda, la Fuga degli Apostoli, e ancora più a destra, dopo il pulpito, la Flagellazione.
Nel registro mediano è rappresentato il Giudizio di Pilato, una Salita al Calvario, affollata da molti personaggi. Nel registro superiore sono rappresentati la Pentecoste e i Dodici Apostoli, identificabili grazie al loro nome, rappresentati seduti, in attesa di ricevere le lingue di fuoco.
Al di sopra del grande arco che separa le due campate è posto un grande affresco raffigurante la Crocifissione, opera di un anonimo artista, convenzionalmente denominato Maestro Trecentesco del Sacro Speco. Sull'arco sono affrescati una serie di Angeli.
La parete destra reca anch'essa una serie di affreschi suddivisi in tre registri. Nel registro inferiore, in direzione dell'uscita, sono affrescate le Marie al Sepolcro, seguito dall'affresco dell'Entrata a Gerusalemme.
Nel secondo registro è affrescato Noli me tangere, ossia l'incontro di Cristo con la Maddalena, e a seguire l'Incredulità di San Tommaso. Nel terzo registro della medesima parete, sono rappresentate l'Ascensione, Tre Angeli in Festa, Maria, i Discepoli e le Pie Donne.
La seconda campata è costituita da una volta più bassa, senza costoloni.
Una serie di gradini in discesa conducono al Transetto. Nelle vele della volta sono presenti affreschi, che rappresentano San Mauro, San Gregorio Magno, San Romano, San Martino, e al centro, l'Agnus Dei. Nella parete sinistra sono collocati tre affreschi, che rappresentano San Benedetto Tentato dal Diavolo, San Benedetto che Rotola tra le Spine e San Benedetto che Prega nella Grotta.
Nella parete di fondo è un affresco, in pessime condizioni, in cui è rappresentato San Benedetto in Cattedra, insieme ad altri Santi, e membri della Famiglia Anicia. Tali affreschi sono attribuiti a pittori di scuola Umbro - Marchigiana, risalenti ai primi anni del Quattrocento.
Nella lunetta vicino l'ingresso è posto il Miracolo del Veleno, e alla sua sinistra la Guarigione del Monaco Indemoniato, opere scarsamente prospettiche. Un altro affresco raffigurante San Benedetto in Cattedra si trova nell'arco di separazione delle due campate.
Al transetto si accede attraverso gradini in pietra, costruiti durante i lavori di restauro del 1853. Ogni spazio del transetto venne affrescato da artisti di scuola umbro - marchigiana, nel XV secolo. Dinanzi alla cappella di sinistra sono presenti una Madonna con Bambino tra Sant'Onofrio e Sant'Antonio Abate, in alto San Cristoforo, mentre alla sua destra e alla sua sinistra il Redentore, che sorregge un cartello.
Sulla volta dell'ambiente sono forse affrescati i Quattro Evangelisti, sulla parete sinistra della cappella il Monastero del Monte Sinai, posto tra un Santo non riconosciuto e Santa Caterina d'Alessandria. Sulla parete di fondo è affrescata una Crocifissione, mentre a destra, una scena molto deteriorata. L'abside della chiesa superiore è scavata nella roccia, e di fianco, in un piccolo spazio rettangolare, sono affrescate tre sante, mentre sulla parete di fondo una Crocifissione. Nell'arco posto tra l'altare e le altre due cappelle di destra è affrescato San Benedetto, che osserva una colomba portata in cielo da due angeli verso Cristo Benedicente. La colomba, simboleggia probabilmente l'anima di Santa Scolastica, sorella gemella di San Benedetto, morta pochi mesi prima del fratello.
Sul lato opposto dell'arco è affrescato l'ultimo colloquio di San Benedetto con Santa Scolastica innanzi a una tavola imbandita, mentre al livello sottostante, la Comunione di Sant'Onofrio. Sulla destra è posto l'Arco di San Sebastiano. Nella prima volta a crociera del transetto sono affrescati Sant'Agostino, San Francesco, San Bernardo e San Domenico. Nella prima cappella sulla volta, sono affrescate quattro figure molto deteriorate, sulla parete sinistra la Morte di Santa Scolastica.
