giovedì 26 ottobre 2023

VALLO DI NERA: BORGO MEDIEVALE DELLA VALNERINA, TRA I MEGLIO CONSERVATI DELL'UMBRIA

 STORIA

Vallo di Nera, in Provincia di Perugia, é uno dei più pittoreschi e meglio conservati borghi medievali dell'Umbria, posto su una bassa collina a 467 m.s.l.m. nelle vicinanze del corso del Fiume Nera, da cui prende il nome.

Alcune testimonianze archeologiche rinvenute nella zona, fanno risalire le origini dell'insediamento all'VIII secolo a.C.. Poche notizie ci sono pervenute sul periodo della dominazione romana, cui deriverebbe il primitivo nome del borgo, Castrum Valli, ossia "castello fortificato". Il primitivo Castello venne distrutto nel 1216, ad opera del Comune di Spoleto.

Nel settembre del 1217 Giacomo Capocci, Podestà di Spoleto, concede agli abitanti di Vallo la facoltà di erigere un Castello sotto la sua Signoria, offrendo in cambio protezione e difesa. Fu così che, una volta terminata l'edificazione del centro abitato, questo entrò a far parte del contado spoletino.

Nel 1255 il Comune di Vallo di Nera si pose a capo della rivolta organizzata dai Comuni della Valnerina contro Spoleto. La rivolta vide il Podestà, Petrone da Vallo, allearsi con il vicino Pizzocco Brancaleoni di Scheggino. In seguito, lo stesso Petrone mise a ferro e fuoco il proprio paese di origine, al punto che Spoleto si vide costretta ad inviare il proprio Governatore Alfonso da Cadorna, al fine di placare la rivolta. Come rappresaglia, il 9 Settembre 1522, nei pressi del ponte di Piedipatrerno, l'esercito di Petrone sbaragliò i soldati spoletini e trucidò il Governatore.

Messo in fuga dagli spoletini, Petrone si rifugiò insieme a suo figlio in un casolare. Nonostante ciò, i due vennero presto scoperti e arsi vivi al suo interno. Il suo cadavere, venne portato a Spoleto come trofeo, con le mani mozzate appese al collo. Nel 1527, anno del Sacco di Roma da parete dei Lanzichenecchi di Carlo V, le truppe di Sciarra Colonna giunsero in Valnerina e ne saccheggiarono ripetutamente i Castelli. Il passaggio delle truppe imperiali, comportò la diffusione della peste nella popolazione.

Nonostante le devastazioni delle truppe imperiali e la peste, il borgo seppe rinascere dalle sue ceneri in poco tempo. A partire dall'Unità d'Italia, il borgo ha ufficialmente aggiunto al suo toponimo l'appellativo "di Nera", in riferimento al fiume che scorre nelle immediate vicinanze.

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

Nonostante Vallo di Nera conti pochi residenti, può essere considerato un borgo di assoluto valore sia naturalistico, per gli splendidi panorami che offre questo angolo di Valnerina, che artistico, per la presenza di veri gioielli artistici e architettonici, come la Chiesa di Santa Maria e la Chiesa di San Giovanni Battista. Tali sono le motivazioni che hanno spinto gli esperti a includere il borgo nelle liste de "I Borghi più Belli d'Italia" e delle Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, quest'ultima volta a premiare la presenza di servizi di qualità destinati ai viaggiatori e ai turisti.


Porta di accesso al borgo medievale
di Vallo di Nera


Cinta muraria medievale


Piccola Chiesa di Santa Caterina
d’Alessandria


Arco in pietra nel centro storico


Vicolo in salita del centro
storico


Vicolo del centro storico


Vicolo del centro storico sormontato
da un arco in pietra


Porta di accesso al centro storico
a tutto sesto

1) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Chiesa di Santa Maria Assunta, principale monumento artistico, viene menzionata in un documento conservato nell'Archivio Capitolare di Spoleto, risalente al 1176. La chiesa venne ingrandita a partire dal 1273, mentre nei dintorni del complesso, a partire dal 1400, si sviluppò il borgo di Santa Maria.

Nel 1652, sotto il pontificato di Papa Innocenzo X Panphilij, il tetto della chiesa venne abbassato, e l'edificio venne nuovamente consacrato a Santa Maria Assunta. Con la demolizione delle strutture barocche, vennero riportati alla luce gli splendidi affreschi che ancora oggi la caratterizzano, rendendola una delle chiese medievali più belle dell'Umbria. Danneggiata dal terremoto del 2016, é tornata visitabile nel 2019.

