STORIA
Arroccata al di sopra di un'imponente rupe di Peperino, il paese di Vitorchiano divenne un castrum romano, per poi trasformarsi, nel Medio Evo, in un borgo fortificato, protetto per tre lati da alte mura medievali, per un lato dalla barriera naturale della rupe su cui sorge.
Inizialmente governata dalla vicina e potente città di Viterbo, a partire dalla fine del XII secolo, Vitorchiano si emancipò dal dominio viterbese, sottomettendosi spontaneamente a Roma. La conquista dell'autonomia la espose all'attacco delle milizie viterbesi, che nel 1232 attaccarono il paese e lo distrussero.
Sotto il governo di Annibaldi, il borgo venne ricostruito e dotato di nuove mura sul lato non protetto naturalmente dalla rupe. Le nuove fortificazioni resero il borgo praticamente inespugnabile.
Nonostante i benefici militari derivanti dalla sottomissione a Roma, i vitorchianesi mal sopportarono di essere governati da un privato. Così nel 1267, corrisposero al governatore romano Giovanni Annibaldi, il compenso a lui spettante, riacquistando in tal modo l'autonomia comunale.
Gli abitanti si dimostrarono incapaci di provvedere autonomamente al governo del proprio Comune.
Ciò comportò la sottomissione spontanea di Vitorchiano a Roma, che li ripagò nominando la città "Terra Fedelissima all'Urbe", riconoscendole esenzioni fiscali, e consentendole di aggiungere al proprio stemma il marchio S.P.Q.R..
MONUMENTI E LUOGHI D'ARTE
1) PORTA ROMANA, MURA E FORTIFICAZIONI
Entrando nel centro storico da nord, si viene immediatamente a contatto con le mura medievali di Vitorchiano, che cingono il centro storico nel lato meridionale, non protetto naturalmente dall'imponente rupe di peperino.
Edificate intorno al 1200, hanno una lunghezza complessiva di 250 m, intervallate da torrioni difensivi a sezione quadrata. Nel lato est ed ovest, si trovano due fortificazioni turrite a sezione cilindrica.
Nella torre centrale delle mura si apre Porta Romana, unico ingresso al centro storico medievale. La porta, edificata in peperino, é ornata da merli ghibellini e dotata di feritoie utilizzate per la difesa dagli assalti nemici.
Nell'intradosso della porta é inoltre possibile notare i caratteristici profferli, scale esterne, anch'esse in peperino che, generalmente, conducono ad una sorta di balcone, da cui é possibile accedere all'abitazione adiacente alla porta d'ingresso al borgo. Solitamente il balcone é sostenuto da una struttura arcuata a sesto ribassato.
2) FONTANA A FUSO
Nella piazza centrale del paese, dinanzi al Palazzo Comunale di origine medievale, tutt'ora sede delle istituzioni amministrative, si trova la Fontana a Fuso, di origine medievale, tra i simboli del centro storico.
La fontana, realizzata nel XIII secolo, presenta una struttura interamente in peperino, e occupa la piccola piazza che si apre dinanzi al Palazzo Comunale.
3) PALAZZO COMUNALE
Secondo le notizie riportate dal cronista Curzio Gobbino, vissuto nel XVI secolo, il Palazzo Comunale di Vitorchiano, venne eretto nei pressi del sito in cui sorgeva la rocca medievale.
La realizzazione del palazzo venne affidata ad un architetto, identificato dalle cronache come Magister Bernardum, maestro lombardo attivo da tempo nella Tuscia. La realizzazione del palazzo copre un periodo di tempo compreso tra il XV e il XVI secolo.
ESTERNO
La facciata settentrionale del palazzo, sulla piazza del paese, é affiancata dalla Torre dell'Orologio, ove é posta un'epigrafe del 1320. All'interno della torre é scolpito a caratteri gotici un bando municipale, che proibiva ad omicidi e traditori di dimorare nel borgo, a pena di una salata multa.
