mercoledì 26 luglio 2023

VIGNANELLO: TERRA DI CONFINE TRA L'AGRO FALISCO E LA TUSCIA VITERBESE

STORIA

I primi insediamenti umani nel territorio di Vignanello, in Provincia di Viterbo, risalgono al Paleolitico, epoca in cui le grotte naturali che si aprono al di sotto della rupe tufacea ove si erge il centro storico, offrirono riparo ai primi abitati della zona.


Centro storico di Vignanello, visto dalla
passeggiata che circonda la rupe tufacea

Grazie agli scavi effettuati su commissione di Antonio Ruspoli, settimo Principe di Cerveteri, si è riusciti a riportare alla luce, nei primi venti anni del XX secolo, tracce urbanistiche e reperti archeologici che hanno consentito agli storici e agli studiosi, di considerare Vignanello non tanto come un centro di origine etrusca, quanto come un insediamento fondato dai Falisci, quindi ricompreso anch'esso nel territorio dell'Ager Faliscus. L'antico centro urbano di Vignanello sorse ove si trova ora il pianoro del Molesino, mentre la necropoli era ubicata nella valle del Fosso della Cupa. I reperti storici rinvenuti, sono visitabili a Roma, presso il Museo Etrusco di Villa Giulia.


Antichi insediamenti Falisci scavati nel tufo,
nella zona sottostante la rupe tufacea su cui si erge il centro storico di Vignanello

Alcune fonti storiche, nel riportare le possibili ipotesi sull'origine del nome del paese, concordano sull'avvenuta fondazione dell'insediamento da parte dei Romani. Vignanello sarebbe stato fondato dai Romani, rifugiatisi nei boschi dei Monti Cimini a seguito dell'invasione dei Visigoti di Alarico, e del Sacco di Roma del 410. Il maggior esponente del borgo era il Giulianello, nome che nel tempo sarebbe mutato in Vignanello.


Scorcio del centro storico di Vignanello
dalla piazza principale del paese

La prima menzione ufficiale del borgo, si fa risalire al 604 nella frase "oliveto in feudo julianelli", atto con cui il Pontefice Gregorio Magno donò la proprietà del borgo in feudo alla basilica vaticana. Durante il Medio Evo e il Rinascimento la proprietà del feudo di Vignanello, passò di mano in mano fra diversi Signori.

Nel biennio 1081 - 82 divenne proprietà dei monaci benedettini, che lo resero un castello fortificato. A questo periodo viene fatta risalire la fondazione del Castello. Nel 1169 il borgo entrò a far parte dei possedimenti dell'Imperarore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa, oltre che del territorio di Viterbo. Dopo l'avvicendarsi al governo di famiglie feudatarie tra le quali i Prefetti di Vico, gli Orsini e gli Aldobrandini, il paese tornò sotto il diretto controllo della Santa Sede.

A partire dal 1435 venne donato in feudo alla Congregazione dell'Ospedale del Santo Spirito in Saxia, per poi essere a sua volta venduto a Beatrice Farnese nel 1534. L'ultima famiglia feudataria di Vignanello furono i Principi Ruspoli - Marescotti, fino a quando nel 1816, il Pontefice Pio VII li costrinse ad abbandonare il feudo. Nel 1870, insieme a Roma e al Lazio, entrò a far parte del Regno d'Italia.


Fontana monumentale in pietra nel
centro storico

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) CASTELLO RUSPOLI

Conosciuto anche con il nome di Palazzo Ruspoli, il Castello Ruspoli sorge nella zona più orientale del borgo di Vignanello, e ospita al suo interno uno dei più importanti giardini d'Italia. Il giardino venne costruito nel 1611, per volontà di Ottavia Orsini, figlia di Giulia Farnese e Vinicio Orsini, famoso per essere stato l'ideatore del Parco dei Mostri di Bomarzo.

Secondo alcuni storici, il Castello sorge sulle fondamenta di una rocca medievale fortificata. I primi documenti storici che ne attestano l'edificazione, risalgono all'847. La rocca venne profondamente trasformata durante il pontificato di Leone IV, divenendo un convento ove vennero ospitati i Benedettini.

Nel 1531 il Pontefice Clemente VII Medici, donò la proprietà del Castello in feudo a Beatrice Farnese, che divenne la prima feudataria di Vignanello. Con la salita al soglio pontificio di Papa Paolo III Farnese, alla morte di Beatrice la proprietà del Castello venne riconfermata alla figlia Ortensia, sposata a Sforza Marescotti. Il feudo venne elevato a contea. Nel XVII secolo vennero creati i giardini all'italiana, realizzati per volere di Ottavia Orsini.


Visuale esterna del Castello Ruspoli

DESCRIZIONE

Il Castello si articola internamente in tre zone: Piano Terra, Primo Piano e Giardini.

Al Piano Terra è possibile visitare la Cappella di Santa Giacinta Marescotti, il pozzo ove compì il primo miracolo e la Sala d'Armi. Il piano superiore è ripartito in stanze che ospitano quadri e affreschi, ove sono illustrati i personaggi più importanti della famiglia. Suggestivo è l'arredo dei vari ambienti, che conservano il fascino dell'epoca.