ESTERNO

L'esterno presenta una facciata edificata in pietre conce, ripartita in un ordine inferiore, caratterizzato da un portale ogivale a strombo dotato di colonnine sovrastate da capitelli fogliati, e dal rosone circolare composto da dodici archetti. Il campanile é stato ottenuto tramite il riutilizzo di una delle torri incorporate nella cinta muraria medievale.


Esterno della Chiesa di Santa Maria Assunta

La cuspide campanaria racchiude tre campane di bronzo, suonate a mano e con i piedi in occasione delle ricorrenze festive, la maggiore delle quali risalente al XIV secolo. Una porta sulla sinistra permette di accedere all'ex convento, sul cui portale é visibile un affresco raffigurante le Stimmate di San Francesco. Infondo al braccio d'ingresso del chiostro, sono visibili due affreschi entrambi attribuiti al Maestro di Eggi, raffiguranti San Cristoforo e Sant'Apollonia.


Portale principale della chiesa, impreziosito
da una cornice in pietra a sesto acuto
a fasci di colonnine


Capitelli che sovrastano la cornice del portale
a fasci di colonnine


Chiostro della Chiesa di Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno della chiesa si presenta a navata unica, con copertura a capriate.


Interno a navata unica della Chiesa di Santa
Maria Assunta

Nella parete di sinistra, a partire dall'ingresso verso l'abside, é un affresco raffigurante Santa Lucia trascinata dai buoi, realizzato da Cola di Pietro da Camerino. La Santa deve essere trascinata verso il patibolo dai buoi, che però non riescono a smuoverla.


Affresco di Cola di Pietro da Camerino,
raffigurante Santa Lucia trascinata dai buoi

Segue l'Annunciazione, opera di uno sconosciuto Maestro umbro degli inizi del XV secolo, raffigurante la Vergine racchiusa entro un'architettura a forma di edicola, con un arco trilobato sul fronte e, al di sopra, un angelo con la mano che benedice l'Eterno.


Affreschi degli inizi del XV secolo di uno
sconosciuto maestro umbro, raffiguranti
la Vergine racchiusa entro un’architettura a forma di
edicola, con un arco trilobato sul fronte e un angelo
che con la mano benedice l’Eterno

C'é poi la raffigurazione della Madonna della Misericordia, risalente al XV secolo, con due angeli che sorreggono il mantello della Vergine, sotto cui cerca protezione il popolo. Gli uomini sono raffigurati sulla sinistra, le donne sulla destra.


Sulla sinistra, affresco del XV secolo, raffigurante
la Madonna della Misericordia, con due angeli che
sorreggono il mantello della Vergine, sotto cui cerca
protezione il popolo

Proseguendo si scorge Santa Caterina d'Alessandria, incoronata, con la palma e la ruota a raffi, accanto a San Francesco con le stimmate e la Regolae di San Gabriele Arcangelo, tutti risalenti alla prima metà del XIV secolo.

Il successivo altare é decorato da affreschi realizzati nel 1602, raffiguranti l'Eterno sul timpano, l'Annunciazione nell'arco, due stemmi della Famiglia Angeletti nel sottarco e, al centro, l'Immacolata. Ivi posizionato é inoltre un crocifisso ligneo del XVII secolo.


Altare decorato con affreschi del 1602 raffiguranti
l’Eterno, sul timpano, l’Annunciazione, sull’arco,
due stemmi della Famiglia Angeletti, nel sottarco e
l’Immacolata al centro

Dopo l'altare, nel registro superiore é raffigurata la Madonna in Trono, affresco risalente al XV secolo, mentre un ulteriore affresco del 1452, rappresenta San Bernardino affiancato da due donatori.


Affresco raffigurante, nel registro superiore di destra,
la Madonna in Trono (XV secolo) mentre, a sinistra,
San Bernardino affiancato da due donatori (1452)

Nel registro inferiore, sempre da sinistra verso destra, sono invece rappresentati: un Beato Francescano del XIV secolo; una Madonna del Latte tra San Gregorio Magno e San Girolamo del XVI secolo; una Madonna del Latte del 1435 attribuita al Maestro di Eggi; una Madonna in Trono; Santa Caterina d'Alessandria frammentario e Santa Barbara, sempre affini al Maestro di Eggi; Santa Cristina del XV secolo; un San Michele Arcangelo frammentario; una Madonna in Trono del XIV secolo, e un'ulteriore Madonna in Trono di autore ignoto del XV secolo.


Affresco del XV secolo raffigurante,
nel registro superiore, San Michele Arcangelo,
Madonna in Trono e un Beato Francescano

Sull'arco sono raffigurati San Leonardo, in alto e Sant'Antonio Abate, in basso. L'abside e il presbiterio sono decorati con affreschi attribuiti a Cola di Pietro da Camerino e Francesco di Antonio del 1383.