Nel Medio Evo la piazza su cui si affacciava il Palazzo Comunale, costituiva il simbolo della conquista delle libertà municipali, e lo spazio per eccellenza in cui si riuniva la popolazione e si tenevano tutte le grandi manifestazioni pubbliche: assemblee, spettacoli, mercati ed esecuzioni.
Nei pressi della lapide, é murato un lacerto di mensola scolpita su cui compare la scritta "1549".
Il Palazzo Comunale si affaccia su Piazza Roma, in cui é possibile ammirare il lato meridionale del complesso, alle spalle della Fontana a Fuso. Per accedere al palazzo occorre oltrepassare la seconda porta di accesso al borgo, denominata Porta della Neve e, subito dopo, sulla destra, recarsi in Piazza Sant'Agnese, ove é posto l'ingresso dello stesso Palazzo Comunale.
La facciata é scandita da tre livelli di altezza decrescente. Il livello inferiore, su cui si apre l'ingresso principale, é completamente rivestito da conci in peperino. Nei livelli superiori, decorati in stucco, si aprono finestre a croce guelfa dotate di stipiti scanalati.
Il lato meridionale del palazzo, affacciato su Piazza Roma, presenta la medesima suddivisione della facciata, con la differenza che sia il primo che il secondo ordine sono completamente rivestiti da conci in peperino. Qui si aprono due finestre per ognuno dei livelli: nel primo livello si presentano incassate nella parete mentre, nel secondo livello, sono caratterizzate da una struttura a croce guelfa. Sull'architrave é incisa l'iscrizione "SUMMA FIDELITAS". Il terzo livello presenta invece finestre di dimensioni più ridotte, rispetto a quelle dei livelli precedenti.
Il lato occidentale della struttura, affacciato verso la Porta della Madonna della Neve, presenta una scalinata (profferlo), che conduce ad un ingresso secondario del Palazzo Comunale, ora non più utilizzato.
INTERNO
Entrando dall'ingresso meridionale, ci si ritrova in un grande atrio, dotato di architrave con cornice superiore scanalata e volta a crociera. Nella parete di fondo, ove si trova l'ingresso degli uffici, é un'epigrafe in peperino, sulla sinistra, ove é riportata l'iscrizione "DEO ROMAEQUE - ESTO FIDELIS", ivi posta nel 1969, in occasione del settimo centenario della stipulazione del patto di sottomissione di Vitorchiano a Roma.
In alto a sinistra rispetto all'epigrafe, si trova lo stemma della Città di Vitorchiano, iscritto in un clipeo. Sulla destra dell'atrio d'ingresso, due archi a tutto sesto con colonne in peperino, costituiscono l'accesso ad un'aula laterale. Al suo interno, sono collocati dei tavoli di vetro, mentre le pareti sono impreziosite da affreschi e da un'epigrafe marmorea. Nella parete sinistra é collocata, in una nicchia rettangolare, la riproduzione fotografica del dipinto murale raffigurante San Michele Arcangelo che Uccide il Drago.
Sulla sinistra rispetto all'atrio d'ingresso, é posto un ascensore, che consente di accedere al primo piano. Qui si trova la splendida Aula del Consiglio, dove ha sede il consiglio comunale. La stanza si presenta come un grande salone, dotato di copertura a capriate lignee. Nel livello superiore delle murature, corre una fascia affrescata, decorata da artisti viterbesi nel XV secolo. Le pareti sono impreziosite da un piccolo pulpito semicircolare, dotato di cornice e tre stemmi a rilievo (uno di Roma e due di Vitorchiano), e un caminetto. Sia gli stemmi che il caminetto sono scolpiti in peperino.
Lungo le pareti si aprono due porte, i cui architravi recano incise frasi di fedeltà a Roma Capitale.
