lunedì 23 ottobre 2023

CONFIGNI: TERRA DI CONFINE NELLA CAMPAGNA SABINA

 STORIA

Il centro abitato di Configni, Comune di 581 abitanti nella Provincia di Rieti, al confine con l'Umbria, venne fondato nel X secolo sul confine tra il Comitato di Sabina e quello di Narni, del quale inizialmente fece parte. Lo stesso toponimo é indicativo della caratteristica del Castello, da sempre luogo di confine tra differenti amministrazioni.

La prima menzione di Configni, viene fatta risalire alla bolla pontificia emanata da Papa Benedetto III nell'856, che si riferisce alla località con l'appellativo di "pietra di Configni". Durante il pontificato di Giovanni X, nel biennio 898 - 900, il paese divenne possedimento dell'Abbazia di Farfa. Tale donazione venne confermata nel 1027 ad opera della principessa longobarda Susanna, moglie del Conte sabino Attone.

Nella seconda metà del XII secolo, Configni entrò a far parte dei possedimenti dello Stato Pontificio, cui dovette corrispondere un censo annuo di 50 soldi. Nella prima metà del Duecento entrò a far parte del contado del Comune di Narni, al quale giurò fedeltà, impegnandosi ad offrire un cero dal peso di due libbre come tributo in occasione della festa di San Giovenale.

Nel 1401 Papa Bonifacio IX Tomacelli, scorporò Configni dal contado di Narni e lo donò a suo fratello, Andrea Tomacelli, che lo detenne per breve tempo. Tra il 1410 e il 1415 il paese venne concesso in feudo a Francesco Orsini, cui venne accorpato il Castello di Lugnola. I due castelli rimasero di proprietà degli Orsini fino al 1452. Con la morte di Francesco, i Castelli di Configni e Lugnola vennero ereditati dall'Arcivescovo di Taranto Marino Tomacelli e dai suoi fratelli, tra i quali lo stesso Pontefice.

Nel 1525 il censo per il governo di Configni fu corrisposto dal Duca di Gravina Giovanni Antonio Orsini, che a partire dal 1530, aggiunse ai suoi possedimenti anche il feudo di San Gemini. Nel 1539 Ferdinando Orsini e suo fratello Giovanni emanarono gli statuti comunali, tutt'ora conservati nell'archivio comunale. Dopo una breve parentesi temporale, che vide il feudo di Configni passare sotto il controllo del Marchese di Riano Paolo Emilio Cesi, il paese tornò a far parte dei possedimenti di Giovanni Antonio Orsini a partire dal 1609, periodo in cui i Duchi erano in possesso anche dei feudi di Nerola, San Gemini e Scandriglia.

Gli Orsini mantennero la proprietà del feudo di Configni fino al 1708, anno in cui il Pontefice Clemente XI, lo ricomprese insieme alla frazione di Lugnola nel territorio di Spoleto. Nel 1861 entrò a far parte del Regno d'Italia, appartenendo alla Provincia di Perugia fino al 1923, quando venne ricompreso nella Provincia di Roma, nel Lazio. Solo a partire dal 1927 entrò definitivamente a far parte della Provincia di Rieti, cui é compreso tutt'ora.


Mura medievali di Configni


Porta di accesso settentrionale
al centro storico


Intradosso della porta di
accesso al borgo

MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE

1) CHIESA DI SAN SEBASTIANO

La Chiesa di San Sebastiano é localizzata al di fuori delle mura del centro storico.

Venne edificata nel XVI secolo e presenta una struttura a navata unica chiusa, nella parte terminale, da un'abside affrescata raffigurante Dio Padre benedicente tra angeli musicanti nella calotta mentre, nel tamburo della cupola, é raffigurato il Santo titolare.

2) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO

La principale attrazione turistica del borgo, che caratterizza il centro storico rendendolo inconfondibile al viaggiatore, é la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo risalente al XV - XVI secolo.

La facciata dell'edificio non presenta elementi di particolare pregio artistico, ed é ornata da un semplice portale rinascimentale impreziosito, nella parte superiore, da una formella. In alto al centro, si apre un finestrone circolare in grado di far entrare la luce all'interno della struttura.


Semplice facciata della Chiesa di
Santa Maria Assunta

INTERNO

L'interno si presenta in un tipico stile tardo barocco, a navata unica. Le pareti della chiesa sono decorate con tele ed affreschi di pregevole fattura.


Interno in stile barocco, a navata unica,
della Chiesa di Santa Maria Assunta

Sulla sinistra dell'ingresso é presente una teca, sormontata da un baldacchino ove é collocata la statua raffigurante Gesù Bambino. Nel primo altare a sinistra é posta una statua di Sant'Antonio da Padova.

Di seguito é riposto un organo proveniente dal Monastero di San Paolo di Spoleto.

Nel secondo altare a sinistra é posto un affresco raffigurante la Madonna in trono con Bambino tra angeli e oranti, risalente al 1501.

Sulla sinistra del presbiterio, é riposta una tela raffigurante la Morte di San Giuseppe. L'altare, proveniente dalla scomparsa Chiesa di San Gregorio Magno, venne recuperato e qui trasferito ad opera degli Orsini.


Tela alla sinistra del presbiterio
raffigurante la Morte di San Giuseppe

Nella zona retrostante l'altare maggiore é posta una splendida macchina lignea, intagliata e impreziosita da inserti in oro zecchino. Al centro sella stessa macchina, si trova il trittico dell'Assunzione tra San Gregorio Magno e San Candido. La volta della chiesa é affrescata con l'Annunciazione.


Macchina lignea, intagliata e impreziosita da
inserti in oro zecchino


Pala d'altare maggiore raffigurante l'Assunzione
tra San Gregorio Magno e San Candido

Sulla destra del presbiterio si trova la tela raffigurante la Madonna in trono con Bambino coronata da cherubini e contornata da oranti mentre, sul livello inferiore, sono raffigurati Sant'Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia.


Tela della Madonna in trono con Bambino coronata da
cherubini e contornata da oranti. Al livello inferiore sono
raffigurati Sant'Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia

Nel secondo altare a destra é posto un Crocifisso di buona fattura mentre, nell'altare che segue, é riposta entro una teca la statua della Madonna del Carmelo.

Il primo altare sulla destra é sovrastato da una tela raffigurate Sant'Antonio Abate. Il dipinto raffigura il Santo, affiancato da un maiale di grandi dimensioni, che ha sostituito il solito maialino, mentre sulla destra la campanella. Il Santo é raffigurato mentre reca in una mano il bastone pastorale e, nell'altra, un fuoco, simbolo che lo identifica come protettore dei malati del Fuoco di Sant'Antonio.

Dinanzi all'altare é riposta una formella raffigurante la Crocifissione e una statuetta di San Rocco. In una piccola cappella sulla destra dell'ingresso, é riposto un fonte battesimale di buona fattura del 1514.

NB. Le informazioni storiche su Configni, sono state estrapolate dalla post "Castello di Configni - Rieti", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni storiche e artistiche sulla Chiesa di San Sebastiano sono state estrapolate dal post "Chiesa di San Sebastiano - Configni (RI)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Assunta a Configni, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo - Configni (RI)", nella pagina Internet "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.

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