Sulla parete di fondo è affrescata una Crocifissione, in pessime condizioni, mentre sulla destra, la Morte di un Monaco. All'esterno della Cappella è affrescato Papa Gregorio Magno, e al di sopra di questo un Profeta. Sul successivo arco di separazione delle due campate del transetto destro, è affrescato San Giovanni Battista, e sopra Santa Caterina d'Alessandria. Nella seconda volta a crociera del transetto sono affrescati i Quattro Apostoli. Nella seconda cappella, sulla volta sono affrescati i Quattro Evangelisti, sulla parete sinistra il Martirio di San Paolo, nella parete di fondo la Madonna con Bambino tra i Santi Paolo e Pietro, mentre sulla parete destra è stata aperta una vetrata raffigurante la Madonna con Bambino, che ha compostato la perdita quasi totale dell'affresco presente.
Nella parete del transetto, dinanzi alla seconda cappella è affrescato il Miracolo dello Storpio, e di seguito, il Martirio di San Placido.
2) CHIESA INFERIORE
Alla chiesa inferiore si accede dal transetto della chiesa superiore tramite una scala, a destra della quale, sulla parete sinistra della chiesa, si trova un affresco bizantino, raffigurante il testo della bolla del 4 luglio 1202, con la quale il Pontefice Innocenzo III concesse privilegi ai monaci residenti nello Speco.
Nell'affresco tale testo appare sorretto sulla destra, dallo stesso Pontefice Innocenzo III, mentre sulla sinistra, da San Benedetto, raffigurato seduto, con l'abate romano inginocchiato dinanzi a lui. L'aureola quadrata rappresentata sulla testa del Pontefice, sta ad indicare che questo era ancora in vita nel momento in cui venne rappresentato. Al momento della sua morte, il Conxolus affrescò, sopra il testo della bolla, un ulteriore Innocenzo III, dotato di piviale rosso, palio e tiara, e una sola corona, e ricoprì l'affresco rappresentando San Benedetto.
Di seguito si apre una cappella affacciata sulle grotte di San Benedetto. Sull'arco sono affrescate immagini di Sante Martiri, tra le quali Santa Caterina d'Alessandria. Nella piccola abside che si trova sulla sinistra, scendendo le scale, è posto un affresco della Madonna di Loreto. Nella parete destra sono dipinte alcune delle scene appartenenti alla vita di San Benedetto: tra queste sono rappresentate il Miracolo del Vaglio, il Viaggio verso la Chiesa di Affile, La vestizione, il Ritiro in Orazione dentro la Grotta.
Nella campata successiva, sono raffigurati Santo Stefano, Tommaso di Canterbury e San Nicola di Bari, mentre in basso è affrescato il Funerale di San Benedetto. Nella volta è affrescato Cristo dotato di aureola cruciforme, posto all'interno di una cornice di rami e fiori, con Arcangeli, alternati ai Santi Pietro, Giovanni Evangelista, Paolo e Andrea. Nella lunetta della parete ove è riposta la porta del coro, è affrescato in alto, il Miracolo del Salvataggio di San Placido, mentre in basso il Miracolo del Falcetto, mentre al di là della porta, una Santa.
Nella parete di fondo sono affrescati l'Offerta del Pane, il Pane avvelenato sottratto al corvo, in alto Cristo benedicente tra gli Angeli con San Benedetto e Santa Scolastica. Nella volta, insieme a Papi, Vescovi e monaci Santi, sono raffigurati San Benedetto, San Gregorio, San Silvestro, San Lorenzo e altri Santi dell'ordine. Sulla sinistra in prossimità dell'ingresso che conduce all'interno della Grotta della Preghiera, è affrescato Cristo benedicente tra gli Angeli.