Il ciclo di affreschi della Sala Consigliare, viene fatto risalire ad un'epoca compresa tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI. Realizzato da artisti locali, presenta raffigurazioni di putti reggi - stemma, tra cui quello di Roma e di Vitorchiano, eseguiti in tromp l'oeil. Il ciclo di affreschi si sviluppa lungo tutto il perimetro della Sala Consigliare a ridosso del soffitto. Il ciclo richiama gli elementi araldici, ai quali sono inframezzati dei puttini. Particolare importanza assume il Dipinto della Madonna, sito nella postazione dalla quale venivano pronunciati i giuramenti.
Sulle pareti del salone sono riposte tele di grandi dimensioni, provenienti dall'Ex Monastero di Sant'Agnese, ora adibito ad Auditorium. Sulla parete destra é riposta la tela del XVII secolo di Calisto Calisti, raffigurante Santa Lucia incoronata da due angeli. A seguire é la tela del XVII secolo raffigurante Sant'Orsola incoronata da due angeli.
4) CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
Posta all'interno della prima cerchia muraria della cittadina, la Chiesa di Santa Maria Assunta é la più antica del borgo.
Fu consacrata nel 1533 da Monsignor Pastorelli, Vescovo di Bagnoregio, ma la sua struttura principale risale alla seconda metà del XIII secolo. Nel 1458 venne ristrutturato il campanile.
ESTERNO
La facciata é realizzata in blocchi di tufo, ornata da un rosone romanico a fiore e due finestre in alto.
Sono comprese nella facciata anche lo stemma mariano, sovrastato da una corona, e il portale d'ingresso sopraelevato di cinque gradini, ornato da una cornice a capitelli scanalati. E' inoltre presente, sul prospetto laterale, un secondo portale di accesso in stile gotico, sormontato da un timpano riccamente decorato.
La parte superiore termina con una cuspide dentellata, con contorni lobati terminanti in volute. La cuspide dentellata presenta al vertice una croce.
Nella lunetta é riposto un affresco deteriorato raffigurante l'Assunzione della Vergine, adagiata su nubi e circondata da cherubini osannati, realizzato da maestranze locali del XVII secolo. Sul lato destro della chiesa si apre una delle quattro monofore, poste sulle pareti laterali della chiesa. Sullo stesso lato, é riposto un affresco raffigurante la Madonna in Trono col Bambino. L'opera, di autore ignoto, si presenta molto deteriorata, riferibile ad un periodo compreso tra il XIV e il XV secolo.
Adiacente al portale, é posto il campanile a sezione quadrangolare, suddiviso in tre livelli da conci marcapiano con tre ordini di finestroni. Al livello inferiore si aprono finestre monofore, bifore al secondo livello, trifore sull'ultimo.
INTERNO
L'interno della chiesa si presenta a navata unica, con copertura a capriate e presbiterio sopraelevato.
Il presbiterio presenta, al centro della facciata, l'altare maggiore con timpano cuspidato, sorretto da colonne rivestite di velluto rosso con capitelli a foglie larghe. In controfacciata si apre un rosone gotico.
Sulla parete d'ingresso, in controfacciata, si trova un affresco raffigurante la Crocifissione di Gesù, del XIV secolo. Dietro la croce é raffigurato il Padre Eterno. Il Cristo posto al di sotto ha il capo inclinato a sinistra, intorno al quale si distingue appena l'aureola. Sul lato sinistro della controfacciata é posto un affresco raffigurante due Santi, con al di sotto posta una lapide tombale costituita da tre lastre, ove é incisa la data del 1663. Accanto é posta un'acquasantiera in peperino, che reca scolpiti alla base, gli stemmi di Roma e di Vitorchiano.
Il fonte battesimale é scolpito in peperino, realizzato nel XVI secolo da scalpellini locali, posto su base ottagonale. La tazza é decorata con girali vegetali, coperta da una calotta squamata dotata di una piccola lanterna ornata da intrecci geometrici e teste di cherubini. Dietro al fonte battesimale si apre una nicchia, decorata con un affresco del XV secolo molto rovinato, raffigurante San Leonardo. Il Santo tiene in mano due manette a staffa e si trova recluso dietro un'inferiata appartenente alla prigione.