Al di sopra dell'altare maggiore é posto il Tabernacolo della Crocifissione, il cui crocifisso é una copia dell'originale, andato trafugato.

Il presbiterio si distingue in tre differenti settori, tutti affrescati. Sul lato sinistro del presbiterio, ci sono tre ordini di affreschi. Sull'ordine superiore é affrescata la Dormitio Virginis, con la Madonna in fin di vita attorniata dai dodici apostoli, cinque angeli che ne cantano le lodi, mentre altri quattro la elevano verso una corona di luce. In basso é raffigurato Sant'Antonio da Padova e Madonna in Trono tra i Santi Cristina e Francesco d'Assisi.

E' inoltre raffigurata la Fuga in Egitto, con due angeli mentre guidano San Giuseppe con un bastone appoggiato sulla spalla, mentre Maria cavalca un asinella spronata da un garzone.

Sull'arco al di sopra dell'abside, si trovano gli Angeli musicanti con i resti di un affresco dell'Incoronazione della Vergine. In alto, nell'abside, é affrescata l'Annunciazione. Nel registro superiore dell'abside é affrescata la Natività, con Maria raffigurata distesa accanto al Bambino avvolto in fasce. Al di fuori della capanna, si trovano San Giuseppe, in atteggiamento pensieroso, e due donne intente a bagnare il neonato. Un angelo sovrasta la scena per annunciare la Natività ai pastori. Sulle nubi Angeli in preghiera e, in basso, Adorazione dei Magi.

Nel registro inferiore dell'abside sono raffigurati: San Giovanni Battista; Santa Cristina; San Lorenzo. Una Crocifissione con Maria e Giovanni seduti ai piedi della croce, con tre angeli che raccolgono il sangue di Cristo. Sono inoltre raffigurati San Giacomo; Santa Caterina d'Alessandria e San Bartolomeo.

Nel lato destro del presbiterio, sono raffigurati, nel registro superiore, Stimmate di San Francesco d'Assisi; Predica agli Uccelli di San Francesco d'Assisi. Nel registro inferiore é rappresentata la Flagellazione di Cristo. Nelle vele della crociera, sono i tondi raffiguranti i Padri della Chiesa. Nel sottarco sono raffigurati Cristo, i Patriarchi e i Profeti mentre, nell'intradosso dell'arco, sono raffigurati Sant'Antonio Abate, sulla sinistra e San Leonardo, sulla destra. Sull'arco é raffigurato San Cristoforo.


Affresco del lato destro del presbiterio distinto
in ordini sovrapposti. Nell’ordine superiore
Stimate di San Francesco d’Assisi e, in basso,
Predica agli Uccelli di San Francesco d’Assisi.
Nel registro inferiore, Flagellazione di Cristo

Nella parete destra, a partire dall'altare maggiore si notano: la Madonna con i Santi Pietro, Paolo, Giovanni Battista, Giacomo, Michele, Anna, Giuliano e altre figure frammentarie, opere di Cola di Pietro. In basso é affrescata la Processione della confraternita dei Bianchi, realizzato dallo stesso Cola di Pietro nel 1401.

Dopo la seconda finestra sono presenti affreschi che raffigurano: Sant'Antonio Abate; Sant'Urbano V Papa. Di seguito si notano una Madonna in Trono della metà del Quattrocento, che porta sulle ginocchia il Bambino con un passerotto. A fianco sono presenti Santa Chiara e Santa Maria Egiziatica, coperta da lunghi capelli.

Sulla destra del suddetto affresco é posto un ulteriore gruppo di affreschi raffigurante un frammento di una Madonna, nel registro superiore, risalente al XV secolo; la Madonna del Latte, San Rocco e San Sebastiano, realizzato nel 1486; San Pietro Martire pugnalato da eretici carnefici del 1486. Nel registro inferiore si trovano la Madonna in Trono con Bambino; Sant'Urbano V Papa; San Pietro Martire; frammento di una Madonna e Trinità con tre volti che reca in mano un libro e Sant'Antonio da Padova entro un'edicola, risalente al XVI secolo.

E' inoltre presente una tempera su tavola del XII - XIII secolo raffigurante un Cristo Trionfante, raffigurato con occhi aperti e piedi non sovrapposti. Ai lati sono riposti la Madonna e San Giovanni. Il Cristo é dipinto su fondo azzurro, colore dell'immortalità.


Tempera su tavola sovrastante l’altare maggiore,
risalente al XII - XIII secolo, raffigurante Cristo
Trionfante con occhi aperti e piedi sovrapposti, con ai
lati la Madonna e San Giovanni

NB. Le informazioni storiche sul borgo di Vallo di Nera, sono state estrapolate dal post "Castello di Vallo di Nera (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria - Vallo di Nera (PG)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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