Nel Sacro Speco è posta una statua marmorea raffigurante un giovane San Benedetto in preghiera, e nelle vicinanze, il cestino di un monaco romano. L'affresco venne realizzato da Antonio Raggi nel 1657, allievo di Gian Lorenzo Bernini. Nella parete posta al di sopra dell'ingresso è affrescato Cristo benedicente tra gli Angeli. La Scala Santa, fatta costruire dall'Abate Giovanni V, costituisce l'antico accesso alla chiesa inferiore.
Sulla parete sinistra della scala che scende nella chiesa inferiore, è affrescato l'Incontro dei Tre vivi e dei Tre morti, mentre sulla parete destra la Cavalcata della Morte. Sulla lunetta di fronte è affrescato il Battesimo di Cristo. Di seguito è posta la Cappella della Madonna del XIV secolo. Nella volta sono affrescati medaglioni, con all'interno San Giovanni Battista, San Lorenzo, Santo Stefano ed altri Santi, insieme ai busti dei Profeti.
Sull'arco a sinistra è affrescato Sant'Onofrio, e a destra San Giovanni Battista. Nella volta a crociera, sono affrescate l'Annunciazione, l'Incoronazione, la Presentazione al Tempio e la Madonna del Perdono.
Sulla parete sinistra sono affrescate la Natività e l'Adorazione dei Magi. Sulla parete di fondo del registro superiore, è affrescata la Madonna in Trono tra gli Angeli, a sinistra Papa San Gregorio Magno e a destra Papa San Silvestro. Nel registro inferiore sono affrescati San Placido, San Mauro, una Crocifissione con la Madonna e San Giovanni, San Benedetto.
Sulla parete destra, al registro superiore è affrescata la Madonna in Trono con Gesù tra angeli musicanti, mentre nel registro inferiore la Dormitio Virginis. Sul costolone dei sottarchi della volta d'ingresso, sono affrescate Sant'Anatolia, la Strage degli Innocenti e la Fuga in Egitto.
Risalendo sulla sinistra, una scala a chiocciola conduce alla Cappella di San Gregorio, ambiente di piccole dimensioni, absidato, e con volta a crociera non dotata di costoloni. Nell'atrio è posto un affresco del Conxolus, raffigurante Santa Chelidonia, eremita benedettina vissuta nella Grotta di Morra Ferogna nel XIII secolo.
A destra della finestra, è riposto un pannello su cui è affrescato San Francesco d'Assisi, che reca in mano una carta con su scritto PAX HUIC DOMUI, e ai suoi piedi un monaco con tonaca rossa. L'autore che eseguì la rappresentazione, conosciuto con l'appellativo di "Maestro di Frate Francesco", è noto per essere riuscito ad imprimere grande intensità spirituale all'affresco. L'opera risale ad un'epoca precedente al 1224, dato che al Poverello di Assisi non sono state disegnate né le stimmate, né l'aureola, segno che il Santo era ancora in vita.
A sinistra della finestra, è posto un affresco, eseguito dallo stesso autore, che raffigura il Cardinale Ugolino, Vescovo di Ostia, nominato poi Papa con l'appellativo di Gregorio IX, rappresentato nell'atto di consacrare la Cappella di San Gregorio Magno.
Dello stesso artista è ancora l'affresco raffigurante San Gregorio e Giobbe piagato e afflitto. Nella zona sottostante l'affresco è raffigurato il Salvatore benedicente con ai lati San Pietro e San Paolo. Nella volta sono affrescati i simboli dei Quattro Evangelisti e quattro cherubini, risalenti ai primi anni del Duecento.
A destra della finestra è raffigurata la Pietà, fatta risalire al Quattrocento, attribuita forse ad Antoniazzo Romano.
NB. Le informazioni riportate sono state estrapolate dal testo "Monastero del Sacro Speco o Monastero di San Benedetto - Subiaco (RM)", nella pagina "I luoghi del silenzio. La memoria è il solo strumento che cancella il tempo", nel sito www.iluoghidelsilenzio.it.









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