Di seguito é un affresco raffigurante la Madonna con Bambino che tiene tra le mani il globo, risalente al XVI secolo, appartenente allo stile di Antoniazzo Romano. Una successiva nicchia trilobata, sorrette da colonnine ornate da capitelli a foglie larghe, contiene un affresco del XV secolo raffigurante San Leonardo e, probabilmente, Santa Margherita, attribuito al Maestro di Corchiano. Dinanzi all'affresco é collocata la statua in gesso di Sant'Antonio da Padova.
Il pulpito semicircolare é caratterizzato da cornici lisce ed articolate. La balaustra del pulpito é suddivisa in scanalature lisce, che ripartiscono la superfice in tre formelle. Nella formella centrale é raffigurato il sole in bassorilievo. Al centro di una nicchia é posto un Crocifisso ligneo del 1590, messo in risalto da un telo rosso, realizzato da Giovanni da Parigi.
Il presbiterio sopraelevato presenta un altare maggiore dotato di timpano cuspidato, sorretto da colonne rivestite da velluto rosso. Sull'altare é collocata una tavola raffigurante la Madonna tra Angeli. La Vergine é raffigurata in piedi sulle nubi, in preghiera, circondata ai lati da angeli musicanti in colonna.
Ai lati dell'altare a sinistra é dipinto San Paolo avvolto in un manto rosso. Al di sotto é collocata la statua di San Michele Arcangelo in gesso dipinto. Il Santo é raffigurato nell'atto di uccidere il drago con la spada, schiacciato sotto i suoi piedi.
A destra é riposto San Pietro, raffigurato con atteggiamento ammonitore, la mano destra sollevata, mentre nella mano sinistra stringe un libro e le chiavi. Al di sotto é invece riposta la statua raffigurante Santa Teresa di Lesieux.
Sulla destra, prima del presbiterio, é riposta la cantoria, nella quale é incluso l'organo della chiesa, risalente al Seicento, iscritto in un arco a tutto sesto. L'organo presenta una balaustra riccamente decorata da elementi geometrici mentre, più in basso, archetti trilobati. Sempre sulla parete destra, é posta una tela raffigurante l'Incredulità di San Tommaso. Il Santo é raffigurato mentre, con una mano tocca, incredulo le Stimmate del Cristo risorto. Sullo sfondo la folla assiste alla scena.
Di seguito é una nicchia affrescata di scuola viterbese del XVI secolo che rappresenta una Trasfigurazione. Nell'ordine superiore é l'Incredulità di San Tommaso, affresco viterbese del XVIII secolo. L'affresco raffigura San Tommaso mentre tocca le stimmate di Cristo Risorto, dietro il quale é posta la Madonna.
Sulla balaustra della lunetta é posta la statua del Sacro Cuore di Gesù. Con la mano destra é benedicente, mentre con la sinistra indica il cuore, circondato dalla corona di spine. Di seguito é riposta la macchina processionale in legno intagliato, dorato e argentato, risalente al XVII - XIX secolo.
L'immagine di Maria Santissima Assunta in Cielo viene trasportata tramite la suddetta macchina il 14 agosto di ogni anno. Sulla destra, in prossimità della controfacciata, si trova un'acquasantiera a fusto del XVI secolo. Nella vicinanze é posta una lapide tombale pavimentale in peperino, costituita da tre lastre, due delle quali datate 1583 e 1577.
5) CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA' (O DI SANT'AMANZIO)
Non appena superata la Porta Romana, s'incontra sulla sinistra la Chiesa della Santissima Trinità, anche nominata Chiesa di Sant'Amanzio, con l'annessa ex Chiesa di San Carlo, la cui facciata é ornata da una finestra istoriata.
La realizzazione della chiesa, contenente le spoglie mortali di Sant'Amanzio, Patrono della cittadina, risale al 1476, a seguito dell'adozione di un'apposita delibera da parte del Consiglio Comunale.