La principale sezione del Castello è rappresentata dai meravigliosi Giardini. Il giardino del Castello Ruspoli è composto da quattro aree: il Giardino di Verdura, il Giardino Segreto, il Barchetto e il Barco. Il Giardino di Verdura è sicuramente la sezione più caratteristica. E' suddiviso in dodici praterie di bosso, che si mostrano al visitatore perfettamente squadrate e allineate fra loro. Al centro del giardino è posta una vasca con fontana, circondata da quattro balaustre in peperino di forma arcuata.

2) CHIESA COLLEGIATA DI SANTA MARIA DELLA PRESENTAZIONE

La Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione, venne edificata tra il 1710 e il 1723, per volere del Principe Francesco Maria Ruspoli, feudatario di Vignanello. Progettata dall'Architetto romano Giovan Battista Contini, venne edificata sotto la direzione dell'Architetto genovese Giovan Battista Gazzale.

Venne consacrata nel 1725 da Papa Benedetto XIII. La facciata è caratterizzata dagli ordini tuscanico e ionico sovrapposti, sormontati da un timpano.


Facciata della Chiesa Collegiata di Santa
Maria della Presentazione

INTERNO

Molto interessante dal punto di vista artistico è l'interno, a navata unica, coperta con volta a botte. Nelle murature laterali della chiesa, si aprono sei cappelle, tre per lato, mentre in fondo alla navata è riposto l'abside semicircolare, ornata dalla splendida opera Gloria di Angeli, realizzata in stucco dorato, ove è racchiusa una piccola tela di Annibale Carracci, raffigurante la Madonna con Bambino.


Interno a navata unica della Chiesa di
Santa Maria della Presentazione

La Gloria di Angeli è composta da una tribuna che racchiude il quadro della Madonna con Bambino.

L'opera, benedetta dal Cardinale Michelangelo Conti, futuro Papa Innocenzo XIII, e donata dal Principe Francesco Maria Ruspoli alla popolazione vignanellese, venne collocata al centro della Gloria, ove si trova tutt'ora, il 4 novembre 1724.

La tribuna della Gloria venne realizzata da Giuseppe Ricciardi, mentre gli altri stucchi vanno attribuiti al Bernasconi. Le dorature vennero eseguite da Giovanni de Angelis e Giuseppe Calamari.


Gloria di Angeli, realizzata in stucco dorato da
Giuseppe Ricciardi, che racchiude una piccola tela della
Madonna con Bambino, ivi inserita nel 1724

Contrapposta alla Gloria è la cantoria seicentesca, anche in questo caso decorata da splendide sculture in legno e stucco, che incornicia l'organo del XIX secolo, realizzato da Angelo Morettini da Perugia.

Tra le decorazioni dell'organo, si nota la particolare ricorrenza del muso di un cagnolino. Si tratta del cane di Francesco Maria Ruspoli, fondatore della chiesa.


Organo del XIX secolo, in controfacciata,
realizzato da Angelo Morettini da Perugia

Le prime due cappelle laterali sono dedicate a San Biagio e Santa Giacinta Marescotti, Santi Patroni di Vignanello. Nella Cappella di Santa Giacinta è riposto il monumento funebre al Cardinale Giuseppe Marescotti, contenente la reliquia del suo cuore, per espresso volere testamentario. Dinanzi alla Cappella di San Biagio, sul pavimento della chiesa, è visibile l'unica botola rimasta, comunicante con gli ossari sottostanti. Prima dei restauri ve ne erano sei.

3) CHIESA DELLA MADONNA DEL PIANTO

Domenico Annesi, cittadino di Vignanello, aveva l'abitudine di far dipingere l'immagine della Madonna sopra la porta delle sua proprietà, e ne fece dipingere una anche su un muro: l'immagine di Maria Santissima in atto di piangere con il Figlio sulla destra.


Esterno della Chiesa della Madonna
del Pianto, a pianta circolare

Il 19 maggio 1757 avvenne un miracolo: un uomo, mentre si recava a fare visita alla Madonna, come di sua consuetudine, recuperò la vista e, diffusasi la notizia, il popolo accorse numeroso, ravvivando la devozione. Le offerte dei vignanellesi aumentarono considerevolmente, e ciò diede inizio, molto tempo dopo, ai lavori per l'edificazione della chiesa.

Nel 1782 venne istituita la Congregazione della Madonna del Pianto e, l'immagine della Madonna venne trasportata all'interno della sagrestia, ove è tutt'ora riposta. Il 1 Settembre 1785, la Congregazione istituì la ricorrenza della Madonna del Pianto.

NB. Le informazioni storiche su Vignanello, sono state estrapolate dal post "VIGNANELLO. Il borgo cimino del vino", nella pagina internet "INAGROFALISCO", nel sito www.inagrofalisco.it.

NB. Le informazioni sul Castello Ruspoli e i Giardini, sono state estrapolate dai post "Castello Ruspoli a Vignanello" e "I Giardini del Castello Ruspoli a Vignanello", nella pagina di internet "Lazio Nascosto", in www.lazionascosto.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione, sono state estrapolate dal post "ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO VIGNANELLO - Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione" nella pagina della PRO LOCO VIGNANELLO, in www.prolocovignanello.org.

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