ESTERNO
L'esterno della chiesa presenta una facciata a capanna, al cui centro si apre un rosone circolare in vetro istoriato, ove é raffigurata, stilizzata, la Vergine che schiaccia il serpente, sotto il quale é posto il portale d'accesso.
All'ingresso principale si accede salendo una scalinata. Il portale principale rinascimentale, presenta stipiti scanalati, sormontati da un architrave anch'esso scanalato, sormontato da una lunetta impreziosita agli angoli da due piccoli fiori in peperino, ove é possibile scorgere tracce di affreschi non identificabili. A fianco é riposto il portale d'ingresso della ex Chiesa di San Carlo, luogo ove si riunivano i membri della Pia Associazione San Carlo.
Il campanile é in stile romanico, a pianta quadrata, dotato di due ordini di finestroni monofori con arco a tutto sesto e trabeazioni orizzontali.
INTERNO
L'interno della chiesa ha pianta quadrangolare, composto da un'unica aula, cui venne aggiunta, successivamente, la piccola navata sinistra, corrispondente a quanto rimane della Chiesa di San Carlo.
La copertura che ricopre la chiesa é a capriate. Il presbiterio rialzato presenta, nella parte superiore, una finestra ovale. Sulla sinistra si trova un'urna reliquario del XVII secolo, in legno dorato, opera dello scultore Keayter Federico, contenente le spoglie mortali di Sant'Amanzio. L'urna é sostenuta da due angeli, con ampia apertura di ali. La copertura dell'urna é rialzata e decorata con un'alta cornice a festoni e volute, posta al di sotto di una corona. Il sostegno inferiore rappresenta nubi da cui si affacciano cherubini. All'interno dell'urna sono conservate le reliquie di Sant'Amanzio, con la testa appoggiata sulla mano. Dinanzi al Santo é distesa una spada.
Nella parete di fondo della navata laterale sinistra é collocato l'Altare di San Michele Arcangelo, a forma di edicola, sostenuto da due colonne di finto marmo rosso, decorate a rilievi di rami di rose che sostengono un timpano spezzato. In basso, due putti sorreggono un cartiglio a volute.
Al centro dell'altare é collocata la tela del XVII secolo, raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il drago. La tela é una copia dell'opera realizzata da Guido Reni, presente nella Chiesa dei Cappuccini a Roma. Alla destra dell'altare, nel 2013 é stata collocata su un piedistallo in peperino la Statua di Santa Rita da Cascia, di moderna fattura.
Sulla parete sinistra é riposto un affresco. Nell'ordine superiore é raffigurata la Madonna col Bambino della fine del XVI secolo. L'affresco é in cattivo stato di conservazione.
Sulla parete laterale sinistra é posto un pulpito in peperino del XIV secolo, di forma esagonale.
Sempre lungo la navata sinistra é collocata la statua del Sacro Cuore di Gesù, rappresentato con le braccia aperte, sulle cui mani sono visibili le stimmate. Al centro del petto é riposto il cuore dorato con raggera.
Tramite una scalinata in peperino, si accede al presbiterio rialzato. L'altare in peperino poggia su basi di differente fattura. Quella sulla destra é impreziosita da un bassorilievo con tre figure, forse una rappresentazione stilizzata dell'Ultima Cena. La base riposta sulla sinistra, presenta un fusto di colonna poggiante su un capitello quadrangolare, decorato a volute e semplice cornice circolare alla base.
Il presbiterio presenta pareti laterali in pietra, e volta a botte decorata in succo. L'abside quadrangolare é di semplice fattura. Alla parete absidale é addossato un tabernacolo in peperino del XIII secolo, poggiante su una colonna in peperino. Sulla destra é un Crocifisso del XVI secolo, realizzato in legno a grandezza naturale. Alla destra del presbiterio é riposta una tela di recente fattura raffigurante la Vergine.
Sulla parete é appoggiata la tazza circolare, che probabilmente costituiva l'acquasantiera della primitiva chiesa. La tazza presenta una profonda scanalatura.
Nella terza nicchia della parete destra, é riposta la tela rappresentante la Madonna in Trono con Bambino e Santi del 1560. La tela raffigura la Vergine in Trono con Bambino, circondata dalle Sante Barbara, Caterina d'Alessandria, Margherita e la Maddalena mentre, in basso, San Domenico e Santa Caterina da Siena, raffigurati inginocchiati con i canonici abiti domenicani. In alto, due angeli incoronano la Vergine.
Nella seconda nicchia é posta una tela raffigurante la Morte di San Giuseppe, di Domenico Corvi, della fine del XVIII secolo. Al termine della parete destra, é riposta una nicchia affrescata da Valentino Pica nel 1514. Nella nicchia é raffigurata l'Annunciazione. Al centro é raffigurata la Vergine in preghiera dinanzi a un leggio davanti al quale é sceso l'Arcangelo Gabriele. In alto é raffigurata una schiera di cherubini tra le nuvole che assiste alla scena, mentre la colomba dello Spirito Santo scende su Maria.
6) MOAI DI VITORCHIANO
Il Moai di Vitorchiano, costituisce una singolare opera d'arte, scolpita negli anni Novanta, in quattro settimane, da undici indigeni provenienti dall'Isola di Pasqua, appartenenti alla Famiglia Atan, in sole quattro settimane.
L'obiettivo della realizzazione dell'opera era quello di attirare l'attenzione del mondo sul precario stato di conservazione degli originali Moai dell'Isola di Pasqua, che si stavano deteriorando.
L'intento era di andare alla ricerca di una pietra vulcanica simile a quella esistente sull'isola di Rapa Nui, nome indigeno dell'Isola di Pasqua, al fine di realizzarne uno nuovo. La pietra ottimale per la loro realizzazione, venne individuata nel peperino. Gli indigeni trovarono un blocco di peperino dal peso di quattro tonnellate, che venne scolpito completamente a mano dai Maori dell'Isola di Pasqua, con il solo utilizzo di pietre taglienti, seguendo l'antica cerimonia del Kuranto.
La statua é rivolta verso il centro storico di Vitorchiano, in segno di buona sorte. Il Moai di Vitorchiano porta sul capo un Pukapo, tipico cappello della popolazione indigena dell'isola. L'opera é alta sei metri ed ha un peso di quattro tonnellate.
NB. Le notizie storiche sul borgo di Vitorchiano, sono state estrapolate dal post "Vitorchiano. Il paese del peperino ai piedi dei Monti Cimini", nel portale "My Tuscia. Scopri, Assapora, Ama la Tuscia", in www.mytuscia.com.
NB. Le informazioni relative alla Porta Romana, alle mura e alle fortificazioni, sono state estrapolate dal post "Vitorchiano", nel portale "Lazio Nascosto", nel sito www.lazionascosto.it.
NB. Le informazioni relative alla Fontana a Fuso, sono state estrapolate dal post "Vitorchiano: cosa vedere e cosa assaggiare nel delizioso borgo medievale", nel portale "My Tuscia. Scopri, Assapora, Ama la Tuscia", in www.mytuscia.com.
NB. Le informazioni relative al Palazzo Comunale, sono state estrapolate dal post "PALAZZO COMUNALE", nel portale "VITORCHIANO", nel sito www.vitorchiano.artecitta.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa di Santa Maria Assunta, sono state estrapolate dal post "Chiesa di Santa Maria Assunta in cielo - Vitorchiano (VT)", nel portale "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni sulla Chiesa della Santissima Trinità (o di Sant'Amanzio), sono state estrapolate dal post "Chiesa della Santissima Trinità o di Sant'Amanzio - Vitorchiano (VT)", nel portale "I luoghi del silenzio, la memoria é il solo strumento che cancella il tempo", in www.iluoghidelsilenzio.it.
NB. Le informazioni riportate sul Moai di Vitorchiano, sono state estrapolate dal post "Moai di Vitorchiano. Cosa vedere a Vitorchiano, Viterbo, Lazio", nel portale "e - borghi", in www.e-borghi.com.






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